Smalling piace, pure allo United. Mancini: «Si, ora mi diverto»
GAZZETTA DELLO SPORT - Nella notte di San Siro hanno sovrastato Lukaku e Lautaro. Se l’Inter per la prima volta in questa stagione non è riuscita a fare gol, il merito va soprattutto a Chris Smalling e Gianluca Mancini. Dall'Inghilterra è arrivato un messaggio forte e chiaro da Solskjaer: «L’estate prossima tornerà qui». Occhio, però, perché il club giallorosso è pronto a mettere 15 milioni sul piatto per il difensore inglese, che già ha dato la propria disponibilità a restare in Italia. Alla finestra della Serie A pure altre società (la Juve, ma si parla anche stessa Inter?) e lo United non vuole scendere meno di 20 milioni per il difensore, che sogna di tornare in nazionale per l’Europeo (ieri a vederlo c’era il vice c.t inglese) Mancini salta la Spal
Chi ha il futuro azzurro blindato, invece, è Mancini. «Mi sono divertito nel duello con Lautaro - ha detto - . Usciamo soddisfatti. La nostra dimensione è lottare per la Champions. Siamo un bel gruppo, allenati da un ottimo allenatore. Siamo forti, dobbiamo pensarlo ogni domenica, contro chiunque».
Edin e la maledetta febbre del venerdì sera
IL MESSAGGERO - FERRETTI - Maledetto calendario. Come non insultarlo pensando che se la partita contro l’Inter si fosse giocata - come da antica tradizione - di domenica, probabilmente Edin Dzeko sarebbe stato regolarmente al suo posto dal primo minuto? Un paio di giorni in più di convalescenza avrebbero annullato la febbre d’inizio settimana e la conseguente fiacca, e avrebbero restituito il bosniaco in buona forma a Paulo Fonseca fin dal fischio d’avvio di Calvarese. Invece, partita di venerdì e il pallido Edin ben coperto in panchina.
Roma ancora una volta in emergenza (Kluivert, Fazio, Cristante, Pastore e Zappacosta a casa, Pau Lopez in tribuna e Santon presto negli spogliatoi...) contro la prima della classe. Roma inedita, e non solo tecnicamente, con Zaniolo nel ruolo di centravanti a fare a botte nel cuore della difesa di Antonio Conte. Compito non facile per Nicolò, per unmilione dimotivi,ma assolto – nella prima parte della prima frazione – con buona personalità. Come quella della Roma tutta, capace di complicarsi la vita solo regalando sistematicamente occasioni ai nerazzurri. Una Roma che ha saputo gestire tanto e bene il pallone ma che non è riuscita a mettere davvero paura a Handanovic. E in quei momenti si è sentita, tanto, l’assenza di un finalizzatore come Dzeko.
Non per dare colpe a Zaniolo, questo deve esser chiaro, ma perché Edin è un giocatore unico. E non soltanto nella Roma. Nel momento di maggior confidenza con la partita, la Roma non è stata brava a produrre occasioni vere, con Zaniolo troppo spesso costretto a giocare da solo. Maledetta febbre...
GLI INSOLITI NOTI Edin in campo solo nell’ultima mezzora, con Zaniolo riportato a destra, ma con la Roma non più padronadellasituazione. Scarso il gioco d’attacco, poca personalità, Edin impalpabile. Che peccato... Così sono venuti alla ribalta un paio di giocatori che non ti aspettavi, tipo Diawara a centrocampo e Mirante, già molto bravo nella prima frazione, tra i pali. Segno che il gruppo, al di là delle tante, tantissime assenze è di qualità, e che Fonseca può contare sempre e comunque su gente in grado di reggere l’urto anche della prima in classifica. Una Roma che a Milano ha confermato di essere ormai una squadra vera, e con Dzeko meno pallido in campo anche in quel primo tempo probabilmente lo avrebbe dimostrato ancora di più.
