Kolarov 2021: romanista a vita
GAZZETTA DELLO SPORT - La notizia è arrivata nella giornata di ieri: Kolarov rinnova il proprio contratto con la Roma fino al 2021. Il prolungamento è stato effettuato su una base di 2.5 milioni, con la possibilità magari in seguito di subentrare nello staff tecnico di Fonseca o in quello dirigenziale. A dare la notizia con grande soddisfazione è stato proprio il Ceo Guido Fienga: «Siamo felici di poter annunciare questo rinnovo, Aleksandar ha sempre garantito un altissimo livello professionale, dentro e fuori il campo. Questo ci consente di poter contare ancora su di lui». Anche il numero 11 giallorosso ha risposto in modo positivo all'annuncio: «Sono felice di restare, è un nuovo punto di partenza. Voglio migliorarmi ancora e contribuire alla crescita del club. Posso fare ancora molto».
Petrachi traccia l’identikit della punta: giovane, in prestito e da rilanciare. Idea Pellegri
IL MESSAGGERO - La Roma è in cerca di un vice Dzeko e Petrachi sta lavorando sul mercato per accontentare le richieste del mister. I giallorossi avrebbero tracciato l'identikit dell'attaccante "ideale", ma ogni operazione rimarrà nulla se prima non si troverà una nuova sistemazione per Kalinic. Fonseca vorrebbe un giocatore giovane, che non abbia più di 26 anni, che arrivi in prestito e che non avanzi pretese di giocare da subito, aspettando il proprio turno.
Il direttore sportivo giallorosso avrebbe sondato l'ex attaccante del Genoa, ora al Monaco, Pietro Pellegri, che però in questa prima parte di stagione non è praticamente mai sceso in campo a causa dei vari infortuni che lo hanno colpito. Pinamonti non convince del tutto Petrachi che sembra verrà scartato dalla lista. In Premier League viene monitorato Batshuayi, che il Chelsea ha messo alla porta e sul quale sono piombati molti club. Per ora i giallorossi attendono e cercano di capire quale mossa sia la migliore da portare avanti.
Un altro stop per Mkhitaryan
CORRIERE DELLA SERA - Henrikh Mkhitaryan rischia di fermarsi per la seconda volta in stagione. Il numero 77 giallorosso ha infatti riportato un trauma durante la partita di domenica sera contro il Torino. Tra la giornata di oggi e domani l'armeno si sottoporrà a visite mediche che cercheranno di accertare l'entità dell'infortunio.
Arrivano però anche "buone notizie" per mister Fonseca. Nella giornata di ieri infatti è rientrato parzialmente in gruppo Bryan Cristante, che ha lavorato insieme ai compagni parte dell'allenamento. Hanno continuato a svolgere lavoro personalizzato a causa dei loro infortuni Fazio. Kluivert, Santon, Pastore e Zappacosta.
Kolarov fino al 2021, ora tocca a Pellegrini
IL MESSAGGERO - Nella giornata di ieri è arrivata l'ufficialità sul prolungamento del contratto fino al 2021 per Aleksandar Kolarov. Il terzino giallorosso ha trovato un accordo con la società sulla base di 2,5 milioni e la promessa di entrare all'interno dello staff dirigenziale una volta terminata la sua avventura da calciatore.
Il numero 11 della Roma ha così commentato il rinnovo e la partita di domenica contro il Torino: «Il rinnovo è un nuovo punto di partenza: posso ancora fare tanto. Il Torino?Non mi piace la scusa che la palla non voleva entrare.Dovevamo fare di più. Ora abbiamo la Juve e tante altre partite in cui dovremo fare del nostro massimo». Adesso il ceo Fienga starebbe lavorando al rinnovo del contratto di Lorenzo Pellegrini, giocatore diventato inamovibile nello scacchiere di Fonseca
Micki nuovo stop. Ansia per Zaniolo
IL MESSAGGERO - La Roma continua a perdere giocatori a causa degli infortuni. Da inizio stagione Fonseca può contare esattamente 29 giocatori che sono stati costretti a fermarsi, e rischiano di diventare 30 tra oggi e domani. Nella giornata di ieri, infatti, Mkhitaryan è andato ancora una volta in infermeria a causa di un risentimento muscolare alla coscia sinistra. L'armeno si sottoporrà a esami specifici tra la giornata di oggi e domani.
