Balzaretti: "Spinazzola lo rivedo molto in Zambrotta. La finale di Coppa Italia contro la Lazio la mia sofferenza sportiva più grande"
Federico Balzaretti, ex giocatore della Roma e della nazionale ed oggi opinionista televisivo, ha parlato ai microfoni di soccermagazine.it della sua carriera e del calcio attuale:
Ormai sono passati 5 anni dalla tua ultima stagione in campo. Che effetto ti fa vedere il calcio italiano e la Nazionale da fuori, adesso?
"Mah, lo stesso effetto, nel senso che ho una passione per il calcio smisurata che è la cosa che mi contraddistingue, secondo me. Qualsiasi sia il ruolo: sia in campo, o in una direzione sportiva come è stato nella Roma o adesso da commentatore televisivo, provo la stessa passione, lo stesso amore per questo sport, la stessa energia e voglia, lo stesso piacere di vedere partite e stare in campo. Mi piace, mi piace molto. È un mondo che dal mio punto di vista non perde mai di fascino".
Di fatto la tua esplosione da calciatore è avvenuta tra gli anni di Juventus e Palermo. Quand’è che effettivamente hai capito che avresti potuto dire la tua sui grandi palcoscenici?
"Non c’è stato un momento in particolare. È stata una cosa che è andata avanti giorno per giorno. La consapevolezza più grande di poter giocare a livelli importanti ce l’ho avuta con la Juventus, quello sì. Perché riuscire a fare tante presenze in una squadra di campioni, affacciarsi alla Champions League e allenarsi tutti i giorni con campioni di straordinario livello ti fa obiettivamente alzare il livello tuo. Ti fa capire di essere a livelli importanti, però una volta che poi ci arrivi li devi mantenere. Anche il fatto di aver raggiunto poi la Nazionale a 29 anni è una cosa che mi fa assolutamente piacere. Perché vuol dire che ho fatto tanta gavetta, che per arrivare al livello massimo che un calciatore italiano possa raggiungere, tutte le tappe che ho fatto erano parte di me. Dalla Serie C fino ad arrivare alla Nazionale maggiore, col tempo. Effettivamente rispecchia il mio modo di vivere, di pensare il calcio e di lottare e di migliorarsi giorno per giorno. Il fatto di essere arrivato tardi per me è motivo di soddisfazione doppia".
Durante l’esperienza a Palermo in molti indicavano Balzaretti come l’erede di Grosso e Zambrotta in Nazionale, ma la prima chiamata è arrivata a fine 2010. Non ci sono mai stati segnali per i Mondiali in Sudafrica con Lippi?
"No, non ci sono mai stati. Non sono mai stato chiamato, per cui non c’era il sentore. C’era forse una possibilità in uno stage. Ho avuto pochissimi infortuni, a parte quello grande a fine carriera, ma di muscolari pochi e uno è stato proprio prima di questa eventuale convocazione di cui io non sapevo. C’era una voce, ma non c’è stato mai nulla. È vero che nel 2009 e nel 2010 andavo particolarmente bene, però non c’era mai stato nulla e non pensavo in quel momento di andare a fare il Mondiale. Non c’era stata nessuna chiamata nei due anni precedenti di qualificazione. Giustamente l’allenatore della Nazionale tende, come normale che sia, a scegliere il gruppo che ha partecipato alle qualificazioni o che conosce meglio".
A proposito di Nazionale, le presenze sono 16: provando a indovinare, possiamo dire che la tua migliore partita sia stata la semifinale contro la Germania, giocata peraltro fuori ruolo?
"È anche quella che effettivamente ricordo con maggiore piacere, concordo. È stata una partita veramente di altissimo livello. Poter giocare in entrambe le fasce è stata una delle doti più importanti della mia carriera e per un mancino è una cosa ancora più rara e difficile. Ci sono dei destri che giocano a sinistra, ma i mancini che giocano a destra sono pochi. Un po’ tutta la mia carriera è stata contraddistinta da questo. Molti chiaramente non lo ricordano perché è difficile da ricordare, ma ho iniziato anche in Primavera a giocare tanto a destra. Col Varese, col Toro perché c’era Castellini a sinistra… la mia prima partita in Serie A a San Siro contro l’Inter l’ho giocata a destra, la seconda partita contro la Lazio in cui ho vinto quello che all’epoca era il premio “Tele +” di miglior giocatore l’ho giocata a destra. La semifinale dell’Europeo l’ho giocata a destra e mi è andata molto bene ed effettivamente è una delle partite della mia carriera che ricordo con maggior affetto".
