Le rivincite. Fonseca: “Peccato…”. Dzeko e Spinazzola, sgambetti all’Inter
LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Niente vittorie contro le prime quattro per la Roma, ma un bel po’ di rammarico si. Senza quel folle errore di Spinazzola la vittoria sarebbe arrivata e avrebbe aiutato la Roma a centrare un bel poker consecutivo di tre punti. “Peccato, ormai pensavamo davvero di avewrcela fatta, di aver portato a casa questa vittoria“, le parole di Fonseca. “Ho visto comunque cose molto positive, la squadra continua nella sua crescita“. Da quando la Roma ha virato con la difesa a tre ha portato a casa 10 punti in 4 partite. Ad illudere è stata la coppia Dzeko-Mkhitaryan. Il secondo ha segnato, il primo ha confezionato un assist nello stretto. Nel bene e nel male il protagonista in casa giallorossa è stato Spinazzola, l’uomo che avrebbe dovuto giocare questa sfida dall’altra parte.
Schick, il Lipsia non lo riscatta più. Zaniolo, una tribuna “educativa”
IL MESSAGGERO - Per colpa di un affaticamento muscolare Zaniolo non è stato della partita. Subito inquadrato dalle telecamere prima del fischio finale, l’attenzione era tutta su di lui. E’ bastato poco per cancellare il ritorno al gol del Rigamonti visto che contro il Verona Mancini gli ha urlato: “Sei appena entrato, devi darci una mano“, con la consacrazione di Fonseca durante le interviste. Il tecnico ha lavato i panni davanti a tutti dimostrando di non guardare in faccia nessuno ed ecco che è venuto fuori il dolorino al polpaccio per Zaniolo. “Lieve” hanno sottolineato da Trigoria. Capiremo domani pomeriggio, quando ci sarà la lista dei convocati per la Spal, quanto Fonseca abbia voluto preservare il ragazzo. Intanto cambiano le prospettive per Schick. Il Lipsia ha deciso di non riscattarlo nonostante la sua volontà di rimanere in Germania. Il suo futuro potrebbe tingersi di rossonero sponda Milan.
La Roma regala, l’Inter ringrazia
IL MESSAGGERO - TRANI - Il pareggio tra Roma e Inter rischia di non servire a nessuna delle due. Fonseca ora sente il fiato addosso del Milan che è a -2. Il tecnico, finiti gli esperimenti, si fida dell’attuale Roma e non cambia confermando la formazione che mercoledì ha battuto il Verona. Conte invece ne cambia 3 inserendo de Vrij, Young e Barella. Le due squadre di pressano e Sanchez è il più vivace per gli ospiti, mentre per la Roma è Dzeko il più raffinato. L’equilibrio c’è, ma salta quando de Vrij segna di testa dopo essere stato lasciato solo. La differenza si rimette in parità alla fine del primo tempo con Spinazzola che costringe, col suo diagonale, de Vrij all’autorete. Di Bello aspetta a convalidare richiamato dal VAR Guida. Le immagini, però, non influenzano l’arbitro. Nella ripresa la partita fa il pieno di emozioni con Dzeko che imbuca per Veretout, ma Handanovic respinge. Dall’altra parte gol annullato a Lautaro prima della combinazione Dzeko-Mkhitaryan che porta al vantaggio giallorosso. Nono gol in campionato per l’armeno. Cambi per l’Inter e gaffe finale di Spinazzola che ritarda il rinvio e compie la frittata facendo fallo da rigore su Moses. Gol di Lukaku.
