Zappacosta, domani comincia il futuro
IL MESSAGGERO (G. LENGUA) - Domani Davide Zappacosta verrà dimesso dopo l'operazione per la rottura del legamento del crociato anteriore del ginocchio destro. Il terzino è rimasto sotto osservazione per tre giorni durante i quali ha mosso i primi passi salendo addirittura le scale: «Pronto a tornare più forte di prima, 24 ore fa ero in sala operatoria», ha scritto sul video postato su Instagram. Ha ricevuto anche la visita di alcuni compagni di squadra, amici e familiari, tra cui Cristante e lo zio, al quale è molto legato. L'obiettivo è quello di tornare in campo nel giro di quattro mesi. Al momento la crisi sulla corsia di destra continua con Florenzi debilitato da una brutta influenza che lo costringerà a restare a casa contro il Cagliari, ultima partita prima della sosta. Al ritorno dalle due settimane di stop, Fonseca dovrebbe riaccogliere Under e Mkhitaryan fermati rispettivamente da una lesione al bicipite femorale destro e una tendinea all'adduttore.
Ottovolante senza paura: Fonseca carica la Roma
«Alibi» (...): da ieri Paulo Fonseca (...) cancella questa parola dal suo vocabolario in un modo che gli fa onore. Così, alla domanda se temesse la pressione del celebre «ambiente romano», il portoghese gonfia il petto. (...) Con queste premesse, il fatto che la Roma oggi sfidi il Cagliari schierando l’ottava formazione diversa in 9 partite non preoccupa Fonseca, concentrato più sul rendimento dei suoi che sulle critiche o sul destino, tradizionalmente cinico e baro (...).
Certo, l’influenza di Florenzi e il grave infortunio al ginocchio di Zappacosta hanno assottigliato una rosa, già priva di Perotti, Under, Pellegrini e Mkhitaryan, senza contare che per Pastore, spiega Fonseca, «è difficile giocare due partite ravvicinate». Così (...) nel ruolo di trequartista dovrà adattarsi uno tra Cristante e Veretout (...). Il ballottaggio c’è sul terzino. Spinazzola sembra averne lo status, ma a Graz ha giocato meglio Santon.
Kolarov scalda il sinistro per la prova del nove
Così come per altri allenatori che lo hanno preceduto, anche per Fonseca Aleksandar Kolarov rappresenta una specie di totem. Oggi rientrerà tra i titolari il quasi trentaquattrenne (compirà gli anni a novembre) che nel 2019 ha segnato già 8 gol. La possibilità che il terzino serbo possa arrivare in doppia cifra è concreta. Per queste ragioni non sorprende che si stia già lavorando per rinnovargli il contratto, in scadenza a giugno. L'ipotesi è quella di un prolungamento annuale con l'opzione per un'ulteriore stagione. La sensazione è che l'accordo possa essere trovato, anche se per Kolarov la possibilità di chiudere la carriera alla Stella Rossa rimane affascinante. La Roma gli garantirebbe un ingaggio decisamente più alto, ragion per cui l'ex City potrebbe decidere di tornare in patria solo fra un paio di stagioni per vestire i panni del dirigente.
Addio a Esperia, la mamma di De Falchi. Trent'anni dopo è volata dal suo Antonio
(...) Esperia ha aspettato trent’anni per riabbracciare quel figlio strappato alla vita da una violenza brutale e insensata. Venerdì sera, la notizia l’ha data l’altro figlio Marco, con poche parole, lievi come una carezza. «Ciao mamma sei volata in cielo, da Antonio». (...) Tutto, nella sua cameretta lunga e stretta, è rimasto esattamente dov’era quando Antonio è uscito di casa, all’alba del 4 giugno 1989, direzione San Siro, per andare a vedere la sua Roma. I poster, le foto, la maglia di Sebino, le sciarpe, il motorino coperto dalla bandiera, il cuore giallorosso. Il cuore che gli scoppiò a diciotto anni, dopo che il corpo aveva subito i pugni, i calci, le cintate. Di Antonio, della sua storia drammatica e penosa, si sono dimenticati in tanti. Non i tifosi della Roma, che ne hanno fatto un vessillo, da mostrare e sventolare in tutti gli stadi del mondo. Nel 2005, l’allora sindaco Veltroni promise di intitolargli il parchetto di via di Torre Spaccata — oggi peraltro in stato di abbandono –, ma non c’è mai stata una cerimonia ufficiale, l’apposizione di una targa, la cristallizzazione del ricordo. (...) Ora che Esperia è volata in cielo, ogni tifoso si senta in dovere di coltivare il ricordo di Antonio De Falchi, figlio di Roma, ucciso barbaramente da un gruppo di ultrà milanisti il 4 giugno 1989.