In vista della partita di domenica sera contro la Juventus a far preoccupare sono anche le condizioni di Nicolò Zaniolo, che nella partita giocata all'Olimpico contro il Torino ha rimediato una botta alla gamba destra. Il numero 22 giallorosso dice di sentir dolore al ginocchio, ma il bollettino medico della Roma rassicura che non ci sia alcun infortunio.
Ritorno al passato: la fine al Boca Juniors, l’esordio con l’Ostia Mare
LEGGO - RANCHI - Daniele De Rossi si è tolto gli scarpini per l’ultima volta a Buenos Aires. La prima volta, invece, li allacciò a Ostia. Lì, con la maglia dell’Ostia Mare, Daniele tira i primi calci al pallone. Lì, a due passi dalla centralissima via delle Baleniere, vive il papà Alberto. Lì, sempre lì, l’ex campione giallorosso ha un attico sul lungomare, da cui la moglie Sarah Felberbaum posta su Instagram foto di tramonti mozzafiato.
Ostia-Buenos Aires, andata e ritorno. Basta metter piede nello stadio Anco Marzio dell’Ostia Mare per rendersene conto: tutti lo ricordano ancora con affetto. Perché, in fondo, Daniele non se ne è mai andato. Nel centro sportivo, avvolto da pini marini, ci sono le fotografie: una, in particolare, immortala un giovanissimo De Rossi accanto a un trofeo, insieme a un compagno di squadra. Quel compagno, che ancora oggi indossa la maglia bianco-viola dell’Ostia Mare, è Adriano D’Astolfo: «Quella fotografia mi emoziona. Mi ricordo quel ragazzo biondissimo, che già era il più forte di tutti, e a cui piaceva sempre scherzare. Era un simpaticone - racconta - ed essendoci incontrati anche da avversari, posso dire che ho sempre visto quel Daniele, umile e sorridente, che è ancora oggi». Poi c’è Massimo Bonanni, classe 1982, di un anno più grande, che De Rossi lo ha avuto prima come compagno di squadra e poi - nel 2006 - come avversario, a Roma, nella partita delle partite.
Il derby. «Giocavo nella Lazio, e mi sono ritrovato Daniele come avversario. Eravamo amici, ma anche tifosi delle rispettive squadre. E lui in campo era davvero un mastino - racconta Bonanni, mi ricordo che, dopo un contrasto, mi disse: “Ma come, fino a due anni fa stavi con noi, e mo’ stai dall’altra parte...”», alludendo al passato giallorosso di Bonanni stesso. Di certo i due ex compagni di De Rossi su una cosa sono certi: Capitan Futuro ha la stoffa per fare l’allenatore. «Presto una grande società darà una panchina a De Rossi», continua Bonanni: «Quando sei stato per un decennio uno dei migliori centrocampisti d’Europa, e sei riuscito a trasmettere tutta la tua grinta anche ai tuoi compagni di squadra, di certo metterai la stessa verve anche dalla panchina».
Il diktat di Fonseca: "Roma, basta errori"
LEGGO - BALZANI - Il primo discorso severo di Fonseca del 2020 è arrivato dopo appena una settimana. Ieri il tecnico ha tenuto a rapporto per 20 minuti la squadra dopo il ko col Torino e a pochi giorni dalla sfida alla Juve che può valere il quarto posto. Il portoghese ha ribadito concetti già rimarcati nel recente passato relativi a concentrazione, cattiveria sotto porta e un appagamento immotivato. Non una vera e propria strigliata ma una sorta di ultimatum: ora non si può più sbagliare.
Anche perché l’Atalanta va a mille all'ora ed è a un solo punto. Contro la Juve di Cr7 Fonseca dovrà probabilmente fare a meno di Mkhitaryan che si sottoporrà tra oggi e domani a esami strumentali alla coscia sinistra mentre Zaniolo, nonostante una contusione, dovrebbe farcela. Ma il tecnico ha deciso di usare il muso duro pure sul mercato e in un colloquio con Petrachi ha espresso concetti chiari.
Nella lista di Paulo ci sono almeno 4-5 giocatori che non sono ritenuti indispensabili alla causa e che quindi possono essere ceduti. In primis Juan Jesus (sondato da Bologna, Galatasaray e Fiorentina) poi Perotti, Under, Kalinic oltre a uno tra Florenzi e Spinazzola. Situazioni diverse che il ds dovrà gestire con non poche difficoltà. Ovviamente Fonseca si aspetta ricambi all’altezza, quei rinforzi necessari per tenere alta la competitività nonostante le rassicurazioni poco convincenti dello stesso Petrachi circa la “difficoltà nel migliorare la rosa”. Al portoghese serve un altro uomo gol da affiancare a Dzeko.
