Roma, i tifosi aspettano una mossa di Friedkin

CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - Bocche cucite a Houston. Anche perché c’è già chi parla. Il Dan Friedkin Group non ha commentato l’intervista “home made” che il presidente della Roma, James Pallotta, ha rilasciato al sito ufficiale del suo club. Per la prima volta, con chiarezza mai espressa prima, il bostoniano ha passato la mano: “Sto invecchiando e penso al futuro: vorrei lasciare la Roma in mani solide, a qualcuno che sia una buona guida e le permetta di poter competere come a tutti noi piacerebbe“. Pallotta ha anche tirato “bordate” a Friedkin, ma a qualcuno è sembrata una specie di riapertura. Friedkin infatti adesso sarebbe disposto a pagare “cash upfront“, ovvero tutto e subito. Non toccherebbe il quantum, la somma, ma il quando.


Europa League, Zaniolo ammesso. E arriva Pedro

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Nicolò Zaniolo giocherà la parte finale dell’Europa League. Paulo Fonseca può tirare un sospiro di sollievo: la Uefa ha deciso di riaprire le listedando la possibilità di cambiare tre giocatori in vista delle partite di coppa che verranno recuperate ad agosto. Potrà dunque tornare il numero 22, che sta ultimando il suo recupero. Oltre a lui, il tecnico ritroverà Zappacosta anche in Europa. Nel frattempo sul fronte mercato dall’Inghilterra filtra la conferma che i giallorossi abbiano trovato l’accordo per due anni a circa tre milioni di euro a stagione con Pedro. Proprio per questo motivo lo spagnolo avrebbe rifiutato il rinnovo per gli ultimi due mesi di stagione con il Chelsea.


Da Lo Schiavo ad Andrea Conti, il vivaio continua la rivoluzione

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Con lo sguardo dritto verso il futuro. È questo lo spirito che anima il rinnovamento del settore giovanile della Roma, che avrà presto al vertice degli osservatori Simone Lo Schiavo, che prenderà il posto di Bifulco, passato a fare il d.s. dell’Ascoli. Cambierà anche il team manager della Primavera, Bergamini, mentre resterà alla guida della squadra Alberto De Rossi. Bruno Conti tornerà ad essere responsabile del settore, e presto lo raggiungerà a Trigoria suo figlio Andrea, che ha preso il patentino A da allenatore e dalla prossima stagione guiderà una delle squadre del settore giovanile. Partirà dal basso, con i ragazzi più piccoli, con la speranza, anno dopo anno, di salire di categoria. Ad allenare l’Under 18 sarà Parisi, nell’Under 17 confermato Picarreta e per l’Under 16 il turco Tarnivermis, che, tra gli altri, allenerà anche Christian Totti.


Fonseca non corre rischi: per la ripartenza sicura ha scelto la Dzeko-band

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Che a Paulo Fonseca piacciano i giocatori espertinon è un mistero. E l’espressa richiesta di avere Pedro in rosa la prossima stagione è l’ennesimo segnale. In attesa dello spagnolo, il tecnico è pronto ad affidarsi ancora alla vecchia guardia per giocarsi un mese e mezzo senza respiro tra campionato ed Europa League. Al centro della Roma come al solito ci sarà capitan Dzeko, tornato a Trigoria dopo lo stop in perfetto peso. Anche Kolarov avrà una maglia da titolare assicurata, anche per la sua incisività nei calci piazzati. A fare la differenza sarà anche la fantasia di giocatori come Mkhitaryan e Pastore. L’armeno ha sempre qualche problemino fisico ma prova a gestirsi, mentre l’argentino non gioca da novembre ed è difficile ci sia dal via. Un altro over 30 pronto a garantire continuità a Fonseca è Smalling, che giocherà titolare in difesa accanto al più giovane Mancini, che se però non riuscirà a recuperare in tempo per la partita contro la Sampdoria, sarà sostituito dall’esperto Fazio.


