Per far tornare Smalling serve un bel rilancio
IL TEMPO - BIAFORA - La difficoltà nell'operare in uscita continua a bloccare il mercato della Roma in entrata, con la data del 5 ottobre che si avvicina sempre di più. A poco più di 10 giorni dalla fine del mercato ci sono soltanto due volti nuovi per Fonseca: Pedro e Kumbulla. La priorità per il tecnico è il ritorno di Smalling sul quale Solskjaer si è espresso apertamente: "Al momento, non abbiamo ricevuto offerte concrete. Non ci sono proposte che ci accontetano. Questa è la situazione allo stato attuale. La valutazione di Chris non dipende da me, non sono io a negoziare tra i club, ma non abbiamo avuto offerte sufficienti".
Le parole dell'ex attaccante dei Red Devils non lasciano spazio ad interpretazioni: o la Roma o alza l’asticella o il calciatore non tornerà ad indossare la maglia giallorossa. Negli ultimi giorni alcuni intermediari hanno tentato di piazzarlo all’Inter e al Milan, ma Smalling continua ad aspettare la Roma. Il nome in alternativa è quello del brasiliano Marcao, mentre alcuni agenti hanno offerto Rudiger, che il Chelsea cede in prestito con diritto di riscatto.
Intanto è stato ufficializzato l'acquisto del giovane Louakima, che ha firmato un triennale con opzione di rinnovo che scatterà automaticamente non appena diventerà maggiorenne: il PSG incassa 200mila euro più bonus e manterrà una percentuale sulla rivendita. News dal campo: Fonseca ha nuovamente a disposizione Fazio, tornato ad allenarsi in gruppo così come già aveva fatto da lunedì Bruno Peres. Ancora out Coric, che a Zagabria sta alternando fisioterapia e recupero atletico dopo l'infortunio alla caviglia.
Rivoluzione d'ottobre. Il caso Diawara scatena Friedkin: Totti numero 2 e Allegri più vicino
LEGGO - BALZANI - Dan, Max e Francesco ovvero Friedkin, Allegri e Totti. La nuova Roma guarda al domani perché l’oggi sembra più nero di ieri. Accade così che nella settimana di un Roma-Juve mai banale ci si proietti già al secondo start del campionato: quello dopo la sosta di ottobre. Un mese che fa venire in mente la Rivoluzione, quella vera. Questa di Trigoria è figlia dell’insoddisfazione dei Friedkin che hanno avviato una indagine interna che interessa tutti i comparti del club e delle società satellite. Alcuni conti, infatti, non tornano. E non solo quelli.
ALLEGRI - Non tornano ad esempio i risultati di un lavoro che Fonseca ha avviato un anno fa e di cui non si vedono ancora i frutti. La squadra è confusa: tatticamente e psicologicamente. Molti giocatori non credono più del progetto (a partire da Dzeko che domenica sfiderà da capitano la Juve) e alcune uscite pubbliche del portoghese non sono piaciute a Friedkin. La fiducia a Paulo è già finita anche perché monta l’entusiasmo per Allegri.
La Roma, nei primi contatti informali, ha presentato un’offerta da 8 milioni a stagione. Addirittura di più di quanti ne guadagnava alla Juve. Ecco alcune idee di mercato: da De Sciglio a Kean passando per Mandzukic e il ritorno di Rudiger che il Chelsea vuole cedere in prestito secco e rappresenta la migliore alternativa a Smalling. Max, in una cena “romana”, ha detto di essere interessato ma non ancora convinto al 100%. La pista B porta a Ragnick che ricoprirebbe il ruolo di allenatore per un anno per poi spostarsi dietro la scrivania (con Sarri?).
TOTTI - Il pasticcio che è costato lo 0-3 col Verona accelererà un processo che era già in atto e che prevede uno “snellimento” radicale. Il primo a saltare è stato il segretario Longo, ma ci sono altri personaggi nella lente d’ingrandimento della presidenza. Compreso De Sanctis di cui non è piaciuta l’uscita goffa all’Ansa relativa alla querela verso l’influencer “Er Faina”. I Friedkin pretendono un profilo basso da parte di tutti. Ormai a un passo l’addio del vicepresidente Baldissoni.
