Ursino: "Florenzi penso sia andato via perché non sentiva la fiducia dell’allenatore"
Giuseppe Ursino, direttore sportivo del Crotone, è intervenuto all'emittente radiofonica del sito di calciomercato TMW RADIO dove ha commentato anche la recente cessione in prestito di Florenzi, passato proprio per il club attualmente in Serie B ad inizio carriera. Queste le sue parole:
Florenzi è stato un tuo giocatore, cosa pensi della sua scelta di andare in Spagna?
"Conoscendo Florenzi penso sia andato via perché non sentiva la fiducia dell’allenatore. È un ragazzo splendido e penso sia stata la scelta giusta andare a giocare in ottica europeo. Penso che comunque debba giocare più avanti e non da terzino".
La prima mossa di Friedkin: basta film horror
IL TEMPO - AUSTINI - Cade, anzi crolla. Poi quando tocca il fondo si rialza, reagisce, vince (pur perdendo un giocatore a settimana per infortunio), si illude e si risiede. Così all'infinito. La Roma da anni è la replica dello stesso film. Dell'orrore. Spalletti, Ranieri, Montella, Luis Enrique, Zeman, Garcia, Spalletti bis, Di Francesco, Ranieri bis e adesso Fonseca. Rosella Sensi, Pradè, i debiti, la banca, gli americani, Di Benedetto, Pallotta, Baldissoni, Baldini, Sabatini, Massara, Monchi, Gandini, Fienga fino a Petrachi. I romani, gli italiani, gli slavi, i brasiliani e gli argentini. Il bilancio, il fair play finanziario, le cessioni obblgatorie. I medici, i fisioterapisti, i campi, i crociati, le lesioni muscolari, gli allenamenti, i social, l'ambiente. E' sempre colpa di qualcuno o qualcosa. Che poi cambia, per far ritornare tutto al punto di partenza.
Sabatini: "Ibanez? La Roma ha avuto la meglio per questioni economiche"
Walter Sabatini, che nell'ultima sessione di calciomercato ha perso un duello di mercato con la Roma per Ibanez, è tornato a parlare ai microfoni di E' TV durante il programma "Il pallone nel 7". QUeste le sue parole:
"Ibanez è un desaparecido, neanche a Roma sanno dov’è. Noi volevamo prenderlo, ma poi è spuntata la Roma che ha avuto la meglio per questioni economiche, salariali e di commissioni. Ha preferito così andare in giallorosso. A quel punto abbiamo deciso di non fare altre operazioni in accordo con Mihajlovic che ci aveva chiesto solo acquisti che che migliorassero la squadra. Occasioni non ce ne sono state e così abbiamo deciso di andare avanti con questo gruppo avendo la massima fiducia in tutti loro".
La crisi di Kolarov tra liti con i tifosi e quell’idea di non essere all’altezza
IL MESSAGGERO - Il battibecco innescato da Aleksandar Kolarov con i tifosi della Tribuna Tevere durante la partita con il Bologna è solo l’ultimo degli episodi negativi che hanno visto come protagonista il terzino. Le ultime prestazioni insufficienti e la panchina con Lazio e Sassuolo hanno aumentato nel serbo la consapevolezza che il declino atletico sta diventando realtà: adesso Kolarov si sente un leader decadente e si sta facendo qualche domanda sulla sua efficacia in campo.
Quesiti che si stanno ponendo anche i tifosi, stanchi non solo delle prestazioni, ma anche di alcuni suoi comportamenti giudicati irrispettosi. A tal proposito la società ha derubricato il litigio con la Tevere di venerdì a un episodio di campo, ma i dirigenti hanno voluto vederci chiaro chiedendo al calciatore i dettagli su quanto accaduto. Al momento il club non sembrerebbe intenzionato a punirlo.
In difesa errori singoli e di reparto. Mancini sembra un “fuori ruolo”
IL MESSAGGERO - 5 sconfitte in 8 gare: questo è il ruolino della Roma in questo 2020. Crollo di risultati che va di pari passo con quello della difesa. Dall'inizio del nuovo anno la squadra di Fonseca ha subito 16 reti (2 di media a gara), 7 in 6 giorni dal tandem Sassuolo-Bologna. La sensazione che si ha dall'esterno è che gli avversari abbiano capito come attaccare la Roma.
