Roma, resistenza per la Champions

IL MESSAGGERO - ANGELONI - Ci siamo, ecco la sosta. Stavolta arriva nel momento migliore e non conta l'amara sconfitta in Europa League. Quello è uno strascico che la squadra di Fonseca non vuole portarsi addosso in questa trasferta di Parma. Perché in Germania contro il Moenchengladbach la Roma ha dimostrato di essere in salute: non arrivano a caso tre vittorie consecutive in campionato con Milan, Udinese e Napoli. Tre e una più convincente dell'altra. C'è un problema, però.

FATICA - La Roma, questi successi e il terzo posto in classifica, li ha guadagnati andando oltre le proprie possibilità fisiche. Troppi infortuni e in campo quasi sempre gli stessi, tanto per citare un'espressione molto cara ad Antonio Conte. Fonseca non è il tipo che si lamenta, ma sa benissimo che qualche suo calciatore oggi ha il fiato corto e sa pure che altri stanno per tornare. Ecco perché a Parma, c'è bisogno dell'ultimo sforzo prima della sosta, che si porterà via qualche giocatore ma altri invece resteranno a Trigoria a lavorare, pronti all'uso il 24 contro il Brescia all'Olimpico. E parliamo di gente importante, vedi Mkhitaryan e Pellegrini su tutti: uno, alternativo agli esterni, l'altro proprietario del ruolo di trequartista, ben interpretato in questo periodo da un ottimo Pastore. Quindi ci sarà da benedire l'abbondanza, ma aspettiamo a dirlo.

Abbondanza non oggi, perché la squadra è ancora in semi emergenza e qualcuno dovrà andare incontro allo sforzo supplementare, visto che Fonseca non ha grosse intenzioni di stravolgere ciò che va. «Non penso di cambiare molto», dice infatti il portoghese, direttamente dall'Emilia, dove la Roma è in ritiro da venerdì. Forse c'è solo l'innesto di Spinazzola (al posto di Santon), che ha saltato la trasferta di coppa, ma che secondo il tecnico «è pronto». E qui di nuovo torna in ballo il caso Florenzi, che rischia - e non è detto - la sua sesta consecutiva in panchina. «Si allena bene, è disponibile, è un'opzione». Un opzione, non un titolare, a quanto sembra. Mancini giocherà in mezzo, «Diawara - amemtte Paulo - non ha i novanta minuti nelle gambe». Veretout, Smalling, Dzeko, sono quelli a cui chiedere il supplemento fiato. Sforzo supplementare specie per Kolarov, che non esce mai e non ha tempo di far rifiatare i suoi 34 anni, che proprio oggi compirà. «Molti giocatori hanno giocato tante partite di fila ma possono farlo ancora. La difesa? Non abbiamo molto tempo per lavorare, ma penso che la squadra stia bene in tutte le situazioni difensive. Poi è chiaro che possiamo imparare tanto dagli errori ma direi che ci difendiamo bene». Ed è vero. La Roma nell'ultimo periodo prende pochi gol e fino a ora ha perso solo due volte, con l'Atalanta e con il Moenchengladbach per questioni arbitrali anche «ma non cerchiamo scuse, la squadra è in fiducia», sostiene Fonseca. E' vero che l'attacco, con Dzeko sempre meno bomber e sempre più uomo squadra e rifinitore, dovrebbe fare di più, specie negli esterni, vedi Kluivert. La Roma segna molto su palla inattiva, 8 gol su 20 fino a questo momento. Ai tiratori scelti, Veretout e Kolarov su tutti, Fonseca non rinuncia. E non solo a loro.


Serie A, piccolo stop interno del Napoli. Contro il Genoa finisce 0-0

L'ultimo anticipo di Serie A, giocato tra Napoli e Genoa, si è concluso con il risultato di 0-0. Ad inizio match il Napoli era riuscito a passare in vantaggio con Insigne, ma il gol è stato annullato per fuorigioco del 24 azzurro.


