Serie A, Cagliari batte Genoa 3-1. Succede tutto nel finale

Si è giocato quest'oggi il primo anticipo di Serie A, che ha visto scendere in campo il Cagliari contro il Genoa. Succede tutto nella ripresa, con Simeone che apre le danze al 46'. All'83' Kouamè pareggia i conti, ma un minuto più tardi Zapata mette nella propria rete regalando nuovamente il vantaggio al Cagliari. Sardi che all'87' chiudono definitivamente il match sul 3-1 con Joao Pedro.


Smalling: "La Roma è un'occasione per un cambiamento totale. Spero in una convocazione in Nazionale"

Chris Smalling, difensore della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Telegraph. Di seguito un estratto delle sue parole:

Su Solskjaer e sull’esperienza allo United

“Mi diceva che avrei avuto le mie chances. Io sono abituato a giocare se sono in forma. Questa stagione, però, sarebbe stato diverso. Avrei avuto le partite di coppa e in campionato a seconda degli infortuni. Avrei fatto 20-30 partite e sono un buon numero, ma voglio giocare. Rimanere al Manchester sarebbe stato semplice. Avevo parlato con il manager prima che arrivasse Maguire e sapevo di essere dietro di lui e Vic (Lindelof, ndr) ma nelle stagioni precedenti avevo iniziato dietro e dopo quattro o cinque partite ero tornato titolare. Adoro le nuove sfide e quando arriva un nuovo calciatore devi fare di più. Il mio periodo nello United è stato pieno di alti e bassi. Come giocatore è sempre difficile se cambi tecnico. E’ sempre una nuova sfida. E’ stato qualcosa che ho affrontato ogni stagione, chiunque fosse l’allenatore. Si trattava di mettersi alla prova e anche a causa delle aspettative penso che alcune volte non le abbiamo soddisfatte”.

Smalling poi parla del suo arrivo a Roma

“Questa è l’occasione perfetta per provare a vivere in una cultura diversa. E’ un cambiamento totale, anche se il calcio è ancora lo stesso. La Nazionale? Sono deluso. Ero abituato ad andare in Inghilterra quando giocavo per United. Il mio obiettivo è sempre quello: essere convocato”.

Sul razzismo

”Le nostre voci devono essere ascoltate. Speriamo che gli organi di governo, le leghe calcistiche e i calciatori possano essere più uniti. Sento che questa coesione ultimamente sta crescendo. Resta comunque deludente affrontare tutto ciò quando ci sono bambini che ti guardano in tv. Non deve esistere il razzismo”.


Roma, come fosse una di Champions

IL MESSAGGERO - TRANI - Mezzo secolo nel Vecchio Continente. La ricorrenza c'è e, anche se non è in programma alcuna celebrazione, si sposa bene con l'ambizione della nuova Roma. Che stasera, ospitando il Basaksehir di Istanbul all'Olimpico, festeggia i suoi 50 anni nelle competizioni Uefa. L'avventura partì da Belfast il 17 settembre del 1969, con il mago Herrera in panchina, contro l'Ards in Coppa delle Coppe. I giallorossi, costretti a riconquistare la Championspuntando in campionato almeno al quarto posto, ricominciano per ora dalla fase a gironi dell'Europa League: l'obiettivo di Pallotta e dello stesso Fonseca è di essere protagonisti nel torneo, cercando di andare oltre gli ottavi di finale, traguardo massimo finora raggiunto (due volte) da quando non c'è più la Coppa Uefa.

MISSIONE POSSIBILE La Roma, intanto, è già nella storia perché per la prima volta inizia la sua stagione giocando quattro partite ufficiali di fila all'Olimpico. Domenica scorsa il primo successo del nuovo corso, con il portoghese in panchina. Il bis, però, è nel mirino. Il Basaksehir, anche se l'anno scorso è arrivato secondo dietro al Galatasaray, attualmente è solo al quattordicesimo posto nella Süper Lig turca, con 4 punti in 4 partite, avendo iniziato il campionato con 2 sconfitte consecutive da sommare ai 2 ko nel terzo turno preliminare di Champions contro l'Olympiacos. Fonseca, insomma, ha la chance per partire bene nel gruppo J, in cui la sua squadra è testa di serie e anche le altre due rivali, il Borussia Monchengladbach e il Wolfsberg, sono abbastanza comode. Tra l'altro il suo collega Buruk, con la rosa composta soprattutto di trentenni, deve rinunciare a qualcuno dei più esperti: Skrtel, Inler e Robinho. I giallorossi, alla quinta partecipazione in Europa League e in serie positiva da 11 partite nella fase a gironi, devono approfittare della situazione favorevole. Senza snobbare, comunque, l'appuntamento, privilegiando il campionato.

