Zaniolo avanti tutta

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Zaniolo sfida il suo passato. Il giocatore giallorosso ha trascorso sette stagioni nel settore giovanile della Fiorentina, ma poi è stato scaricato dal club viola che non ha creduto in lui. Dopo Entella e Milano (sponda Inter), adesso Nicolò si sta godendo la sua rivincita in giallorosso. Dal suo arrivo a Roma infatti Zaniolo ha esordito in Champions al Bernabeu, segnato nella massima competizione europea e firmato un rinnovo fino al 2024. Questa sera si troverà di fronte il club che ha deciso di lasciarlo partire: chissà che il clima natalizio non porti fortuna al giocatore, che lo scorso anno (26 dicembre) segnò un gol sotto l'albero contro il Sassuolo.


Friedkin ha fretta, Pallotta prende tempo: adesso è stallo

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Fonti vicino al dossier negli ultimi giorni stanno dando la dimensione del gelo calato fra James Pallotta e Dan Friedkin. Il magnate texano viene descritto come stupito, deluso e seccato del silenzio che il presidente della Roma oppone alla sua offerta per il club, ovvero circa 750 milioni di euro, contro la richiesta di 800 chiesti dall’uomo d’affari di Boston.

Intanto Pallotta entro il 31 dicembre dovrà cominciare - con 50 milioni - quella ricapitalizzazione da 150 e la trattativa non è affatto chiusa, anche perché tra i suoi soci c'è chi preme per uscire subito, ovvero il fondo d'investimento Starwood. Non pare in corsa il fondo CVC, che pure due anni fa era stato contattato per una partnership col club giallorosso.

Intanto il magnate ceco Vitek, in predicato di acquistare le società del gruppo di Parnasi, fra cui Eurnova che possiede i progetti e i terreni di Tor di Valle, già sta lavorando con la Roma sul fronte stadio, in attesa che il Comune dia il via libera.


Fiorentina: non c'è Chiesa, ma Montella ci crede

IL TEMPO - SCHITO - «Speriamo di mangiare il panettone». Vincenzo Montella sa che quella di stasera all'Artemio Franchi contro la Roma potrebbe essere l'ultima occasione per continuare la sua avventura alla Fiorentina. Dopo il pareggio casalingo contro l'Inter, il tecnico di Pomigliano d'Arco spera di raccogliere punti pesanti anche contro la squadra allenata da Paulo Fonseca: «La Roma è formidabile, con una squadra forte, brava nel giocare la palla, solida dietro e con una mentalità offensiva. Ma la Fiorentina ha dimostrato che può giocare alla pari con le migliori squadre. Ci manca la vittoria. Il nostro morale è  alto, lo abbiamo sollevato nell'ultima partita ma vogliamo ottenere di nuovo i tre punti».

Al tecnico mancherà l’ederico Chiesa, non convocato per il problema alla caviglia destra rimediato nella gara contro l'Inter, al suo posto ci sarà Vlahovic reduce dal gol-capolavoro segnato alla squadra dì Conte: «Sta già pensando al prossimo gol», ha raccontato Montella. Per «l'aeroplano», la sfida contro la Roma non sarà mai una partita come tutte le altre visto lo scudetto vinto nella Città Eterna e l'esordio in panchina avvenuto proprio alla guida dei giallorossi: «C'è la mia storia a Roma, c'è la mia casa ed una parte del mio cuore. Mi ha dato tante gioie da calciatore e anche da allenatore, ma da avversario mi ha dato anche tanti dispiaceri. Contro la Roma ha concluso Montella -, abbiamo vinto in Europa League e in Coppa Italia, ci manca la vittoria in campionato. Chissà che questa non sia la volta buona».


Commisso e Pallotta, presidenti in testacoda

LA GAZZETTA DELLO SPORT - La differenza, in fondo, sta tutta nelle radici. Rocco Commisso e James Pallotta, presidenti venuti dall’altra parte dell’Oceano per far innamorare Fiorentina e Roma, arrivano alla loro prima sfida con un seguito popolare completamente diverso.

