Giallorosse all'esame dell’Empoli. Bavagnoli: «Guai a sottovalutarlo»

CORRIERE DELLA SERA - La Roma femminile che oggi alle ore 15 al Tre Fontane affronta l’Empoli si porta dietro l’effetto Nazionale. Tanti sorrisi dal doppio impegno azzurro nelle qualificazioni a Euro 2021. Ha segnato Elisa Bartoli contro Malta, ha segnato Manuela Giugliano contro la Bosnia, nella stessa partita in cui Giada Greggi ha debuttato con la maglia della Nazionale maggiore. L’ex centrocampista del Milan era uscita a metà ripresa nel match di Palermo contro la Bosnia per un problema muscolare, ma è regolarmente tra le convocate (…). «Ho chiesto alle ragazze di non fare l’errore di sottovalutare l’Empoli - dice coach Bavagnoli – (…). Ho trovato molto bene le ragazze tornate dalla Nazionale (…). Sono tranquilla perché hanno lavorato bene e ovviamente anche le ragazze che sono rimaste qui hanno lavorato altrettanto bene per migliorare tutte le lacune e tanti altri aspetti».


La regola per i giovani: i numeri li sceglie il ct

LA REPUBBLICA - PINCI – La maglia azzurra, anche nella sua versione verde, non è uguale per tutti. Basta girarla perché ognuna di quelle divise acquisisca un peso diverso. Per anni si è discusso su chi dovesse indossare la maglia n. 10, con critiche funeste persino per un giocatore come Thiago Motta. Mancini, anche nell'ottica di azzerare le discussioni, ha stabilito due livelli di gerarchie, quanto alla numerazione. Due velocità: una per i big, l’altra per i ragazzi. Se infatti Bonucci può scegliere autonomamente di vestire anche in azzurro il numero 19 che porta nella Juventus, chi si affaccia per la prima volta in azzurro s’affida a ciò che più gradisce l’allenatore. Il “10” a Lorenzo Insigne è una sorta di benedizione della fantasia, un tributo al talento. Se invece Zaniolo indosserà stasera la 16 del suo ex capitano Daniele De Rossi proprio nello stadio che ha diviso con lui nella scorsa stagione, non è per un tributo voluto. Ma per una scelta del ct, che forse ha voluto “premiarne” la costanza con una sorta di promozione, rispetto al numero 23 che gli aveva assegnato prima dell’estate. E non è l’unico per cui vale il discorso: per lo stesso motivo a Tonali è toccato l’ultima volta il n.2. E alla scelta che farà per loro il tecnico sono legati pure Meret, Di Lorenzo, Mancini o in passato Kean, solo per citare uno dei “rimandati” da Mancini. Un modo per tenerli con i piedi per terra, far capire che la maglia è transitoria, non un diritto acquisito e che ogni volta va meritata.

Può sembrare una questione banale, ma non è esattamente così. Non oggi almeno. Una volta i numeri di maglia erano icone: ognuno rappresentava un ruolo e guai a derogare. Sono anni però che la new economy del calcio ne ha fatto simboli commerciali. Nulla più dei numeri di maglia è diventato marchio spendibile, basti pensare a come CR7 abbia spesso sostituito nome e cognome del fuoriclasse della Juve. Le nazionali per anni sono state porto franco: scelta in ordine alfabetico per ruolo, con rare eccezioni. Solo dall'Europeo 2000 l’azzurro si è piegato, contestando ai calciatori di indossare un numero più consono: prima fu Totti a lasciare la 10 a Del Piero scegliendo il 20 delle origini. Due anni dopo (e per quelli a seguire) Del Piero ricambio il favore optando per il 7 che vestiva da ragazzino al Padova. Un scelta che domani, da Tonali in giù, qualcuno dovrà rimandare: aspettando di diventare grande.


