Serie A, pari a reti bianche tra Verona ed Udinese
Il primo anticipo del turno infrasettimanale di Serie A è terminato con il risultato di 0-0 tra Verona ed Udinese.
L'occasione più pericolosa del match capita al 76' sulla testa di Stepinski che colpisce la parte basa della traversa.
Frongia: "Gli incontri per lo Stadio sono ripresi. Mi sembra un buon segnale"
Daniele Frongia, Assessore allo Sport del Comune di Roma, è tornato a parlare dello Stadio dei giallorossi ai microfoni di Radio Roma Capitale:
"Intanto direi che secondo me è benedetto questo nuovo progetto della giunta rispetto a quello precedente. Ormai vado per i tre anni, ho smesso di occuparmene a dicembre 2016, ma essendo assessore allo sport non mi sottraggo alle domande che periodicamente mi vengono rivolte sul tema. Posso solo confermare quello che so, cioè che sono dopo l’estate ripresi i confronti, gli incontri tra proponente e gli uffici preposti di Roma Capitale e questo mi sembra un buon segnale".
La Uefa conferma la presenza del VAR in Europa League dai sedicesimi di finale
Così come avviene già in Champions League, anche in Europa Leaue i direttori di gara potranno avvalersi del VAR. A confermarlo è la Uefa, che annuncia come il VAR farà il suo esordio in Europa League dai sedicesimi di finale.
Dal 2021 inizierà l'Europa Conference League
La Uefa ha ufficialmente annunciato la nascita di una nuova conpetizione europea per club. Dal 2021 partirà l'Europa Conference League, competizione dedicata prevalentemente ai club delle federazioni minori.
Per l'Italia parteciperà la squadra che si classificherà settima in campionato.
Stadio Roma, dopo l'estate ripartono le trattative: sul tavolo la Roma-Lido
ILTEMPO.IT - MAGLIARO - Ore 17.30, nella sede del Dipartimento Lavori pubblici di via Petroselli: domani pomeriggio andrà in scena la prima riunione dopo la pausa estiva sul progetto Stadio della Roma. Al tavolo, previste le presenze di Mauro Baldissoni, vicepresidente della As Roma, Giovanni Sparvoli, consulente di Eurnova, con i rispettivi staff legali. Dall’altro lato: Roberto Botta, vicedirettore generale del Comune cui è affidata la gestione del dossier, i direttori dei Dipartimenti Lavori pubblici, Fabio Pacciani; Urbanistica, Cinzia Esposito; Mobilità, Carolina Cirillo. La discussione sarà centrata, ancora una volta, sul problema della contestualità fra l’apertura dello Stadio e le opere pubbliche di mobilità, anche quelle non a carico e gestite dalla Roma, segnatamente l’adeguamento della ferrovia Roma-Lido di Ostia. Le trattative - praticamente concluse sotto gli altri punti - si sono arenate sulla roma-Lido: il Comune vuole che lo Stadio apra dopo la conclusione di tutti i lavori previsti dalla Regione. La Roma non intende accettare visto che non sono lavori legati al progetto Stadio. La Regione, a inizio luglio, ha chiarito che non si può vincolare l’apertura di Tor di Valle a lavori sulla Roma-Lido non inclusi nel progetto Stadio. Ora sarà necessario vedere se, dopo il profluvio di dichiarazioni ottimistiche della Raggi, di Frongia e De Santis, seguirà anche una posizione meno rigida da parte degli uffici comunali.
Serie A, la Juventus batte 2-1 il Brescia in trasferta
Nel secondo anticipo del turno infrasettimanale di campionato la Juventus ha avuto la meglio sul Brescia per 2-1 al Rigamonti.
Ma ad aprire le danze sono stati i padroni di casa dopo quattro minuti con il solito Donnarumma. Vantaggio vanificato però dall'autorete di Chancellor al 40'.
Al 63' è Pjanic a portare davanti la Juventus con un tiro dalla distanza che si insacca nell'angolino basso.
Roma-Atalanta - precedenti, statistiche e curiosità
INSIDEROMA.COM – FEDERICO FALVO - Primo turno infrasettimanale del campionato, con la Roma che ospiterà l’Atalanta all’Olimpico.
