Roma a San Siro: momento della verità
IL TEMPO - CARMELLINI - Ci siamo! Stasera inizia il weekend più importante di questa prima parte del campionato per le due squadre della Capitale. Roma e Lazio affrontano le due prime della classe Inter e Juve. Iniziano oggi i giallorossi che avranno a che fare a San Siro con la capolista e con quello che poteva essere il loro allenatore: Antonio Conte. C'è tutto in questa sfida fatta di tradizioni antiche ma anche di rivalse recenti a partire proprio dal «no» del tecnico nerazzurro che ha glissato l'invito giallorosso preferendo la piazza meneghina.
I risultati per il momento gli stanno dando ragione, ma stasera la Rama ce la metterà tutta per fargli rimpiangere una decisione che comunque nella Capitale nessuno rimpiange perché ha portato poi all'arrivo di Paulo Fonseca: l'uomo nuovo in grado di cambiare le macchinose meccaniche giallorosse e di mettere alle spalle una crisi che sembrava irreversibile. La Roma non recrimina le scelte del tecnico pugliese, anzi si tiene strettissimo l'allenatore lusitano capace di rimetterla in piedi e di trasmettere la mentalità giusta a un gruppo che sembrava scollato e in cerca di una rifondazione. Non ce ne è stato bisogno perché Fonseca ha saputo intervenire e rimettere le cose a posto senza scalpori con il suo modo composto di affrontare le cose, pur facendo le sue scelte sacrificando qualcuno, rimettendo i pezzi al loro posto secondo le sue dinamiche e i suoi equilibri Ma è chiaro che Inter e Roma hanno di partenza obiettivi diversi: anche dichiarati dai rispettivi tecnici.
I nerazzurri giocano per lo scudetto, la Roma per tornare a calcare il palcoscenico della Champions. In mezzo Juventus e Lazio che domani sera se le daranno di santa ragione all'Olimpico. Intanto stasera toccherà a Fonseca e Conte, così simili ma allo stesso tempo così diametralmente opposti. Entrambi amano un calcio aggressivo, offensivo che copre tutti gli spazi e tanto possesso palla, ma hanno due maniere molto diverse di interpretarlo e di trasmetterlo ai propri giocatori. Uno è fobico, l'altro più metodico. Uno gioca sempre all'attacco anche nella vita e nei rapporti con il suo club, l'altro è più riflessivo e preferisce il fare al dire.
I bookmakers non hanno dubbi su quale sia la favorita per il big maich da sera, ma anche quote Roma non sono poi così male. Grande attenzione anche sul fronte arbitri. in questo momento molto caldo per la Var bombardata da tutte le parti. Il designatore ha optato per Calvarese «bocciando» di fatto Rocchi che lo scorso anno era stato protagonista in negativo sull'episodio del rigore non concesso a Zaniolo. Insomma stasera nessuno vuole correre rischi, c'è grande fair play anche se le società hanno reagito in maniera diversa a un titolo uscito ieri su un quotidiano sportivo. Quel «black friday» non è piaciuto ai due protagonisti «colored» della sfida Lukaku e Smalling ritratti in copertina ed è stato criticato pesantemente dal dub giallorosso mentre l'Inter ci è andata molto più soft. Imbufaliti i due giocatori che oggi però avranno ben altro per la testa perché in palio oltre a tre punti pesantissimi per la classifica ci sarà anche la voglia di primeggiare l'uno sull'altro. E una volta in campo le battute di discutibile gusto e il colore della pelle non conteranno granché.IL TEMPO (T. CARMELLINI) - Ci siamo! Stasera inizia il weekend più importante di questa prima parte del campionato per le due squadre della Capitale. Roma e Lazio affrontano le due prime della classe Inter e Juve. Iniziano oggi i giallorossi che avranno a che fare a San Siro con la capolista e con quello che poteva essere il loro allenatore: Antonio Conte. C'è tutto in questa sfida fatta di tradizioni antiche ma anche di rivalse recenti a partire proprio dal «no» del tecnico nerazzurro che ha glissato l'invito giallorosso preferendo la piazza meneghina.
