Società: conclusa la "due diligence" di Friedkin, sconto sulla mancata Champions. Ora la firma

LEGGO - BALZANI - Il traguardo è davvero vicino. Dan Friedkin ha concluso tecnicamente la due diligence in corso da inizio anno e si appresta a diventare il nuovo presidente della Roma. Si tratta di stilare a questo punto un memorandum of understanding per giungere alla firma ufficiale che dovrebbe arrivare entro la fine della prossima settimana. Con o senza Champions. La mancata qualificazione al trofeo europeo, però, farà scattare una clausola di sconto di circa 30 milioni sul prezzo finale che dovrebbe essere (inclusi debiti) di circa 700 milioni. Friedkin, insieme a suo figlio Ryan che verrà a vivere a Roma, sbarcherà di nuovo a Fiumicino a marzo e per ora non rilascerà dichiarazioni. Il passaggio di consegne con Pallotta, invece, avverrà nella sua villa di Houston in Texas. La prossima settimana in Consob, infine, si presenteranno i suoi uomini a illustrare l’operazione per le dovute autorizzazioni.


La verità di Fonseca: «Roma, la pressione non conta. Con il Gent il nostro rilancio»

LEGGO - BALZANI - Sincero, più della canzone di Bugo e Morgan. Paulo Fonseca, criticabile come tutti per gli errori tattici o tecnici, non sbaglia una virgola a livello mediatico e alla vigilia dei sedicesimi di Europa League contro il Gent di stasera all'Olimpico (appena 20 mila spettatori) spazza ogni tipo di alibi: «Qui a Roma si crea una negatività che io non capisco. La prima cosa mi hanno detto quando ho parlato di Roma è stato: Attento, è difficile. C'è grande pressione'. Ma io dico che se un allenatore non vuole pressione non puoi allenare grandi club come la Roma. Questo per me non è un problema. Per esempio la Dinamo Kiev in Ucraiana c'è grande pressione, i tifosi aspettano i giocatori fuori dallo stadio se perdi una partita. Lo Shakhtar no perché gioca lontano dalla città. Se io non volevo pressioni non potevo allenare la Roma. Questo avviene ovunque. Non è diverso, non dirò che è così solo perché altri lo dicono». Qualcuno avrà rabbrividito. Poi torna sul confronto avuto con la squadra dopo Atalanta-Roma: «Ora è facile inventare problemi di spogliatoio. Ma non è giusto, noi stiamo lavorando onestamente e non nascondiamo nulla. Il mio rapporto è sempre buono. Parliamo dei problemi quello sì, ma non è giusto inventare di scontri. Troppo facile farlo». E di problemi la Roma ne ha molti visto che nel 2020 ha perso ben 5 partite su 8. Un crollo verticale, ma Fonseca è ottimista nella sfida ai belgi che vale un pezzo di qualificazione agli ottavi: «Abbiamo lavorato bene, il Gent è una squadra forte ma in questa settimana abbiamo avuto segnali che la squadra sta meglio. Noi dobbiamo ritrovare noi stessi. recuperare quello che abbiamo fatto in passato senza alcuna pressione. Non possiamo pensare di vincere qualcosa se non torniamo a essere la squadra che siamo stati. Errori? Sì, non è normale subire i gol a difesa schierata e su calcio piazzato. Ci stiamo lavorando. Tatticamente però con l'Atalanta non abbiamo sbagliato strategia».

Col Gent ci saranno altri cambiamenti di formazione: dentro Santon al posto di Peres (out in lista Uefa), spazio a Carles Perez dal primo minuto; a centrocampo torna Cristante mentre a sinistra Kolarov è leggermente favorito su Spinazzola. Attenzione anche al cambio modulo: «Possiamo giocare a tre, ma dipende dalla partita. Se reputo che sia più sicuro allora posso schierarmi a tre». Al fianco di Fonseca uno Smalling severo smentisce più volte Petrachi: «Ci prendiamo tutta la colpa di questo brutto momento, il closing del club non c'entra nulla nemmeno ne parliamo. Appagati dal bel derby? Non credo, anche perché abbiamo pareggiato e perso due punti Col Gent è l'occasione perfetta per ripartire. A questa squadra manca un trofeo da troppo tempo. Il mio futuro? Roma è bellissima e qui sto bene, ma ora non è il momento di parlarne».