Se paradossalmente sul primo gol di Orsolini contro il Bologna (sul quale Kolarov è in ritardo) si può anche provare a cercare una spiegazione - sull'assist di Barrow, Palacio non arriva sul pallone ma provandoci manda fuori tempo sia Smalling che Mancini - difficile trovarla sugli altri due. Tra l'altro, la seconda rete del gambiano è sembrata la fotocopia di quello di Boga sei giorni prima, con Mancini - suo malgrado - sempre tagliato fuori da una finta dell'avversario e maldestro nel concedere all'attaccante di turno la possibilità di calciare con il piede preferito. Fonseca, nei due mesi in cui la Roma si è presa il quarto posto, aveva trovato la mossa vincente avanzando inizialmente Mancini (poi sostituito in corsa da Diawara) in mediana, con Fazio vicino a Smalling. Una mossa che già sabato a Bergamo può essere riproposta.
Le chiamate preoccupate di Pallotta e Friedkin
LA GAZZETTA DELLO SPORT - «Ma che cosa sta succedendo alla Roma?». Venerdì notte – ora italiana – dopo la sconfitta subita contro il Bologna, dagli Stati Uniti James Pallotta e Dan Friedkin hanno telefonato ai dirigenti giallorossi per porre il quesito. Il problema è che nessuno ha la risposta in tasca, e così entrambi gli interlocutori hanno chiuso la chiamata abbastanza preoccupati, sia pure per motivi diversi. Il presidente, per parte sua, vede il suo asset scivolare sempre più lontano dalla zona Champions League, facendogli così correre il rischio d’incassare meno di quanto avesse preventivato. Il possibile acquirente, invece, teme di dover entrare nel calcio che conta dalla porta di servizio e non potendo godere della visibilità (e degli introiti) che sperava.
La Roma affronta la bufera. “Siamo tutti sotto esame”
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Il 2020 della Roma è da incubo. Dopo l’ennesima prestazione deludente contro il Bologna, ieri la squadra si è ritrovata a Trigoria e il copione è stato semplice. Niente ritiro, ma il ceo Guido Fienga, accompagnato dal d.s. Petrachi, ha voluto parlare alla squadra, e lo ha fatto usando toni decisi. «Se abbiamo perso tutte queste partite – è stato il senso del suo discorso – non è per colpa degli arbitri, della sfortuna o degli infortuni. Niente alibi. Dobbiamo tutti dare di più e i mezzi ci sono. Voi siete un gruppo che possiede intelligenza e capacità morali superiori a quello dello scorso anno. Occorre mettersi tutti in discussione, dall’allenatore all’ultimo della rosa. Se è il caso, anche cambiando tattiche e sistemi di gioco, qualora pensaste che gli avversari ci abbiano prese le misure. Ricordate che basterebbe battere sabato l’Atalanta per tornare in piena corsa per la Champions, perché in fondo il campionato ci sta aspettando. Una cosa però ricordiamola: siamo tutti sotto esame».
Una volta usciti i dirigenti, sono rimasti a parlare Fonseca e i giocatori, fra i quali hanno preso la parola Dzeko e Kolarov, prima dell’allenamento.
Sotto osservazione è finito anche Petrachi stesso. I modi rudi del d.s. a Trigoria non piacciono a nessuno, senza contare che l’allenatore dal mercato di gennaio si aspettava giocatori pronti per sostituire Zaniolo e Diawara. Così, il d.s. sta perdendo quota, tanto che si accarezzano sogni come Paratici o Berta (Atletico Madrid), od obiettivi più agevoli come Faggiano (Parma).
Sì al nuovo modulo. Spinazzola e Peres subito in campo
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Fonseca cambia. Per provare a uscire dalla crisi in cui è entrata la Roma, il tecnico portoghese a Bergamo contro l’Atalanta tornerà al 4-1-4-1 con lo spostamento di Mancini a centrocampo. Il difensore, spostato più avanti, dovrebbe così fornire più filtro e aiutare la retroguardia in cui lottano per il posto a fianco a Smalling sia Fazio che Cetin. Non basta. Sulle fasce Santon e Kolarovdovrebbero lasciare il posto a Bruno Peres e Spinazzola. Un altro che rischia il posto è anche Under, insidiato dal nuovo arrivato Perez, mentre a sinistra Kluivert e Perotti (più votati alla copertura) insidiano Mkhitaryan. Davanti toccherà al solito Dzeko, di cui si aspetta sempre la resurrezione.
In ogni caso, nel colloquio di ieri tra Fonseca e i giocatori sono emersi anche altri disagi tattici, mentre il portoghese ha ribadito come l’aspetto psicologico sia decisivo per migliorare. Forse per la prima volta davvero lo stesso Fonseca è messo in discussione.