Mkhitaryan, gol e profumo di coppa: “Siamo cambiati, proviamo a vincerla”
IL MESSAGGERO - TRANI - A prescindere da come andrà la stagione Mkhitaryan resterà alla Roma anche il prossimo anno. Quando sfila il gol a Dzeko sembra un passaggio di testimone. 9 reti e 4 assist in campionato per l’armeno che da trequartista, nel 3-4-2-1, è decollato. Il nuovo sistema di gioco piace alla squadra: “Lo utilizziamo da 5 partite, stiamo facendo bene ma penso si possa migliorare ancora tanto. Ci troviamo meglio con il nuovo modulo, ci può portare risultati positivi. Mentalmente stiamo bene, venivamo da 3 vittorie consecutive. Anche questa gara ci dà fiducia per il futuro“. Divertente il racconto dell’azione del gol: “Ho giocato la palla ad Edin per farlo segnare, poi gli ho rubato la palla e segnato io. Mi dispiace ma volevamo vincere e tutti noi avremmo voluto segnare“. Sul Siviglia: “Se parliamo di Europa League penso che abbiamo ancora 4 gare e possiamo arrivarci meglio fisicamente“.
Friedkin, pressioni su Jim, ma il prezzo non è giusto
IL MESSAGGERO - CARINA - La nuova proposta di Friedkin è sul piatto e non si discosta da quella presentata a maggio: 490 milioni più 85 come quota di aumento di capitale riservato. Si differenziano le modalità perchè questi sarebbero tutti e subito. Pallotta prende tempo. L’ago della bilancia è sempre lo stadio che potrebbe, di colpo, rialzare le quotazioni del club. Il bostoniano ha deciso di rischiare dopo aver garantito la liquidità necessario al club per l’immediato. Contemporaneamente bisognerà far fronte anche alle esigenze di cassa, di nuovo impellenti. Entro la fine dell’anno solare il presidente dovrebbe immettere altri 60 milioni. Rischia dunque di diventare una partita a scacchi e la mossa di Friedkin può essere interpretata per mettere pressione a Pallotta a livello mediatico.
Conte: "Prova positiva contro una squadra in ottima salute"
Antonio Conte, tecnico dell'Inter, ha parlato ai media dopo il pareggio contro la Roma:
CONTE A SKY SPORT
Vi è mancato il killer instinct, dovete crescere in mentalità?
"Stiamo parlando di una squadra che sta facendo ottime cose. Al di là del secondo posto se vai a vedere i numeri sei in Champions con 4 giornate di anticipo e grande distacco dalle inseguitrici. La Roma era partita per la Champions, così come il Napoli e il Milan, non dimentichiamolo. Il campionato in Italia è molto competitivo e qualcuno deve restare fuori. Se si parla di campionato al di sotto delle attese per l'Inter non oso immaginare cosa debba dirsi per le altre che non hanno centrato i loro obiettivi. Negli ultimi anni all'Inter si è persa l'abitudine a lottare per vincere e questa cosa non la riacquisisci dal giorno all'altro. Bisogna possibilmente migliorare la situazione ma a questi ragazzi non posso rimproverare niente. Prova positiva contro una squadra in ottima salute, e non dimentichiamo il calendario dell'Inter che sta passando inosservato. Il nostro è un calendario folle e per metterci in difficoltà, questo è fuori di dubbio. Abbiamo sempre meno giorni di riposo e partite alle 21.45, la stanchezza poi la paghi. C'è giù un'anomalia molto strana e se volete essere onesti andate a vedere cosa è successo nell'ultimo turno. Detto questo non voglio fare polemica e trovare scuse, posso solo dire bravi a questi ragazzi. Sceglie la Lega? Forse noi non eravamo presente quando hanno stilato i calendari. È la terza partita consecutiva che giochiamo contro una squadra che ha un giorno/un giorno e mezzo di riposo più di noi. In questo periodo a 29 gradi fa la differenza".
Ma il calendario è frutto di compromessi...
"Sì ma i compromessi sono sempre negativi nei nostri confronti. Se gira qualcosa alla fine chi la prende male è sempre l'Inter. Se vola uno schiaffo alla fine lo prende sempre l'Inter".
Quanto sei rammaricato per il gol sul finale del primo tempo in una situazione dubbia?
"Non è una situazione dubbia, il giocatore della Roma non prende la palla e prende il calcagno di Lautaro, però ripeto per gli arbitri ho massimo rispetto. Anche per loro è una situazione anomala, non meritano di essere attaccati. Anche loro possono sbagliare e l'arbitro ha sbagliato. Certo, se non prendi quel gol rientri con un altro spirito, i miei sono arrivati nello spogliatoio arrabbiati".