Fonseca: «Sono felice solo quando vinco»
GAZZETTA DELLO SPORT - A fine partita il suo volto è soddisfatto, ma l’impressione è che, per un allenatore ambizioso come lui, non sia ancora il migliore dei mondi possibili. Paulo Fonseca è contento della sua Roma, però forse l’Inter stavolta era alla portata. «Abbiamo fatto circolare bene la palla, ma sbagliato le decisioni finali negli ultimi metri - spiega - anche se abbiamo fatto una buona partita. Eravamo intenzionati a giocare a viso aperto e l’abbiamo fatto. Le principali occasioni nerazzurre sono arrivate per errori nostri in fase di costruzione, ma abbiamo tentato sempre d’iniziare il gioco con coraggio, a costo di sbagliare, però io preferisco così. Tatticamente siamo stati quasi perfetti. Non ricordo molte squadre che hanno giocato contro l’Inter come abbiamo fatto noi. Ho visto che giocare in Italia non è mai facile».
Conferenza Stampa Fonseca: "Partita difensiva quasi perfetta. Siamo stati coraggiosi"
Paulo Fonseca, tecnico della Roma, ha parlato in conferenza stampa dopo la partita contro l'Inter:
Come ti spieghi le poche palle gol create. Zaniolo come lo hai visto?
"Zaniolo ha giocato centravanti perché Dzeko non stava bene. Abbiamo fatto un gioco con una buona circolazione, abbiamo sbagliato l’ultimo passaggio ma non è facile contro l’Inter".
È mancata convinzione negli ultimi 16 metri?
"Sì, è vero. Io ho parlato di questo, avevamo situazioni in cui potevamo crossare con convinzione e non l’abbiamo fatto. Lavoriamo per migliorare".
Aveva detto che per affrontare Lukaku e Martinez la Roma avrebbe dovuto avere coraggio.
"Difensivamente la nostra partita è stata quasi perfetta, le occasioni dell’Inter sono arrivate da nostri errori in uscita di palla. Abbiamo fatto una buona partita a livello difensivo".
Zaniolo e Mkhitaryan insieme per la prima volta, è stata questa la principale difficoltà per voi?
"No, la difficoltà più grande è stata l’Inter che difende molto bene".
Nel primo tempo avete fatto molto bene, è mancato lì il terminale? E come spiega il secondo tempo?
"Io sono felice quando vinco, non ci siamo accontentati. Non abbiamo giocato contro una squadra qualsiasi, non ricordo squadre che hanno giocato come noi contro l’Inter stasera. Siamo stati coraggiosi con e senza palla, abbiamo avuto personalità. Dzeko? Dzeko è Dzeko, Zaniolo non è un attaccante".
Due parole su Smalling. E Mancini?
"Partita perfetta. Mancini ha giocato una grande partita, non è facile giocare contro Lautaro che sta bene. È migliorato molto, è un ragazzo bravo e intelligente: ha un atteggiamento perfetto".
Mirante come l’ha visto?
"Perfetto, Antonio è un portiere che ha fatto una bellissima partita. Aveva fiducia, sono felice per la sua prestazione".
Ci spiega le scelte di formazione?
"È importante pensare alla partita che andiamo ad affrontare, le mie decisioni sono in funzione della gara".
L’Italia l’ha costretta a diventare più difensivo?
"È difficile, le squadre hanno una buona organizzazione difensiva. Tutte hanno qualità in questo momento, ma non abbiamo cambiato niente. È vero che giocare con Napoli, Inter e Milano sono gare diverse; con le altre non è facile perché si difendono in tanti".
Friedkin accelera. E il titolo vola
IL TEMPO - Friedkin va avanti a passo spedito nella trattativa per entrare nella proprietà della Roma. Il magnate texano, presentatosi lo scorso mese nella Capitale, sta portando avanti personalmente in queste ore le discussioni con il presidente giallorosso Pallotta. Il futuro del club giallorosso si decide quindi negli Stati Uniti e i passi avanti formali sono attesi per la prossima settimana: una volta raggiunta un'intesa tra i diretti interessati i legali delle parti saranno chiamati a scrivere gli accordi su tale base.
Intanto ieri, sulla scia delle notizie che vogliono sviluppi più che concreti entro Natale, è volato il titolo delle Roma in Borsa. Le azioni giallorosse hanno aperto la giornata a quota 0,546 euro per azione, chiudendo, con un rialzo del 16,48%, a 0,636 euro per azione, il miglior dato dopo quello registrato nell'aprile 2018, periodo in cui era stata raggiunta la semifinale di Champions League. Oltre al rialzo del titolo (sospeso durante la mattinata) va segnalato che sono passati di mano oltre 6,2 milioni di azioni, a fronte di una media di 2,2 milioni in un'intera seduta dell'ultimo mese.