Per la duttilità ti rivedi un po’ in Spinazzola, oggi?
"Spinazzola lo rivedo molto in Zambrotta più che in me, è un destro che gioca a sinistra. Di mancini che giocano a destra forse non ce n’è nessuno. Io ho avuto la fortuna nel settore giovanile di avere un allenatore che mi faceva giocare da quel lato, che quando vincevamo 5-0 o 6-0 ci cambiava di fascia. Per cui il mio uso del piede destro era buono, non eccellevo nel sinistro ma calciavo bene anche col piede “sbagliato”. Questo mi ha aiutato. Spinazzola lo rivedo molto più nel modo di giocare, nello stile, nella corsa e nelle caratteristiche di Zambrotta".
Qualche tempo fa abbiamo chiesto ad Alessandro Diamanti della finale persa ad Euro 2012 e lui a distanza di anni l’ha presa con filosofia. A te, invece, capita ancora di ripensare a quell’occasione mancata contro la Spagna?
"Sì, certo, ci ripenso eccome. Siamo arrivati forse un po’ scarichi a livello di energie fisiche, non mentali. La partita ai supplementari contro l’Inghilterra, l’ultima del girone con l’Irlanda perché eravamo dentro o fuori e poi quella con la Germania ci hanno portato via tante energie sia mentali sia fisiche, ma soprattutto fisiche, perché a livello mentale a una finale dell’Europeo sei pronto, sei carico, sei voglioso. A livello tattico non l’avevamo preparata come la prima, perché abbiamo preferito giocarcela “a viso aperto” con tutte quelle che sono state le caratteristiche che ci avevano portato fino a lì, sia nelle qualificazioni, sia nell’ultima del girone con l’Irlanda, contro l’Inghilterra e contro la Germania, quindi con un rombo e giocando molto offensivi. Quando arrivi con la Spagna sempre un filo dopo, ti mettono in mezzo e non c’è stata realmente partita. Questo è stato il rammarico più grande, anche se su un 4-0 c’è poco da dire perché sono stati superiori in campo, l’hanno dimostrato e c’è poco da recriminare. Però è chiaro che col senno di poi è una partita che mi piacerebbe rigiocare, in un altro modo, ma che mi piacerebbe rigiocare".
Secondo te qual è la squadra più accreditata a spezzare il ciclo della Juventus? Credi anche nella Lazio che ha avuto questo exploit o nel Napoli che comunque è stato molto continuo in questi anni?
"Io penso che se andiamo a vedere negli anni, per quello che è anche il progetto futuro e per continuità l’Inter e forse il Napoli sono le due squadre che possono stare più vicine alla Juve anche in futuro. Per il Napoli secondo me questa è stata un’annata sfortunata, ma il valore della rosa è alto e Gattuso adesso sta facendo molto bene. Non avevo dubbi sul valore della rosa e sono contento che stia facendo così bene. L’Inter per investimenti fatti, proprietà nuova e potenziale, anche a livello di salari, nel tempo secondo me si avvicinerà sempre di più alla Juventus. È chiaro che possono permettersi giocatori di livello molto alto e potranno permetterseli anche in futuro. E poi ci sono squadre come Lazio e Roma che negli ultimi anni stanno facendo comunque molto bene. Quest’anno la Lazio sta avendo un exploit straordinario non a caso, perché è una squadra che lavora con lo stesso direttore sportivo e lo stesso allenatore da tempo. Sono la fotografia di quanto sia importante avere continuità. Loro in questo momento stanno simboleggiando veramente questo, insieme all’Atalanta. Stanno raccogliendo i frutti del lavoro di tanti anni. La Roma ha raggiunto il secondo e il terzo posto per tanti anni. È stata negli anni di Conte la squadra più vicina alla Juventus, ha fatto una semifinale di Champions League. Sono sempre tutte squadre importanti. Credo che come possibilità anche future, però, l’Inter sia in questo momento la squadra con più grande potenziale, anche a livello economico, per competere con la Juventus se guardiamo da qua ai prossimi 5 anni. Il Milan che è un’altra squadra che ha un grande potenziale economico sembrerebbe in questo momento un pochettino indietro. Per la Roma vediamo adesso cosa succede con il nuovo presidente, perché ci sono tutte le premesse affinché anche loro possano avvicinarsi alla Juventus. In ogni caso, Lazio e Atalanta sono due squadre straordinarie che stanno vivendo un periodo fantastico e nel calcio non è così facile avere questa immagine di continuità. Perché spesso si tendono a bruciare allenatori, giocatori e dirigenti, quando invece la continuità premia sempre".
