Beffa per Cairo? Caso Petrachi verso l'archiviazione
TUTTOSPORT - "Petrachi? Non l'ho visto...". Urbano Cairo aveva dribblato così le domande dei giornalisti in zona mista allo Stadio Olimpico dopo il successo del suo Torino sulla Roma. Forse il patron granata aveva già percepito l'umore attorno al caso nato la scorsa estate che ha coinvolto il suo ex ds. Stando a quanto trapela, la Procura Federale va verso l'archiviazione per l'indagine che vedeva Petrachi sospettato di lavorare già per la Roma la scorsa estate, quando era ancora sotto contratto con il Toro.
Inchiesta che era partita proprio dalle dichiarazioni di Petrachi sulla trattativa per il rinnovo di Edin Dzeko. "Un lapsus": Petrachi si espresse così nell'audizione dello scorso 21 ottobre. Si parlava di una semplice multa, con il rischio di un'inibizione. Ora, complice anche l'avvicendamento ai vertici della Procura (dopo le dimissioni di Pecoraro ora è guidata dal vicevicario Giuseppe Chiné), potrebbe non rischiare nulla.
In attacco resta Kalinic, caccia a un mediano baby
IL TEMPO - BIAFORA - Un netto cambio di atteggiamento per provare a dare il proprio contributo alla causa giallorossa. Nelle ultime settimane dentro la Roma si è a lungo valutata l’ipotesi di cercare un nuovo vice-Dzeko, ma l’intenzione del ds Petrachi e di Fonseca è al momento quella di dare fiducia a Kalinic per la seconda metà della stagione.
L'attaccante croato, arrivato in estate nella Capitale in cambio di 2 milioni di euro per il prestito oneroso e 9 per l'eventuale diritto di riscatto, è ancora fermo a 0 gol stagionali nei 200 minuti totali disputati con la maglia giallorossa. Kalinic ha però capito che doveva fare qualcosa in più rispetto alla prima parte dell'esperienza alla Roma per non ripetere le fallimentari annate con Milan e Atletico Madrid e ha deciso di cambiare marcia.
Il centravanti, giudicato in precedenza troppo molle, ha iniziato a dare il massimo durante gli allenamenti settimanali e si è presentato alla ripresa dopo le vacanze natalizie con un’altra attitudine e soprattutto con una condizioni fisica migliorata (ha perso quasi cinque chili). A Trigoria hanno quindi stabilito di dargli un’altra chance, avendo valutato che le risorse attualmente disponibili per il mercato non permetterebbero di migliorare la situazione offensiva. In generale difficilmente la Roma si muoverà molto in entrata a gennaio: Petrachi resta però vigile su diversi giovani centrocampisti, sperando di trovare un giocatore “alla Cetin” per la mediana.
Higuain stop, è in dubbio. Gioca Ramsey
IL TEMPO - Allarme Higuain in casa Juventus in vista della sfida di domenica contro la Roma: ieri l'attaccante argentino ha svolto allenamento differenziato a causa di un affaticamento muscolare alla coscia sinistra. Un problema definito «leggero» dalla società bianconera, che continuerà a monitorare giorno per giorno le condizioni del centravanti, ma la presenza del Pipita all’Olimpico è a rischio. Più facile che Sarri riproponga il tridente partito titolare contro il Cagliari con Ramsey alle spalle di Cristiano Ronaldo e Dybala, giocando la carta Douglas Costa a gara in corso per spaccare la partita in caso di necessità.
I recuperi del gallese e del brasiliano hanno tolto spazio sulla trequarti all'’opzione Bernardeschi, che in quella posizione ha dimostrato di non essere a suo agio e adesso studia da mezzala, anche per tamponare le assenze di un centrocampo privo dello squalificato Bentancur e dell’infortunato Khedira. A completare il reparto con Pjanic e Matuidi, però, dovrebbe essere ancora Rabiot, che con il passare delle partite sta salendo di condizione pur dovendo giostrare in una posizione non ottimale per il suo piede mancino. Il tecnico toscano sta puntando forte sul francese, titolare nelle ultime quattro partite consecutive tra Serie A e Champions League, mentre per Emre Can prepara una soluzione da vertice basso più muscolare.
