Roma, è l'ora dei sacrifici. Ingaggi tagliati e spalmati

GAZZETTA DELLO SPORT - La Roma è una delle società che maggiormente si stanno impegno nel fare il possibile per combattere il virus durante questa emergenza sanitaria. Il club giallorosso ha infatti messo in campo molte iniziative sia per aiutare le strutture mediche che per andare incontro a tutti coloro che non hanno la possibilità di vivere al meglio questa quarantena. I giocatori giallorossi non sono ovviamente da meno. In questo periodo di crisi causato dal coronavirus, che ha costretto ogni attività a fermarsi fino a data da destinarsi, a rimetterci sarà sicuramente il club e tutti i suoi dipendenti. Per questo motivo i calciatori della Roma sembra abbiano trovato un accordo comune con i dirigenti per far fronte a queste avversità. Gli atleti sarebbero pronti a rinunciare al 60% delle mensilità di marzo, sulla scia di ciò che già Barcellona e Juventus hanno fatto, e di spalmare altre tre mensilità, precisamente aprile, maggio e e giugno, sui futuri stipendi. In questo modo il risparmio si dovrebbe aggirare intorno agli 8 milioni di euro, con i futuri introiti da spalmare che arriverebbero a un totale di 40 milioni. Un gesto per aiutare le casse del club a respirare un po' durante questa crisi.


Fonseca: "Zaniolo sta bene, Pellegrini sarà il capitano del futuro"

GAZZETTA DELLO SPORT - Il tecnico della Roma, Paulo Fonseca, aspetta di conoscere il futuro della Serie A e di conseguenza della propria squadra in questa situazione di emergenza straordinaria. Il coronavirus non permette di potersi allenare, così l'allenatore è costretto a rimanere in casa, dove però sta sfruttando al massimo il proprio tempo preparando allenamenti per il futuro, guardando partite e giocatori in vista del mercato estivo. Nella giornata di ieri Fonseca ha anche rilasciato alcune dichiarazioni in merito al futuro del club giallorosso e della Serie A: «Difficile dire se ripartirà, in questo momento la salute di tutti è più importante, dobbiamo capire se si sarà in condizione di tornare. Si può arrivare a giocare anche fino all’estate per chiudere il campionato. La priorità è questa». E ancora in merito alle parole pronunciate su di lui da Francesco Totti: «Sono contento per le sue parole, lui è una leggenda e avere questo riconoscimento è importante». Concludendo poi parlando dei giocatori su cui lui e la Roma puntano per il futuro, Zaniolo e Pellegrini: «Pellegrini ha tutte le condizioni per essere il capitano della Roma in futuro. Zaniolo? Sta molto bene, il suo recupero è positivo, così come le indicazioni che mi danno i medici».


Claudio Ranieri: "L’Italia è in guerra il calcio aspetterà"

LA REPUBBLICA - Claudio Ranieri, tecnico della Sampdoria che ha seduto anche sulla panchina della Roma, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano in cui ha parlato di come sta passando questa quarantena, ma soprattutto dell'ipotesi di riprendere a giocare il campionato di Serie A. Queste le sue parole.

Pronti a riprendere il campionato allora?
«Calma. Il governo può dire ricominciamo o no, ma spetta ai medici deciderlo. Si è capito che questo virus può dare complicazioni al cuore: prima di tornare ad allenarsi, vale per la Samp e per tutte le squadre, è dovere dei medici ridare ad ogni atleta l’idoneità completa. Non solo una visita generale, ma approfonditi controlli cardiaci. Con la salute non si scherza».

I presidenti sono divisi. C’è chi vorrebbe la ripresa e chi lo stop definitivo.
«Io sono cresciuto con il pallone, frequento questo mondo da 50 anni. Mai direi no a una partita. Ma in un’emergenza come questa bisogna essere seri. Non entro nella polemica, dico cosa dobbiamo aspettarci alla ripresa: chi è stato colpito dal virus, durante i primi allenamenti si sentirà fiacco. Come ha detto il mio presidente Ferrero un giocatore non è una macchina che si spegne e si riaccende, prima di tornare a giocare ci vorranno settimane di preparazione. Sarà peggio di un ritiro estivo, perché c’è l’aggravante, per chi è stato contagiato, della malattia. E prima del campo, insisto: massima sicurezza. Poi, dopo il via libera, starà all’allenatore e allo staff capire chi può reggere una gara e chi no. Tra l’altro si ipotizzano 3 partite a settimana, tutte a pieno regime. Cosa già difficile prima che arrivasse il coronavirus».