Petrachi punta Seferovic come vice Dzeko per la prossima stagione

La Roma, nonostante la stagione sia ancora nelle fasi iniziali, si inizia a guardare intorno in ottica mercato per trovare un attaccante che possa prendere il posto di Dzeko nello scacchiere giallorosso nelle prossime stagioni. L'obiettivo di Petrachi, come riferisce Ojogo.pt, è Sefererovic del Benfica. Il DS giallorosso vorrebbe prenderlo per la prossima stagione così da farlo integrare in rosa e avere un ricambio per Dzeko prima di affidargli le chiavi dell'attacco. Il giocatore, nazionale svizzero con all'attivo quattro reti in stagione tra campionato e Champions League, ha una clasuola rescissoria di 60 milioni ma il Benfica lo valuta intorno i 30 milioni.
Seferovic è una vecchia conoscenza della Serie A avendo militato nella Fiorentina, nel Lecce e nel Novara senza però essere incisivo.


Serie A, Inter batte 2-1 il Verona in rimonta

E' terminato il secondo anticipo di giornata di Serie A con l'Inter che a San Siro ha battuto 2-1 il Verona.
In vantaggio, p3rò, sono andati gli ospiti con Verre su rigore al 19'.
Nella ripresa salgono in cattedra gli uomini di Conte che ribaltano il risultato. Al 65' pareggia Vecino ed all'83' Barella sigla la rete da tre punti.


Nani: "Non mi aspettavo che Zaniolo, nel giro di due anni, diventasse uno dei migliori in Europa"

Gianluca Nani, Dirigente Sportivo che ha lavorato anche nel Brescia e nel West Ham, ha parlato ai microfoni di Sportsmail di Nicolò Zaniolo:

"Conosco Zaniolo da quando era all’Entella in Serie B e già lì si poteva vedere che fosse un ottimo giocatore, la chiave è stata la rapida crescita fisica. Ma che diventasse uno dei migliori giocatori in Europa nel giro di due anni non era una cosa facile da prevedere. Per prima cosa si è rinforzato moltissimo nelle gambe, poi quando giochi con calciatori più forti è più semplice migliorare. Quando è arrivato a Roma tutti hanno visto che era un giocatore diverso per fiducia e forza. Sa segnare, fare assist, creare, è un calciatore davvero forte ed è ancora così giovane.L’ho visto giocare dal vivo tantissime volte e ogni partita ero felice di vederlo. È veloce, ha una buona forza nelle gambe ed è freddo, cinico davanti alla porta. Può agire in più di una posizione, lo hanno cominciato a far giocare più largo, con meno responsabilità, ma credo che possa diventare un top player facendo il centrocampista ‘box-to-box’, con permesso di entrare in area e fare gol. Penso più a Lampard o Gerrard, o un giocatore simile".


Serie A, Brescia-Torino 0-4. Doppietta di Belotti e di Berenguer

Nel match delle 15 sono scese in campo Brescia e Torino. Gli uomini di Mazzarri calano il poker al Rigamonti, con la doppietta di Belotti - entrambe le reti sono arrivate su calcio di rigore - e la doppietta di Berenguer. 


Conferenza stampa D'Aversa: "La Roma è una squadra forte che può farci male, vogliamo fare un risultato positivo"

Roberto D'Aversa, tecnico del Parma, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Roma. Queste le sue parole:

"Rispetto all'ultima partita rientrano a pieno regime Cornelius e Gagliolo. Domani vengono in panchina Bruno Alves e Laurini, ma Laurini solo perché ha chiesto di stare vicino alla squadra. Domani dobbiamo avere la volontà di fare un risultato positivo. Faremo di tutto per fare risultato pieno, questi ragazzi se lo meritano per quanto fanno in allenamento".

Che partita ti aspetti?
"Hanno giocatori di qualità, sono una squadra completa. Nonostante assenze importanti sono terzi in classifica, si parla poco di un allenatore che sta facendo molto bene, migliorando l'aspetto difensivo. Affronteremo una squadra forte che viene da una sconfitta ma presenta diverse armi e possono farci male".

Loro sono la terza squadra con più gol su palla inattiva.
"Per quanto riguarda la preparazione della partita si cura il particolare sempre. Nella Roma ci sono giocatori strutturati, quando deciderò l'undici di domani considererò anche l'aspetto fisico. Bisogna essere bravi nelle scelte delle marcature, prendere accorgimenti, am quello che fa la differenza è la determinazione nel vincere il duello".

Ti aspettavi qualcuno in Nazionale?
"Ce ne sono stati abbastanza, egoisticamente ne preferivo qualcuno in meno. Visto che se n'è parlato in settimana, il nostro unico obiettivo deve essere la partita con la Roma. Sullo specifico penso che ogni giocatore ha come obiettivo la nazionale e mi auguro che riescano a realizzarlo".