In conferenza stampa, mister Fonseca, dice di aspettarsi una gara difficile e combattuta contro un’Atalanta tosta. Ma non ha dubbi che la sua Roma dovrà restare concentrata: “l'importante è restare equilibrati, il passato non conta, pensiamo solo alla prossima partita e dobbiamo restare umili. E' troppo presto per essere euforici, c'è tanto da fare, da vincere e conquistare. Spero che la squadra resti con i piedi ben saldi a terra. Abbiamo vinto 3 partite, siamo in crescita ma domani c'è una sfida diversa e difficile. Tengo fuori tutto il resto dal nostro gruppo di lavoro. La realtà dei fatti è questa, non abbiamo fatto nulla, è bello che la gente creda in noi ma bisogna fermarsi e affrontare la partita con realismo. E' una maratona e siamo solo all'inizio, abbiamo iniziato con il piede giusto ma non possiamo rilassarci nemmeno un momento”. Come sempre Fonseca non scioglie dubbi sulla formazione, ammettendo solamente che ci saranno dei cambiamenti tra cui la prima presenza per Smalling e che ha preparato al meglio la partita con tutta la squadra. Elogi per Dzeko, Kolarov, Cristante ed il portiere Lopez; che per Fonseca ha ancora ampi margini di miglioramento.
In casa Atalanta, mister Gasperini, ammette che la sfida di domani sarà importante per entrambe le squadre ma che non guarda alla classifica. Possibile vedere anche qualche cambio nell’undici titolare, soprattutto per via delle tante partite ravvicinate. Sicuro assente Muriel, affetto da una tonsillite.
I PRECEDENTI – All’Olimpico tra Roma ed Atalanta si sono giocate 58 sfide, con 35 vittorie per la compagine giallorossa. L’ultimo successo della Roma, però, risale alla stagione 2013/2014, grazie al 3-1 firmato da Taddei, Ljajic e Gervinho (Migliacco per gli ospiti). Ben 17 i pareggi, l’ultimo dei quali è stato il 3-3 della scorsa stagione. In quel match per la Roma segnarono Pastore, Florenzi e Manolas; mentre per l’Atalanta le reti furono di Castagne e Rigoni (doppietta). Solo sei i successi dei bergamaschi, due dei quali sono arrivati negli ultimi cinque precedenti. Due stagioni fa, in ordine di tempo, l’ultima vittoria all’Olimpico dell’Atalanta con il 2-1 firmato da Cornelius e De Roon (Dzeko per la Roma).
La miglior vittoria casalinga per la Roma contro l’Atalanta è il 4-0 di stagione 1985/86; mentre gli ospiti non hanno vinto con più di due gol di scarto (1-3 durante la stagione 1949/50). E’ di 2-1 per la Roma il risultato più frequente, verificatosi nove volte.
Per Fonseca sarà la prima volta assoluta contro l’Atalanta, mentre per Gasperini contro la Roma vi sono stati già 19 precedenti. Negativo lo score per l’allenatore nerazzurro, che contro i capitolini ha trionfato solo cinque volte; con tre pareggi e 11 sconfitte.
L’arbitro del match sarà Irrati della sezione di Pistoia. Con Irrati il bilancio della Roma è positivo; con sei vittorie, cinque pareggi e due sconfitte. Negativo il bilancio dell’Atalanta, che con Irrati ha raccolto solo due vittorie, otto sconfitte e cinque pareggi.
LE STATISTICHE – Con la vittoria di domenica la Roma è salita al quarto posto in classifica con otto punti, rimanendo ancora imbattuta insieme ad Inter e Juventus. Dieci le reti segnati dai giallorossi, secondo miglior attacco del torneo, ma la difesa è la quarta peggiore con sette reti subite. Leader di squadra è Dzeko, autore di tre reti finora così come il terzino Kolarov.
Un punto sotto l’Atalanta, che insegue un altro piazzamento storico in Champions League. L’attacco nerazzurro ha segnato una rete in meno rispetto la Roma, mentre la difesa ne ha subita una in più. Occhi puntati sui sudamericani Muriel e Zapata, con reti segnate a testa, anche se Muriel sarà assente domani.
Negli ultimi nove precedenti l’Atalanta ha perso solo una volta ed è da cinque che non cade all’Olimpico. Totale equilibrio, invece, negli ultimi cinque precedenti totali con gli ultimi due terminati sul pareggio per 3-3.