Bruno Conti torna a scoprire i talenti giallorossi

GAZZETTA DELLO SPORT - La sintesi l’ha fatta Daniele De Rossi nella lettera di addio (o arrivederci) alla Roma: «Bruno ha visto in me qualcosa di speciale e mi ha portato in questo fantastico settore giovanile». Bruno è Bruno Conti e De Rossi è soltanto uno dei tanti giocatori, il più famoso, che il suo occhio ha regalato alla Roma negli ultimi 30 anni (…). Bruno Conti ha regalato alla Roma il capitano attuale, Florenzi, quello passato, De Rossi, e quello futuro, Pellegrini. Solo Francesco Totti non è stato scelto da lui, perché quando Conti iniziò ad occuparsi del settore giovanile nel 1994, l’ex numero 10 aveva già esordito in Serie A 8 (…). Quattro anni fa il campione del Mondo di Spagna ’82 ha perso la direzione del settore giovanile, è rimasto a Trigoria per occuparsi delle Academy e quando il club ne ha richiesto la presenza in alcune trasferte internazionali (l’ultima in Europa League, in Austria contro il Wolfsberg) ha risposto presente. Adesso, con l’addio di Tarantino, per lui potrebbe esserci un ritorno al passato. O al futuro. Perché Primavera e Under 18 saranno sotto il diretto controllo di Petrachi e dei suoi collaboratori, mentre Conti dovrebbe avere un ruolo operativo con i più giovani (…). La Roma ha iniziato a rivoluzionare il vivaio, ma il lavoro è tanto e l’esperienza di Conti può essere preziosissima (…).


Under si schiera con Ankara. I tifosi romanisti: «Vergognati»

CORRIERE DELLA SERA - «Vergognati, mentre fai lo splendido sui social ci sono donne e bambini che muoiono. Facci vedere che sei maschio, Vai tu in Siria. Roma, fategli cancellare il post!». Non è affatto piaciuta ai tifosi giallorossi la sortita dell’attaccante Cengiz Under che ieri ha postato su twitter una foto nella quale festeggia un gol facendo il saluto militare, accompagnandola a tre emoticon raffiguranti le bandiere della Turchia. Un gesto di chiaro sostegno all’operazione militare «Primavera di pace» che Ankara sta portando avanti nel nord della Siria sotto gli occhi attoniti del mondo. Tra le migliaia di repliche indignate c’è anche quella di Giuseppe Falcao, figlio dell’ex calciatore simbolo della squadra: «Togliti quella maglia, non la meriti» (…). Paolo Cento, ex deputato di Sinistra Italiana-Leu e presidente del Roma Club Montecitorio, invita l’AS Roma a prendere le distanze: «Mi stanno chiamando tanti tifosi, hanno ragione a protestare in un momento di tensione internazionale e sofferenza del popolo Curdo cui tutta la comunità internazionale dovrebbe almeno riconoscenza per la lotta contro l’Isis, ci vorrebbe più cautela». E c’è chi si chieda se non sia giunta l’ora per i club «di limitare i profili social dei calciatori». L’ennesima gatta da pelare per il presidente Pallotta dopo un inizio campionato non proprio brillante ed una serie di infortuni di giocatori importanti, tra i quali per l’appunto Under (…).


Tutti pazzi per Smalling. Manolas è un ricordo e la Roma non balla più

GAZZETTA DELLO SPORT - Finora una piccola grande vittoria l’ha già ottenuta, facendo dimenticare più rapidamente del previsto Kostas Manolas a molti tifosi giallorossi. Già, perché Chris Smalling da quando è entrato in squadra è diventato a tutti gli effetti il baricentro della difesa giallorossa, l’uomo su cui appoggiare un po’ tutti gli equilibri difensivi. E forse non è un caso che con lui la Roma dietro abbia iniziato a ballare anche meno (…). Nelle prime tre partite la Roma ha incassato sei gol, alla media di due a gara, mentre nelle restanti sei appena 5 (media di 0,83). Di queste sei Smalling ne ha giocate tre (…). Di certo, però, c’è che nelle sfide con Atalanta, Lecce e Cagliari Chris è piaciuto per tempismo, qualità ed efficacia in marcatura.

