Pallotta accede al prestito-Covid, Vitek conta di chiudere entro luglio
GAZZETTA DELLO SPORT - La crisi post-Covid spinge la Roma a seguire la linea di altri club: cercare finanziamenti al tasso più conveniente. Il club ha chiesto un prestito bancario di 6 milioni con la garanzia statale, in base al decreto legge Liquidità dell’8 aprile. La società si è mossa presso il Fondo centrale di garanzia, presso il Mediocredito Centrale, banca pubblica che ha come socio unico Invitalia, di proprietà del Mef.
La pratica non è ancora perfezionata: se erogato, la Roma potrebbe contare su un finanziamento a tassi più bassi di quelli di mercato (il 2,35% anziché il 12% annuo). Nella richiesta c’era da indicare la finalità del prestito ed è stata indicata il pagamento degli stipendi.
Sul fronte della cessione societaria, Dan Friedkin aspetta il momento giusto per il rilancio. Poi il fronte stadio: dal Campidoglio si dice che entro metà luglio Radovan Vitek potrebbe concludere l’acquisizione in solitario delle tre società del gruppo Parnasi, cioè Capital Dev, Parsitalia ed Eurnova, con quest’ultima che detiene i terreni utili allo stadio, valutati (visto l’inserimento in un pacchetto) circa 50 milioni. Tutto questo, aiuterebbe il via libera allo stadio da parte del Comune, che ha concluso da tempo i lavori per la Convenzione Urbanistica con la Roma.
Cerezo: «La Roma sta meglio, ma se la Samp perde...»
GAZZETTA DELLO SPORT - Un cuore diviso a metà, quello di Toninho Cerezo. L’ex centrocampista di Roma e Sampdoria introduce la sfida di stasera all'Olimpico tra giallorossi e blucerchiato
Meglio la Roma in Champions o la Samp in A?
«La Roma sta meglio, la Samp è in pericolo. Mancano ancora tante partite alla fine. La Roma può recuperare invece la Samp rischia la retrocessione. Ho visto il primo tempo di Inter-Samp 2-1: dominio totale dell’Inter. La Samp non tirava in porta. E ha un grande allenatore, Ranieri. Non sono riuscito nemmeno ad assistere al secondo tempo in tv».
Qualcuno da evidenziare nella Roma?
«Dzeko. Ha la taglia fisica. Finalizza bene, sa colpire di testa, dribblare. Ha visione di gioco. Giocatore completo. Mancini già sapeva tutto ciò quando lo portò al City».».
Com’era il suo rapporto con le tifoserie di Roma e Samp?
«A Roma mi adoravano. Anche quando la squadra perdeva qualcuno mi riconosceva per la strada e mi invitava a prendere un caffé. Non portavamo fuori le cose successe sul campo. Il romano è molto allegro. Sa godersi la vita. Il genovese, invece, è più osservatore. Come il mineiro (di Minas Gerais, stato natale di Cerezo, conosciuto per agire in silenzio, ndr) in Brasile. A Genova ti stimano, però hanno l’abitudine di starti più lontano. Ma gli italiani vogliono molto bene ai brasiliani».
Roma: Petrachi verso il licenziamento
LA REPUBBLICA - Sollevato da ogni incarico, a breve la separazione. Le strade di Gianluca Petrachi e della Roma sono destinate a dividersi. Secondo le ultime indiscrezioni è in dirittura d'arrivo il licenziamento del direttore sportivo giallorosso, sospeso la scorsa settimana dopo un sms dai toni accesi inviato al presidente Pallotta. Stando agli ultimi rumors il club comunicherà a breve la sua decisione al dirigente, che lascerà il club dopo una sola stagione.
Chiesto un prestito di 6 milioni per gli stipendi del club
IL MESSAGGERO - Pallotta l'aveva rimarcato nell'ultima intervista: «La pandemia ha gravemente colpito il club». Ieri la società giallorossa ha chiesto un nuovo prestito di 6 milioni per pagare gli stipendi ai dipendenti, con garanzia statale in base al decreto Liquidità presso il Mediocredito centrale. La durata è di 6 anni, a tassi più bassi di quelli del mercato: 2,35% a fronte del 12% (dovrebbe essere erogato dalla Banca Popolare del Lazio).
