Stadio, nuovo vertice: resta il nodo opere

IL MESSAGGERO - DE CICCO  - Chi si rivede in Comune? I privati che sognano l'affare Tor di Valle, il progetto del nuovo stadio con annesso mega-complesso di negozi, uffici e alberghi, tutto oltre i limiti del Piano regolatore. Raggi da mesi ha schiacciato sul freno, sia per l'inchiesta che ha travolto il gruppo del costruttore Luca Parnasi, sia per il braccio di ferro con i proponenti, che adesso vorrebbero cambiare alcune clausole pattuite nel 2017 con la delibera sulla «pubblica utilità» dell'operazione. Proprio di questo si è ridiscusso ieri, dopo circa un mese di pausa, in una riunione con i dirigenti del Campidoglio e quelli dell'As Roma - c'era il vicepresidente esecutivo, Mauro Baldissoni - e i rappresentanti della Eurnova, la società di Parnasi.

Lo scontro ruota attorno a una parola: «Contestualità». Il Comune vuole che le opere pubbliche siano tutte pronte per l'apertura dello stadio. Insomma, se la ferrovia Roma-Lido non viaggia a 16 treni l'ora come scritto nella delibera, se l'Ostiense-Via del Mare non è unificata a dovere, se gli altri interventi non sono completati, non si può procedere col primo match. Sul punto i dirigenti dell'Urbanistica sono stati chiari, anche ieri: la «contestualità» resta.
SÌ A PARCHEGGI E STRADE Su altri temi le parti si sono avvicinate: per esempio sui lavori stradali dell'Ostiense o sulla dislocazione e la gestione dei parcheggi. Ma se non si scioglie il nodo delle opere, dicono a Palazzo Senatorio, non si va avanti. Anche per questo la bozza di convenzione urbanistica ancora non c'è. Raggi, ribadiscono i fedelissimi, si atterrà rigorosamente a quanto prescritto dalla Conferenza dei servizi.


De Rossi preconvocato da Mancini per la Grecia

IL MESSAGGERO - C’è Daniele De Rossi tra i preconvocati per Italia-Grecia, in programma il 12 ottobre all’Olimpico. Dal Boca Juniors, insomma, in azzurro. Roberto Mancini lo ha inserito nella lista che la Federcalcio ha inviato alla Fifa lunedì scorso, ultimo giorno utile per avvisare i giocatori che giocano all’estero. Questo non sta a significare che l’ex capitano della Roma, il prossimo 6 ottobre, entrerà nell’elenco dei convocati per la partita valida per le qualificazioni aEuro 2020. Da via Allegri fanno sapere che è un obbligo passare attraverso la preconvocazione. E soprattutto non c’è ancora la certezza di rivedere il centrocampista con la maglia della Nazionale: attualmente è indisponibile, essendosi fermato già da qualche giorno per un’elongazione muscolare. Ha perso le ultime due partite, restando in panchina contro l’Estuadiantes e in tribuna con il San Lorenzo. Ma, conoscendolo, farà di tutto per mettersi a disposizione del ctc he, tra l’altro, lo vorrebbe nel suo staff appena rientrerà dall’Argentina.

FAVOLA INFINITA L’Olimpico, farebbe il pieno di tifosi. Di sicuro non mancheranno quelli giallorossi, ancora straniti per la mancata conferma del loro capitano, decisione ancora rinfacciata al presidente Pallotta. De Rossi, 117 presenze (secondo tra i giocatori in attività, dietro a Buffon che ne ha 117), ha giocato la sua ultima partita a Solna, il 10 novembre del 2017, nel play off contro la Svezia: 1-0, con la sua autorete. Proprio lui che di gol in azzurro ne ha seganti 21. Poi lo 0-0 al ritorno, restando in panchina a San Siro, per l’esclusione dal mondiale in Russia. L’ideale sarebbe ricominciare a Roma, nel match che può regalare la qualificazione in anticipo alla Nazionale.