Dzeko gioca, Perotti favorito su Mkhitaryan
IL TEMPO - ZOTTI - Edin Dzeko ci sarà. Ieri il bosniaco ha svolto lavoro individuale a Trigoria ma è stato regolarmente convocato da Fonseca ed è partito per Milano - imbacuccato con cappello di lana e giubbotto pesante - da Termini insieme al resto della squadra. Sarà ancora una volta lui a guidare l'attacco giallorosso nel big match di San Siro contro l'Inter, supportato da Zaniolo, Pellegrini e Perotti, in vantaggio nel ballottaggio con Mkhitaryan. Confermati Diawara e Veretout davanti alla difesa composta da Santon (favorito su Spinazzola e Florenzi), Mancini, Smalling e Kolarov. In porta come sempre Pau Lopez.
Non convocati invece Kluivert, Pastore e Fazio, rimasto a casa precauzionalmente per un fastidio all'adduttore. Trai nerazzurri non ci saranno - oltre al lungodegente Sanchez - Sensi, Barella e Gagliardini. Conte però non vuole sentire parlare di emergenza. L'allenatore interista dovrebbe mettere in campo il solito 3-5-2 con D'Ambrosio (preferito a Godin), De Vrij e Skriniar davanti ad Handanovic. In mediana insieme a Candreva, per una maglia da titolare, spazio a Vecino, Borja Valero, Brozovic e Biraghi con la possibile sorpresa Asamoah come mezzala. A cercare di scardinare la difesa romanista ci sarà la coppia-rivelazione della Serie A, formata da Lukaku e Lautaro Martinez. Previsto un nutrito gruppo di romanisti nel settore ospiti: saranno 2800 i tifosi provenienti dalla capitale.
Roma a San Siro: momento della verità
IL TEMPO - CARMELLINI - Ci siamo! Stasera inizia il weekend più importante di questa prima parte del campionato per le due squadre della Capitale. Roma e Lazio affrontano le due prime della classe Inter e Juve. Iniziano oggi i giallorossi che avranno a che fare a San Siro con la capolista e con quello che poteva essere il loro allenatore: Antonio Conte. C'è tutto in questa sfida fatta di tradizioni antiche ma anche di rivalse recenti a partire proprio dal «no» del tecnico nerazzurro che ha glissato l'invito giallorosso preferendo la piazza meneghina.
I risultati per il momento gli stanno dando ragione, ma stasera la Rama ce la metterà tutta per fargli rimpiangere una decisione che comunque nella Capitale nessuno rimpiange perché ha portato poi all'arrivo di Paulo Fonseca: l'uomo nuovo in grado di cambiare le macchinose meccaniche giallorosse e di mettere alle spalle una crisi che sembrava irreversibile. La Roma non recrimina le scelte del tecnico pugliese, anzi si tiene strettissimo l'allenatore lusitano capace di rimetterla in piedi e di trasmettere la mentalità giusta a un gruppo che sembrava scollato e in cerca di una rifondazione. Non ce ne è stato bisogno perché Fonseca ha saputo intervenire e rimettere le cose a posto senza scalpori con il suo modo composto di affrontare le cose, pur facendo le sue scelte sacrificando qualcuno, rimettendo i pezzi al loro posto secondo le sue dinamiche e i suoi equilibri Ma è chiaro che Inter e Roma hanno di partenza obiettivi diversi: anche dichiarati dai rispettivi tecnici.
I nerazzurri giocano per lo scudetto, la Roma per tornare a calcare il palcoscenico della Champions. In mezzo Juventus e Lazio che domani sera se le daranno di santa ragione all'Olimpico. Intanto stasera toccherà a Fonseca e Conte, così simili ma allo stesso tempo così diametralmente opposti. Entrambi amano un calcio aggressivo, offensivo che copre tutti gli spazi e tanto possesso palla, ma hanno due maniere molto diverse di interpretarlo e di trasmetterlo ai propri giocatori. Uno è fobico, l'altro più metodico. Uno gioca sempre all'attacco anche nella vita e nei rapporti con il suo club, l'altro è più riflessivo e preferisce il fare al dire.