Un posto (un ruolo alla Nedved) che potrebbe essere preso da Totti che ieri si è rivisto in una comparsata a Roma Tv. Altro segnale dell’imminente ritorno di Francesco che domenica (probabile presenza in tribuna con la Juve) compirà 43 anni. Ma non basta per far tornare il sorriso a una piazza che non si accontenta più solo di buone intenzioni. Perché come diceva Nelson Mandela: “Cominciare una rivoluzione è facile, è il portarla avanti che è molto difficile”.
Nuovo stadio a Tor di Valle. Il progetto sarà seguito da Ryan
LA GAZZETTA DELLO SPORT - La Roma continua a lavorare a fare spenti per la questione legata allo stadio. Questo è il modus operandi con cui i Friedkin hanno abituato i tifosi a lavorare in queste giornate romane e la discussione in merito a Tor di Valle non fa sconti. Secondo alcune notizie a occuparsi del futuro stadio giallorosso, considerato fondamentale nella creazione di un progetto vincente e di lungo periodo, sarà Ryan Friedkin in prima persona. Entro Natale il progetto arriverà in aula e nei prossimi giorni la sindaca Raggi potrebbe incontrare i texani per discutere dell'argomento, nella speranza che entro l'anno si possa sbloccare l'iter definitivamente. Intanto i Friedkin si preparano alla loro prima gara casalinga all'Olimpico, in cui saranno accompagnati da mille tifosi nella speranza prima o poi di riaverli tutti sulle tribune.
Friedkin passa all'azione
IL TEMPO - BIAFORA - Un errore che ha accelerato un processo iniziato già negli scorsi giorni. Nel loro prime mese da proprietari della Roma Dan e Ryan Friedkin, coadiuvati dai fedelissimi Marc Watts e Eric Williamson, hanno studiato ogni dettaglio della società giallorossa e quello di ottobre sarà un mese che vedrà profondi cambiamenti all’interno della struttura operativa del club. Il 3-0 a tavolino subito con il Verona non ha fatto altro che dare un'ulteriore spinta alla fase di rinnovamento: in una riunione andata in scena tra i vertici del Gruppo Friedkin ad inizio settimana è stato ammesso che probabilmente bisognava intervenire in maniera pesante immediatamente dopo la sottoscrizione del closing con Pallotta.
Fino all’assemblea degli azionisti convocata per il 29 settembre non ci saranno scossoni, ma dopo la nomina del nuovo consiglio d'amministrazione e l'approvazione del bilancio 2019/20 - la perdita sarà da record - partirà effettivamente il nuovo corso giallorosso. Tra Trigoria e gli uffici dell’Eur quasi nessuno può considerarsi al sicuro di restare al proprio posto, sia per quanto riguarda le persone coinvolte nell’area sportiva e sia per le varie figure che si occupano quotidianamente delle vicende extra-campo. I primi addii sono quelli del segretario sportivo Longo, le cui dimissioni per il caso Diawara sono state accettate dal Ceo Fienga, e del vicepresidente Baldissoni, che lascerà la Roma e non si occuperà più del progetto di Tor di Valle, che rappresenta una priorità del gruppo texano.
Da capire quello che sarà il destino dell'ad Fienga, mentre sono in bilico le posizioni del global sport officer Zubiria, dell'allenatore Fonseca (Allegri e Sarri sono alla finestra), del direttore sportivo De Sanctis (gli era stato chiesto di restare e di non accettare l'offerta da dg dell'Ascoli) e del team manager Gombar, tra i responsabili del pasticcio fatto con le liste, a cui nessuno è riuscito a mettere una pezza. Il primo obiettivo dei Friedkin - che ancora non hanno avuto modo di incontrare Totti - è quello di creare una struttura più compatta e armonica, con figure che siano in grado di collaborare e dialogare tra di loro. L'intenzione di affiancare a Ryan Friedkin un consigliere che conosca in maniera approfondita l'Italia e tutte le pieghe del calcio tricolore, andando poi a nominare un direttore sportivo dal profilo internazionale: il candidato numero uno è Rangnick, anche se ci sono stati alcuni contatti tra Paratici, in uscita dalla Juventus, e Fienga. In attesa di capire da chi saranno riempite le varie caselle destinate a svuotarsi verrà definita l'Opa ed entro la fine dell'anno sarà completato l'aumento di capitale.