Fonseca sbaglia e ammette: «K.O. meritato»

IL TEMPO - SCHITO - Esistono decisioni che segnano il proprio destino e quello altrui. É quanto successo nella Roma in costruzione nell'estate appena trascorsa con Gasperini che ha rinunciato all'occasione di sedersi sulla panchina della Roma, aprendo di conseguenza le porte della società giallorossa a Paulo Fonseca che, partita dopo partita, sta pian piano entrando nel cuore dei tifosi.  Eppure il destino fa giri particolari, certe volte torna a bussare alla porta e questa volta a pagare il conto è stato il portoghese. Fonseca registra la prima sconfitta della sua carriera romanista, davanti al pubblico dell'Olimpico proprio contro l'Atalanta di Gasperini, in una serata in cui ha scelto di variare in corsa il modulo bloccando Kolarov in difesa insieme a Fazio e Smalling e spostando Spinazzola al fianco di Veretout e Cristante con Florenzi dalla parte opposta, in un inedito 3-4-2-1. Il tentativo di frenare le avanzate dei bergamaschi ha funzionato fino a un certo punto, reso vano all'ingresso di Zapata che ha affondato la Roma.

Il tecnico giallorosso ha ammesso la sconfitta senza cercare giustificazioni: «Ho cambiato sistema perché pensavo che fosse la cosa migliore per contrastarli. Anche nel gol abbiamo perso palla in fase di costruzione, loro ci hanno messo sotto pressione per 70 minuti. Dopo il gol ci siamo abbassati e non abbiamo pressato. L'Atalanta ha meritato la vittoria, hanno giocato meglio di noi. Non abbiamo fatto una buona partita e siamo andati in difficoltà con la marcatura a uomo».

Il cambio di modulo non ha inciso sull'esito dell'in contro, nonostante con questa mossa il portoghese abbia tentato di limitare i danni: «Era una partita molto difficile. Non abbiamo controllato il gioco, sono stati migliori di noi. La nostra intenzione di squadra era la stessa, volevamo pressare alto. Nel primo tempo la squadra è stata sicura e stabile sul piano difensivo, probabilmente parleremmo di una partita diversa se avessimo sfruttato le occasioni che abbiamo creato, ma così non è stato e abbiamo pagato. Bisogna riconoscere che questa era una gara diversa dalle altre, inostri due centrocampisti hanno fatto fatica a entrare in partita e sono mancati Zaniolo e Pellegrini nel servire Dzeko». Un mea culpa che non lascia spazio a repliche: «Abbiamo sempre avuto molta difficoltà a causa della pressione a tutto campo dell'Atalanta. Non siamo riusciti a trovare gli spazi ed è mancato il sostegno a Dzeko che è la nostra migliore opzione».

Uno stop che non frena però il cammino giallorosso. Fonseca non vuole che questa sconfitta lasci il segno nello spogliatoio, tra i suoi ragazzi e nell'ambiente: «Non eravamo diventati i migliori vincendo tre partite, non diventiamo i peggiori con questa sconfitta. Dobbiamo rimanere equilibrati, domani è un altro giorno, analizzeremo gli errori commessi e ripartiremo per migliorarci ancora. Bisogna pensare alla prossima partita».  A chi gli fa notare la buona prestazione di Smalling, all'esordio con la maglia della Roma, dà poca importanza: «Prestazione positiva ma conta la squadra. Quando si perde, lo si fa tutti insieme». Domenica Florenzi e compagni andranno al Via del Mare contro il Lecce: non si può sbagliare.


Via Tarantino: Petrachi caccia anche il capo delle giovanili

IL TEMPO - BIAFORA - La rivoluzione del nuovo corso guidato dal direttore sportivo Petrachi ha fatto un’altra vittima: Massimo Tarantino non sarà più il responsabile tecnico del settore giovanile della Roma. L'ex calciatore, arrivato in giallorosso nell'estate 2013 dopo l'esperienza a Bologna, è stato sollevato dall'incarico a pochi giorni di distanza dall’addio dell’ex capo degli osservatori Vallone, che nonostante altri due anni di contratto è stato silurato.

