Zaniolo leader e Villar sorpresa. La Roma punta sui “future-bond”
CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - La Roma quest’estate si ritroverà ad affrontare una situazione difficile: era stata quasi venduta a Friedkin e adesso il deal è in alto mare. Dunque cambiano le strategie: risparmi sugli ingaggi e riduzione della rosa, valorizzazione dei giovani, flessibilità e inventiva nelle sponsorizzazioni, un rapporto nuovo e migliore con la tifoseria. Il core business sono ovviamente i calciatori e la Romapunterà con forza ancora maggiore sui giovani. I giallorossi ripartiranno da Zaniolo, Kluivert, Diawara e Villar, che ha conquistato tutti con la sua serietà in campo e fuori. In quest’ottica si comprende il possibile ritorno di Frattesi, ma anche la promozione in prima squadra di Calafiori e Bouah. Da capire il destino dei prestiti di Schick e Karsdorp. Sarà battuta anche la strada dei parametri zero, dove potrebbero interessare due profili esperti come quelli di Pedro e di Gotze.
Florenzi torna ma andrà via
IL TEMPO - BIAFORA - A fare le spese del coronavirus potrebbe essere anche Alessandro Florenzi. Il classe 1991 al termine della finestra invernale dei trasferimenti è volato in Spagna, per cercare di non perdere l'Europeo - ora rinviato al 2021 - tentando di rilanciarsi con la maglia del Valencia dopo un andamento altalenante e diverse panchine sotto la gestione Fonseca.
Quella dell'ex capitano della Roma non è stata un'esperienza fortunata in terra iberica visto che già prima del virus si era dovuto fermare per una varicella, che gli aveva permesso di disputare soltanto uno scampolo di gara nella sfida di ritorno che ha portato all'eliminazione degli spagnoli dalla Champions per mano dell'Atalanta. Florenzi è sceso poi in campo in altre quattro occasioni, racimolando un totale di 210 minuti.
Il contratto di cessione non prevede alcun diritto di riscatto a favore del Valencia, che già prima dell'emergenza non navigava in ottime acque dal punto di vista economico-finanziario ed è quindi ipotizzabile un ritorno a Roma del giocatore di Vitinia. Al momento la situazione di Florenzi è paralizzata, ma appare improbabile una sua permanenza nella Capitale nella prossima stagione. C'è un nuovo-vecchio Europeo da conquistare.
Fonseca e il Coronavirus: “Italia, orgoglioso di te”
LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Qualche giorno fare era stata Katerina, sua moglie, a pubblicare delle foto del centro di Roma su Instagram scrivendo: “Sii forte, Italia“. Ieri Paulo Fonseca ha fatto di più. Ha scritto in portoghese, poi tradotta in italiano, una piccola lettera ai romani e agli italiani, a corredo di un video emozionante su Instagram. Parole che Fonseca ha voluto scrivere ad un paese e ad una città dove vive da meno di un anno, ma che gli sono entrati dentro. Il perché, lo spiega lui: “Cara Roma, sono orgoglioso di te. Sapevo che sarei venuto a lavorare in una grande squadra e in una grande città. Vivere questo momento difficile insieme a voi mi fa davvero capire la grandezza e la dignità con al quale i romani e gli italiani stanno affrontando tutto questo“. Aggiunge delle belle parole per la società e la sua fondazione benefica, Roma Cares: “I gesti fatti dal mio club per supportare le persone più fragili e in difficoltà mi riempiono di orgoglio, come il far parte di questo progetto“.
La Roma è in bilico: Pallotta vuole di più, Friedkin aspetta e vuol rifare i conti
LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Il 20 aprile, potrebbe essere quella la data della ripresa. Con la Roma di nuovo a Trigoria, divisa per gruppi e con tutte le dovute cautele. Per i lavori societari invece ci sarà da aspettare ancora. Perché da una parte c’è Pallotta, che non intende svendere, dall’altra c’è Friedkin che vuole aspettare per capire in che scenario economico si muoverà la “nuova” Roma. Stallo, insomma. L’intenzione di chiudere l’accordo c’è ancora, ma è evidente come le basi costruite con quella lunghissima due diligence (e che avevano portato ad un prezzo finale di circa 710 milioni di euro) adesso siano da ricontrattare.