Convince poco Pinamonti (che di gol non ne ha segnati poi tanti in carriera) mentre Piatek o Mertens rispondo alla perfezione all’identikit. Per il primo si può tentare uno scambio di prestiti con Perotti, per il secondo (in scadenza) serve un triennale da 4 milioni. Capitolo terzino destro: non solo Hysaj e Iacoponi, piace pure Lirola della Fiorentina. Chi di certo non fa parte della lista dei partenti è Kolarov che ieri ha rinnovato il contratto in scadenza fino al 2021 a 2,5 milioni. In futuro entrerà a far parte della dirigenza. «La mia volontà è sempre stata di rinnovare. In campionato potevamo avere più punti e volevamo iniziare il 2020 in un altro modo, ma il Torino si è difeso bene. C’è fiducia già con la Juventus e mi auguro di poter vincere un trofeo con Fonseca in panchina», le parole del serbo.
Oggi la ripresa, Fonseca pronto alla strigliata. Piace Ibanez
IL TEMPO - BIAFORA - La Roma è chiamata ad archiviare immediatamente la brutta sconfitta rimediata contro il Torino e a voltare pagina in vista del big match con la Juventus. Questa mattina a Trigoria riprenderanno gli allenamenti e certamente Fonseca, sbollita la rabbia nel giorno di riposo, si farà sentire con la squadra, nonostante nella conferenza post-partita si sia detto soddisfatto dell’atteggiamento dei suoi. Il tecnico portoghese spera di ritrovare sin da subito Cristante e Fazio con il resto del gruppo e monitora attentamente anche la situazione di Santon, ormai prossimo alla guarigione.
Fonseca si augura poi che Petrachi gli regali almeno un rinforzo nella sessione di gennaio, un mercato in cui il ds sta lavorando in modo serrato con il Manchester United per riscattare Smalling. Intanto ha chiesto all'Atalanta il centrale classe ’98 Ibanez. In uscita resta vivo l'interesse della Fiorentina per Juan Jesus, mentre Terim, tecnico del Galatasaray, ha cercato di calmare le acque con Nzonzi dopo la. rottura degli scorsi giorni. È poi da segnalare l'ennesimo infortunio del giovane Chierico: il classe 2001 sarà costretto a subire la quinta operazione ad una spalla da marzo 2017 ad oggi.
De Rossi lascia: «Sono triste»
GAZZETTA DELLO SPORT - Sapeva che avrebbe donato «una sola carriera alla Roma». Non sapeva che l'avrebbe dovuta lasciare prima del previsto. Sapeva che avrebbe amato solo un'altra squadra poi, cioè il Boca. Non sapeva che ci avrebbe giocato, lo ha capito col tempo e quando è rimasto a piedi. Un rapporto breve ma intenso con gli argentini, finito con qualche mese di anticipo, dicono, per incomprensioni con la nuova società (la cordata di Jorge Ameal guidata dal Mudo Riquelme tra i dirigenti). Daniele De Rossi dice addio al calcio.
Daniele ha dato alla Roma un'anima, parecchie fibre muscolari, caviglie, per non parlare delle presenze (616, solo Totti ha fatto di più) e dei gol (63). Ha regalato spessore, romanismo, romanità, senso di appartenenza. Al Boca non è andata benissimo, se parliamo di presenze (solo sette) con un gol (all'esordio, anche qui), ma è andata benissimo per come è stato accolto e per quello che ha rappresentato in pochissimo tempo. «E' un giorno triste», ha detto in conferenza stampa, dopo aver comunicato al club che avrebbe ripreso la strada di casa (dei campioni del mondo in attività è rimasto solo Buffon). «Non ho problemi fisici, ho solo voglia di tornare dalla mia famiglia. La mia figlia più grande è rimasta in Italia. E una ragazza ha bisogno che suo padre le sia vicino. A Baires siamo lontani, fare quattordici ore di volo non è come andare in auto da Trigoria a casa mia. Se avessi avuto venticinque anni avrei deciso altro. E' un giorno triste avrei voluto giocare altri dieci anni. Il mio futuro è tracciato farò l'allenatore e studierò nei prossimi mesi. La Roma è stata la mia vita, non pensavo di amare un'altra squadra come è successo con il Boca. Sarò sempre parte di questo club. Potrei avere aperto una strada, spero che altri calciatori europei possano venire qui».
