Conferenza stampa Fonseca: "Domani non mi aspetto una partita semplice. Pellegrini? Sta bene, è pronto per giocare"
Paulo Fonseca, tecnico della Roma, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Brescia, in programma domani alle 15 allo Stadio Olimpico. Queste le parole del mister giallorosso:
Il Brescia viene da quattro sconfitte consecutive. Che partita si aspetta?
"Una partita difficile. Loro hanno cambiato allenatore, hanno fatto solo una partita col nuovo allenatore, ma ho visto molte partite del Brescia, giocano bene, hanno buoni giocatori, quindi domani sarà difficile".
Mancini tornerà in difesa
"Mancini è un difensore centrale, tornerà a giocare lì, è normale"
Dzeko sta vivendo un momento di flessione realizzativa?
"Tornare sicuramente a segnare, non ci sono dubbi".
Fienga ha detto che c'è soddisfazione per la valorizzazione del brand Roma, ma mancano le vittorie. Perché non arrivano le vittorie?"
"Sono arrivato ora a Roma, sto lavorando per rendere vincente la squadra. Non posso parlare del passato"
Dzeko non ha un sostituto naturale. Sta pensando a qualche alternativa?
"Non penso a nessuna alternativa, Dzeko giocherà".
Che ne pensa dell'incontro con gli arbitri?
"Sono stato a due riunioni con gli arbitri, ora ho capito che gli arbitri applicano delle regole, con cui posso non essere d'accordo"
Come sta Under?
"Under sta bene, è pronto per giocare".
Arriverà l'ora di Florenzi?
"Vediamo domani"
Come stanno gli infortunati?
"Spinazzola non è pronto. Mkhitaryan ha lavorato con noi tre giorni, ma non è ancora pronto. Loro saranno pronti per la prossima. Pastore ha avuto una contusione all'anca e non sarà convocato per Brescia. Pellegrini è pronto per giocare"
In cosa deve migliorare la Roma?
"In molte cose, dobbiamo lavorare sempre per migliorare ogni aspetto".
Conte ha parlato di sesso recentemente, lei cosa ne pensa?
"Non commento la vita privata delle altre persone e non voglio saperne"
Vede Zaniolo attaccante centrale? Si aspetta rinforzi davanti in attacco?
"Non ne ho parlato con Petrachi. Su Zaniolo dico che è un giovane con grande talento, deve migliorare ma puà giocare in tutte le posizioni davanti"
Come sta Diawara?
"Sta bene, è pronto per giocare"
Femminile, Bavagnoli: "I nostri tifosi sono incredibili. Contro la Juve servirà giocare una gara perfetta"
Elisabetta Bavagnoli, tecnico della Roma Femminile, ha parlato ai microfoni di Roma TV in vista del match contro la Juventus. Queste le sue parole:
Sulla partita.
"Quella di domenica è una gara contro la prima in classifica, contro un avversario talmente forte che non ha bisogno di motivazioni. Dovremo essere molto brave a capire come entrare in campo, oltre al nostro modo di giocare che dovremo sviluppare rispetto a quello che abbiamo fatto domenica scorsa".
Sulla Juventus.
"È una squadra veramente forte sotto tutti gli aspetti, dal punto di vista delle giocatrici, dal punto di vista organizzativo e ha un’allenatrice bravissima che conosce bene il calcio. Dovremo fare la nostra gara, una gara perfetta".
Sui tifosi.
"Noi abbiamo dei tifosi incredibili che sono certa verranno a sostenerci anche domenica per una partita importante come Roma-Juventus. Immagino che saranno tantissimi e saranno sicuramente la dodicesima donna in campo".
Roma-Brescia, i convocati di Fonseca. Torna Pellegrini, out Mirante per un problema al polpaccio
Paulo Fonseca, tecnico della Roma, ha reso nota la lista dei convocati per il match di domani contro il Brescia. Torna Pellegrini, assenti invece Mirante, Pastore e Mkhitaryan. Il secondo portiere giallorosso non è disponibile a causa di un problema al polpaccio sinistro. Di seguito l'elenco completo:
Portieri: Pau Lopez, Cardinali, Fuzato.