Una mossa che segue con una ventina di giorni di ritardo la comunicazione ufficiale dell'operazione di factoring pianificata dalla controllante del club il 27 maggio, la quale ha anticipato circa 26 milioni al club in prestito (30 milioni è l'importo lordo), riservandosi di rivalersi sui futuri ricavi.
Una notte da Dzeko per lanciare la Roma. E Pedro ha firmato
GAZZETTA DELLO SPORT - La Roma che ricomincia sceglie la linea dell’esperienza, pur innestata dalla gioventù, scrive Massimo Cecchini su La Gazzetta dello Sport. E così la squadra di Paulo Fonseca, che ieri ha richiamato all'unità – stasera contro la Sampdoria ricomincia affidandosi al suo capitano. Edin Dzeko, a 34 anni e con una spalmatura di contratto in vista, sembra essere il presente e l’avvenire della Roma.
Ma non è solo lui il volto dell’esperienza. L’allenatore ieri ha ribadito come conti sulla permanenza di Mkhitaryan (31 anni) e Smalling (30) anche per la prossima stagione, mentre la firma di Pedro è virtualmente in cassaforte. L’attaccante spagnolo, 33 anni il prossimo 28 luglio, ha trovato l’accordo col Chelsea per continuare la stagione fino al 31 luglio. Non giocherà, quindi, le coppe europee, approfittando per prepararsi al meglio e cominciare la stagione nella Roma.
Roma, c'è l'ostacolo Ranieri. Fonseca: «Siamo più forti dell'andata»
LEGGO - Si riparte. Con tanti giocatori recuperati (manca solo Zaniolo che sarà aggregato tra una settimana) e con una rincorsa al quarto posto dura ma non impossibile. Dopo 120 giorni la Roma ritrova l'Olimpico serrato causa Covid e affronta la Sampdoria dell'ex Ranieri (Uno dei migliori allenatori italiani, per Fonseca) con un orecchio alla radio per conoscere il risultato tra Atalanta e Lazio.
In un'anomala conferenza stampa (con le domande della stampa riportate al tecnico da Roma Tv) Fonseca è stato chiaro: «Non giocheremo con la difesa a tre anche se l'abbiamo provata. Abbiamo lavorato bene in questi giorni, sono fiducioso. Vedremo una squadra migliore rispetto a quella della sfida d'andata. Sono d'accordo con le cinque sostituzioni per adesso, ci serviranno tutte. Poi bisognerà tornare alle tre». Su Petrachi è laconico: «Non mi interessa parlarne. Ora è il momento di fare le cose insieme, la squadra è concentrata sul campo e a quello dobbiamo pensare».
Su Mkhitaryan e Smalling non ha dubbi: «Voglio che rimangano e credo ci siano buone possibilità». Poi sorride per Zaniolo che ieri ha svolto una visita di controllo con esito positivo: «Sta recuperando molto bene, ha iniziato adesso a lavorare con la Primavera. In una o due settimane tornerà con noi. Antonucci? Per ora non tornerà in squadra, ci sarà utile in futuro». Infine sull'assenza del pubblico: «Non è facile, all'Olimpico sentiamo tanto i nostri tifosi. Dobbiamo giocare pensando che sono con noi. Vogliamo vincere per loro». Due i ballottaggi principali: Zappacosta o Bruno Peres in difesa, Kluivert o Mkhitaryan in attacco. In porta ci sarà Mirante. Il club, infine, ha chiesto un prestito statale di 6 milioni per pagare gli stipendi.
Roma, roulette giallorossa
IL MESSAGGERO - 115 giorni dopo la Roma torna in campo. Avversaria la Sampdoria coinvolta nella zona retrocessione e guidata dall'ex Ranieri. Dopo lo stop del campionato, è d'attualità lo spettro del ridimensionamento. Perché se adesso il 4° posto è di nuovo lontano 6 punti e per prenderselo i giallorossi dovranno farne 7 più dell'Atalanta, la situazione debitoria è precipitata, sfiorando i 300 milioni (ieri chiesto nuovo prestito da 6 milioni per pagare gli stipendi ai dipendenti). Come se non bastasse Pallotta ha rifiutato l'ultima offerta di Friedkin, sceso a 575 milioni di euro, e la tifoseria ha esaurito la pazienza, cominciando la protesta ad oltranza per spingere l'attuale presidente, e chi lo tiene ancora a galla, a farsi da parte.
