La Roma cerca liquidità ma Pallotta è «scoraggiato»

CORRIERE DELLA SERA - La Roma, in attesa di conoscere quale sarà il futuro della propria stagione,  deve pensare a risanare i conti trovando un po' di liquidità. Per farlo il ds giallorosso, Gianluca Petrachi, sa che il primo passo sarà quello di vendere e monetizzare il più possibile. Per questo motivo in cima alla lista di giocatori da cedere c'è il nome di Patrick Schick, attualmente in prestito al Lipsia, per il quale la Roma è pronta ad accogliere la richiesta del club tedesco di uno sconto sul prezzo del cartellino; sarebbero 25 i milioni che la Roma potrebbe incassare in questo modo. La seconda via che dovrà seguire Petrachi prevede il taglio di quei giocatori con stipendi troppo alti, come Pastore, Juan Jesus, Bruno Peres, che non sarà facile piazzare. In questo scenario un ruolo fondamentale sarà giocato dal presidente Pallotta, che dovrà mettere in atto una ricapitalizzazione di 50 milioni di euro. Sembra però che il presidente giallorosso sia ormai "disilluso", queste le parole dell'architetto dello Stadio che dovrebbe sorgere a Tor di Valle: "Non penso che abbia mollato, ma deve essere incredibilmente scoraggiante essere costantemente ostacolato. Ha investito una grossa parte del suo patrimonio personale per cercare di costruire qualcosa che potrebbe essere una grossa eredità per la Roma e per la città".


Totti provoca: “La Lazio non esiste”

IL TEMPO - BIAFORA - “Roma è Roma. La Lazio non esiste“. Non usa giri di parole Francesco Totti per descrivere il suo tifo per i colori giallorossi e la sua avversità al mondo biancoceleste: “Non posso fare paragoni tra Roma e Lazio. Questo – ha detto alla rivista spagnola Libero – non significa che sto parlando male di loro, tutt’altro. Per me la Roma è unica come i suoi tifosi. Sono appassionati, sentimentali, danno tutto per la maglia“. L’ex capitano romanista è tornato sull’addio al calcio: “Ci sono giocatori come Messi, Ronaldo, io… con il diritto di decidere. Sarei stato un buon elemento per la Roma anche oggi, ma non perché sono Totti, ma per l’ambiente, i giocatori, l’esperienza, il marketing, per tutto. E non avrei dovuto nemmeno giocare ogni partita, ma una sì e tre no“.


C’è la svolta per il calcio

IL TEMPO - AUSTINI - Un altro passo verso la ripartenza. Ma la salita non è ancora finita. Il Comitato tecnico scientifico del Governo ha dato l’ok alla ripresa degli allenamenti di gruppo per le squadre di Serie A, approvando il protocollo rivisto da Figc e Lega di A. E il nodo più importante è stato sciolto: se un giocatore dovesse risultare positivo alCoronavirus, andrà solo lui in isolamento mentre il resto della squadra si chiuderà in ritiro e potrà continuare ad allenarsi e giocare. Al momento invece i calciatori potranno dormire a casa. L’altra novità più importante della giornata è l’incontro convocato dal ministro Spadafora con Gravina e Dal Pino: governo e componenti del calcio si riuniranno il 28 maggio per stabilire finalmente una data della ripresa del campionato e la formula. Dal 13 giugno si potrebbe slittare al 20, ma a quel punto rischia di saltare la Coppa Italia. Resta in piedi l’ipotesi playoff, se ne parlerà oggi in consiglio federale.


Schick, i soldi dal Lipsia aiutano la Roma. L’attaccante è il primo bonus

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Se l’anatroccolo si trasformerà in un cigno, è ancora presto per dirlo. Di sicuro, però, Patrik Schick potrebbe essere il primo assegno circolare da cui la Roma potrebbe trarre beneficio, in vista della chiusura del bilancio al 30 giugno. Entro il 15 del mese il Lipsia dovrà decidere se far scattare l’opzione per il riscatto del centravanti ceco, fissato a 28 milioni. Per gli attuali problemi di liquidità, la società giallorossa sarebbe anche disposta a fare uno sconto al Lipsia (circa 25 milioni), cambiando però le modalità di pagamento: tutto subito, invece che in un anno e mezzo, come da accordi. A giocare a favore del club tedesco è lo stesso giocatore. Il centravanti ha parecchio mercato, soprattutto in Premier League, ma la volontà di restare potrebbe essere un discrimine decisivo per indirizzare la soluzione.