I bookmakers non hanno dubbi su quale sia la favorita per il big maich da sera, ma anche quote Roma non sono poi così male. Grande attenzione anche sul fronte arbitri. in questo momento molto caldo per la Var bombardata da tutte le parti. Il designatore ha optato per Calvarese «bocciando» di fatto Rocchi che lo scorso anno era stato protagonista in negativo sull'episodio del rigore non concesso a Zaniolo. Insomma stasera nessuno vuole correre rischi, c'è grande fair play anche se le società hanno reagito in maniera diversa a un titolo uscito ieri su un quotidiano sportivo. Quel «black friday» non è piaciuto ai due protagonisti «colored» della sfida Lukaku e Smalling ritratti in copertina ed è stato criticato pesantemente dal dub giallorosso mentre l'Inter ci è andata molto più soft. Imbufaliti i due giocatori che oggi però avranno ben altro per la testa perché in palio oltre a tre punti pesantissimi per la classifica ci sarà anche la voglia di primeggiare l'uno sull'altro. E una volta in campo le battute di discutibile gusto e il colore della pelle non conteranno granché.IL TEMPO (T. CARMELLINI) - Ci siamo! Stasera inizia il weekend più importante di questa prima parte del campionato per le due squadre della Capitale. Roma e Lazio affrontano le due prime della classe Inter e Juve. Iniziano oggi i giallorossi che avranno a che fare a San Siro con la capolista e con quello che poteva essere il loro allenatore: Antonio Conte. C'è tutto in questa sfida fatta di tradizioni antiche ma anche di rivalse recenti a partire proprio dal «no» del tecnico nerazzurro che ha glissato l'invito giallorosso preferendo la piazza meneghina.
I risultati per il momento gli stanno dando ragione, ma stasera la Rama ce la metterà tutta per fargli rimpiangere una decisione che comunque nella Capitale nessuno rimpiange perché ha portato poi all'arrivo di Paulo Fonseca: l'uomo nuovo in grado di cambiare le macchinose meccaniche giallorosse e di mettere alle spalle una crisi che sembrava irreversibile. La Roma non recrimina le scelte del tecnico pugliese, anzi si tiene strettissimo l'allenatore lusitano capace di rimetterla in piedi e di trasmettere la mentalità giusta a un gruppo che sembrava scollato e in cerca di una rifondazione. Non ce ne è stato bisogno perché Fonseca ha saputo intervenire e rimettere le cose a posto senza scalpori con il suo modo composto di affrontare le cose, pur facendo le sue scelte sacrificando qualcuno, rimettendo i pezzi al loro posto secondo le sue dinamiche e i suoi equilibri Ma è chiaro che Inter e Roma hanno di partenza obiettivi diversi: anche dichiarati dai rispettivi tecnici.
I nerazzurri giocano per lo scudetto, la Roma per tornare a calcare il palcoscenico della Champions. In mezzo Juventus e Lazio che domani sera se le daranno di santa ragione all'Olimpico. Intanto stasera toccherà a Fonseca e Conte, così simili ma allo stesso tempo così diametralmente opposti. Entrambi amano un calcio aggressivo, offensivo che copre tutti gli spazi e tanto possesso palla, ma hanno due maniere molto diverse di interpretarlo e di trasmetterlo ai propri giocatori. Uno è fobico, l'altro più metodico. Uno gioca sempre all'attacco anche nella vita e nei rapporti con il suo club, l'altro è più riflessivo e preferisce il fare al dire.
I bookmakers non hanno dubbi su quale sia la favorita per il big maich da sera, ma anche quote Roma non sono poi così male. Grande attenzione anche sul fronte arbitri. in questo momento molto caldo per la Var bombardata da tutte le parti. Il designatore ha optato per Calvarese «bocciando» di fatto Rocchi che lo scorso anno era stato protagonista in negativo sull'episodio del rigore non concesso a Zaniolo. Insomma stasera nessuno vuole correre rischi, c'è grande fair play anche se le società hanno reagito in maniera diversa a un titolo uscito ieri su un quotidiano sportivo. Quel «black friday» non è piaciuto ai due protagonisti «colored» della sfida Lukaku e Smalling ritratti in copertina ed è stato criticato pesantemente dal dub giallorosso mentre l'Inter ci è andata molto più soft. Imbufaliti i due giocatori che oggi però avranno ben altro per la testa perché in palio oltre a tre punti pesantissimi per la classifica ci sarà anche la voglia di primeggiare l'uno sull'altro. E una volta in campo le battute di discutibile gusto e il colore della pelle non conteranno granché.