La Roma attacca bene sulle fasce.
"Il 4-2-3-1 si vede nella loro fase difensiva. Costruiscono con tre difensori e due mediani, quando si abbassa Mancini viene a sostituirlo Pastore, Dzeko è bravo ad attaccare la profondità e ad aiutare la squadra. In fase di costruzione ti danno pochi riferimetni, nella maggioranza delle situazioni vanno ad attaccare l'ampiezza, arrivano bene sui cross ma sono pericolosi anche sulla trequarti. Non è una partita semplice, hanno un alleantore molto bravo che fa giocare bene al calcio. Hanno avuto qualche difficoltà ma con il tempo sono migliorati. Vorrei andassimo in campo vogliosi di fare risultato".

La miglior difesa è l'attacco?
"Quando hanno la palla ti danno fastidio. Sempre meglio tenere lontani dalla nostra area dei valori che possono metterci in difficoltà. Ci saranno momenti in cui presseremo alti e in cui aspetteremo. Quello che conta è la letture dei momenti e la determinazione".

Quanto è difficile gestire Kulusevski ora che se ne parla tanto?
"Il discorso che ho fatto prima era in riferimeto a lui perché è molto giovane. Se ne parlava già tanto, è accostato a big, è arrivata la nazionale. Per l'età che ha è molto maturo ma a volte ci sono cicloni troppo forti e dobbiamo essere bravi noi a farlo ragionare solo sul momento. Un allenatore non regala niente a nessuno, l'anno scorso ha fatto tre partite. Siamo stati bravi a credere in lui ma è stato bravo anche lui a far puntare su di lui. Giocatori così determinanti usciti dalla Primavera ce ne sono pochi. Deve determinare di più sotto l'aspetto del gol e degli assist, a Firenze fosse stato più preciso il risultato sarebbe potuto essere diverso. Non vuol dire che sia colpa sua ma è per far capire che un ragazzo con qualità importanti ma deve rimanere sul pezzo: nel calcio è difficile rimanere a certi livelli".

Sarebbe buona cosa concludesse l'anno qui?
"In una situazione in cui siamo non voglio nemmeno pensare che a gennaio ci siano uscite di giocatori titolari".

Cornelius può giocare?
"È in condizione di giocare dall'inizio e a Firenze poteva fare 20 minuti. Sta bene e potrebbe partire dall'inizio".


Lo scudetto delle donne

IL TEMPO - ZOTTI - Un gruppo ancora unito dopo 50 anni. Un legame indissolubile come quelli che soltanto le vere storie di sport possono instaurare, quando calcio maschile e femminile erano ancora due mondi divisi. Una squadra di amiche sincere che si ritrovano oggi, alle 18, presso la libreria «Le Storie» in via Giulio Rocco, per celebrare un anniversario storico.
Il 21 dicembre 1969 a Grosseto l'ACF Roma vinceva il suo primo - e unico - scudetto battendo in finale il Genova. Un momento indimenticabile per le ragazze allenate da Guglielmo Tamilia (tassista di Ostia Lido innamorato del pallone, scomparso un anno fa), che grazie al calcio femminile hanno viaggiato in lungo e in largo guidate dalla presidentessa Palmira Rosi Bellei. Professoressa di educazione fisica e fondatrice del club nel 1965, venuta a mancare due anni fa, fu aiutata dell'allora presidente della As Roma Evangelisti che - oltre a dare il suo assenso al nome «ACF Roma» - fornì palloni e materiale tecnico. In casa Bellei non ci si limitò a questo: dopo il successo riscontrato con la squadra giallorossa, nel 1967 Franco, marito della signora Mira Rosi, fondò la Lazio Femminile in modo da consentire a tutte le ragazze che si avvicinavano al calcio di trovare il proprio spazio e dare all'ACF Roma un partner con cui confrontarsi.
«Non ci siamo mai lasciate. Significa che quegli anni ci sono rimasti nel cuore», il racconto di Anna Nati, mediano di spinta appena quattordicenne all'epoca dello scudetto: «Abbiamo girato il mondo. Ero una ragazzina, ho iniziato a giocare a dodici anni e per me non è stato facile, ma siamo andate ovunque America, Thailandia, Turchia o Malta. Abbiamo fatto conoscere il calcio negli Stati Uniti con una tournée nel '70, a New York abbiamo giocato davanti a cinquantamila spettatori, ma ci sono state partite anche a Montreal, Washington e Toronto. C'era tantissima curiosità intorno a noi».
Nel palmares dell’ACF Roma c’è anche un Coppa Italia arrivata nel ‘72 - con le giocatrici premiate dal presidente della Roma Anzalone - ma il tricolore rimane un ricordo indelebile per la signora Anna e le sue compagne: «Nel '68 avevamo perso malamente contro il Genova. Siamo state sconfitte in finale dopo tre anni di imbattibilità e ci siamo ripromesse che avremmo dovuto prenderci la rivincita. La stagione successiva siamo arrivate prime in campionato a pari punti sempre con le liguri, e abbiamo dovuto giocare due spareggi, uno a Livorno finito 0-0 e un altro a Grosseto vinto 1-0 grazie al gol di Barbara Ostili. Abbiamo riportato uno scudetto a Roma dopo 27 anni». Nonostante non ci fosse uno stadio di riferimento il pubblico non mancava mai.«Giocavamo in tutti i campi di Roma, ma gli spalti erano sempre pieni».
Una storia d'altri tempi che ha affascinato anche Nanni Moretti, che insieme a Loredana Conte, ha raccontato la squadra giallorossa nel cortometraggio «Colpi di Testa».