I risultati per il momento gli stanno dando ragione, ma stasera la Rama ce la metterà tutta per fargli rimpiangere una decisione che comunque nella Capitale nessuno rimpiange perché ha portato poi all'arrivo di Paulo Fonseca: l'uomo nuovo in grado di cambiare le macchinose meccaniche giallorosse e di mettere alle spalle una crisi che sembrava irreversibile. La Roma non recrimina le scelte del tecnico pugliese, anzi si tiene strettissimo l'allenatore lusitano capace di rimetterla in piedi e di trasmettere la mentalità giusta a un gruppo che sembrava scollato e in cerca di una rifondazione. Non ce ne è stato bisogno perché Fonseca ha saputo intervenire e rimettere le cose a posto senza scalpori con il suo modo composto di affrontare le cose, pur facendo le sue scelte sacrificando qualcuno, rimettendo i pezzi al loro posto secondo le sue dinamiche e i suoi equilibri Ma è chiaro che Inter e Roma hanno di partenza obiettivi diversi: anche dichiarati dai rispettivi tecnici.
I nerazzurri giocano per lo scudetto, la Roma per tornare a calcare il palcoscenico della Champions. In mezzo Juventus e Lazio che domani sera se le daranno di santa ragione all'Olimpico. Intanto stasera toccherà a Fonseca e Conte, così simili ma allo stesso tempo così diametralmente opposti. Entrambi amano un calcio aggressivo, offensivo che copre tutti gli spazi e tanto possesso palla, ma hanno due maniere molto diverse di interpretarlo e di trasmetterlo ai propri giocatori. Uno è fobico, l'altro più metodico. Uno gioca sempre all'attacco anche nella vita e nei rapporti con il suo club, l'altro è più riflessivo e preferisce il fare al dire.
I bookmakers non hanno dubbi su quale sia la favorita per il big maich da sera, ma anche quote Roma non sono poi così male. Grande attenzione anche sul fronte arbitri. in questo momento molto caldo per la Var bombardata da tutte le parti. Il designatore ha optato per Calvarese «bocciando» di fatto Rocchi che lo scorso anno era stato protagonista in negativo sull'episodio del rigore non concesso a Zaniolo. Insomma stasera nessuno vuole correre rischi, c'è grande fair play anche se le società hanno reagito in maniera diversa a un titolo uscito ieri su un quotidiano sportivo. Quel «black friday» non è piaciuto ai due protagonisti «colored» della sfida Lukaku e Smalling ritratti in copertina ed è stato criticato pesantemente dal dub giallorosso mentre l'Inter ci è andata molto più soft. Imbufaliti i due giocatori che oggi però avranno ben altro per la testa perché in palio oltre a tre punti pesantissimi per la classifica ci sarà anche la voglia di primeggiare l'uno sull'altro. E una volta in campo le battute di discutibile gusto e il colore della pelle non conteranno granché.
IL TEMPO (T. CARMELLINI) - Ci siamo! Stasera inizia il weekend più importante di questa prima parte del campionato per le due squadre della Capitale. Roma e Lazio affrontano le due prime della classe Inter e Juve. Iniziano oggi i giallorossi che avranno a che fare a San Siro con la capolista e con quello che poteva essere il loro allenatore: Antonio Conte. C'è tutto in questa sfida fatta di tradizioni antiche ma anche di rivalse recenti a partire proprio dal «no» del tecnico nerazzurro che ha glissato l'invito giallorosso preferendo la piazza meneghina.
I risultati per il momento gli stanno dando ragione, ma stasera la Rama ce la metterà tutta per fargli rimpiangere una decisione che comunque nella Capitale nessuno rimpiange perché ha portato poi all'arrivo di Paulo Fonseca: l'uomo nuovo in grado di cambiare le macchinose meccaniche giallorosse e di mettere alle spalle una crisi che sembrava irreversibile. La Roma non recrimina le scelte del tecnico pugliese, anzi si tiene strettissimo l'allenatore lusitano capace di rimetterla in piedi e di trasmettere la mentalità giusta a un gruppo che sembrava scollato e in cerca di una rifondazione. Non ce ne è stato bisogno perché Fonseca ha saputo intervenire e rimettere le cose a posto senza scalpori con il suo modo composto di affrontare le cose, pur facendo le sue scelte sacrificando qualcuno, rimettendo i pezzi al loro posto secondo le sue dinamiche e i suoi equilibri Ma è chiaro che Inter e Roma hanno di partenza obiettivi diversi: anche dichiarati dai rispettivi tecnici.