A Baldini l’asse con la Premier. E Pedro vuole già finire l’annata

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Pallotta, dopo aver in pratica esautorato Petrachi, è tornato a dare grande fiducia a Baldini, che può contare anche sull’appoggio di De Sanctis. Baldini è l’uomo giusto al posto giusto – Londra -, visto che gran parte del lavoro sarà fatto proprio in asse con l’Inghilterra. Perciò, chiuso l’affare Pedro, che non vorrebbe nemmeno ricominciare la stagione col Chelsea, adesso è il momento delle cessioni di Under e Kluivert, anche con l’aiuto di Raiola e Ramadani. Inoltre grazie al primo si potrebbe mettere in piedi la trattativa per il riscatto di Mkhitaryan, inserendo Kluivert come contropartita a circa 40 milioni. C’è ottimismo anche per il riscatto di Smalling dallo United, anche se i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo.


Fonseca, caccia al quarto posto che salva la Roma

IL MESSAGGERO - CARINA - Friedkin, il bilancio, Pallotta, Petrachi, i conti in rosso, Pedro, i dissidi interni, il mercato. Tutto confermato e ampiamente documentato. E la Roma? Mercoledì la squadra di Fonseca tornerà a giocare, ospitando la Sampdoria, dando così via alla rincorsa al quarto posto. Se l’Atalanta dovesse vincere il recupero con il Sassuolo, Fonseca non dovrebbe recuperare solo 7 punti di svantaggio, in virtù dello scontro diretto, ma anche e soprattutto tenere unito un gruppo pieno di dubbi. Sono tanti i calciatori con le valigie in mano. Il tecnico ha comunque le idee chiare e almeno per adesso andrà avanti senza alcuno stravolgimento tattico e con esperienza. Quindi punterà sul classico 4-2-3-1 e un gruppo di titolari consolidato, con l’unico dubbio relativo al titolare a destra nel tridente offensivo, con il ballottaggio tra Perez e Under, aspettando il rientro di Zaniolo.


Petrachi VS Pallotta

INSIDEROMA - SARA BENEDETTI - Scontro frontale Petrachi-Pallotta a pochi giorni dalla ripresa della stagione. La causa scatenante, tra l'altro, è considerata da tutti un pretesto: il ds si sarebbe risentito per il fatto che Pallotta, mentre si complimentava con Fonseca per il suo primo anno alla Roma, abbia nominato i dirigenti Fienga e Zubiria e non il ds. Ma nonostante gli fosse stato detto che erano state solo estrapolate delle frasi nell'ambito di una lunga intervista in cui la sua figura veniva elogiata, e nonostante gli fosse stato intimato di non contattare Pallotta, Petrachi è andato avanti lo stesso, accentuando una frizione che pare quasi definitiva. E all'interno del club ci si interroga sul motivo che possa spingere un direttore sportivo a cercare la rottura pochi mesi prima del mercato. Ormai al vertice si stanno convincendo che il d.s. possa avere un club alle spalle. A questo punto, la Roma valuta se intentare un licenziamento per giusta causa, visto che l'intervista rilasciata la scorsa settimana a Sky aveva fatto arrabbiare proprio tutti, dalla dirigenza alla squadra.
Stamattina sembra che Petrachi si presenterà a Trigoria per un chiarimento e anche per non dare estremi a un licenziamento, senza prendere i due anni di contratto che vanta, ma la ricucitura sarà complicata. Anche grazie alla presenza di Baldini, il traghettatore sembra essere Morgan De Sanctis.