Rimborsi ai calciatori: soldi più veloci col quarto posto

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - La storia è nota. Con grande senso di responsabilità, i calciatori della Roma, per venire incontro ai grandi problemi finanziari del club dovuti alla pandemia di coronavirus, hanno deciso di spalmare gli stipendi dell’attuale trimestre lungo la durata del loro contratto.

Ma la questione della tempistica del “rimborso”, naturalmente, per i giocatori ha una valenza non banale. Così la dirigenza ha pensato ad una sorta di formula ad incentivi.

Ovvero, se la stagione – come la Roma si auspica – dovesse concludersi nelle modalità tradizionali, in caso di rimonta in classifica e conquista della qualificazione in Champions – che peraltro potrebbe essere conquistata anche vincendo l’Europa League – i pagamenti arriverebbero in tempi relativamente rapidi.


L’affondo di Totti: “La Lazio per me non esiste”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Monchi, quando era a Roma, amava sottolineare come la difficoltà più grossa l’aveva trovata proprio all’inizio del suo mandato, nel dover dire a Francesco Totti che era arrivato il momento di dire basta con il calcio giocato. 

Una montagna da scalare, che però ha permesso ai due di creare un rapporto. Monchi voleva con sé Francesco, per vederlo crescere nell’area tecnica: “Difficile avere un insegnante migliore di lui per capire la Roma“, twittò lo spagnolo l’8 agosto 2017, ricevendo subito la risposta di Francesco: “Un piacere lavorare con un professionista della tua esperienza! Spero di fare grandi cose per la Roma insieme“.

Ieri Totti è tornato a parlare anche di questo: del suo addio e di Monchi, con un’incursione dall’altra parte della città. “Per me Roma è Roma. La Lazio non esiste. Non posso fare paragoni. Questo non significa che sto parlando male di loro, tutt’altro. Per me la Roma è unica come i suoi tifosi. Sono appassionati, sentimentali, danno tutto per la maglia” ha detto al magazine spagnolo Libero .

“Sono coerente con me stesso, con il mio fisico e la mia testa. So che c’è un inizio e una fine. Ma ci sono giocatori come Messi, Ronaldo, me con il diritto di decidere. Sarei stato buono anche per la Roma di oggi. Ma non perché sono Totti, ma per l’ambiente, i giocatori, l’esperienza, il marketing. E non avrei dovuto nemmeno giocare ogni partita, ma una sì e tre no. Venti minuti in una gara, la coppa“.

Poi, appunto, il passaggio su Monchi e sul suo vissuto a Trigoria. “Lui è una persona leale, sincera, molto professionale. Non è stato facile il suo arrivo.È arrivato in un momento singolare della gestione americana, penso sia stato mal consigliato. Non si è circondato delle persone che volevano davvero lasciargli fare il suo lavoro. Ha avuto fiducia in altri che pensavano di più a se stessi“.


Tulipani ormai sfioriti: anche Kluivert è in bilico

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Più o meno, è tutto legato a Justin Kluivert. Che di anni ne ha ancora solo 20, ma che potrebbe anche essere sacrificato presto sull’altare delle plusvalenze. Dovesse succedere, il profumo dei tulipani a Roma svanirebbe del tutto. Certo, ci sarebbe ancora una piccola scia legata a Karsdorp, ma anche il terzino destro non sembra destinato a vestire ancora la maglia giallorossa.

I Fino al 2011 la Roma e l’Olanda non si erano mai piaciuti, neanche lontanamente annusati. Poi in quell’estate, quella della prima stagione americana, sbarcò nella Capitale il primo olandese romanista: Maarten Stekelenburg, il portiere dell’Ajax che sembrava destinato a lasciare il segno. Ed invece il declino del numero uno dell’Olanda iniziò proprio lì, con l’arrivo alla Roma. Pagato complessivamente 7,8 milioni di euro, praticamente sordo all’orecchio destro, Stek ebbe subito un rendimento ondivago.

Con Strootman l’amore per l’Olanda toccò livelli altissimi, per poi cadere a picco per colpa della sfortuna. Quella stessa sfortuna che costrinse la lavatrice ad affrontare tre interventi al ginocchio sinistro in meno di due anni. Strootman lasciò comunque il segno a livello di personalità nella splendida avventura in Champions. Nel frattempo a Roma era spuntato anche Emanuelson, una meteora: 2 partite in sei mesi e tanti saluti, con il passaggio a gennaio all’Atalanta. Poi, con l’arrivo di Monchi nel 2018 sbarcarono nella Capitale anche due olandesi di grandi speranze: Rick Karsdorp e Justin Kluivert. Investimento totale di 31,25 milioni di euro più 10,5 di eventuali bonus. Rendimento insufficiente per il primo, buono per il secondo.