Con la conferma di Cuadrado e Alex Sandro sugli esterni e Szczesny in porta, l’unico altro dubbio per la Juve è relativo al partner di Bonucci al centro della difesa, dove De Ligt è in fase di recupero dopo i problemi alla spalla e all'adduttore che lo hanno frenato nell'ultimo mese. L'olandese proverà a riprendersi il posto da titolare ai danni di Demiral.
Juventus? C'è chi dice no
IL TEMPO - AUSTINI - C'è chi dice no. Anche se la chiamata arriva dalla Juventus, la squadra del cuore da bambino. Nicolò Zaniolo è stato un obiettivo molto concreto dei bianconeri la scorsa estate, ma ha scelto di rinnovare il contratto con la Roma e domenica sfiderà i campioni d’Italia da avversario. Il colpo subìto tra coscia e ginocchio durante la gara con il Torino non lo ha mai messo seriamente in dubbio perla sfida dell'Olimpico, ma vederlo di nuovo in gruppo nella sedu ta di ieri ha dato un certo sollievo a Fonseca.
Il classe 1999 sogna una gara da protagonista contro Cristiano Ronaldo, Dybala e soci. Poteva giocarla sulla sponda opposta, ma sia lui sia la Roma hanno deciso di allontanare la mano lunga di Paratici & Co.: dopo aver seguito Zaniolo dal vivo in diverse partite all'Olimpico e aver appuntato il suo nome nel «pizzino» di mercato lasciato per sbaglio sul tavolo di un hotel, il direttore sportivo bianconero è passato ai fatti pressando l’entourage del ragazzo e la Roma stessa. La Juventus è arrivata ad offrire quasi cinquanta milioni di euro a fine giugno, in una proposta che comprendeva anche varie contropartite tecniche. A Torino erano convinti che prima o poi il club di Pallotta, pressato dalle esigenze di bilancio, avrebbe ceduto, ma non se n'è fatto più nulla e alla fine lo scambio tra società è stato impostato includendo solo i cartellini di Spinazzola e Luca Pellegrini. Un altro tentativo successivo a luglio è stato respinto, la «resistenza» della Roma ha convinto ancor di più Zaniolo a restare, ma era lui che sin dall’inizio aveva spinto per il rinnovo che ha ottenuto poco dopo, legandosi ai giallorossi fino al 2024, conuno stipendio (a salire) che lo porterà a guadagnare circa 2 milioni netti.
Sull’asse Colosseo-Mole poteva fare il percorso inverso Higuain, che Petrachi aveva individuato come potenziale sostituto di Dzeko richiesto dall'Inter. Ma è stata proprio la scelta ferma del Pipita di rifiutare l'opzione giallorossa a bloccare il valzer di grandi attaccanti in Italia. Col senno di poi, una scelta che ha fatto felici tutti, Dzeko compreso. Ha deciso invece di cambiare città senza troppi dubbi Pjanic nel 2016, quando si è accordato con la Juventus sfruttando la clausola rescissoria apposta nel contratto con la Roma, che a sua volta monetizzò volentieri la sua partenza per sistemare i conti.
Inutile ricordare come la crescita del bosniaco rappresenti un rimpianto per tanti romanisti. Idem la partenza di Szezesny, che in realtà non è mai stato un giocatore di proprietà dei giallorossi: due anni di fila in prestito all’Arsenal, poi è stata la Juventus a comprarlo. I due ex Roma saranno regolarmente in campo domenica, mentre Spinazzola ha ancora l'influenza e oggi proverà ad allenarsi: Florenzi resta favorito. Il resto della formazione sembra scontato, per via dei tanti infortuni: giocano gli stessi di Firenze e della gara col Torino, con Fazio e Cristante recuperati ma perla panchina.
Roma-Juve e Inter-Atalanta: due sfide da 1,2 miliardi
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Due sfide ad alta quota che pesano per 1,2 miliardi di euro, mettendo assieme i fatturati dei quattro club, al netto delle plusvalenze. Da una parte Roma-Juve, dall'altra Inter-Atalanta
Domenica sera i bianconeri, da tempo leader in Italia con ricavi che sfiorano il mezzo miliardo (494 milioni nel 2018-19), sono attesi dai giallorossi, a quota 251 milioni. In questi anni il trend del club di Agnelli è stato in ascesa, dai 156 milioni dell’annus horribilis 2011 fino allo “strappo” con Ronaldo. Il fatturato dei giallorossi è invece strettamente collegato alla partecipazione in Champions. Nelle ultime due stagioni si è attestato attorno ai 250 milioni (257 nel 2017-18 grazie alle semifinali) ma l’esercizio in corso risentirà parecchio della mancata presenza alla coppa più prestigiosa. Dal punto di vista della redditività, né Juve né Roma possono dirsi soddisfatte: nel 2018-19 i bianconeri hanno perso 40 milioni, i giallorossi 25, con i primi nel pieno della fase espansiva del piano quinquennale 2019-24 che mira al definitivo salto di qualità e i secondi che sperano in una svolta col passaggio da Pallotta a Friedkin e lo sblocco dell’iter stadio.