Di giocatori, oggettivamente, Gianluca Petrachi ne ha sbagliati pochi a Roma. Considerando il budget a disposizione, forse il solo Kalinic, ad ora, può essere definito un flop della sua gestione. Ma se, adesso, l'ex direttore del Torino sembra pronto ad andar via dalla Roma dopo neppure un anno non è né per gli acquisti né per le cessioni (anche se a Boston ci si aspettava qualche vendita in più). Se Petrachi non arriverà a festeggiare dodici mesi completi da direttore della Roma - l'ufficialità arrivò il 25 giugno di un anno fa - è per una serie di rapporti che non sono mai stati sereni. Con Pallotta, complice il fatto che Petrachi non parla inglese e il presidente italiano, i contatti erano ai minimi termini e la presenza ombra di Baldini certo non ha aiutato; con Fienga e Fonseca, almeno all'inizio, erano di fiducia e cordialità, ma col tempo entrambi hanno digerito poco le uscite "muscolari" del ds, sia pubbliche sia private; con la squadra Petrachi ha spesso fatto la voce grossa, in alcuni casi anche a ragione, ma dopo tre mesi di inattività e la rinuncia agli stipendi, Dzeko e compagni non si aspettavano certo che la prima dichiarazione fosse, in negativo, sui loro allenamenti.

L'INIZIO — Petrachi fa la sua comparsa, davvero, nel mondo romanista il 4 giugno di un anno fa quando, da ds in pectore, accompagna Fienga a Madrid da Fonseca. Intercettato all'aeroporto, nega ufficiosamente di lavorare già con la Roma, nonostante fosse sotto contratto con il Torino, ma la frittata è fatta. Il 25 giugno l'annuncio ufficiale e la firma fino al 2022. Petrachi entra a Trigoria con la volontà di rivoluzionare tutto, dai campi ai rapporti con la stampa, fino alle persone intorno alla squadra. Sempre meno, perché vuole che Fonseca e i giocatori siano concentrati solo sul campo. Un'idea condivisa dagli altri dirigenti, senza dubbio, meno i modi nel comunicarla.

LE GAFFE — D'altronde, che Petrachi con la comunicazione non vada molto d'accordo è cosa nota. Sia internamente (vedi la sfuriata alla squadra durante l'intervallo di Sassuolo-Roma), sia esternamente. Quel giorno, a Reggio Emilia, non era la prima volta che il ds diceva la sua con toni aspri, ma era la prima volta che la cosa, a Fonseca, non andava giù. Senza filtri anche davanti alla stampa, vedi il 10 settembre quando ammette di aver incontrato l'Inter "a maggio" per Dzeko. Ne nasce un'indagine della Procura Federale, che però a febbraio lo assolve ritenendo che non ci fossero comportamenti non in linea con i principi di lealtà sportiva. Altra gaffe poco gradita a Boston quella dello scorso ottobre quando, dopo Roma-Cagliari e il gol annullato a Kalinic, si presenta in zona mista per dire: "Il calcio è un gioco maschio, non per ballerine". Gli risponde mezza Italia, tra cui l'allenatrice della Nazionale Bertolini. Parole che vanno di traverso a Pallotta che, da americano, è ancora più sensibile al calcio femminile.

LA FINE? — Adesso è difficile immaginare che lo strappo possa ricucirsi, per quanto nello sport tutto cambi rapidamente. Di certo, nella conferenza stampa di presentazione, Petrachi disse: "Questo per la Roma è l'anno zero". Chissà se immaginava, quel 4 luglio del 2019, che avrebbe faticato a vedere anche solo il primo, di anno. Lasciando, se così sarà davvero, per incomprensioni societarie, come prima di lui Sabatini e Monchi.


Mancini: “Zaniolo mi impressionò subito per la sua potenza, ma deve ancora crescere tanto”

Roberto Mancini tesse le lodi di Nicolò Zaniolo. Il ct dell’Italia, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato del talento azzurro dopo le belle parole spese nei suoi confronti da Luka Modric, stella del Real Madrid e della Nazionale croata, nonché Pallone d’Oro nel 2018. Mancini, che ha lanciato il talento romanista in Nazionale, è convinto delle potenzialità del giocatore ma anche del fatto che il percorso per arrivare al suo apice sia ancora lungo. Queste le sue parole:

Ha letto le lodi di Modric a Zaniolo? Il romanista non ha avuto finora grande esposizione internazionale, eppure il croato lo ha messo in testa ai giovani promettenti.

