Gravina: "No al calcio oltre luglio"

Il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha concesso una lunga intervista a Libero. Di seguito uno stralcio delle sue parole.

Il ministro dello Sport, Spadafora, ha parlato di inevitabili porte chiuse. 
"Se l'emergenza lo consentirà, a livello internazionale siamo d'accordo sull'ultimare campionati e coppe perché deve essere il campo a determinare i risultati. Ci atterremo alle indicazioni: se la condizione per giocare sarà di farlo a porte chiuse, ci adegueremo".

L'auspicio è riprendere a maggio, ma l'ipotesi più probabile parla di giugno con uno sfioramento nel mese di luglio. Non si rischia di pregiudicare il futuro? 
"Siamo ancora in tempo per provare a terminare l'attuale stagione senza troppi strascichi nella 20/21, ma è evidente che andare oltre metà luglio renderebbe le cose complicate. Tutti i protagonisti faranno sacrifici per il bene del calcio. Finire quello che abbiamo iniziato, oltre ad attutire il danno economico, comunque importante, ridarebbe agli italiani la voglia di gioire".

Prima le liti sui rinvii delle partite, oggi sul destino del campionato con alcuni club che chiedono di annullarlo subito: è solo un modo per risparmiare? 
«E il momento di mettere da parte le rivendicazioni personali e cercare una visione più ampia e condivisa. In ballo c'è il futuro del gioco più amato dagli italiani, per questo dobbiamo provare a far rotolare il pallone non appena possibile».

Sarà davvero possibile tagliare gli stipendi? 
"Abbiamo già iniziato a dialogare con Assocalciatori e Assoallenatori, che si sono dimostrate disponibili. La difficoltà di far fronte a determinati impegni è evidente. Nessuno può far finta di non porsi il tema del costo del lavoro. Lo faremo senza mortificare nessuno".

Se alla fine non si riuscisse a ripartire, il calcio avrà bisogno del soccorso statale? 
"Il calcio si è sempre supportato sulle sue gambe, è il terzo comparto produttivo del Paese. Ho già chiarito che non chiediamo contributi diretti, piuttosto provvedimenti legislativi che ne agevolino la ripresa e lo sviluppo".


Ag. Schick: "Nessun problema economico per il Lipsia, è la destinazione ideale per Patrik"

L'agente di Patrik Schick, Pavel Paska, ha parlato a iSport.cz, smentendo il fatto che il Lipsia non abbia i soldi per riscattare il calciatore: 

“È una mossa tattica, non è assolutamente vero che il Lipsia non ha i soldi. I club tedeschi economicamente sono i più sani in Europa. Dalle altre parti sta andando tutto a pezzi, ad eccezione della Premier League. Quello dei soldi non è affatto un problema. In Italia hanno scritto che Patrik può tornare e che non vedono l’ora di riabbracciarlo, ma il Lipsia ha un’opzione unilaterale per riscattarlo. Penso sia davvero una tattica di negoziazione. È un grosso affare, vedremo. Quando vendi qualcosa e chiedi dei soldi, a volte devi abbassare il prezzo. Siamo tranquilli. Il Lipsia è la destinazione ideale per Patrik”.


