Allenamento Samp, lavoro atletico e partitelle. Martedì la ripresa

SAMPDORIA.IT - Sotto il sole di Bogliasco la Sampdoria ha concluso la preparazione in questa settimana di sosta del campionato. Senza i nazionali Bartosz Bereszynski, Julian Chabot, Omar Colley, Albin Ekdal e Jakub Jankto, Angelo Palombo e staff hanno diretto una seduta mattutina sul campo 1 del “Mugnaini” a base di partitelle ad alta intensità, cominciata con riscaldamento con e senza palla e conclusa con una parte atletica. Ai lavori hanno partecipato tre Primavera: Marco Pompetti, Matteo Raspa e Tommaso Maggioni.

Infortunati. Sul fronte degli infortunati Morten Thorsby ha proseguito sul campo e in palestra il proprio iter di recupero, terapie e palestra per Karol Linetty, soltanto terapie e fisioterapia per Andrea Seculin. La ripresa degli allenamenti è fissata nel pomeriggio di martedì.


Sampdoria-Roma, info biglietti. 35€ per il settore ospiti

Domenica 20 ottobre, alle ore 15, si giocherà Sampdoria-Roma. La società blucerchiata, tramite il proprio sito ufficiale, ha reso note le modalità di acquisto e i prezzi dei biglietti per la gara contro i giallorossi. 

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Roma, gli esuli in prestito possono valere oro. Anche se Schick...

GAZZETTA.IT - CECCHINI - C'eravamo tanto amati, ma poi è sempre la palla che rotola a decidere se sarà amore vero oppure no. Ecco, per Olsen, Nzonzi e Karsdorp la delusione è stata bruciante, ma non è detto che l'incantesimo non possa tornare a germogliare in altro modo. I tre giocatori alla Roma non hanno convinto e, per cercare di valorizzarli di nuovo, il club li ha ceduti in prestito. Risultati? Convincenti, tant'è che l'ipotesi di un riscatto (o di un interessamento di società terze) per nessuno dei tre è una chimera.

Olsen, Nzonzi, Karsdorp. Il portiere svedese a Cagliari sta trovando un rendimento più che decoroso e, manco a dirlo, nell'ultimo turno di campionato proprio contro la Roma è stato il migliore in campo. Nzonzi: anche se il club turco non sta brillando, il francese è uno dei più positivi della squadra. Nel contratto ha una clausola che prevede il riscatto a 13 milioni oppure un prolungamento del prestito di un anno (con pagamento di 500 mila euro) con successivo riscatto a 12 milioni. L'impressione è che accadrà. Non basta. Il terzino olandese al Feyenoord sembra essersi di dosso la sfortuna (due infortuni alle ginocchia in giallorosso) e le ruggini, segnando la scorsa settimana un gol molto bello. Il ritorno in patria, non più in prestito, a questo punto pare non essere più una semplice ipotesi. Morale: per tutti e tre, evitando minusvalenze, la Roma potrebbe ricavare in estate un tesoretto da una trentina di milioni da reinvestire sul mercato

Schick delude ancora. Ma c'è una brutta notizia, quella che viene dal Lipsia. Anche in Germania, Schick non riesce ad ingranare perché, tra infortuni e prove rugginose, non gioca quasi mai. Se il trend venisse confermato, possibile che l'attaccante ceco torni alla base, e per la Roma non sarebbe una bella notizia. Ma la stagione è ancora lunga. Spazio per le resurrezioni ce n'è.


Ufficiale, Ranieri è il nuovo allenatore della Sampdoria

Il presidente Massimo Ferrero e l’U.C. Sampdoria danno il benvenuto a Claudio Ranieri, che si è legato alla società in qualità di allenatore responsabile della prima squadra fino al 30 giugno 2021.

Il presidente augura al tecnico, al suo staff e alla squadra un buon lavoro basato sull’impegno e sulla passione.


Roma Femminile, 4-0 all'Empoli. A segno Bernauer, Thomas, Bonfantini e Serturini

La Roma Femminile di Betty Bavagnoli, oggi in campo allo stadio Tre Fontante, ha affrontato l'Empoli nella seconda giornata di Serie A. Le giallorosse hanno portato a casa la vittoria per 4-0 (2' Bernauer, 11' Thomas, 55' Bonfantini, 82' Serturini).