La cosa non mi sorprende, basta poco per leggere il futuro di Zaniolo. Le prime volte che lo osservai mi impressionò per potenza, sproporzionata all’età. E poi ha qualità, piede. Non vuol dire che sia già arrivato. Deve crescere ancora tanto, giocare sempre più connesso alla squadra, sacrificarsi tanto anche senza palla.

 


Schick e Lipsia più lontani. Pellegrini a riposo

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - È scaduto il termine del 15 giugno per il riscatto di Schick da parte del Lipsia. Il club tedesco chiedo uno sconto sui 29 milioni di euro pattuiti la scorsa estate, mentre la Roma non vuole scendere sotto i 26, altrimenti registrerebbe una minusvalenza. Parallelamente alla trattativa con il Lipsia allora il consulente di mercato dei giallorossi, Baldini, valuta le piste inglesi di Tottenham ed Everton per il ceco. Nel frattempo in campo Lorenzo Pellegrini è da tre giorni alle prese con un affaticamento muscolare da gestire nei prossimi giorni, per evitare che possa diventare una lesione.


Dal terzo scudetto all’addio di Totti. Un 17 giugno pieno di brividi…

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Alle 17.03 del 17 giugno 2001 il capitano della Roma, Francesco Totti, correva negli spogliatoi a festeggiare lo scudetto, il terzo – e finora ultimo – della storia romanista. Alle 12.41 del 17 giugno 2019, diciotto anni dopo quel pomeriggio, Francesco Totti inviava una mail al Ceo della Roma, Guido Fienga, con cui si dimetteva da dirigente del club. La storia d’amore iniziata nel 1989 si è chiusa poi nel salone del Coni, dove Totti ha parlato con amarezza della fine del rapporto con la Roma: “Non è un addio, ma un arrivederci. Per me è impensabile vedere Totti fuori dalla Roma“, disse quel giorno. Chissà se nel 2001 avrebbe mai immaginato un finale così doloroso.

 


Caso Petrachi. Il gruppo è blindato: ci pensa Fonseca

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Il caso Petrachi era davvero l’ultima cosa che occorreva alla Roma, ma la realtà a volte non si può modificare. Allora tocca a Fonseca il compito di preservare la squadra da qualsiasi sussulto emotivo esterno. Perché davvero in questo finale di stagione il club giallorosso si gioca molto del proprio futuro. La delusione umana però è palpabile all’interno della Roma. Nessuno si aspettava che Petrachi, arrivato alla prima vera (e assai ricca) occasione della carriera, perdesse il controllo. Si conoscevano i suoi limiti dialettici, ma nessuno si aspettava modi tanto rudi o un’autoreferenzialità che gli facesse utilizzare sempre il termine “io“, accusando la dirigenza di non volergli far fare “il Petrachi“, come se esistesse una figura codificata.


Pedro, Pallotta ricomincia dall’attacco: carica spagnola per la nuova Roma

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI, LAUDISA - Difficile pensare che possa essere l’ultimo regalo della gestione Pallotta, ma l’arrivo ormai sicuro di Pedro è di quelli che fanno vetrina. L’attaccante spagnolo firmerà un biennale (con opzione per il terzo) da circa 3,5 milioni a stagione, grazie al decreto governativo post-Covid che consente, a chi viene in Italia per almeno due anni, di vedere la tassazione non sul totale del proprio reddito, ma solo sul 30%. I giallorossi per arrivare al giocatore hanno dovuto battere la concorrenza dell’Al-Sadd di Xavi e questo è stato possibile anche grazie a Fonseca, che lo ha voluto fortemente e lo ha chiamato per comunicargli la sua stima e spiegargli come vorrebbe utilizzarlo. Ovvero, sia da esterno, sia da centravanti atipico in coppia o in sostituzione di Dzeko.