Spalletti: "Dzeko gioca un calcio totale. Con Totti sono sempre stato lo stesso, era cambiata la situazione"
VIRGINIA RIFILATO - Luciano Spalletti, per due volte in carriera alla guida della Roma, ha parlato ai microfoni di Sky del suo passato giallorosso e del rapporto con Totti:
Videomessaggio di Walter Sabatini: "Luciano è un genio, ha fatto cose grandi in carriera. La sua genialità si vede nella qualità del suo gioco, nelle scelte, una su tutte è la trasformazione di Nainggolan, ma anche Emerson Palmieri, che lui ha lanciato e lo ha reso una delle più grandi plusvalenze della Roma".
"Lui è un vero genio e un grandissimo amico. All'inizio ci siamo un po' studiati, poi è nata un'amicizia totale fatta di stima e professionalità. Passavamo le notti intere a parlare di calcio e di calciatori. Lui sa dire le cose in un modo inimitabile, sa trovare sempre calciatori che sanno emozionare il pubblico. Nel 2015-2016 senza soldi mi portò Perotti ed El Shaarawy, due calciatori fondamentali per sterzare in quella stagione e far bene nelle successive".
Hai spesso cambiato ruolo a molti centrocampisti (Perrotta, Nainggolan ndr).
"Cerco sempre di rendere protagonisti i calciatori. Si difende ciò che riguarda il club, ma i calciatori devono essere i protagonisti assoluti. Dialogo con loro, sento quello che hanno da dire. Perrotta partiva mediano, ma vedevo che sapeva inserirsi nei momenti giusti della partita. Somiglia molto a Vecino, entrambi si inseriscono e finalizzano. Allo stesso modo Nainggolan, sono giocatori che hanno bisogno di inserirsi in area. Con Perrotta c'era Totti che sapeva sempre mettersi dove era difficile da marcare e apriva degli spazi per Perrotta che nell'inserimento era un maestro. Bisogna ascoltare i comportamenti dei giocatori in allenamento".
La tua prima avventura a Roma?
"Era una squadra baciata da sole di Roma, era fatta di calciatori che si passavano la palla senza mai mettere in difficoltà il compagno. Per fare ciò ci vuole tanta qualità e loro l'avevano, i passaggi facili che vanno a buon fine fanno la differenza per giocare bene a calcio come faceva quella Roma".
Pizarro?
"Lui mi ha dato una mano fondamentale in carriera. Lui è il calciatore che tiene continuamente la squadra connessa. La prima volta l'ho conosciuto ad Udine, era sul lettino dei massaggi, ho visto che era molto basso e sono rimasto perplesso. Poi alla prima partitina è stato incredibile, sembrava che giocasse da sempre in squadra, ha toccato un'infinità di palloni. Anche a Roma ha fatto partite di un livello incredibile, per certi versi era fin troppo generoso. Gli somiglia molto Brozovic, entrambi vogliono toccare tutti i palloni e spesso spendono troppe energie. Pizarro era eccezionale anche nello spogliatoio, un amico unico per tutti i compagni. In più canta benissimo, quando si pesava, siccome ogni tanto prendeva qualche chilo in più, tentennava molto, cercava di perdere tempo, ci voleva un'ora per farlo salire sulla bilancia. Poi quando si scopriva che il suo peso era nella norma, lui iniziava a cantare. Poi andava nell'armadietto, prendeva un vassoio di pastarelle e le offriva a tutti".
Roma 2016/2017 la più completa che hai mai avuto?
"A Roma avevo una squadra piena di campioni, Nainggolan, Strootman, Manolas, Rudiger, Salah. Poi Dzeko, con lui puoi giocare in ogni modo. Dzeko sa segnare e fare assist, gioca un calcio totale, sa segnare, sa venire incontro a fare il regista, sa giocare in profondità. È completo, si trova in ogni calcio che si gioca. Forse il suo limite è che ogni tanto si accontentava delle grandi giocate che faceva. Ricordo che una volta fece due gol, poi nella riunione di inizio settimana ho cercato di stimolarlo, anche perché le cose di solito a un calciatore le dico quando fa bene, e lui mi rispose in maniera seria. Lui ha un grande carattere, ma in dei momenti tende ad accontentarsi, magari ha fatto due gol, senza pensare che poteva farne altri due".
Videomessaggio di Aquilani: "Quella sera che all'una di notte mi hai bussato a casa, che volevi?"
"In alcune società ho acquisito una confidenza molto profonda. Lui era un ragazzino al tempo, lo minacciavo che lo sarei andato a trovare a casa per controllarlo e allora una sera ci sono andato. Serviva per tenere alta la guardia".
Totti?
