Dzeko: "Mi sento bene, dico la verità giovedì contro il Gent mi sentivo un po’ stanco, oggi mi sentivo meglio"

Edin Dzeko, al termine del netto successo per 4-0 sul Lecce, è intervenuto ai microfoni delle emittenti televisive. Queste le sue parole:

DZEKO A SKY SPORT

Partita perfetta?
"Abbiamo fatto 4 gol, non ne abbiamo subiti. Ultime due partite abbiamo fatto bene, così per le prossime abbiamo più fiducia."

Approccio giusto?
"Sicuramente la vittoria con il Gent ci ha dato più forza perché non vincevamo da tanto tempo. Ci mancava la vittoria in Serie A e oggi siamo scesi in campo dal primo al 90' dando tutto per provare a vincere la partita."

Era difficile giocare così?
"Non mi piace mai parlare di cosa accade nel passato, adesso guardiamo avanti alla prossima partita che ci aspetta in Europa League. Spero che queste due ultime partite ci diano più fiducia per le prossime."

Si vedrà la vera Roma anche nel ritorno dell'Europa League?
"Speriamo, in casa abbiamo vinto 1-0 senza subire gol che è sempre importante in Europa. Andiamo lì per dare tutto provando a vincere e passare il turno."

DZEKO A ROMA TV

Grande prestazione della squadra
"Si abbiamo giocato bene, siamo usciti dal campo convinti che dopo tanto tempo dovevamo vincere in Serie A, abbiamo fatto una buona gara con buone occasioni ma sopratutto siamo tornati alla vittoria."

Sei in un buono stato di forma
"Mi sento bene, dico la verità giovedì contro il Gent mi sentivo un po’ stanco, oggi mi sentivo meglio. Come ho detto oggi era importante vincere e queste due vittorie ci danno fiducia nelle prossime gare."

Oggi sei stato molto nel vivo della manovra
"Mi piace giocare per i ragazzi e dare l’ultimo passaggio. Oggi era importante vincere, siamo contenti, testa alta."

E’ bastata la vittoria di giovedì mentalmente o avete fatto altro in settimana?
"Abbiamo lavorato tanto anche perchè ultimammente perdevamo la palla troppo spesso. Quella di giovedì sicuramente ci ha dato fiducia oggi e si è visto come siamo migliorati anche nel gioco. Speriamo che da oggi vada sempre meglio."

Oggi ha fatto la differenza l’aggressività?
"Sicuramente anche quello che era mancato ultimamente. Come dice il mister dopo ogni palla persa dobbiamo rincorrere e fare pressing per recuperare il pallone. Come ho detto dobbiamo migliorare sotto molti punti di vista."

 

 


Malagò: "L'obiettivo è far ripartire gli sport il prima possibile"

Il presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha parlato nel prepartita di Roma-Lecce, intervenendo sull'allerta del coronavirus:

Quali sono i comportamenti giusti del mondo dello sport? Preoccupato per gli avvenimenti sportivi?
"Penso che in questo momento il mondo dello sport non deve andare per conto proprio, ma essere allineato con quelle che sono le disposizioni delle autorità vigilanti. Nella nottata di ieri sera ci siamo adeguati, convinti che la valutazione fatta dal governo sia quella più giusta".

Partite a porte chiuse?
"Era una delle ipotesi sul tavolo, ma sarebbe stato profondamente sbagliato anticipare le decisioni del governo. Ho sentito i dirigenti delle squadre coinvolte, le porte chiuse è stato preso in considerazione, ma ci sono delle problematiche. Nella partita dell'Inter, per esempio, c'erano moltissimi biglietti venduti, con persone che già si erano mossi per l'avvenimento. Si sarebbe creato anche un problema di ordine pubblico".

Lo sport è il momento di svago per la gente.
"Sono d'accordo, ma per il momento la cosa più importante è la salute della gente. Quello è l'interesse primario. Si naviga a vista, non sono io che posso darvi risposte. L'obiettivo, ovviamente, è di ripartire al più presto. Ci sono diverse problematiche, ma oggi sono in secondo piano. I calendari non sono regolati dal sottoscritto, ma devono tener conto di tutte le altre competizioni".