Ieri, tra l’altro, Smalling si è anche raccontato al sito della Roma. Rimarcando le difficoltà iniziali (…), il passaggio dal Fulham al Manchester United e l’avventura con i Red Devils (…). E poi la Roma, ovviamente: «Qui come allo United sei sotto pressione, ma devi saperlo accettare. Ho scelto la Roma per la città e la tifoseria. E poi Fonseca mi ha fatto sentire che mi voleva davvero, è un tecnico intelligente. In A ci sono più squadre che giocano con due punte rispetto all'Inghilterra» (…). Fonseca oramai sembra aver optato per la coppia composta da lui e Mancini, anche se poi Kolarov è tra le certezze e Fazio è sempre pronto a rendersi utile (con Jesus nelle retrovie). «In allenamento cambiamo e dividiamo spesso gli accoppiamenti per migliorare l’affiatamento». Il suo con Roma è in crescita costante. E chissà che non possa allungarsi oltre il prossimo giugno...


Roma donne, guardia alta con l’Empoli

GAZZETTA DELLO SPORT - La notizia più bella Betty Bavagnoli l’ha ricevuta da Manuela Giugliano: la numero 10 della Roma, uscita con l’Italia contro la Bosnia per un fastidio muscolare, sta bene e oggi contro l’Empoli ci sarà (…). «Ho chiesto alle ragazze - le parole di coach Bavagnoli a Roma Tv - di non sottovalutare l’Empoli perché affrontiamo una squadra con zero punti, ma la classifica è falsa perché l’Empoli è una squadra che gioca bene e l’affronteremo con l’attitudine giusta per andare a imporre il nostro gioco». Appuntamento alle 15 al Tre Fontane.


Italia, la prova del nuovo futuro

IL MESSAGGERO - TRANI - L'Olimpico che si riempie, come non accade più per le partite della Lazio e della Roma, e la Nazionale che fa la prova generale per Euro 2020, perché proprio nella Capitale partirà la sua avventura, il prossimo 12 giugno, con la gara inaugurale del torneo itinerante. La promozione è da conquistare stasera, ore 20,45, contro la Grecia: basta il successo per festeggiare con 3 turni in anticipo. Sarebbe il settimo di fila dall'inizio di queste qualificazioni europee, mai accaduto nella storia azzurra. Che nella notte romana si colorerà di verde. Sarà il look mirato della divisa di gioco che, nella circostanza, rappresenta lo spirito dell'Italia di Mancini: giovane, spregiudicata e divertente. Se possibile anche vincente. La nuova via, su input di Federcalcio e sponsor tecnico, è quella del Rinascimento per cancellare il flop mondiale nel play off con la Svezia nel novembre 2017. Quella figuraccia ci costò l'esclusione dalla fase finale di Russia 2018. Così, a quasi 65 anni dall'amichevole con l'Argentina (2-0 nel dicembre del 1954), stesso stadio e stessa maglia.

ARIA DI CASA La competizione continentale comincia qui tra 8 mesi esatti. Gli azzurri si fermeranno all'Olimpico nelle 3 partite della fase a gironi. E si augurano di tornare il 4 luglio per il quarto di finale: solo Londra, avendo anche la semifinale e la finale, sarà più impegnata della Capitale. Mancini, a punteggio pieno nel gruppo J (la Finlandia è a -6), vuole chiudere stasera il discorso e dedicarsi a qualche esperimento nelle prossime 3 partite e nelle amichevoli del 2020 contro nazionali di prima fascia. E ripresentarsi poi a giugno per recitare da protagonista con l'Italia: «Il nostro traguardo è l'Europeo. Vogliamo far bene e arrivare fino in fondo, anche perché questo trofeo ci manca da tanto tempo. Poi per il mondiale vedremo». Se si qualifica, il rinnovo fino al Qatar è automatico. Euro 2020, però, è l'obiettivo, 30 anni dopo le notti magiche di Italia 90. Quel mondiale che il ct, da giocatore, non è riuscito a vincere con l'amico Vialli, stasera in tribuna e da novembre capo delegazione della Nazionale. I 60 mila spettatori sono l'attuale cornice che poi si arricchirà (capienza che oscilla tra le 64 mila e le 68 mila presenze) durante il torneo.

