Like di Totti contro Florenzi, poi la smentita
LEGGO - Frecciata o malinteso social? Il like anti-Florenzi di Totti ieri ha alzato un polverone. Tutto è nato dal “cuore” messo su Istagram dallo storico capitano a un commento di un tifoso che chiedeva la cessione di Florenzi. Dopo pochi minuti Totti ha tolto il “mi piace”, ma il pasticcio era fatto. Tanti tifosi hanno stigmatizzato l’atteggiamento di Francesco che ha chiarito: “Non ho mai messo “like” a quel commento di cattivo gusto. Ho profonda stima di lui, come amico e giocatore. I tifosi della Roma dovrebbero saperlo. Ciò che sto leggendo su articoli e social mi rattrista”. Florenzi ha risposto col sorriso: ‘Capitano, ora metto mi piace anche io”.
Allarme Roma, tanti tiri e pochi gol. E Dzeko segna sempre meno
LEGGO - BALZANI - La Befana della Roma porta (quasi) sempre carbone. Lo ha dimostrato il tonfo col Torino di domenica che mette a rischio il quarto posto e certifica un dato: solo 3 le vittorie nelle 10 ultime riprese dopo le feste natalizie.
Cabala a parte, il dato più preoccupante riguarda l'attacco fin qui autore di 33 gol. Pochi per un allenatore di vocazione offensiva. Nessuno ha segnato meno tra le prime sei della serie A. Più che un problema di gioco, però, c'è carenza di qualità. I dati, infatti, parlano chiaro. In campionato, la squadra di Fonseca ha totalizzato 213 tiri ma solo 116 in porta: in pratica servono sei conclusioni e mezzo per fare un gol. La Lazio segna una volta ogni 5,6, l'Atalanta ogni 5,5, l'Inter 5,2. Poca precisione quindi come accaduto col Torino quando da 31 conclusioni sono scaturiti 0 gol e 7 tiri in porta. L
'emblema dell'apatia da gol è ovviamente Edin Dzeko, nel bene e nel male. Senza i gol del bosniaco sono arrivati sette pareggi, 4 sconfitte e 3 vittorie. Nelle 10 volte in cui ha segnato, invece, ecco otto vittorie e due pareggi. Il problema è che Dzeko, rispetto alla concorrenza, segna poco. Nell'ultimo anno e mezzo appena 16 gol in 51 gare di campionato. Una media da 0,3 a partita. Pochi anche se non va trascurato il lavoro fuori dall'area di Edin. Immobile ne ha segnati 34 in 53 partite, una media di 1,6 a match. Numeri simili per Cristiano Ronaldo (34 in 46 partite), Lukaku (24 in 49, considerata la Premier) e Zapata (29 in 44). Alla Roma manca un vero bomber d'area di rigore, ma di fatto manca anche una spalla. Appena 9 spalmati su Under, Perotti, Kluivert, Pastore, Mkhitaryan e Kalinic. I dubbi di Petrachi su una squadra difficilmente migliorabile hanno una risposta: alla Roma serve un rinforzo di peso lì davanti visto che nessuno ha raccolto l'eredità da 10-12 gol stagionali di El Shaarawy. Si allontana Petagna ("Resto alla Spal") mentre Mariano Diaz ha lo scoglio ingaggio. Resta in ballo Politano e spunta Caputo.
Petrachi, prima le uscite. Il Genoa offre Pinamonti
IL MESSAGGERO - Il mercato è iniziato ma la musica per la Roma non cambia. Il ds Petrachi dovrà pensare prima alle uscite. C'è Kalinic che, al netto degli endorsement delle ultime ore di Fonseca e dei dirigenti, continua a deludere in campo e a rifiutare ogni destinazione: dopo Verona, Genoa e Newcastle, l'ultimo no al Bordeaux.
Confermata l'impossibilità di muoversi, se non attraverso prestiti, se non verranno ceduti i calciatori che non rientrano nel progetto tecnico. Juan Jesus ha ricevuto un paio di sondaggi dalla Fiorentina e dal Galatasaray, che a Trigoria ha chiesto informazioni anche su Perotti (che non vuole lasciare il club prima della scadenza del contratto) e Cetin. L'impressione è che il ds stia aspettando gli ultimi giorni del mese per strappare un prestito stile Smalling per il reparto avanzato. Intanto Nicola, nuovo tecnico del Genoa, domenica non ha nemmeno convocato Pinamonti. L'attaccante piace anche alla Fiorentina.
La Roma non va di punta
IL MESSAGGERO - Un passo indietro, dunque. Irriconoscibile il timbro di Fonseca nella Roma andata ko con il Torino. Giusto l'atteggiamento del tecnico a fine partita che, pur evidenziando la serata storta del signor Di Bello, non ha usato l'arbitro per giustificare il 3° ko in questo torneo. Il portoghese ha invece elogiato la creatività dei suoi giocatori, capaci di 30 tiri verso la porta di Sirigu. Il dato, abbastanza fedele, rischia di coprire il principale limite della rosa giallorossa. L'attacco, nonostante i 12 marcatori diversi in campionato, dipende esclusivamente da Dzeko. Non c'è, pesando il rendimento di Kalinic, il suo vice. E nemmeno il suo partner. Petrachi deve prenderne atto e intervenire entro il 31 gennaio per l'aggiustamento della rosa in corsa.