ROTAZIONE MIRATA Il Basaksehir scopre il nostro calcio: mai affrontata una squadra italiana nelle coppe continentali. Fonseca, invece, vuole farsi conoscere meglio dal suo gruppo. Sicuramente già conquistato dal nuovo stile di gioco. Così, ribadendo quanto detto alla vigilia della sfida contro il Sassuolo, evita di dare indicazioni sulla formazione di partenza da schierare contro il Basaksehir. Ammette, però, di voler passare attraverso il turnover per far riposare alcuni giocatori che nell'ultimo periodo hanno avuto più spazio sia qui che con le rispettive nazionali. Di sicuro vedremo titolari Spinazzola, Diawara e Zaniolo, ai quali si può aggiungere la tentazione Pastore. Così turno di riposo a Pellegrini e Mkhitaryan che sono scesi in campo, oltre che domenica scorsa, nelle due gare dell'Italia e dell'Armenia nelle qualificazioni europee. Sono titolari, ma l'allenatore ne ha bisogno per la trasferta di domenica a Bologna. La sorpresa potrebbe essere il ruolo affidato a Spinazzola che è stato provato alto a sinistra, con la conferma quindi di Florenzi da terzino destro. Diawara, invece, studia da regista. Da scegliere il partner: Cristante è il punto fermo del portoghese. Lo diventerà presto, in tandem con l'azzurro, anche Veretout che, rientrato quattro giorni fa a quasi quattro mesi dall'ultima partita giocata con la maglia della Fiorentina, può essere risparmiato per la gara di campionato a Dall'Ara.

ROMBO INEDITO Se davvero Spinazzola sale in avanti, Fonseca ridisegna l'attacco. Zaniolo è il principale candidato a fare il trequartista, l'alternativa resta Pastore che, se gioca, spinge il compagno a destra. Sono minimo tre i cambi scontati. In più dietro Jesus è pronto a entrare, accanto a Fazio, al posto di Mancini: la difesa rimane sempre sotto esame, sia nei singoli sia come reparto. Nuova partita, dunque, ed ennesima verifica.


Tor di Valle, il pm: «Bancarotta fraudolenta dietro la vendita»

IL MESSAGGERO - PIERUCCI - Dietro alla vendita dell’area di Tor di Valle destinata al nuovo stadio della Roma si cela una bancarotta fraudolenta di 15 milioni euro. E’ con questa accusa che la procura ha concluso le indagini a carico dell’ex patron dei terreni Gaetano Papalia, amministratore delegato della Sais (la società che gestiva l’area dell’allora ippodromo), e di Michele Saggese, presidente del cda della stessa. Secondo la ricostruzione del pm Mario Dovinola e dell’aggiunto Rodolfo Maria Sabelli, Papalia, poi col contributo di Saggese, avrebbe «cagionato il dissesto con operazioni dolose consistite nell’omettere sistematicamente il pagamento di imposte comunali ed Irpef, Iva, accumulando un debito ingente». Operazioni che portavano al fallimento della società su ricorso di Equitalia per un debito di 24 milioni di euro. Nell’imputazione i magistrati hanno precisato «che di questa somma», ossia dei 24 milioni, «15 milioni e 200.000 euro rappresentano le imposte originate nella vendita del terreno di Tor di Valle alla Euronova (di Luca Parnasi) avvenuta prima della dichiarazione di fallimento». L’inchiesta nasce da una denuncia dell’avvocato Edoardo Mobrici in rappresentanza del Tavolo della Libera Urbanistica che riteneva ci fosse non solo la responsabilità di Papalia ma un concorso esterno nella bancarotta dell’imprenditore Luca Parnasi, già a processo per le mazzette elargite nell’iter del progetto stadio. Per Parnasi però il pm ha chiesto l’archiviazione.