NESSUN BLOCCO Mancini insiste sul 4-3-3, nonostante le assenze di Chiellini, Florenzi, Emerson, Sensi e Pellegrini. L'unico dubbio a centrocampo: Barella, il titolare, o Bernardeschi, l'outsider. Ha provato sempre il secondo, a Coverciano. Chiunque di loro avrà spazio dal primo minuto, confermerà che la Nazionale non va avanti in blocco: 9 club rappresentati, con bis della Lazio, Acerbi e Immobile, e di una tra la Juve e l'Inter (dipende da chi giocherà da mezzala destra). Inedita la coppia di terzini, con D'Ambrosio a destra e Spinazzola a sinistra. Il play rimane Jorginho: è il più presente con Bonucci (14 gare su 15), ma con più minuti giocati (1223) del capitano. Nel tridente ricompare Insigne, con Immobile e Chiesa. La Grecia già guarda al mondiale in Qatar: solo 5 punti nelle qualificazioni. A luglio il cambio in panchina: Van't Schip al posto di Anastasiadis. Il nuovo ct rinuncia ai senatori: fuori dal gruppo, in questa trasferta, Manolas, Torosidis e Papastathopoulos. Largo al talento del trequartista Vrousai (21 anni). «Torneranno, però: ora ho quattro match per valutare gli altri giocatori» svicola l'olandese, 55 anni, capace di battere, lui centrocampista, il collega nel derby di Marassi (aprile 1995). «Non sarà semplice affrontare la Grecia, molto diversa da quella che abbiamo sconfitto a giugno. Noi però abbiamo la nostra impronta. Insomma non cambia niente».


Quei pensieri in libertà che sono figli dell’era social

GAZZETTA DELLO SPORT - Va pensiero, anche se scomodo e contrario al nostro. In una società ispirata alla libertà e alla tolleranza, dovrebbe sempre essere così. Ma siamo ancora lontani dal mondo ideale. Basta vedere il polverone scatenato dai post di Demiral e Under (…). Prima, per far sapere come la si pensava su ogni argomento, c’erano le interviste e poco altro. Ora, nell'era dei social, non ci sono più filtri. Il nodo è come porsi di fronte a chi esprime un punto di vista politico ed etico. A meno di esplicite apologie di reato, di attacchi alla dignità e ai valori fondamentali che qualsiasi uomo riconosce, non si può proibire di manifestare le proprie idee (…). Basterebbe sarà banale ma funzionerebbe, regolarsi sul buon senso. Non è un suggerimento buonista, ma una semplice difesa della libera circolazione delle idee e della democrazia.


Operazione rinnovi, Kolarov e Pellegrini i primi della lista

CORRIERE DELLA SERA - (…) Smaltite le polemiche post-Cagliari, Gianluca Petrachi può ricominciare a pensare a come rendere più forte la Roma. In attesa del mercato di gennaio, sull’agenda del d.s. giallorosso ci sono un paio di nomi: Aleksandar Kolarov e Lorenzo Pellegrini. Entrambi, infatti, sono in attesa di una chiamata per il rinnovo del contratto. Ieri il terzino serbo, dal ritiro della Nazionale, ha chiuso (definitivamente?) la porta ad un ritorno in patria. «(…) Chiuderò sicuramente la mia carriera all’estero» (…).  Nei programmi della società c’è il rinnovo del contratto, in scadenza nel 2020: un anno con opzione per il secondo, con la possibilità di proseguire la sua carriera da dirigente (…). Altro argomento caldo, è il rinnovo di Lorenzo Pellegrini, fermo per la frattura al quinto metatarso del piede. Che sia diventato un calciatore fondamentale per il tecnico portoghese è fuori di dubbio, così come la sua investitura a prossimo capitano romanista nel solco della tradizione, con tanto di maglia numero 10 suggerita dallo stesso Francesco Totti. C’è però da eliminare dal suo contratto, in scadenza nel 2022, la clausola da 30 milioni di euro, un prezzo troppo basso per un calciatore del suo talento e accessibile a fin troppe squadre. La discussione con il suo agente è in piedi da tempo, ma l’obiettivo è chiuderla prima che qualcuno provi ad inserirsi.

