Mancini: “Il bilancio è okay. Ho fatto errori? Con Smalling cresco in fretta”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Parla Gianluca Mancini. In tempi di Coronavirus, anche la routine dei calciatori è ovviamente drasticamente cambiata: “La mia routine di giornata è svegliarmi, fare colazione, aiutare un po’ mia moglie nelle cose di casa. Visto che prima non c’ero mai, pranzare e iniziare il programma di lavoro che la Roma ci ha mandato – spiega a Sky –. Mi alleno perché è importante mantenere la condizione fisica al meglio, visto che il campo ci manca“. Il giocatore ha poi parlato anche di questa stagione, facendone una valutazione: “Il mio bilancio è positivo. Nella seconda parte di stagione ho commesso qualche errore, ma è un processo di crescita e cercherò di non farli di nuovo. Avere Smalling vicino, poi, è d’aiuto, dà consigli in campo e cerca di migliorarmi, io lo seguo perché ha esperienza e devo rubare da lui“.


Allarme rosso in Serie A. Costi alle stelle e la perdita sale a 292 milioni, i debiti sfiorano quota 2,5 miliardi

LA GAZZETTA DELLO SPORT -  I numeri funesti del calcio italiano preludono scenari funesti se questo campionato venisse cancellato, specie in assenza di radicali interventi a sostegno. Eccoli, i numeri: nel 2018-19 i costi della Serie A sono schizzati in alto di mezzo miliardo in 12 mesi, da 3 a 3,5 miliardi, crescendo molto più del fatturato, fermo a 2,7 miliardi. Peggiora la perdita aggregata, dagli 88 milioni del 2017-18, ai 292 milioni della scorsa stagione. Di conseguenza l’appesantimento della gestione contabile ha prodotto difficoltà di cassa generalizzate, come testimonia il preoccupante e cruciale incremento dei debiti, che sfiorano ormai i 2,5 miliardi, con un balzo annuale di circa 300 milioni. La prospettiva di un’inevitabile riduzione dei fatturati farà resistere meglio chi ha i conti in ordine, ma in A hanno chiuso in utile gli ultimi esercizi solo Napoli, Atalanta, Sampdoria, Sassuolo e Udinese.


Il Calcio chiede al Governo di consentire la pubblicità delle scommesse

LA GAZZETTA DELLO SPORT - La rimozione della norma, inserita nel Decreto Dignità lo scorso luglio, che limita i contratti di sponsorizzazione dei club di Serie A con le società di betting: questa una delle richieste che partirà dal mondo del calcio al Governo per fronteggiare l'emergenza economica da Coronavirus.

Già l'Agcom aveva sollevato dubbi sul provvedimento, giudicato condivisibile nelle intenzioni ma sproporzionato nei modi. Anche perché due dei possibili esiti della norma sono quello del dirottamento di risorse sul gioco in nero e quello della penalizzazione degli operatori che agiscono correttamente sul mercato. Il problema resta quello di trovare una soluzione fra l’esigenza di combattere il gioco compulsivo e quella di poterlo fare con strumenti diversi rispetto alla norma del Decreto.


Mkhitaryan: "Rispetto a quello che mi chiede Fonseca, l’allenatore dell’Arsenal voleva un altro tipo di gioco"

Mkhitaryan, in questi giorni di quarantena, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano britannico perlando a 360°: dall'emergenza Covid-19 fino al suo rapporto con Fonseca. Queste le sue parole:

Sul Coronavirus e sul caso dell'ex tecnico dell'Arsenal Arteta...

“È stato molto triste sentirlo. Spero che queste persone possano essere forti e uscire da questa situazione. Non c’è solo lui, ma anche tanti altri giocatori in tutto il mondo. Non solo nel calcio, anche nel basket e in altri sport alcune persone sono state infettate. Vorrei per loro solo una pronta guarigione e che rimanessero forti, perché possono essere un esempio per tutti di come è possibile combattere contro questo virus.”

Sulla Roma e l'impegno del club contro l'emergenza...

