Mkhitaryan: "Contro la Sampdoria non sarà facile. Dobbiamo creare le occasioni giuste per vincere"

Henrik Mkhitaryan, giocatore della Roma in prestito dall'Arsenal, ha parlato ai microfoni del canale Youtube ufficiale della Serie A:

Quest’anno nella tua prima stagione in Serie A hai giocato appena 13 partite…
"È stato un peccato perché ho perso le partite più importanti della prima metà della stagione. Ora però sono felice di essere tornato, sono in forma e non vedo l’ora di giocare le prossime partite. Voglio chiudere bene la stagione. Qui mi piacciono il calcio e la vita. Voglio andare avanti così. Purtroppo non ho segnato molto, ma per me è più importante che la squadra porti a casa tre punti perché a fine stagione voglio vedere la Roma in alto in classifica. Poi fare più gol e assist è sempre un piacere. Se sei ottimista puoi cambiare ciò che ti sta attorno, ma se sei pessimista non cambierà mai nulla. Ci sono dei momenti, sia in campo che fuori, dove devi trovare la forza per ridere e goderti la vita perché non ruota tutto intorno a vittorie e sconfitte. Bisogna saper imparare e sapersi divertire ogni giorno in allenamento e in partita, così come nella vita. Voglio giocare il più possibile perché mi rimangono 6-7 anni di calcio, voglio godermi ogni singolo minuto sul campo di gioco".

Chi era il tuo idolo da bambino?
"Youri Djorkaeff era uno dei miei idoli della nazionale francese che giocava la Coppa del Mondo del 1998. Tifavo per lui perché era armeno e giocava per una delle migliori squadre d’Italia, l’Inter. Cercavo di copiare il modo in cui correva, come calciava la palla e come si muoveva in campo. Gli sono molto grato perché mi ha ispirato a diventare un calciatore".

Mercoledì all’Olimpico arriva la Sampdoria di Ranieri…
"Abbiamo perso punti importanti contro squadre più piccole ma giochiamo tutti a calcio e si sa che se incontri una cosiddetta più piccola non è detto che tu debba vincere. I molti giocatori nuovi non permettono di amalgamare subito la squadra, serve del tempo. Contro la Sampdoria non sarà una partita facile né per noi né per loro. È tutto nelle nostre mani, dobbiamo creare le occasioni giuste per vincere".


Fonseca ritrova in gruppo Pellegrini e Mkhitaryan. Differenziato per Zaniolo e Pau Lopez

A quattro giorni dal ritorno in campo sia la Roma che il mister Fonseca possono gioire per i recuperi di Pellegrini e Mkhitaryan, I due infatti, come riferito da Sky Sport, si sono regolarmente allenati in gruppo.
Ancora out Pau Lopez e Zaniolo, che hanno continuato con il lavoro differenziato per recuperare dai rispettivi infortuni.


Ag. Spinazzola e Politano: "Lo scambio sarebbe stato prestigioso"

Davide Lippi, agente di Leonardo Spinazzola e Matteo Politano, protagonisti di un mancato scambio a gennaio, è tornato a parlare della trattativa a Il Foglio:

"La trattativa che avrebbe portato Politano alla Roma e Spinazzola all'Inter sarebbe stata prestigiosa: mi sono trovato a lottare con i miei assistiti, insieme ci siamo esposti con azioni molto forti nei confronti di grandi dirigenti e club. Mi hanno reso orgoglioso, sono cresciuti con noi e hanno apprezzato la nostra difesa nei loro confronti".


Fazio: "L'Europa League e il quarto posto sono i nostri obiettivi"

Federico Fazio, centrale difensivo della Roma, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue dichiarazioni:

Che motivazioni avete a pochissimo dalla ripartenza?
“Le motivazioni sono alte. Abbiamo voglia di ripartire. Sono due mesi che ci stiamo allenando, a casa e a Trigoria, e vogliamo sentire l’emozione di tornare in campo”.