Quelli di Tarantino e Vallone sono soltanto gli ultimi addii che da marzo ad oggi hanno praticamente stravolto la Roma: i primi ad essere allontanati erano stati il ds Monchi, l'allenatore Di Francesco, il medico Del Vescovo ed il capo dei fisioterapisti Stefanini, poi a fine stagione è stato il turno di Massara - passato al Milan - Balzaretti, l'analyst Beccaccioli, il preparatore Franceschi (tornato però da pochi giorni ad occuparsi delle squadre giovanili), l'addetto agli arbitri Dionisi, tutta la struttura dello scouting (tranne Bifulco) ed il fisioterapista Ferrelli. Aspettando l’incarico del nuovo responsabile del settore giovanile, la Roma di Fienga e Petrachi prende sempre più forma.


Smalling è l’unico a brillare. E Spinazzola si fa male di nuovo

IL TEMPO - BIAFORA - Serata sfortunata per i nuovi acquisti della Roma. Tra i quattordici giocatori mandati in campo da Fonseca contro l'Atalanta per sfatare il tabù Olimpico sono sei i calciatori arrivati nell’ultimo mercato estivo ad essere scesi sul terreno di gioco: Pau Lopez, Spinazzola, Smalling, Veretout dal primo minuto e i subentrati Mkhitaryan e Kalinic. Il centrocampista francese - tra i migliori nelle sfide con Sassuolo e Bologna - ha commesso l’errore che ha portato al gol del vantaggio dei nerazzurri, sbagliando un cambio di gioco sull’altra fascia con la squadra che stava alzando il proprio baricentro. Il portiere spagnolo, artefice del miracolo salva-risultato su Soriano tre giorni fa, non ha alcuna colpa sul potente sinistro di Zapata, ma ha sul groppone, insieme a tutto il reparto difensivo, la rete di De Roon, arrivato con un colpo di testa su assist di Pasalic con tutti gli uomini in area completamente fermi e l'uscita a vuoto dell’ex Betis.

Serata da dimenticare anche per Spinazzola, costretto ad uscire per un infortunio alla coscia dopo essere stato tra i più positivi nella prima frazione, per Mkhitaryan, autore di una prova incolore dando il cambio a Zaniolo, e per Kalinic, al secondo errore sotto porta (sempre quella sotto la Curva Sud) dopo quello con  l’Istanbul Basaksehir che a molti ha ricordato quello di Schick contro la Juventus.  Il migliore in campo di tutta la Roma e l’unico che può un minimo sorridere a seguito del ko con l'Atalanta è Smalling, all'esordio assoluto in maglia giallorossa. Il centrale inglese è apparso tra i giocatori meno in diffi coltà dal punto di vista tattico edè dovuto capitolare soltanto sul gol di Zapata dove era rimasto l’unico a protezione del fortino di Pau Lopez: «Sono molto contento dell'esordio ma non della partita, nessuno di noi lo è. Abbiamo - ha dichiarato l’ex Manchester - ambizioni e dobbiamo vincere le partite casalinghe. All’inizio è stata una partita più chiusa, abbiamo avuto anche delle possibilità. Nel secondo tempo con gli spazi più allargati ci siamo trovati più in difficoltà. Dopo novanta minuti mi sentivo un po’ stanco, ma credo che adesso starò meglio per le prossime partite. Non possiamo essere troppo delusi da questa partita perché già domenica ne abbiamo un'altra». 