Il primo compito che chiedi al trequartista?
"Oggi chiedevamo di pressare sul centrale, volevamo evitare che giocassero palle filtranti e quindi avevo chiesto agli attaccanti di stare molto dentro e al trequartista di stare su Mancini. In fase di possesso ho chiesto di creare la superiorità numerica sul pressing dei loro centrocampisti. Nel primo tempo è una situazione che si è sviluppata tante volte anche se potevamo essere più bravi e giocare più in verticale".
CONTE A INTER TV
"Non dimentichiamo che questa partita aveva un’indice di difficoltà molto levato, per di più veniva nel mezzo di una serie di partite giocate alle 21:45 contro una squadra che aveva riposato di più. Noi venivamo dalla trasferta di Ferrara. Non sono attenuanti ma in questo periodo la fatica inizia a farsi sentire. Ai ragazzi posso solo dire grazie. Sono ragazzi che iniziano a giocare partite con una pressione diversa rispetto al passato, hai bisogno quindi di abituarti e di convivere con questo tipo di pressione. Di fare per forza risultato. Siamo con 4 giornate di anticipo in Champions League, hai 14 punti di distacco su squadre attrezzate che come l’Inter volevano entrare nella top 4. Mi sorprende a volte come venga attaccata l’Inter, le altre squadre stanno lì dietro e nessuno dice niente. Tatticamente avevamo preparato la partita così, cercavamo di trovare il centrocampista libero. Saremmo dovuti essere più bravi a verticalizzare l’attacco delle punte doveva essere migliore. Ci vuole il movimento giusto e non in fuorigioco. Penso che al di là di tutto il tifoso interista deve essere orgoglioso di questa squadra. I numeri che sta facendo questa squadra sono importanti. Solo 4 sconfitte, la migliore difesa, il secondo migliore attacco. Ripeto, quando parli di 14 punti di distacco dalla Roma tutti pensano che sia una cosa normale. Non è una cosa normale. Era una squadra, come anche il Milan, che lottava per la top 4. Roma non si costruisce in un giorno. Bisognerà avere pazienza e capire che ci vorrà un po’ di tempo per mettere delle basi solide. Mi auguro che tutti lo capiscano. Rimangono 4 partite e noi le affrontiamo al massimo sempre. Per vincere. La mentalità deve essere quella. Poi inevitabile che ci siano anche le avversarie. Qualche episodio un po’ particolare, ma alla fine una partita equilibrata. Dobbiamo abituarci a giocare con questa pressione. Sicuramente l’episodio a fine primo tempo ci ha un po’ innervosito, ho visto i ragazzi un po’ nervosi nello spogliatoio. Dobbiamo imparare a gestire questi momenti e cercare di migliorare. Ragazzi eccezionali per l’abnegazione, la voglia e la determinazione. E anche la fatica a giocare ogni tre giorni, tornare alle 4 di notte. Dispiace che ci siamo giocato una partita importante dopo un tour de force quando qualcun altro ha avuto un calendario più agevole".
Roma vs Inter 2-2 | La Roma si fa male da sola, ma porta a casa un punto
La Roma, dopo il successo casalingo di mercoledì scorso contro il Verona, torna all'Olimpico per affrontare l'Inter. Un big match che Fonseca decide di affrontate nuovamente con la difesa a tre. Confermato Kolarov nei tre davanti Pau Lopez, insieme a Mancini e Ibanez. A centrocampo agiranno Veretout e Diawara con esterni Bruno Peres e Spinazzola. Confermato anche il reparto offensivo con Mkhitaryan e Pellegrini dietro Dzeko.
LE FORMAZIONI UFFICIALI
ROMA (3-4-2-1): Pau Lopez; Mancini, Ibanez, Kolarov; Bruno Peres, Veretout, Diawara, Spinazzola; Pellegrini, Mkhitaryan, Dzeko.
A disposizione: Cardinali, Fuzato; Zappacosta, Smalling, Cetin; Perotti, Villar, Pastore, Cristante; Under, Kalinic, Perez, Kluivert.