Hai un rimpianto? C’è una scelta che Federico Balzaretti non rifarebbe?
"No, direi di no. Scelte no, perché tutte le scelte ti portano poi ad essere la persona che uno è. No, assolutamente no. Anche le scelte più difficili e controverse che abbia potuto fare nella mia carriera sono sempre state ponderate e sono state frutto del mio carattere. Della mia voglia di mettermi in discussione e di fare scelte comunque difficili, a volte azzardate. Della voglia di mettersi in difficoltà apposta perché soltanto così si può crescere e veramente migliorare. Sono molto contento di tante scelte. Non ce n’è nessuna in particolare che non rifarei, assolutamente. Sono contentissimo della scelta di essere andato a Palermo che è stata molto importante nella mia carriera, poi anche quella di Roma perché in quell’estate c’erano tante squadre in cui potevo andare e sono stato assolutamente felice e orgoglioso di aver scelto Roma e la Roma, alla quale sono sempre molto, molto legato".
Per concludere: volendo fare una fotografia alla carriera di Balzaretti, quale sarebbe l’attimo da cogliere al di là del goal al derby di Roma che è già impresso nella tua storia?
"Una cosa che mi sarebbe piaciuta tanto sarebbe stata quella di vincere la Coppa Italia con il Palermo o di arrivare in Champions League. In due anni siamo arrivati a una finale persa e a un passo dalla Sampdoria per la Champions League. Da cogliere sarebbe stato magari il suggello finale, il poter vincere una di quelle due partite. A una ci siamo andati molto vicino pareggiandola alla penultima giornata con la Sampdoria, dove avevo avuto un’occasione incredibile alla fine, che poteva valere il sorpasso. L’altra era la finale di Coppa Italia contro un’Inter che era chiaramente più forte e più abituata di noi in determinate situazioni, ma avevamo fatto una partita forse superiore dal punto di vista della prestazione e delle occasioni rispetto a loro. Regalare a Palermo, una città che nella propria storia ha vinto poco o nulla, una coppa così importante sarebbe stato ancora più bello. In ogni caso, tra le partite che avrei voluto rigiocare c’è di sicuro la finale di Coppa Italia Roma-Lazio, che è stata la sofferenza sportiva più grande della mia carriera".
Monchi: "Quando seguivo la Roma per mesi sono stato lasciato solo"
Monchi, in vista della sfida agli ottavi di Europa League tra la squadra di Fonseca e il club andaluso ha rilasciato alcune dichiarazioni al sito del quotidiano sportivo gazzetta.it. Queste le sue parole:
"Per mesi sono stato lasciato solo. Quando ho accettato la proposta, ho anche accettato di cambiare habitat, lasciando la famiglia qui. Ci ho messo quattro mesi a capire solo dove fossi capitato. Tutti dicevano: “Lui è Monchi, è bravissimo, in fondo ha solo cambiato ufficio. In realtà per quattro mesi nessuno si è preoccupato di aiutarmi come persona. E non è stato facile”.