L'attacco giallorosso non è da zona Champions: è il 5° della serie A, con 33 reti, le stesse segnate dal Cagliari sesto. Il vantaggio di Fonseca sull'Atalanta di Gasperini è solo in classifica e tra l'altro minimo: i nerazzurri, con 48 gol, sono i migliori del campionato. E anche la loro differenza reti (+23) è nettamente superiore a quella dei giallorossi (+14). Gli specialisti dell'Atalanta lasciano di sicuro il segno: Muriel 10 gol, Ilicic 9, Gomez e, nonostante il lungo periodo di inattività, Zapata 6. La Roma risponde con Dzeko che, però, è all'11° posto nella graduatoria dei cannonieri stagionali, fermo a quota 7. Dietro di lui niente o quasi: Kolarov 5 reti (2 su rigori), è l'altro finalizzatore scelto. L'esterno offensivo più concreto è Zaniolo con 4 gol. Kluivert ha almeno segnato 3 reti, le stesse di Mkhitaryan. Perotti è fermo a 2 (entrambe su rigore) e Under al 25 agosto, cioè al 1° gol stagionale giallorosso. Numeri che hanno, dunque, il loro significato.
Bruno Peres alla Roma: a volte ritornano
CORRIERE DELLA SERA - Chissà se nell’accoglierlo a Trigoria, Paulo Fonseca gli ha “rinfacciato” quel miracoloso salvataggio sulla linea di porta, a tempo scaduto, che di fatto eliminò il suo Shakhtar Donetsk dagli ottavi di Champions League nell’anno della cavalcata giallorossa fino alla semifinale contro il Liverpool. Di certo c’è che due giorni fa Bruno Peres ha sostenuto le visite mediche e ieri è tornato ad allenarsi con la squadra giallorossa.
È reduce da due esperienza fallimentari con San Paolo e Recife, e negli ultimi 18 mesi ha giocato appena 20 partite. Il ds Petrachi e lo stesso Fonseca, però, sembrano disposti a dargli fiducia: "Sa giocare a calcio - le parole del ds al sito della società - ma deve ritrovare fame e umiltà. La mia idea è dargli una seconda possibilità, si concede a tutti nella vita"
Kolarov, contro il Torino un matador da 4 su 4
CORRIERE DELLA SERA - Vigilia del Torino per la Roma, che in casa contro i granata non perde da diverso tempo: era il 13 maggio 2007, finì 0-1 con gol di Muzzi, ex della sfida. Poi tutte vittorie, 9 consecutive, con i granata che sono riusciti a vincere all’Olimpico solo in Coppa Italia, con un 2-1 del 2017. Kolarov al Torino ha segnato due gol in Serie A e non ci ha mai perso (5 vittorie e 3 pareggi). Con la Roma il suo percorso è netto con 4 vittorie su 4 partite.
Nuovo stadio: la Raggi aspetta Friedkin in Campidoglio
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Siamo alle battute conclusive per l'acquisto della Roma da parte di Dan Friedkin. Prosegue infatti la “due diligence” sulle dodici società che gravitano nella galassia giallorossa e che lo porterà a formulare l’offerta vincolante. L’amministrazione invece continua il lavoro sull’iter per il nuovo stadio che dovrebbe sorgere nell’area Tor di Valle. Un iter che verso febbraio-marzo farà arrivare in aula la Convenzione Urbanistica. Non appena il magnate texano avrà acquistato il pacchetto di maggioranza del club giallorosso, la sindaca Raggi sarà pronta ad incontrarlo per definire la situazione. A metà mese intanto l’imprenditore ceco Vitek si prepara all’acquisizione dei terreni su cui sorgerà il nuovo impianto direttamente da Parnasi.