Passando alla sfida di San Siro, l’Inter ha registrato il primato personale in fatto di ricavi: 377 milioni. Circa 85 milioni è invece il fatturato dell'Atalanta, che in questa stagione monetizzerà la prima volta in Champions. E anche il 2019 chiuderà in attivo: sarà il 4° bilancio di fila col segno più.
Zaniolo recupera e Fonseca fa il tris. Per il mercato idee Alderete e Caputo
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Da una parte il campo, dall’altra il mercato: una settimana importante per la Roma, alle prese sia con la sfida alla Juve che con i rinforzi da cercare entro la chiusura della finestra invernale di calciomercato. Su questo fronte continuano i contatti con lo United per il riscatto di Smalling, mentre Juan Jesus non sembra voler lasciare Trigoria. Motivo per cui non è entrata nel vivo la pista che porta ad Alderete del Basilea, mentre il Galatasaray insiste per il prestito di Cetin. In attacco c'è l'idea Caputo.
Per domenica fonfermerà la stessa formazione per la terza di fila. Fazio e Cristante potrebbero recuperare per la panchina, mentre Zaniolo, che avverte ancora un po’ di fastidio alla gamba destra, si è allenato con i compagni e contro la Juve ci sarà. In dubbio l'influenzato Spinazzola.
Davide contro Golia. Sgarbi, beffe e gol: è il Roma-Juventus di Florenzi e Ronaldo
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Un’istantanea delle recenti difficoltà della Juventus: il faccia a faccia della scorsa stagione tra Alessandro Florenzi e Cristiano Ronaldo del 12 maggio scorso. Era il 13’ della ripresa infatti quando, per una palla non messa fuori causa infortunio, i due vennero a contatto. «Sei troppo piccolo per parlare», la frase tagliente del portoghese. L’ultima parola fu di Florenzi. che al 34’ del secondo tempo segnò la rete del vantaggio, prima che Dzeko bissasse per il 2-0 finale. «Avevamo buttato la palla fuori noi, Ronaldo invece l’ha giocata. Lui è il Pallone d’Oro e pensa di avere tutto il diritto di fare quello che ha fatto», disse a fine partita.
Le rivincite di Florenzi non si sono fermate lì. Domenica prossima, infatti, Paulo Fonseca lo confermerà titolare per la terza volta consecutiva. L’accantonamento del capitano giallorosso ormai sembra soltanto un ricordo, così come le voci che – fino a qualche settimana fa – ipotizzavano per lui un futuro lontano da Trigoria. Voglia di rivincita che ha anche Ronaldo: in campionato la Roma è una delle poche squadre a cui Ronaldo non ha segnato. Curiosità: nel suo giorno libero (martedì), CR7 è volato a Lisbona per allenarsi con Francis Obikwelu, lo sprinter diventato cittadino portoghese nel 2001 che è primatista europeo dei 100 metri (9”86) e vicecampione olimpico.
Roma, la vittoria è ferma al Paulo
IL MESSAGGERO - Paulo Fonseca alla scoperta della Juve e del suo connazionale Cristiano Ronaldo. Domenica sera incrocerà finalmente i bianconeri e insieme il giocatore più famoso del suo Paese: «Vediamo che cosa succede, ma spero che CR7 sia arrabbiato a fine partita». Imbattuto fin qui contro le principali rivali dei bianconeri, Fonseca vuole assaggiare il sapore del successo da podio: pari con la Lazio nel derby e anche a San siro contro l'Inter, sofferto contro i biancocelesti e di sostanza contro i nerazzurri. Comportamento, nei risultati, da grande, pure se il distacco dal vertice è già abbondante: 10 punti.
