È la prima sfida orfana di Totti. Che fa arrabbiare i romanisti

IL MESSAGGERO - Domani andrà in scena il primo Roma-Juve senza Totti nel ruolo di calciatore o dirigente.  Sarà anche la prima sfida con i bianconeri in cui qualche tifoso si dice molto arrabbiato nei confronti dell'ex capitano a causa di alcune dichiarazioni provocatorie e qualche like scappato sui social.
Le parole incriminate sono quelle rilasciate a Dazn «Un Totti di 25 anni non giocherebbe alla Roma, lo avrebbero già venduto» mentre hanno fatto discutere i like messo, tolto e poi smentito al commento «vendete Florenzi» postato da un tifoso su Instagram.


Crepe nella maggioranza M5S paralisi sullo stadio

IL MESSAGGERO - Momento non semplice per Virginia Raggi. Da alcune settimane la  la giunta può contare soltanto su 24 voti dei 28 in Aula Giulio Cesare. Per questo motivo attualmente le scelte più divise, come lo stadio della Roma, le mense o l'allungamento della Ztl sono congelate. Anche perché rumors dei Cinquestelle dicono che sarebbero almeno sette gli eletti in dissenso con la linea ufficiale.
Tra i provvedimenti più a rischio c'è la delibera di variante urbanistica al piano regolatore per lo stadio di Tor di Valle. La convenzione sarebbe già quasi pronta, ma c'è da fare i conti anche con il cambio di proprietà dell'As Roma che sta passando da James Pallotta (che vuole continuare a occuparsi dello stadio) al gruppo Friedkin Group.


Petrachi sfida Sabatini per Ibanez dell'Atalanta

IL TEMPO - BIAFORA - Per la Roma sarà dura vincere la concorrenza di un osso duro come Sabatini, ma Petrachi non molla la presa per Ibanez. Il difensore dell'Atalanta - gli agenti saranno a Milano a metà settimana - è conteso dai giallorossi e dal Bologna, in questo momento leggermente avanti nelle preferenze del classe ’98, che in Emilia avrebbe un maggiore minutaggio dopo aver giocato solo 19 minuti in stagione. La palla è in mano a Ibanez stesso: entrambe le società hanno l'accordo con l'Atalanta.