Chi non ha intenzione di tornare nella Capitale è Steven Nzonzi, attualmente in prestito al Galatasaray. «Sono contento qui - le sue parole -, non andrò da nessuna parte (…)». Attraversa un buon momento, invece, Justin Kluivert. «L’anno scorso Di Francesco - ha detto dal ritiro dell’Under 21 olandese - era sotto pressione e puntava più sulle certezze, lo capisco. Con Fonseca invece le cose vanno meglio».


S.O.S. infortuni: coperta corta a centrocampo. Fonseca cerca alternative

GAZZETTA DELLO SPORT - Il problema Fonseca se lo sta già ponendo, come giusto che sia. Perché con Pellegrini e Diawara out per un bel po’, alla ripresa ci sarà da fare i conti anche (…) con la coperta corta a centrocampo, nello specifico sulla mediana, dove il tecnico della Roma avrà a disposizione solo Cristante e Veretout. Così almeno fino alla prossima sosta di novembre per le nazionali (…). La prima idea che viene in mente è quella di schierarci Javier Pastore, che per qualità nel palleggio e e gestione della manovra potrebbe anche giocarci (…). Certo, i giallorossi perderebbero qualcosa dal punto di vista delle coperture difensive e del filtro e allora Pastore andrebbe associato con un compagno più muscolare come è di fatto Veretout. Ma quella dell’argentino sembra la soluzione più facile, a cui si accompagna eventualmente la possibilità di «alzare» Florenzi. Il capitano della Roma ha già giocato centrocampista nella sua prima «era», anche se giostrava mezzala in un centrocampo a tre e non da mediano in una linea a due. La terza soluzione «diretta» è invece in Primavera e si chiama Alessio Riccardi, il talento di Alberto De Rossi che lì ci ha giocato tante volte tra le giovanili, andando a giostrare in quella casella anche nel giorno del suo esordio in prima squadra (…). Fonseca, però, fino ad oggi gli ha messo gli occhi addosso poco e di rado.

Poi ci sono le altre ipotesi. Come ad esempio spostare tra i due mediani Federico Fazio, che in gioventù ha giocato anche da centrocampista (…). Oppure portarci Kolarov (…). Piede, intelligenza e capacità di palleggio ci sono, ogni tanto in allenamento è stato provato anche lì. O, a chiudere, l’ipotesi Santon, un altro che Fonseca ha schierato durante il pre campionato in mediana per un paio di amichevoli (…).


La bufera turca. Dopo Demiral anche Under appoggia l’attacco ai curdi

GAZZETTA DELLO SPORT - La bufera è scoppiata subito, appena Cengiz Under ha pubblicato la sua foto in maglia giallorossa con il saluto militare e le tre bandiere della sua Turchia. Un tweet muto, ma assai esplicito nella sostanza (…). Arrivato nel momento in cui le truppe di Erdogan avanzano in Siria a caccia di curdi, lasciandosi alle spalle centinaia di morti. «Vergognati», «Levati la maglia, non infangarla», «Qui non si accettano assassini», alcuni dei commenti dei tifosi contro il post di Cengiz. E in molti sono arrivati anche a chiedere alla Roma di dissociarsi. Il putiferio, tra l’altro, era già scoppiato il giorno prima, quando a prendere posizione a favore della Turchia era stato lo juventino Demiral, direttamente dal ritiro della nazionale (…). Poi, appunto, è arrivato anche il tweet di Under, che quel saluto lo aveva già fatto il 3 febbraio 2018, dopo un gol segnato all’Olimpico al Benevento. Non basta: l’intera nazionale, ieri in campo contro l’Albania, dopo il gol dell’1-0 di Tosun, ha esultato con lo stesso saluto militare di Under che tanto ha fatto parlare in Italia (…). E la Roma? Il club ha deciso di non commentare il post per due motivi: è un messaggio privato che, tra l’altro, non è neanche chiaro a cosa si riferisca realmente. All’offensiva turca in Siria? Alla morte del primo soldato turco? O, magari, anche alla partita serale, quella di ieri sera a Istanbul tra Turchia ed Albania ed a cui Under non ha potuto prendere parte per l’infortunio alla coscia destra. Insomma, uno statement indecifrabile (…).