Barak: "Giocheremo con umiltà, ma faremo la nostra partita"

Antonin Barak, centrocampista del Lecce, ha parlato prima dell'inizio della partita contro la Roma. Queste le sue parole:

BARAK A ROMA TV

State vivendo un ottimo momento di forma
“Sono venuto qui e ho sentito subito che tutto era positivo, ma i risultati no, ma dopo tre vittorie si prende fiducia, si alza la testa. Secondo me dobbiamo aggiungere ancora altre partite con questa testa e con queste prestazioni. La strada è lunga e possiamo fare bene”.

Con quale spirito affrontate la Roma?
“Noi siamo arrivati qui con umiltà, dobbiamo fare la nostra partita perché la Roma è molto forte, dobbiamo fare la nostra partita, non mi interessa altro”.


Fazio: "Ci serve continuità. Siamo una squadra forte, dobbiamo ritrovarci"

Federico Fazio, difensore della Roma, ha parlato prima dell'inizio del match contro il Lecce. Queste le sue parole:

FAZIO A ROMA TV

Dopo il Gent, è il momento di trovare continuità.

Si, è stata una vittoria importante e ora ci serve continuità, serve vincere per andare avanti verso il nostro obiettivo.

Conterà la prestazione.

Soprattutto è importante vincere, se ci riusciamo troveremo la miglior condizione.

Il Lecce vive il momento migliore della stagione.

Arrivano da un momento positivo, hanno fatto bene nelle ultime partite non sarà facile ma siamo una squadra forte, dobbiamo ritrovarci.


Serie A, la Juventus batte 2-1 la Spal fuori casa e si porta a più quattro sulla seconda

Il secondo posticipo di Serie A, tra Spal e Juventus, è terminato con la vittoria per 2-1 dei bianconeri.
Ospiti in vantaggio al 39' con Cristiano Ronaldo.
Nella ripresa al 60' raddoppia Ramsey, ma dopo nove minuti Petagna riapre la contesa su rigore anche se non basta.
La Juventus si porta a casa i tre punti.


Serie A, il Bologna trova il pareggio nel finale. Contro l'Udinese finisce 1-1

E' terminato il primo anticipo di Serie A, giocatosi tra Bologna-Udinese e terminato con il risultato di 1-1.
A passare in vantaggio sono stati gli ospiti al 33' con Okaka. Una gara che sembrava vinta per i friulani, ma in pieno recupero (92') il solito Palacio ha trovato la rete del pareggio finale che ha evitato una sconfitta al suo Bologna.


Julio Sergio: "Se ho un rimpianto nella mia vita da calciatore è Roma-Samp. A Lecce avrei voluto fare di più"

Julio Sergio, ex portiere brasiliano che ha giocato sia nella Roma che nel Lecce (in prestito proprio dai capitolini), ha rilasciao una lunga intervista per Italsportpress in cui ha parlato dei suoi trascorsi nei due club e del match di domani:

Julio, Roma-Lecce è indubbiamente la tua partita, almeno nel campionato italiano.
Sono le squadre con cui ho fatto di più. A Roma sono arrivato con la maturità di chi ha 26 anni e da sconosciuto pian piano sono riuscito a diventare titolare per più di un anno. Il Lecce, invece, mi ha preso quando ero un portiere affermato in Italia perché avevo già 60-70 presenze in Serie A. Credo che questa sia stata la principale differenza. Poi le prestazioni sono un discorso a parte perché a Lecce non sono riuscito a mostrare le mie qualità”.