Roma, è urgente tornare a vincere

IL MESSAGGERO - Per Fonseca, intervenuto ieri in conferenza stampa, non ci sono alibi di alcuna sorta che giustificano questo momento di crisi, neanche quello della tanto appellata pressione della piazza: «La prima cosa che ho sentito, appena arrivato, è stata: qui è difficile perché c'è tanta pressione. Se però un allenatore non vuole riceverla, non può guidare una grande come la Roma. Esiste in ogni club. Se non avessi voluto pressioni, non sarei qui». Allora già da stasera, dal match di Europa League con il Gent, è necessario ribaltare gli ultimi numeri di inizio 2020 tra cui quelli dei gol subiti: in media la Roma incassa 2 reti a partita (18 in 9 gare). «Non c'entra il sistema di gioco, ma la concentrazione: la squadra è meno tranquilla. Sente che qualsiasi dettaglio può far prendere gol. Poi non è normale subirne da palla inattiva. Ci addestriamo per questo». In conferenza stampa, accanto al tecnico lusitano, c'era Smalling che non ha voluto dare indizi sul suo futuro: «Di Roma mi piace tutto, ma ora penso solo a giocare».

Se la squadra giallorossa sta attraversando un momento negativo, il Gent invece viene da 2 mesi senza perdere: in campionato è reduce da 5 vittorie e 2 pareggi in 7 match ed è al 2° posto in classifica a 9 punti di distacco dal Bruges. In Europa League, dopo aver superato 3 turni di preliminari, ha chiuso da imbattuto la fase a gironi vincendo il gruppo I davanti al Wolfsburg.


Europa League, Smalling sa come si fa

CORRIERE DELLA SERA - Era il 24 maggio 2017 quando Chris Smalling con il Manchester United vinse 2-0 contro l'Ajax (sulla panchina olandese c'era un giovanissimo Justin Kluivert), conquistando in tal modo l'Europa League. Il difensore inglese spera di potersi ripetere con la maglia della Roma, ma prima è necessario vincere questa sera il match con il Gent per sovvertire il momento negativo di questo inizio 2020 che vede i giallorossi perdenti in 6 partite su 9. «Può essere la partita perfetta per metterci alle spalle i risultati negativi. È difficile spiegare questo momento, fino a Natale avevamo fatto bene. Noi giocatori ci assumiamo la responsabilità. Non credo però che la squadra si sia sentita appagata dopo il derby». Non ammette alibi lo stopper inglese: «Le voci sul cambio societario non hanno influito sui nostri risultati. Nello spogliatoio non se ne parla molto, la nostra attenzione è solo sul campo». Infine sul suo futuro aggiunge: «Sono concentrato soltanto sui risultati e sulle prossime partite. Qui sto bene, mi trovo a mio agio, la Roma è un grande club, con una tifoseria appassionata, e Roma è una bellissima città. Ma non è questo il momento di affrontare altri discorsi».


Olimpico freddino: previsti soltanto 25 mila spettatori

GAZZETTA DELLO SPORT - Non ci sarà l'affluenza delle grandi occasioni, anzi il numero degli spettatori che assisteranno alla partita di questa sera contro il Gent è piuttosto in linea con le ultime gare casalinghe di Europa League. Saranno circa 25 mila i tifosi sugli spalti dell'Olimpico, con 2 mila sostenitori della squadra belga. In trasferta, invece, il settore ospiti è andato in poche ore esaurito e saranno più di mille i tifosi romanisti che partiranno fra una settimana per Gand per sostenere Dzeko e compagni.