I nerazzurri giocano per lo scudetto, la Roma per tornare a calcare il palcoscenico della Champions. In mezzo Juventus e Lazio che domani sera se le daranno di santa ragione all'Olimpico. Intanto stasera toccherà a Fonseca e Conte, così simili ma allo stesso tempo così diametralmente opposti. Entrambi amano un calcio aggressivo, offensivo che copre tutti gli spazi e tanto possesso palla, ma hanno due maniere molto diverse di interpretarlo e di trasmetterlo ai propri giocatori. Uno è fobico, l'altro più metodico. Uno gioca sempre all'attacco anche nella vita e nei rapporti con il suo club, l'altro è più riflessivo e preferisce il fare al dire.
I bookmakers non hanno dubbi su quale sia la favorita per il big maich da sera, ma anche quote Roma non sono poi così male. Grande attenzione anche sul fronte arbitri. in questo momento molto caldo per la Var bombardata da tutte le parti. Il designatore ha optato per Calvarese «bocciando» di fatto Rocchi che lo scorso anno era stato protagonista in negativo sull'episodio del rigore non concesso a Zaniolo. Insomma stasera nessuno vuole correre rischi, c'è grande fair play anche se le società hanno reagito in maniera diversa a un titolo uscito ieri su un quotidiano sportivo. Quel «black friday» non è piaciuto ai due protagonisti «colored» della sfida Lukaku e Smalling ritratti in copertina ed è stato criticato pesantemente dal dub giallorosso mentre l'Inter ci è andata molto più soft. Imbufaliti i due giocatori che oggi però avranno ben altro per la testa perché in palio oltre a tre punti pesantissimi per la classifica ci sarà anche la voglia di primeggiare l'uno sull'altro. E una volta in campo le battute di discutibile gusto e il colore della pelle non conteranno granché.
Inter-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani nazionali
La Roma, guidata in panchina da mister Fonseca sfiderà l’Inter di Antonio Conte, vediamo le probabili formazioni dei maggiori quotidiani nazionali:
LA GAZZETTA DELLO SPORT
Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; Veretout, Diawara; Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.
LEGGO
Pau Lopez; Spinazzola, Smalling, Mancini, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.
CORRIERE DELLO SPORT
Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Mkhitaryan, Pellegrini, Perotti; Zaniolo.
TUTTOSPORT
Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara; Zaniolo, Pellegrini, Veretout, Mkhitaryan; Dzeko.
CORRIERE DELLA SERA
Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.
LA REPUBBLICA
Pau Lopez; Santon, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Perotti; Dzeko.
IL TEMPO
Pau Lopez; Santon, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Perotti; Dzeko.
IL GIORNALE
Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Mkhitaryan; Dzeko.
LA STAMPA
Pau Lopez; Santon, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Perotti; Dzeko.
IL MESSAGGERO
Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara; Zaniolo, Pellegrini, Veretout, Mkhitaryan; Dzeko.
Il titolo vola e Friedkin si avvicina
LEGGO - Il titolo in Borsa della Roma scoppia. Ieri nuova giornata frenetica per il club i cui titoli sono entrati in asta di volatilità quando in mattinata avevano già fatto registrare un incremento del 10,26% portando il proprio valore a 0,602 euro (alle 11.30 il titolo è stato sospeso). Ben 3 milioni le azioni passate di mano in poche ore. A scuotere il mercato le notizie di un imminente passaggio di mano per Eurnova, eventualità che accelererebbe la questione stadio, in un periodo in cui Pallotta sta discutendo con Friedkin il passaggio di quote della Roma.
Luci a San Siro
LEGGO - E' quello che poteva essere (Conte) contro quello che è (Fonseca). E' la coppia terribile Lukaku-Lautaro contro il muro Smalling-Mancini. E' Zaniolo contro il suo recente passato. Ma soprattutto è la sfida, in attesa di Lazio-Juve, che può ribaltare il podio del campionato. E' Inter-Roma, una partita che non è mai stata banale e che vivrà stasera a San Siro uno dei suoi capitoli più caldi.