Roma attenta. C'è l'«amico» Ranieri

IL TEMPO - AUSTINI - «Voglio continuare ad allenare». Detto, fatto: Claudio Ranieri è il nuovo tecnico della Sampdoria, contratto biennale ed ennesimo gruppo da «riparare». Poteva restare alla Roma da dirigente e invece adesso la sfiderà da avversario, per uno strano scherzo del destino che gli mette di fronte subito la squadra del cuore, appena lasciata a Fonseca, nel giorno del suo compleanno (il 20 ottobre si gioca a Marassi e lui compirà 68 anni), alla guida dei blucerchiati che gli costarono uno scudetto in giallorosso nel 2010. E che fino alla settimana scorsa erano allenati da quel Di Francesco che lo stesso Ranieri aveva sostituito a Trigoria otto mesi fa. No, il testaccino Claudio non poteva proprio restare da dirigente nella società presieduta dal «fenomeno di Boston» e diretta a distanza dalla «testa grigia di Londra»: Ranieri li ha definiti così, Pallotta e Baldini, parlando a maggio con i tifosi inferociti per il contratto non rinnovato a De Rossi, parole poi tramandate di telefono in telefono e diventate pubbliche che hanno infuocato il mondo romanista e che l'allenatore non ha poi voluto smentire. Era solo il preludio di un'estate pesantissima, culminata con l'addio di Totti in piena polemica, una sorta di fronte comune dei romani contro un club ormai di vocazione internazionale e, a detta loro, poco rispettoso del valore dei simboli.

Cinque mesi dopo c'è una Roma nuova di zecca tornata all'inseguimento della Champions ma ancora piena di problemi (soprattutto in infermeria...) che avrebbe certamente scelto un altro rivale per ripartire dopo la sosta. I numeri della carriera di Ranieri sono un avverti-mento a Fonseca. È subentrato sette volte nel corso di una stagione (Valencia nel 1997, Chelsea nel 2000, Parma nel 2007, Roma nel 2009 e nel 2019, Inter nel 2010 e Fulham nel 2018) e al debutto il tecnico di San Saba ha vinto quattro volte, pareggiato una e perso solo due volte. In giallorosso, ad esempio, è partito bene quando ha sostituito Spalletti dopo appena due giornate di campionato, iniziando a Siena una cavalcata incredibile che lo ha portato a un passo dallo scudetto, e ha vinto anche lo scorso anno - non senza fatica - contro l'Empoli nella prima partita del post-Di Francesco. Non sempre poi è riuscito a portare a compimento l'opera, ma il suo impatto sulla panchina di solito sortisce effetti immediati. Fonseca, intanto, fa la conta dei disponibili e aspetta di essere convocato in Figc per discutere il ricorso sulla squalifica di due giornate: se i legali del club non riusciranno a cancellare l'intera sanzione sarà il suo vice Campos Nuno a stingere la mano in campo a Ranieri. Il borsino degli infortunati ad oggi prevede il recupero di Florenzi e Perotti, ma quest'ultimo - ieri in gruppo mentre Juan ha svolto una seduta individuale programmata - andrà al massimo in panchina. Il vero dubbio riguarda Dzeko, volato comunque in Bosnia per assistere alla gara della sua nazionale dopo l'operazione allo zigomo. Lunedì sarà di nuovo a Trigoria per la ripresa degli allenamenti, sulla carta potrebbe giocare con una maschera protettiva ma solo nei prossimi giorni si capiranno i margini di un suo impiego. Under sta per tornare in gruppo e il suo rientro oscilla tra Samp e Gladbach in coppa, serve ancora qualche giorno a Mkhitaryan. Per non parlare di Diawara, Pellegrini e Zappacosta.