Pallone senza strette di mano
IL TEMPO - PIERETTI - Il calcio ai tempi del Coronavirus. Stadi chiusi e nuove disposizioni sanitarie da rispettare rigorosamente. Ma anche partite in chiaro: la richiesta arriva direttamente dal Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora che ieri ha inviato una lettera ai Presidenti di Federcalcio e Lega. «Ritengo opportuno sottolineare la vocazione più autentica dello sport, e quindi del calcio, e cioè quella di unire e consentire a tutti di godere uno spettacolo emozionante, senza ansie, né paure. E' con questo spirito che Le chiedo - scrive il Ministro Spadafora - in questa delicata contingenza, di verificare se favorevoli condizioni, rispettose della normativa vigente e degli accordi in essere, possano eventualmente consentire la libera fruizione televisiva di imminenti competizioni calcistiche di cui si prevede la disputa a porte chiuse. Ciò costituirebbe un bellissimo segnale verso tutti gli italiani». Ma il segnale resterà criptato. In serata è arrivata la risposta della Lega Calcio. «Pur comprendendo e condividendole finalità alla base della richiesta del Ministro Spadafora, volta, in un momento di massima emergenza per il Paese, a valutare la possibilità di consentire la libera fruizione televisiva del campionato di Serie A TIM, la Lega Serie A rileva che il quadro normativo vigente, e gli obblighi contrattuali già assunti, non consentono di potervi aderire». Ieri la Lega ha inoltre reso note le nuove regole da seguire per le partite di campionato a porte chiuse. I club dovranno ottemperare a una serie di disposizioni per garantire la salute di tutti i partecipanti agli eventi sportivi: in primis, dovranno mettere a disposizione un servizio medico sanitario dotato di scanner per la rilevazione delle temperature agli ingressi dello stadio di tutti i soggetti autorizzati.
Le società dovranno presentare una modulistica (autodichiarazione) atta a certificare che i soggetti ammessi all’interno dell'impianto abbiano attivato tutte le misure di controllo e prevenzione necessarie a ridurre il rischio di contagio. All’interno dell'impianto, il personale tecnico (raccattapalle, manutentori del campo, operatori di pulizia) non potrà superare il numero complessivo di 100 unità. Avranno accesso all'impianto gli incaricati della Procura Federale, i Delegati Lega, i Medici Anti-Doping, gli addetti della Sicurezza Pubblica, gli steward previsti nelle aree interessate, i Vigili del Fuoco e gli operatori di Pronto Soccorso, gli operatori televisivi e i giornalisti delle sole emittenti titolari dei diritti di trasmissione dell'evento live e i cronisti nel numero massimo di 50. Non verranno effettuate interviste ai tesserati all’arrivo pullman e non si terranno la conferenza stampa post partita degli allenatori e le interviste ai calciatori nella mixed zone. Non ci saranno i bambini ad accompagnare le squadre in campo, abolita la cerimonia di saluto tra le due squadre dopo l'inno della Lega. Oggi anche la Serie B si adeguerà alle disposizioni del Decreto legge, giocando le partite del campionato a porte chiuse: si inizia con Cittadella-Pordenone alle 14.30.
Gli arbitri italiani - per la situazione di emergenza nazionale - non sono stati designati dall’Uefa per gli ottavi di Champions League ed Europa League: decisione inspiegabile, considerando i club italiani impegnati in tali competizioni.
L'agenda di Friedkin
IL TEMPO - BIAFORA - Ogni ora che passa è sempre più vicina l'ufficialità della firma dell'accordo preliminare tra Pallotta (ora alle Bahamas) e Friedkin, che sta studiando tutte le mosse da adottare una volta che sarà salito al timone della Roma. Gli avvocati delle due parti - il texano oltre che da uno stuolo di legali interni al gruppo è assistito anche dall’O’Malley Law Firm - sono riuniti dallo scorso lunedì a New York per proseguire le procedure del «signing» iniziate a Houston: dopo aver firmato la mole più ampia dei documenti dell’affare, restano soltanto da sottoscrivere alcuni allegati, che fanno parte del set documentale accessorio. Nella notte italiana tra giovedì e venerdì i legali nella Grande Mela erano convinti di poter concludere del tutto il processo che riguarda la firma preliminare, ma c’è stato un leggero slittamento tecnico: il passaggio di proprietà non è assolutamente in dubbio, tanto che persone molto vicine a Pallotta non fanno che ripetere che «il deal si fa» e che non hanno mai visto saltare negoziati arrivati a tal punto. Secondo le disposizioni dell'articolo 114 del TUF il comunicato ufficiale sarà rilasciato subito dopo che le ultime formalità verranno espletate. Il testo dell'annuncio è già stato preparato da giovedì e la bozza è