I nerazzurri, infatti, ci arrivano da primi della classe nonostante il centrocampo dimezzato mentre i giallorossi sono rinfrancati dalle 6 vittorie nelle ultime 8 partite e dal recupero lampo di Dzeko che ha smaltito la febbre. «Potrà giocare - sentenzia Fonseca anche se poi scherza -. Mi chiedete se giocherà titolare? Vabbè allora dico di no». Sereno il portoghese ma estremamente concentrato anche quando si parla del contatto Conte-Roma in estate: «Non parlo del passato, ma per me è un onore se i dirigenti giallorossi hanno parlato di Conte per la Roma e oggi sono io qui ad allenare. È un grande tecnico. L'Inter ha un'idea di gioco molto precisa. Iniziano la costruzione con tre giocatori, ma hanno una dinamica molto interessante».
Conte da Milano ringrazia e ammette di essere stato vicino alla Roma: «Fonseca è bravissimo e si è adattato subito. In estate Totti mi ha chiamato per allenare la Roma. Ho fatto delle valutazioni in maniera molto serena e non ho sentito fosse il momento giusto pur sapendo che Roma è una grandissima piazza e sarebbe un'esperienza incredibile».
Ma torniamo a Fonseca e a una gara (con 3500 tifosi al seguito) che potrebbe riaccendere anche i sogni scudetto: «Non mi interessa Lazio-Juve. È il tipo di gara che noi vogliamo giocare. Per me è una grande opportunità per la nostra squadra di dimostrare che siamo in un buon momento. Dal punto di vista personale però non cambia niente: è vero che giochiamo contro una delle migliori squadre italiane in un grande stadio con tanti tifosi, ma non è speciale per me».
Non ci sarà Fazio, fermato da un problema all'adduttore, mentre davanti al posto di Kluivert sarà ballottaggio: «Perotti e Mkhitaryan stanno bene e sono pronti. Anche Florenzi può giocare alto. Under invece deve migliorare soprattutto in fase difensiva».
Roma, esame da big contro la capolista
IL MESSAGGERO - TRANI - San Siro, ore 20,45: tocca all'Inter, da domenica nuova capolista del campionato, fare l'esame di maturità alla Roma. Che, in 14 gare del torneo, ha battuto solo le big decadute, il Milan ormai da anni e il Napoli dell'attuale stagione. Gli altri risultati in altalena: il pari sofferto contro la Lazio terza, il ko interno con l'Atalanta (adesso) sesta e il pari casalingo contro il Cagliari quarto (davanti ai giallorossi solo per la differenza reti: +1). Conte, rifiutata nella scorsa primavera l'offerta di Pallotta, pesa insomma il lavoro di Fonseca che, pur non essendo stato la prima scelta del management italiano della proprietà Usa, sta lasciando la sua impronta pure in serie A dopo aver festeggiato 7 titoli nei 3 anni in Ucraina con lo Shakhtar Donetsk. «È un onore se hanno parlato con lui e oggi il tecnico di questa squadra sono io» precisa il portoghese.
OLTRE L'EMERGENZA - La sfida, anche per il rendimento in rialzo della Roma (5 successi nelle ultime 6 partite), è da vertice. Entrambe le squadre, guardando al campionato scorso, hanno 8 punti in più. Non contano, dunque, i 9 che le separano in classifica. E, a sentire i diretti interessati, nemmeno chi è fuori per infortunio. L'allenatore nerazzurro non piange, e lo rimarca in pubblico, per le assenze. Gli mancano, oltre all'attaccante di lusso Sanchez, i centrocampisti azzurri Barella e Sensi. E Gagliardini. Nel bel mezzo del suo 3-5-2, userà i ricambi. Non sta messo meglio il collega giallorosso che, pur recuperando al fotofinish Dzeko (solo alla vigilia in campo dopo l'attacco influenzale), perde Fazio (risentimento all'adduttore: 22° infortunio stagionale) che si aggiunge a Zappacosta, Cristante, Pastore e Kluivert. Ma nemmeno il portoghese si lamenta. Anzi, avverte: «È il tipo di partita che noi vogliamo giocare. Contro queste squadre. Abbiamo la grande chance di dimostrare che siamo in un buon momento».