Florenzi cerca una via d’uscita dalla panchina

IL MESSAGGERO - CARINA - «A Trigoria si un’aria diversa». Tanto differente da tramutare queste parole in un boomerang. Era il 18 settembre, vigilia del match contro il Basaksehir in Europa League e Florenzi, vicino a Fonseca, raccontava come l’approdo del portoghese «avesse cambiato molto» le logiche all’interno del gruppo, «ora tutti sono importanti». Che poi, a pensarci bene, è quanto ribadito giovedì da Petrachi: «Cosa significa l’ennesima esclusione di Florenzi? Che se la gioca con tutti. Da un giorno all’altro certi tipi di equilibri all’interno dello spogliatoio possono cambiare e questo viene modificato dal rendimento settimanale». Non bisogna fare l’esegesi delle parole del ds per intendere che Alessandro, almeno per chi deve fare delle valutazioni e prendere delle decisioni, non sta rendendo come gli altri. Né nel ruolo di terzino, sopravanzato da Spinazzola (acquistato per giocare a sinistra), Santon e addirittura Cetin (un centrale difensivo), tantomeno per quello di esterno alto (Kluivert e Perotti, aspettando il rientro di Mkhitaryan, per ora sono davanti). Cinque panchine di fila non possono essere per caso. Ma lo possono diventare, un caso. Al netto delle reiterate rassicurazioni di Fonseca e di Petrachi («Tornerà a fare quello che ha sempre fatto»), qualcosa s’è incrinato. Non in Nazionale: le ultime convocazioni del ct Mancini lo hanno visto presente. Particolare però da non sottovalutare: a giugno ci sono gli Europei e non giocare pregiudica le possibilità di esserci. Anche perché, oltre al paradosso di venir convocato in azzurro e non giocare nella Roma, ce n’è un altro. Mancini, anche nella lista diramata ieri, ha inserito Florenzi nella categoria dei difensori. Fonseca, invece, sembra avere idee diverse. Non da oggi. Già i segnali estivi (quando nelle prime amichevoli veniva impiegato alto) ai quali si sono poi sommate alcune scelte in campionato (al derby, prima del ko di Zappacosta nel riscaldamento, inizialmente con l’Atalanta o contro la Sampdoria) lasciano intendere come il portoghese preferisca impiegarlo come esterno in attacco con compiti difensivi.

 
GENNAIO DI RIFLESSIONE - La domanda è d’obbligo: se a Parma, nella logica del turnover, potrebbe anche ritrovare una maglia da titolare, cosa accadrà quando dopo la sosta in avanti ci sarà nuovamente l’overbooking? Sono riflessioni che sta facendo anche Alessandro insieme a chi lo segue. Nonostante le smentite arrivate in seguito, a fine giugno Florenzi era convinto di partire. S’era fatto vivo Conte, poi il Siviglia e anche il Tottenham. Alla fine non se n’era fatto nulla soprattutto perché Alessandro (che un anno fa ha rinnovato sino al 2023) voleva restare in Italia e Conte gli ha preferito Lazaro. Potrebbe accadere la stessa cosa a gennaio. L’Inter infatti ha già bloccato Darmian. Rimarrebbe, eventualmente, l’ipotesi estera. A patto che non cambi qualcosa nei prossimi due mesi.