Significa che la Serie A per quest’anno è finita?
«Non ho detto questo, non lo so. Giudico la realtà: l’Italia è sommersa come se fossimo in guerra. Gli ospedali delle grandi città in ginocchio: pensi quelli di provincia o se il dramma del Nord fosse capitato al Sud, con strutture meno idonee e ricettive. Senza contare che le trasferte sono viaggi e in Italia non ci sono più zone franche. Quando luoghi e alberghi saranno sicuri? Si parla di gare in campo neutro, escludendo qualche regione. Non sono d’accordo: o si riprende tutti o nessuno».

Serie A, test d'ammissione

IL MESSAGGERO - L'emergenza coronavirus in Italia continua a tenere fermo il campionato di Serie A, ma la Lega calcio è sempre più decisa a trovare una soluzione per poter portare a termine la competizione. Proprio per questo motivo, nella giornata di venerdì il numero uno della FIGC, Gabriele Gravina, ha incaricato un equipe di medici di stilare un "vademecum" che le squadre dovranno rispettare una volta tornate in campo. L'idea è quella di riprendere gli allenamenti prima a piccoli gruppi e solo successivamente con il gruppo al completo, preferibilmente portando la squadra in ritiro. Inoltre gli atleti delle varie squadre saranno suddivisi in chi è stato positivo al virus e chi negativo. I primi dovranno sottoporsi a vari test medici durante l'allenamento, per valutare condizione fisica e possibilità che siano presenti ancora sintomi del virus; i secondi invece dovranno comunque sottoporsi all'esame del tampone una volta ogni quattro giorni.


Fonseca: "Orgoglioso di quanto sta facendo la Roma"

Paulo Fonseca, tecnico della Roma, ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Queste le sue dichiarazioni:

 

Come passa il suo tempo a casa?
"Non è facile, ma con mio figlio e mia moglie, facendo sport, vedendo partite e giocatori. Abbiamo il tempo per tutti adesso".

 

Cosa pensa delle iniziative solidali della Roma?
"Sono davvero orgoglioso delle iniziative del club in queste settimane, con la fondazione Roma Cares. La Roma è famosa in tutto il mondo per il legame con i tifosi e con la città e in questo momento è più evidente. Mi piacciono queste iniziative, non abbiamo solamente raccolto soldi, il club è stato operativo con gli ospedali e le strutture in difficoltà, acquistando mascherine e materiale sanitario. In queste ultime settimane mi è piaciuta molto l’iniziativa del club per gli anziani, ai quali ha dato materiali sanitari e prodotti alimentari. Hanno fatto cose incredibile per me, sono davvero orgoglioso".

 

Cosa ne pensa delle parole di Totti?
"Ovviamente sono molto contento delle sue parole, è una leggenda e avere questo riconoscimento per il lavoro sviluppato è importante. Mi piacciono molto le sue parole".

 

Totti ha detto che Lorenzo Pellegrini è il predestinato per la fascia di capitano. Secondo lei ce la farà?
"Onestamente sì. Penso che Lorenzo ha un carattere forte per essere il capitano. In questo momento abbiamo Dzeko, ma penso che in futuro Pellegrini ha tutte le qualità per essere il capitano della Roma, come ha detto Totti".

 

Come riesce ad avere un dialogo con i suoi calciatori da lontano?
"In questo momento parliamo sempre con i giocatori. Loro hanno un lavoro individuale che abbiamo programmato. È importante controllare ciò che stanno facendo, per questo analizziamo il peso e la loro alimentazione. È importante sapere anche come si sentono a casa, molti di loro sono soli in questo momento. Fondamentale avere queste informazioni per lavorare con loro".

 

A che punto è il recupero di Zaniolo?
"Ho parlato con il dottore e le indicazioni sono molto positive. Penso che stia recuperando molto bene".

 

Quante settimane serviranno per tornare in forma quando si tornerà a giocare?
"È difficile da dire, dobbiamo pensare a diverse cose in questo momento. Quando ripartirà il campionato e quando inizieremo la prossima stagione. Sono informazioni fondamentali per programmare il lavoro, ma credo che ai giocatori non servirà molto tempo per riprendere la forma, perché i giocatori non si sono fermati. In poche settimane saremmo pronti per riprendere a giocare".

 

Crede che si riuscirà a portare al termine il campionato e le coppe europee?
"È difficile da dire, ma penso che in questo momento la salute delle persone è più importante. Dobbiamo capire quando avremo tutte le condizioni per riprendere, ma la salute è più importante".