Sarà un match difficile, con le squadre che potrebbero risentire un calo fisico per i tanti impegni ravvicinati. Ma nonostante ciò, con i dovuti cambi nelle due squadre, si assisterà ad un match avvincente ed equilibrato. Nessuna delle due squadre vorrà cedere il controllo della sfera e terreno, cercando i tre punti. Visti gli ultimi risultati, il match potrebbe essere ricco di gol e di ribaltamenti di fronte.
Un popolo in delirio per i gol dei «vecchi» leoni
IL TEMPO - AUSTINI - Ancora quei due. Sempre loro due. Kolarov suona il primo colpo, Dzeko piazza la testata del ko all'ultimo secondo. È sempre la Roma del tandem slavo, due leader tecnici, emotivi, caratteriali che tante volte hanno costruito, quasi da soli, vittorie esaltanti.
Li voleva entrambi Conte all'Inter, hanno scelto di rimanere in una squadra in cui non credeva più nessuno. E ora Fonseca, giustamente, non li toglie mai. La vittoria di Bologna ha un significato speciale e si porta dietro un senso di giustizia. Il rigore per i rossoblù non c'era, almeno una delle due ammonizioni di Mancini è severa, tutti gli episodi «mezzi e mezzi» nell’area dei padroni di casa sono stati giudicati a senso unico. E il paradosso è che alla fine pubblico e giocatori del Bologna se la sono presa con Pairetto, per un fallo fischiato a Santander da cui è nata l’azione del 2-1.
Dzeko non si è fatto pregare, finta di attacco sul primo palo e movimento a smarcarsi da Denswil, colpo di testa imparabile e corsa ad esultare sotto il settore ospiti pieno di romanisti impazziti. Con il gol di ieri il bomber bosniaco è arrivato a quattro gol stagionali in sei match, 91 su 184 gare da romanista, 277 complessivi in carriera su 625 partite nei club. Gliene mancano 11 per agganciare Montella al sesto posto nella classifica dei marcatori giallorossi nella storia. Ieri sembrava una di quelle giornate storte in cui non gli riesce la prima giocata, si immalinconisce, si nasconde e non si sblocca quando gli arriva un buon pallone. E invece eccolo lì, al posto giusto al momento giusto nell’area avversaria, come aveva fatto l’anno scorso a Torino e a Frosinone.
Stavolta ha segnato un gol ancora più insperato visto che la Roma era rimasta in dieci e si stava accontentando del pareggio. «E ancora più bello - racconta Edin alla fine - vincere all'ultimo respiro. È stata una partita difficile contro una squadra tosta, ma abbiamo meritato anche perché il rigo re per loro era un po' regalato. Siamo tutti impazziti dopo il 2-1, noi e i tifosi, sono contento perché loro sono sempre al nostro fianco. Abbiamo lanciato un messaggio a noi stessi, siamo forti e convinti del nostro gioco, possiamo migliorare e questa vittoria ci dà tanto».
L'ha costruita insieme all’inseparabile amico Kolarov, che si è dannato l’anima fino all'ultimo, alla faccia dei 34 anni da compiere il prossimo novembre. Ieri ha segnato la sesta punizione diretta da quando gioca nella Roma, tutte pesantissime, solo Messi ha fatto meglio di lui nei club con 12 centri. I gol in giallorosso sono 15 e farebbe il difensore, i numeri dicono tanto, ma non spiegano abbastanza. Kolarov è l’uomo forte del gruppo, la faccia cattiva da mostrare nelle avversità, anche ai compa ieaitifosi se ce n'è bisogno. E all'arbitro: «Sono convintissimo di aver colpito il pallone e poi Sansone - dice a proposito del rigore - non posso sparire e ho chiesto a Pairetto di vederlo al Var. Dopo neanche dieci secondi mi ha detto che il penalty era confermato. L'errore poteva compromettere la partita, speriamo non accada più».
Il suo ottimismo sulla stagione è linfa vitale. «Questa gara era fondamentale per indirizzare il campionato, stiamo bene, facciamo correre gli avversari e risparmiamo energie. Sulla punizione avevo sentito chela barriera non sarebbe saltata e ho deciso di calciarla sopra». Se tutti avessero la sua sicurezza e intelligenza in campo, sarebbe più facile sognare.