C'è Ronaldo da fermare, Fonseca alza il muro

IL TEMPO - AUSTINI - Sei gol incassati nelle ultime quattro partite tra campionato ed Europa League, per trovare un «clean sheet» - complice la sosta natalizia - bisogna riavvolgere il nastro a oltre un mese fa a San Siro in casa dell'Inter. Superato l'esame più duro contro la coppia Lukaku-Lautaro Martinez, la Roma ha perso un po’ di solidità difensiva. E visto che domani sera all’Olimpico si presenta un certo Cristiano Ronaldo, spalleggiato da Dybala, forse Higuain, Pjanic e tutti gli altri, è il caso di correre ai ripari.
Anche perché CR7 ha il piede caldo: ha segnato in tutte le ultime sei partite della Juve Champions compresa, con una doppietta e una tripletta che hanno portato a nove reti il bottino di questo periodo. Alla Roma ha fatto male cinque volte in sei partite europee con Manchester United e Real Madrid, ma nonl’anno scorso in campionato con la maglia bianconera. E si sa che uno così ha un piacere particolare nell’aggiungere «vittime» nella sua carriera da bomber.
Come può fermarlo la Roma? Molto passerà per il rendimento dei singoli, a cominciare dai centrali difensivi che contro il Torino hanno avuto un passaggio a vuoto, e soprattutto dal lavoro di squadra e dalla voglia di aiutarsi l’un l’altro, ma Fonseca non si fida e studia accorgi menti. Anche sul modulo: nella Trigoria super-blindata, comprese le telecamere di casa, si sussurra (senza conferme) di una prova tattica con la difesa a tre, dove Cetin agirebbe insieme a Smalling e Mancini, Florenzi e Kolarov si alzerebbero sulla linea dei mediani Veretout-Diawara, mentre Zaniolo e Pellegrini sarebbero i due trequartisti dietro Dzeko. Solo contro l'Atalanta, dopo pochi minuti dall'inizio, Fonseca ha scelto di cambiare l'assetto passando a tre dietro. Il risultato non ha ripagato la scelta, ma la situazione contingente gli suggerisce di farci quantomeno un pensiero. Resta comunque più probabile il rodato 4-2-3-1, con la stessa formazione confermata per la terza partita di fila. L'idea iniziale del tecnico era quella di rimettere Spinazzola a destra in difesa, ma l'esterno ex juventino ha appena superato l’influenza e ieri si è allenato in palestra. Oggi dovrebbe unirsi al gruppo e strappare la convocazione, però tutto lascia intendere che toccherà di nuovo a Florenzi ed esporlo di nuovo da terzino agli attacchi dei campioni d'Italia è un rischio. Santon è fuori causa, mentre Zappacosta ieri ha ripreso a correre in palestra per la prima volta dopo la rottura del legamento crociato: la Roma lo aspetta fra due mesi. In rosa adesso c’è anche Bruno Peres, che ha scelto la maglia numero 33 ma dovrà sudare parecchio per dimostrarsi meritevole di una chance. Il cambio di modulo comporterebbe poi l'esclusione di Perotti dall’undici titolare, ma darebbe a Fonseca una carta in più da giocarsi nel corso del match. Tra gli altri esterni d'attacco, infatti, solo Under è disponibile per la panchina, con Kluivert tornato a lavorare a buoni ritmi col pallone e recuperabile per Parma in Coppa Italia, Pastore che ha fatto individuale sul campo ma ha bisogno di altro tempo e Antonucci fermo per un problema alla caviglia. Si rivede invece Cristante, pronto per una convocazione «simbolica». Recuperato Fazio, che entrerebbe in ballottaggio con Cetin qualora Fonseca decidesse davvero di optare per la difesa a tre, una soluzione buona anche nel corso della gara. Bisogna alzare il muro per fermare Cristiano Ronaldo e soci.


In attacco resta Kalinic, caccia a un mediano baby

IL TEMPO - BIAFORA - Un netto cambio di atteggiamento per provare a dare il proprio contributo alla causa giallorossa. Nelle ultime settimane dentro la Roma si è a lungo valutata l’ipotesi di cercare un nuovo vice-Dzeko, ma l’intenzione del ds Petrachi e di Fonseca è al momento quella di dare fiducia a Kalinic per la seconda metà della stagione.

L'attaccante croato, arrivato in estate nella Capitale in cambio di 2 milioni di euro per il prestito oneroso e 9 per  l'eventuale diritto di riscatto, è ancora fermo a 0 gol stagionali nei 200 minuti totali disputati con la maglia giallorossa. Kalinic ha però capito che doveva fare qualcosa in più rispetto alla prima parte dell'esperienza alla Roma per non ripetere le fallimentari annate con Milan e Atletico Madrid e ha deciso di cambiare marcia.

Il centravanti, giudicato in precedenza troppo molle, ha iniziato a dare il massimo durante gli allenamenti settimanali e si è presentato alla ripresa dopo le vacanze natalizie con un’altra attitudine e soprattutto con una condizioni fisica migliorata (ha perso quasi cinque chili). A Trigoria hanno quindi stabilito di dargli un’altra chance, avendo valutato che le risorse attualmente disponibili per il mercato non permetterebbero di migliorare la situazione offensiva. In generale difficilmente la Roma si muoverà molto in entrata a gennaio: Petrachi resta però vigile su diversi giovani centrocampisti, sperando di trovare un giocatore “alla Cetin” per la mediana.