Calcio-Governo, tregua di Serie A

IL MESSAGGERO - BERNARDINI, DIMITO - Gli allenamenti possono ricominciare. Da domani. A dispetto del Cts che avrebbe voluto tempi più lunghi. Comunque alla fine ieri il Comitato tecnico scientifico ha preso atto del protocollo della Federazione, non senza aver messo nero su bianco i suoi dubbi. Resta la quarantena per tutta la squadra in caso di nuovo positivo. Qualche passo avanti il governo e il calcio lo hanno fatto ma la pace definitiva non è ancora scoppiata.

Magari accadrà il 28 maggio giorno in cui il Ministro Spadafora, ieri in diretta su Rai 2, ha annunciato di aver convocato “una riunione con il presidente della Figc, Gravina, e della Lega, Dal Pino: saremo in grado di decidere se e quando far ripartire il campionato di calcio“.

Più che altro per quel giorno qualcuno dovrà cedere sulla quarantena. Impossibile giocarecon ilcappio dell’isolamento per 14 giorni. Il tempo stringe e non ci sarebbero slot per recuperare eventuali altre gare.


Roma, il gol per la Champions (non) è “centrale”

IL MESSAGGERO - CARINA - L’attacco da solo non basta, l’assalto alla Champions passa anche da una ritrovata vena prolifica della mediana. Mai come quest’anno la Roma infatti è poco incisiva sotto porta con i suoi centrocampisti. Il totale dei gol della mediana di Fonseca è 4, che si riduce a 2 considerando i due penalty di Veretout. Pochi, troppo pochi se paragonati con quelli dei loro omologhi di reparto delle prime 4-5 in classifica. La Juventus è a quota 6, la Lazio è arrivata a 9. L’Inter, nonostante si basi molto su Lukakue Lautaro, arriva a 10. Per non parlare dell’Atalanta, che ne ha fatti 12.


Ceferin: “Più tempo alle Federazioni”. La Champions verso le Final Four

IL MESSAGGERO - “La data del 3 agosto per concludere i campionati nazionali era solo una raccomandazione“. Parole di Aleksander Ceferin, numero uno dell’Uefa, che apre una porta (anzi un portone) alle singole Federazioni. Lo fa con una lettera inviata al presidente del Lione, club francese che sta “lottando” contro la decisione di sospendere la Ligue 1. La lettere potrebbe aprire ora nuovi scenari, in Francia come negli altri campionati europei. Intanto si studia un nuovo format per concludere la Champions League. Nyon infatti sta pensando di far disputare una Final Four in sede unica, a Istanbul. Per arrivarci però andrebbero prima conclusi ottavi e quarti, da disputare eventualmente in gara unica. Anche l’Europa League potrebbe seguire questa squadra


Assist Mkhitaryan: “Sarebbe bello restare a Roma”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Il tecnico dell’Arsenal Arteta vorrebbe con sé nella prossima stagione Mkhitaryan, ma il progetto non combacia con le idee di Fonseca, che vuole contare ancora sul fantasista armeno. Non collima neanche con le aspettative del giocatore, che a più riprese ha fatto sapere che si augura di restare a Roma. Ieri, parlando all’ambasciata armena in Italia, ha detto: “Dal primo giorno in cui sono arrivato a Roma mi sono trovato subito bene: con la squadra e con la città, tutto fantastico. Sarebbe bello restare, per giocare ancora la Champions e provare a vincere dei titoli“. Il suo contratto con l’Arsenal scade nel 2021 e il suo agente Raiola sta lavorando per rinnovarlo al ribasso in modo da tenerlo un altro anno nella Capitale, con eventuale diritto di riscatto quando la Roma avrà le idee più chiare se investire o meno su un calciatore che ha già 31 anni. “Il campionato sta ritrovando qualità, la Roma ha grandi talenti, calciatori che possono raggiungere livelli altissimi”. 


Fonseca chiede quattro innesti. 15 sul mercato

LA REPUBBLICA - PINCI - Quattro nomi per il futuro. Al tramonto della sua prima stagione romanista, mozzata come quella di tutti dalla pandemia, il tecnico Paulo Fonseca è già proiettato sulla prossima. E per poter competere ha chiesto 4 innesti. La lista è blindata, ma le posizioni sono note: un difensore centrale, un terzino destro, un centravanti. Il quarto acquisto sarebbe una conferma: Henrikh Mkhitaryan, la stella che la Roma è riuscita a regalargli la scorsa estate prelevandolo in prestito dall’Arsenal.Forse, l’unico vero desiderio irrinunciabile nella fantasia del tecnico. Il club ha già fatto presente che di prime scelte potrà acquistarne una, forse due se le condizioni lo permetteranno.