Femminile, Bavagnoli: "Le ragazze devono essere sempre aggressive. Dobbiamo essere convinte dei nostri mezzi"

Betty Bavagnoli, tecnico della Roma Femminile, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Roma TV al termine del match contro l'Empoli. Queste le sue parole:

“Era importante vincere ma soprattutto far vedere quei piccoli miglioramenti su cui stiamo lavorando rispetto alle carenze che abbiamo mostrato in precedenza. Avevo chiesto di iniziare forte ed è stato fatto, sono contenta perché abbiamo tenuto molto bene il campo per circa 70’, poi magari ho detto loro di non mollare mai, sul 3-0 abbiamo pensato che la gara fosse finita e lo poteva essere ma non deve esserlo dal punto di vista dell’atteggiamento, non ci possiamo permettere troppi momenti di pausa, dobbiamo essere sempre aggressive. Sono soddisfatta perché abbiamo dato possibilità alle nostre giocatrici di andare in gol, poi sulla porta inviolata sono sincera, l’Empoli forse un gol lo avrebbe meritato. Hellas Verona? Tutte le partite sono complicate, certo che ci sono 2-3 compagini più forte ma quest’anno non sarà facile per nessuno, si rischia di andare nel campo della cosiddetta più forte e mettere tutti in difficoltà, dobbiamo prepararci bene ed essere convinte dei nostri mezzi”.


Perotti quasi pronto e Pastore dà... una mano

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Diego Perotti ieri, dopo settimane, si è allenato per la prima volta (in gran parte) con i compagni, e non vedeva l’ora. L'argentino nutre la speranza di rientrare a pieno regime il prima possibile: si è infortunato a fine agosto per una lesione al retto femorale, prognosi di due mesi, che scadrà appunto a fine ottobre. La sua speranza è quella di esserci per la partita contro il Milan del 27 perché anche se adesso sta meglio, dopo due mesi di inattività, ha bisogno di essere «riatletizzato». E nessuno a Trigoria ha intenzione di correre rischi, considerando i suoi muscoli di cristallo. I numeri, d’altronde, parlano chiaro: negli ultimi 12 mesi ha giocato 15 partite, di cui appena 7 da titolare.
Sta meglio, almeno dal punto di vista muscolare, Javier Pastore. L’argentino si allena senza alcun tipo di problema, nonostante da una settimana conviva con un tutore alla mano sinistra per una microfrattura al mignolo, «regalo» del secondo tempo della trasferta a Graz in Europa League. Al netto di un fastidio che lo ha tormentato per un paio di giorni, l’argentino non ha avuto altri problemi e si sta allenando a Trigoria.


Così la Roma ha cambiato Fonseca

LA GAZZETTA DELLO SPORT - «Chi non se la sente di reggere la pressione, si prenda un pezzo di terra e vada a coltivare patate». Ecco, il pensiero di Fonseca parte da qui, dalla sue parole che mostrano la consapevolezza maturata in questi cento giorni di lavoro di un ambiente bello e insieme complicato. Ma non certo peggiore di tanti altri. Fonseca ha subito conquistato un po’ tutti. «Perché non è solo un allenatore capace, ma anche una persona onesta e aperta. Caratteristiche che a volte sono difficili da trovare insieme», ha detto qualche giorno fa Dzeko. È un po’ il sunto di quello che pensano dentro lo spogliatoio romanista. L’approccio al calcio italiano era stato il solito, quello legato al suo Dna. Un calcio offensivo, con difesa alta, terzini quasi come fossero delle ali aggiunte e l’idea di «dominare le partite con una squadra coraggiosa». Già, il coraggio è proprio l’idea di base. Poi quel 3-3 iniziale in casa con il Genoa gli ha fatto capire che bisognava aggiustare qualcosa. «Sì, è un Fonseca italianizzato – ha detto prima dell’Atalanta – Questo calcio obbliga ad essere elastici e malleabili. Ogni partita ha una storia a sé, chi qui pensa di poter giocare in un modo solo commette un grave errore. Anche se i miei principi restano gli stessi: squadra propositiva che fa possesso palla e gioca nella metà campo avversaria». Così è nata l’idea anche della difesa a tre (proprio contro l’Atalanta), ma soprattutto la ricerca di un maggior equilibrio. Come? Soprattutto facendo spingere un solo terzino e tenendo bloccato l’altro. Anche se poi il d.s. Petrachi era stato chiaro a inizio settembre: «Fonseca deve portare avanti il proprio credo e la mentalità innovativa. Cambiando quella italiana di chiudersi e ripartire in contropiede. Deve insistere senza perplessità, con i risultati anche i calciatori si convinceranno di quel calcio».