Fonseca ora studia la formula fantasia
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Domenica sera Fonseca dovrà risolvere il primo grande dubbio relativo alla formazione da schierare in campo. In attacco ci sarà sicuramente Edin Dzeko, ormai lontano dalle voci di mercato e in cerca di riscatto con una rete all'Olimpico. Il problema sta nel scegliere chi giocherà alle sue spalle. Mkhitaryan, Pedro e Pellegrini: in tre per due maglie. L'armeno è stato il migliore nel precampionato giallorosso e Fonseca in più occasioni lo ha definito giocatore dotato di intelligenza particolare e che può giocare in ogni ruolo. Pedro è il nuovo acquisto, ma la sua esperienza calcistica è in dubbio e si è vista a Verona. Pellegrini è uno dei pupilli del tecnico portoghese, che lo ha anche definito il miglior giocatore italiano in circolazione. Nonostante i dubbi però c'è la possibilità di vederli tutti contemporaneamente in campo. Mkhitaryan e Pedro alle spalle di Dzeko e Pellegrini abbassato a centrocampo al fianco di Veretout, con Diawara in panchina. Sarebbe una Roma molto offensiva, ma contro la Juventus oltre i gol serve soprattutto la vittoria.
Friedkin infuriati: “Ora si cambia”. Dzeko con la fascia
LA REPUBBLICA - L'unica certezza per la gara di domenica sera contro la Juventus è che Edin Dzeko giocherà e guiderà la formazione giallorossa con la fascia da capitano al braccio. Ne è convinto lo spogliatoio e lo è anche mister Fonseca, che arriva alla partita con i bianconeri cercando di emergere dal caos che regna a Trigoria. Da una parte ci sono i Friedkin delusi per la sconfitta a tavolino contro l'Hellas Verona e dall'altro lato c'è la fiducia nel mister, che si giocherà la panchina proprio contro la squadra di Pirlo. Intanto sul mercato non si sblocca la trattativa per Smalling, così alcuni pensano a un possibile ritorno di Rudiger, in uscita dal Chelsea.
Si è spento il Var: rivoluzione soft e addio “rigorini”
LA REPUBBLICA - Quella a cui gli spettatori assisteranno in questa stagione dovrebbe essere un'inversione di tendenza. Se lo scorso campionato di Serie A si è chiuso con 186 rigori assegnati, un record per la massima competizione italiana, arrivati nella maggior parte dei casi con interruzioni di gioco e arbitro che si reca al VAR, in questa stagione invece stando ai dettami decisi dai vertici arbitrali europei si dovrà cercare di utilizzare meno la tecnologia ogni minuto, facendo in modo che il gioco sia più fluido e godibile. Questo è il caso dei movimenti in area di rigore dei difensori, che come spiega il designatore Nicola Rizzoli: «Non possiamo togliere al difensore la possibilità di fare un movimento istintivo: se il braccio non poteva essere più ritratto non deve essere punibile. L’obiettivo è permettere ai difensori di non giocare come pinguini. L’augurio è che si fischino meno rigori». Una Serie A più simile a quella del passato dunque, in cui si spera però non tornino le polemiche per le decisioni arbitrali.
Pubblico, riforme, tamponi. Ora il governo è accerchiato
LA REPUBBLICA - La Serie A è ripartita e lo ha fatto con una riapertura, seppur parziale, degli stadi, che a oggi possono contenere un massimo di mille tifosi. La volontà e la speranza però di molte società, e di alcune regioni, è quella di poter aumentare il numero di spettatori negli impianti, arrivando a toccare il 25% del totale della capienza. Una sorta di frenata arriva dalle parole del Ministro della Salute Roberto Speranza: «Prima vogliamo valutare la risposta dal punto di vista dei contagi della riapertura delle scuole, che per noi sono prioritarie rispetto al calcio». Intanto nella giornata di oggi la Conferenza delle Regioni dovrebbe approvare le linee guida che prevedono l’apertura degli stadi per un massimo del 25% della capienza con gli impianti divisi in “blocchi funzionali”. Si attende poi una risposta da parte del Governo, che si esprimerà sull'argomento entro il 7 ottobre, anche se in molti sperano lo si faccia prima, magari per il giorno in cui andrà in scena Italia-Moldavia a Firenze, che potrebbe essere usata come banco di prova.
