Roma e Italia: Nico va di corsa tra allenamenti e... playstation

GAZZETTA DELLO SPORT - Dieci giorni fa, a due mesi dal grave infortunio subito lo scorso gennaio, Nicolò Zaniolo avrebbe dovuto fare la seconda visita di controllo dal professor Mariani per iniziare la terza fase del programma di recupero, ma il coronavirus lo ha costretto a rimanere a casa. Il 22 giallorosso sta comunque continuando a lavorare per tornare al più presto in campo, carico più che mai dopo la notizia dell'Europeo posticipato al 2021, svolgendo ogni pomeriggio per 2 ore di fila posture ed esercizi, collegato anche in video con i preparatori e i fisioterapisti della Roma, e seguendo un'alimentazione specifica.

Il resto della giornata la trascorre tra serie tv e Netflix, con un occhio  a Celebrity Hunted per ammirare le avventure di Francesco Totti. E poi non poteva mancare la PlayStation, con le partite online diventate epiche con Luca Ranieri, difensore della Fiorentina e amico d’infanzia.


Pastore: "Serviranno 20-30 giorni di preparazione prima di tornare a giocare"

Javier Pastore ha rilasciato un'intervista a Radio Impacto. Queste le sue parole:

La situazione?
"Vediamo se riprenderemo da questa stagione o dalla prossima. Credo sia difficile riprendere da questa, con il livello che c’è servono almeno 20-30 giorni per prepararsi prima di ripartire. Tutte le società andranno in perdita, ma cercheranno di iniziare direttamente il prossimo campionato in modo tempestivo. Ricominciare da dove si è lasciato secondo me è impossibile. Significherebbe finire il campionato più tardi e poi spostare il prossimo campionato. Ma ci sono l’Olimpiade, l’Europeo, La Copa America. È vero che ci sarà una grande perdita, molte persone hanno già pagato per vedere le partite che non si stanno giocando, ma non penso sia possibile ricominciare. Almeno questo è quello che credo io. Ogni giocatore ha le sue esigenze e il club ha fornito a ognuno gli attrezzi necessari per gli allenamenti a casa. Al mattino ci svegliamo, ci pesiamo e inviamo allo staff tutte le informazioni necessarie, il peso, il tempo di allenamento, gli esercizi fatti. Non possiamo allenarci insieme però almeno facciamo a casa il necessario per non perdere il tono muscolare così da farci trovare pronti quando ricominceremo. A volte facciamo doppi allenamenti, seguendo il lavoro con cui normalmente ci alleniamo. Non abbiamo contatti con nessuno. Siamo calmi perché i controlli sono esaustivi. Il caos si verificherà anche in Argentina perché le persone si affollano per comprare le cose. Anche le aziende ne approfittano della situazione, ma qui in Italia non succede. Ci sono migliaia di informazioni false. Il virus non è solo grave per gli anziani. L’importante è rimanere per quindici giorni all’interno della propria casa. Abbiamo a che fare con questo virus da un mese e il problema non ha avuto tanta importanza. Dopo due settimane si è trasformato in un caos. Funzionano solo supermercati e farmacie. Ci sono molti controlli nelle strade. Il paese è tranquillo“.

La Nazionale?
"Ho un ottimo rapporto con tutti: Di Maria, Messi, Otamendi, Biglia e molti altri. La convivenza in Nazionale era sempre molto bella. Tata Martino si è fidato molto di me e mi ha permesso di giocare. C’è molta competizione, purtroppo non ha potuto sostituire Di Maria o Messi. Prendo i migliori ricordi della Nazionale. Mi pento di alcune cose, per esempio come ho raggiunto fisicamente alcune partite".

Un possibile ritorno in Argentina? 
"Se torno in Argentina lo faccio solo per giocare nel Talleres. La mia famiglia viene da qui e qui ci sentiamo più a nostro agio, nessuno mi può togliere questa idea. Non posso non realizzare il mio sogno. Ho due anni e mezzo di contratto a Roma. Non penso di tornare ora, ma se lo faccio voglio che sia in una buona forma fisica. Non voglio mettere prima il nome del giocatore".


Serie A, si valuta una soluzione estrema per la ripresa del campionato

Il calcio è ancora fermo e lo sarà, purtroppo, per molto altro tempo. Alcuni presidenti dei club di Serie A non sembrano fiduciosi su una possibile ripresa già a maggio, e studiano delle contromisure anche estreme.
Una di queste, come riferisce repubblica.it, prevede di riprendere il campionato a giungo e proseguire fino alla fine di luglio; giocando la sera e sempre a porte chiuse.
Sull'argomento, prima che Lega Serie A e FIGC si esprimano, verrà tenuta una nuova assemblea informale in videoconferenza e prevista per martedì.