Smalling sogna la prima in giallorosso
IL TEMPO - BIAFORA - Per la Roma non c’è troppo tempo di festeggiare la vittoria con il Bologna visto che già questa mattina, a due giorni dal turno infrasettimanale contro l’Atalanta di Gasperini, riprenderanno gli allenamenti. Fonseca dovrà valutare le condizioni di Florenzi, che ha stretto i denti nella partita di ieri giocando con la febbre, prima di essere sostituito a venti minuti dalla fine da Spinazzola, pronto a partire titolare a destra come in Europa League se le condizioni del capitano giallorosso dovessero peggiorare. Rispetto al successo al Dall’Ara il tecnico portoghese dovrà sicuramente cambiare qualcosa in difesa a causa dell’espulsione rimediata da Mancini, che salterà il match contro la sua ex squadra per squalifica. La maglia accanto a Fazio se la giocano Juan Jesus e Smalling, che da oggi riprenderà ad allenarsi con il gruppo dopo aver saltato le ultime tre gare per un infortunio all’adduttore. Con quattro partite da disputare in dodici giorni Fonseca potrebbe cambiare qualcosa anche in attacco, dove Zaniolo scalpita per riprendersi il posto.
Fonseca: “È giusto così, ci abbiamo creduto”
IL TEMPO - BIAFORA - Non avrà esultato come il suo collaboratore Nuno Romano, corso ad abbracciare Dzeko sotto il settore occupato dai tifosi giallorossi, ma Fonseca è certamente più che raggiante dopo il terzo successo consecutivo, arrivato grazie ad una dimostrazione di carattere in una situazione di inferiorità numerica in una partita pressoché conclusa. L’allenatore della Roma, che dopo il triplice fischio ha dovuto calmare non senza difficoltà Medel, furioso con qualche componente della panchina giallorossa, è soddisfatto della prova offerta dalla sua squadra: “Era la nostra prima vera trasferta e dovevamo dimostrare lo stesso spirito visto all’Olimpico. Abbiamo creduto fino all'ultimo di poter vincere e per questo abbiamo meritato. Siamo stati dominanti, abbiamo giocato spesso nella metà campo offensiva anche se negli ultimi trenta metri è mancata la giusta qualità, un qualcosa su cui dobbiamo lavorare. E’ vero che nel secondo tempo il Bologna è salito più volte e ha creato una o due occasioni da gol ma abbiamo meritato la vittoria per il carattere e l’unione, oltre al coraggio che abbiamo dimostrato”. Fonseca ha dimostrato ancora una volta di non essere assolutamente un integralista ed ha avuto un ruolo significante nella vittoria sostituendo Florenzi con Spinazzola, un cambio che ha regalato equilibrio agli uomini in campo nel momento di maggior pressione degli avversari: “Sono realista, mi piace un buon calcio ma prima devo vincere. Per me va bene anche vincerle tutte così. Di certo dobbiamo soffrire, ma sono più importanti i tre punti. La classifica? Io guardo soltanto alla prossima partita con l’Atalanta”. Il tecnico portoghese, che ha abbracciato con vigore Mkhitaryan e Veretout prima di rientrare negli spogliatoi, non può che godersi uno Dzeko ritrovato rispetto al passato: “Edin è fondamentale, è un leader e un grandissimo giocatore. Sono molto felice perché non ho lavorato con il Dzeko dell’anno scorso. Ho lavorato dal primo giorno con un calciatore motivato, entusiasta e felice. È troppo importante, confido molto in lui”. Parole dolci anche per il centrocampista francese, autore del break decisivo nell’azione del gol vittoria, mentre sull’argomento relativo all’arbitraggio - Pairetto è stato nettamente il peggiore in campo - Fonseca non ha aizzato alcuna polemica: “Jordan ha fatto molto bene, ha chiuso in crescendo ed è stato protagonista in occasione del gol. È un giocatore molto importante per noi. Pairetto? Non sono solito fare commenti sugli arbitri. Secondo me c'è stato qualche errore a nostro sfavore ma ci possono stare”. Tanto rammarico in casa Bologna per il gol subito all’ultimo respiro: “Abbiamo sprecato - le dichiarazioni del tattico rossoblù De Leo - il match point con Soriano e loro sono stati bravi a vincerla. Sarebbe stato forse giusto un pareggio anche per la prestazione. Mihajlovic era rammaricato”. Sansone è invece più polemico nei confronti dell’arbitro: “Non si capisce perché non sono andati nemmeno a rivedere il Var sull’ultima azione. Non si è capito molto di come Pairetto ha gestito il finale di partita… Forse contro una grande squadra non aveva il coraggio di andare al Var”. Al di là delle sterili polemiche, la speranza è che quella di ieri sia stata una sliding door decisiva per la stagione romanista.
