Dzeko accusa i giovani, la “vecchia guardia” non ha capito Fonseca

CORRIERE DELLA SERA - Capitano a tempo pieno dopo la partenza di Florenzi. Edin Dzeko è stato costretto a parlare dopo la partita contro il Sassuolo. Le sue parole sono state pesanti: “La squadra è forte ma per arrivare a vincere qualcosa bisogna vincere sempre, non si può vincerne una e perderne un’altra. Ci sono tanti giocatori esperti ma anche tanti giocatori giovani che non devono vivere per 2-3 partite, bisogna fare sempre di più. Come dico sempre, serve tutta la squadra per vincere una partita, alla lunga bisogna dare di più tutti“. A Reggio Emilia, inoltre, sono rimasti in panchina i vari Perotti, Pastore, Kolarov e Kalinic, con Fonseca che ha preferito mandare in campo i nuovi arrivi Villar e Perez, mandando forse un messaggio d'allarme alla società

Le orecchie sono fischiate soprattutto a Kluivert e Under. La squalifica di Pellegrini complica anche i piani per venerdì. Chi giocherà trequartista? Pastore, oppure uno tra Cristante e Veretout con l’inserimento a quel punto di Villar a centrocampo, uno che fino a ieri giocava nella Serie B spagnola.


E ora Bruno Peres scala posizioni: è un opzione in più

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dal suo ritorno a gennaio, è sceso in campo 4 volte su 6. Bruno Peres, pian piano, si sta riprendendo la Roma. Il ds Petrachi era stato chiaro: "Bruno sa giocare a calcio, ma deve ritrovare fame e umiltà. La mia idea, condivisa dall'allenatore,è quella di dargli una seconda chance. Non si nega a nessuno. Gli daremo una possibilità, ma la prima volta che sbaglierà andrà a casa". Ed evidentemente non ha sbagliato nulla, dato che Fonseca fin qui lo ha mandato in campo contro Parma, Genoa. Juventus in Coppa e Sassuolo, dove tra l'altro è stato uno dei pochi a salvarsi. Fonseca in lui vede qualcosa di buono, ora deve continuare così.


Si cambia: con il Bologna torna la vecchia guardia

LA GAZZETTA DELLO SPORT - "Qui ci sono tanti giocatori esperti, ma anche giovani che devono capire che non si può vivere di due o tre partite". Parole di Edin Dzeko, e che dopo la sconfitta di Reggio Emilia rimbombano negli ambienti giallorossi. Alla Roma, mai come in questo momento, serve esperienza. Già a partire dalla sfida di venerdì contro il Bologna, quando si rivedranno dal primo minuto Kolarov, Perotti e Pastore. Non è escluso neanche che Fonseca dia un turno di riposo a Veretout alzando Mancini a centrocampo e inserendo Fazio al fianco di Smalling. I nuovi (Perez, Villar e Ibanez), d'altronde, subito in campo a Reggio Emilia, non sono ancora pronti, come dimostrato sabato sera. Da venerdì tornerà dunque la vecchia guardia. Dzeko ha lanciato l'allarme, e chi vive la squadra dal so interno certe situazioni le sa leggere.


2020, l'inverno nero. La Roma rallenta e Fonseca ammette: "Sono preoccupato"

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dopo la sconfitta contro il Sassuolo, mettere alla gogna i giocatori giallorossi sarebbe sbagliato. Anche se, quello che preoccupa, sono le parole. Di Dzeko e del mister Fonseca, che, dopo la gara di Reggio Emilia, hanno ribadito come la Roma manchi di qualità. Un 2020 iniziato malissimo per la squadra capitolina, che i 7 partite tra campionato e coppa ha raccolto 2 vittorie, un pareggio e 4 sconfitte. L'unica nota positiva il quarto posto ancora stretto, seppur insieme all'Atalanta.

Parole, quelle di Dzeko, che non sono piaciute alla società, secondo cui il problema è di mentalità, dato che non si vinceva neanche quando in squadra c'erano Salah e Alisson. Nel post Sassuolo si era sparla voce di un confronto duro tra Petrachi e la squadra, poi smentito. Anche Pallotta, dagli States, si è detto deluso. In attesa del passaggio di consegne con Friedkin, con la "due diligence" che terminerà nel week-end.


Lorenzo, l'ultimo erede

IL MESSAGGERO - La Roma va in bambola, e con lei Lorenzo Pellegrini. Il giocatore è apparso teso, nervoso. Sarà la voglia di primeggiare che lo porta a strafare, oppure l'infortunio di settembre che si fa sentire sulle gambe. O anche la partenza di Florenzi, che lo rende l'ultimo dei romani, primo dei capitani del futuro. Un 2020 cominciato in salita per il numero 7, omaggiato ancora una volta da Totti e con un Europeo da giocare da protagonista. Da lui ci si attende troppo. Sa che deve migliorare, soprattutto dal punto di vista dei tiri e dei gol. Contro il Bologna non ci sarà per squalifica, l'occasione per ricaricare le pile. Nei prossimi invece comincerà a discutere con la futura società del suo rinnovo: si punta a togliere la clausola da 30 milioni. Impensabile pensare ad un allontanamento, è legatissimo alla ROma.


Da Pjanic a Salah e Alisson: l'indebolimento è costante

IL MESSAGGERO - Alla Roma manca qualità. È questo il messaggio lanciata da Dzeko, e in precedenza più volte da Fonseca, nel post partita contro il Sassuolo. I rinforzi sperati dal tecnico non sono arrivati, e come ha ribadito lui stesso i nuovi (Villar, Perez e Ibanez) sono acquisti mirati al futuro, non all'immediato. La Roma negli anni ha abbassato sempre di più l'asticella della competitività, sostituendo spesso volentieri veri e propri assi, con mancate promesse. Dalla partenze di El Shaarawy, mai sostituito, a quella di Salah, sostituito da Schick. Errori di Monchi come quelli legati ai successori dei vari Alisson, Nainggolan e Strootman (sostituiti da Olsen, Pastore e Nzonzi). Un altro esempio della stagione attuale è la rinuncia ad un vice Dzeko di valore. Manca inoltre un centrocampista, vista la situazione di Diawara.