Calcio, road map verso la normalità
IL MESSAGGERO - BUFFONI - L’input ormai è chiaro: cercare di ripartire e soprattutto di finire. Il calcio dunque incassa la nuova sospensione fino al 13 aprile, ma non vuole gettare la spugna per tante ragioni. La priorità la detta il rischio del tracollo economico e, in prospettiva, il dover fronteggiare le cause legali che inevitabilmente avanzerà chi si riterrà danneggiato da un’eventuale sospensione. Il ministro dello Sport Spadafora ha ieri annunciato un piano straordinario per far ripartire lo sport a maggio. Giocando mercoledì 20 i recuperi della 25esima giornata e riprendendo il filo con la 27esima domenica 24 maggio, si riuscirebbe a chiudere mercoledì 1 luglio (con due gare a settimana). Appena un giorno dopo la scadenza naturale della stagione. Questo avverrebbe nella più favorevole delle ipotesi. Oggi se ne discuterà nella riunione della Lega e non mancano gli oppositori a questa linea.
È Fonseca la certezza d’emergenza
IL MESSAGGERO - CARINA - Parafrasando Rudi Garcia, Fonseca è tornato al centro del villaggio romanista. Paradossale che lo abbia fatto nel momento in cui non si gioca, lontano dalla zona Champions ed eliminato dalla Coppa Italia. Ma ad un futuro incerto dal punto di vista societario, se ne accompagna uno con diverse garanzie dal punto di vista tecnico: con la permanenza di Pallotta è garantita la conferma del portoghese. Del resto l’allenatore ha sempre lavorato incurante delle voci e dei rumors, anche nei momenti più difficili. Per il futuro allora Fonseca ha già spiegato che cosa vuole: stop al ritiro a Trigoria e ritorno a una preparazione tradizionale, in qualche località di montagna. Nelle scorse settimana erano stati presi contatti con Valles, in Alto Adige, che però non convince. Sono stati riallacciati dunque i rapporti con Pinzolo, dove sembra però in vantaggio il Bologna. L’altro aspetto che vorrebbe ottenere Fonseca è quello di avere meno amichevoli e di evitare la tournée, aspetto che potrebbe essere favorito dall’emergenza sanitaria.
Figlio in spalla. I piegamenti di capitan Dzeko
LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Allenamento con un carico speciale per Edin Dzeko: sulle spalle del centravanti della Roma compare il figlio Dani. Un dolce, utile peso per il giocatore, costretto, come tutti i suoi compagni, ad allenarsi a casa. Il numero 9 unisce l’utile al dilettevole, utilizzando il figlio come peso aggiuntivo in diversi esercizi e regalando le immagini familiari ai tifosi giallorossi attraverso il profilo Instagram della moglie Amra. Il bosniaco ha subito anche le incursioni della figlia Una, che si diverte a disturbarlo nella palestra di casa.
Bavagnoli: "Ritroveremo una squadra con una grande mentalità"
Betty Bavagnoli, allenatrice della Roma Femminile, ha parlato in un’intervista rilasciata all'emittente televisiva del club ROMA TV. Queste le sue parole:
Come sta vivendo questo periodo?
"Con grande riflessione, come tanti altri. Sto riflettendo tanto, non solo su tutto ciò che sta accadendo ma pensando anche a ciò che accadrà dopo, a come affronteremo il futuro. All'inizio è stata un po' più dura perché la mia famiglia sta a Piacenza, tra le città più colpite, molto vicina alla zona rossa iniziale. Il mio pensiero è andato alle mie sorelle, a mio fratello, ai miei familiari, con ansia e paura. Grazie a Dio stanno tutti bene ma continuo a seguire ciò che accade nella mia città. Sto riflettendo molto".
Le è mai capitato di stare così tanto senza calcio?
"Mi è capitato perché ho lavorato con le Nazionali e, senza campo, era un lavoro diverso, con tempi diversi. Un momento così però ti fa pensare a talmente tante altre cose che ti costringe ad affrontare tutto in maniera diversa. Dopo i primi 10 giorni, ho cercato di pensare quanto fosse importante quello che ci stavano chiedendo, rimanere a casa per evitare i contagi e di nuocere a qualcuno".