Sei incappato in un gravissimo infortunio al ginocchio durante la tua esperienza salentina. È stato un problema che ha inciso tanto?
In generale credo che l’avventura a Lecce sia stata perlopiù un’occasione personale. Mi aspettavo qualcosa di diverso. Ho fatto due anni positivi. Quindi ho avuto la possibilità di andare a Parigi, ma non sono andato. Quindi mi ha chiamato il Lecce. Era una piazza che mi piaceva e in squadra aveva moltissimi grandi calciatori. Però io non sono riuscito a esprimere il mio calcio. I tanti infortuni e altri fattori mi hanno impedito di dare al Lecce il mio contributo”.

Dunque il giudizio sull’avventura leccese è positivo?
È stata una delle esperienze più importanti della mia vita. Ho avuto infortuni gravissimi che mi hanno tolto gli allenamenti e la possibilità di giocare. Ma ci sono cose che i tifosi non vedono, ma sono importanti per le prestazioni. Ad esempio, mia figlia era appena nata in quel periodo. Come esperienza personale è stata molto positiva, una delle più belle della mia vita. Lecce è una città fantastica e mi sono fatto molti amici. Però calcisticamente avrei voluto fare di più. Non ci sono riuscito, ma non solo per colpa mia”.

Prima hai accennato all’ipotesi di trasferirti al Paris Saint-Germain. Ora prenderesti la stessa decisione?
No, c’era un progetto particolare legato al Lecce che mi cercava come primo portiere perché ero un profilo già affidabile. Mi voleva Di Francesco. Era la situazione che doveva andare così. Non mi pento di niente. Il Paris Saint-Germain sarebbe stato un discorso diverso. Si trattava di un prestito e avrei fatto il secondo. Mia figlia era appena nata e non parlavo il francese. Forse, con la testa che ho adesso, avrei fatto una scelta diversa, ma in quel momento è stata la decisione migliore per la mia vita. Dobbiamo sempre pensare a ciò che si fa sul momento. Forse l’arricchimento personale che ho trovato a Lecce non ci sarebbe stato a Parigi. Non c’è solo il calcio, non ci sono solo i soldi. Ci sono anche cose che non hanno prezzo”.

In Italia si parla delle difficoltà di Daniele Padelli, secondo portiere all’Inter chiamato a rimpiazzare Samir Handanovic. Tu, invece, sei stato subito all’altezza del compito a cui eri stato chiamato. Come si può essere così maturi?
Io avevo due grandissime qualità: la forza mentale e la capacità di reazione. Non sono mai stato un portiere spettacolare, ma ero molto veloce. Non ho un’altezza incredibile per essere un portiere, ma riuscivo a fare ottime cose anche perché mi allenavo molto. La mia testa era la mia principale qualità da calciatore perché più le situazioni erano difficili e più riuscivo a esprimermi al meglio. Questo per un portiere è fondamentale”.

Non hai mai pensato almeno una volta, dopo tanta fatica, di avercela finalmente fatta?
Se un calciatore ha questo atteggiamento sicuramente calerà presto. Io volevo sfidarmi sempre, dare qualcosa in più alla squadra e a me stesso negli allenamenti e in partita, come nella mia vita personale. Ho fatto un provino per arrivare alla Roma. Poi tre anni in cui non ero nemmeno in panchina perché ero il terzo portiere. Volevo arrivare in alto. Quando sono arrivato alla Roma, volevo cambiare squadra rimanendo sullo stesso livello o vincere con i giallorossi. Sono sempre sceso in campo con questo atteggiamento”.

Sei rimasto fortemente legato alla Roma. Addirittura oserei dire che sei romanista a tutti gli effetti.
I miei figli sono nati a Roma. E poi il calcio in Europa, con le persone con cui ho lavorato, mi ha insegnato che lo sport esisterà sempre, ma il rispetto per gli altri va oltre a tutto. Spalletti mi ha voluto perché ha pensato che io fossi importante per lo spogliatoio. Con Claudio (Ranieri ndr.) sono riuscito a giocare e a essere importante nel campo. Quindi questo rispetto che hanno per me, anche se non sono mai stato un fuoriclasse, è molto importante nella mia vita. Non c’è un prezzo per tutto questo. Dopo tanti anni, se vado a Roma mi rispettano per il professionista che sono stato, per le partite che ho fatto, ma anche per la persona che sono. Questo è il vero valore della vita”.