Diawara no limits: "Siamo all'altezza delle big"
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dopo un inizio in salita, complice anche l'infortunio, Amadou Diawara sta lentamente conquistando la Roma. "Sto andando abbastanza bene, ma posso fare ancora meglio perché ho tutto quello che mi serve per far bene". Lo ha fatto capire ieri, intervistato dall'emittente del club. Un rapporto importante soprattutto col il tecnico Fonseca e il suo staff: "Non sbagliano niente su di me e quando sbaglio io, mi correggono. Sento la fiducia dell’allenatore. Un esempio è quando mi sono fatto male: il primo messaggio è stato quello del mister. Mi ha fatto piacere e non voglio deluderlo. Voglio dare tutto per lui". Come l'intesa con Jordan Veretout: "Sin dall’inizio mi sono trovato bene con lui, che è anche il mio compagno di stanza. Ci capiamo molto e questo si vede in campo"
Provaci ancora Bruno Peres: torna alla Roma per inseguire la rinascita
LA GAZZETTA DELLO SPORT - In molti lo ricordano per la Lamborghini distrutta e per le prestazioni poco convincenti in campo. È Bruno Peres, che ieri è tornato ad allenarsi a Trigoria. A 29 anni infatti, complice un contratto fino al 2021 che nessuno si è voluto accollare, il terzino brasiliano che la Roma acquistò nel 2016 per circa 13 milioni, è tornato alla base. Dopo i prestiti in Brasile, al San Paolo e al Recife, la società giallorossa lo ha riabbracciato ufficialmente, ma con un avviso ai naviganti a cura del d.s. Petrachida non lasciare dubbi sul margine di tolleranza che lo aspetta: zero. Fonseca è pronto così a riabbracciarlo, dopo quel negato quando il portoghese era alla guida dello Shakhtar: il brasiliano salvò di tacco nei pressi della linea un tiro di Ferreyra che neppure l’immenso Alisson avrebbe potuto parare e che valse alla Roma i quarti di Champions.
Capitolo mercato: voci su Carlos Augusto, terzino sinistro del Corinthians (per l’estate). Ieri poi Zidane, alludendo anche a Mariano Diaz, lo ha di fatto scaricato. È troppo oneroso, però, per la Roma, con Petrachi che tenta un recupero di Kalinic. Il croato è difficile da credere. E lo stesso vale per Perotti (ha richieste anche nei Paesi Arabi e in Turchia), Juan Jesus (Fiorentina e Cagliari) e Pastore (Cina).
Petrachi in pressing: "Squadra in forma ma niente distrazioni"
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Quella di domani non sarà una partita come le altre per Gianluca Petrachi. L’uomo che da sei mesi ha preso in mano l’area sportiva della Roma, affronterà per la prima volta da avversario il Torino e ne parla così: “Ho dato tanto per il Toro, mi sono invecchiato anche fisicamente perché tenevo tantissimo a quei colori. Aver vissuto quelle difficoltà ti aiuta per far bene in una piazza come Roma, perché se non hai vissuto certe situazioni qui rischi di essere sbriciolato. Forse mi emozionerò di più al ritorno, perché sarà come tornare in una vecchia casa"
Il ds però è concentrato sulla Roma, passa ogni giorno e Trigoria e osserva di vicicno la squadra. In attesa delle sfide clou di gennaio e febbraio: "Stiamo lavorando, ma c’è ancora tanto da fare. Dal punto fisico i calciatori si sono ripresentati tutti a un buon livello e non c’è stato uno che abbia sgarrato. I ragazzi devono aver chiaro che, dopo tutti questi complimenti che hanno ricevuto dal mondo esterno, non devono sentirsi appagati"
Ballottaggio a sinistra tra Perotti e Mkhitaryan
LA GAZZETTA DELLO SPORT - In vista della sfida di domani contro il Torino, non farà stravolgimenti Paulo Fonseca. Davanti a circa 35 mila spettatori il tecnico ripartirà dagli uomini che hanno chiuso nel migliore dei modi il 2019. Non sono recuperati, infatti, Kluivert, Pastore, Santon e Cristante che anche ieri hanno lavorato a parte. Ballottaggi Il dubbio più grande riguarda l’esterno alto a sinistra: prima della pausa Perotti si è guadagnato un posto, ma Mkhitaryan, a segno in 2 delle ultime 4 partite, ha recuperato posizioni. Per il resto sono sicuri di giocare Pellegrini (diffidato), Zaniolo e Dzeko, a centrocampo ci saranno Diawara e Veretout, a sinistra in difesa Kolarov, al centro Smalling e Mancini, a destra Florenzi è favorito su Spinazzola.
Mariano Diaz, il prezzo non è giusto. Petrachi tenta il recupero di Kalinic
IL MESSAGGERO - È tempo di calciomercato, e per la Roma sarà una sessione lunga e di attesa. Lo ha detto chiaramente il direttore sportivo Gianluca Petrachi: "Credo che in questa sessione ci saranno pochi movimenti". Molto dipenderà dalle cessioni. Jesus, Perotti e Pastore potrebbero garantire maggiori libertà di bilancio. Senza contare Under, che se dovesse partire (Bayern e Everton alla finestra), potrebbe aprire nuovi scenari, magari Kean.
Per il ruolo di vice-Dzeko, il ds sta provando in tutti modi di rivitalizzare Nikola Kalinic. Fonseca, però, non la pensa allo stesso modo, lasciando capire di aver bisogno di rinforzi. Si monitora sempre Mariano Diaz, scaricato dal Real ma troppo oneroso per il budget della Roma (prestito oneroso a 7 milioni, con il riscatto a 40). Capitollo Smalling: si attende soltanto che i club trovino un accordo.