La partecipazione alla Champions sarebbe, dunque, l'unica exit strategy. Allenatore e calciatori si incamminano da soli verso la meta. Il club è invece spaccato, pure logisticamente: Pallotta resta oltreoceano, il management italiano è 'separato in casa', il ceo Fienga al potere e il vicepresidente Baldissoni all'opposizione, il consulente Baldini appare in ogni luogo, da Città del Capo a Londra e nella sua Reggello, perlustrando il mercato e non esclusivamente quello dei giocatori e dedicandosi pure all'ingresso di nuovi partner per la sopravvivenza dell'attuale proprietà.
Serie A, a rischio i soldi del Qatar: dopo Bain e Cvc anche Advent fa un'offerta per i diritti tv
MILANO FINANZA - BERTOLINO, MONDELLINI - La Serie A si barcamena tra speranze future e problemi presenti e concreti. Sul primo fronte ieri anche il fondo di private equity Advent International si è fatto avanti per rilevare una quota della Serie A, che sta già valutando le offerte di Cvc e di Bain Capital. Secondo indiscrezioni di Bloomberg , l'offerta di Advent valuterebbe la Serie A e i suoi diritti televisivi circa 13 miliardi per i prossimi dieci anni.
La mossa arriva a distanza di poche settimane dall'offerta da 3 miliardi di Bain per una quota di circa il 25% e di quella di binteressata fino al 20% per 2 miliardi. Va detto, peno, che secondo quanto risulta, Cvc starebbe pensando di ritirare l'offerta prima della scadenza dell'esclusiva perché ha riscontrato problemi giuridici insuperabili, in particolare riguardo alla titolarità dei diritti.
Se queste sono ipotesi future, nel concreto è invece emerso un problema che potrebbe avere un impatto immediato sui conti di varie società. L'emittente del Qatar Beln Sports, che solitamente mostra le gare del campionato italiano in 35 Paesi tra cui la Francia e il Medio Oriente, non ha mandato in onda nessuna delle quattro sfide disputate tra sabato e domenica. La mossa segue le discussioni intercorse in questi mesi tra l'emittente e la Lega presieduta da Paolo Dal Pino sui rapporti della Serie A con l'Arabia Saudita, dove è stata disputata la Supercoppa Italiana nelle ultime stagioni. Nel mirino, in particolare, c'è la vicenda BeoutQ, canale pirata collegato al governo saudita (secondo un recente report del Wto) che trasmette illegalmente gli stessi eventi e addirittura lo stesso commento di Beln. L'emittente è un cliente fondamentale per i diritti internazionali della Serie A, dato che contribuisce a circa più di un terzo del totale del valore dei diritti esteri della Serie A, 130 milioni su un totale di 350 milioni l'anno e nei tatti rappresenta il terzo investitore per la Serie A dopo Sky e Dazn, detentori dei diritti nazionali.
Ma ora c'è il rischio concreto di un disimpegno di Beln Sports che rappresenterebbe una perdita economica pesantissima per la Serie A. Secondo quanto risulta l'emittente lamenta la totale assenza di supporto della Lega nella lotta alla pirateria, in particolare in Medioriente dove BeoutQ trasmette illegalmente la Serie A; il fatto che la Lega abbia stretto rapporti economici con l'Arabia Saudita (lì si è disputata la Supercoppa) senza mai provare ad aiutare a risolvere il problema di BeoutQ; una scarsa attenzione sul post Covid per i danni subiti dall'emittente per la sospensione del Campionato. II punto è che a oggi non ci sono alternative che possano sostituire Beinsport e il budget che investe nella Serie A. Con il risultato che le proprietà dei club, già piagate del coronavirus, potrebbero essere gravemente danneggiate dalla gestione del problema.