 


Roma, Fonseca cancella gli alibi: «La pressione è solo una scusa»

GAZZETTA DELLO SPORT - Fonseca non è mai arrivato oltre i quarti di finale di Europa League, raggiunti con Braga e Porto, e vorrebbe andare oltre con la sua Roma. Per farlo deve tornare a vincere, a partire da stasera con il Gent: «In settimana ho avuto segnali importanti dal gruppo. Confronto con i senatori? Sono voci false, con i giocatori ho sempre avuto un ottimo rapporto. Non è giusto inventare queste cose. Ora dobbiamo pensare ad essere equilibrati». Il tecnico lusitano, inoltre, non vuol sentir parlare delle difficoltà derivanti dalla pressione dell'ambiente: «A Roma si crea una negatività che non capisco, una delle prime cose che mi hanno detto è che qui è difficile, si lavora con pressione. Se non avessi voluto pressione non sarei venuto qui. A Roma la pressione e la difficoltà nel lavorare diventano sempre una scusa».

Fonseca schiererà per la prima volta dal 1' Carles Perez: da capire se da esterno a destra o da trequartista centrale, ruolo che lo spagnolo ha provato in questi giorni. Ancora titolare Mkhitaryan, ma questa volta sulla fascia sinistra. Tuttavia se l'allenatore volesse concedergli un giorno di riposo (fra tre giorni c'è il Lecce), spazio a Kluivert.

 


Sarà la prima da titolare per Carles Perez, provato anche da trequartista

IL MESSAGGERO - Dopo aver collezionato 85 minuti tra Sassuolo (24), Bologna (33) e Atalanta (28), in tutte e tre le occasioni subentrando dalla panchina, questa sera contro il Gent Carles Perez, come confermato ieri da Fonseca in conferenza stampa, verrà schierato per la prima volta nella formazione titolare. Essendo quella belga una squadra che non fa barricate, l'allenatore giallorosso vorrebbe sfruttare le sue qualità (è rapido nel breve ed è abile nel dribbling) per mettere in difficoltà gli avversari. L'attaccante spagnolo è stato provato anche nella posizione di trequartista, ma l'impressione è che agirà inizialmente largo. Altre indicazioni di formazione: Santon favorito su Spinazzola, tornano Cristante e Veretout.

Una curiosità: Totti, con la sua agenzia, è pronto a fare il procuratore del giovane talento under 17 Cristian Volpato, giocatore australiano tesserato con la Roma a gennaio.

 


Atalanta-Valencia, finisce 4-1 per i bergamaschi. Il Lipsia di Schick batte il Tottenham per 1-0

Terminano le due sfide valevoli per l'andata degli ottavi di finale di Champions League. A scendere in campo questa sera sono state l'Atalanta contro il Valencia e il Lipsia in casa del Tottenham. Gli uomini di Gasperini travolgono con un netto 4-1 la squadra spagnola, grazie alla doppietta di Hateboer e alle reti di Ilicic e Freuler; per il Valencia in gol va Cheryshev.

Il Lipsia invece riesce a espugnare per 1-0 il New White Hart Lane, grazie a una rete di Timo Werner su calcio di rigore. La squadra di Mourinho dopo la rete dei tedeschi non riesce a trovare la rete del pari e dovrà giocarsi tutte le proprie possibilità in trasferta alla Red Bull Arena. Entrambe le partite di ritorno sono in programma il 10 marzo.


Lega calcio, la Roma tra i maggiori contestatori di De Siervo

In Lega calcio continuano a montare i malumori nei confronti di Luigi De Siervo, nuovo amministratore delegato della Lega. A venir contestati sarebbero lo stipendio considerato troppo elevato, 800 mila euro l'anno più bonus, e soprattutto la gestione dei diritti televisivi internazionali, che avrebbero fatto perdere a molte società parecchi milioni di euro. Come riportato da Dagospia la Roma, attraverso il proprio Ceo Guido Fienga, guiderebbe le società che stanno contestando l'operato dell'amministratore delegato.