Mancini e la difesa in crisi: 13 gol subiti nelle ultime 6 gare
CORRIERE DELLA SERA - 30 gol subiti in 23 gare sono troppi per una formazione che aveva fatto della solidità difensiva uno dei suoi punti di forza. Prendendo in esame solo il 2020, i numeri della Roma sono da zona retrocessione: 13 in 6 partite di campionato, se aggiungiamo anche la Coppa Italia diventano 16 in 8, con la porta rimasta inviolata solo a Parma. Non c’è bisogno di interpretazioni: la difesa è crollata.
Il giocatore più in difficoltà di tutti è Gianluca Mancini. L’ex atalantino, dopo una prima parte di stagione in crescendo, sta attraversando il periodo peggiore della sua carriera romanista. Ha fatto meglio quando il tecnico portoghese, per necessità, lo ha spostato davanti alla difesa, soluzione che potrebbe rivedersi sabato sera a Bergamo.
Roma, ora cambia il modulo. A giugno può cambiare tutto
CORRIERE DELLA SERA - Parola d’ordine: cambiare. L’atteggiamento, il modulo e la classifica. La Roma si è allenata ieri mattina dopo un colloquio con dirigenza e allenatore, in cui il Ceo, Guido Fienga, ha fatto la parte del leone. Via tutti gli alibi: le ultime partite non sono state perse per sfortuna, arbitraggi o infortuni. Tutti devono assumersi le proprie responsabilità. La situazione è grave, ma una vittoria a Bergamo può ribaltare il momentaccio. La fiducia a Fonseca è stata ribadita, ma i risultati alla fine parleranno per tutti, anche per lui. Anche il futuro di Petrachi è, naturalmente, subordinato ai risultati.
In vista dell’Atalanta ci potrebbe essere un cambio di modulo: 4-1-4-1 con Mancini riportato a centrocampo davanti alla difesa e uno tra Mert Cetin e Fazio vicino a Smalling. Previsto il ritorno di Spinazzola al posto di Kolarov. Da qui a maggio sono tutti in discussione: alla fine qualcuno dovrà prendersi le responsabilità per scelte tanto sbagliate
Roma impaurita, dirigenti scontenti. La tenaglia su Fonseca
LA REPUBBLICA - “La squadra ha paura”. Così Paulo Fonseca pubblicamente ha spiegato la ‘malattia’ della Roma. Poi, nel chiuso di una stanzetta all’uscita dagli spogliatoi dell’Olimpico venerdì dopo la sconfitta con il Bologna, ha approfondito con Guido Fienga il dettaglio del crollo. Il Ceo, insieme a Petrachi, era presente anche ieri mattina a Trigoria. La diagnosi di Fonseca è stata questa: i giocatori hanno perso fiducia in se stessi dopo le sconfitte precedenti e, terrorizzati dall’errore, si allungano, retrocedono, aprono spazi. Soluzioni immediate non ne ha nessuno. A questo punto Fonseca è a un bivio: ha capito che o riuscirà a riportare la squadra ad applicare le sue idee, oppure dovrà cambiare la struttura tattica.
Le certezze al momento sono due: l’allenatore non rischia il posto e misure punitive come il ritiro non convincono né il tecnico né i dirigenti. Ieri a Trigoria Fonseca ha voluto parlare subito ai suoi calciatori. Parole ferme, l’espressione della propria feroce delusione, ma niente urla: non le ama e ha anche battibeccato con il ds Petrachi quando a questi è sfuggita la calma. Alla squadra è stato bandito anche qualunque riferimento alle scelte arbitrali. A nessuno sono concessi alibi.
Carles Perez sarà titolare. C’è Pellegrini
IL TEMPO - BIAFORA - Scocca l'ora di Carles Perez. L'esterno arrivato in Italia negli ultimi giorno di mercato, ha avuto un buon impatto sul secondo tempo con il Bologna e si candida in maniera prepotente per una maglia da titolare nel match di sabato sera con l'Atalanta. La carta Perez è una di quelle che Fonseca può giocarsi per cercare di dare una svolta alla squadra e al reparto offensivo che ha grandi problemi in fase di finalizzazione. Il tecnico portoghese ha avvertito tutti sulle difficoltà che il classe 1998 potrà avere contro la difesa a uomo - Gasperini è un maestro nel giocare con le marcature a uomo a tutto campo - ma l'Under degli ultimi mesi, escluso quello visto contro la Lazio, è un giocatore che può far poco per impensierire gli avversari. «È il momento di restare tutti uniti e per lottare più che mai per capovolgere questa situazione. Mi fido ciecamente della mia squadra» il post su Instagram di Perez. Uno dei grandi rebus da risolvere è poi quello che riguarda chi sostituirà Cristante a centrocampo, con Pellegrini candidato dopo il ritorno dalla squalifica.