SHOW OFFENSIVO - «Daje bomber, copriti!». Dzeko sale sul treno a Termini, coccolato e protetto dalla sua gente. E da Fonseca che se lo tiene stretto: «È pronto, gioca». Davanti il portoghese vuole andare sul sicuro. È quindi la notte per ripresentare l'ex nerazzurro Zaniolo da esterno offensivo a destra e rilanciare Mkhitaryan, provato da centravanti (soluzione in corsa), sulla corsia sinistra (ballottaggio con Perotti). Scontate le 2 novità in attacco e probabile il ritorno di Spinazzola da terzino destro. Così Florenzi, il capitano, rischia di non avere nuovamente spazio dall'inizio, anche se fino all'ultimo si augura di essere preso in considerazione dal tecnico, dietro o avanti, dove i posti sono ancora in palio. Conte, invece, interviene forzatamente a centrocampo per sostituire Gagliardini: l'unico play disponibile è Borja Valero. Possibile anche il rientro di Biraghi sulla fascia sinistra. L'Inter da record (12 successi nelle prime 14 gare, mai successo nella storia nerazzurra: solo la Juve, in 4 tornei, ha contato fino a 13 in 15) è soprattutto Lautaro e Lukaku: l'attacco, da 10 match (Champions compresa), segna minimo 2 reti a partita. Merito del tandem e del collettivo (11° marcatori diversi in campionato, come la Roma e il Cagliari). I giallorossi, però, sanno che proprio a San Siro la capolista si è già fermata (ha perso punti solo in casa), cadendo contro i campioni d'Italia e pareggiando con il Parma. Fonseca anticipa alla platea il menù per la serata di gala: «Useremo il solito nostro coraggio, ma anche il rigore difensivo».
«Black Friday»: giornalisti "daspati". Rappresaglia di Pallotta e del Milan
IL MESSAGGERO - CARINA - Nelle intenzioni voleva essere «un titolo innocente, peraltro perfettamente argomentato nell’articolo», come ha spiegato il direttore del Corriere dello Sport, Zazzaroni. S'è rivelato invece un boomerang. La Roma ha così deciso di condannare pubblicamente il titolo “Black Friday” (con le foto di Smalling e Lukaku), apparso ieri in prima pagina sul quotidiano, negando ai giornalisti che vi lavorano «l’accesso ai centri di allenamento per il resto dell'anno» e stabilendo che «i giocatori non svolgeranno alcuna attività mediatica con il giornale durante questo periodo».Il comunicato è stato congiunto: al club giallorosso s'è unito anche il Milan che adotterà la stessa disposizione per quanto riguarda le strutture rossonere. Non è un caso. Le due proprietà sono entrambe statunitensi e negli Usa la rigidità nell'affrontare determinate tematiche è netta.
IRA DEI GIOCATORI - Sulla vicenda sono intervenuti anche i calciatori interessati: «Quanto accaduto è sbagliato e insensibile. Spero che (...) si prendano le proprie responsabilità e capiscano il potere che hanno attraverso le parole e l'impatto che potrebbero avere», il giudizio di Smalling. Duro Lukaku: «Uno dei titoli più stupidi che abbia mai visto. Così si alimenta il razzismo».
Quegli intrecci diventati groviglio
IL MESSAGGERO - LIGUORI - Quella di stasera è una prova che va oltre la semplice partita, almeno per Paulo Fonseca. Perché di lui si dice molto bene in questi giorni a Roma e io non sono davvero il tipo di guastafeste che entra a piedi uniti per fare male. Mi limito ad osservare, come tutti, che il rientro di Pellegrini ha determinato un salto di qualità, ma Lorenzo era già fonte del gioco, quando si è fatto male al piede. Ora, Fonseca è chiamato a dimostrare, contro la prima in classifica, che è capace di imporre il suo gioco a chiunque.