È stato difficile ritrovare la migliore condizione dopo lo stop?
“Ci siamo allenati anche a casa, siamo più in forma di quando torniamo dalle vacanze. L’unica cosa è che non abbiamo fatto le partite che facciamo di solito in ritiro, ma le abbiamo fatte tra di noi”.

Sulla gara secca in Europa League contro il Siviglia.
“Sarà emozionante, è una sfida molto importante. Ad agosto la squadra starà anche meglio fisicamente”.

Sulla corsa Champions.
“Siamo a meno tre dall’Atalanta che ha una partita in meno, ma noi ci crediamo fino all’ultima partita. Mancano dodici partite, sarà una grande sfida per noi e abbiamo voglia di giocare la Champions”.

Le vicende societarie possono distrarvi?
“No assolutamente. Siamo concentrati sul campionato e abbiamo tanta voglia di ripartire alla grande e ritrovarci in campo. L’unico obiettivo è giocare la Champions e vincere l’Europa League”.


Leggero affaticamento muscolare per Mkhitaryan. In dubbio per la Sampdoria

La Roma continua il periodo di avvicinamento al match contro la Sampdoria, e se da un lato gioisce per Pellegrini che è rientrato in gruppo dall'altro si rammarica per Mkhitaryan.
L'armeno infatti, come riportato da calciomercato.com, ieri ha accusato un leggero affaticamento muscolare che verrò monitorato nei prossimi giorni. Ma le sue condizioni mettono in forte dubbio la presenza in campo contro la Sampdoria.


Kluivert: “Voglio vincere l’Europa League e segnare più spesso”

Justin Kluivert, attaccante della Roma, ha rilasciato un’intervista a Goal e Voetbalzone, nella quale ha parlato sia dei suoi progressi che dei suoi obiettivi, passando anche per l’inevitabile paragone con il padre. Queste le sue parole:

Come ti trovi con Fonseca?

All’Ajax e il primo anno alla Roma giocavo molto largo, ora invece sono più un numero 10 o faccio l’ala sinistra a piede invertito. Mi piace molto perché ho più libertà e posso trovare la mia posizione. Il mio secondo anno sta andando molto meglio, sono soddisfatto. Nella scorsa stagione era tutto nuovo: lingua, compagni, stile di gioco. Devi abituarti a tutto. Ora sono felice.

Quali sono i tuoi obiettivi?

Sono concentrato sull’obiettivo Champions e sull’Europa League. C’è ancora molta strada da fare ma vogliamo vincerla. Sarà un torneo ad eliminazione diretta quindi molto emozionante. Io voglio segnare più spesso e raggiungere quota dieci goal. Smalling è un guerriero, ha subito fatto la differenza. E anche Mkhitaryan segna, fa assist: è importante per la squadra. Posso sicuramente imparare da loro. Alla Roma parlo molto con i compagni più giovani come Cengiz Under o Karsdorp perché parla olandese ed è un ragazzo eccezionale.

Come vivi il paragone con tuo padre?

Un giorno spero di diventare una leggenda come mio padre. Nel mio nuovo ruolo segno più goal ma non sono ancora al suo livello. Lui pensava fosse meglio restare all’Ajax però mi ha supportato. All’Ajax mi vedevano tutti come il grande talento, è strano che non credano più in te a causa di un trasferimento. Se continuo a fare del mio meglio posso dimostrare che si sbagliavano.

Qualche anno fa hai vinto il NxGn. Questo ti ha creato maggiori pressioni?

Io adoro giocare a calcio. Faccio le cose per piacere e non sento la pressione per questo.

Quali sono gli obiettivi con la Nazionale per il prossimo anno?

Avrò un anno in più di esperienza e spero di guadagnarmi la convocazione. L’anno scorso non ero pronto, ora devo fare del mio meglio ed il premio arriverà automaticamente.

Che cosa ne pensi del razzismo?

