Florenzi a cuore aperto: «Rispetto le scelte, la Roma prima di tutto»
Che poi il paradosso è proprio questo: per uno è titolare della nazionale, per l’altro in quel ruolo non ci può più giocare. L’oggetto del contendere è Alessandro Florenzi, che venerdì Roberto Mancini ha confermato come terzino destro dell’Italia, proprio mentre Paulo Fonseca gli ha detto chiaramente che in quel ruolo nella Roma non ha futuro (…). Dopo giorni di silenzi, il capitano giallorosso ieri ha rotto gli argini e ha detto la sua. «(…) Penso solo a giocare, voglio dare il mio contributo alla Roma. A breve spero di riuscire a mettere in difficoltà il mister, che ora sta facendo altre scelte che rispetto. Se devo fare il capitano devo dare l’esempio: come successo negli anni scorsi, metto la Roma davanti a me stesso. Tutti dobbiamo stare in silenzio e lavorare, perché se lo fa il capitano, lo fanno anche tutti gli altri». Parole perfette, dette anche nel modo giusto. Parole da capitano, verrebbe da dire.
(…) La realtà ci dice che sono ben sei gare che Florenzi non gioca titolare (…). In un paio di queste sei partite Alessandro è entrato per spiccioli di gara (…), in altre non si è neanche scaldato (…). Una decina di giorni fa Fonseca ha avuto un colloquio con il capitano, spiegandogli che non lo vede come terzino, ma come esterno d’attacco. Dovendo giocare con un esterno basso bloccato e l’altro di spinta e con Kolarov che è quello che va, dall’altra parte gli serve un giocatore più difensivo. Cosa che non fa parte degli skills del capitano. Di conseguenza, nelle gerarchie dei difensori Spinazzola e Santon gli sono scivolati davanti ( e lo sarebbe stato anche Zappacosta, se non si fosse infortunato), mentre in quelle degli attaccanti c’è l’imbarazzo della scelta (Perotti, Under, Zaniolo, Kluivert e Mkhitaryan) e di certo Florenzi non è la prima (…). E così il capitano deve metabolizzare la nuova realtà (…). Ieri sulla vicenda è intervenuto anche Giuseppe Ursino, d.s. del Crotone, dove Florenzi ha mosso i primi passi da professionista. «(…) Alessandro è un giocatore straordinario, serio e passionale (…).Per me è un centrocampista, mezzala a tre: ha tempi di inserimento e sa calciare. Terzino? Non lo vedo (…)».
Le mosse del club, Petrachi al lavoro: Kean in prestito e riscatto Smalling
Kean in prestito più il riscatto di Smalling. Saranno giorni di intenso lavoro per il d.s. della Roma Gianluca Petrachi, che vuole farsi trovare pronto a gennaio per sistemare la rosa. La prima parte della stagione, infatti, ha messo in evidenza due realtà: 1) alla Roma manca un vice-Dzeko affidabile visto che Kalinic, il cui prestito dall’Atletico Madrid potrebbe essere interrotto prima della scadenza, non è mai riuscito a dare il suo contributo a causa prima di una condizione fisica carente e poi di un infortunio; 2) Smalling ha spazzato tutti i dubbi che si portava da Manchester ed è diventato un leader della squadra (…). Kean a Liverpool non si è mai ambientato e vuole tornare in Italia, la Roma del suo amico Zaniolo potrebbe essere la soluzione migliore per lui (…).
Per quanto riguarda Smalling, il Manchester valuta il suo cartellino 18 milioni di euro, una cifra importante per un calciatore che tra pochi giorni compirà 30 anni, ma non fuori mercato per un difensore del suo livello: la Roma proverà a chiudere la trattativa già a gennaio, anche per evitare intromissioni di Inter e Juventus.
Con Kean rispunta Mariano Diaz
Edin Dzeko ormai ha 33 anni ed è impensabile che le possa giocare tutte. È per questo che il ds Petrachi si sta già muovendo sul mercato alla ricerca di un attaccante che possa far rifiatare il centravanti bosniaco. In cima alla lista c'è sempre il nome di Moise Kean (la Roma vorrebbe prenderlo in prestito con diritto di riscatto, l'Everton vorrebbe inserire l'obbligo), ma non è l'unico profilo monitorato. Secondo il quotidiano sportivo oggi in edicola, ci sarebbe un ritorno di fiamma per Mariano Diaz già seguito nel corso dell'estate. Fino a questo punto della stagione lo spagnolo di origine domenicana non ha giocato neanche un minuto nel Real Madrid e il presidente Florentino Perez vorrebbe quindi venderlo, ma sarebbe impensabile che a gennaio un club possa offrire i 20 milioni richiesti. Più logico sarebbe impostare una cessione in prestito con diritto di riscatto vincolato a una serie di parametri.