Nainggolan e Roma: questione di cuore e di vero rispetto
A Roma ha lasciato un ottimo ricordo, sia come calciatore che come uomo. Radja Nainggolan nella capitale ha davvero messo le sue radici, e non ha perso occasione per dichiarare alla città ed ai colori giallorossi tutto il suo amore. Tornerà da avversario con il Cagliari che lo aveva lanciato, e allo stadio sarà presente sua moglie Claudia, che sta combattendo la sua battaglia più lunga e difficile. A Roma Radja ha anche un negozio dove, quando presente, non nega mai un selfie ai suoi sostenitori: la disponibilità, un dettaglio che la gente ha sempre apprezzato del centrocampista belga.
L'amara storia di ferite e feriti
IL MESSAGGERO (P. LIGUORI) - Speriamo sia vero che il turnover in Austria è collegato all'importanza di una vittoria contro il Cagliari, perché viene piuttosto da pensare che la Roma a gestione Usa macina i giocatori a un ritmo impressionante. 152 infortuni della scorsa stagione si sposano con 19 rotture di legamenti tra titolari e primavera. Sfortuna, certo, ma anche qualche conseguenza di mercato che, anno dopo anno, è sempre più casuale e vorticoso. Partono giocatori top e arrivano reduci da infortunio a corto di preparazione, da inserire rapidamente. Nei casi passati di Schick e Pastore si deve almeno parlare di incauti acquisti. Convenienti per qualcuno, si dirà, non per l'allenatore e la squadra, se si sorvola sul fatto che Pastore ha coinciso con l'arrivo del nuovo sponsor, collegabile economicamente al Psg. E il cambio Spinazzola-Pellegrini (con ricco conguaglio alla Juve) è ferita troppo fresca per insistere. Sono argomenti che potrebbero costituire un alibi per qualsiasi responsabilità dell'allenatore, se si sorvolasse sulla reazione di quest'ultimo: chi tace. acconsente. Fonseca oggi faticherà a schierare la squadra, noi speriamo non sbagli, perché il Cagliari di Radja è bruttissimo cliente.
Un Cagliari da trasferta: «Serve testa e anche cuore»
La teste e il cuore (...) Maran non si nasconde(...). Ventidue convocati, a casa Klavan, Lykogiannis e Pinna, con Oliva recuperato in extremis, il tecnico rossoblù si porta avanti col lavoro: «Il doppio trequartista? Abbiamo provato diverse soluzioni, siamo pronti a cambiare a seconda del copione tattico della partita. Sì, mi piace partire con due attaccanti ma le dinamiche delle gare possono portare ad usare altri moduli». (...) Tra i predestinati il rientrante Nainggolan. Con Cigarini in regia, il Ninja dovrebbe piazzarsi dietro le punte. Ma Castro è in pole: l’argentino è pronto a dare la sterzata giusta a match aperto. Sui giallorossi poche storie: «Sono molto diversi da quelli allenati da Ranieri. Non abbiamo scordato la sconfitta dell’anno scorso. Venivamo da una rincorsa che ci aveva permesso di blindare la salvezza» (...).
Primo bilancio: nella sosta blitz a Boston da Pallotta
Due giorni fa lo aveva affermato anche il ceo Guido Fienga: “Il presidente Pallotta tiene alla Roma come un figlio”. Proprio per questo, durante la sosta, forse martedì, è in via di organizzazione un viaggio a Boston dei dirigenti per fare punto della situazione. Si parlerà anche del ritorno a Roma dello stesso presidente. Forse è giunto il momento, anche perché il Cda di giovedì ha ufficializzato il bilancio al 30 giugno e l’aumento di capitale di 150 milioni già annunciato.
«Andate a coltivare patate»
IL TEMPO (F. BIAFORA) - Un fiume in piena su infortuni, pressioni e mentalità vincente. Nella conferenza alla vigilia di Roma-Cagliari più che parlare dell'avversario o delle scelte tattiche, l'allenatore portoghese ha chiarito punto per punto alcuni dei temi più caldi del momento giallorosso, a partire da quello dei troppi stop dovuti ad inconvenienti muscolari: «Stiamo assolutamente facendo di tutto per prevenire gli infortuni, c’è una politica rigorosa da parte del club. L'infortunio più frequente - la spiegazione dell'ex tecnico dello Shakhtar - è quello al flessore e noi ne abbiamo avuto uno con Spinazzola, non c’è una cattiva pianificazione. E’ invece elevato il numero di recidive e ricadute di giocatori già a rischio».
Fonseca non si è però fermato ad osservazioni limitate agli allenamenti a Trigoria, ampliando il discorso ai troppi impegni ravvicinati del calcio moderno: «Gli infortuni succedono a tutti. La domanda che io sollevo è se si verifichi questo a tutti i club europei di livello e se quindi tutti stiano lavorando male e sono incompetenti, o se questa sequenza di gare ravvicinate sia adeguata allo sforzo fisico di un calciatore». Un altro degli argomenti che più ha mostrato un Fonseca senza filtri è quello del rinomato «ambiente romano», fatto di pressioni dei tifosi (oltre 34mila oggi pomeriggio) e della stampa: «Chi non è in grado di sopportare la pressione non può fare il calciatore professionista. Vedo e sento sempre il sostegno costante dei tifosi, creano un ambiente bellissimo in casa e fuori, è qualcosa che va apprezzato e di cui sentirsi orgogliosi. La pressione c'è ovunque, in particolare dove si vuole vincere, quindi ben venga. Chi non è in grado di sopportarla dovrebbe prendere un appezzamento di terreno e mettersi a coltivare patate».