Scrivono (anche a sproposito) che il tema della serata sarà lo scontro tra due amici e colleghi allo United, Lukaku e Smailing, ma non è così. Molto più protagonisti altri due in campo: Conte, che era desiderato e rifiutò la Roma e voleva ad ogni costo Dzeko. che sembrava già nerazzurro ed è stato fino ad oggi pilastro e capitano giallorosso. E quel Nicolò Zaniolo che arrivò alla Roma come conguaglio nella cessione di Nainggolan. Una serie di intrecci, un groviglio senza fine che rende la partita molto interessante, anche alla luce della classifica delle due squadre.
Conferenza stampa, Fonseca: "Perotti e Mkhitaryan? Sono entrambi in buona condizione fisica, sono pronti per giocare"
VIRGINIA RIFILATO - Paulo Fonseca, dopo la rifinitura di stamattina, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla conferenza stampa di rito (in vista di Inter-Roma domani alle 20:45) tenutasi alle 13:45 . Alle 16:00 la partenza della squadra giallorossa in treno da Termini per Milano. Queste le sue dichiarazioni:
Dopo due giorni di influenza Dzeko ha svolto individuale, come sta? È pronto per giocare?
"Sì, si è allenato con noi, non si è allenato per diversi giorni. Oggi si è allenato con noi ed è pronto per giocare. Ma oggi non voglio parlare di chi giocherà."
Quale caratteristiche teme della squadra di Conte?
"È un grande allenatore, molto bravo. L’Inter è in un grande momento, ha un’idea di gioco molto caratteristica. Ha lavorato molto bene l’idea di Conte, sono in un gran momento e sarà una partita molto difficile."
Un aggiornamento su Kluivert e poi per lei chi è più in condizione tra Perotti e Mkhitaryan?
"Chi deve giocare domani? Sono entrambi in buona condizione fisica, sono pronti per giocare. Kluivert ha fatto gli esami e sono negativi, non ha nessun problema ma ha fastidio e non giocherà."
Santon ha dato risposte positive, può giocare tre partite in una settimana?
"Sta giocando molto bene, ha fatto due partite molto buone. Può giocare tre partite consecutive, ma in quella posizione abbiamo Santon, Spinazzola e Florenzi. Uno giocherà."
L’Inter gioca contro una difesa a tre, che ha dato difficoltà alla Roma.
"Le difficoltà sono tante, l’Inter è forte in tutti i momenti di gioco. Iniziano la costruzione con tre, ma hanno una dinamica molto interessante. Abbiamo giocato molte volte contro tre centrali, non è una cosa nuova per noi."
Venerdì Inter-Roma, sabato Lazio-Juve. C’è una possibilità di inserirsi in un discorso più importante di classifica?
"L’unica possibilità che vedo è giocare contro una squadra molto forte. Dico sempre le stesse cose, ma è la verità. La cosa più importante è la partita contro l’Inter domani, non voglio sapere cosa può succedere nelle altre partite."
Dal punto di vista personale, contro la prima in classifica contro uno dei prime cinque allenatori al mondo sarà un esame importante anche per lei? Sarebbe definitivamente consacrato?
"È il tipo di partita che noi vogliamo giocare, contro queste squadre. Per me è una grande opportunità per la nostra squadra di dimostrare che siamo in un buon momento, è un’opportunità per noi. Dal punto di vista personale no, è vero che giochiamo contro una delle migliori squadre italiane in un grande stadio con tanti tifosi, ma non è speciale per me."
Dzeko è pronto per giocare o giocherà? Florenzi l’ha citato come alternativa, lo è anche per il posto di Kluivert? Si sente di ringraziare Conte per aver rifiutato la panchina della Roma?
"Sì, lo è anche per Kluivert. Dzeko? Non giocherà domani (ride, ndc). Su Conte non parlo del passato, ma per me è un onore se hanno parlato di Conte per la Roma e oggi sono io qui ad allenare."
Branca: «Attenta Roma: Conte non sbaglia i big match»
LEGGO - BALZANI - Sono tanti i giocatori che hanno preso la strada da Roma a Milano e viceversa. Il caso più emblematico è quello di Marco Branca rimasto nella capitale appena sei mesi prima di entrare nello scambio (vincente) con Delvecchio nel 1995. L'ex attaccante segnerà 25 gol in 69 partite in maglia nerazzura e a fine carriera ricoprirà per anni il ruolo di responsabile dell'area tecnica.