Come mantenete i contatti con la squadra in questo periodo?
"La società ci è sempre stata molto vicino. Abbiamo la possibilità di utilizzare una piattaforma messa a disposizione dal club ed è molto importante. Ci consente di interagire con le nostre atlete, le nostre ragazze per comunicare qualsiasi cosa. Siamo vicine a loro in tanti modi: abbiamo un programma per ognuna delle nostre ragazze, un programma fisico da svolgere. Nel primo periodo bastava una sessione di allenamento al giorno mentre da ieri le ragazze svolgono due sessioni al giorno con i tutorial fatti dai nostri preparatori. Per l'aspetto tecnico-tattico, realizziamo dei video per le nostre giocatrici. Per l'aspetto medico, affrontiamo l'aspetto nutrizionale e il monitoraggio della condizione e infine abbiamo delle psicologhe che stanno vicine alle nostre ragazze. Abbiamo cercato di entrare nel dettaglio di ogni aspetto".
Abbiamo lasciato una Roma in gran forma prima dello stop
"Una Roma consapevole della posizione che occupa, del percorso fatto, del grande lavoro realizzato in questa fase, di una mentalità che è stata acquisita, una mentalità vincente. Avevamo preso coscienza del lavoro fatto sui limiti, sulle lacune ma anche sui nostri punti di forza. Abbiamo lasciato una squadra in grande evoluzione e salute. Ritroveremo una squadra con una grande mentalità".
Roma, trattativa bloccata Pallotta-Friedkin: congelati i ritorni di Totti e De Rossi
LEGGO.IT - BALZANI - Capitani in quarantena. Totti e De Rossi, così come tutta la popolazione italiana, stanno vivendo queste giornate chiusi in casa tra qualche videochiamata ad amici ed ex compagni, i giochi con i figli, le serie tv e un po’ di attività fisica. E cercando di far luce sul loro futuro che non sarà alla Roma, almeno per i prossimi mesi. La trattativa bloccata tra Pallotta e Friedkin, infatti, impedisce ai due ex capitani di valutare anche un ipotetico ritorno a Trigoria di cui tanto si era parlato nei primi mesi del 2020. Francesco aveva appena inaugurato la sua società di procuratori, ovviamente frenata dall'esplosione del coronavirus. E nel frattempo ha continuato a farsi vedere in tv (un successo la partecipazione a Celebrity Hunted su Amazon Prime) e sui campi di calciotto almeno fino alla sospensione dei campionati. In più di una chiacchierata sui social ha ammesso di voler valutare un ritorno alla Roma in caso di chiamata. Non di Pallotta ovviamente visti i precedenti, ma di Friedkin. Tutto rinviato. Fino a quando è impossibile saperlo visto che la trattativa è stata congelata. A fine pandemia potrebbe riprendere ma con tutte altre cifre che potrebbero non soddisfare lo stesso Pallotta.
E De Rossi? Fino a qualche giorno fa si ipotizzava un ruolo come allenatore della Primavera. Daniele quindi avrebbe preso il posto di papà Alberto, il quale sarebbe diventato supervisore del settore giovanile entrando nei quadri dirigenziali al fianco di Bruno Conti e Morgan De Sanctis. Il presupposto era l’arrivo di Friedkin visto che pure in questo caso i rapporti con Pallotta (e Baldini) non sono così idilliaci dopo il mancato rinnovo di nemmeno un anno fa. In questi mesi De Rossi ha vinto uno scudetto col Boca (non da protagonista) e ha appeso gli scarpini al chiodo. La carriera da allenatore resta la scelta più gettonata. Anche in questo caso il Covid ha bloccato sul nascere l’idea della Figc che proprio per averlo al fianco di Mancini sulla panchina azzurra aveva inoltrato alla UEFA una richiesta per organizzare a tempo di record (si parlava di aprile) uno speciale corso-allenatori Uefa A. Ottenuto quel patentino, De Rossi avrebbe potuto guidare tutte le formazioni giovanili inclusa la Primavera, tutte le squadre femminili e tutte le squadre maschili fino alla Serie C. In più poteva diventare allenatore in seconda di qualsiasi categoria. L’Europeo spostato al 2021 potrebbe essere il nuovo obiettivo. Roma permettendo, perché il primo amore rimane il giallorosso. Per entrambi.