Squalificati: -.
Diffidati: Diawara, Dzeko, Kluivert, Santon.
Indisponibili: Mirante, Fazio, Santon, Juan Jesus, Zaniolo.
Allenatore: Paulo Fonseca.
INTER (3-4-1-2): Handanovic; Bastoni, De Vrij, Skriniar; Candreva, Barella, Gagliardini, Young; Brozovic, Sanchez, Lautaro.
A disposizione: Padelli, Berni, Godin, Lukaku, Moses, Ranocchia, Borja Valero, Esposito, Agoumé, D’Ambrosio, Biraghi, Eriksen.
Squalificati: -.
Diffidati: Borja Valero, De Vrij, Gagliardini, Vecino.
Indisponibili: Sensi, Vecino.
Allenatore: Antonio Conte.
Arbitro: Di Bello.
Assistenti: Cecconi, Galetto.
IV: Giua.
VAR: Guida.
AVAR: Di Vuolo.
Petrachi licenziato fa causa a pallotta Fienga gestisce il mercato pre-cessione
Una volta ricevuta la notifica di una decisione già presa da tempo (licenziamento per giusta causa), Petrachi ha deciso di fare causa alla Roma. Il ds è pronto ad impugnare il licenziamento e presentarsi davanti alla sezione lavoro del Tribunale di Roma. Una decisione inevitabile non essendoci ad oggi l'accordo Collettivo tra Lega Serie A e direttori Sportivi.
Al netto del giudizio sull'operato tecnico, privarsi di Petrachi rappresenta un salto nel vuoto. E se De Sanctis ricopre ufficialmente il ruolo per la modulistica federale, tocca a Fienga acquisire le mansioni dell'ex granata. Ad affiancare il CEO c'è Baldini che si sta occupando in prima persona anche del gruppo sudamericano interessato all'acquisizione del club. Baldissoni, invece, si sta muovendo sul versante dei paesi arabi. Tutte operazioni che necessiterebbero almeno di 6 mesi tra due diligence e proposte varie.
Oggi pomeriggio la Roma - Fienga, Baldissoni, il medico sociale Manara e il team manager Gombar - è attesa in Procura Federale: la vicenda riguarda il deferimento per non aver rispettato il distanziamento in panchina al San Paolo contro il Napoli. Il club giallorosso ha chiesto di essere ascoltato.
Allenamento Roma, Smalling torna in gruppo e contro l'Inter sarà a disposizione (foto)
La Roma si sta allenando in vista del match di domenica prossima contro l'Inter. Per Fonseca, come riferito via Twitter dal giornalista Filippo Biafora de Il Tempo, ci sono buone notizie. Infatti il difensore Smalling ha smaltito il problema all'adduttore destro ed è tornato a sostenere l'intera seduta in gruppo e per domenica tornerà a disposizione. Continuano a lavorare a parte Mirante, Fazio e Santon.
Chris #Smalling ha smaltito il problema muscolare all'adduttore della gamba destra ed oggi si è allenato con il gruppo. Il difensore ci sarà contro l'#Inter. A parte Mirante, Santon e Fazio#ASRoma @tempoweb @Teleradiostereo pic.twitter.com/KeXhtdttFs
— Filippo Biafora (@Fil_Biafora) July 17, 2020
Vecchi: "Secondo me Zaniolo non si è ancora reso conto di quello che sta facendo"
Stefano Vecchi, ex allenatore di Zaniolo nell'Inter Primavera, ha parlato del talento dela Roma per il Match Program giallorosso:
Che rapporto ha con Zaniolo?
"A volte ci scambiamo messaggi con Nicolò, ma preferisco non disturbarlo troppo. Però posso dire che ci siamo sentiti anche pochi giorni fa. Stavo sfogliando la rivista del settore tecnico di Coverciano. C’era un’immagine di Nicolò esultante con la maglia della Nazionale. Ho fatto la foto di quella pagina e gliel’ho mandata in privato su Instagram scrivendo: “Ti voglio vedere presto di nuovo così”".