A distanza di ormai dieci anni ripensi ancora a Roma-Sampdoria, la gara che vi ha negato un incredibile scudetto?
Se c’è una partita di tutta la mia vita, in cui avrei cambiato il risultato finale, è proprio quella. Con tutto il significato che aveva quell’anno vincere lo scudetto con la maglia della Roma. Era importante per me, per la squadra, per Ranieri e per Giorgio Pellizzaro, il preparatore dei portieri. Se ho un rimpianto nella mia vita da calciatore è quella partita. Poi il calcio è meraviglioso anche per questo. Avevamo tutto per realizzare qualcosa di stupendo e alla fine ci è scivolato dalle mani…”.

Si è parlato di una rissa tra Vucinic e Perrotta negli spogliatoi durante quel match.
È vero c’è stato un piccolo problema, ma anche in altre partite sono capitate situazioni simili. Ma quell’episodio non ha influito. Noi abbiamo fatto tanta fatica per arrivare in quel momento a trovarci in una simile posizione di classifica. Abbiamo speso tante forze dentro al campo e sono sicuro che non è stata una discussione a cambiare la partita. Eravamo tutti giocatori esperti. Abbiamo perso. Tutto il resto non c’entra nulla”.

In compenso sei stato l’uomo derby per eccellenza, con quattro vittorie su quattro incontri con la Lazio.
Sì, è questo. Il primo derby è stato sicuramente il più importante perché in quel momento non avevo ancora piena fiducia su quello che potevo fare. Per l’importanza della partita, la parata su Mauri è stata un punto fondamentale. E poi nel derby di ritorno, che stavamo perdendo, ho parato un rigore e abbiamo vinto. Sono partite indimenticabili per me e per la tifoseria”.

Cosa ne pensi della marcia della Lazio in campionato?
Sì non seguo tantissimo, ma vedo qualche partita. Ho visto i derby e per me c’è una differenza tra Roma e Lazio: i giallorossi vogliono essere grandi. È già una big in Europa e lo ha dimostrato qualche anno fa in Champions League. Ogni tanto questo progetto cambia e la direzione dev’essere ripresa. La Lazio, invece, è una squadra che vuole e deve ancora crescere. Quando la Roma prenderà la strada giusta, facendo 3-4 anni di fila in Champions, diventerà una big dell’Europa e sarà pronta a vincere non solo lo scudetto, ma anche una competizione continentale. Attualmente, mai dire mai, ma la squadra di Fonseca non mi sembra ancora pronta per vincere un trofeo. Vedremo tra due o tre anni”.

E se la Lazio dovesse vincere lo scudetto come la vivresti da tifoso romanista?
Personalmente, non perché sono romanista, dubito che la Lazio possa vincere lo scudetto, ma ha i suoi meriti per aver allestito una squadra di questo livello. Gioca e si muove bene in campo. Ci sono tanti elementi che devono essere pensati per arrivare ad avere una rosa di questo tipo. Se vince lo scudetto, è perché ha fatto meglio degli altri. Ma non penso che accadrà”.

Come valuti questa Serie A? Sembra essere tornato un campionato apertissimo come ai tuoi tempi.
“Sicuramente il livello individuale dei calciatori non è lo stesso. Ci sono grandissimi calciatori, come Ronaldo. Inter e Napoli hanno grandi campioni. Lo stesso vale per la Roma. Ma il livello generale si è un po’ abbassato. Ed è un aspetto che si è riproposto negli ultimi anni del calcio italiano. Forse da due anni si è riusciti a fare qualcosa in più. Se prendi le rose che avevano ai miei tempi, Inter e Roma erano più forti. La Juventus, invece, è migliorata notevolmente”.