«Il cuore dice più Inter, ma sarà un gran match tra due allenatori molto preparati. Può uscire qualsiasi risultato anche se Conte difficilmente fallisce partite del genere», le parole di Branca in vista di Inter-Roma di domani sera a Trs. «Non sono sorpreso dal primo posto dall'Inter. E' nelle caratteristiche di Conte tirare fuori il massimo dai giocatori e dall'ambiente. Auguro che possano mantenere questo ritmo fino alla fine del campionato anche per rompere il monopolio Juve. Mi aspettavo pure il Napoli nella corsa, ma poi è successo quello che sappiamo. Loro come l'Inter post triplete? Sì, ma noi avevamo vinto 15 titoli. Per quanto riguarda la Roma c'è un feeling molto alto dell'allenatore e i risultati si vedono. E' già a metà dell'opera. Fonseca ha idee chiare ed è molto diretto. Cerca di fare un gioco coraggioso come dicono i giocatori della Roma». Sulla leggerezza nel cedere Zaniolo da parte dell'Inter: «Un bravo ds deve avere la capacità di intravedere quello che non si vede con continuità, è una caratteristica e capacità che deve avere nella costruzione della squadra». Ergo: è stato un grave errore. Infine su Ibra e Mourinho: «Zlatan è un cavallo pazzo, attenzione a darlo per certo a Milan o Bologna. Josè ha fatto bene a scegliere il Tottenham».
Dzeko e Zaniolo stelle della nuova Roma. E l'Inter in un anno li ha persi entrambi
LEGGO - BALZANI - Quattro milioni e mezzo. Oggi, forse, non basterebbero nemmeno a pagare la commissione ai suoi procuratori. La Roma domani sera sfoggerà a San Siro l'ultimo regalo dell'Inter: Nicolò Zaniolo. Uno dei talenti più luminosi del panorama internazionale, infatti, appena 16 mesi fa era ancora un giocatore nerazzuro. O meglio della Primavera nerazzura visto che Spalletti decise di non impiegarlo mai in prima squadra. Ironia della sorte i protagonisti della sera di San Siro saranno proprio i due bocciati Lautaro e Zaniolo. Ancora peggio faranno i dirigenti che in estate lo metteranno nel pacchetto per acquistare Nainggolan poi svenduto pure lui al Cagliari. Oggi Zaniolo vale almeno venti volte di più, giocherà l'Europeo da protagonista e in meno di un anno e mezzo ha messo a segno 13 gol tra i professionisti compresa la doppietta all'esordio in azzurro. E a Conte avrebbe fatto comodo nella corsa allo scudetto alla Juve che passa proprio per la sfida all'ex gioiello. Così come avrebbe fatto comodo Dzeko, pure lui snobbato da Marotta nonostante l'apertura della Roma. Come ha confidato (maldestramente) Petrachi, infatti, l'Inter poteva prendere il bosniaco a luglio presentando un'offerta di soli 18 milioni. Il club nerazzuro la riteneva una spesa eccessiva per un 33 enne anche se Conte la pensava in modo decisamente diverso. Un atteggiamento che a Dzeko non è piaciuto. Qualche settimana dopo è arrivato il rinnovo con la Roma e la rinascita di Edin che (febbre permettendo) cercherà il suo primo gol a San Siro contro l'Inter. Zaniolo e Dzeko, quindi, proveranno a prendersi una bella rivincita e piegare il club dove avrebbero potuto giocare insieme.. Ma la storia è ricca di regali interisti alla Roma e di sòle (per dirla alla romana) rifilate, invece, dai giallorossi. Da Milano alla capitale sono passati per pochi milioni giocatori del calibro di Peirò, Prohaska, Delvecchio, Pizarro, Burdisso e Cristiano Zanetti (in prestito). Tre di loro hanno vinto uno scudetto, gli altri due lo hanno sfiorato.