Difensori: Jesus, Smalling, Kolarov, Çetin, Santon, Fazio, Florenzi, Mancini.
Centrocampisti: Pellegrini, Veretout, Zaniolo, Diawara.
Attaccanti: Perotti, Dzeko, Antonucci, Ünder, Kluivert.
Fienga: "Il progetto Roma diventa sempre più forte"
Guido Fienga, ad della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport. Queste le sue parole:
«Il progetto di ristrutturazione ha condotto a un profondo ripensamento di quella che era la struttura interna, di uomini e dei ruoli che ha portato a una richiesta di sostegno della società all’azionista. L’azionista questo l’ha approvato – ed è l’aumento di capitale – e ha avviato tutto ciò che un azionista fa quando gli viene chiesto di partecipare ad un aumento di capitale così cospicuo e quindi anche il coinvolgimento di altri. La cosa importante è che il progetto sia confermato e il sostegno garantito. Ora qualsiasi discorso voi sentiate, che sono un po’ troppo "anticipatari" rispetto a quello che leggo, sta andando in questa direzione. Io di questa società sono estremamente tranquillo, avendo portato un programma e avendo fatto richieste agli azionisti, questi ultimi si sono dati da fare per cercare di garantire questo tipo di sostegno. Il progetto va avanti, si consolida e, diventa più forte e speriamo riesca ad accelerare».
Lesione al collaterale mediale del ginocchio destro per Calafiori
Riccardo Calafiori, in seguito all'infortunio riportato nel corso del match contro la Lazio, si è recato a Villa Stuart per gli accertamenti del caso. Il difensore ha subìto una lesione di 1°/2° grado al collaterale mediale del ginocchio destro, quello non operato in passato.
Serie A, beffata l'Atalanta. La Juve vince 3-1 nell'ultimo quarto d'ora
Torna la Serie A dopo la sosta Nazionali. Il primo anticipo del sabato ha visto in campo Atalanta e Juventus. I nerazzurri, inizialmente in vantaggio con Gosens (56'), vengono beffati dagli uomini di Sarri subendo la rimonta e tre gol in 15 minuti: doppietta di Higuain (74' e 82') e la rete di Dybala (92').
Serie A, Milan e Napoli si dividono la posta in palio. A San Siro finisce 1-1
Il secondo anticipo di giornata, quello tra Milan e Napoli, si è concluso con il risultato di 1-1.
Si è deciso tutto nel prmo tempo, con Lozano che ha aperto le marcature al 24'. Immediata la risposta del Milan, che cinque minuti più tardi (29'), ha trovato il definitivo pareggio con Bonaventura.
Serie A, Inter corsara a Torino. Finisce 3-0 per i nerazzurri contro i granata
L'ultimo anticipo di Serie A si è concluso con il successo dell'Inter sul campo del Torino.
Un 3-0 senza repliche, aperto al 12' da un tiro angolato di Lautaro Martinez. Al 32' arriva il raddoppio di De Vrij, che sugli sviluppi di un corner aggancia in area e trafigge Sirigu.
Nella ripresa la chiude Lukaku al 55', con un tiro angolato e preciso dopo un'ottima azione corale della squadra.
Zaniolo: "Ho baciato la maglia della Roma e voglio ripeterlo ad ogni gol. Amo i tifosi"
VIRGINIA RIFILATO - Nicolò Zaniolo, talento della Roma e della nazionale, ha parlato di se e della sua esperienza in giallorosso in un'intervista rilasciata al Daily Mail:
Qual è il tuo giocatore preferito della Premier League?
"Rashford e De Bruyne sicuramente".
Sulla possibilità di trasferirti in Inghilterra?
"Sarebbe facile dire: "Sì, perché no", ma non sarebbe da me. Vi dirò la verità, recentemente ho baciato la maglia della Roma e voglio ripeterlo ad ogni mio gol".
In una città confusionaria come Roma, trovi un momento per te?
"Non ho tempo di andare in giro per la città, la mia routine è allenamento, casa e partite. Quando ho del tempo libero sto con la mia famiglia e con la mia ragazza. Vorrei che i tifosi della Roma sapessero quanto li amo e quanto apprezzo quando urlano il mio nome, è esaltante per me".