A Commisso le distanze non piacciono, visto che in sei mesi è già stato quattro volte a Firenze e sta per comprarvi casa. Tutto il contrario di Pallotta, che ormai manca da Roma da 555 giorni. Commisso è entrato nella Fiorentina con l’aria da Pinocchio nel Paese dei Balocchi. Firenze gli ha «perdonato» anche il tifo giovanile per la Juventus. Pallotta, invece, non ha peccati da farsi perdonare, ma solo l’amore tiepido dell’uomo d’affari che – pur avendo fatto crescere la società – si tuffa sì nella fontana di Piazza del Popolo dopo la vittoria sul Barcellona, ma vende i migliori senza vincere nulla, favorendo l’addio di due bandiere come Totti e De Rossi e guadagnandosi così l’antipatia eterna dello zoccolo duro del tifo.

In comune, però, i due presidenti hanno diverse cose: ad esempio, furibonde ire quando sono insoddisfatti, lotta senza quartiere al razzismo e (soprattutto?) voglia di uno stadio di proprietà.


I fantasmi del 7-1 non agitano la Roma, Fonseca: «Siamo pronti». Pallotta-Friedkin: è gelo

LA GAZZETTA DELLO SPORT - L’ultima volta fu una bufera. Finì 7-1, era il 30 gennaio scorso e nei quarti di finale di Coppa Italia la Fiorentina spazzò via la Roma di Di Francesco e Monchi. Paulo Fonseca si è invece limitato all'attualità con la squadra: «Non ne abbiamo parlato, nessuna parola a riguardo. Sappiamo che la partita a Firenze è sempre difficile per la Roma. Penso che sarà una sfida molto difficile, perciò sappiamo che dobbiamo essere molto concentrati». Sul mercato il tecnico non si sbilancia, anche se Pinamonti sta perdendo quota a vantaggio di Mariano Diaz (si parla di un possibile prestito).

Sullo sfondo la partita fra il presidente Pallotta e Friedkin, descritto come stupito e deluso per la mancata risposta all'offerta da 750 milioni. Tra le parti ora è stallo, ma la trattativa non è chiusa, anche perché il fondo Starwood, socio di Pallotta, preme per uscire. 


La Roma chiude l'anno con Smalling e Florenzi

IL TEMPO - BIAFORA - A novanta giri di lancette dal termine del 2019 calcistico la Roma andrà in scena al Franchi, casa della Fiorentina, per proseguire nel buon momento di forma - tre vittorie ed un pari con l'Inter nelle ultime quattro partite in campionato per i giallorossi - e per riscattare il cocente 7-1 subito in Coppa Italia a fine gennaio.

La squadra di Fonseca si presenterà in Toscana priva di Kluivert, ancora dolorante per l’ematoma subito nella sfida con il Verona (“«on è pronto, è meglio non rischiarlo in questa partita. Dobbiamo - le parole del mister che ha voluto brindare al nuovo anno insieme ai giornalisti - aspettare più tempo per recuperarlo totalmente»), Pastore, Mirante, Cristante, Santon e Zappacosta, ma in extremis ha ritrovato Smalling, uno dei pilastri della formazione.

Il centrale inglese ha svolto un provino mercoledì aggregandosi al gruppo perla parte finale dell'allenamento e non ha avvertito fastidio al ginocchio, un problema che gli aveva fatto saltare le partite con Wolfsberger e Spal. Il numero 6 dei capitolini, viste le buone sensazioni, ha forzato durante la rifinitura di ieri ed è andato tutto liscio: Fonseca, che non si è sbilanciato sul suo impiego,  lo ha inserito nella lista dei convocati ed è pronto a gettarlo nella mischia accanto a Mancini, che tornerà a difendere la porta di Pau Lopez dopo aver scontato un turno di squalifica.