 

Siete disposti anche a riprendere in estate per portare al termine la stagione?
"Sì, penso che se ci siano le condizioni sia importante finire il campionato".

 

Si parla del campo neutro per le coppe europee, potrebbe essere un’idea?
"Sì, in questo momento tutte le ipotesi sono valide. Mancano ancora molte partite tra campionato e coppe europee. Dobbiamo cercare la migliore condizione possibile".

 

Sulla riduzione degli ingaggi cosa ne pensa?
"Penso che dobbiamo essere pronti per aiutare in questo momento difficile. Nella Roma, allenatore e giocatori siamo pronti ad aiutare. Dobbiamo essere sensibili, è un momento troppo difficile per tutti".


Tommasi: "Bisogna capire se ci sarà il tempo di riprendere"

Il Presidente dell'AIC Damiano Tommasi, informa il sito ufficiale dell'Associazione, ha parlato a Canale Italia commentando l'attuale momento del calcio in relazione all'a pandemia:

Sulle serie minori
"Nelle serie minori ci sono due aspetti da tenere in considerazione: il livello delle retribuzioni, che non è certo quello che la gente immagina, perché sono retribuzioni normali per vivere, e la sopravvivenza dei club legate ad aziende di riferimento con proprietari che dovranno valutare se dedicarsi soltanto alle loro attività e non più al calcio. In questo momento è necessario ragionare a 360 gradi perché dobbiamo tutelare l’intero sistema calcio. La salute per noi rimane una priorità. Il rischio, non solo nel calcio ma anche in altri settori produttivi, è che si continuino ad accavallare troppe esigenze su salute e ripresa, fino ad arrivare a non capire se sia più grave l’emergenza sanitaria o quella economica. Nel calcio ripartire senza la necessaria sicurezza significherebbe rischiare nuovi contagi e bloccare nuovamente tutto. Serve totale sicurezza, che non deve riguardare solo gli atleti ma tutti quelli che si muove attorno ad una squadra di calcio perché tutto l’ambiente dovrà essere gestito allo stesso maniera”.

Possibili date per la ripresa? 
"I programmi non li può dettare nessuno, né la UEFA, né la FIFA, né la FIGC, né la stessa Associazione Calciatori. Li detta il Coronavirus e noi purtroppo siamo chiamati a ragionare sui programmi nella totale incertezza su quando poter tornare in campo. È notizia di oggi che in Spagna, che ha ormai superato l’Italia nel numero dei contagi, prolungheranno lo stop fino a fine aprile. Bisogna capire se questa epidemia ci darà il tempo e la possibilità di ricominciare”.

Il taglio stipendi dei calciatori di Serie A? 
"Da quando è nata l’AIC nel 1968, definita come il sindacato dei nababbi, il calciatore è visto come quello che guadagna troppo e quindi è un messaggio molto popolare. Il taglio degli stipendi, unito all’esigenza di gestire la crisi economica, diventa quindi un tema fin troppo facile, condito da molta demagogia. È chiaro che i calciatori faranno la loro parte e dobbiamo capire cosa faranno gli altri, dalle Leghe alla FIGC, fino a UEFA e FIFA, perché abbiamo detto che non ci sono solo calciatori di fascia alta ma esistono anche i calciatori di Lega Pro, i dilettanti, il calcio femminile e si rischia che questa parte scompaia. Ora la parte del vertice deve pensare alla base della piramide”.


Il Napoli punta Karsdorp

Attualmente in prestito al Feyenoord, sembra in bilico il futuro di Rick Karsdorp. Il club olandese, vista la crisi che imperversa, si interroga se riscattare il giocatore. Il suo futuro però potrebbe essere ancora in Italia, dato che è finito nel mirino del Napoli, che sta cercando un terzino destro per rinforzare la propria linea difensiva. Tutto dipenderà in primis da cosa faranno gli olandesi, ma i partenopei restano in attesa dello sviluppo della situazione.


Piacciono Kovalenko, Marcos Antonio e Tete dello Shakhtar

La Roma, in vista della prossima stagione, guarda in casa Shakhtar Donetsk, una realtà che Paulo Fonseca conosce bene.  I giallorossi infatti avrebbero messo nel mirino ben tre giocatori della compagine ucraina: il centrocampista ventiquattrenne Kovalenko, 24 anni nazionale ucraino e col contratto in scadenza a giugno, la giovane promessa brasiliana Marcos Antonio, 19enne che costa 5 milioni, e l'esterno destro classe 2000 Tete, il cui prezzo si aggira già intorno ai 17 milioni.