"Non è la prima volta che il club mostra interesse nell’aiutare le persone. Sono molto orgoglioso dell’impegno che ci sta mettendo la società, perché sta aiutando diversi ospedali qui in Italia e anche i nostri sostenitori si stanno unendo alla nostra campagna di raccolta fondi. Penso che sia una cosa meravigliosa. Quando sei in forma, con la squadra che gioca bene e vince è un peccato che tutto si fermi. Non sappiamo quando si ricomincerà a giocare e se riusciremo a riprendere la giusta forma. L’importante è comunque rimanere in allenamento e fare tutto quello che ci ha chiesto il club”.

Sul suo ruolo...

“Rispetto a quello che mi chiede Fonseca, l’allenatore dell’Arsenal voleva un altro tipo di gioco. Con Paulo mi trovo meglio perché giochiamo un calcio più propositivo che rispecchia meglio le mie caratteristiche“.

Sul futuro...

“Non posso dire niente al momento perché è tutto fermo. Non so quando torneremo a giocare e cosa succederà quest’estate. Nel calcio tutto cambia velocemente, un giorno sei qui e un altro sei da un’altra parte ancora, non sai mai cosa può capitare nel tuo futuro”.

Sul periodo di quarantena...

“Ci stiamo provando, ma non è facile. In questo momento non puoi fare molte cose. Puoi stare solamente a casa e aspettare che tutto si risolva. Mi sveglio, faccio colazione, parlo con i miei familiari di diverse cose, dal virus alla vita, passando per il futuro e il passato. Poi la sera sto provando a guardare qualche film con la famiglia o delle volte da solo. Oltre a questo, abbiamo il programma dello staff per l’allenamento a casa, quindi sto cercando di mantenermi in forma”.

Sull'allenamento di questi giorni...

“Sto cercando di mescolare tutto insieme: la palla, usare una bici e altri esercizi con i manubri. Sto cercando di fare tutto ciò che il club mi ha inserito nel programma d’allenamento. Non è facile perché ovviamente hai uno spazio limitato e ci sono alcune cose che non hai a casa, ma stiamo provando a trarne i migliori benefici. Ovviamente non è la soluzione migliore calciare in giro per l’appartamento, perché hai i vicini che a volte ti danno fastidio. Al momento sto provando a fare tutto senza palla, perché è più importante essere in forma fisicamente che tecnicamente” parola del settantasette giallorosso".


All'asta la maglia della Roma firmata da tutta la squadra

Dopo aver messo all’asta le maglie di Zaniolo e Florenzi e gli scarpini di Smalling, la Roma mette all'asta la maglia dei giallorossi firmata da tutti i giocatori. I ricavati andranno nella raccolta fondi Covid-19 per conto dell’ospedale Lazzaro Spallanzani.


Mancini: "Orgoglioso della Roma. Cerco di rubare qualcosa da Smalling, ha grandissima esperienza"

Gianluca Mancini, difensore della Roma, ha rilasciato una lunga intervista per Sky Sport direttamente da casa sua:

“La mia routine di giornata è svegliarmi, fare colazione, aiutare un po’ mia moglie nelle cose di casa visto che prima non c’ero mai, pranzare e iniziare il programma di lavoro che la Roma ci ha mandato. Mi alleno perché è importante mantenere la nostra condizione fisica al meglio visto che il campo ci manca, ma è importante stare a casa e seguire le giuste indicazioni che ci ha dato il governo”.

Voi con Roma Cares siete molto attivi con la beneficienza. Sei orgoglioso di appartenere a una società del genere? Quali sono le iniziative attuali?
“Si sono molto orgoglioso della mia societá, la Roma ha aperto una campagna di donazione per l’ospedale Spallanzani, l’obiettivo é arrivare a 500 mila euro. Noi giocatori e staff tecnico abbiamo partecipato a questa cosa perché ci ha colpito molto e vogliamo essere partecipi anche di questo. Roma Cares negli ultimi giorni ha donato anche 13 mila mascherine e tutti i gel igienizzanti, per questo sul sito della Roma c’è tutto quello che c’è da trovare per donare. È importante donare in questo momento di grande difficoltà per tutto il paese”