Ripresa e taglio ingaggi: è caos

IL TEMPO - CICCIARELLI - I dati sul contagio da coronavirus oscillano di giorno in giorno e con loro gli orientamenti del governo del calcio, che nel tentativo di ultimare i campionati rischia di andare nel pallone. Così l’«avanti tutta» del presidente della Federcalcio Gabriele Gravina nel portare a termine la stagione lascia spazio alla cautela nel giro di poche ore, perché giocare oltre la metà di luglio rischia di compromettere la prossima annata. «Oggi possiamo abbandonarci a tutta una serie di elaborazioni - ha dichiarato il numero uno della Figc a Radio Sportiva - ma abbiamo una certezza: cercare in tutti i modi possibili di salvare il campionato 2019/20 ma anche non compromettere quello del 2020/21, che ha una deadline chiara». Il 23 maggio, giusto un anno dopo la fine prevista quest'anno, in linea con l’inizio degli Europei slittati di 364 giorni. «Avremo Euro 2021 e competizioni internazionali dei club. Non possiamo commettere l'errore, già fatto lo scorso anno, di partire oltre metà agosto. È evidente che oltre metà luglio diventa complicato andare avanti con il campionato 2019/20. Dobbiamo essere realisti e capire che la situazione è in continua evoluzione, riprendere i campionati è la scelta più giusta e abbiamo il dovere di approfondirla. Stiamo lavorando anche su ipotesi alternative, dobbiamo fare un percorso maturo per dare risposte concrete a società e tifosi». La Lega Serie A intanto si muove per far fronte alle ricadute economiche dello stop al campionato e dopo aver presentato una serie di proposte alla Figc prova ad avviare una concertazione sulla riduzione degli ingaggi dei calciatori. Il presidente Paolo Dal Pino e l’ad Luigi De Siervo hanno annunciato al presidente dell’Assocalciatori Damiano Tommasi la presentazione di un piano collettivo per gli stipendi entro lunedì, giorno in cui l’AIC si riunirà in consiglio. La proposta della Lega partirebbe dalla sospensione dei compensi come misura transitoria, in attesa di capire se e quando si tornerà a giocare. Le riflessioni sul tema sono già in atto e si snodano lungo due direttrici, da un lato un tavolo di lavoro indetto dalla Lega e dall’altro le trattative individuali. Le discussioni informali che si sono sviluppate tra diversi calciatori lasciano filtrare una disponibilità di fondo, su cui andrà innestata la trattativa. Si guarda in casa Juventus, dove i senatori Chiellini - consigliere Aic - Buffon e Bonucci hanno sottoposto ai compagni tre soluzioni che prevedono la rinuncia dai 45 ai 90 giorni di stipendio sui 120 in esame. Sul tema si è espresso anche il presidente del Coni Giovanni Malagò. «Penso che ci si arriverà. Magari si stanno già definendo degli accordi - ha spiegato a Radio 24 - perché un conto è togliere il 30% a un giocatore che guadagna 10 milioni netti e un conto farlo a un professionista di Serie B o C. Credo sia giusto che chi ha maggiori possibilità cerchi di aiutare, come sta già accadendo in altri paesi».


I pacchi «salva vita» per i nonni romanisti

IL TEMPO - AUSTINI - I gesti che fanno la differenza e scaldano il cuore. Sono arrivati e continueranno a partire in questi giorni i pacchi dell’As Roma per gli abbonati over 75: un regalo bello e soprattutto utile. Il club giallorosso, oltre alle varie iniziativa di solidarietà e alla raccolta fondi per gli ospedali, Spallanzani in primis, ha trovato una via speciale per dare una mano alle persone più fragili in questa infinita quarantena. Un vero e proprio kit «salva-vita» confezionato da Roma Cares insieme ad alcuni partner, questo hanno trovato i tifosi giallorossi di terza età all’interno del pacco: flaconi disinfettanti, guanti in lattice, una decina di mascherine e una bella scorta di generi alimentari per evitare di dover uscire di casa e fare la spesa. Tra una colomba pasquale e un pacco di pasta, una birra e il caffè, oltre all’immancabile sciarpa e ai biscotti griffati Roma, i circa trecento destinatari del regalo sono rimasti increduli. «Quando mi hanno chiamato dalla Roma per avvisarmi del pacco - ci racconta Mario Ajò, 79 anni - pensavo a uno scherzo. Invece è tutto vero». Romanista doc di Monteverde, abbonato in Tribuna Tevere Centrale dal 1953, il signor Mario parla con orgoglio e un'emozione genuina. «Mio papà Alberto aveva la tessera numero 6 della Roma, era nato nel 1906 e conosceva tutti i fondatori del club. Con i miei due fratelli siamo cresciuti allo stadio, io sono abbonato da quando ha aperto l’Olimpico. Se d'estate mi dimenticavo di rinnovare, il mio posto non lo davano a nessuno». Lui, come centinaia di migliaia di anziani in Italia, gli obiettivi preferiti del maledetto coronavirus, sta vivendo questi giorni con sofferenza. «Faccio il rappresentante di commercio e lavoro ancora ma adesso non posso. Per me è una tortura, esco la mattina per fare il giro del palazzo, comprare le sigarette, il pane e poi torno a casa ma fatico a starci. La Roma mi manca ma spero che questo campionato finisca così perché se riprendesse sarebbe fasullo: lo scudetto lo dessero a chi gli pare, magari all'Atalanta... basta che non è la Lazio. Poi si riparta a settembre».
Doveroso il ringraziamento alla Roma: «Un'iniziativa fantastica, bello vedere che la società c'è sempre e tutti quelli che odiano Pallotta dovrebbero capire cosa ha fatto questo signore per noi».