Lega-Aic, accordo saltato sulla questione stipendi. Club avanti in autonomia

GAZZETTA DELLO SPORT - L'Uefa ha dettato la sua linea: priorità alla conclusione dei campionati nazionali. I presidenti di Serie A hanno preso nota della possibile scansione degli eventi stabilita da Nyon, così come la minaccia alla federazione belga di non accogliere le sue squadre nei tornei continentali dopo la decisione del Jupiler Pro League di chiudere qui il campionato. Un elemento che fa riflettere le italiane impegnate in Europa ma che per il resto lascia sul campo gli stessi schieramenti: chi è più prudente sulla ripresa contro chi vorrebbe tornare  in campo.
Per quanto riguarda la riduzione dei salari dei calciatori invece, i club chiedono la riduzione degli stipendi per quattro mesi. L’Aic limita lo stop ai versamenti a un mese soltanto e non sembra intenzionata a rivedere i propri paletti. Si faranno ulteriori tentativi di avvicinamento, altrimenti i club si muoveranno in autonomia. Una linea il più possibile condivisa è una necessità per far fronte a un’esigenza comune: senza una giustificata motivazione ai mancati pagamenti, i giocatori potrebbero procedere con la messa in mora del club o richiedere lo svincolo gratuito. Ora la Lega raccoglierà i pareri delle società sul tema stipendi per restituire delle linee guida comuni. Un modello all’interno del quale, nel rispetto delle idee condivise, ogni club sia poi libero di trattare singolarmente con i propri tesserati.


Pellegrini: «Siamo pronti a ricominciare»

IL TEMPO - AUSTINI -  La Roma vuole tornare in campo. Quando e se sarà possibile, ovviamente, ma c'è ancora un posto in Champions da inseguire e un'Europa League tutta da giocare. Lorenzo Pellegrini dalla quarantena spiega in esclusiva a Il Tempo i pensieri dello spogliatoio giallorosso, compresa la questione del taglio stipendi su cui il club prenderà una decisione insieme alla squadra.

Partiamo dalle iniziative di Roma Cares: è più bello essere romanisti in questi giorni, vedendo i tanti gesti di solidarietà del club?
«Da romano sono molto orgoglioso di quello che sta facendo la società perché sta cercando veramente di dare una grossa mano a tutti quanti. Ad esempio sta aiutando i nostri tifosi più anziani, mi viene in mente quando hanno consegnato loro quei pacchi con beni primarie delle mascherine, oppure il call center che hanno appena attivato per consentire alle persone più a rischio di farsi portare a casa la spesa o dei farmaci, così evitano di uscire».

Il campionato deve ripartire?
«Penso che ovviamente la salute e la sicurezza siano le cose più importanti da valutare in questo momento. È stato giusto fermare, allo stesso tempo ritengo che noi giocatori dobbiamo essere disposti a ricominciare quando le cose saranno rimesse in sicurezza, in modo da non rischiare né noi, né te nostre famiglie e nessun altro. Dobbiamo dare la nostra autorizzazione a far ripartire il campionato: è questa l'intenzione che ho avuto modo di capire dai nostri compagni e dagli altri colleghi. Abbiamo voglia di giocare e credo che se tornassero le partite potremmo tenere un po' di compagnia alle persone che devono rimanere a casa in questo momento così difficile. Sarebbe una piccola buona notizia da dare alle famiglie è a tutti gli appassionati di calcio»,

I calciatori della Juve si sono tagliati gli stipendi, voi che farete?
«Siamo in costante contatto con la società che ci tiene aggiornati su tutte le riunioni e decisioni che si stanno prendendo. internamente alla squadra ci siamo messi a parlare e confrontarci fra di noi per trovare la soluzione migliore. Questo però è ancora un argomento che preferisco mantenere riservato perché né noi né la società abbiamo ancora comunicato nulla sulla nostra decisione. Quando sarà il momento, lo spiegherà la Roma».

Alcuni calciatori, vedi Higuain, non hanno rispettato la quarantena e sono partiti per i loro Paesi, Voi restate tutti qui?
«Sono rimasto piuttosto stupito di quello che è successo in altre squadre. Per quanto riguarda noi, ne abbiamo parlato con i compagni tramite una video-chiamata di gruppo e tutti si sono messi a disposizione per fare quello che la società ci ha chiesto, cioè di rimanere a casa senza fare grossi spostamenti. Sono contento perché lo trovo rispettoso non solo nei confronti del club, ma pure di tutti gli italiani rinchiusi dentro le loro abitazioni».