Fonseca: «Cambi inevitabili ma non snobbiamo l'impegno»

IL MESSAGGERO - CARINA - Zero distrazioni. Il primo tempo contro il Sassuolo merita una conferma. A partire da questa sera, nell'esordio in Europa League. Fonseca - che in carriera ha già battuto due volte (2-0 e 2-1) il Basaksehir - appare come al solito tranquillo, pur invitando la squadra a non snobbare l'impegno: «Sono passati tre anni da quelle vittorie. Con loro c'era anche Under ma in quelle due occasioni lo Shakhtar dominò e non gli permettemmo di brillare. I turchi però meritano attenzione e noi non vogliamo farci sorprendere. Da tre stagioni lottano per il titolo, nello scorso campionato lo hanno perso all'ultima giornata e hanno giocatori di grande esperienza come Robinho, Visca e Skrtel». È anche vero che la squadra allenata dal 45enne Buruk (che nel 2002 segnò ai giallorossi proprio all'Olimpico, con la maglia dell'Inter, il gol del 2-2 all'89') vive un momento di crisi. Eliminata nella semifinale dei playoff di Champions dall'Olympiacos, il contraccolpo s'è fatto sentire anche in campionato. Appena un successo (contro il Genclerbirligi, l'ex club di Cetin) e quattordicesimo posto in classifica, a -8 dalla vetta e con appena 4 punti racimolati in altrettante gare disputate. Fonseca però è cauto. Per questo motivo spazio al turnoverma senza esagerare: «Fisicamente stiamo bene, sappiamo però che successivamente a questa gara ce ne sarà un'altra dopo poco più di due giorni. Dobbiamo pensare anche al rispetto dei tempi di recupero, cambieremo qualcosa». Così questa sera toccherà sicuramente a Spinazzola e Zaniolo, probabilmente anche a Diawara che farà rifiatare Veretout. Nei 20 convocati, la novità è il giovane Cardinali. Kalinic («Non ancora pronto») parte dalla panchina.

TORNA NICOLÒ A riposo quindi Pellegrini, one man show nella gara contro il Sassuolo che l'ha restituito al ruolo più congeniale, quello di trequartista. Al suo posto, spera in una chance Pastore, lodato dal portoghese: «Giocatore eccezionale dal punto di vista tecnico, che può sempre aggiungere qualcosa alla partita». Di certo, c'è il rientro dal primo minuto di Zaniolo: «Pellegrini con il Sassuolo ha giocato una grande gara da trequartista ma lui è uno che può ricoprire perfettamente anche altri ruoli. Esattamente come Nicolò. Avere giocatori duttili in rosa è solo un fattore molto positivo». Bouah, intanto, è stato operato ieri mattina a Villa Stuart: perfettamente riuscito l'intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Il terzino della Primavera, classe 2001, si era fatto male nella gara di lunedì contro il Chievo.


Presi i pirati delle pay-tv: 700 mila utenti rischiano sanzioni da 25mila euro

IL MESSAGGERO - ERRANTE - Partite di Seria Acoppe europeefilm e serie tv. Tutto su un'unica piattaforma per soli 12 euro al mese. Un business da 60 milioni di euro all'anno. La Guardia di Finanza, coordinata dalla procura di Napoli, ha avviato le indagini nel 2015, partendo dal basso, dai sodali italiani di un'organizzazione internazionale che ha condotto i militari fino in Grecia. Un'indagine coordinata all'estero da Eurojust ed Europol, che alla fine si è incrociata con un'inchiesta su server all'estero della Polizia postale. Ieri mattina la Guardia di Finanza ha staccato la spina alla diffusissima piattaforma streaming Xstream Codes, in un maxi-blitz messo a segno anche dalla Polizia contro le iptv illegali, 700mila utenti erano online. Ma sono 5 milioni i potenziali clienti. Anche loro rischiano: multe fino a 25mila euro al mese e la reclusione da sei mesi a 3 anni, visto che gli investigatori, come hanno spiegato il colonnello Giovanni Reccia, comandante del Nucleo speciale tutela della privacy e frode tecnologica, e il comandante dei gruppi operativi, Gianluca Berruti, intendono risalire agli «abbonati» attraverso la traccia ip, l'indirizzo dell'apparecchio collegato a internet e le carte con cui sono stati effettuati i pagamenti.