Zaniolo: recupero ok, sto tornando

IL TEMPO - BIAFORA - La luce in fondo al tunnel è sempre più vicina, anche se la quarantena forzata sta inevitabilmente rallentando di qualche giorno il pieno recupero. Zaniolo lavora ogni giorno a casa per farsi trovare pronto già a partire da luglio e ha raccontato come sta vivendo questo periodo rispondendo ad alcune domande su Instagram: “Sto bene, mi manca il campo, ma dobbiamo essere uniti. L’infortunio è una bella mazzata, dopo il primo mese è andato tutto in discesa. Ogni giorno mi sento meglio, sto diventando più forte, la ripresa sta andando bene. Con i compagni ci sentiamo spesso, scherziamo su WhatsApp”. Il numero 22 ha usato parole al miele per i tifosi: “Li devo ringraziare, mi si è riempito il cuore per i loro messaggi. Segnare sotto la Curva Sud è il sogno di tutti, un’emozione unica, è un mondo tutto tuo”. Intanto nelle ultime ore sono andati in scena nuovi contatti tra Pallotta e Friedkin per la questione relativa al passaggio di proprietà della Roma, fermatosi al momento di firmare i contratti preliminari. Dal Texas viene ribadita la volontà di andare avanti e senza alcun ingresso graduale partendo da una quota di minoranza. Sul fronte del taglio degli stipendi la società di Trigoria auspica e lavora ad una soluzione unitaria da parte della Lega. Viene inoltre portata avanti l’analisi che quantifichi il danno dovuto all’attuale emergenza.


I giallorossi vogliono Frattesi, possibile scambio con Defrel

In attesa di capire gli sviluppi del calcio italiano, la Roma guarda al futuro. I giallorossi infatti vorrebbero riportare a casa Davide Frattesi, ceduto al Sassuolo ma in prestito all'Empoli. Come scrive il portale di calciomercato il club capitolino vorrebbe esercitare il diritto di recompra  sul cartellino del centrocampista. Allo stesso tempo nell'operazione potrebbe rientrare Gregoire Defrel, che i neroverdi vorrebbero trattenere. Su Frattesi c'è da segnalare anche l'interesse dell'Everton di Ancelotti.


Gravina: "L'obiettivo primario è riprendere il campionato"

RADIO SPORTIVA - "Oggi possiamo abbandonarci a tutta una serie di elaborazioni, ma abbiamo una certezza: cercare in tutti i modi possibili di salvare il campionato 2019/20 ma anche non compromettere quello del 2020/21, che ha una deadline chiara", così il presidente della Figc, Gabriele Gravina, all'emittente radiofonica. "Il prossimo anno avremo gli impegni dell'Europeo di calcio e competizioni internazionali legate ai club - ha aggiunto -. Non possiamo commettere l'errore, già fatto lo scorso anno, di partire oltre metà agosto. E' evidente che oltre metà luglio diventa complicato andare avanti con il campionato 19/20". Gravina ha anche chiarito che "l'obiettivo primario è riprendere il campionato, ma dobbiamo essere molto realisti e capire che in questo momento la situazione è in continua evoluzione. L'idea di riprendere i campionati è la scelta più giusta ed è evidente che questa è un'ipotesi su cui dobbiamo lavorare e abbiamo il dovere di approfondirla giorno dopo giorno. Stiamo lavorando anche su ipotesi alternative, dobbiamo anche fare un percorso maturo per dare risposte concrete a società e tifosi".

"Il taglio degli stipendi ai calciatori? La difficoltà di far fronte a determinati impegni è evidente, talmente chiara che nessuno può far finta di non guardarla, di non porsi il tema del costo del lavoro. Lo faremo senza mortificare nessuno, lo dobbiamo fare ricorrendo a soluzioni e ipotesi di sospensione e riduzione. E' un tema che si sta già affrontando", ha aggiunto. "Ci sono stati già incontri con leghe e associazioni di categoria. Ci sono proposte in atto. Si sta cercando di trovare una sintesi tra le diverse posizioni. Non possiamo far finta che il calcio non stia subendo gli stessi danni economici degli altri comparti dell'industria italiana: molti presidenti di club sono anche imprenditori, subiscono le problematiche del Paese che vengono trasferite nel mondo del calcio", ha detto.