Chi è destinato a giocare la terza partita di fila da titolare è Florenzi, che ancora una volta ha vinto il ballottaggio con Spinazzola: «Leonardo sta bene, è solo un’opzione tecnica. Io devo solo - ha chiarito il tecnico portoghese in conferenza - pensare alla Roma che per me è la cosa più importante. Capisco questo tipo di problema relativo agli Europei, ma sono qui come allenatore della Roma e devo solo pensare a quello che è meglio per la squadra». Il capitano giallorosso ha risca valcato il compagno di reparto nelle gerarchie e completerà la retroguardia insieme a Kolarov: le scelte di Fonseca mescolano le carte del mercato, perché se Florenzi dovesse continuare a giocare con continuità anche alla ripresa del campionato dopo la sosta natalizia, non ci sarebbero più i presupposti per pensare ad un addio. Uno scenario che un mese fa sembrava quasi scontato per non perdere il posto con l’Italia.

Dal centrocampo in sù la Roma sarà la stessa che ha battuto la Spal. In mediana Diawara e Vertout sono inamovibili e dovranno fare l’ultimo sforzo prima del rientro di Cristante, davanti sarà Dzeko a guidare i compagni, con Perotti, Pellegrini e Zaniolo sulla linea dei trequartisti. L'esterno argentino ha dimostrato di essere in palla e Mkhitaryan può essere la carta decisiva da giocare a gara in corso: «Sappiamo - il monito di Fonseca - che una partita a Firenze è sempre difficile per la Roma. Loro hanno una buona squadra, con giocatori molti forti che hanno fatto una bellissima partita contro l'Inter».  In casa viola, Montella, che non vince in casa dal 6 ottobre, non avrà Chiesa e deve fare i conti con un Badelj acciaccato: a centrocampo spazio a Benassi, davanti ci sarà la coppia Vlahovic-Boateng. Sarà un'autentica battaglia, nessuno vuole mangiare un panettone amaro.


Friedkin pressa: «Tocca a Pallotta»

IL TEMPO - AUSTINI - «It's up to him». Tocca a lui. Che sarebbe James Pallotta, fino a ieri ancora restio ad accettare l'offerta ricevuta per vendere la maggioranza della Roma. È il messaggio della famiglia Friedkin, per spiegare perché non si è ancora sbloccata la trattativa, che difficilmente, però, salterà per qualche decina di milione di euro.

La differenza tra offerta e richiesta non è enorme. C'è, ma si può colmare. L'affare è in piedi e da qualche settimana procede in modo meno spedito, perché chi deve vendere non molla un centimetro sul prezzo e chi vuole comprare è irritato per l’attesa. Stando a quanto raccontano fonti vicine al dossier, «i Friedkin intendono avviare un piano industriale a lungo termine per la Roma. Non hanno impostato questo investimento secondo logiche finanziarie da hedge fund, puntando quindi a rivendere l’asset tra pochi anni. Credono nelle potenzialità del team e del brand giallorosso e sono interessati a immettere liquidità nel club per farlo crescere. Lo stadio viene dopo. L'offerta presentata è completa e comprende una generosa valutazione della società, la copertura del debito e soprattutto l'iniezione di capitale di cui necessitano società e squadra per rafforzarsi. Quello che è in discussione è solo la parte spettante agli attuali azionisti, non quanto andrebbe alla Roma». Tradotto: non c'è accordo sulla cifra che Pallotta e i suoi soci dovrebbero incassare.Ma se l’attuale presidente non si è ancora deciso a cedere il timone della Roma, gli altri soci sono invece fermi sulla loro posizione: è arrivato il momento di vendere. E chi segue da vicino la situazione sul fronte Pallotta, è convinto che i vari Ruane, D'Amore, Edgerley e Starwood a breve lo convinceranno ad accettare l'offerta di Friedkin.

Dan, il nr.1 del gruppo, si trova da una settimana a Long Beach in California e attende sviluppi. Il figlio Ryan è coinvolto e impaziente quanto lui, visto che si occuperebbe in prima persona della gestione della Roma. Pallotta sta per spostarsi a Miami: dalle due coste degli States si deve trovare un punto d'incontro che difficilmente arriverà ormai prima di gennaio, quando gli acquirenti potrebbero ripresentarsi fisicamente nella Capitale. Il viaggio è già programmato e coinciderebbe col momento decisivo del deal.