Fonseca ha appena recuperato Zaniolo e Fazio, ma si presenta all'appuntamento con la rosa decimata dagli infortuni. Out Santon, Zappacosta, Pastore, Mkhitaryan e Kluivert. 7 indisponibili, contando anche gli influenzati Spinazzola e Antonucci. In più Cristante è appena tornato in gruppo e, al massimo, ha la chance di essere convocato (ultima partita il 20 ottobre a Marassi contro la Sampdoria). Così è possibile che la Roma sia la stessa scesa in campo contro la Fiorentina al Franchi prima di Natale e contro il Torino domenica scorsa. Formazione, dunque, confermata per 3 partite di fila.
Florenzi ritrova CR7 e vuole essere «all’altezza»
IL MESSAGGERO - Cristiano Ronaldo è così: quello che tocca, spesso e volentieri lo tramuta in oro. Suo malgrado c’è riuscito anche 8 mesi fa con Alessandro Florenzi. Il 12 maggio scorso, alla terzultima di campionato il celebre battibecco tra i due, nato da una frase di CR7:«Sei troppo basso per parlare». Florenzi non la prende bene e deve essere fermato dai compagni. La rivincita però non si fa attendere: a undici minuti dalla fine sigla il gol dell’1-0, sfruttando al meglio un assist di Dzeko e sfoga la rabbia repressa con una corsa senza fine sotto la CurvaSud.
Quel gol doveva rappresentare una ripartenza. Invece Florenzi ha vissuto una stagione sulle montagne russe che più di una volta lo ha portato a pensare di andare via. Dimenticato da metà ottobre a inizio dicembre, complici l’infortunio di Santon e il momento-no di Spinazzola è stato riproposto titolare nelle ultime 4 gare. Male con il Wolfsberger (dove commette anche un autogol), benino con il Brescia e la Fiorentina, di nuovo deficitario con il Torino (un suo errore in fraseggio ha propiziato il primo gol di Belotti). Domenica un'altra chance, proprio contro Ronaldo.
Roma-Juve per 60 mila. E Zaniolo c'è
LA REPUBBLICA - Sessantamila spettatori attesi all'Olimpico. Numeri di una sfida attesissima, quella tra Roma e Juventus. Nicolò Zaniolo si prenota per il confronto con i bianconeri, che sono stati addosso al ragazzo tutta la scorsa estate. Da Trigoria valutavano Nicolò non meno di 60 milioni, cifra che è stata però considerata eccessiva rispetto a quanto fatto vedere dal ragazzo nell’ultima fase della scorsa stagione e con l’Under 21.
Sarà una sfida particolare anche per Florenzi. L'ultima volta che la Juventus è venuta all’Olimpico gli è riuscito tutto: prima il battibecco con Ronaldo, poi ha segnato la rete del vantaggio. E quello l’ultimo gol di Florenzi con la maglia della Roma. Dopo le sbavature contro il Torino, adesso non vede l’ora di riscattarsi.
Sollievo Petrachi: chiesta l'archiviazione
IL TEMPO - AUSTINI - Oltre tre mesi di indagine, una proroga, audizioni a Roma e a Milano, otto istruttorie, tre memorie difensive e alla fine... archiviazione. Non ci sarà alcun processo sportivo e quindi nessuna squalifica per il direttore sportivo della Roma Gianluca Petrachi, tantomeno per il club giallorosso che poteva essere chiamato in causa per responsabilità oggettiva. L'altro ieri, infatti, la Procura Figc, ora diretta da Giuseppe Chiné, ha inoltrato la richiesta d’archiviazione del caso alla Procura Generale dello
Sport presso il Coni. Nei prossimi giorni, a meno di una decisione diversa che sarebbe sorprendente, la stessa procura guidata dal prefetto Ugo Taucer confermerà la definitiva chiusura del procedimento senza alcun addebito. Un bel sospiro di sollievo per il dirigente salentino, che sulla carta rischiava il deferimento e una possibile squalifica di qualche mese qualora gli inquirenti fossero riusciti a dimostrare che aveva iniziato a lavorare per la Roma quando era ancora sotto contratto con il Torino, violando l'articolo 7 del regolamento dei direttori sportivi. Questa l'ipotesi su cui era basata l'indagine avviata a fine settembre scorso, dopo che lo stesso Petrachi in conferenza stampa, parlando della trattativa con l’Inter per Dzeko, si era fatto sfuggire di un primo incontro avvenuto «a maggio», definendolo in seguito un «lapsus». A maggio il dirigente era ancora formalmente legato al club di Cairo, col quale però non si parlava da mesi, tanto che gli affari del mercato invernale di un anno fa li aveva gestiti via sms. Poi, appena finito il campionato, erano arrivate le dimissioni con un anno d'anticipo rispetto alla scadenza del contratto, lasciando sul piatto 100mila euro dello stipendio di giugno, respinte però dal patron granata che ha cercato sin dall’inizio di «monetizzare» il via libera a Petrachi e alla fine ci è riuscito ottenendo gratis dalla Roma i due giovani Freddi Greco e Bucri.