Nel frattempo non sembra voler finire il momento no della Roma sotto il punto di vista degli stop muscolari. Dopo i sei infortuni del primo mese della stagione, è nuovamente Spinazzola a fermarsi a causa di un fastidio al flessore della gamba sinistra. Il laterale giallorosso, che aveva accusato una distrazione al bicipite femorale sinistro, è stato sostituito dopo appena dieci minuti dall’inizio del secondo tempo ed è poi uscito dallo stadio senza zoppicare, portandosi a casa una borsa medica. A fargli compagnia nel percorso dagli spogliatoi all’esterno dell'impianto c’era Petrachi, che ha sicuramente invitato il classe 1993 a non buttarsi giù per il secondo infortunio in poche settimane. Spinazzola sarà rivalutato dallo staff medico tra oggi (ripresa alle 11) e domani e la speranza è che si tratti soltanto di un affaticamento e non di una lesione, che lo costringerebbe a restare fuori almeno fino alla sosta delle nazionali.


Passi avanti sullo stadio, ora parola alla Raggi

IL TEMPO - MAGLIARO - Qualche passo in avanti. Questo, in sintesi estrema, l'esito della riunione di ieri pomeriggio in Campidoglio per l’esame del progetto Stadio della Roma. Le parti - la Roma con Baldissoni e lo staff legale, Eurnova con il consulente, Giovanni Sparvoli e l'avvocato Valeri, il Campidoglio con una delegazione-reggimento piuttosto numerosa - tornavano a riunirsi non solo dopo la pausa estiva ma soprattutto dopo un lungo momento distasi e melina, impantanate sul problema della contestualità fra la futura apertura dello Stadio e il completamento del progetto regionale di rifacimento dell’intera ferrovia Roma-Lido di Ostia.

Nessuna accelerazione, dunque, ma solo piccoli passi avanti. Il più rilevante dei quali è la quasi raggiunta conclusione di tutti i lavori interni: interni fra i diversi uffici del Campidoglio e con gli altri due enti territoriali coinvolti, la Regione Lazio per la Roma-Lido, e la Città Metropolitana per la via del Mare-Ostiense (arteria di proprietà di Palazzo Valentini). Il completamento di questi due accordi fra le Istituzioni è fondamentale perché sarà tradotto in due contratti che saranno parte integrante di quello più generale con la Roma, la convenzione urbanistica.

Non appena saranno completati tutti i check interni al Campidoglio, gli uffici predisporranno una relazione da consegnare al sindaco, Virginia Raggi, che accompagnerà la bozza lato Campidoglio di Convenzione urbanistica (quella lato Roma è stata consegnata il 13 giugno scorso). Solo a quel punto si capiranno realmente due cose, una legata all'altra. La prima, la reale distanza fra le parti. La seconda: parole a parte, la concreta volontà dei 5Stelle di portare a casa lo Stadio.

Resta a pesare, come un macigno, la questione del vincolo fra l’apertura di Tor di Valle e le opere di mobilità pubblica. Il nodo è contenuto nell’espressione «trasporto pubblico su ferro»inserito nella delibera di pubblico interesse votata dai 5Stelle nel giugno 2017: quel «su ferro», tra l’altro centrato quasi integralmente sulla Roma-Lido, lega le mani agli uffici comunali che non possono discostarsi da una delibera di consiglio. Anche se la Regione, a inizio luglio, ha chiaramente scritto che l'apertura dello Stadio deve ritenersi vincolata solo alle opere presentate nel progetto discusso in Conferenza di Servizi e, al massimo, da questa emendato. Tradotto in soldoni: per la Regione se la stazione di Tor di Valle non è pronta, lo Stadio resta chiuso. Ma non si può tenere chiuso se manca la stazione Acilia Sud.

Per superare l’impasse occorre una decisione politica. Ecco, quindi, che la relazione alla Raggi (prevista a breve) va letta come un'assunzione di responsabilità della politica che, dopo aver complicato le cose rovinando il progetto per preclusioni ideologiche, ora dovrà dirimere i guai da essa stessa creati. Gli uffici, sostanzialmente, nella relazione evidenzieranno tutti i punti di divergenza fra le parti e dovrà essere la Raggi a prendere una decisione. Che sarà comunque sofferta e difficile: o verrà sconfessata l'intera architettura della mobilità ideata da Berdini e portata avanti dalla Raggi con la delibera di pubblico interesse del 2017 o il rischio è quello di concludere l’iter in tribunale. La via d'uscita tecnica è facile: una memoria di Giunta che autorizzi gli uffici a non considerare quel «su ferro» del 2017 per poi modificarlo quando si voterà in Consiglio la Convenzione urbanistica. Strada stretta ma percorribile. Se ci sarà la volontà politica.