L'As Roma e il prestito con garanzia statale
IL SOLE 24 ORE - L'As Roma ha chiesto un prestito bancario di sei milioni di euro con la garanzia statale in base al decreto legge Liquidità dell'8 aprile. Il club di Pallotta ha chiesto la garanzia del Fondo centrale di garanzia, presso il Mediocredito centrale, banca pubblica che ha come socio unico Invitalia, di proprietà del Mef. Il prestito migliorerebbe la liquidità della società con finanziamenti a tassi più bassi di quelli di mercato (il 2,35% anziché il 12% annuo), grazie alla garanzia pubblica. Il club ha indicato come finalità il pagamento degli stipendi ai dipendenti. Attualmente il prestito con durata di 6 anni - che non è stato ancora perfezionato - verrebbe erogato dalla Banca Popolare del Lazio.
Smalling o Vertonghen. Baldini gioca su due tavoli
IL MESSAGGERO - La Roma è sempre in attesa di capire quale sarà il centrale difensivo titolare della prossima stagione. Fonseca è entusiasta di Smalling, ma i giallorossi devono ancora trovare un accordo per il suo riscatto. L'inglese anche nelle ultime ore si è speso ancora una volta personalmente con il Manchester United per cercare di far abbassare le pretese economiche del suo club, ma i Red Davils continuano a chiedere 25 milioni. Le parti si sono arenate sul premio alla firma: la differenza tra domanda (5) e offerta (2,5) è di 2,5 milioni. . Troppi soldi per la Roma. Per questo Franco Baldini si sta muovendo su più tavoli per evitare di rimanere senza alternative. Il sostituto ideale di Smalling è sempre Vertonghen. Il difensore del Tottenham ha rinnovato fino a fine stagione con gli Spurs, ma il suo addio a fine campionato ormai è deciso. E la Roma rimane alla finestra nel caso in cui Smalling dovesse tornare a Manchester.
Dzeko garanzia Champions
IL MESSAGGERO - Nel suo futuro c'è un contratto con la Roma fino al 2022, per quanto riguarda il presente invece Edin Dzeko è concentrato solo , sulla partita con la Samp e sugli obiettivi che ha la squadra da qui ad agosto. Sono i gol del bosniaco quelli su cui conta Fonseca per cercare di raggiungere la qualificazione ala Champions ed andare il più avanti possibile in Europa League. Dodici sono i gol segnati fin qui in campionato, ma non sono bastati per sorreggere la Roma su quel quarto posto, ora tornato a sei punti. Pochi se consideriamo gli altri attaccanti presenti in A. Il bomber giallorosso dovrà cercare di essere più preciso sotto porta in questo finale di stagione, ma dovrà essere supportato adeguatamente dai vari Pellegrini, Kluivert, e Zaniolo che agiranno alle sue spalle.
I gol del bosniaco non saranno importanti solo in chiave classifica: centrare la Champions porterebbe una boccata d'ossigeno fondamentale alle casse del club.
Friedkin aspetta il nuovo esordio e sogna la Champions
GAZZETTA DELLO SPORT - Dan Friedkin tiferà Roma domani sera durante la sfida con la Samp. Il magnate texano infatti spera che la rincorsa alla zona Champions possa essere viva, perché in quel caso l’assalto estivo potrebbe cambiare. Fonti vicine alla trattativa danno come «fake news» il fatto che Friedkin possa fare una nuova offerta entro un mese, ma di sicuro la posizione in cui il club giallorosso chiuderà il campionato influenzerà la trattativa con Pallotta, con cui può succedere qualunque cosa. Il timore che si respira a Trigoria, in fondo, è che la rimodulazione dell’offerta da parte di Friedkin, aumenti la parte per il presidente e diminuisca quella destinata alla società, che nei 575 milioni dell’ultima offerta di maggio rappresentava circa 85 milioni.
Alla finestra rimane sempre Vitek, ancora alle prese col possibile acquisto dei terreni di Tor di Valle, Finora il magnate ceco ha avuto a che fare, oltre che col Comune, solo con uomini di Friedkin, quando a febbraio la trattativa sembrava in via di definizione. Dopo lo stop dovuto alla pandemia, anche su questo fronte le cose si sono congelate.