Nel frattempo il diesse si era incontrato con il club giallorosso per concordare il nuovo incarico, ma la firma sul contratto con la società di Pallotta è arrivata solo il 25 giugno, un giorno dopo essersi liberato dal Torino, con valenza dal 1° luglio. Prima di quella data, Petrachi non poteva rappresentare la Roma e quindi non poteva trattare Dzeko conl’Inter a maggio, tantomeno accompagnare in veste formale il Ceo giallorosso Fienga all’incontro di Madrid del 4 giugno per l'ingaggio di Fonseca. La Procura Figc ha ricostruito tutte le tappe della vicenda, compreso un primo incontro di marzo 2019 a Londra tra Petrachi e Baldini (come consulente di Pallotta), ha incrociato testimonianze, e-mail, contratti e date ma ha deciso di non procedere.
Da ottobre a fine dicembre sono stati ascoltati, oltre al diretto interessato, gli altri dirigenti romanisti Fienga e Longo, Cairo (sentito a Milano), il dg del Torino Comi, il procuratore Gabriele Giuffrida (era presente a Madrid) e un altro agente. Non c'è stato bisogno di chiedere una versione dei fatti all’ad interista Marotta, come suggerito dall'avvocato della Roma Antonio Conte, che ha prodotto una valanga di documenti, ha scelto di non patteggiare e ora può giustamente esultare insieme a Petrachi.
Un mese per il closing con Friedkin
IL TEMPO - BIAFORA - L’idea è di chiudere tutta la vicenda entro fine mese, ma se si slittasse di un paio di settimane nessuno si strapperebbe i capelli in preda all’ansia. Gli advisor di Dan Friedkin stanno completando la cosiddetta “deep dive due diligence” del mondo Roma, ovvero uno studio ad un livello ancora più approfondito di tutti i documenti legali e dei contratti che riguardano la società giallorossa. Gli avvocati incaricati dal magnate texano avevano già perfezionato una prima analisi tra la metà di dicembre e Natale, ma dopo l’accordo preliminare raggiunto poco prima di Capodanno tra il nuovo acquirente e Pallotta si è passati all’ultima fase che precede la stesura dei contratti. Le parti hanno fissato tra 8 giorni, a partire da oggi, una sorta di scadenza - non c’è alcun ultimatum - per questo stadio della negoziazione, che procede senza alcun intoppo a partire dalla fine di ottobre, mese in cui per la prima volta Friedkin aveva dato mandato ai suoi advisor di iniziare a studiare la possibilità di investire nella società giallorossa. Il passo successivo alla due diligence è la stesura degli accordi definitivi, come previsto nella lettera di intenti firmata tra l’attuale presidente Pallotta e il tycoon di Houston. Appena partirà l’ok dal Texas i legali inizieranno a scrivere, negoziare e sottoscrivere i contratti per tutte e dodici le società coinvolte nella trattativa: Friedkin, che dovrebbe portare a termine l’operazione direttamente tramite il gruppo di cui è Ceo e presidente, costituirà un veicolo negli Stati Uniti che rileverà la Neep, società che fa capo alla AS Roma Spv Llc e che controlla tutte le altre società dell’affare. Uno degli ultimi documenti acquisiti dagli uomini di Friedkin, che stanno seguendo da vicino gli sviluppi della vicenda dello stadio che sorgerà a Tor di Valle, riguarda proprio il bilancio della Neep chiuso al 30 giugno dello scorso anno, che verrà depositato nei prossimi giorni. Il closing per il passaggio della Roma a Friedkin si avvicina sempre di più.