Prima sconfitta, Fonseca deluso: «Loro più forti»

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - L’esordio assoluto di Chris Smalling, coincide con la prima sconfitta stagionale per la Roma. Ma non è certo colpa dell’inglese se l'Atalanta strappa un’inaspettata vittoria all’Olimpico (0-2), risultando, di fatto, la squadra più forte incontrata finora dai giallorossi. «Mi dispiace molto per il risultato - spiega proprio Smalling - è stata la mia prima partita, devo crescere e nella prossima farò meglio. Mi aspettavo così il calcio italiano, so che ogni gara è una battaglia ei o sono pronto a combattere».

Sembra abbastanza sconsolato Paulo Fonseca:  «Un passo indietro per noi? Con tutta onestà dico che l’Atalanta ha meritato la vittoria - ammette il tecnico - noi non siamo riusciti a fare un buon gioco, non abbiamo mai avuto la palla, era davvero difficile contro un avversario che fa la marcatura a uomo e pressa molto. Per questo ho cambiato sistema, passando alla difesa a tre, ma non abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Non siamo riusciti a servire , e quello sarebbe stato il modo migliore per uscire dalla difesa. Ma adesso guardiamo avanti e non ci buttiamo giù allo stesso modo in cui non dovevamo esaltarci dopo le tre vittorie consecutive». 

L’Olimpico a fine gara non infierisce, applaudendo comunque un gruppo ancora in fase di costruzione (i giocatori ricambiano l’affetto salutando la curva trascinati da ), e guidato da un allenatore impegnato nel cercare gli equilibri definitivi, e costretto a inserire giocatori nuovi, nonostante la stagione sia cominciata da un mese. Il primo ko di quest’avvio di stagione, porta la firma proprio di Gasperini, tecnico che la scorsa estate preferì restare a Bergamo, piuttosto che trasferirsi nella capitale. E l’Atalanta si conferma squadra complicatissima per i giallorossi, visto che all’Olimpico la Roma non riesce a batterla da cinque stagioni

Ora  e compagni dovranno affrontare due trasferte consecutive: domenica a Lecce e a seguire giovedì della prossima settimana la prima lontano dall’Olimpico in Europa, contro il Wolfsberg. Fonseca farà giocare entrambe le gare a Smalling, che ha bisogno di mettere nelle gambe minuti, trovando in fretta l’intesa con i suoi nuovi compagni. Nuovi problemi muscolari invece per Spinazzola, che ieri sera ha accusato un fastidio al flessore sinistro.


Vizi da antica Roma, la festa è dell'Atalanta

LA REPUBBLICA - PINCI -  A forza di italianizzarsi, la Roma a vocazione offensiva s’è arenata in un catenaccio. Dietro le quinte del primo rovescio italiano di Fonseca c’è la ricerca di equilibrio in una squadra che proprio degli squilibri aveva fatto finora la propria forza. In 3 giorni, la Roma è passata dalla vittoria sfrontata a Bologna, conquistata attaccando al 94’ nonostante l’inferiorità numerica, alla sconfitta interna con l’Atalanta giocando una partita tutta difesa e (poco) contropiede. Il risultato è che per la prima volta dopo 340 giorni (l’ultima il 20 ottobre 2018 con la Spal) è rimasta senza segnare in casa.