Fantasia al potere. Dzeko può sorridere, ecco i rifornimenti
Se è vero che Dzeko ha tirato solo tre volte nelle ultime sei partite e segnato la miseria di un gol (al Milan), è anche vero che i rinforzi sono lì, pronti a dargli una mano. Perché Edin vuole tornare presto per essere decisivo e lo vuole essere fino in fondo (tanto che sta pensando di farsi seguire durante le ferie natalizie da una persona di fiducia, da portarsi dietro per mettere energie nei muscoli per la seconda parte della stagione). Di certo, già dalla partita con il Brescia, alla ripresa del campionato, si sentirà un po’ meno solo, visto che Fonseca avrà recuperato l’intera batteria dei trequartisti (…).
A destra Fonseca a inizio stagione aveva pensato a Under, poi l’infortunio del turco gli ha fatto scoprire in fascia anche l’esplosività di Zaniolo e – di conseguenza – i suoi strappi (…). Kluivert, invece, offre maggiore imprevedibilità ed è quello che in assoluto attacca meglio gli spazi a campo aperto, grazie alla sua velocità. Dietro la punta, con il rientro di Pellegrini il tecnico portoghese ritrova di fatto il titolare del ruolo. Lì, se sta bene, Lorenzo garantisce fantasia (…), inserimenti e dinamismo. Diverso invece il discorso di Pastore (…) che in assoluto può offrire quella qualità che nessun altro ha. Se c’è un giocatore che può cambiare la partita attraverso una giocata è proprio l’argentino (…). Ma il genio Fonseca lo ritrova anche a sinistra, con il ritorno di Mkhitaryan. Genio e pericolosità, perché anche l’armeno può avere una certa confidenza con il gol. Perotti, invece, può garantire le superiorità numeriche con il suo uno contro uno (…). Quando servirà che aiuti in fase difensiva Florenzi è la scelta migliore. A patto, però, che resti giallorosso.
Hysaj: "Per ora voglio riconquistare il posto in azzurro, poi si vedrà"
Da tempo accostato alla Roma, Elder Hysaj ha voluto fare chiarezza sul suo futuro durante la conferenza stampa della viglia del match contro la Francia. Un match, il primo nel nuovo stadio di Tirana, a cui assisterà anche Francesco Totti.
Queste le parole di Hysaj:
"La presenza di Totti non può fa altro che farmi piacere, però oltre a quello dell’ex capitano della Roma e degli altri calciatori giallorossi, mi interessa il sostegno del nostro pubblico dopo il deludente pari contro l’Andorra. E poi adesso gioco nel Napoli. Per il momento voglio riconquistare il posto in azzurro, poi si vedrà".
Ursino, DS Crotone: "Florenzi per me è una mezzala. Non lo vedo come terzino"
Giuseppe Ursino, DS del Crotone, ha partlato di Alessandro Florenzi ai microfoni di TMW Radio. Florenzi giocò al Crotone in prestito durante la stagione 2011/12 collezionando 35 presenze e 11 reti:
"Non so cosa sia successo tra lui e Fonseca, posso dire che è un giocatore straordinario, molto serio e passionale. Alessandro tiene molto alla maglia che indossa e può giocare in tutte le big. Ruolo? Per me è un centrocampista, mezzala a 3 direi. Ha grandi tempi di inserimento e sa calciare. Non lo vedo come terzino, non mi piace in quella posizione".
Infortuni al Genoa, Kouamè fuori contro la Roma
Christian Kouamè rimarrà in panchina contro la Roma. La diagnosi data dai medici dopo gli esami è quella della rottura del legamento del crociato: si ferma obbligatoriamente l'attaccante del Genoa e dovrà guardare il match contro i giallorossi da bordo campo.
Florenzi: "Da capitano devo dare l'esempio, metto la Roma davanti a me"
Alessandro Florenzi parla del suo essere capitano. A Sport Mediaset dopo la partita con la Bosnia afferma così:
"Non ho giocato per far cambiare idea all'allenatore, ho giocato per Alessandro. Penso solo a giocare e dare il mio contributo alla Roma. Spero che nel breve periodo metterò in difficoltà il mister che ora sta facendo altre scelte. Le rispetto, e continuerò ad allenarmi a duemila come fatto fino ad ora. Se devo fare il capitano devo dare l'esempio. Come ho sempre fatto in questi anni, anche in questo momento metto la Roma davanti a me. Dobbiamo stare in silenzio e lavorare, perché se lo fa il capitano gli altri lo fanno di conseguenza".