Allenamento Lecce; personalizzato per Babacar, Farias, Falco, Rispoli e Saponara

Il Lecce, prossimo avversario della Roma in campionato, si è allenato in vista del match contro i giallorossi. Questo il resoconto della seduta pubblicato sul sito uslecce.it:

"Giallorossi impegnati in una seduta d’allenamento mattutina sul campo dell’Acaya Golf Resort & SPA per continuare a preparare la gara di domenica in casa della Roma. Assente Farias. Babacar, Falco, Rispoli e Saponara hanno seguito un programma di lavoro personalizzato, mentre Meccariello ha ripreso ad allenarsi regolarmente con il gruppo. Domani pomeriggio allenamento, a porte chiuse, all’Acaya Golf Resort & SPA".


Diawara migliora e torna in gruppo

IL TEMPO - BIAFORA - In un momento buio come quello attuale la notizia del ritorno in gruppo di Diawara è stata accolta con estremo piacere a Trigoria. Il centrocampista guineano ieri si è infatti aggregato al resto dei compagni per il terzo allenamento settimanale in vista del Gent, compiendo l’ennesimo passo avanti dopo la lesione al menisco esterno del ginocchio sinistro rimediata contro la Juventus in Coppa Italia. In poco meno di un mese il classe 1997 è tornato a lavorare sotto gli occhi di Fonseca, che lo aveva eletto a metronomo della squadra e pedina fondamentale sia in fase di possesso per smistare i palloni che in quella di pressing offensivo. L’avvio di stagione non aveva visto il giocatore arrivato dal Napoli nell’ambito dell’operazione Manolas tra i protagonisti, ma in breve tempo - con la parentesi di una convalescenza dopo l’operazione al menisco interno - si è conquistato un posto da titolare e in questo periodo la sua assenza, oltre a quella di Zaniolo, ha pesato come un macigno sulle sorti della squadra giallorossa. Il definitivo via libera per entrare nella fase finale del percorso di recupero è arrivato domenica: Diawara si è sottoposto ad una visita con il professor Cerulli, che ha dato il via libera per aumentare i carichi di lavoro dopo aver constatato i benefici della terapia conservativa, strada consigliata proprio dal chirurgo che in passato aveva operato Destro. L’operazione, soluzione proposta dopo il primo consulto effettuato a Villa Stuart dal professor Mariani, è stata quasi immediatamente accantonata - in particolare sotto la spinta del ds Petrachi - per evitare uno stop di circa tre mesi, che avrebbe permesso al numero 42 romanista di rientrare soltanto a fine stagione. Fino ad ora la terapia ha dato gli effetti sperati, riducendo l’infiammazione al ginocchio, ma non c’è alcuna fretta di accorciare il recupero e non è ancora stata fissata una data per la prima convocazione. Le condizioni di Diawara migliorano giorno per giorno e le sensazioni del ragazzo sono più che positive: sarà lui, insieme a Fonseca, a dare allo staff il segnale di sentirsi definitivamente pronto. Intanto c’è da registrare il problema di Cetin, che ieri si è allenato a parte per una botta subita nella seduta di lavoro di lunedì. Aggregato al gruppo il giovane Cardinali, con Fuzato che prende il posto di Mirante in lista Uefa.


Roma, l'altra via per la rinascita

IL MESSAGGERO - La Roma ha ancora l'opportunità di rimettere la barra dritta. Il modo è chiaro: andare avanti in Europa League, uno degli obiettivi stagionali dei giallorossi insieme al ritorno in ChampionsLeague. Tornare a disputare la massima competizione europea vincendo un trofeo avrebbe una valenza doppia. Attualmente però a Trigoria la situazione non è semplice: si sta cercando di capire l'origine dei mali. Il problema principale è quello del gol: Dzeko è troppo solo,poco assistito e chi gli sta vicino non ha il senso della porta.
Fonseca va avanti per la sua strada, la squadra per ora prova a seguirlo. Il Gent è la squadra giusta per ripartire e rilanciarsi, anche se in Europa non perde da dieci partite. E se anche contro i  belgi ci saranno dei problemi, allora vuol dire che è stato davvero tutto sbagliato.