Il razzismo è la cosa peggiore al mondo, non appartiene a quest’epoca. Dovrebbe essere finito, ma sfortunatamente non è così. Dobbiamo tutti rendere il mondo un posto migliore, insieme.

Farai qualcosa a riguardo in caso di gol?

Vedremo. Io non ho subito mai offese razziste, ma molti altri sì. Il calcio invece dovrebbe essere solo divertimento.


L’Uefa «allegerisce» il Fair Play Finanziario e allunga il mercato

IL TEMPO - BIAFORA - La Uefa viene incontro ai club sulla questione del Fair Play Finanziario. Dopo l'incontro sul calendario di mercoledì, ieri il Comitato Esecutivo si è riunito ed ha approvato una serie di misure di emergenza per ridurre l'impatto del Coronavirus sulle finanze dei club. L'obiettivo della federazione di Ceferin è quello di «affrontare il problema attuale della carenza di entrate dovuta all'emergenza COVID-19 e nona una cattiva gestione finanziaria».

Da parte della Uefa non c'è l'intenzione di fare sconti sui debiti scaduti ed è stato stabilito che cambieranno i periodi di monitoraggio. I bilanci chiusi nel 2018 e nel 2019 saranno valutati insieme (il deficit permesso è di 30 milioni): una buona notizia per i club italiani, a partire dalla Roma, che rientrerà agilmente all’interno dei parametri. Il monitoraggio successivo riguarderà invece quattro esercizi (dal 2018 in avanti), con quello del 2020 che sarà valutato insieme a quello del 2021, facendo la media del deficit combinato e consentendo ulteriori aggiustamenti specifici legati al Covid. In sostanza la deadline del 30 giugno non avrà alcun valore nell'attuale stagione (niente cessioni immediate per la Roma) e ci sarà un anno di tempo per sistemare la situazione dei bilanci. 


Petrachi sospeso, Roma senza pace

IL TEMPO - AUSTINI - Non ci si annoia mai a seguire le vicende della Roma. L'ultima puntata di una telenovela non proprio divertente è la sospensione del direttore sportivo Gianluca Petrachi, decisa ieri dopo che lo stesso aveva seguito a bordo campo l'allenamento mattutino della squadra. Sospeso e non licenziato, una roba mai vista, che ora può portare a due soluzioni: un accordo sulla buonuscita con separazione consensuale, oppure una causa in tribunale che potrebbe partire da ambo le parti. 

Pallotta, che già da tempo aveva scaricato il diesse, ha rotto gli indugi dopo aver ricevuto da Petrachi un sms di insulti (scritto in italiano) venerdì scorso e ha deciso di affidare la squadra direttamente a Guido Fienga, come annunciato dal comunicato ufficiale del club. Il Ceo, che ha rapporto diretto con i giocatori e Fonseca e ormai da mesi si occupa anche di calciomercato, è quindi il nuovo plenipotenziario di Trigoria. Sarà affiancato nell’attività di direzione sportiva da Morgan De Sanctis, che ha il patentino da diesse ed è quindi autorizzato anche a svolgere le funzioni burocratiche: ieri il dirigente abruzzese era segnalato a colloquio con l’agenteAlessandro Moggi, figlio di Luciano. Ovvero il nemico storico di Franco Baldini, che continua da Londra a trattare giocatori della (e per la) Roma in Inghilterra.

Petrachi era ormai un uomo solo, si è sentito fatto fuori dalla strategie, invaso nel suo campo e anche negli ultimi giorni ha continuato a sbottare a destra e sinistra, ma non ha intenzione di dimettersi e di lasciare sul tavolo il contratto da 1.2 milioni netti a stagione per altre due stagioni. In meno di un anno si è ritrovato contro diversi giocatori, in parte Fonseca che non gradiva le sue intemerate negli spogliatoi, gli altri dirigenti, la proprietà e persino i collaboratori che si era portato dietro da Torino: il segretario Longo, con cui ha litigato dopo una conferenza stampa in cui attaccò i media, e lo scout Cavallo restano per ora in sella. Ma è evidente che questa è una situazione transitoria, in attesa della cessione del club: Pallotta continua a cercare acquirenti negli Usa, Friedkin, seppur irritato, è ancora alla finestra.