Tu hai giocato a Bergamo, hai tanti amici li. Cosa ti raccontano? Vuoi mandare un messaggio alla città?
“Stanno vivendo una situazione surreale e particolarmente difficile per loro. Mi dispiace, gli mando un grandissimo abbraccio e gli dico di non mollare mai perché sono un grande popolo e sapranno rialzarsi da questa situazione difficile”

Ti chiedo un bilancio di questa prima parte di stagione e cosa significa avere un compagno di reparto come Smalling
“Il mio bilancio personale nei primi mesi di Roma è positivo, è vero che la seconda parte di stagione in qualche partita ho commesso qualche errore ma è un percorso di crescita quindi cerco di migliorarmi e di non ripetere questi errori. Avere accanto un compagno come Smalling è molto d’aiuto, è uno che dà consigli in campo e cerca di migliorarmi. Io lo seguo perché ha una grandissima esperienza e io devo rubare qualcosa da lui”

Come sta gestendo questa emergenza Fonseca? Avete una chat di gruppo?
“L’altro giorno abbiamo fatto una videochiamata di squadra, eravamo 30 persone e ci hanno aggiornato su quello che c’è da fare allenandosi in casa con schede nuove e un programma di alimentazione perché stando fermi bisogna seguire anche un programma di alimentazione importante”


Ag. Villar: "La Roma lo seguiva da tempo. Sta seguendo le raccomandazioni del club"

Luis Gomez, agnete di Gonzalo Villar, ha rilasciato un'intervista ai microfoni della redazione di laroma24.it per parlare del suo assistito e dei suoi primi mesi alla Roma:

Come sta Villar, un paio di giorni fa è stato il suo compleanno...
"Sì, ha compiuto 22 anni in un momento duro per il paese e in generale per il mondo a causa del Coronavirus. Ha ricevuto tanti auguri dai familiari, amici e dai tifosi, motivo per cui si è sentito molto amato in un giorno così importante e speciale allo stesso tempo, viste le circostanze. Villar sta bene, e sta seguendo le raccomandazioni fisiche e nutrizionali del club".

E quando avete parlato con la Roma la prima volta del giocatore? C'erano altri club interessati?
"Come già detto in altre occasioni, la Roma seguiva il nostro giocatore da tempo e grazie allo sforzo e al grande interesse dei suoi dirigenti e di tutto lo staff giallorosso, la firma è stata finalmente possibile a gennaio. Sia Gonzalo che noi siamo molto grati alla Roma per la loro professionalità e per il trattamento ricevuto. Per l'agenzia Identity Sports, lavorare con un club come la Roma è davvero un privilegio".


1973, il giorno di “Kawasaki”: Rocca debutta a San Siro

CORRIERE DELLA SERA - Aveva i ricci, la maglia giallorossa numero 7 e diciott’anni, Francesco Rocca, quando Helenio Herrera lo fece esordire in Serie A il 25 marzo 1973. Addirittura a San Siro, sul campo del Milan capolista, che vinse 3-1. Il figlio dell’idraulico di San Vito Romano, che da ragazzino scavalcava i cancelli per vedere la Roma, sprintò così tanto, per tre stagioni, da essere soprannominato Kawasaki. Poi l’infortunio nel 1976 fu l’inizio di un calvario che non lo fece tornare più come prima. Arriverà il ritiro a soli 27 anni nel 1981.


Senza gare, i club non pagano. Due idee per il taglio degli stipendi

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Mentre la Lega discute per poter trovare una soluzione e concludere il campionato in corso, i club chiedono di poter contenere i costi e le perdite che questo lungo stop a causa del coronavirus sta generando. Nell'incontro di ieri infatti sono state molte le proposte che hanno visto come obiettivo il taglio degli stipendi dei giocatori. L'idea ovviamente varierà a seconda dell'ingaggio del calciatore preso in considerazione. In Italia il monte ingaggi è pari a 1,3 miliardi di euro, e per i club poter risparmiare qualcosa in questo momento in cui non ci sono entrate sarebbe il massimo. Il punto è che i giocatori vengono pagati per allenarsi e per giocare, se questo non avviene possono essere non pagati, visto che la loro prestazione lavorativa non può essere praticata. Se ne discuterà ancora durante le riunione di Lega, ma le idee sembrano essere due: non pagare gli stipendi per il periodo di stop o chiedere ai calciatori di detrarre parte dei propri introiti.