Il paragone con Totti?
"Lui è un’icona, è difficile da spiegare quanto sia importante per la Roma e per l’intera città. Il paragone con lui è una motivazione in più per dare il massimo ogni giorno".
Sugli inizi della carriera.
"Può capitare spesso nel corso della carriera di essere sottovalutato, preferisco questa parola piuttosto che rifiutato e non ho alcun sentimento di vendetta. Il primo club con cui ho giocato è stato la Virtus Entella, sono cambiate tante cose ma ho ancora bellissimi ricordi, non dimenticherò mai le mie origini e il luogo dove sono cresciuto".
Io Balo da solo
LEGGO - BALZANI - Dieci anni di insulti, provocazioni e squalifiche. Quella tra Balotelli e i tifosi giallorossi è una storia poco felice che vivrà domenica all'Olimpico, in Roma-Brescia, un appuntamento ad alto tasso di pericolosità visto che la Sud è sotto diffida dopo i cori anti-Napoli (ieri scontata di 10 mila euro la multa al club) e gli ululati a Vieri a Marassi.
A patto che Grosso non decida di lasciarlo a casa dopo l'ultima balotellata di ieri che ha convinto il tecnico del Brescia a cacciare Super Mario dal campo di allenamento perché troppo svogliato. La tensione è salita a metà seduta e potrebbe portare anche a un'esclusione temporanea dalla rosa di Balotelli. Una giornata non facile quella dell'ex interista che ha saputo pure della sospensione (con supplemento di indagine) della chiusura del settore Est dello stadio di Verona, decisa dal giudice sportivo per i famigerati cori razzisti che portarono Balotelli a scagliare il pallone in curva. E se dovesse giocare domenica non sarà di certo una giornata come le altre per l'attaccante italiano.
L'ultima di SuperMario contro i giallorossi, infatti, finì con gli ululati razzisti da parte di alcuni tifosi romanisti presenti a San Siro con tanto di sospensione del match col Milan per 90 secondi. Era il 14 maggio 2016 e qualche giorno dopo il Giudice Sportivo squalificò la curva Sud e la Roma (multata di 50 mila euro) decise di non fare ricorso. Ma le diatribe tra Balotelli e la Sud hanno radici molto più profonde. Già nel 2009, infatti, alcuni atteggiamenti provocatori di Mario nel corso delle sfide scudetto con l'Inter scatenarono gli istinti più beceri di alcuni ultrà. Il 17 luglio di quell'anno l'attaccante dichiarò: «Juve-Inter? Non ci penso, adesso penso a Roma-Inter e come esultare sotto la Sud dopo il gol». Una provocazione evitabile, ma comprensibile visto che un mese prima Balotelli fu vittima di un episodio orrendo andato in scena a Ponte Milvio. Il bresciano, in compagnia di alcuni compagni dell'Under 21, fu preso di mira fuori da un gruppo di tifosi che gli lanciarono addosso due banane con tanto di ululati. Balotelli decise di non sporgere denuncia, ma la storia non finì quella sera. Il 10 maggio 2010 la Sud dedicò gli dedicò uno striscione: «Non ti insultiamo perché di colore, ma perché sei uno stronzo senza onore». Cinque giorni prima all'Olimpico, nella finale di coppa Italia, Totti venne espulso per un calcione rifilato a Balotelli dopo che quest'ultimo aveva provocato l'ex capitano per tutto il match. Altri striscioni apparvero lo scorso anno a Testaccio e Trigoria quando si vociferava di un arrivo di Balotelli alla Roma tra cui: «Mezzo giocatore e uomo senza valore che si fa scudo col suo colore. Roma non ti vuole». Domenica all'Olimpico il possibile nuovo scontro a 6 anni di distanza dall'ultima di Mario all'Olimpico. Vincerà il buon senso?
Infine, Zaniolo. Un giovane che vuole giocarsi decisamente meglio le sue carte è Nicolò che ieri a Sky ha non ha risposto alla domanda sul suo futuro: «Voglio vincere Europa League con la Roma ed Europeo con l'Italia. Under 21? Ho sbagliato, ma sono un bravo ragazzo».