LA CHAT Da una stima, scrive il gip, nel decreto di sequestro, risulterebbero «oltre 90 server attivi». Benvenuti in famiglia, gruppo Skype con 213 utenti, ad esempio, funzionava come un servizio clienti: «In tale chat - si legge nel decreto - venivano scambiati messaggi inerenti il sistema Iptv e i partecipi si adoperavano per fornire i crediti, previo pagamento, a tutti gli altri ed informare circa lo stato dei lavori sui vari server».
L'indagine diretta dal procuratore di Napoli, Giovanni Melillo riguarda 25 persone, tra cui due greci. Uno di loro, Christos Papaoikonomu, ritenuto l'inventore e il gestore della piattaforma, è stato arrestato a Salonicco aveva con sé 110mila euro in contanti. I membri dell'organizzazione predisponevano e gestivano all'estero gli spazi informatici attraverso i quali ritrasmettevano il segnale dei Sky, Dazn, Netflix. Una fitta rete commerciale, con basi in Lombardia, Veneto, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, acquisiva illegalmente i pacchetti di contenuti e li rivendeva. Sono otto gli ordini cattura europei di indagine eseguiti simultaneamente in Olanda, Francia, Grecia, Germania e Bulgaria dalle rispettive polizie giudiziarie. I reati ipotizzati sono associazione a delinquere finalizzata alla riproduzione e commercializzazione illecita di Iptv con la circostanza aggravata del reato trasnazionale. A livello internazionale, attraverso le Agenzie europee Eurojust ed Europol, la Polizia postale ha disarticolato la complessa infrastruttura tecnologica. Potentissimi i Server posizionati all'estero che consentivano la diffusione del segnale in tutta Europa.

LA TECNOLOGIA I contenuti protetti da copyright venivano acquistati lecitamente, come segnale satellitare, dai vertici dell'organizzazione (le cosiddette sorgenti). Successivamente, attraverso la predisposizione di una complessa infrastruttura tecnica e organizzativa, vengono poi trasformati in dati informatici e convogliati in flussi audio/video, messi quindi a disposizione di una fitta intelaiatura criminale, di una rete capillare di rivenditori e utenti finali, dotati semplicemente di connessione internet domestica e apparecchiature idonee alla ricezione (come l'ormai noto Pezzotto). Le più recenti stime parlano infatti di danni per più di 800 milioni di euro.
Soddisfatto il presidente della Lega serie A Gaetano Micciché che si complimenta per l'operazione: «La pirateria è una piaga che drena risorse altrimenti investite e alimenta circuiti malavitosi. Solo in Italia i danni economici e di impiego superano il miliardo di euro».


Abbondanza Roma: Fonseca cambia per non fermarsi

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Non si fida, perché sa che da quando lo affrontò battendolo due volte tre anni fa con lo Shakthar Donetsk, di acqua sotto i ponti ne è passata. Da allora, infatti, l’Istanbul Basaksehir è diventata tutt’altra squadra, capace addirittura di sfiorare il successo nella Superliga turca lo scorso maggio (titolo perso nelle ultime due giornate) e venendo estromesso un mese fa dai playoff di Champions per mano dell’Olympicos. Ma se non si fida degli avversari, Paulo Fonseca si fida invece molto della sua squadra. Così tanto che oggi la rivolterà un po’, cambiandola in alcuni interpreti ma non nella filosofia (…).«La squadra fisicamente sta bene, ma sappiamo che dopo questa gara ce ne sarà un’altra ravvicinata ed impegnativa – spiega Fonseca – Dobbiamo pensare anche ai tempi di recupero dei giocatori, rispettarli (…). Ma sempre con la massima fiducia e la consapevolezza che queste sono opzioni valide e che ci danno la garanzia di poter vincere la partita (…) In Europa League ci sono squadre forti, ne siamo consapevoli. Ma ci avviciniamo a questo torneo con ambizione, la voglia è quella di andare il più avanti possibile».