L’Entella fa i quiz sulla sua storia. Risponde Zaniolo

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Ogni giorno nelle storie di Instagram, l’Entella propone il quiz del giorno a risposta multipla sulla storia del club. Tra le domande, c’è stata quella sull’esordio di Zaniolo con quella maglia. E, incredibile ma vero, è stato proprio il talento della Roma il più veloce di tutti nel rispondere, indicando nel Benevento la squadra contro la quale ha messo piede nel calcio che conta. Questa è la dimostrazione dell’affetto che continua a nutrire verso l’Entella.


Bojan: “Io, dal Barca ad Eriksen. Ma con la Roma nel cuore”

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dopo aver girato mezza Europa, ora Bojan Krkic sta provando il calcio in capo al mondo, al Montreal Impact, sotto la guida di Thierry Henry. Lo spagnolo non si è dimenticato però le esperienze passate, su tutte, ovviamente, quella al Barcellona e quella alla Roma, della quale ha ancora tanti ricordi freschi. Ne ha parlato in un’intervista a La Gazzetta dello Sport; queste le sue parole:

Un’immagine per Roma?

Francesco Totti. Lui è stato Roma e la Roma, era come un dio. Adesso che lui e De Rossi non giocano più mi fa davvero strano. Ricordo anche l’Olimpico, i tifosi, il mio primo gol in casa con l’Atalanta. Mi hanno sempre voluto bene e tutt’ora penso a loro. Anche a Sabatini, mi ha sempre dato fiducia. Era onnipresente. Si metteva sul tetto e osservava tutto. Viveva la Roma h24.

 

Provò a farlo anche Luis Enrique.

Aveva una sua idea e voleva imporla, non fu facile. Quando andò via noi giocatori eravamo dispiaciuti, ma in Italia è difficile convincere con un certo tipo di idee. Ricordo partite in cui avevamo in mano il gioco, tanto possesso palla, ma prendevamo gol in contropiede.

È contento di quanto ha fatto alla Roma?

Certo. Era il primo anno in Serie A, lontano da Barcellona, in una piazza importante. Segnai 7 gol e giocai quasi tutte le gare. Non so quanti giocatori abbiano fatto lo stesso alla prima stagione in A.

Arrivò in Italia come “nuovo Messi”, questo l’ha condizionata?

Sì, sono sincero. Feci bene, ma siccome arrivavo con quell’etichetta allora i tifosi si aspettavano che segnassi tutte le partite. Una cosa così non puoi gestirla, viene dall’esterno, dai media. Mi chiede se avrei potuto fare meglio. Certo, è normale, serviva soltanto un po’ di pazienza. Però dico una cosa: dopo aver giocato nella Roma, l’anno successivo mi prese il Milan. Segnai tre gol e giocai in una squadra importante, con una maglia che conta. Ecco, se un club come quello ha creduto in me, vuol dire che all’Olimpico avevo fatto vedere belle cose.


La lunga estate calda del calcio

IL MESSAGGERO - La Serie A non vuole fermarsi e cercherà in tutti i modi di concludere la propria stagione. Questo è quanto emerge dalla riunione di Lega svoltasi nella giornata di ieri, in cui si è cercato di trovare il modo, sperando che l'emergenza coronavirus sia svanita, di rientrare in campo. Un aiuto arriva da parte della Uefa, che ha proposto di giocare tutte le rimanenti partite di Champions League e di Europa League dal 15 luglio in poi, lasciando così molto spazio ai vari campionati nazionali per arrivare al termine. La Lega ha gradito questa ipotesi, visto che per completare la stagione regolare entro il 15 luglio basterebbe riprendere entro il 30 maggio, dovendo giocare però ogni domenica e ogni mercoledì. Tutto però dipenderà sempre dalle misure che il Premier Conte deciderà di adottare e dal fatto che non ci sia più pericolo per i giocatori di tornare in campo.