Fonseca ha la rosa appassita

IL MESSAGGERO - Si parla di un Petrachi furioso a seguito della pesante sconfitta della Roma a Reggio Emilia. Il ds, senza mandarle a dire, ha richiamato i giocatori alle loro responsabilità, colpevoli soprattutto dell'atteggiamento avuto contro il Sassuolo e non per il fatto di non essere scesi in campo. Messa in dubbio anche la grande prestazione nel derby contro la Lazio, che appare ad oggi casualità. C'è anche da dire che il mercato non ha influito. Lo stesso Petrachi, che con la proprietà Friedkin sarà sotto la lente di ingrandimento, ha fatto scena muta nell'ultima sessione invernale. La Roma, nel 2020, si è fermata. Fonseca, come i suoi predecessori, ha chiesto rinforzi. E a gennaio sono arrivati solo giovani, come Villar e Perez, non quello che si aspettava il portoghese al posto degli infortunati DIawara e Zaniolo. La rosa della Roma non è solo incompleta, ma sbilanciata, basti guardare la difesa: ci sono 6 centrali, e sui lati la carestia dopo la partenza di Florenzi e con Zappacosta non ancora pronto.


Pairetto: i cartellini segnale di debolezza

IL MESSAGGERO - Deludente tecnicamente e da rivedere caratterialmente. Questa la sintesi di Pairetto, arbitro di Sassuolo-Roma, che si conferma fanalino di coda tra i direttori di gara. Nella sfida di sabato sera tra emiliani e giallorossi, in una gara tutt'altro che cattiva, ha estratto 8 cartellini gialli, di cui 3 trasformati in rosso. Segnale di scarsa personalità e gravi lacune tecniche.


Capello: "Eriksen può fare la differenza. Quando giocava all'Ajax lo segnalai a Baldini"

Fabio Capello, ex allenatore di Roma e Juventus, ha parlato a La Gazzetta dello Sport di un retroscena di mercato legato a Christian Eriksen:

"L’Inter è la squadra di vertice che ha realizzato il mercato più importante ed Eriksen può fare la differenza. Ricordo che quando era ancora in Olanda lo segnalai a Franco Baldini, all’epoca dirigente della Roma. Grande giocatore, anche se Sensi non sfigura al suo confronto. L’Inter è oggi più vicina alla Juventus, anche se la Juventus resta favorita".


Serie A, la Lazio strapazza la Spal 5-1. Pari tra Atalanta-Genoa e Milan-Verona

Sono terminate le gare del pomeriggio di Serie A.
All'Olimpico la Lazio ha strapazzato la Spal per 5-1 grazie alle doppiette di Immobile e Caicedo e la rete di Adekanye. Per la Spal la rete della banidera porta la firma di Missiroli.
Pareggio nelle gare tra Atalanta-Genoa e Milan-Verona.
A Bergamo apre le danze Toloi, con il Genoa che risponde e ribalta il risultato con il rigore di Criscito e la rete di Sanabria. Pareggia a dieci minuti dalla fine del primo tempo Ilicic.
A San Siro passa in vantaggio il Verona con Faraoni, a cui risponde alla mezz'ora Calhanoglu.


Fonseca disarmato e paralizzato davanti allo scempio del Mapei

IL MESSAGGERO - La prima partita di febbraio, la prima senza Florenzi, si chiude con una sconfitta storica per la Roma contro il Sassuolo. Il botto è enorme e pesantissimo ai fini della classifica. Primo tempo in cui i giallorossi stanno a guardare, imbarazzante la prestazione di alcuni singoli. Sotto di tre reti dopo meno di 30 minuti di gioco ci si aspettava che la Roma avrebbe cambiato da un momento all'altro, anzi prima possibile il proprio assetto, invece nulla fino alla ripresa. Ci si aspettava, ad esempio, che venisse potenziato l'attacco, invece l'attesa è stata vana. Va bene che Kalinic è stato offerto (invano) a mezzo mondo fino all'ultimo secondo di mercato per prendere un altro attaccante centrale, ma se il croato non può essere d'aiuto neppure quando la squadra è sotto di tre reti perché viene convocato?  Carles Perez è entrato in gioco solo dopo la rete numero 100 di Dzeko e poco prima del rosso a Pellegrini per doppia ammonizione.


Boga: "Cerco di ottenere di più, obiettivo almeno 10 reti"

Jeremie Boga, ha parlato in zona mista ai cronisti presenti. Ecco le sue parole:

Primo tempo da grande
"Sì, era successo anche contro il Napoli ma non avevamo segnato. Oggi sì e sono contento per la vittoria"

La sofferenza del secondo tempo rende ancora più bella la vittoria?
"Sì, sappiamo che a volte dobbiamo soffrire e difendere tutti insieme."

Il tuo gol un riscatto dopo il rigore causato?
"Sì, mi sono preso le colpe e dentro di me ho pensato di dover fare qualcosa per la squadra."

Tutti i gol sembrano simili e semplici
"Vero, è un po'il mio gioco. Cerco di dribblare sul mio piede migliore."

Gran momento per il Sassuolo...
"Sì è la strada giusta, dobbiamo dare continuità nella prossima partita, cercare di vincere ancora e arrivare più in alto possibile."

E Boga dove può arrivare?
"Cerco di ottenere di più, obiettivo almeno 10 reti."