Intanto Fonseca prepara la ripartenza: ha ritrovato in gruppo Pellegrini mentre si è fermato Mkhitaryan per un lieve affaticamento. Visita ok per Zaniolo dopo l’operazione al naso, ora punta a tornare disponibile nel giro di 15-20 giorni.


Petrachi-Roma, è rottura. L’ombra di Baldini sul mercato

LA REPUBBLICA - CARDONE, PINCI - Ora la rottura è definitiva. La Roma ha sospeso il direttore sportivo Gianluca Petrachi, apice di una tensione germogliata durante il lockdown e materializzata, al ritorno del dirigente a Trigoria, con un’intervista molto poco gradita ai giocatori e un sms carico di rancore nei confronti del presidente James Pallotta. Per il momento le sue competenze sono state assorbite da Fienga, dirigente più alto in grado. Ma dietro di lui continuerà ad operare Franco Baldini, consulente sempre più presente nelle strategie di mercato della Roma: ha in pugno l’acquisto di Pedro e tratta lo scambio tra Kluivert e Mkhitaryan con l’Arsenal.

 


Friedkin insiste. Ecco l’offerta inviata a Pallotta

LA REPUBBLICA - PINCI - Mentre la Roma esplode nell’ennesima questione con il caso Petrachi, c’è un osservatore interessato. Dan Friedkin non si è arreso all’idea di rinunciare all’acquisto della società giallorossa. Anzi, il magnate texano ha da qualche ora fatto arrivare segnali chiari: l’interesse è ancora vivo. Lo testimonia l’ultima proposta partita dal Friedkin Group all’indirizzo di Pallotta, un all-in da chiavi in mano, per come la vedeva l’offerente: 125 milioni da versare al closing, più altri 52 nei prossimi 6 mesi. A cui aggiungere ovviamente i 300 milioni di copertura del debito, ma soprattutto 85 milioni che il gruppo acquirente avrebbe investito entro il 31 dicembre nella squadra di calcio. Per coprire perdite e acquistare giocatori. Voci ricorrenti poi parlano di altri due gruppi che avrebbero mostrato interesse per la Roma. Ma la situazione del club non permette attese lunghe: e le condizioni proposte da Friedkin restano ancora sul tavolo.


Fienga e il futuro: “Il d.s. sospeso? Era inevitabile, ma le ambizioni non cambiano”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Scompiglio nell’universo giallorosso. Ieri la Roma ha sospeso il d.s. Petrachi, da tempo non più in sintonia con i vertici del club e del gruppo. Guido Fienga, Ceo della società giallorossa, ha allora deciso di spiegare in un’intervista quali sono piani futuri adesso e che cosa sia successo con il dirigente salentino. Queste le sue parole:

La sospensione del ds a pochi giorni dal ritorno in campo sembra un autogol: quasi a volersi far male da soli. Cosa è successo?

Non crediamo che la Roma si stia facendo male. Proseguiamo convinti nel nostro progetto di crescita e ci affidiamo agli uomini che sappiamo interpretarlo. Avremmo voluto evitare la decisione di sospendere il d.s., ma evidentemente è stata inevitabile, essendosi rotto un rapporto fiduciario, che è la base di una relazione. Ma la concentrazione di club e squadra resta massima, in vista del campionato e dell’Europa League.

I social però ribollono. C’è chi pensa che la separazione dal ds sia dovuta a un ridimensionamento della ambizioni.