Paulo Fonseca ha scelto dopo un quarto d’ora di adattarsi agli avversari anziché sfidarli rinunciando al modulo tradizionale per una difesa a tre: era andata bene una settimana fa alla Dinamo Zagabria, è andata malissimo a lui, schiantato senza appello o quasi dalla furia di un’Atalanta che su quel terreno è maestra come nessuno in Italia. Alla fine ha provato a nascondersi dietro un dito: «Noi avremmo voluto fare la stessa partita di Bologna, merito dell’Atalanta se non siamo stati capaci di un atteggiamento offensivo. Ma se avessimo sfruttato le occasioni avute sullo zero a zero...».

E in effetti per un’ora le uniche due vere palle gol le hanno avute su due ripartenze Dzeko e Zaniolo. Ma la trappola era tesa e l’ingresso nella ripresa di Zapata - in gol al quarto tocco di palla - era la tagliola disposta da Gasperini per far sua la preda. Innervosita dalla cattura (e dall’errore sotto porta di un Kalinic in versione milanista) al punto da confezionare una frittata collettiva al 90’, con sonno profondo di mezza difesa, per il raddoppio di De Roon. E pensare che Fonseca alla vigilia aveva avvertito sul rischio di cedere all’entusiasmo: «Non abbiamo fatto nulla, spero che la squadra lo capisca». Niente da fare.

Deluso chi a Trigoria desiderava ardentemente una rivincita sportiva su quel Gasperini che per settimane in estate s’era lasciato corteggiare dall’idea di allenare la Roma per poi scomparire in un silenzio di ghiaccio. «Abbiamo avuto una superiorità netta», alla fine ghignava l’allenatore atalantino, che il gran rifiuto l’ha spiegato con i sentimenti: «La Roma affascinava tantissimo, ma andare via era impossibile, sarebbe stato di una ingratitudine esagerata, qui era la stagione della vita». Per l’Atalanta è la terza vittoria in tre trasferte, dove non perde da 9 partite, con il sorpasso proprio sui giallorossi. Abbastanza per alimentare il sospetto che, più che per motivi di cuore, preferendo Bergamo a Roma Gasperini abbia scelto semplicemente la squadra più forte.


Paratici all'Olimpico per Zaniolo e Pellegrini

Fabio Paratici era all'Olimpico per Roma-Atalanta. Il direttore sportivo bianconero ha ossrvato, secondo Calciomercato.com, Zaniolo e Pellegrini. Non è un segreto ormai che la società sta tenendo d'occhio i due giallorossi.


Fonseca a rischio, quotato a 4,00 un possibile esonero

Pablo Fonseca già a rischio. Dopo la prima sconfitta è già tenuto d'occhio dagli analisti che, secondo Agipronews, scommettono su un possibile esonero entro Natale. A quota 4,00, non è lontano da Ivan Juric e Igor Tudor quotati a 2,00.


Allenamento Lecce, differenziato per Farias, Lapadula, Tachtsidis e Dell'Orco

Il Lecce, prossimo avversario della Roma in campionato, ha iniziato le sessioni di allenamento in vista del match di domenica. Questo il resoconto della seduta pubblicato sul sito uslecce.it:

"Dopo la vittoria di ieri sera a Ferrara nel turno infrasettimanale della Serie A TIM, i giallorossi si sono subito ritrovati al mattino, all'Acaya Golf Resort & SPA, per la ripresa degli allenamenti in vista della gara di domenica al Via del Mare contro la Roma alle ore 15:00.  Hanno seguito un programma di lavoro differenziato Dell'Orco, Farias, Lapadula e Tachtsidis. Domani pomeriggio allenamento, a porte chiuse, allo stadio".


Domani visite mediche per Spinazzola. A rischio la presenza contro il Lecce

Leonardo Spinazzola, uscito ieri durante Roma-Atalanta per un fastidio muscolare al flessore sinistro, non ha partecipato all'allenamento odierno in vista del match contro il Lecce. Per il terzino, infatti, sono state programmate delle visite mediche da effettuare domani e che faranno capire meglio l'entità dell'infortunio ed i tempi di recupero.