Uefa, estesa di un mese la deadline per dimostrare di non avere debiti scaduti

La Uefa ha deciso di adottare delle nuove misure per alleggerire il Fair Play Finaziario dei club dutante questo periodo di sosta forzata dovuta al Coronavirus.
La disposizioni principale, come riferisce The Athletic, è la deadline per dimostrare di non avere debiti scaduti che è stata estesa dal 30 marzo al 31 aprile. Ogni caso, per il principio di forza maggiore già previsto dal FPF, verrà valutato a se.


Malcom: "Ero felice di andare alla Roma, ma poi il presidente non mi ha lasciato andare. L'offerta del Barcellona era più alta"

Malcom, attaccante del Barcellona, ha rilasciato una lunga intervista a FootMercato in cui ha parlato del suo quasi trasferimento alla Roma svelandone i retroscena:

"Non sapevo niente riguardo alla trattativa tra le società. Ero felice di andare all'AS Roma, ma poi il presidente Stéphane Martin non mi ha lasciato andare perché il Barcellona aveva fatto un'offerta più alta al Bordeaux. I blaugrana sono passati prima di tutto dal club. Era il mio sogno, lo sapevano. D'accordo col presidente ho quindi scelto di vestire la maglia del Barça".


Carles Perez va 34/6 km/h: meglio di Messi

GAZZETTA DELLO SPORT - Carles Perez, il più veloce di Barcellona. Ieri il sito Sportsfinding.com ha stilato una classifica dei giocatori più veloci del club blaugrana fino a gennaio (quando Perez si è trasferito alla Roma): Il classe ’98, infatti, nella prima parte dell’annata, quando giocava ancora in Liga, ha fatto registrare un velocità impressionante di ben 34.67 km/h. L’attaccante spagnolo è stato più veloce persino di Lionel Messi.


Cristante fa gruppo: «Siamo tutti vicini in chat»

GAZZETTA DELLO SPORT - Cristante sta trascorrendo la quarantena in casa con la fidanzata. Nei giorni scorsi è comparso in un video in cui si allenava sugli elastici, utili per le articolazioni, e in un altro in cui palleggiava con la compagna , per il resto il centrocampista si mostra davvero poco sui social.  Preferisce i fatti alle parole, sia quando si tratta di campo, sia quando si tratta di solidarietà: «Noi, tramite Roma Cares, abbiamo lanciato una campagna raccolta fondi per l’ospedale Spallanzani che è in prima linea per combattere questo virus. Noi giocatori stiamo facendo il nostro e chiunque voglia dare una mano tramite il nostro sito può dare il suo contributo». Il giocatore non si sbilancia su un'eventuale ripresa: «Abbiamo la nostra chat in cui ci aggiorniamo sia dello stato di salute delle nostre famiglie sia di un’eventuale ripresa del campionato e degli allenamenti».


Roma, il ritorno del Faraone

GAZZETTA DELLO SPORT - Il legame tra El Shaarawy e la Roma non si è mai interrotto, nonostante il trasferimento dell'attaccante in Cina. Il giocatore è infatti tornato nella Capitale ogni volta che ha potuto, complice prima un adattamento non semplicissimo, e poi la paura legata alla epidemia di coronavirus.  Roma è rimasta sempre al centro dei pensieri i El Shaarawy. Non a caso già a gennaio c’era stato il tentativo di tornare in maglia giallorossa.  El Shaarawy ha 27 anni e vanta un’esperienza, in Italia e all’estero, con pochi paragoni e Mancini lo stima, quindi  anche lo spostamento dell’Europeo potrebbe essere un’opportunità.
Quali sono allora gli ostacoli per un suo ritorno a Trigoria? Un solo elemento: lo straordinario ingaggio che il Faraone percepisce adesso. L’attaccante, infatti, ha firmato con la società di Shanghai un contratto da circa 14 milioni netti a stagione per tre anni.  Uno stipendio del genere sarebbe ovviamente impossibile da pagare per la Roma , ma El Shaarawy, pur di tornare, sarebbe pronto a fare un sostanzioso sconto, rientrando dentro i parametri del club giallorosso.