Mancini-Diawara: gemelli diversi garanzia di equilibrio

IL MESSAGGERO - TRANI - L'asse di garanzia viene dal mercato estivo. Sono gli interpreti presi da Petrachi su indicazione di Fonseca. Mancini e Diawara, senza la certezza del posto da titolare ad inizio stagione, oggi si ritrovano al centro della Roma. Ruolo: volante, in stile sudamericano. Nel 4-1-4-1 (4-2-3-1) è la figura che garantisce equilibrio e costruzione.

 
COPPIA DI LUSSO - Il dualismo nasce nel cambio al Borussia Park. Ma più che la competizione, conta l'alternativa. Se l'allenatore decide di riportare Mancini in difesa, ecco Diawara, svelto a tornare in gruppo e in campo. Ko il 6 ottobre contro il Cagliari e, a un mese dall'intervento al menisco, ha giocato alla prima chiamata. Fonseca lo fece inserire nella trattativa con il Napoli (cessione di Manolas), così come chiamò il ct Mancini prima di dare l'okay per prendere il difensore dall'Atalanta. Giocatori, dunque, di riferimento.

 
FASCIA PROTETTA - Aspettando Mkhitaryan, dato per disponibile dopo la pausa (infortunio simile a quello di Cristante, ma senza distacco totale del tendine), Fonseca torna ad avere più opzioni in attacco. Aumentano gli esterni offensivi. In alto a destra c'è Under, in panchina già alla Dacia Arena contro l'Udinese il 30 ottobre e utilizzato sia contro il Napoli sia contro il Gladbach. E a sinistra, dove Perotti, uscito di scena prima dell'inizio del campionato, è ripartito il 20 ottobre da Marassi contro la Sampdoria. Quel pomeriggio Florenzi, capace di giocare su entrambi i lati, ha giocato l'ultima partita da titolare. Diawara, pure se è appena tornato, è più avanti degli altri. Si è visto al Borussia Park: lucido e presente nel momento cruciale del match. Ha battuto allo sprint i 3 compagni: Florenzi, in ribasso psicologicamente e atleticamente, fatica a riemergere, ma la Nazionale dovrebbe riportarlo almeno a galla; Perotti, titolare solo all'Olimpico contro il Milan il 27 ottobre e comunque sempre presente nelle ultime 6 partite, è (per l'allenatore) il dodicesimo uomo, anche se poi quando entra dà l'impressione di non fidarsi di sé stesso, cioè dei suoi muscoli che lo fanno penare da tempo; Under, entrato in corsa sia contro il Napoli e il Borussia, cerca di aumentare il minutaggio in partita per sfidare di nuovo alla pari Zaniolo. Le soluzioni, già domani al Tardini contro il Parma, aumentano. Il vantaggio c'è, non deve però mancare la pazienza. Come chiarisce il tecnico, nessuno dei 3 è ancora al top. Inserimento graduale, dunque.


Roma, ora Fonseca guarda solo avanti

IL MESSAGGERO - TRANI - In tv o di persona, l'espressione è inequivocabile. Basta guardare in faccia Fonseca per capire quanto la caduta del Borussia Park, pure nel day after, proprio non riesce ad accantonarla come altre della sua carriera. Insopportabile. In quello stadio è tornato, e ne avrebbe fatto volentieri a meno dopo lo sgarbo dello spagnolo Gil Manzano, anche ieri mattina prima di spostarsi a Dusseldorf e volare a Bologna (poi pullman per Parma): allenamento per chi non ha giocato, lavoro di scarico per gli altri. Il portoghese deve comunque pensare al campionato, a quel 3° posto appena riconquistato dopo un anno e mezzo e dunque da difendere nel viaggio in Emilia. Eppure non riesce a staccarsi dall'Europa League dove vuole che la Roma sia protagonista. Se dovesse scegliere, sarebbe l'obiettivo principale della sua prima stagione in Italia. «Voglio vincere le ultime due partite» il messaggio a fine partita per ribadire che punta al 1° posto e quindi a fare 6 punti, pur sapendo che anche con 4 andrebbe avanti nella competizione. Lo spareggio sarà quello del 28 novembre a Istanbul contro il Basaksehir che è al comando, con 7 punti (2 più dei giallorossi terzi), nel gruppo J.