Sorpresa Kluivert: l’esterno d’attacco che piace di più

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Ripensando ad inizio stagione, sembra quasi incredibile. Ed invece oggi, al primo pit stop stagionale, Justin Kluivert è a tutti gli effetti l’esterno offensivo più utilizzato dall’allenatore della Roma. Che lo ha tirato fuori dal cilindro, lo ha lustrato e gli ha anche cambiato compiti, dandogli quella fiducia di cui aveva bisogno. Delle 9 partite giocate fin qui dalla Roma, Kluivert è sceso in campo 8 volte. Certo,il suo utilizzo massiccio è stato favorito dagli infortuni di Perotti e Under quasi subito e da quello di Mkhitaryan in corsa. Ma allo stato attuale, se non vogliamo ragionare sui numeri assoluti (solo Zaniolo ha giocato di più, in tutte e 9 le partite), anche in termini percentuali Kluivert è quello che più «piace» a Fonseca, con una media di 80,9 minuti a presenza. Alle sue spalle Under (78,5), poi Mkhitaryan (71,7) e Zaniolo (64,5), con Perotti ovviamente fermo al palo, visto che non è ancora mai sceso in campo. Kluivert è anche quello che ha segnato più gol (2) tra gli esterni giallorossi, creando anche 5 occasioni da rete (meglio Mkhitaryan con 7 e Zaniolo con 6). Insomma, anche se alla ripresa o giù di lì torneranno a disposizione di Fonseca tutti e 5, quel che c’è di certo è che rispetto all’inizio della stagione Kluivert ha molte più frecce al suo arco.


Fonseca ritrova mezza Roma

IL TEMPO - BIAFORA - Inizia ad allontanarsi la tempesta degli infortuni che negli ultimi cinquanta giorni ha stazionato sui cieli di Trigoria. Dopo aver subito in una settimana lo stop di Mkhitaryan e aver visto finire sotto i ferri Pellegrini, Diawara e Dzeko, Fonseca può finalmente sorridere per il rientro in gruppo di Perotti ed è pronto ad accogliere a braccia aperte Under e Florenzi, che hanno ormai terminato i rispettivi cicli riabilitativi. L’argentino ha superato definitivamente la lesione miotendinea al retto femorale e, nell’allenamento di ieri, ha svolto gran parte della seduta insieme ai compagni di squadra (sono molti i Primavera aggregati a causa delle assenze forzate e degli otto calciatori impegnati con le nazionali), pronto a strappare la prima convocazione stagionale nella sfida della prossima settimana con la Sampdoria. Contro i blucerchiati, che potrebbero presentarsi al match contro la Roma con Ranieri - curiosamente andrebbe nuovamente a sostituire in corsa Di Francesco - in panchina, difficilmente il numero otto giallorosso partirà dal primo minuto, ma il suo recupero, sperando che possa avere una certa continuità fisica in primis e di rendimento poi, permetterà all’allenatore portoghese di avere un’importante arma in più tra quelle presenti nel suo arsenale tattico: sulla carta, Perotti, fino al ko a pochi giorni dall’esordio in campionato, era uno dei titolari della nuova Roma, essendo stato mandato in campo dal primo minuto in tutte e tre le ultime amichevoli estive. Al momento, a disposizione di Fonseca sulla trequarti, ci sono soltanto Zaniolo, Pastore - non in grado di giocare due partite in tre giorni - e Kluivert, oltre al giovane Antonucci, quindi ritrovare Perotti aumenterà le possibilità di scelta per il prossimo ciclo di sette partite da giocare in appena ventuno giorni. Oltre a lui a Marassi lo staff tecnico potrà contare su Under, che ha smaltito la pesante lesione muscolare al bicipite femorale, infortunio rimediato in un allenamento con la propria nazionale. Il classe 1997 è un altro possibile titolare nello scacchiere di Fonseca, che lo aveva scelto dall’inizio per le sfide con Genoa e Lazio, partite in cui non era ancora arrivato Mkhitaryan. L’esterno turco, primo marcatore stagionale della squadra, ha voglia di lasciarsi alle spalle gli infortuni che lo hanno più che tormentato nel 2019 e smania per riprendersi la maglia da titolare in alto a destra. L’auspicio di Fonseca è che contro la Samp ci sia anche Dzeko, andato in Bosnia a trovare i compagni di nazionale. Difficile la presenza di Mkhitaryan, ancora alle prese con la lesione tendinea all’adduttore. L’abbondanza offensiva non può che far bene ad una squadra che ha segnato appena tre gol nelle ultime quattro partite.