Ritornando sull’impegno europeo col Wolfsberger l'allenatore giallorosso ha manifestato un’altra volta il suo tentativo di imporre a tutta la squadra una mentalità vincente, non accontentandosi per un pareggio in trasferta, come potevano aver fatto intendere le parole a caldo di Cristante: «Siamo contenti solo quando vinciamo e abbiamo la stessa ambizione contro qualsiasi squadra. La nostra ambizione è quella di vincere sempre. Voi non avete accesso allo spogliatoio nel post-partita, ma c'era profonda insoddisfazione per non aver vinto. Bryan è uno dei leader e uno dei giocatori più esigenti e ambiziosi di questa squadra». Titoli di coda per le valutazioni sulla formazione - è stato provato anche il 4-1-4-1 con Diawara vertice basso - su cui però Fonseca non si è voluto sbilanciare: «Dico soltanto che gioca Pau Lopez e che per Pastore è difficile giocare due partite in poco tempo, quindi ci sarà uno tra Veretout e Cristante come trequartista».
Fonseca: «Chi non regge le pressioni, cambi mestiere»
Il capitano sarà Edin Dzeko e a lui la Roma (...) si affiderà per cercare di battere il Cagliari all’Olimpico (ore 15). Il tecnico portoghese, a Trigoria, dice chiaramente che la partita di oggi pomeriggio sarà complicata perché il Cagliari sta facendo «un eccellente campionato», ma dice anche tanto altro. In primis, a domanda sull’ambiente romano, sceglie di non utilizzare giri di parole. «(...) Chi non è in grado di sopportare la pressione non può fare il professionista. Io vedo sempre un sostegno costante dei tifosi, ci seguono ovunque, ne dobbiamo essere orgogliosi. Chi non può reggerlo prendesse un pezzo di terra e andasse a coltivare le patate o altro, così si rilassa». (...) La sua Roma oggi dovrà fare a meno di Zappacosta (operato venerdì a Villa Stuart, ieri era già in piedi e attraverso i suoi social ha ringraziato compagni,società e i tifosi che gli sono stati vicini), Florenzi febbricitante, Mkhitaryan, Perotti, Cengiz Under, Lorenzo Pellegrini e Cetin. Scelte di formazione quasi obbligate, anche se alcuni dubbi ancora ci sono: a destra Spinazzola (ha rinnovato fino al 2024) è favorito su Santon, al centro in difesa con Smalling ballottaggio tra Mancini e Fazio, a centrocampo ci sarà Diawara con uno tra Veretout e Cristante. L’altro, probabilmente l’italiano, agirà alle spalle di Dzeko come trequartista, mentre non partirà dall’inizio Pastore (...).
Di Francesco a rischio, la Samp punta anche Ranieri
Eusebio Di Francesco, sulla panchina blucerchiata, è sempre più a rischio. Dopo la sconfitta di ieri al "Bentegodi" contro l'Hellas Verona, secondo quanto riportato su Twitter da Nicolò Schira, il ds Osti punta Stefano Pioli, mentre circola anche l'idea Claudio Ranieri, che "stuzzica" il presidente Massimo Ferrero. La terza scelta è Iachini. .
Riflessioni in corso in casa #Sampdoria per la panchina: il diesse Osti punta su Stefano #Pioli, mentre il patron #Ferrero è stuzzicato anche dall’idea Claudio #Ranieri. Terza scelta Beppe #Iachini, amatissimo dalla tifoseria. #calciomercato
— Nicolò Schira (@NicoSchira) 6 ottobre 2019
Kluivert: "Il Cagliari è una buona squadra, ma penso che questa Roma possa farcela"
Justin Kluivert, è intervenuto ai microfoni dei cronisti a pochi minuti dal fischio d'inizio di Roma-Cagliari, settima giornata di campionato in programma all'Olimpico. Queste le sue parole:
KLUIVERT A ROMA TV
Si chiude un periodo intenso, c'è bisogno di una vittoria...
"Sì, è importante per noi. E' un buon test."
Su cosa la squadra deve migliorare?
"La Roma deve migliorare in tutto. Serve tanto lavoro da parte di tutti, ma sono fiducioso."
Il Cagliari è in un ottimo stato di forma...
"Sì, ma penso che con questa Roma possiamo vincere."
KLUIVERT A SKY SPORT
"Oggi è un buon test per noi, penso che possiamo vincere. Il Cagliari è una buona squadra, ma penso che questa Roma possa farcela".