Nella testa di Fonseca ci sono prima di tutto Spinazzola e Diawara, che oggi dovrebbero entrambi esordire dal via. Spinazzola addirittura potrebbe giocare alto, come ha già provato in una circostanza anche nel pre-campionato (…). Diawara, invece, si piazzerà in mezzo al campo per cercare di affinare i tempi della regia nel sistema del portoghese (…). Ma poi – oltre al ritorno dal via di Zaniolo - potrebbero trovare spazio anche Juan Jesus e magari Pastore, che a Fonseca piace (…) «È un giocatore di grande qualità, tecnicamente eccezionale, che può risultare molto utile alla squadra. Bisogna sempre pensare che viene da una stagione difficile, con alcuni infortuni, ma ora sta tornando al meglio della propria condizione (…). Conto su di lui». Del resto, la forza della Roma potenzialmente è anche quella di poter avere molte soluzioni, tra di loro anche diverse. Esattamente come ha sottolineato anche Alessandro Florenzi, stasera alla sua prima europea da capitano «ufficiale». «Stiamo creando un gruppo in cui tutti sono importanti, dal primo all’ultimo – dice – (…). Non dobbiamo commettere l’errore che abbiamo fatto in passato, quello di sentirci appagati (…). È questo l’esempio che da capitano voglio dare ai più giovani. Può capitare anche di perdere una partita, ma se usciremo sempre a testa alta dal campo alla fine vinceremo la guerra» .


Spinazzola: chance europea per tornare protagonista

LA GAZZETTA DELLO SPORT - L’Europa League è la sua competizione preferita (…). Delle sette presenze internazionali fatte da Leonardo Spinazzola sei sono state nella competizione «minore». Giocava con l’Atalanta, il terzino sinistro, due anni fa, e sembrava destinato a un futuro luminoso (…). L’infortunio, la cessione alla Juventus e le difficoltà che sono ormai storia hanno fatto sì che la scorsa stagione facesse, in Champions League, solo una partita. Di quelle indimenticabili, però. Perché i 67’ contro l’Atletico Madrid sono stati i migliori della sua carriera ed è proprio quel giocatore lì che la Romavuole ritrovare il prima possibile (…). «Questa notte - le sue parole dopo la partita contro l’Atletico - la ricorderò per tutta la vita. Spero però di viverne anche altre, forse pure migliori». Magari già stasera, visto che sembra probabile l’esordio da titolare (…).

(…) L’amato ruolo di terzino sinistro sarebbe l’ideale per lui, ma anche a destra, perché in questo momento la priorità è giocare, trovarsi con i compagni e ritrovarsi con se stesso. Dal punto di vista fisico, in particolare modo, visto che come ha sottolineato il direttore Petrachi non è nuovo a problemi di natura fisica. Tutto questo, cioè la sua presenza in difesa, è possibile, ma non certa, visto che Fonseca potrebbe sorprendere tutti e schierare Spinazzola sì a sinistra, ma più avanti. Nei giorni scorsi è stata provata questa soluzione, che consentirebbe al tecnico portoghese di avere due mancini come lui e Kolarov capaci di attaccare, ma anche di saltare l’uomo e arrivare sul fondo con continuità. Che poi è la cosa che gli riesce anche meglio. E Spinazzola, dopo essersi sentito troppo a lungo poco protagonista, in passato, adesso ha voglia (e necessità) di far innamorare di sé i tifosi della Roma.


Dzeko contro Immobile: la sfida dei bomber rinviata al prossimo turno

CORRIERE DELLA SERA - Edin Dzeko e Ciro Immobile, a ben guardare, sono simili. Pure tecnicamente, perché – sebbene con caratteristiche fisiche diverse – hanno un elemento importante in comune: giocano per se stessi ma anche per la squadra. Il romanista con le sue qualità tecniche, decisamente notevoli per un centravanti (non a caso Conte lo voleva per aiutare Lukaku a segnare); il laziale svariando sull’intero fronte d’attacco, pressando ovunque, creando spazi per gli inserimenti dei centrocampisti. Ma Dzeko e Immobile hanno anche un altro punto di contatto: nelle ultime tre stagioni hanno vinto la classifica dei cannonieri dell’Europa League. Un traguardo che rischia di passare inosservato, ma che invece è giusto sottolineare: indica la capacità dei due attaccanti di sapersi proporre anche a livello internazionale (…).