"Dilettanti? Se crolla la base crolla tutto il sistema calcio. Io mi preoccupo di tutto il calcio senza occhi di riguardo. Il fondo salva calcio di cui ho parlato terrà conto di tutte le esigenze". Infine, per i diritti tv delle squadre di serie A e il betting "dobbiamo scindere quelle che sono emergenze per sopperire alla carenza di liquidità nel breve termine da quelle che sono esigenze strutturali che andranno affrontate perché anche lo sport subirà un cambiamento radicale che noi dovremo guidare e accompagnare".


De Rossi: "Che bello, alla fine abbiamo battuto le galline"

Tra l'addio alla Roma e quello al calcio giocato c'è l'avventura al Boca Juniors, chiusa lo scorso gennaio, Daniele De Rossi ha comunque festeggiato il titolo conquistato dagli Xeneizes grazie alla sfida vinta contro il Gimnasia La Plata. Come? E' il giornalista Roberto Colombo che al programma argentino, come riferisce il quotidiano, ha rivelato il messaggio dell'ex capitano della Roma: "Che bello, alla fine abbiamo battuto le galline", con chiaro riferimento agli eterni rivali del River Plate.


Problemi economici per il Lipsia dopo lo stop. Schick non verrà riscattato

Lo stop dei campionati sta avendo ripercussioni anche sull'economia delle varie squadre, che potrebbe avere problemi nel garantire gli stipendi ai propri giocatori o esercitare i riscatti dei prestiti. E proprio in merito a quest'ultimo argomento, come riferisce il magazine tedesco Kicker, c'è la decisione del Lipsia che non riscatterà i giocatori in prestito della sua rosa.
Quindi, sulla base di questa decisione, Patrik Schick al termine del prestito rientrerà alla Roma nonostante si sia messo in mostra convincendo il club tedesco. Non una decisione dovuta a carenze tecniche, ma per semplici motivi economici che potrebbe presentarsi anche per altri club e non solo per il Lipsia.


Zaniolo: "Mi sento sempre meglio. Siamo un gruppo molto unito e bellissimo"

Nicolò Zaniolo, giocatore della Roma e della nazionale, ha risposto alle domande dei tifosi tramite una diretta sul social network Instagram:

Sulle iniziative della Roma contro il Coronavirus
“E’ stata una grandissima cosa. Aiutare lo Spallanzani che era in difficoltà. Grazie ai tifosi siamo riusciti ad arrivare a 500 mila euro. Grazie a Roma e tifosi, si sono dimostrati una famiglia”.

Come stai?
“Ora sta andando tutto molto bene. Mi sento sempre meglio. Faccio gli allenamenti con le video chiamate con il professore. Le stesse cose che facevo a Trigoria faccio a casa. Spero di riprendermi il prima possibile”.

Come funziona la giornata dentro casa?
“Non è cambiata più di tanto. Prima andavo al campo e poi stavo a casa tutto il giorno. Ora mi manca andare al campo, ma dobbiamo aspettare che passi questa brutta situazione. Ho finito i film su Netflix ora (ride, ndr)”.

A Fifa ti arrabbi se prendi te stesso e sbagli? 

“Si lo offendo. Nessuna pietà, ma mi dò sempre comunque la palla”.

Il tuo gol più bello?
“Per me il più bello è stato contro il Napoli. Poi sono tutti belli da ricordare”.

Te li riguardi?
“Si, soprattutto in questo periodo su YouTube e mi emoziono sempre”.

Come si fa a diventare forti come te?
“Basta allenarsi sempre bene e non perdere mai la passione. Se le doti le hai emergi”.

Hai sentito la vicinanza dei tifosi dopo l’infortunio?
“Si, anche lì devo ringraziarli. Appena mi sono infortunato ho ricevuto migliaia di messaggi e mi si è riempito il cuore. Ho sempre ricevuto belle parole da tutti”.

Serie Tv preferita?
“Ho finito poco tempo fa Elite e mi è piaciuta molto. Ora mi sto concentrando sui film thriller”.

Vi sentite ora tra compagni di squadra?
“Si ci sentiamo e ci scambiamo battute su Whatsapp. Quello più attivo è Spinazzola. Anche Jesus”.

Cosa significa segnare sotto la Sud?
“E’ il sogno di tutti. Ogni giocatore nella Roma penso abbia questo desiderio. Io ho avuto la fortuna e posso spiegare l’emozione. Quando la palla entra non ci pensi neanche, prendi e vai sotto la Sud”.