Roma, Friedkin torna a Natale
IL MESSAGGERO - TRANI - «Ci vediamo tra un mese».Così Dan Friedkin ha salutato i suoi interlocutori privilegiati, a cominciare dal ceo Guido Fienga, fissando il nuovo viaggio in Italia con l’obiettivo di prendersi la Roma di James Pallotta. Arrivederci, dunque, e non addio come nel 2018. La negoziazione va avanti. Anzi, con il blitz dei giorni scorsi nella Capitale, è già entrata nel vivo con lo studio dei conti e la valutazione degli asset del club. La conferma dalla Borsa, dove vola il titolo: in mattinata oltre il 16%,poi stop e chiusura al 3,57% (più 20,17% in 24 ore). Il californiano ha fretta e vuole tornare prima delle feste, senza però avere la necessità di vestirsi da Babbo Natale: la sua immagine è stampata nel patrimonio personale (4,2 miliardi di dollari).
AVANTI TUTTA Friedkin, insomma, ha deciso di forzare la mano. E’ convinto, e anche entusiasta, a differenza del disamorato Pallotta. Non c’è ancora una data per il nuovo appuntamento che potrebbe anche slittare all’inizio del 2020. Il tycoon, del resto, ha la possibilità di vedere il presidente giallorosso negli States e di proseguire comunque la trattativa attraverso JP Morgan che lo affianca nell’affare Roma. Mercoledì pomeriggio, intanto, si è spostato con i suoi consulenti a Londra, dove a settembre ha aperto una nuova sede della Pursuit Aviation. Nella City ha fatto il punto della situazione con i manager del suo advisor. Anche Fienga è volato all’estero. In Europa. Business e mercato.
PIATTO RICCO Friedkin, quindi, si avvicina e Pallotta, in contemporanea, si allontana, avendo già fatto sapere che lui per ora non ha in programma nessun viaggio a Roma. Ma, a vedere il loro comportamento, è chiaro come il passaggio di testimone sia voluto fortemente da entrambi. Il presidente giallorosso è il vero regista dell’operazione, come dimostrano i luoghi frequentati dal californiano durante il soggiorno nella Capitale che sono gli stessi (albergo e ristorante) scelti di solito dal bostoniano. Ha insistito con il potenziale acquirente per spingerlo al grande passo. Lo ritiene il profilo ideale per la solidità del club. Adesso, però, c’è da convincerlo sulla cifra da investire. Che per Friedkin è al massimo di 600 milioni. Pallotta dice 1 miliardo per averne almeno 800. Trovare il punto di incontro a 700 non è così scontato, andando a vedere la carriera dei due protagonisti. Scaltri al momento di fare e creare business. Il californiano, però, ha già pianificato le sue mosse. Punta a prendere la massima quota disponibile dell’aumento di capitale da 150 milioni approvato dall’assemblea dei soci del 28 ottobre. Sono circa 130 milioni (qualcuno in meno). Glieli garantirebbe proprio il bostoniano che, come azionista di maggioranza, detiene l’86,577% dell’As Roma Spv Llc. Ma non basterebbe: Friedkin deve andare oltre, acquistando il 51% delle quote di Pallotta. La partita si gioca su quelle. Dal conteggio conclusivo, e partendo dall’offerta di 600 milioni, andranno defalcati i 272 milioni di debiti finanziari della Roma. Il nuovo stadio fa parte del pacchetto: As Roma Spv Llc possiede anche le società StadioTdv e Tdv Real Estate. Pallotta vuol rientrare di quanto speso finora: 70milioni. Il californiano li tiene strategicamente fuori dalla negoziazione. Intende procedere per conto proprio. Lo stadio gli interessa: il suo, però.