"Penso di essere stato sempre lo stesso con Francesco. Lui ha parlato di fase 1 e fase 2, io sono stato sempre lo stesso, ma queste due fasi richiedevano un atteggiamento diverso. Con Francesco ho avuto un buon rapporto, poi per me contano i risultati della squadra e devo per forza pensare a quello. La Roma meritava di stare in Champions, dovevo portarcela. Io sono sempre stato lo stesso, ciò che cambiava era la situazione. Ho dovuto adottare due comportamenti diversi, ma solo per mettere al primo posto i risultati della squadra. Auguro a Francesco una grande carriera da procuratore".
La citazione "Uomini forti destini forti, uomini deboli destini deboli" com'è nata?
"È nata casualmente. Mi ha fatto piacere vedere in questi giorni un medico che ha scritto questa frase sul proprio camice. È una frase sintetica, che fa arrivare subito il messaggio. È venuta come vengono altre frasi, cercando di stimolare i calciatori".
Un calciatore che avresti voluto allenare?
"Ce ne sono tanti, Drogba, Rooney, Kaka, Cannavaro. Però ne ho allenati tantissimi che mai avrei pensato di allenare. Mi bastano quelli che ho allenato".
Zaniolo a rischio cessione
IL TEMPO - AUSTINI - Da incedibile a sacrificio necessario il passo è breve. La Roma dai conti in rosso non può più permettersi di lasciare Zaniolo fuori dal mercato, né lui né Lorenzo Pellegrini. Uno scenario amaro: sono già partiti i primi segnali agli agenti per scandagliare le possibili offerte. Ad oggi sul calciatore c’è sicuramente la Juventus, intenzionata però a proporre uno scambio inserendo contropartite (come Bernardeschi), mentre in Inghilterra aveva mosso qualche passo il Liverpool. Il prezzo pre-Coronavirus per Zaniolo era di 80 milioni, cifra che pochi club potrebbero spendere, ma oltre ai reds non si registra altro interesse da parte delle big finora. Discorso diverso per Lorenzo Pellegrini, che ha una clausola rescissoria da 30 milioni circa e che piace al Psg. L’obiettivo di Petrachi è di salvare almeno uno dei due calciatori, ma sarà il mercato a dettare le regole. Zaniolo sarebbe felice di restare e Pellegrini è ancora più restio a partire. In lista di uscita ci sono anche Florenzi, Under e il baby Riccardi. Bisogna poi piazzare Schick, Olsen, Nzonzi, Karsdorp e Coric, mentre Pastore, Perotti, Fazio e Juan Jesusnon rientrano più nei programmi.
Roma e Lazio restano in attesa
IL TEMPO - I giocatori di Roma e Lazio, mentre attendono l’ok definitivo per tornare ad allenarsi in maniera collettiva, sono già tornati nei rispettivi centri sportivi. I calciatori, seguendo tutte le rigide norme del caso e dopo aver effettuato il tampone ed essere risultati negativi, hanno ricominciato ad allenarsi in maniera individuale. Corsa, scatti, lavoro aerobico, tecnica individuale col pallone e niente più per il momento. La normalità è lontana, ma gli addetti ai lavori sono fiduciosi e attendono la data di lunedì, che sembrerebbe rappresentare l’inizio degli allenamenti di gruppo. Nel frattempo a Trigoria si è registrato il primo infortunato, è il portiere Pau Lopez, che ha rimediato una microfrattura al polso sinistro.
Pallotta: “Non ci sono sempre stato a supporto della Roma?”
La trimestrale della Roma ha evidenziato un debito di 278,5 milioni e, in attesa del ritorno alla normalità e di capire quale sarà il futuro della società, il club adesso ha bisogno di una boccata d’ossigeno per i conti. Secondo quanto riporta La Gazzetta Dello Sport, James Pallotta è pronto a versare 20 milioni subito, 50 in totale, nelle casse dei giallorossi. Queste le dichiarazioni del presidente:
“Non ci sono sempre stato a supporto della Roma?”.
Sabatini: "Tomiyasu resta. Non faremo svendite a Roma, Inter o Juve"
Walter Sabatini, coordinatore delle aree tecniche del Bologna e del Montréal Impact ed ex direttore sportivo della Roma, è stato intervistato da Sky Sport ed ha parlato anche della sua avventura in giallorosso e di alcune operazioni di mercato. Queste le sue parole:
Gli scambi si possono fare tra club di pari livello. Io non posso fare scambi con l’Inter, con la Juventus o con la Roma stessa.
Sul mercato…
Vorrei il mercato aperto tutto l’anno, almeno se un terzino sbaglia un cross posso sondarne la sera stessa un altro. Ma so di essere eretico io. Se Tomiyasu sbagliasse un cross, invece, non lo cambierei, perché so che è un grande giocatore.
Tomiyasu non si vende in questa sessione?