Come ti sentivi prima che Di Francesco ti dicesse che saresti stato titolare con il Real?
“Quando il mister mi ha detto che avrei giocato ho guardato il soffitto fino a sera. Ero tesissimo”.

Contro il Real riesci a mettere da parte le emozioni?
“E’ dura. Quando sali le scale e vedi 80 mila persone non è facile poi mettere da parte le pressioni. Io sono fortunato perché sono uno che non le patisce molto”.

Il 22 di maglia ha un significato particolare?
“L’ho scelta perché è la data di nascita di mia mamma e perché il mio idolo è Kakà e volevo il suo numero”.

Com’è giocare con Mkhitaryan?
“Miki è un grande giocatore. Mi dà tanti consigli. E’ una persona bravissima fuori e dentro dal campo. In campo è un fenomeno”.

Hai mai pensato di non essere all’altezza?
“No, se alla fine ci sei significa che li puoi starci. Ci sono momenti in cui stai meno bene fisicamente, ma basta tirar fuori il meglio di se stessi”.

La tua emozione più grande con la Roma?
"L'esordio al Bernabeu sicuramente. La doppietta con il Porto anche è un ricordo indelebile"

Con chi ti trovi meglio in squadra?
"Siamo un gruppo molto uniti. Italiani e non. Ci sono poi compagni con cui mi trovo meglio come Pellegrini e Spinazzola, ma sono tutti ben disposti a tenderti una mano. Quest'anno abbiamo un gruppo bellissimo".


Malagò: "Ripartire solo dopo l'ok della comunità scientifica. In molti faranno come il rugby"

Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha parlato ai microfoni di Radio 24 della situazione sportiva in Italia e di quando si potrà riprendere:

Il rugby ha rotto il fronte, senza assegnare il titolo e bloccando promozioni e retrocessioni.
"La Federazione rugby ha convocato il Consiglio Federale, conosco le dinamiche del ragionamento e ricordo che compete alle Federazioni l'organizzazione dei campionati. E' una scelta, opinabile o meno, ma non hanno voluto nemmeno aspettare una data condivisa anche se poi sappiamo che gli interessi sono molto diversi. Le Federazioni hanno oneri e onori".

Ci dà una speranza sulla ripartenza?
"In questa battaglia non conosciamo il nemico, paradossalmente potresti averlo anche in casa. Ci sono due scenari e io li sto vivendo così: in Italia ci gestiamo autonomamente tutto questo in base alle indicazioni del Governo. Poi c'è un problema fuori dai confini: oggi il presidente del CIO Bach ha fatto un report analitico da quando è iniziata l'emergenza fino alla decisione di rinviare i Giochi Olimpici, con la nuova data dovrebbe essere annunciata entro tre settimane. Tutte le decisioni saranno subordinate alle decisioni della comunità scientifica, solo loro potranno dire quando ripartire. Se non arriverà il loro ok, non va illuso nessuno".

Non sarebbe più bello uno scenario in cui le Federazioni si muovono insieme?
"Non sono contrario a quanto fatto dalla federugby. Magari non condivido il timing perché l'ordinanza scade il 3 aprile... Ieri Spadafora ha detto che in precedenza era stato troppo ottimista sulla ripresa del campionato il 3 maggio. Secondo me si arriverà a quanto detto dal rugby in molti sport, non so se in tutti. Ogni sport lo devi guardare nella sua specificità".

Cortina 2026 intaccato da questa emergenza?
"Io mi sento di dire che sento spesso gli organizzatori, stanno lavorando da casa ma l'organigramma va avanti. E' chiaro che in questo momento ci sono delle difficoltà, ma non mi sento di dire che ci saranno complicazioni sull'organizzazione dei Giochi anche perché il 90% delle strutture è già realizzato. Sappiamo benissimo cosa fare. Magari qualche opera che non era prevista a dossier ma che sarebbe stato bello fare non so se verrà realizzata. Però c'è anche un lato positivo: Roma si candida, ha tutti i requisiti per andare a dama e a corsa lanciatissima il nuovo Sindaco ferma questa corsa. Così parte la corsa per l'Olimpiade invernale e noi 9 mesi fa vinciamo contro la Svezia. Con Roma non si sarebbe proprio discusso adesso sul da farsi...".