E ora cosa fa Julio Sergio da grande?
Vorrai dire cosa fa Julio Sergio da grasso (ride ndr.). Ho iniziato a studiare per diventare allenatore in Brasile. E dal 2015 ricopro questo ruolo in Brasile anche se continuo a studiare per arrivare a un buon livello. Ho anche alcune aziende in cui ho investito i soldi guadagnati in carriera per poter vivere tranquillo. Lavoro tutti i giorni quando non alleno. Inizio alle 8 di mattina e finisco alle 17. Una vita normale come quella che fanno tutti gli altri. La mia azienda non si occupa di calcio, ma di investimenti. Noi aiutiamo le persone a investire i risparmi di una vita, guadagnando con gli interessi. In Brasile c’è un sistema finanziario un po’ diverso dal resto del mondo, con tasse alte. Noi ci occupiamo di questa gestione dei soldi da parte dei nostri clienti”.

Ci avevi già pensato da calciatore?
Quando ero calciatore sono riuscito a risparmiare qualcosa, sono andato a vedere cosa ci fosse in questo settore. Ho trovato questa azienda che già esisteva. Mi hanno insegnato i segreti del mestiere, che è davvero difficile. Ho studiato e per certi aspetti mi sono ‘laureato’. Ho comprato una percentuale di questa azienda. Poi ho parlato con altri calciatori in Italia, Inghilterra e Brasile per presentare questo progetto che mi è stato mostrato qualche anno prima. Devo dire che sta piacendo a tutti quelli che lavorano con noi”.

Senti ancora qualcuno dei vecchi compagni di squadra?
Ogni tanto mi sento con Taddei che vive un po’ in Brasile e un po’ in Italia. A volte anche con Francesco (Totti ndr.) scambio qualche messaggio. Sui social chatto con Riise e Burdisso. Sono passati tanti anni e abbiamo preso strade diverse. È normale sia più difficile sentirsi”.

Da allenatore cosa ti piacerebbe trasmettere ai tuoi giocatori?
Ci sono due strade che ho in mente: la via in Brasile e quella in Europa. Sono completamente diverse tra loro. Devo crescere tanto tatticamente e questo è importante per me perché ho avuto grandi allenatori. Cerco di trasmettere queste cose ai miei giocatori, ma non è facile perché non è abituale in Brasile avere un calcio così tattico e intenso. Quindi ho ancora tante cose da aggiustare. E poi voglio tornare in Italia, fare i corsi a Coverciano. E poi mi metterei in discussione in Italia e in Europa, dove si gioca il calcio a più alto livello tattico. Mi piacerebbe fare il secondo di qualche allenatore per imparare e fare poi le scelte giuste in futuro”.

Ultima domanda: quali sono le tue previsioni per Roma-Lecce?
Il Lecce sta bene. ha entusiasmo per gli ultimi risultati, mentre la Roma non è riuscita a giocare come vorrebbe il suo allenatore. Ma è pur sempre una sfida tra due squadre con ambizioni diverse. Il Lecce è una neopromossa che vuole salvarsi, mentre la Roma una big. Non penso che sarà una partita dominata dai salentini o sottovalutata dai capitolini. Sarà una buona gara. Poi il calcio è magico… Spero che la Roma riesca a riprendersi e a calmare l’ambiente


Roma-Lecce: le informazioni per l'accesso allo Stadio Olimpico

L'AS Roma informa i propri tifosi che in occasione della gara di Campionato con il Lecce di domenica 23 febbraio alle ore 18:00, presso gli ingressi di Viale delle Olimpiadi verrà predisposto un allestimento provvisorio al fine di testare la procedura di ingresso che sarà applicata in occasione delle partite dei Campionati Europei di Calcio 2020.

Tale allestimento, deciso di concerto con le Autorità competenti, prevede la predisposizione di 40 canali di accesso di altezza 1,20 mt, posizionati su Viale delle Olimpiadi stessa. In questa sede gli Operatori Steward eseguiranno il rituale controllo di documento, titolo di accesso e pat down che normalmente avviene al passaggio delle barriere di prefiltraggio poste immediatamente dopo. Effettuato il passaggio attraverso tali canali di accesso, il pubblico potrà proseguire verso i consueti cancelli senza ulteriori controlli in fase di prefiltraggio.