Trattativa Pallotta-Friedkin, il texano propone l'acquisto del 51% del club
Secondo quanto riportato dall'Adnkronos da fonti vicine all'affare, la trattativa per l'acquisto della Roma da parte di Dan Friedkin è rallentata e traslata ma è ancora viva, anche in considerazione di uno spiraglio e di possibili date che sono state ipotizzate per ricominciare a giocare in Serie A a maggio o giugno. Il rallentamento che c'è stato nella trattativa era dovuto all'impossibilità di capire le prospettive, a causa della pandemia del coronavirus e del blocco dei campionati, con l'imprenditore texano che voleva attendere una schiarita, con la chiusura del bilancio a giugno e con l'aumento di capitale da parte del presidente James Pallotta per poi avere più chiara la situazione, non solo dei conti e dei costi superiori sostenuti, ma soprattutto delle prospettive. Friedkin nelle scorse settimane, nel pieno della crisi legata al Covid-19 aveva provato comunque a chiudere l'affare proponendo a Pallotta, a quanto apprende l'Adnkronos, di acquistare solo il 51% della società per poi valutare l'acquisto delle restanti quote del club a crisi superata, ma il numero uno bostoniano ha rispedito al mittente l'offerta, non considerandola vantaggiosa.
Roma, Karsdorp ora rischia di tornare
IL TEMPO - BIAFORA - Uno dei tanti flop dell'era Monchi è certamente Rick Karsdorp, ceduto la scorsa estate in prestito al Feyenoord dopo due anni con molte più ombre che luci alla Roma. Il terzino è ritornato a giocare nel club da cui i giallorossi lo avevano acquistato e ha totalizzato 24 presenze, condite da 5 assist e 2 reti, ma il suo futuro è ora più che incerto. Il club di Rotterdam sta avendo problemi di natura finanziaria e a differenza di quanto vorrebbe - riferisce Voetbal International - non può tenere in rosa il classe 1995. Petrachi per cederlo chiede circa 7-8 milioni, cifra sufficiente ad effettuare una piccola plusvalenza: Karsdorp è costato 16,6 milioni e sarebbero necessari almeno 6,7 milioni per non registrare una minusvalenza. Il Feyenoord non ha le disponibilità economiche per tenere l'olandese, che farà quindi ritorno a Trigoria. Destino simile per Olsen, Florenzi e Antonucci, tutti ceduti in prestito secco, mentre servirà del tempo per capire gli scenari relativi a Defrel, Gonalons e Coric, partiti in prestito con riscatto che diventa obbligatorio in base a determinate condizioni. In bilico anche Schick - il Lipsia ha un diritto di riscatto, ma chiede lo sconto - e Nzonzi: il prestito al Rennes si prolungherà in caso di qualificazione alla prossima Champions.
Scudetti e Coppe in piena estate
IL MESSAGGERO - Nella giornata di ieri in conference call si sono riuniti i rappresentanti delle 55 leghe nazionali più i delegati della Uefa per provare a trovare una soluzione per la conclusione dei campionati e delle competizioni europee. Ciò che è emerso è stata la volontà di voler portare a termine tutti i campionati prima di poter disputare le rimanenti partite di Champions League ed Europa League. L'idea sembra essere quella di scendere nuovamente in campo da domenica 24 maggio per poter concludere così entro il 15 luglio, lasciando spazio subito dopo alle rimanenti partite di Coppa, che dovrebbero vedere l'assegnazione dei titoli entro la metà di agosto. A prevalere alla fine è la volontà di tornare in campo per evitare di perdere ancora altri introiti, si stima infatti che non portare a termine il campionato solo per la Serie A poterebbe a perdite che si aggirerebbero intorno ai 700 milioni di euro. Proprio per questo motivo le dichiarazioni di Gravina rispecchiano la voglia di poter tornare a concludere il campionato non appena sarà possibile. "La finestra di fine maggio, fino al 15-31 luglio sarebbe quella che io individuerei, in modo da avere tutto il tempo per iniziare a programmare la stagione 2020-21".