Fonseca sorride. Ünder pronto al rientro: "Sto bene, ci sono"
LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Felice e di nuovo in forma dopo la qualificazione con la sua Turchia al prossimo Europeo, Cengiz Ünder si concentrerà adesso sulla Roma. E dovrà riconquistarselo un posto in squadra, vista la crescita di Zaniolo e Kluivert. «Ora è tutto alle spalle, sto bene e ci sono», le parole soddisfatte dell’attaccante, che sta ritrovando anche la brillantezza agonistica che aveva perso per colpa dell’infortunio. Brillantezza che deve ritrovare anche Florenzi, da un po’ fuori dai radar di Fonseca. «Sta bene ed è il nostro capitano – le parole dolci di Dzeko, al momento detentore della fascia – non è facile neanche per lui, vuole giocare, ma vanno rispettate le scelte del mister». È intanto il papà di Moise Kean – giocatore passato dalla Juve all’Everton – a proporre il figlio alla Roma. «Mandare mio figlio in Inghilterra è stato uno sbaglio, spero possa tornare in Italia e andare alla Roma, dove ritroverebbe il suo amico Zaniolo».
Mkhitaryan freme: niente panchina, pronto per giocare
CORRIERE DELLA SERA - Per recuperare al meglio la condizione fisica, dopo la lesione tendinea all’adduttore destro che lo tiene fuori dallo scorso 29 settembre, Henrikh Mkhitaryan ha rinunciato alla convocazione con la nazionale armena, e per una bandiera come lui non deve essere stato facile. La Roma, però, in questo momento ha bisogno dei suoi gol - è fermo a quello realizzato il giorno del suo esordio all’Olimpico contro il Sassuolo - e dei suoi assist. Miki da un paio di giorni ha ricominciato ad allenarsi a pieno ritmo e alla ripresa del campionato, il 24 contro il Brescia, sarà convocato. Sarà poi Fonseca a decidere se è pronto per partire titolare o se potrà dare il suo contributo a partita in corso. La cosa certa è che l’ex Arsenal si sente un calciatore importante, che può dare ancora tanto. «Conosco le mie qualità - le sue parole a Four Four Two-so quello che posso dare alla squadra. Ora ho trent’anni e mi piace giocare a calcio, non posso starmene in panchina a sprecare il mio tempo» (…). Chi potrà beneficiare della sua presenza è Edin Dzeko, che alla vigilia del match della Bosnia contro l’Italia ha parlato anche di questioni giallorosse. «(…) Fonseca ci ha dato una mano, è un allenatore molto forte (…).Florenzi? Sta bene, è il nostro capitano, non è facile neanche per lui. Vuole giocare, ma alla fine dobbiamo tutti rispettare le decisioni del tecnico (…)».
Roma, Under all'esame più lungo
IL MESSAGGERO - CARINA - A inizio stagione era titolare indiscusso. Il debutto con gol al Genoa (più l'assist a Dzeko per il raddoppio), seguiva un'estate ricca di soddisfazioni nella quale Under aveva segnato sempre o quasi. In rete contro i dilettanti del Tor Sapienza e del Trastevere, poi contro il Rieti, doppietta alla Ternana, ancora in gol contro il Lille e bravo a trasformare uno dei cinque rigori nel successo contro il Real Madrid. La fiducia di Fonseca e di Petrachi erano state propedeutiche al rinnovo a Ferragosto sino al 2023. Tutto sembrava andare per il meglio, fino all'8 settembre. In nazionale, Cengiz s'infortuna: lesione al bicipite femorale della coscia destra. La prima prognosi è di 5 settimane. Ce ne vorranno invece otto, 56 giorni, per rivederlo in campo 9 minuti contro il Napoli. Nel frattempo - dopo l'ennesima polemica nata per un nuovo saluto militare alla luce della nuova offensiva della Turchia di Erdogan contro i curdi - il mondo a Trigoria è cambiato: Zaniolo ha trovato continuità e si sta affermando a suon di gol proprio nel ruolo del turco. Il bignami della storia recente di Under (che in tutto il 2019 in giallorosso ha disputato appena 14 partite) è utile per capire quanto sarà difficile riconquistare il posto. Per una volta la nazionale è venuta in soccorso: gli 81 minuti disputati contro l'Islanda giovedì, aiuteranno Cengiz a ritrovare il ritmo partita. E chissà che domenica, nel match contro Andorra, non lo possano agevolare anche nel ritorno al gol: «Sono felicissimo e adesso mi sento pronto a dare il massimo per il mio club». Fonseca lo aspetta. Petrachi pure. Non è un mistero che Under fosse uno dei calciatori più richiesti la scorsa estate. La Roma è stata brava a trattenerlo e a rinnovargli il contratto. Ma il modus operandi del club non è un mistero e Cengiz potrebbe tornare a breve uno dei calciatori più appetiti.