Al momento, è questa l’unica trattativa in piedi anche se si sono registrate altre manifestazioni d’interesse. Ad esempio, oltre un anno fasi è fatto avanti il fondo d’investimento inglese CVC, che si era mostrato pronto a soddisfare le richieste di Pallotta, arrivando a pagare la Roma più di quanto ora spenderebbe Friedkin. Ma dopo alcuni incontri gli inglesi si sono fermati. Adesso il texano vede davanti a sé la strada libera. E vuole tagliare il traguardo in fretta, anche perché c'è bisogno di avviare le pratiche per l'aumento di capitale da 150 milioni già deliberato: potrebbero servire fino a tre mesi per completare le procedure. Prima si parte e meglio è. Per il bene della Roma. 


Zaniolo e un destino con 50 sfumature viola

IL MESSAGGERO - Il sassolino dalle scarpe se l’era già tolto l’11 giugno del 2017, andando a segno (con la maglia dell’Inter) nella finale Primavera contro la Fiorentina. Nel 2016 l'addio al club viola dopo 9 anni di settore giovanile. Un brutto colpo per Nicolò Zaniolo. Papà Igor ottiene invece lo svincolo e ha la felice intuizione di farlo ripartire dall’Entella. Il resto è storia recente.

Del resto Firenze è nel suo destino se si pensa che prima di debuttare in Champions (19 settembre 2018) e in campionato (26 settembre 2018) venne convocato a sorpresa in nazionale dal ct Mancini a Coverciano, che dista dal centro città un quarto d’ora in auto.


Roma, la notte della verità

IL MESSAGGERO - Vincenzo Montella, ex giallorosso (centravanti e allenatore), si gioca il posto contro la squadra con cui ha da sempre il legame più forte. La Roma, però, non è certo nella condizione di ricambiare l'affetto in campo. Fonseca è appena salito al 4° posto, staccando le principali rivali che attualmente sono soprattutto il Cagliari (-3) e l'Atalanta (-4). In più ha seminato il Napoli (-11) con i 19 punti conquistati negli ultimi 8 match, raccolto decisivo per entrare in zona Champions.

«Dobbiamo essere molto concentrati per affrontare la Fiorentina che ha giocato una buonissima partita contro l'Inter», avverte il portoghese. Non gli interessa che cosa accadde, invece, il 30 gennaio nell'ultima visita al Franchi, nel quarto di finale di Coppa Italia. Il 7 a 1 è ancora nella testa di qualche giocatore (7 dei 21 convocati vissero quell'umiliazione: Florenzi, Fazio, Kolarov, Pellegrini, Zaniolo, Dezko che fu espulso e Fuzato che rimase in panchina), ma non appartiene all'allenatore. «È sempre difficile per la Roma a Firenze. Ma con i calciatori non ho parlato di quella gara». Si dedica solo al presente per chiudere bene il 2019. Così recupera Smalling, subito in vantaggio su Fazio, e lascia a casa Kluivert, fuori dal 1° dicembre.


L’Aeroplanino sceglie la rotta

IL MESSAGGERO - Il 2019 non è stato un anno felice, né fortunato per noi. A parte il valzer degli allenatori, da Di Francesco a Ranieri, a Fonseca, questo rischia di essere ricordato come l’anno della liquidazione dei “tre capitani”. Due di loro, Totti e De Rossi, hanno rotto con la Roma, anche se Francesco resta simbolo a vita, anche se in esilio. Il terzo, Florenzi è il caso del momento,ma il fatto che la Roma voglia liberarsi del suo ingaggio è chiaro da tempo, da quando Fonseca ha cominciato a tenerlo fuori per misteriosi motivi tecnici. [..] Stasera sarà Montella, un altro ex maltrattato a decidere la classifica della Roma.