 


La Roma coccola Smalling: Manolas è solo un ricordo

IL CORRIERE DELLA SERA - A Trigoria c'è chi sta diventando sempre più protagonista della realtà romanista, cioè Chris Smalling. Il difensore inglese, arrivato in prestito dal Manchester United, è già diventato un punto di riferimento in una difesa che ha cominciato la stagione con grandi difficoltà. Dopo l’esordio con l’Atalanta, in cui ha giocato in una sperimentale difesa a tre, Smalling è stato titolare contro Lecce e Cagliari, mostrando miglioramenti dal punto di vista della condizione fisica e dando stabilità (e personalità) al reparto: non è un caso, infatti, che la Roma abbia subito una sola rete, su calcio di rigore. Non è un personaggio banale, Smalling: vegano convinto («Ne ho tratto benefici anche per quanto riguarda il recupero dagli infortuni», ha dichiarato in più di un’occasione), comincia già a parlare in italiano per comunicare meglio con i compagni e da un po’ di giorni è stato raggiunto nella Capitale dalla moglie e dal figlio. Se, come sperano sia lui sia la società giallorossa, le cose dovessero andare bene, a fine stagione la sua intenzione di rimanere potrà diventare una possibilità concreta. Per il momento si impegna a fare del suo meglio in campo, e vicino a lui crescono anche le prestazioni dei suoi compagni di reparto, come ad esempio Gianluca Mancini. Sono loro, nella testa di Paulo Fonseca, la coppia “titolare” della Roma, quella su cui puntare per il futuro.


Come a Roma: Ranieri al posto di DiFra

LA REPUBBLICA - ZAINO - Era già accaduto il 7 marzo scorso, via Di Francesco, ecco Ranieri. Solo che la panchina era quella della Roma, amata dal primo, per via del suo passato da giocatore da aggiungere alle stagioni da tecnico, venerata dal secondo, essendo dei giallorossi tifoso da una vita. La storia si ripete sette mesi dopo, incredibile coincidenza, come curioso è che la Roma sia il primo avversario della malata Sampdoria, ultima in classifica, di cui Ranieri ha accettato di correre al capezzale. Lo hanno convinto tre ore di colloquio ieri nella capitale di fronte al presidente Ferrero e ai suoi collaboratori, seguito in serata da una cena in cui si è sviscerato con l'agente del tecnico, Bascherini, l'aspetto economico. Ranieri, che compirà 68 anni proprio il giorno del debutto, il 20 ottobre, di fatto si lega alla Samp sino al 30 giugno 2021. La pregiudiziale è la salvezza in questo campionato: il contratto infatti si prolungherà in caso di permanenza in A. Guadagnerà circa 2 milioni netti a stagione. Ferrero, recentemente contestato dai propri tifosi, dopo la rottura delle trattative con il gruppo Vialli per la cessione della società e i no incassati da Pioli e Gattuso, si aggrappa a lui per non rendere la stagione fallimentare.