I numeri dicono quanto siano importanti: Dzeko è il secondo miglior marcatore europeo della Romadietro  a re Totti (23 gol a 38); Immobile è il settimo tra i realizzatori nella Lazio, ma il podio è lontano appena 3 reti e Ciro certamente lo può raggiungere già in questa stagione. Questi due centravanti così diversi, eppure così uguali, sono accomunati da un altro dato abbastanza curioso: entrambi hanno segnato 89 volte con le loro squadre, Dzeko con la Roma (in 182 partite) e Immobile con la Lazio (in 137 incontri). Il biancoceleste ha una media gol/partite migliore, il giallorosso è rinfrancato da un nuovo contratto. Questa è una stagione fondamentale per entrambi: Edin deve diventare anche leader e trascinatore della Roma, ora che se ne sono andati De Rossi e Manolas; Ciro ha bisogno di riscattare l’ultima stagione non entusiasmante, benché nobilitata da un buon numero di reti. L’Europa League è un’occasione, Dzeko tenterà di sfruttarla già stasera, Immobile magari dal prossimo turno (perché Ciro nemmeno è andato in Romania per la partita con il Cluj per preservarlo per il campionato) (…).


Ogni vittoria conta: vale 570.000 euro

CORRIERE DELLA SERA - Anche l’Europa League può essere un buon affare. La UEFA ha destinato 510 milioni di euro ai club che parteciperanno all'edizione 2019-2020, ai quali vanno aggiunti altri 50 milioni di contributi aggiuntivi, provenienti dai club che disputano la Champions League. La quota di partenza di 140 milioni sarà suddivisa tra i 48 club qualificati alla fase a gironi, che riceveranno 2,92 milioni di euro ciascuno, suddivisi in acconto da 2,75 milioni di euro e un saldo da 170.000 euro. Ogni partita della fase a gironi assegna bonus: 570.000 euro per una vittoria e 190.000 per un pareggio. Le squadre vincenti dei gironi riceveranno un bonus di 1 milione di euro, mentre le seconde classificate 500.000 euro. Tutti i turni successivi, quelli a eliminazione diretta, apporteranno ai club altri bonus. Qualificazione ai sedicesimi di finale; 500.000 euro. Qualificazione agli ottavi di finale: 1,1 milioni di euro. Qualificazione ai quarti di finale: 1,5 milioni di euro. Qualificazione alle semifinali: 2,4 milioni di euro. Qualificazione alla finale: 4,5 milioni di euro. La squadra vincitrice, oltre a essere automaticamente qualificata alla prossima Champions League, riceverà 4 milioni di euro supplementari.


Roma all'Olimpico contro gli «amici» di Cengiz

CORRIERE DELLA SERA - Fino a primavera è figlia di un Dio minore, ma poi l’Europa League si trasforma in una grande opportunità. Un trofeo da mettere in bacheca e un posto garantito in Champions, nella stagione seguente, anche in caso di mancata conquista attraverso il campionato. E non è poco. Per questo le partite dei gironi eliminatori, anche se sono poco emozionanti e non riempiono gli stadi (eufemismo), non vanno sottovalutate (…). La Roma debutta in casa contro i turchi dell’IstanbulBasaksehir, la ex squadra di Cengiz Under, acquistato nel 2017 per 13 milioni di euro più il 20% dell’eventuale futura rivendita. L’attaccante, però, non ci sarà: è infortunato. E come lui mancherà l’altro turco giallorosso, Mert Cetin, che non ha trovato posto nella lista per l’Europa League. Il calendario offre alla Roma un’opportunità: giocherà in casa le gare di andata contro le due rivali più difficili - Basaksehir e Borussia Moenchengladbach - inframmezzate dalla trasferta in Austria contro il Wolfsberg, la squadra più debole del girone. Fare il proprio dovere fino in fondo permetterebbe di gestire con molta sicurezza le gare di ritorno (…). Il Basaksehir è pieno di grandi vecchi: Clichy (34, ex Man City), Mehmet Topal (33) e Skrtel (34, passato per l’Atalanta come un fulmine), Demba Ba (34). Il giocatore più rappresentativo, Arda Turan, è anche il più turbolento. È stato appena condannatoa 2 anni, 8 mesi e 15 giorni di reclusione per detenzione illegale d’arma da fuoco, dopo aver esploso alcuni colpi fuori da un ospedale durante una lite. Pena sospesa, ma maglia da titolare in forse per qualche acciacco e perché non è facile ritrovare la concentrazione dopo la storiaccia.