Edin & Aleksandar, tre punti dal fascino english style
IL MESSAGGERO - FERRETTI - Alzi la mano chi, una volta conosciute le formazioni, non abbia pensato: ma come, Zaniolo, cioè colui che da solo si era mangiato un'intera squadra turca, non gioca? Dentro ancora Kluivert, per la quinta volta di fila dal primo minuto. Più sorprendente, però, il no a Nicolò oppure il sì a Justin? Un interrogativo che, a fine gara, passa in archivio dovendo forzatamente lasciare spazio alle prestazioni di due ex ragazzetti, mai in competizione tra di loro: Kolarov, l'autore della prima rete, ed Edin Dzeko, il capitano dei tre punti. In una Roma che si interroga (e si interrogherà, vedrete) sul dualismo tra i ventenni Zaniolo e Kluivert, sono i due ex City, che 20 anni non li hanno più da un pezzo, a meritare la prima pagina. Il serbo continua a segnare come una punta, il capo bosniaco è una sentenza. Nonostante l'inferiorità numerica, la Roma ha provato fino all'ultimo a portare a casa la vittoria e alla fine è stata premiata con il gol numero 91 del Cigno di Sarajevo, specialista nel regalare grandi emozioni ai tifosi della Roma. Una Roma che, attesa al primo esame lontano dall'Olimpico, ha dimostrato di non soffrire di mal di viaggio e che ha centrato la terza vittoria di fila dopo esser andata ancora una volta in vantaggio (quinta volta in cinque partite). Kolarov, terzo gol in campionato, appare insostituibile, e non soltanto per l'esperienza e la personalità che porta in campo: Paulo Fonseca non riesce proprio a farne a meno perché Alex gli dà tanto in entrambe le fasi di gioco. Il calcio di rigore che gli ha fischiato contro il pessimo Pairetto rappresenta più una macchia per il neo capelluto arbitro torinese che per il serbo. Sesto gol su punizione diretta, per Kolalove: ai suoi livelli, negli ultimi tre campionati, soltanto un certo Leo Messi. Vi pare poco?
BOSNIACO NEL CUORE - Sul conto di Dzeko, ormai, si fa fatica a trovare i giusti aggettivi. Il bosniaco, al quarto centro stagionale, nella Roma si sente perfettamente a suo agio, detto in romanesco se la comanda e in campo si muove da padrone. Dall'alto di una classe superiore che gli consente di fare ciò che vuole in fase di rifinitura e/o di finalizzazione. A Bologna ci ha provato, ci ha riprovato e in extremis, con tigna testaccina, ha fatto centro, correndo poi a braccia spalancate verso il settore dello stadio in cui erano sistemati i tantissimi tifosi arrivati dalla Capitale. Facendo battere loro il cuore com'era capitato qualche settimana fa quando la società annunciò il rinnovo del suo contratto. Perché la storia di Edin con la Roma non poteva, non doveva finire in quel modo; perché era giusto andare avanti insieme costruendo a braccetto nuove avventure. Come accaduto in una domenica di autunno lontano da casa.
Fonseca: «Gara dominata per tutti i 90’»
IL MESSAGGERO - TRANI - Dzeko, dopo aver esultato con i compagni, torna sotto il curvino dei tifosi. Si sfila la maglia e la tira tra la gente. È il suo secondo regalo al Dall’Ara. Pochi metri più in là,la rabbia del Bologna e la calma di Fonseca, che cerca di placare la garra di Medel, infuriato con la panchina giallorossa e con Pairetto, reo di aver fischiato - a suo dire in maniera errata-la punizione per la Roma. Pairetto indica la mano di Santander e basta. Medel ha sfidato il team manager Gombar, intervenuto per difendere Romano, collaboratore del portoghese. Che è soddisfatto, questa vittoria è sua proprio nello stile.«Abbiamo meritato, giocando bene e dominando per tutta la partita. Nella ripresa il Bologna,in contropiede, ha avuto qualche chance,ma la Roma ha mostrato carattere,unione e coraggio. Ma avrei accettato pure il pari». Kluivert e non Zaniolo, scelta che fa discutere. «Ho preferito Justin per una questione di strategia,pure lui veniva da un bel momento. Bello avere giocatori che ti mettono in difficoltà. Zaniolo è giovane e di grande valore,avrà le sue occasioni».