presente sul tavolo delle trattative: in una conference call è stato stabilito che il pacchetto di documenti sarà interamente firmato entro il pomeriggio/sera di domani (orario di New York). La nota per i mercati sarà quindi pubblicata con ogni probabilitàlunedì mattina prima dell'inizio delle contrattazioni a Piazza Affari, con tale indicazione confermata anche da fonti interne alla Consob, pre-allertata ieri mattina sullo stato d’avanzamento dei lavori: l'ente che ha funzioni di vigilanza sul mercato è costantemente in contatto con i dirigenti della Roma, che ieri in Borsa ha chiuso la giornata con un +12,62% sul valore d'apertura. Superati gli ultimi step tecnico-giuridiche Friedkin inizierà poi l’«atterraggio» sul mondo del calcio, un investimento fortemente voluto nell'ultimo anno. L'imprenditore nato a San Diego ha intenzione di mantenere un profilo basso dal punto di vista mediatico fino al closing definitivo - seguito a stretto giro di posta dal lancio dell’Opa obbligatoria sulle azioni in mano ai piccoli investitori - ma sta già lavorando con i suoi manager più fidati per cercare un uomo forte che possa essere inserito all’interno del management di Trigoria. In particolare poi Friedkin ha deciso di dare al figlio Ryanun ruolo di primissimo piano: il trentenne si trasferirà a Roma e nel primo anno di gestione cercherà di apprendere i segreti del mestiere. E' ancora presto per fare previsioni relative al calciomercato, di certo la volontà è quella di tenere i migliori calciatori della rosa, vedi Zaniolo, e di trovare una soluzione per tutti quei calciatori che rappresentano una zavorra a bilancio. Un altro tavolo aperto è quello con la Uefa: i contatti con l'organo calcistico europeo sono già stati avviati dagli attuali dirigenti e si sta studiando il piano da presentare per arrivare ad un Voluntary Agreement.
Per Diawara oggi test in Primavera
IL TEMPO - BIAFORA - Un test di 45 minuti per verificare i progressi a 45 giorni esatti dall’infortunio al ginocchio sinistro. Oggi alle 13 Diawara scenderà in campo per metà partita con la Primavera di De Rossi, impegnata nella sfida con l’Inter al Tre Fontane. Negli ultimi giorni il centrocampista della Roma ha avuto le risposte sperate dal ginocchio aumentando ancora di più i carichi di lavoro - la lesione al menisco esterno è stata trattata con una terapia conservativa e quest’estate è possibile che si sottoponga ad un intervento per sistemare del tutto il problema - e quello con la formazione giovanile sarà l’ultimo step da superare prima del ritorno nella lista dei convocati. Diawara, che si sottoporrà comunque ad un controllo la prossima settimana, è fiducioso di poter essere a disposizione di Fonseca per la sfida con il Siviglia, dove è molto difficile che possa essere schierato titolare per sostituire lo squalificato Veretout. Contro gli andalusi si va invece verso il forfait di Pellegrini: la lesione al bicipite femorale lo sta costringendo ad allenamenti individuali ed è più che probabile che il recupero slitti fino alla partita con la Sampdoria. Un leggero ritardo rispetto all’iniziale tabella di marcia stilata dopo l’ecografia della passata settimana. I giocatori della Roma svolgeranno una seduta di lavoro anche questa mattina e invece domani potranno godere di un giorno di riposo concesso da Fonseca. La partenza per Siviglia - il club ha stabilito il rimborso di tutti i biglietti già acquistato per il ritorno all’Olimpico - è in programma dopo la rifinitura che andrà in scena a Trigoria mercoledì mattina.
E Friedkin adesso corre verso la firma
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Non è ancora possibile stabilire con precisione quando, ma il giorno della firma sui contratti preliminari per la cessione della Roma a Friedkin è vicina. Negli Stati Uniti le due parti continuano a lavorare, discutendo e revisionando ogni piccolo dettaglio. Loscenario economico mondiale fa la sua parte, incidendo sui discorsi e sulle clausole da aggiungere, senza però mettere in pericolo la trattativa. Impossibile aspettarsi un annuncio nel weekend, ma ogni giorno della prossima settimana potrebbe essere quello giusto. Intanto il titolo azionario della Roma vola: ieri ha chiuso a +12,62.
Coronavirus, la Roma regala mascherine e gel
LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Nella giornata di ieri la Roma si è resa protagonista di una bella iniziativa, voluta direttamente da James Pallotta. La società romanista ha comunicato che donerà migliaia di mascherine protettive all’Ospedale Spallanzani. Oltre a questo, la Roma metterà a disposizione dei tifosi, dal 10 marzo, duemila flaconi di gel igienizzante, distribuiti al Roma Store di piazza Colonna.