Rugani è stato il primo, ma alla Sampdoria sono otto

GAZZETTA DELLO SPORT - Quando la Juventus ha annunciato la positività di Rugani al Coronavirus, si è capito definitivamente che anche la Serie A era stata coinvolta direttamente nell'emergenza sanitaria. Da quel giorno sono giunti altri dieci avvisi. Nella Juve l'ultimo è stato Matuidi, ma in Italia dopo il primo a risultare positivo dopo il centrale bianconero è stato il doriano Gabbiadini a cui si sono aggiunti presto altri sette giocatori della Samp:  Ekdal, Thorsby, Barreto, Depaoli, Lagumina, Colley e Bereszynski. Non è finita: colpito pure il medico del club Baldari che è stato anche ricoverato all’ospedale San Martino di Genova.
Il virus ha toccato anche la Fiorentina. I casa viola i contagiati sono Vlahovic, Cutrone e Pezzella oltre ad alcuni dipendenti. Nel Verona invece c'è un solo «colpito»: il centrocampista Zaccagni.


Richieste al governo e stipendi congelati. Tanti dubbi sulle date

GAZZETTA DELLO SPORT - L’assemblea di ieri dei presidenti di Serie A sembra aver fatto aprire gli occhi sulla reale situazione anche al mondo del calcio. Il timore per l’emergenza salute si traduce in primo luogo in massima prudenza sulla prossima ripresa del campionato. E lo stesso vale per gli allenamenti, che dovrebbero addirittura precedere di settimane la ripartenza della stagione ufficiale. Ieri la discussione sulle proposte  al governo ha completamente sostituito quella sulle eventuali date di ripartenza. E' ancora troppo presto: la priorità è seguire di giorno in giorno gli sviluppi dell’emergenza sanitaria. Le misure economiche che possano sostenere il calcio servirebbero a maggior ragione se le competizioni non venissero portare a termine. L’ultima proposta riguarda la sospensione degli stipendi dei calciatori. I giocatori “producono” allenamenti e partite, ma la loro attività è ormai da giorni azzerata. Per cause che non dipendono dalle società ma da una forza maggiore, il club hanno quindi proposto all'Aic una riduzione degli ingaggi.


Stop agli stipendi, il calcio si unisce

IL MESSAGGERO - Pian piano anche il calcio sta aprendo gli occhi. Il presidente della Lega di Serie A, Dal Pino,  all'inizio della conference call di ieri ha ribadito che con i tragici numeri  di vittime e contagi ed è inutile parlare di ripresa di allenamenti o campionato. In linea teorica, da lunedì i club che spingevano per le sedute individuali (Lazio, Napoli e Cagliari) avrebbero potuto chiedere ai loro calciatori di andare in campo con la responsabilità del medico sociale. Ma molto probabilmente le società erano già a conoscenza delle misure restrittive da parte del ministro dello Sport.
Per quanto riguarda la ripresa della stagione, l'unica ipotesi ventilata è stata quella, nel caso, di dare priorità al campionato, con un calendario ipotetico che può sforare fino a luglio. Ma sono tutti d'accordo nell'aspettare segnali più precisi dal governo.
Da parte sua l'Uefa su questo argomento non è in linea con la Lega serie A: da Nyon vorrebbero mandare in vacanza per un anno il fair play finanziario, ma in cambio punterebbe a dare centralità alle coppe europee.
Anche i calciatori sono pronti a fare la loro parte. I contatti con l'Aic sono continui. È stato ipotizzato di sospendere gli stipendi dei calciatori di marzo.Mensilità che verrebbe saldata più avanti magari in maniera dilazionata. «Davanti a un danno l'Aic farà la sua parte», è il pensiero dominante del sindacato dei calciatori.


Roma, ventilatori e letti per lo Spallanzani

IL MESSAGGERO - In piena emergenza sanitaria, la Roma si attiva per sostenere medici e infermieri. Il club giallorosso si è immediatamente mobilitato per supportare l'Istituto Spallanzani con una raccolti fondi per acquistare tre ventilatori polmonari per la terapia intensiva, otto nuovi letti dedicati allo stesso trattamento e cinque ventilatori polmonari per la terapia sub-intensiva. Un'iniziativa che ha avuto successo grazie alla generosità dei giocatori e dello staff tecnico che hanno scelto di donare una giornata del loro stipendio alla raccolta fondi avviata la scorsa settimana dalla società, in aggiunta alle quote che personalmente molti di loro avevano già elargito. La somma versata dalla squadra è di 200mila euro grazie alla quale la campagna è arrivata a superare la quota di 460mila euro.