PAPÀ KEAN APRE Per un club che ha fatto registrare nella trimestrale un aumento dell'indebitamento netto a 272,1 milioni, con un aumento di 51,4 milioni rispetto al 30 giugno, sono riflessioni inevitabili da fare. Ma la Roma è anche una società che investe. In quest'ottica Il ds ha messo nel mirino Kean. Operazione molto difficile, visto l'investimento di 30 milioni operato soltanto qualche mese fa dall'Everton. Ma Moise in Premier non s'è ambientato e vuole tornare in Italia, già a gennaio, per giocarsi le residue chance di far parte della lista dei 23 per l'Europeo. Questo è quello che spera anche il padre, intervenuto nel programma '1927 on air' su Centro Suono Sport: «Spero possa rientrare, in Inghilterra non si trova bene. Vieni a giocare a Roma, al fianco del tuo caro amico Zaniolo. Non pensare ai soldi, ma alla carriera». Intanto in difesa, oltre al riscatto di Smalling, non si perdono di vista i due croati Olmo e Gvardiol. Dal campo: Fonseca ha stabilito 2 giorni e mezzo di riposo. La squadra tornerà ad allenarsi lunedì pomeriggio. Prima del rompete le righe, messaggio chiaro del portoghese al gruppo: «Approfittatene, sarà l'ultima pausa prima di Natale».
Florenzi, un po' di gamba e tanta voglia: ora l’azzurro è il suo paradiso a tempo
IL MESSAGGERO - ANGELONI - Strano vederlo lì, tra gli undici. Petto in fuori, pure. A cantar l’inno. La maglia della Nazionale, oggi per Alessandro Florenzi, è la prima, quasi l’unica. Strano, appunto. Lui romano (di Vitinia), romanista, capitano della Roma, fino a prova contraria. E quella prova contraria è arrivata da un po’, perché a portare la fascia, spesso e volentieri, è Dzeko: Ale dalla deprimente sfida con la Sampdoria in poi, è sempre finito in panchina. Avversario - si fa per dire - di fascia nella Roma, ieri avversari e basta: Edin a rappresentare la Bosnia, Alessandro l’Italia. Ieri i due si sono scambiati pure un affettuoso buffetto. Dal 20 ottobre, giorno di Sampdoria-Roma, nella quale è stato in campo per 75 minuti (da titolare), Florenzi ne ha giocati solo sei contro il Borussia Mönchengladbach all’Olimpico e dodici contro l’Udinese.
UN MESE NERO Quindi, il terzino-centrocampista-attaccante della Roma, non vive l’ebbrezza di starci dal primo minuto da quasi un mese. Cosa insolita per uno come lui, abituato ad essere considerato da tutti un jolly, da Zeman fino a Ranieri, in tutto il suo percorso romanista, e chissà se continuerà anche dopo gennaio. Come noto, i jolly sono tali perché trovano sempre un posto in prima fila. Sono i diversamente titolari, quelli che un buco in squadra alla fine lo trovano sempre. Florenzi, in azzurro, balla tra due allenatori che hanno nei suoi confronti sensazioni e opinioni diverse: Fonseca non lo vede come terzino (ieri bene in Nazionale proprio da terzino), e davanti ha il pienone e comunque soluzioni, a suo dire, più convincenti, anche in mancanza dei titolari (in difesa gli viene preferito Santon, che in estate è stato sul punto di andare via); dall'altra si ritrova Mancini che, come tutti i suoi predecessori, si fida di Florenzi: da Conte a Ventura, fino appunto, all’attuale ct della Nazionale. Florenzi fatica meno del previsto, gioca una gara dignitosa, sperando di non godersi questi momenti solo con la Nazionale.
IL LEONE DELLA LAZIO Tra i “romani” in campo non sfigura nemmeno Dzeko, come il suo compagno di Roma, è dignitoso. Meglio il laziale Acerbi, che segna la sua prima rete azzurra quasi come un bomber. Anzi, un bomber.