Like di Totti contro Florenzi, poi la smentita
LEGGO - Frecciata o malinteso social? Il like anti-Florenzi di Totti ieri ha alzato un polverone. Tutto è nato dal “cuore” messo su Istagram dallo storico capitano a un commento di un tifoso che chiedeva la cessione di Florenzi. Dopo pochi minuti Totti ha tolto il “mi piace”, ma il pasticcio era fatto. Tanti tifosi hanno stigmatizzato l’atteggiamento di Francesco che ha chiarito: “Non ho mai messo “like” a quel commento di cattivo gusto. Ho profonda stima di lui, come amico e giocatore. I tifosi della Roma dovrebbero saperlo. Ciò che sto leggendo su articoli e social mi rattrista”. Florenzi ha risposto col sorriso: ‘Capitano, ora metto mi piace anche io”.
Allarme Roma, tanti tiri e pochi gol. E Dzeko segna sempre meno
LEGGO - BALZANI - La Befana della Roma porta (quasi) sempre carbone. Lo ha dimostrato il tonfo col Torino di domenica che mette a rischio il quarto posto e certifica un dato: solo 3 le vittorie nelle 10 ultime riprese dopo le feste natalizie.
Cabala a parte, il dato più preoccupante riguarda l'attacco fin qui autore di 33 gol. Pochi per un allenatore di vocazione offensiva. Nessuno ha segnato meno tra le prime sei della serie A. Più che un problema di gioco, però, c'è carenza di qualità. I dati, infatti, parlano chiaro. In campionato, la squadra di Fonseca ha totalizzato 213 tiri ma solo 116 in porta: in pratica servono sei conclusioni e mezzo per fare un gol. La Lazio segna una volta ogni 5,6, l'Atalanta ogni 5,5, l'Inter 5,2. Poca precisione quindi come accaduto col Torino quando da 31 conclusioni sono scaturiti 0 gol e 7 tiri in porta. L
'emblema dell'apatia da gol è ovviamente Edin Dzeko, nel bene e nel male. Senza i gol del bosniaco sono arrivati sette pareggi, 4 sconfitte e 3 vittorie. Nelle 10 volte in cui ha segnato, invece, ecco otto vittorie e due pareggi. Il problema è che Dzeko, rispetto alla concorrenza, segna poco. Nell'ultimo anno e mezzo appena 16 gol in 51 gare di campionato. Una media da 0,3 a partita. Pochi anche se non va trascurato il lavoro fuori dall'area di Edin. Immobile ne ha segnati 34 in 53 partite, una media di 1,6 a match. Numeri simili per Cristiano Ronaldo (34 in 46 partite), Lukaku (24 in 49, considerata la Premier) e Zapata (29 in 44). Alla Roma manca un vero bomber d'area di rigore, ma di fatto manca anche una spalla. Appena 9 spalmati su Under, Perotti, Kluivert, Pastore, Mkhitaryan e Kalinic. I dubbi di Petrachi su una squadra difficilmente migliorabile hanno una risposta: alla Roma serve un rinforzo di peso lì davanti visto che nessuno ha raccolto l'eredità da 10-12 gol stagionali di El Shaarawy. Si allontana Petagna ("Resto alla Spal") mentre Mariano Diaz ha lo scoglio ingaggio. Resta in ballo Politano e spunta Caputo.
Petrachi, prima le uscite. Il Genoa offre Pinamonti
IL MESSAGGERO - Il mercato è iniziato ma la musica per la Roma non cambia. Il ds Petrachi dovrà pensare prima alle uscite. C'è Kalinic che, al netto degli endorsement delle ultime ore di Fonseca e dei dirigenti, continua a deludere in campo e a rifiutare ogni destinazione: dopo Verona, Genoa e Newcastle, l'ultimo no al Bordeaux.
Confermata l'impossibilità di muoversi, se non attraverso prestiti, se non verranno ceduti i calciatori che non rientrano nel progetto tecnico. Juan Jesus ha ricevuto un paio di sondaggi dalla Fiorentina e dal Galatasaray, che a Trigoria ha chiesto informazioni anche su Perotti (che non vuole lasciare il club prima della scadenza del contratto) e Cetin. L'impressione è che il ds stia aspettando gli ultimi giorni del mese per strappare un prestito stile Smalling per il reparto avanzato. Intanto Nicola, nuovo tecnico del Genoa, domenica non ha nemmeno convocato Pinamonti. L'attaccante piace anche alla Fiorentina.