Da Pallotta a Friedkin, il piano per la Roma
IL TEMPO - AUSTINI - Due ricchi imprenditori americani. Le due banche d'affari più grandi del mondo. I due studi legali romani leader nella gestione dei passaggi societari. La trattativa per la cessione delle quote della Roma è una cosa seria. Questa è già una certezza. A cosa porterà, come e quando? Resta da scoprire, ma non ci vorrà molto: tra fine dicembre e gennaio saranno già più chiare le intenzioni di Dan Friedkin, l’uomo Toyota nei cinque stati del golfo Usa, che si è messo in testa di lanciarsi nel mondo del calcio entrando in uno dei club più attraenti del pianeta.
Le riunioni dei giorni scorsi sono servite ad abbozzare una valutazione degli asset in ballo, non solo ’AsRoma, ma tutto il pacchetto facente capo alla controllante As Roma Spv Llc, che comprende ad esempio le società che si occuperanno dell'operazione stadio a Tor di Valle. Dodici diverse «scatole» ognuna a uno scopo che ora verranno studiate nella due diligence avviata dagli advisor incaricati dal gruppo Friedkin: JP Morgan per la parte finanziaria, lo studio Chiomenti come partner legale, lo stesso che si è occupato ad esempio della recente cessione della Fiorentina a Commisso e degli ultimi passaggi di consegne delle due milanesi. In tutto una ventina di persone hanno preso parte agli incontri con la controparte giallorossa rappresentata dal braccio destro di Pallotta, Bob Needham, gli avvocati dello studio Tonucci e gli uomini di Goldman Sachs, che nei mesi scorsi hanno offerto la possibilità di investire nella Roma sui mercati internazionali.
Friedkin è il soggetto che ha manifestato l'interesse più concreto e dalle parole è passato ai fatti: la serietà dell’operazione è dimostrata dal suo viaggio nella Capitale insieme a parte della famiglia, un segnale interpretato dalla parte venditrice come conferma delle serie intenzioni. Ripartito mercoledì sera per Houston, ha lasciato i suoi uomini a lavorare sulla due diligence che durerà qualche settimana. Non ci sono dubbi neppure sulla solidità del gruppo - sarebbe la Friedkin Companies Inc. a farsi carico dell’operazione - mentre sfugge ancora la reale motivazione che spinge questo signore americano a valutare un forte investimento in un mondo a lui finora sconosciuto e in un Paese così diverso dagli States. Ma in fondo, la stessa domanda si poteva fare su Pallotta nel 2011 e otto anni dopo lo ritroviamo ancora qui, disposto a trattare la cessione, ma solo a determinate condizioni.
Lo schema dell'affare è stato impostato così: Friedkin potrebbe scalare la società in diverse tappe temporali, iniziando ad esempio a sottoscrivere l’80% dell'aumento di capitale di As Roma già deliberato fino a un massimo di 150 milioni e poi, via via, allargare la sua quota fino a diventare l’azionista di maggioranza. La fase di interregno verrebbe gestita a Trigoria dagli attuali manager Fienga e Calvo, che hanno conosciuto in questi giorni Friedkin. Ma non si può escludere neppure lo scenario che vedrebbe il texano azionista di maggioranza sin dall’inizio (può sia comprare azioni della controllante As Roma Spv Llc sia creare un altro veicolo dedicato all'operazione), lasciando una quota minore a Pallotta, che fece lo stesso nel 2011 con Unicredit (60% e 40% all’inizio). Le trattative sono partite dalla valutazione globale di un miliardo di dollari fatta da Pallotta, alla quale vanno sottratti i debiti di As Roma (272 milioni di euro nell’ultima trimestrale) e la tranche di aumento di capitale che coprirebbe l’acquirente. Il prezzo finale verrebbe poi legato alla realizzazione del lo stadio, con una cifra extra («earn out» in gergo tecnico) da pagare quando il nuovo impianto sarà realtà. E questo uno dei nodi principali da sciogliere, visto che la convenzione urbanistica è in via di definizione ma poi bisognerà attendere un altro passaggio politico in Campidoglio, previsto nei primi mesi del 2020, con relative incognite. Nelle prossime settimane, chiusa anche la due diligence, Friedkin deciderà se quello che ha visto gli piace e se presentare un'offerta vincolante Gli investitori in Borsa ci credono: anche ieri titolo sospeso per eccesso di rialzo e chiusura a +3.75%.