Praticabile lo scenario di un'estate utile per completare la stagione dei club?
"Non lo so, dipende anche dalla UEFA e dalla FIFA. Io faccio parte del CIO e Bach in questi giorni è stato davvero un gigante: ha detto che da adesso tutti quanti devono fare sacrifici e compromessi, bisogna entrare in questo ordine di idee perché se tutti restano arroccati al proprio orticello la soluzione non la trovi".

Serve quindi anche un gesto forte da parte dei calciatori, a proposito di sacrifici e compromessi.
"Io penso che ci si arriverà, magari già in queste ore i vertici dell'Associazione stanno definendo l'accordo. Togliere il 30% a un giocatore che guadagna 10 milioni di euro è un conto, togliere il 30% a chi gioca in Serie B o in Lega Pro è un altro. Dico in generale: chi ha maggiori possibilità cerchi di aiutare chi ne ha meno".

Campionato sarà ancora meno competitivo?
"Io non penso che il nostro campionato possa perdere di valore in questo momento, anzi. Non si chiede certo l'integrazione degli stipendi dei campioni, ma in questa fase puoi chiedere qualcosa di diverso, come riaprire alle dinamiche del betting. Poi puoi chiedere sgravi fiscali, ritenute d'acconto sulla valorizzazione dei vivai e facilitazioni per la costruzione degli stadi. Se poi tu hai Mario Rossi, che oggi rischi di perderlo, ma dove va in questo momento? Se prima eravamo meno competitivi rispetto a certi club oggi possiamo livellarci: è chiaro che dobbiamo essere pronti a ripartire e non commettere gli errori del passato".

Il Monza volley continua ad allenarsi.
"Tra l'altro il presidente è un medico, la conosco bene. C'è qualcosa che non mi quadra...".


Perez: "Sono felice di stare a Roma. Spero si riprenda a giocare"

Carles Perez, giocatore della Roma arrivato nel corso del mercato invernale dal Barcellona, ha parlato ai microfoni di Radio Cadena Cope di come sta vivendo questo periodo di emergenza:

"È da 17 giorni che sto chiuso in casa senza uscire. Il club ci ha detto di rimanere il più tempo possibile in casa. In Italia la situazione è difficile, più o meno come in Spagna, e preferisco stare in casa".

Sei solo in casa?
"Sì, sono da solo".

Non ti deprimi?
"Mi manca la mia famiglia e i miei amici ed è strano stare senza di loro. Prima mio padre veniva ogni 10 giorni in Italia perché non stessi da solo e se n’è andato proprio appena è iniziato a circolare il coronavirus. Hanno chiuso le frontiere qui e in Spagna. E ciò che ci tocca e va bene così. Vivo in una casa, alla fine come ti ho detto quando tutto si rimette bene la mia famiglia e i miei amici vengono a trovarmi e ho una casa per ospitarli. L’acqua della piscina è fredda, ancora non faccio il bagno, qualche volta mi sono bagnato perché di mattina fa abbastanza caldo qui in italia c’è sole. Però di pomeriggio no"

Ti alleni da casa?
"Mi alleno un' ora e mezza o due la mattina e la sera. Quattro ore in totale, altrimenti cosa faccio in casa".

Ti alleni più che con Valderde?
"No (ride ndr), con Valderde ci allenavamo abbastanza. Sono felice di stare qui. Ho sempre pensato come sarebbe stato quando fossi andato via dal Barcellona. La verità è che sono super contento di stare a Roma, anche per il clima e per come la gente mi ha accolto. Sto bene".

Qualcuno si è sbagliato lasciandoti andare?
"Non ho nessun nome in concreto da darti. Lo faccio per me, per dimostrare  a me il mio valore, non per il mio vecchio club, ma per dimostrare a tutti che posso essere un grande giocatore".

La Roma ti deve comprare a fine anno?
"Già sono parte della Roma, mi ha già comprato e ho 4 anni di contratto".

Clausola?
"Non lo so, spero che sia alta. Questo tema lo tratta il mio agente".

Sei fidanzato?
"No, non sono in coppia. Sono concentrato sul calcio. Sono venuto solo in italia, per questo mi alleno molto, atrimenti che faccio? È la cosa migliore che possa fare per quando ricomincerà il campionato. Ma ho anche tempo per la playstation, giocando anche a Fortnite".

Tu credi che tornerete a giocare in Italia?
"Spero di sì, perché non so cosa farei stando tanto tempo in casa. Fino al 4 di aprile dobbiamo rimanere in casa e poi si vedrà. In credo che a maggio si riprenda"

Tu sei ottimista?
"Io sì".