Higuain stop, è in dubbio. Gioca Ramsey

IL TEMPO - Allarme Higuain in casa Juventus in vista della sfida di domenica contro la Roma: ieri l'attaccante argentino ha svolto allenamento differenziato a causa di un affaticamento muscolare alla coscia sinistra. Un problema definito «leggero» dalla società bianconera, che continuerà a monitorare giorno per giorno le condizioni del centravanti, ma la presenza del Pipita all’Olimpico è a rischio. Più facile che Sarri riproponga il tridente partito titolare contro il Cagliari con Ramsey alle spalle di Cristiano Ronaldo e Dybala, giocando la carta Douglas Costa a gara in corso per spaccare la partita in caso di necessità.

I recuperi del gallese e del brasiliano hanno tolto spazio sulla trequarti all'’opzione Bernardeschi, che in quella posizione ha dimostrato di non essere a suo agio e adesso studia da mezzala, anche per tamponare le assenze di un centrocampo privo dello squalificato Bentancur e dell’infortunato Khedira. A completare il reparto con Pjanic e Matuidi, però, dovrebbe essere ancora Rabiot, che con il passare delle partite sta salendo di condizione pur dovendo giostrare in una posizione non ottimale per il suo piede mancino. Il tecnico toscano sta puntando forte sul francese, titolare nelle ultime quattro partite consecutive tra Serie A e Champions League, mentre per Emre Can prepara una soluzione da vertice basso più muscolare.

Con la conferma di Cuadrado e Alex Sandro sugli esterni e Szczesny in porta, l’unico altro dubbio per la Juve è relativo al partner di Bonucci al centro della difesa, dove De Ligt è in fase di recupero dopo i problemi alla spalla e all'adduttore che lo hanno frenato nell'ultimo mese. L'olandese proverà a riprendersi il posto da titolare ai danni di Demiral.


Juventus? C'è chi dice no

IL TEMPO - AUSTINI - C'è chi dice no. Anche se la chiamata arriva dalla Juventus, la squadra del cuore da bambino. Nicolò Zaniolo è stato un obiettivo molto concreto dei bianconeri la scorsa estate, ma ha scelto di rinnovare il contratto con la Roma e domenica sfiderà i campioni d’Italia da avversario. Il colpo subìto tra coscia e ginocchio durante la gara con il Torino non lo ha mai messo seriamente in dubbio perla sfida dell'Olimpico, ma vederlo di nuovo in gruppo nella sedu ta di ieri ha dato un certo sollievo a Fonseca.

Il classe 1999 sogna una gara da protagonista contro Cristiano Ronaldo, Dybala e soci. Poteva giocarla sulla sponda opposta, ma sia lui sia la Roma hanno deciso di allontanare la mano lunga di Paratici & Co.: dopo aver seguito Zaniolo dal vivo in diverse partite all'Olimpico e aver appuntato il suo nome nel «pizzino» di mercato lasciato per sbaglio sul tavolo di un hotel, il direttore sportivo bianconero è passato ai fatti pressando l’entourage del ragazzo e la Roma stessa. La Juventus è arrivata ad offrire quasi cinquanta milioni di euro a fine giugno, in una proposta che comprendeva anche varie contropartite tecniche. A Torino erano convinti che prima o poi il club di Pallotta, pressato dalle esigenze di bilancio, avrebbe ceduto, ma non se n'è fatto più nulla e alla fine lo scambio tra società è stato impostato includendo solo i cartellini di Spinazzola e Luca Pellegrini. Un altro tentativo successivo a luglio è stato respinto, la «resistenza» della Roma ha convinto ancor di più Zaniolo a restare, ma era lui che sin dall’inizio aveva spinto per il rinnovo che ha ottenuto poco dopo, legandosi ai giallorossi fino al 2024, conuno stipendio (a salire) che lo porterà a guadagnare circa 2 milioni netti.

Sull’asse Colosseo-Mole poteva fare il percorso inverso Higuain, che Petrachi aveva individuato come potenziale sostituto di Dzeko richiesto dall'Inter. Ma è stata proprio la scelta ferma del Pipita di rifiutare l'opzione giallorossa a bloccare il valzer di grandi attaccanti in Italia. Col senno di poi, una scelta che ha fatto felici tutti, Dzeko compreso. Ha deciso invece di cambiare città senza troppi dubbi Pjanic nel 2016, quando si è accordato con la Juventus sfruttando la clausola rescissoria apposta nel contratto con la Roma, che a sua volta monetizzò volentieri la sua partenza per sistemare i conti.