Si prevede uno snellimento dei tempi di ingresso in relazione alla presenza di un maggior numero di canali di accesso presenti rispetto a quelli normalmente utilizzati.

L’AS Roma ricorda inoltre ai propri sostenitori che, con lo scopo di facilitare l’arrivo e il ritorno dallo stadio anche in considerazione delle limitazioni al traffico poste dalla domenica ecologica, sono confermate le facilitazioni previste dal piano mobilità avviato nelle precedenti partite.


Allenamento Roma, lungo focus tattico in vista del Lecce

La Roma si è allenata in vista del match di domani contro il Lecce.
La sessione è iniziata con una fase di riscaldamento seguita da un lungo focus tattico.
Ancora indisponibili gli infortunati Zappacosta, Zaniolo, Diawara, Mirante e Pastore.


I fischi e il contratto. Pellegrini, la crisi dell'ultimo romano

LA REPUBBLICA - Lorenzo Pellegrini è dispiaciuto per i fischi ricevuti dal pubblico dell'Olimpico, ma allo stesso tempo sa che le aspettative nei suoi confronti sono elevate. Il centrocampista - dopo gli addii di Totti, De Rossi e (per ora) Florenzi - è l'unico romano rimasto in rosa, un fatto che pesa sulle spalle del ragazzo che sente su di se la responsabilità di una ruolo delicato.  Un bloccopsicologico, un condizionamento mentale che sta frenando Pellegrini, non al massimo neanche contro il Gent. Pellegrini spera di riuscire a trovare la forza di costruirsi una strada nella sua città, con la squadra che ama e ne parla tanto, confrontandosi con Fonseca. E anche col suo procuratore, valutando cosa sia meglio per il suo futuro. In tal senso ci saranno novità a fine stagione, quando sarà cosa fatta anche il passaggio di proprietà.


Perez, grinta da vendere: «Questa squadra non molla»

LA GAZZETTA DELLO SPORT - La partita con il Gent ha convinto i tifosi che, nonostante il momento difficile attraversato dalla Roma, nella rosa giallorossa ci sia un ragazzo con la testa libera e le gambe veloci. E' Carles Perez, reduce dal suo primo gol all'Olimpico. L'ex Barcellona si è già inserito perfettamente nello spogliatoio, e a Trigoria ha trovato stimoli e stabilità. E' rimasto colpito da Dzeko e Mkitharyan, da cui cerca di imparare il più possibile, ed è molto disponibile ad ascoltare Fonseca e il suo staff. Ieri il giocatore ha voluto ribadire la sua felicità con un post pubblicato su Instagram: «Questa squadra non si arrende. Non potevo immaginare un esordio migliore in Europa League, grazie ai tifosi per il loro sostegno, questa è la strada giusta».


Salvate Pellegrini

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Giorni pesanti per Pellegrini che, nel match di Europa League contro il Gent, ha dovuto subire una contestazione probabilmente superiore ai suoi demeriti, tant’è che Fonseca è sceso in suo aiuto: «È molto importante per la Roma. Se non è in un gran momento dobbiamo appoggiarlo, è un giovane che sente più degli altri la pressione. Io ho parlato con lui di questo. Se c’è uno che ama la Roma come nessuno è Pellegrini. Lorenzo ha sentito molto la responsabilità di questo momento e dell’essere romano. Dobbiamo aiutarlo. Ha fatto molto per la squadra quest’anno e non possiamo dimenticarlo. Ho parlato con lui a fine partita e so che è forte. Penso che recupererà velocemente la migliore forma e uscirà da questo momento».  Il colloquio avuto con il giocatore e il suo manager ha portato a galla il dispiacere per le critiche ricevute dai suoi tifosi all'Olimpico, anche se Pellegrini sa  che i romanisti sarebbero pronti a restituirgli gli onori che merita alla prima prova positiva.