Domanda al tifoso Lorenzo:  se il campionato ripartisse, otre al quarto posto, c'è in ballo uno scudetto che preoccupa i romanisti... Meglio fermarsi qui?
«Ovviamente spero di poter ricominciare presto il campionato, è quello che si augura chiunque segua il calcio. Noi dobbiamo rimanere concentrati sui nostri obiettivi, senza pensare agli altri: credo fortemente che sia questo l'unico modo per migliorare e crescere».

Ti hanno fatto male quei fischi dei tifosi?
«I fischi per me non sono stati assolutamente un problema. Ho sempre detto che le critiche siano una cosa di cui bisogna essere parzialmente contenti:se qualcuno ti fischia vuol dire che crede in te e puoi fare qualcosa in più. Sono sempre rimasto positivo quando mi sono trovato in situazioni del genere, Semmai mi hanno dato fastidio tutte le chiacchiere che si sono create attorno a questo. Ai tifosi della Roma non ho davvero nulla da dire, per me sono come una famiglia Anche in questi momenti o in passato quando posso aver avuto qualche difficoltà mi sono sempre rimasti vicini. Quindi ripto:nessun problema. Lo è stato molto di più l'infortunio al piede e l'operazione che ho dovuto fare. Ma anche quella è passata e adesso ho tanta voglia di ripartire e fare bene».

Sul tuo contratto c'è sempre una clausola rescissoria. Che faresti ora se un'altra squadra ti chiamasse a luglio?
«Visto il periodo difficile mi sembra un po' assurdo parlare di mercato, lo dico in generale e non solo riferito alla mia situazione, Come ho dichiarato tante volte vedo nella Roma una crescita costante, soprattutto a livello di valori e umanità. Mi auguro che il mio percorso di crescita possa essere parallelo a quello della società, per questo credo che io e la Roma possiamo continuare a crescere insieme per toglierci delle soddisfazioni».


Totti, il cuore oltre l'isolamento

IL MESSAGGERO - Totti si racconta, e lo fa partendo dalle sue giornata in quarantena causa Coronavisrus: «Chiusi in casa è lunga ma ho una famiglia che mi sostiene e dei bambini che hanno bisogno di attenzione. La beneficienza? Abbiamo acquistato dei macchinari per lo Spallanzani e raccolto circa 350 mila euro. Più un'iniziativa a favore della Croce Rossa». L'ex capitano si emoziona quando parla del suo passato romanista dopo aver visto un videomessaggio di Giueppe Giannini: «A 16 anni, con il papà, mi ha dato tanti consigli». Un po' come lui con De Rossi: «Rispetto la sua scelta di chiudere al Boca, anche io a fine carriera ho avuto delle opportunità tra America, Emirati Arabi e Italia. Volevo continuare, poi mi sono detto che un anno o due in più in campo non mi avrebbero cambiato niente. Ferrero avrebbe fatto qualsiasi cosa per portarmi alla Sampdoria». Proprio in quella Samp dove aveva rischiato di finire nel 1997, prima di oscurare l'oggetto del desiderio Litmanen al Torneo Città di Roma e imporre lo stop al compianto Sensi.


«Resterò sempre giallorosso. Troverò il nuovo Totti»

GAZZETTA DELLO SPORT - A dieci mesi dall’addio ai colori di una vita, Francesco Totti parla a cuore aperto del suo amore per la Roma senza risparmiare però qualche frecciatina mentre rivede le immagini della sua ultima partita: «In quella passerella c’era gente che non avrei neppure salutato». L'ex capitano si emoziona invece quando parla del suo addio al calcio e alla Roma: «Con tutto il rispetto per la scelta di De Rossi, anche io avrei voluto continuare a giocare, ma un anno o due lontano dalla Roma avrebbero cambiato tutta la mia storia. La Sampdoria poteva essere la mia squadra a vent’anni e a quaranta, Ferrero mi voleva a tutti i costi. Credo che si debba ripartire dalle origini, dai vivai, per quello voglio crescere i ragazzi della mia agenzia proprio come hanno cresciuto me».
Massima serietà invece quando si parla del suo nuovo lavoro: «Quando parto, parto. Voglio lavorare con i giovani per trovare il nuovo Totti e ci riuscirò». Nessun dubbio invece per l'amore verso i colori di una vita: «Io resterò sempre della Roma. Anche se sono fuori Trigoria, il mio cuore sarà sempre lì dentro».