E lui?
"Era il giorno di Brescia-Roma, mi ha risposto dopo la partita. Non appena era tornato al gol. Più o meno come in quella foto".
Gli ha portato fortuna
"Sì, è quello che mi ha scritto anche lui. “Grande mister, mi hai portato bene”. Mi ha fatto piacere rivederlo in campo ad un buon livello. Se lo merita".
Qual era la dote che più la impressionava di Zaniolo?
"La fisicità da giocatore di Premier League e un sinistro magico con cui riusciva a fare tutto. Lui ha sempre avuto queste qualità tecniche. Il lavoro che facemmo noi all’epoca fu soprattutto di convincerlo a non accontentarsi mai, fargli capire che doveva sfruttare ogni volta le proprie doti, in ogni partita. Perché ne aveva la possibilità. Caratterialmente, poi, è ancora più forte".
Forte in che modo?
"Nell’unica stagione in cui l’abbiamo allenato, io e il mio staff, posso dire che ha sempre avuto la capacità di farsi scivolare addosso qualsiasi tensione. È un ragazzo sempre sereno. Secondo me non s’è ancora reso conto del tutto di quello che sta facendo con la Roma e anche nella Nazionale maggiore. (ride, ndc)".
Ha mai avuto la sensazione di avere a che fare con il giocatore italiano più talentuoso della sua generazione?
"Ripeto, le qualità le ha sempre avute. La consapevolezza ce l’aveva anche l’Inter stessa, altrimenti non avrebbe speso dei soldi per prenderlo dall’Entella. Poi è stato deciso dai dirigenti di andare a concludere con la Roma l’operazione Nainggolan, calciatore che seguivano da anni e tutto si è compiuto. In quel momento il trasferimento fu vantaggioso per entrambi i club. Ed era difficile immaginare cosa sarebbe accaduto nel futuro".
Brava la Roma a crederci, dunque
"Sì, ma è stato bravissimo soprattutto lui a non pagare lo scotto del salto di categoria, imponendosi dall’inizio. Ed è stato altrettanto lungimirante Di Francesco a credere nelle qualità di Nicolò. Addirittura da farlo esordire al Bernabeu, contro il Real Madrid, in Champions League".
Fonseca, invece, l’ha consacrato esterno d’attacco
"Agisce molto bene in quel ruolo. Quando parte in progressione diventa difficile fermarlo. In ogni caso, Fonseca è bravo perché sa valorizzare le caratteristiche dei suoi giocatori. Per me è un allenatore capace. Ha dato dei segnali precisi, un’impronta riconoscibile di calcio propositivo. Si è adattato immediatamente al calcio italiano, portando qualche buona idea nel nostro campionato. Ora ha cambiato sistema di gioco, mettendosi a tre in difesa, dimostrando versatilità e intelligenza. E lo apprezzo per il carisma, il carattere che ha. Sta tenendo botta in un ambiente non facile".
Alludeva ad alcune idee innovative apportate dal portoghese.
"Non è mai stato banale o scontato. Ha dato tante soluzioni ai suoi giocatori. E ha anche trasmesso un’identità precisa di gioco. Inoltre, sa gestire il gruppo. Non a caso Dzeko è rimasto in giallorosso. Credo che l’allenatore lo abbia fatto sentire importante fino a diventare il capitano della squadra".
L’Inter di Conte, invece?
"È partita dando l’impressione di essere competitiva per lo scudetto, ma poi ha perso punti importanti per strada. L’Inter è in crescita costante. Con Spalletti erano stati ottenuti risultati, due qualificazioni consecutive in Champions. Ora Conte sta facendo bene. Si sta avvicinando al livello della Juventus, partendo da un gap importante. E credo in estate faranno altri investimenti per avvicinarsi ancora".
Per lei guidare l’Inter da tecnico in prima cosa ha significato?
"Una grandissima esperienza, contraddistinta da buoni risultati in un momento di difficoltà. Ma resto legatissimo al percorso con la Primavera. Abbiamo avuto a che fare con tantissimi ragazzi che ora giocano in Serie A. Zaniolo e non solo lui".