Allenamento personalizzato per Dzeko e Veretout
LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Prosegue il lavoro a Trigoria per gli uomini di Fonseca, con il tecnico portoghese che, complice lo slittamento del calendario di Serie A, può recuperare la forma fisica di alcuni singoli. In virtù del fine settimana di riposo, lo staff ha programmato alcuni allenamenti individuali. Dopo Smalling, ieri è toccato a Jordan Veretout ed Edin Dzeko. Oggi la squadra si ritroverà al Fulvio Bernardini per l’ultima seduta di settimana, mentre per domani è previsto un giorno di riposo. Da lunedì invece la Roma inizierà a preparare la trasferta di Siviglia, dove Fonseca potrebbe avere a disposizione anche Amadou Diawara, impegnato oggi con la Primavera di Alberto De Rossi.
Smalling d’oro, il Manchester United vuole 29 milioni
LA GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Si parla ormai da mesi della trattativa tra Roma e Manchester United per Chris Smalling. Il club inglese, proprietario del cartellino del difensore, continua ad alzare il prezzo viste le buoni prestazioni stagionali del numero 6 e il grande interesse per lui di diversi club di Premier League. Gli ultimi rumors di mercato parlano di una richiesta da 29 milioni di euro, cifra ritenuta alta dalla Roma. In patria lo vogliono in parecchi si diceva, su tutti: Arsenal, Tottenham ed Everton. A incidere sulla trattativa sarà anche la sua volontà. Smalling si trova bene a Trigoria, ma una condizione appare necessariaper la sua permanenza: giocare la Champions League nella prossima stagione.
Duello Kolarov-Spinazzola, Fonseca in cerca di certezze
LA GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - La Roma si allena a Trigoria ed è tempo di prove tattiche per Fonseca. Dubbio sulla fascia sinistra per il mister giallorosso, dove si giocano un posto da titolare uno tra Spinazzola e Kolarov. Entrambi però nel corso della stagione sono apparsi discontinui, non riuscendo a convincere a pieno il tecnico portoghese. L’ex Juventus, protagonista del mancato scambio con Politano, era apparso bene nella trasferta di Genova contro i rossoblù, ma oltre a quel moto d’orgoglio, Spinazzola è apparso in difficoltà nelle ultime uscite. Da lui a Trigoria si aspettano un cambio di passo. Il serbo invece, dopo aver passato un periodo di calo fisico, è tornato ai suoi livelli, al giocatore che per Fonseca ad inizio stagione era insostituibile.
Friedkin-Pallotta in stand-by
IL MESSAGGERO - DIMITO - Il coronavirus che sta stravolgendo la vita degli italiani, paralizzando il lavoro, la scuola, i trasporti, l’economia, condizionando i costumi, le abitudini e chiudendo le porte degli stadi ai tifosi, non poteva non interferire nelle trattative fra James Pallotta e Dan Friedkin. Nel contratto di esclusiva firmato tra le parti a fine dicembre, ci sarebbe una clausola speciale, contenuta in tutte le operazioni di compravendita internazionale: il nome tecnico è “Mac” (material adverse change), una sorta di paracadute contro gli effetti sfavorevoli che potrebbero intervenire prima della firma dell’accordo. Quasi sempre si tratta di sopravvenute onerosità che, al momento del preaccordo, non sono prevedibili. L’impatto negativo del Covid-19 sul valore del club potrebbe dunque rientrare in questa clausola. Il re della Toyota avrebbe dunque chiesto uno sconto e comunque le parti, per evitare un tira e molla, sono pronte a congelare l’operazione.
Siviglia protesta: non graditi i tifosi giallorossi
IL MESSAGGERO - LENGUA - Polemiche in casa Siviglia per il match di Europa League con la Roma che si giocherà in Spagna il 12 marzo. Mentre in Italia il campionato rimane blindato per le misure di contenimento del Coronavirus, il paradosso è che circa duemila tifosi giallorossi potranno andare in trasferta e assistere alla partita direttamente dallo stadio. L’attacco all’Uefa si basa sul fatto che Valencia-Atalanta del 10 marzo si giocherà a porte chiuse, stessa soluzione richiesta anche per il match che si disputerà in Andalusia.