IL TEMPO (T. CARMELLINI) - Ci siamo! Stasera inizia il weekend più importante di questa prima parte del campionato per le due squadre della Capitale. Roma e Lazio affrontano le due prime della classe Inter e Juve. Iniziano oggi i giallorossi che avranno a che fare a San Siro con la capolista e con quello che poteva essere il loro allenatore: Antonio Conte. C'è tutto in questa sfida fatta di tradizioni antiche ma anche di rivalse recenti a partire proprio dal «no» del tecnico nerazzurro che ha glissato l'invito giallorosso preferendo la piazza meneghina.
I risultati per il momento gli stanno dando ragione, ma stasera la Rama ce la metterà tutta per fargli rimpiangere una decisione che comunque nella Capitale nessuno rimpiange perché ha portato poi all'arrivo di Paulo Fonseca: l'uomo nuovo in grado di cambiare le macchinose meccaniche giallorosse e di mettere alle spalle una crisi che sembrava irreversibile. La Roma non recrimina le scelte del tecnico pugliese, anzi si tiene strettissimo l'allenatore lusitano capace di rimetterla in piedi e di trasmettere la mentalità giusta a un gruppo che sembrava scollato e in cerca di una rifondazione. Non ce ne è stato bisogno perché Fonseca ha saputo intervenire e rimettere le cose a posto senza scalpori con il suo modo composto di affrontare le cose, pur facendo le sue scelte sacrificando qualcuno, rimettendo i pezzi al loro posto secondo le sue dinamiche e i suoi equilibri Ma è chiaro che Inter e Roma hanno di partenza obiettivi diversi: anche dichiarati dai rispettivi tecnici.
I nerazzurri giocano per lo scudetto, la Roma per tornare a calcare il palcoscenico della Champions. In mezzo Juventus e Lazio che domani sera se le daranno di santa ragione all'Olimpico. Intanto stasera toccherà a Fonseca e Conte, così simili ma allo stesso tempo così diametralmente opposti. Entrambi amano un calcio aggressivo, offensivo che copre tutti gli spazi e tanto possesso palla, ma hanno due maniere molto diverse di interpretarlo e di trasmetterlo ai propri giocatori. Uno è fobico, l'altro più metodico. Uno gioca sempre all'attacco anche nella vita e nei rapporti con il suo club, l'altro è più riflessivo e preferisce il fare al dire.
I bookmakers non hanno dubbi su quale sia la favorita per il big maich da sera, ma anche quote Roma non sono poi così male. Grande attenzione anche sul fronte arbitri. in questo momento molto caldo per la Var bombardata da tutte le parti. Il designatore ha optato per Calvarese «bocciando» di fatto Rocchi che lo scorso anno era stato protagonista in negativo sull'episodio del rigore non concesso a Zaniolo. Insomma stasera nessuno vuole correre rischi, c'è grande fair play anche se le società hanno reagito in maniera diversa a un titolo uscito ieri su un quotidiano sportivo. Quel «black friday» non è piaciuto ai due protagonisti «colored» della sfida Lukaku e Smalling ritratti in copertina ed è stato criticato pesantemente dal dub giallorosso mentre l'Inter ci è andata molto più soft. Imbufaliti i due giocatori che oggi però avranno ben altro per la testa perché in palio oltre a tre punti pesantissimi per la classifica ci sarà anche la voglia di primeggiare l'uno sull'altro. E una volta in campo le battute di discutibile gusto e il colore della pelle non conteranno granché.
Inter-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani nazionali
La Roma, guidata in panchina da mister Fonseca sfiderà l’Inter di Antonio Conte, vediamo le probabili formazioni dei maggiori quotidiani nazionali:
LA GAZZETTA DELLO SPORT
Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; Veretout, Diawara; Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.
LEGGO
Pau Lopez; Spinazzola, Smalling, Mancini, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.
CORRIERE DELLO SPORT
Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Mkhitaryan, Pellegrini, Perotti; Zaniolo.
TUTTOSPORT
Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara; Zaniolo, Pellegrini, Veretout, Mkhitaryan; Dzeko.
CORRIERE DELLA SERA
Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.
LA REPUBBLICA
Pau Lopez; Santon, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Perotti; Dzeko.
IL TEMPO
Pau Lopez; Santon, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Perotti; Dzeko.
IL GIORNALE
Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.
LA STAMPA
Pau Lopez; Santon, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Perotti; Dzeko.