No, perché la cifra non sarebbe colmerebbe comunque il valore del giocatore. Non sarebbe una cifra sufficiente. Oggi nessuno ha avuto la capacità e possibilità di valutare veramente Tomiyasu.
Spadafora: "Ripresa il 13 giugno? Stiamo lavorando"
Vincenzo Spadafora, Ministro dello Sport, ha rilasciato alcune dichiarazioni a casanapoli.net, nel corso di una diretta Facebook. Queste le sue parole.
Sulla ripresa della Serie A...
Inviterei tutti a fare un po’ meno i fenomeni. Da fuori si è tutti scienziati, calciatori, arbitri. Mi dicono ‘non sei uno che viene dal mondo dello sport’, per fare il Ministro dello Sport non è vincolante essere uno sportivo. Bisogna ascoltare chi ne sa più di noi, però poi assumersi le responsabilità. Il mondo del calcio ci chiede di essere noi ad assumerci la responsabilità di bloccare, non decideranno in autonomia. Anche nel mondo del calcio ci sono posizioni diverse, anche tra i calciatori ricevo molti messaggi sui social, cercano di contattarmi per dirmi le loro preoccupazioni. C’è una differenza di posizioni che è frutto di una complessità generale.
Data per la ripresa del campionato...
Il campionato può ripartire il 13 giugno? Noi stiamo lavorando per fare in modo che dopo che sia ripartito il campionato, poi possa anche concludersi. La prudenza utilizzata è stata interpretata male. Sappiamo, o meglio, speriamo ripartano da lunedì gli allenamenti di gruppo. Il Governo ha dato il suo via libera, ora dipende dai club.
In merito al protocollo medico...
Il protocollo la Federazione lo aveva accettato, poi qualcosa non è andato bene al mondo del calcio. Evidentemente tra Figc e Lega non c’era uniformità perché quella dell’isolamento è stata una proposta spontanea dei presidenti Dal Pino e Gravina, quasi un mese fa. Sulla responsabilità penale l’Inail ha chiarito bene e ricade solo se non c’è attuazione dei protocolli. Il tema vero è quello della quarantena perché rimanendo così, con l’inizio del campionato c’è il rischio che una squadra possa restare ferma 14 giorni. Potremo riparlarne, ma prima bisognerà vedere la curva dei contagi.
Mancini: "Bisogna stare attenti agli infortuni soprattutto adesso. Ci dobbiamo rimettere in forma"
Gianluca Mancini, difensore della Roma, ha rilasciato un'intervista per il programma La Domenica Sportiva che andrà in onda questa sera. Questo un estratto delle sue parole:
Cosa hai imparato a fare durante la quarantena?
“Ho scoperto tante cose nuove con mia moglie. Ho imparato a fare la pizza in casa e le lasagne. Mia moglie mi ha insegnato a fare questo, ma deve ancora aiutarmi perché da solo ancora non ci riesco”.
Sugli infortuni
“Gli infortuni fanno parte del mondo del calcio, sono sempre più costanti e bisogna stare attenti, soprattutto in questa fase visto che veniamo da due mesi non di inattività ma quasi, perché ci siamo allenati a casa e non è come allenarsi come facciamo al campo, o come tutte le cose che facciamo durante l’anno. In questo momento un po’ più di attenzione ci deve essere, però in questo momento ci dobbiamo rimettere in forma per un possibile ritorno al campionato. L’infortunio di Pau è stato un trauma alla mano, non ci si può fare niente, fanno parte del gioco, sono i più rognosi e speriamo che Pau si rimetta presto perché è importante per noi”.
Lati positivi durante questo stop?
“Lati positivi durante questo lungo stop sicuramente aver passato tempo con la famiglia, io con mia moglie. Noi calciatori siamo quasi sempre fuori a giocare e con loro passiamo poco tempo, quindi in questi mesi di quarantena ne ho approfittato per stare con lei e fare tante cose nuove con lei”.
Prof. Castellacci: "Inammissibile che ci sia una responsabilità unica del medico sociale. Alcuni si sono già dimessi"
Il professor Enrico Castellacci, ex medico della nazionale ed oggi presidente dell'Associazione Medici del Calcio, ha parlato ai microfoni di Sport Mediaset esternando il suo disaccordo con il Comitato Tecnico Scientifico ed il Governo circa le responsabilità dei medici sociali dei club:
"Essere responsabili di tutto è paradossale anche pensarlo. Assunzione di responsabilità sì, ma serve anche condivisione del rischio. Da Spadafora avrei preferito un’altra linea per riprendere il campionato, un pochettino più aperta. La Figc? Mi ha sorpreso ancora di più, non ho accettato che abbia immediatamente avallato l’input governativo. Non è ipotizzabile che una federazione non si sia resa conto di quanto sia inammissibile che ci sia una responsabilità unica nel medico del calcio e non ci sia una condivisione del rischio. Due terzi dei medici di Serie B hanno mandato le lettere di eventuali dimissioni e alcuni si sono già dimessi. In B e C le cose sono drammatiche".