Fonseca: «Puntiamo su questa coppa»

IL TEMPO - BIAFORA - Tre, massimo quattro, cambi di formazione rispetto all'undici iniziale sceso in campo contro il Sassuolo. Fonseca non ha nessuna intenzione di stravolgere la squadra di domenica, ma per la partita d'esordio in Europa League contro l'Istanbul Basaksehir è pronto a lanciare dal primo minuto Diawara, Spinazzola e Zaniolo, facendo rifiatare alcuni elementi di spicco della rosa, anche per preservarli in vista del doppio impegno ravvicinato con Bologna e Atalanta, due avversarie più che ostiche in questo momento. Il tecnico portoghese non ha voluto dare alcuna indicazione agli avversari nella conferenza stampa della vigilia (di solito anche ai giocatori comunica le scelte il giorno stesso della gara), ma nella rifinitura ha provato l'inedito terzetto formato da Spinazzola, Zaniolo e Kluivert alle spalle di bomber Dzeko: «È impossibile non cambiare giocatori quando giochi di nuovo dopo due giorni. Vogliamo andare più avanti possibile e partecipiamo con ambizione a questa competizione, che è importante. Bisogna però rispettare i tempi di recupero dei calciatori e - ha dichiarato il quarantaseienne di Nampula sul turnover - sto pensando di apportare alcuni cambiamenti alla squadra, ma sempre con la massima fiducia e sicurezza che queste siano soluzioni valide, di garanzia per raggiungere l'obiettivo. È impossibile non tenere conto dei prossimi impegni».

Il laterale di Foligno, eventualmente intercambiabile con Florenzi, in carriera ha giocato la maggior parte delle partite come esterno sinistro di centrocampo e non avrà alcun problema ad avanzare di alcuni metri il proprio raggio d'azione, facendo tandem con Kolarov sulla fascia. Alle spalle del centravanti bosniaco è probabile che Pellegrini e Mkhitaryan osservino un turno di riposo, lasciando spazio a Zaniolo, la cui duttilità è parecchio apprezzata da Fonseca, costretto a rinunciare nuovamente a Smalling oltre a Zappacosta, Under e Perotti. A destra toccherà ancora una volta a Kluivert, elogiato e coccolato dall'allenatore giallorosso: «Ha caratteristiche importanti, come quella di attaccare la profondità. La sua velocità può essere un'arma importante per la squadra». In mediana Cristante si accomoderà in panchina e verrà data continuità a Veretout, che sarà affiancato da Diawara, a cui verranno affidati i compiti di regia. Il quarto giocatore che punta ad una maglia da titolare è Juan Jesus, anche se la coppia formata da Mancini e Fazio è in vantaggio per giocare al centro della difesa. Kalinic, ritenuto ancora non pronto per giocare titolare, e Pastore sperano di avere fiducia a gara in corso: «Javier - l'ammissione di Fonseca - sta tornando al meglio della condizione fisica. La speranza è che possa rispondere bene dal punto di vista fisico, ma vedrete tutti che si tratta di un giocatore di grande livello».

In casa Basaksehir l'allenatore Buruk, che punterà sul 4-2-3-1 e dovrà fare a meno di due vecchie conoscenze del campionato italiano come Robinho e Inler, è convinto che la sua squadra non parta sconfitta in partenza: «La Roma è una squadra forte, cercheremo di giocare la partita al meglio. Vogliamo iniziare bene la sfida, loro subiscono e fanno molti gol, cercheremo di far leva sulle loro debolezze. Vogliamo giocare al meglio la partita per ottenere un buon risultato, non vogliamo uscire dal campo avendo sfigurato». Gli fa eco il capitano Tekdemir: «In queste partite gli avversari non perdonano. Siamo pronti e vogliamo cercare di fare un buon risultato giocando al meglio».