A proposito di settore giovanile, anche Stefano Vecchi s’è formato come calciatore nel vivaio interista.
"Ma non giocai mai in Prima Squadra. Feci un ritiro con Trapattoni e andai in panchina nella finale di Supercoppa Italiana che vincemmo 2-0 contro la Sampdoria. La carriera, poi, s’è sviluppata altrove e in altre categorie".
Oggi è alla guida del Sudtirol, in C.
"Lavoro in una realtà seria, organizzata, ambiziosa. Abbiamo fatto un buon campionato arrivando quarti, ma perdendo alla ripresa nel play-off. A Bolzano non c’è la storia calcistica di altre realtà, però il club è strutturato. Sono totalmente a mio agio".
Il campionato di Serie C a che punto è?
"Ho trovato un torneo più competitivo rispetto a sette anni fa. Con diversi giocatori interessanti in tante squadre. Restano alcuni problemi atavici nella categoria. La gestione dei club è in perdita, non ci sono grandi entrate economiche. Se non gli incassi al botteghino e la valorizzazione dei giovani. Lavoriamo tutti nella stessa direzione, per migliorare il movimento".
Bavagnoli: "Si riparte dalla consapevolezza che stiamo diventando una squadra di un certo livello"
Elisabetta Bavagnoli, allenatrice della Roma Femminile, ha parlato ai microfoni di Roma TV delle ambizioni della squadra nella prossima stagione:
"Quando ci siamo ritrovate è stata una bella emozione perché dopo tanto tempo e tanti allenamenti individuali, calpestare il tappeto verde è stato veramente emozionante e sono stata molto felice di ritrovare le mie giocatrici in una condizione molto buona. Adesso non vediamo l’ora di andare avanti, di continuare ad allenarci insieme e di costruire qualcosa di importante.
L’aver ripreso dopo lo stop ci porta e ci deve portare sicuramente a lavorare tanto con la palla, perché questo è quello che è mancato in assoluto. Cercheremo di alternare, ma daremo soprattutto prevalenza ai lavori anche con obiettivi condizionali ma con l’attrezzo, questo sarà fondamentale.
La Roma riparte da quando ci siamo fermate, proprio da quello stop che ci aveva viste protagoniste di un ultimo periodo, prima che ci fermassimo, in cui la squadra si stava esprimendo e aveva interiorizzato alcuni meccanismi e una buona organizzazione di gioco. Quindi si riparte da lì, con quelle capacità e determinazione. Si riparte anche dalla consapevolezza che stiamo diventando una squadra di un certo livello e quindi è da quella consapevolezza che dobbiamo continuare questo percorso.
La Supercoppa sarà un grande stimolo, così come il campionato e la Coppa Italia. Non sono una persona che pensa si possa arrivare ovunque senza la fatica, l’impegno e senza la determinazione e la voglia di raggiungere risultati importanti. Noi cercheremo sicuramente di fare sempre di più rispetto a quello che abbiamo fatto finora, cercheremo di fare il massimo delle nostre possibilità".
La Roma sulle tracce di Nunez. Gli agenti saranno in Italia la prossima settimana
La Roma, vedendo quasi sfumato l'affare Bustos, si guarda intorno in cerca di un attaccante che possa far rifiatare Dzeko già dalla prossima stagione.
L'ultimo nome che circola in orbita giallorossa è quello dell'uruguaiano Darwin Nunez, 21enne di proprietà dell'Almeria. Sull'attaccante, già 15 reti in 29 presenze, c'è l'interesse di vari club europei tra cui anche il Napoli. Ma la Roma, come riferisce calciomercato.it, potrebbe sfruttare l'arrivo in Italia degli agenti del giocatore per gettare le basi di una trattativa. Infatti l'Almeria è pronta a privarsi di Nunez per non meno di 20 milioni di euro.
Ma la Roma, che all'Almeria ha prestato il centrocampista Coric (15 presenze), potrebbe inserirlo come contropartita per provare ad abbassare il prezzo.