Serie A, da domani via libera ad allenamenti di gruppo nel rispetto del distanziamento sociale
Si è concluso il Consiglio di Lega Serie A in cui è emerso che da domani le società della massima serie potranno effettuare allenamenti di gruppo rispettando sempre il distanziamento sociale.
Eliminata la possibilità di far rimanere la squadra in ritiro, mentre non ci sono novità su un'eventuale quarantena della rosa in caso che un giocatore sia positivo al Covid.
Limitata, inoltre, la responsabilità dei medici sociali ai soli casi di solo o colpa grave. Ovvero in caso del mancato rispetto dei protocolli di sicurezza.
Serie A, in attesa del visto del Comitato Tecnico Scientifico gli allenamenti rimarranno individuali
Il Comitato Tecnico Scientifico, come riferisce l'Ansa, non ha ancora validato le linee guida riguardo gli allenamenti individuali. Dunque, come appreso anche da una fonte del Ministero dello Sport, resteranno in vigore le regole per gli allenamenti individuali fino a nuovo ordine:
"La validazione da parte del CTS avverrà probabilmente domani. Secondo il punto E del nuovo DPCM finche' non c'e' il visto del comitato valgono le regole precedenti".
Ministero dello Sport: "Ricevuto il protocollo dalla FIGC. Al lavoro per una rapida analisi per poi inviarlo entro domani al CTS"
Il Ministero dello Sport ha emesso una nota per comunicare di aver ricevuto il protocollo dalla FIGC:
"Il ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, ha appena ricevuto dal Presidente della FIGC, Gabriele Gravina, la versione aggiornata del Protocollo per la ripresa degli allenamenti delle squadre di calcio professionistiche e degli arbitri, rivisto alla luce dei rilievi formulati dalla Lega Serie A. In spirito di piena collaborazione il Ministro ha dato immediato impulso ai propri uffici per procedere ad una rapida ma approfondita analisi delle novità introdotte nel documento, in modo da poterlo inviare già domani all'attenzione del Comitato Tecnico Scientifico".
Di Francesco: "Ecco cosa cambierei della semifinale con il Liverpool"
Eusebio Di Francesco ha parlato della stagione in cui allenava la Roma e raggiunse la semifinale di Champions League in una videolezione col presidente dell'Aiac Renzo Ulivieri:
Ci racconti di quella notte magica contro il Barcellona?
"Il 10 aprile 2018 fu una serata fantastica. Cercai di proporre un modulo diverso e questo pensiero mi venne dopo l'andata dove avevamo si perso 4-1 ma a mio avviso non demeritando per almeno 70 minuti. Negli ultimi momenti della partita al Camp Nou faticavamo a mantenere le distanze e a dare certe coperture sugli esterni, così uscì fuori la loro qualità. Al ritorno misi in campo quindi tre difensori e due trequartisti dietro la punta. I ragazzi erano convinti di quello che avremmo fatto, tenendo più alti i quinti Florenzi e Kolarov e senza temere l’uno contro uno in difesa. Ho sentito dire che all'Olimpico non si presentò il vero Barcellona, io dico che siamo stati bravi a impedire loro di giocare".
Difensivamente che criteri avevi adottato?
"A chiudere i buchi ho scelto Manolas centrale piuttosto che Fazio, dato che il greco è più veloce e legge meglio le giocate. A Federico ho detto di liberarsi spesso in avanti e lui come un soldato ha seguito alla lettera i miei input. Nel corso della gara ho notato che gli spagnoli stavano lavorando male difensivamente, non di reparto ma solo di giocate dei singoli e così abbiamo preparato l'occasione del primo gol di Dzeko e del rigore procurato proprio da Edin. Non ho puntato a marcare un loro uomo nello specifico ma ho fornito ai miei giocatori dei concetti di base".
Da una pagina felice ad una triste, quanto hai accusato la sconfitta in semifinale contro il Liverpool?
"Siamo partiti per Liverpool con l'idea di giocare con loro come avevamo fatto contro i catalani, riproposi quindi la difesa a tre e per la prima mezz'ora direi che è andata bene, poi però sono saliti pressione e paura e abbiamo iniziato a prendere gol pur passando a quattro dietro. Ci è mancato del coraggio credo. Molte volte ho ripensato a quell'incontro e che dire, se tornassi indietro probabilmente cambierei qualcosa. L'interazione col gruppo era perfetta ai tempi e ci confrontavamo spesso quindi se non fossero stati convinti di giocare così me lo avrebbero detto".