IL MESSAGGERO
Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara; Zaniolo, Pellegrini, Veretout, Mkhitaryan; Dzeko.
Il titolo vola e Friedkin si avvicina
LEGGO - Il titolo in Borsa della Roma scoppia. Ieri nuova giornata frenetica per il club i cui titoli sono entrati in asta di volatilità quando in mattinata avevano già fatto registrare un incremento del 10,26% portando il proprio valore a 0,602 euro (alle 11.30 il titolo è stato sospeso). Ben 3 milioni le azioni passate di mano in poche ore. A scuotere il mercato le notizie di un imminente passaggio di mano per Eurnova, eventualità che accelererebbe la questione stadio, in un periodo in cui Pallotta sta discutendo con Friedkin il passaggio di quote della Roma.
Luci a San Siro
LEGGO - E' quello che poteva essere (Conte) contro quello che è (Fonseca). E' la coppia terribile Lukaku-Lautaro contro il muro Smalling-Mancini. E' Zaniolo contro il suo recente passato. Ma soprattutto è la sfida, in attesa di Lazio-Juve, che può ribaltare il podio del campionato. E' Inter-Roma, una partita che non è mai stata banale e che vivrà stasera a San Siro uno dei suoi capitoli più caldi.
I nerazzurri, infatti, ci arrivano da primi della classe nonostante il centrocampo dimezzato mentre i giallorossi sono rinfrancati dalle 6 vittorie nelle ultime 8 partite e dal recupero lampo di Dzeko che ha smaltito la febbre. «Potrà giocare - sentenzia Fonseca anche se poi scherza -. Mi chiedete se giocherà titolare? Vabbè allora dico di no». Sereno il portoghese ma estremamente concentrato anche quando si parla del contatto Conte-Roma in estate: «Non parlo del passato, ma per me è un onore se i dirigenti giallorossi hanno parlato di Conte per la Roma e oggi sono io qui ad allenare. È un grande tecnico. L'Inter ha un'idea di gioco molto precisa. Iniziano la costruzione con tre giocatori, ma hanno una dinamica molto interessante».
Conte da Milano ringrazia e ammette di essere stato vicino alla Roma: «Fonseca è bravissimo e si è adattato subito. In estate Totti mi ha chiamato per allenare la Roma. Ho fatto delle valutazioni in maniera molto serena e non ho sentito fosse il momento giusto pur sapendo che Roma è una grandissima piazza e sarebbe un'esperienza incredibile».
Ma torniamo a Fonseca e a una gara (con 3500 tifosi al seguito) che potrebbe riaccendere anche i sogni scudetto: «Non mi interessa Lazio-Juve. È il tipo di gara che noi vogliamo giocare. Per me è una grande opportunità per la nostra squadra di dimostrare che siamo in un buon momento. Dal punto di vista personale però non cambia niente: è vero che giochiamo contro una delle migliori squadre italiane in un grande stadio con tanti tifosi, ma non è speciale per me».
Non ci sarà Fazio, fermato da un problema all'adduttore, mentre davanti al posto di Kluivert sarà ballottaggio: «Perotti e Mkhitaryan stanno bene e sono pronti. Anche Florenzi può giocare alto. Under invece deve migliorare soprattutto in fase difensiva».
Roma, esame da big contro la capolista
IL MESSAGGERO - TRANI - San Siro, ore 20,45: tocca all'Inter, da domenica nuova capolista del campionato, fare l'esame di maturità alla Roma. Che, in 14 gare del torneo, ha battuto solo le big decadute, il Milan ormai da anni e il Napoli dell'attuale stagione. Gli altri risultati in altalena: il pari sofferto contro la Lazio terza, il ko interno con l'Atalanta (adesso) sesta e il pari casalingo contro il Cagliari quarto (davanti ai giallorossi solo per la differenza reti: +1). Conte, rifiutata nella scorsa primavera l'offerta di Pallotta, pesa insomma il lavoro di Fonseca che, pur non essendo stato la prima scelta del management italiano della proprietà Usa, sta lasciando la sua impronta pure in serie A dopo aver festeggiato 7 titoli nei 3 anni in Ucraina con lo Shakhtar Donetsk. «È un onore se hanno parlato con lui e oggi il tecnico di questa squadra sono io» precisa il portoghese.