Inutile ricordare come la crescita del bosniaco rappresenti un rimpianto per tanti romanisti. Idem la partenza di Szezesny, che in realtà non è mai stato un giocatore di proprietà dei giallorossi: due anni di fila in prestito all’Arsenal, poi è stata la Juventus a comprarlo. I due ex Roma saranno regolarmente in campo domenica, mentre Spinazzola ha ancora l'influenza e oggi proverà ad allenarsi: Florenzi resta favorito. Il resto della formazione sembra scontato, per via dei tanti infortuni: giocano gli stessi di Firenze e della gara col Torino, con Fazio e Cristante recuperati ma perla panchina.


Roma-Juve e Inter-Atalanta: due sfide da 1,2 miliardi

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Due sfide ad alta quota che pesano per 1,2 miliardi di euro, mettendo assieme i fatturati dei quattro club, al netto delle plusvalenze. Da una parte Roma-Juve, dall'altra Inter-Atalanta

Domenica sera i bianconeri, da tempo leader in Italia con ricavi che sfiorano il mezzo miliardo (494 milioni nel 2018-19), sono attesi dai giallorossi, a quota 251 milioni. In questi anni il trend del club di Agnelli è stato in ascesa, dai 156 milioni dell’annus horribilis 2011 fino allo “strappo” con Ronaldo. Il fatturato dei giallorossi è invece strettamente collegato alla partecipazione in Champions. Nelle ultime due stagioni si è attestato attorno ai 250 milioni (257 nel 2017-18 grazie alle semifinali) ma l’esercizio in corso risentirà parecchio della mancata presenza alla coppa più prestigiosa. Dal punto di vista della redditività, né Juve né Roma possono dirsi soddisfatte: nel 2018-19 i bianconeri hanno perso 40 milioni, i giallorossi 25, con i primi nel pieno della fase espansiva del piano quinquennale 2019-24 che mira al definitivo salto di qualità e i secondi che sperano in una svolta col passaggio da Pallotta a Friedkin e lo sblocco dell’iter stadio.

Passando alla sfida di San Siro, l’Inter ha registrato il primato personale in fatto di ricavi: 377 milioni. Circa 85 milioni è invece il fatturato dell'Atalanta, che in questa stagione monetizzerà la prima volta in Champions. E anche il 2019 chiuderà in attivo: sarà il 4° bilancio di fila col segno più.


Zaniolo recupera e Fonseca fa il tris. Per il mercato idee Alderete e Caputo

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Da una parte il campo, dall’altra il mercato: una settimana importante per la Roma, alle prese sia con la sfida alla Juve che con i rinforzi da cercare entro la chiusura della finestra invernale di calciomercato. Su questo fronte continuano i contatti con lo United per il riscatto di Smalling, mentre Juan Jesus non sembra voler lasciare Trigoria. Motivo per cui non è entrata nel vivo la pista che porta ad Alderete del Basilea, mentre il Galatasaray insiste per il prestito di Cetin. In attacco c'è l'idea Caputo.

Per domenica fonfermerà la stessa formazione per la terza di fila. Fazio e Cristante potrebbero recuperare per la panchina, mentre Zaniolo, che avverte ancora un po’ di fastidio alla gamba destra, si è allenato con i compagni e contro la Juve ci sarà. In dubbio l'influenzato Spinazzola.