Dzeko, prove di pace. Resta lui il capitano
IL TEMPO - BIAFORA - Edin Dzeko giocherà dal primo minuto contro la Juventus e lo farà indossando la fascia da capitano della Roma. Una prospettiva inimmaginabile fino a qualche giorno fa, quando tutti erano convinti che il bosniaco sarebbe sceso in campo domenica prossima all’Olimpico con la maglia bianconera. Il blocco definitivo alle trattative con il Napoli per Milik però ha cambiato le carte in tavola, portando Dzeko, che era pronto a partire per Torino contento della nuova sfida, a rimanere a Trigoria.
Ora c’è da ricucire il rapporto con Paulo Fonseca, per il bene collettivo e in vista dei prossimi impegni. Rimane da capire però quanto la società abbia fiducia in Fonseca, viste le voci che vorrebbero Allegri come sostituto designato del portoghese; il livornese ha già discusso della possibilità di lavorare a Roma con il suo staff. Una frenata, quella relativa al cambio di centravanti, che ha fatto venire meno importanti plusvalenze per la nuova proprietà Friedkin, che oltre a quella con Dzeko avrebbe registrato 5 milioni di plusvalenza con i trasferimenti dei giovani Meloni e Modugno in Campania. Infine, c’è da completare il mercato, con Kalinic che si continua a proporre e l’Atletico che chiede un indennizzo da 1,5 milioni di euro per liberarlo. Per Smalling non sono state presentate nuove offerte dopo l’acquisto di Kumbulla e si valuta ancora l’opzione Marcao del Galatasaray.
Una figuraccia che questo club non merita
IL TEMPO - CARMELLINI - Quando un paio di giorni fa scrivevamo su questo giornale della necessità di un cambio di passo, di una svolta alla quale lo stesso Friedkin sembrava pronto (non a caso aveva incontrato a Londra Ralf Rangnick) non sapevamo ancora l'epilogo della surreale vicenda Diawara. Tre a zero a tavolino nella gara d'esordio pareggiata al Bentegodi contro il Verona perché è stata sbagliata l'iscrizione del giocatore.
Tanto per fare un esempio è come se la Ferrari si dimenticasse di iscrivere i suoi piloti a una gara: possibile? No, magari vanno piano ma la gara intanto la fanno. La vicenda del centrocampista guineano non fa che confermare quanto avevamo intuito e quanto anche lo stesso Friedkin ha iniziato a capire: serve gente competente che sappia fare le cose e nel modo giusto, senza incappare in errori grossolani di questo tipo. Viene da pensare: se fanno cosi le cose più elementari, immaginate quelle più complesse.
[...] Sembra il campionato dei dilettanti allo sbaraglio: ma questa è la Roma, la squadra che rappresenta non solo la capitale d'Italia, ma anche una storia. [...]
Rocchi e la lite col Napoli: “Non era di mia competenza”
IL TEMPO - BIAFORA - Continua la battaglia legale tra Roma e Napoli rispetto al mancato distanziamento delle norme anticovid da parte della panchina giallorossa per la gara del San Paolo della scorsa stagione. Ieri la Procura Federale ha chiesto una proroga del procedimento aperto nei confronti del ds azzurro Giuntoli dopo la lettura della memoria difensiva del team manager giallorosso Gombar. Un documento presentato nell’ambito del procedimento parallelo che lo vede deferito insieme a Fienga e Manara per responsabilità oggettiva. Lo scorso 4 agosto è stato sentito anche l’arbitro Rocchi che ha confermato di aver sentito le liti del pregara ma di non essere intervenuto in quanto materie di non sua competenza.
Dzeko capitano contro la Juventus. Kumbulla in campo
LA REPUBBLICA - La Roma dopo la decisione del Giudice sportivo, che ha costretto i giallorossi a perdere il punto conquistato a Verona, a Trigoria si prepara la delicatissima sfida di domenica sera alle 20:45 all'Olimpico contro la Juventus. Le certezze per Fonseca sembrano essere due: da una parte c'è una maglia da titolare per Kumbulla, a cui il portoghese sperava di affiancare anche Smalling anche se non è da escludere un suo arrivo lampo in settimana; dall'altro lato c'è la fascia da capitano sul braccio di Edin Dzeko, che guiderà l'attacco giallorosso in quella che deve essere assolutamente una vittoria. I dissapori tra bosniaco e tecnico devono essere risolto, o quantomeno messi da parte per una sera, perché i tre punti mai come in questa occasioni diventano fondamentali per il prosieguo della stagione.