OLTRE L'EMERGENZA - La sfida, anche per il rendimento in rialzo della Roma (5 successi nelle ultime 6 partite), è da vertice. Entrambe le squadre, guardando al campionato scorso, hanno 8 punti in più. Non contano, dunque, i 9 che le separano in classifica. E, a sentire i diretti interessati, nemmeno chi è fuori per infortunio. L'allenatore nerazzurro non piange, e lo rimarca in pubblico, per le assenze. Gli mancano, oltre all'attaccante di lusso Sanchez, i centrocampisti azzurri Barella e Sensi. E Gagliardini. Nel bel mezzo del suo 3-5-2, userà i ricambi. Non sta messo meglio il collega giallorosso che, pur recuperando al fotofinish Dzeko (solo alla vigilia in campo dopo l'attacco influenzale), perde Fazio (risentimento all'adduttore: 22° infortunio stagionale) che si aggiunge a Zappacosta, Cristante, Pastore e Kluivert. Ma nemmeno il portoghese si lamenta. Anzi, avverte: «È il tipo di partita che noi vogliamo giocare. Contro queste squadre. Abbiamo la grande chance di dimostrare che siamo in un buon momento».
SHOW OFFENSIVO - «Daje bomber, copriti!». Dzeko sale sul treno a Termini, coccolato e protetto dalla sua gente. E da Fonseca che se lo tiene stretto: «È pronto, gioca». Davanti il portoghese vuole andare sul sicuro. È quindi la notte per ripresentare l'ex nerazzurro Zaniolo da esterno offensivo a destra e rilanciare Mkhitaryan, provato da centravanti (soluzione in corsa), sulla corsia sinistra (ballottaggio con Perotti). Scontate le 2 novità in attacco e probabile il ritorno di Spinazzola da terzino destro. Così Florenzi, il capitano, rischia di non avere nuovamente spazio dall'inizio, anche se fino all'ultimo si augura di essere preso in considerazione dal tecnico, dietro o avanti, dove i posti sono ancora in palio. Conte, invece, interviene forzatamente a centrocampo per sostituire Gagliardini: l'unico play disponibile è Borja Valero. Possibile anche il rientro di Biraghi sulla fascia sinistra. L'Inter da record (12 successi nelle prime 14 gare, mai successo nella storia nerazzurra: solo la Juve, in 4 tornei, ha contato fino a 13 in 15) è soprattutto Lautaro e Lukaku: l'attacco, da 10 match (Champions compresa), segna minimo 2 reti a partita. Merito del tandem e del collettivo (11° marcatori diversi in campionato, come la Roma e il Cagliari). I giallorossi, però, sanno che proprio a San Siro la capolista si è già fermata (ha perso punti solo in casa), cadendo contro i campioni d'Italia e pareggiando con il Parma. Fonseca anticipa alla platea il menù per la serata di gala: «Useremo il solito nostro coraggio, ma anche il rigore difensivo».
«Black Friday»: giornalisti "daspati". Rappresaglia di Pallotta e del Milan
IL MESSAGGERO - CARINA - Nelle intenzioni voleva essere «un titolo innocente, peraltro perfettamente argomentato nell’articolo», come ha spiegato il direttore del Corriere dello Sport, Zazzaroni. S'è rivelato invece un boomerang. La Roma ha così deciso di condannare pubblicamente il titolo “Black Friday” (con le foto di Smalling e Lukaku), apparso ieri in prima pagina sul quotidiano, negando ai giornalisti che vi lavorano «l’accesso ai centri di allenamento per il resto dell'anno» e stabilendo che «i giocatori non svolgeranno alcuna attività mediatica con il giornale durante questo periodo».Il comunicato è stato congiunto: al club giallorosso s'è unito anche il Milan che adotterà la stessa disposizione per quanto riguarda le strutture rossonere. Non è un caso. Le due proprietà sono entrambe statunitensi e negli Usa la rigidità nell'affrontare determinate tematiche è netta.
IRA DEI GIOCATORI - Sulla vicenda sono intervenuti anche i calciatori interessati: «Quanto accaduto è sbagliato e insensibile. Spero che (...) si prendano le proprie responsabilità e capiscano il potere che hanno attraverso le parole e l'impatto che potrebbero avere», il giudizio di Smalling. Duro Lukaku: «Uno dei titoli più stupidi che abbia mai visto. Così si alimenta il razzismo».