Conferenza stampa, Fonseca: "A Firenze sarà difficile e sappiamo che dobbiamo essere molto concentrati"

VIRGINIA RIFILATO - Paulo Fonseca, ha parlato in conferenza stampa a Trigoria in vista della 17esima giornata di campionato che si terrà al Franchi dove la Roma si scontrerà con la Fiorentina di Montella. Queste le sue parole:

Quali sono le condizioni di Smalling? Sarà disponibile per domani?
"Si è allenato ieri ed oggi, sta bene ed è un'opzione per la partita"

Che squadra avrà davanti la Roma e quali saranno le difficoltà?
"Sappiamo che a Firenze è sempre difficile. E' una buona squadra con giocatori forti, ha fatto una buonissima partita contro l'Inter. Sarà difficile e sappiamo che dobbiamo essere molto concentrati"

Quali sono le condizioni di Kluivert dopo l'infortunio contro il Verona?
"Non è pronto, è meglio non rischiare. Dobbiamo aspettare più tempo per recuperarlo totalmente".

Come sta invece Spinazzola? Come si pone se un giocatore le chiede di giocare di più in vista ad esempio dell'Europeo?
"Sta bene, è solo un'opzione tecnica. Io devo solo pensare alla Roma, che è la cosa più importante. Capisco la situazione, ma io sono l'allenatore della Roma devo pensare al meglio per la squadra".

L'eventuale assenza di Chiesa potrebbe far cambiare le vostre strategie in difesa?
"No. Non sappiamo se giocherà o no, ma non cambia nulla nella nostra squadra".

C'è voglia di rivincita dopo il 7-1 della scorsa stagione?
"Non abbiamo parlato della partita della scorsa stagione".

Ha parlato con Petrachi del mercato?
"Tutti i giorni parliamo di mercato, di giocatori, della nostra famiglia, di tutto..."

Sulla posizione di Kolarov contro la Spal...
"Noi giochiamo molto con il terzino nella prima fase di costruzione. E' una situazione su cui lavoriamo molto. Loro devono fare correttamente il movimento di girare la palla"

Ha mai parlato con Florenzi della possibilità che possa perdere la Nazionale? Le piace Hysaj?
"Non voglio parlare di giocatori di altre squadre. Con Florenzi non abbiamo parlato della Nazionale, ma solo di Roma. Oggi è l'ultima conferenza stampa dell'anno, vorrei augurare buon Natale e buon anno a tutti voi e alle vostre famiglie"

 


Cessione del club in stand by: Friedkin frena, spunta Cvc

IL MESSAGGERO - Frenata nella trattativa tra James Pallotta e Dan Friedkin per la cessione della Roma. Una distanza di 50 milioni di dollari (circa 45 milioni di euro) è il nodo da sciogliere che sta facendo saltare la trattativa. Ma Goldman Sachs, l'advisor del club, ha sempre mantenuto in piedi due canali negoziali: quello con il signor Toyota e la procedura di vendita dove, dalle 21 manifestazioni di interesse iniziali, adesso ne sono rimaste 4-5, tra cui quella del fondo londinese Cvc, molto attivo e conosciuto in Italia: a maggio 2016 ha rilevato la Sisal e, a giugno 2018, la maggioranza dell'azienda farmaceutica Recordati, pagandola circa 3,5 miliardi compresa l'Opa. Oltre a Cvc, sul dossier Roma ci sarebbero altri fondi di investimento tutti esteri, tra cui un paio americani specializzati nell'entertainment.

Qualche giorno fa ci sarebbe stato l'ultimo contatto fra le parti, presenti gli advisor. Pallotta, assistito da Goldman Sachs, non si muove da una richiesta lorda di 800 milioni, comprensiva dei 272 milioni di debiti con la banca americana, Friedkin vuole spingersi al massimo fino a 750 milioni. Friedkin, che è affiancato da JpMorgan, è fermo sull'offerta di 750 milioni di dollari lordi, sarebbe disposto a negoziare sulle tecnicalità dell'aumento di capitale da 150 milioni da fare entro il 2021. Pallotta non venderebbe tutto il 75%, ma vorrebbe restare - per affezione - con un 15% senza però volersi occupare della gestione a tempo pieno