Fienga difende Petrachi davanti alla Procura
IL MESSAGGERO - L’amministratore della Roma Guido Fienga ieri è stato ascoltato dalla Procura federale per il caso legato al direttore sportivo Gianluca Petrachi e la sua presunta collaborazione con il club di Pallotta mentre vestiva ancora i panni del dirigente del Torino. L’ad giallorosso ha portato avanti la tesi difensiva della Roma definendo una scivolone linguistico e un modo per accreditarsi davanti a una nuova realtà calcistica, la frase di Petrachi relativa a Dzeko: «Quando a maggio ho incontrato l’Inter per l’attaccante ho fatto il mio prezzo». Assieme a Fienga c’era anche Pantaleo Longo (ex segretario generale del Torino, ora alla Roma) e l’avvocato Antonio Conte.
ARCHIVIAZIONE LUNGA - I tempi per passare all’archiviazione erano scaduti lo scorso 29 novembre e la procura federale presieduta da Giuseppe Pecoraro, ha scelto di procedere con un supplemento di indagini che possono durare 30, 60 o 90 giorni. Un periodo che sarà segmentato in base alla disponibilità di chi dovrà essere
ascoltato. E tra le persone che potranno essere convocate per un’audizione c’è anche il dirigente dell’Inter Giuseppe Marotta, il pre- sidente del Torino Urbano Cairo e alcuni procuratori come quello di Dzeko ma anche di Greco e Bucri ceduti a titolo gratuito ai granata. I tempi per una risoluzione della questione, dunque, appaiono ancora lunghi. La decisione della Corte di Giustizia potrebbe arrivare anche al termine del mercato invernale lasciando libero il ds di poter operare serenamente.
Zaniolo, da Milano alla Capitale la strada (giusta) del successo
IL MESSAGGERO - CARINA - No, non può essere una partita come le altre. C'è qualcosa in più, soprattutto in ottica nerazzurra quando si parla di Zaniolo che somiglia molto a un'occasione perduta. Sia a livello d'immagine per il colosso Suning che in campo per Conte, suo grande estimatore. Ma è un rimpianto, quasi a senso unico. Perché chi conosce bene Nicolò, assicura come il ragazzo stia vivendo l'avvicinamento alla gara di domani con grande serenità. Non è mosso da chissà quali rivincite. I numeri del resto, parlano per lui: a 20 anni e 126 giorni (al 2 novembre, giorno dell'ultima rete al Napoli) ha già segnato 11 gol in giallorosso. Meglio di lui soltanto Totti e Amadei, non gli ultimi arrivati. Cresciuto con il mito di Kakà, Zaniolo sta trovando spazio, conferme e consensi come esterno destro nel 4-2-3-1. Ruolo che inizialmente non digeriva, perché si vedeva trequartista. Gli sono bastate poche gare, però, per rendersi conto che Di Francesco non sbagliava. Anche con Fonseca, dopo il derby, è stato spostato in questa posizione più defilata ma comunque centrale nel gioco del portoghese. Nicolò può così sfruttare la sua fisicità: dirompente, imprendibile, quando riesce a prendere velocità.
UN CAPELLO POLEMICO - E letale, in questa stagione, anche nel gioco aereo: il gol di testa (al Moenchengladbach) arricchisce un bagaglio tecnico che già può vantare un tiro dalla distanza non indifferente. Per informazioni chiedere a Meret ma anche a Strakosha, salvato nell'ultima stracittadina soltanto da due clamorosi pali. Una crescita costante che ha fatto cambiare idea anche a Capello. Da che Esposito «non doveva prendere la stessa strada» di Zaniolo, ora per l'ex tecnico di Roma, Milan, Real Madrid e Juventus s'è trasformato «nel miglior talento italiano». Domani Nicolò torna a San Siro. Lo scorso anno Ranieri gli preferì Under. Subentrato nella ripresa, non giocò una grande partita. Era un periodo complicato: dopo la doppietta al Porto era arrivato l'esonero di Eusebio al quale s'era sommato lo scarso feeling con il tecnico di San Saba. Anche l'estate caratterizzata dai rumors di mercato non lo aveva aiutato. È bastato saper attendere. Merito di Fonseca, bravo a non caricarlo di pressioni all'inizio, affidandosi poi alle sue qualità quando ha capito che il ragazzo era pronto. Anche per lasciare il segno domani.