Innanzitutto ci tengo a dire che il progetto Roma non prevede ridimensionamenti, prescinde dai singoli e va avanti sulle stesse traiettorie che abbiamo sempre illustrato. Non cambia di una virgola l’intenzione di far salire di livello società e squadra con elementi all’altezza per far stare la Roma lì dove merita: ai vertici del calcio italiano e protagonista in Europa. Petrachi ha partecipato allo sviluppo di questo progetto, ma è stato evidente, specie nelle ultime esternazioni pubbliche e private, un disallineamento nella sua percezione dei ruoli e nel rapporto con i vertici della società. In ogni caso, il disallineamento non riguarda assolutamente temi di mercato.

 

I modi bruschi e le uscite a vuoto mediatiche del d.s. sono ormai note, ma non si poteva proprio temporeggiare?

Mi creda, avremmo preferito evitare una scelta del genere a una settimana ad una ripresa della stagione, soprattutto considerando la fatica che abbiamo fatto per riprendere. Evidentemente non è stato possibile.

La trattativa con Friedkin è ancora aperta?

Il tema della cessione del club è un discorso che riguarda la proprietà, che fa le sue valutazioni. Ma è assolutamente chiaro il compito del management che guida il club: portare la Roma sempre più in alto con un percorso di sviluppo che consenta a tutti i giocatori, dai giovani talenti ai campioni più esperti, di soddisfare le loro legittime ambizioni di giocare qualsiasi competizione sempre con la possibilità di vincerla. L’eventuale cambio della proprietà non ha alcun impatto sulla strategia e sulle modalità di gestione del club.

A volte i nomi dei giocatori giallorossi vengono associati ad altri club come se la Roma fosse un supermercato…

Io credo che già la scorsa estate la Roma ha dimostrato di non essere un supermercato, come molti la descrivevano o la consideravano. Il nostro obiettivo è quello di trattenere i giocatori migliori e sinergici ai nostri piani di crescita, offrendogli un progetto dove possano realizzare le ambizioni che nutrono. E posso assicurare che, dall’allenatore ai calciatori, il senso di appartenenza al progetto è veramente forte. In ogni caso, parlare di mercato quando ci sono 12 partite e l’Europa League da giocare è prematuro. Puntiamo a conseguire gli obiettivi e trattenere i giocatori che dimostreranno il loro valore. Il mercato ora è legato solo a completare alcune cessioni già impostate. Vogliamo entrare in Champions e vincere l’Europa League.

Quindi Pellegrini e Zaniolo restano?

La risposta è nei concetti che ho spiegato. Far trovare qui a Nicolò e Lorenzo riscontro alle loro ambizioni. Questo è il modo più corretto di motivare i nostri giocatori e fargli vedere il futuro sempre nella Roma.


Personalismi, gaffe, esibizioni muscolari: il club ha detto basta

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Provando a definire con una sola parola il sentimento che si respira nella Roma in questi giorni, verrebbe fuori questa: stupore. Nessuno cerca alibi, ma a tutti sembra incredibile come un anno fa il club si sia battuto strenuamente per legarsi con Gianluca Petrachi, che poi non si è rivelato adatto alle esigenze comunicazionali richieste dal ruolo di direttore sportivo della Roma. Eppure non è stato solo questo a portare allo scontro, con possibili strascichi, visto che si dice come Petrachi voglia fare causa per mobbing. A portare alla dissoluzione del rapporto è stato il puntiglio che il d.s. avrebbe mostrato negli ultimi giorni. Gli è stato detto di scusarsi con Pallotta per un messaggio definito irriguardoso. Ma il dirigente non ha raccolto l’invito, dicendo anzi che era a lui che avrebbero dovuto fare le scuse. Ma oltre a ciò sono state tante le uscite mediatiche a vuoto, dai meriti che si era attribuito nella trattativa sul rinnovo di Dzeko in tempi “sbagliati”, fino alla sua definizione del calcio come di “uno sport non per signorine“. Non sono piaciuti nemmeno i modi utilizzati a Trigoria, tollerati finché non hanno invaso l’area di Fonseca. L’irruzione nello spogliatoio durante l’intervallo della partita con il Sassuolo ha ghiacciato i rapporti con allenatore e squadra.