Davide contro Golia. Sgarbi, beffe e gol: è il Roma-Juventus di Florenzi e Ronaldo

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Un’istantanea delle recenti difficoltà della Juventus: il faccia a faccia della scorsa stagione tra Alessandro Florenzi e Cristiano Ronaldo del 12 maggio scorso. Era il 13’ della ripresa infatti quando, per una palla non messa fuori causa infortunio, i due vennero a contatto. «Sei troppo piccolo per parlare», la frase tagliente del portoghese. L’ultima parola fu di Florenzi. che al 34’ del secondo tempo segnò la rete del vantaggio, prima che Dzeko bissasse per il 2-0 finale. «Avevamo buttato la palla fuori noi, Ronaldo invece l’ha giocata. Lui è il Pallone d’Oro e pensa di avere tutto il diritto di fare quello che ha fatto», disse a fine partita.

Le rivincite di Florenzi non si sono fermate lì. Domenica prossima, infatti, Paulo Fonseca lo confermerà titolare per la terza volta consecutiva. L’accantonamento del capitano giallorosso ormai sembra soltanto un ricordo, così come le voci che – fino a qualche settimana fa – ipotizzavano per lui un futuro lontano da Trigoria. Voglia di rivincita che ha anche Ronaldo: in campionato la Roma è una delle poche squadre a cui Ronaldo non ha segnato. Curiosità: nel suo giorno libero (martedì), CR7 è volato a Lisbona per allenarsi con Francis Obikwelu, lo sprinter diventato cittadino portoghese nel 2001 che è primatista europeo dei 100 metri (9”86) e vicecampione olimpico.


Roma, la vittoria è ferma al Paulo

IL MESSAGGERO - Paulo Fonseca alla scoperta della Juve e del suo connazionale Cristiano Ronaldo. Domenica sera incrocerà finalmente i bianconeri e insieme il giocatore più famoso del suo Paese: «Vediamo che cosa succede, ma spero che CR7 sia arrabbiato a fine partita». Imbattuto fin qui contro le principali rivali dei bianconeri, Fonseca vuole assaggiare il sapore del successo da podio: pari con la Lazio nel derby e anche a San siro contro l'Inter, sofferto contro i biancocelesti e di sostanza contro i nerazzurri. Comportamento, nei risultati, da grande, pure se il distacco dal vertice è già abbondante: 10 punti.

Fonseca ha appena recuperato Zaniolo e Fazio, ma si presenta all'appuntamento con la rosa decimata dagli infortuni. Out Santon, Zappacosta, Pastore, Mkhitaryan e Kluivert. 7 indisponibili, contando anche gli influenzati Spinazzola e Antonucci. In più Cristante è appena tornato in gruppo e, al massimo, ha la chance di essere convocato (ultima partita il 20 ottobre a Marassi contro la Sampdoria). Così è possibile che la Roma sia la stessa scesa in campo contro la Fiorentina al Franchi prima di Natale e contro il Torino domenica scorsa. Formazione, dunque, confermata per 3 partite di fila.


Florenzi ritrova CR7 e vuole essere «all’altezza»

IL MESSAGGERO - Cristiano Ronaldo è così: quello che tocca, spesso e volentieri lo tramuta in oro. Suo malgrado c’è riuscito anche 8 mesi fa con Alessandro Florenzi. Il 12 maggio scorso, alla terzultima di campionato il celebre battibecco tra i due, nato da una frase di CR7:«Sei troppo basso per parlare». Florenzi non la prende bene e deve essere fermato dai compagni. La rivincita però non si fa attendere: a undici minuti dalla fine sigla il gol dell’1-0, sfruttando al meglio un assist di Dzeko e sfoga la rabbia repressa con una corsa senza fine sotto la CurvaSud.

Quel gol doveva rappresentare una ripartenza. Invece Florenzi ha vissuto una stagione sulle montagne russe che più di una volta lo ha portato a pensare di andare via. Dimenticato da metà ottobre a inizio dicembre, complici l’infortunio di Santon e il momento-no di Spinazzola è stato riproposto titolare nelle ultime 4 gare. Male con il Wolfsberger (dove commette anche un autogol), benino con il Brescia e la Fiorentina, di nuovo deficitario con il Torino (un suo errore in fraseggio ha propiziato il primo gol di Belotti). Domenica un'altra chance, proprio contro Ronaldo.