 
GIUDIZIO SINCERO - «La palla è uscita, ma niente alibi». Fonseca spacca a metà la sfida di Moenchengladbach: separa l'errore dell'arbitro Gil Mazano (con la collaborazione dell'assistenze Nevado Rodriguez) da quelli dei suoi giocatori. Le gaffe, dal suo punto di vista, oscurano le conferme. Il 2° ko stagionale in 15 partite (il 1° esterno) ha evidenziato difetti in attacco prima che in difesa. Perché la Roma che domina, senza lasciare chance al Borussia, nella ripresa è la stessa che umiliò, nel 2° tempo e in inferiorità numerica, l'Udinese alla Dacia Arena con 3 gol e occasioni a raffica. Guarda caso con la stessa formazione di otto giorni prima. Ed esibizione identica nella forma. Non nella sostanza, però. La differenza è stata nella finalizzazione. Efficace in Friuli, imprecisa in Germania. Nel finale la dormita dei centrali Smalling e Fazio sul colpo di testa vincente di Thuram, la distrazione di Veretout su Plea e la posizione sbagliata di Kolarov. «Risultato ingiusto, ma questo è il calcio» ribadisce il portoghese, infastidito per aver preso solo 1 punto nelle 2 gare contro la capolista della Bundesliga.

 
ABBONDANZA DA SFRUTTARE - Fonseca conta gli uomini nel ritiro di Parma. C'è Spinazzola, pronto a riprendersi il posto. Promosso, comunque, Santon. Florenzi, invece è rimasto fuori per il 5° match consecutivo. L'allenatore valuterà le condizione fisiche dei 23 convocati (in Emilia anche Cetin, ma è squalificato). La rosa è già più completa che nel recente passato: Diawara è entrato bene contro il Borussia e va quindi tenuto in considerazione per la partita di domani al Tardini. Non si può dire lo stesso per Perotti e Under. «Non sono ancora al centro per cento», ha chiarito dopo la partita.

 
ROTAZIONE MIRATA - La full immersion, gran parte vissuta in piena emergenza, finisce con la partita di Parma. Fonseca, anche se la partita del Tardini arriva a meno di 3 giorni da quella al Borussia Park, vuole insistere sugli stessi giocatori. Ecco perché ha tolto in corsa sia Mancini che Pastore, punti fermi del suo 4-1-4-1. Ora dovrà decidere se arretrare Mancini accanto a Smalling, escludendo Fazio in difesa e dando spazio a Diawara a centrocampo. In più dovrà scegliere il terzino destro. In teoria, se non dovesse giocare Spinazzola, potrebbe tornare d'attualità Florenzi. Che però rimane l'alternativa a Kluivert in attacco. Stamattina a Reggio Emilia la verifica è per Spinazzola e gli altri. Ma, aspettando la sosta per le nazionali, cambiare non è la priorità dell'allenatore.


La doppia vita di Capitan Florenzi

IL TEMPO - BIAFORA - Cinque panchine di fila dopo la Sampdoria sono un chiaro segnale: Florenzi, al momento, non è più un titolare della Roma. Durante la sosta di ottobre Fonseca ha comunicato al ventottenne che come terzino destro gli avrebbe preferito Spinazzola ed in alternativa Santon. Florenzi è quindi il terzo ed ultimo (senza contare Zappacosta) su quella fascia e anche nel “nuovo” ruolo di esterno offensivo gli sono stati preferiti - sia dal primo minuto che a gara in corso - Zaniolo, Kluivert, Perotti, Under, in attesa di Mkhitaryan, che ha saltato tutto l’ultimo ciclo di partite per infortunio. Quella di Florenzi in estate sembrava un’annata dalle rosee prospettive dopo aver ereditato la fascia da capitano da De Rossi ed aver fatto pace con i tifosi della Curva Sud. Il numero 24 - convocato da Mancini - ha comunque accettato con serenità le decisioni di Fonseca, esultando con i compagni dopo i gol e le vittorie, senza mai avventurarsi in dichiarazioni polemiche. È convinto di riconquistare a breve il posto. Ma se non dovesse accadere, anche in vista di Euro2020, Florenzi e il suo procuratore faranno le giuste valutazioni sul futuro.