La grande occasione della Roma

IL TEMPO - ZOTTI - Archiviata la sosta, è tempo di tornare a lottare per il vertice. Domani alle 14.30 la Roma Femminile affronta la Florentia San Gimignano in trasferta (diretta su Roma Tv). La gara è di quelle importanti considerando che una vittoria varrebbe doppio: oltre a portare a casa i tre punti infatti le giallorosse - terze in classifica dietro Juventus e Milan - approfitterebbero dello scontro diretto tra la prima e la seconda della classe. Non ci saranno Andressa e Corrado, che stanno recuperando dai rispettivi infortuni. La brasiliana è reduce da una distorsione alla caviglia destra con lesione distrattiva al legamento subita in nazionale, mentre la seconda è alle prese con un trauma rotuleo al ginocchio sinistro rimediato nell'amichevole contro il Venezuela della settimana scorsa. Ma Bavagnoli non cerca alibi in vista del match contro le toscane: "Arriviamo alla partita con grande voglia di fare altri passi in avanti. Per farlo bisogna affrontare una squadra forte e organizzata - le parole della coach romanista - che sta giocando bene e che non rispecchia l’attuale classifica. È una squadra forte e dobbiamo arrivare pronte fisicamente e mentalmente. Dobbiamo fare una gara intelligente e avere la pazienza per incidere sulla partita".


Dirigenti, stadio e nuovi soci. Roma nel futuro

IL TEMPO - AUSTINI - Una squadra tutta nuova sul campo, una dietro la scrivania che ha stravolto i suoi equilibri. Mentre nasceva la Roma di Fonseca, Smalling, Mancini, Veretout etc. il club è passato dalla gestione di Baldissoni, Monchi, Massara e Totti a quella di Fienga, Calvo e Petrachi, con il consulente Baldini che continua a esserci pur se non si vede. Un ribaltamento vero e proprio, con una filosofia generale più improntata alla «concretezza» e un po' meno attenta alla vocazione internazionale. L'ultimo passaggio formale si è consumato nel cda di giovedì, che ha visto l'insediamento nel board - tramite cooptazione - di Fienga e la sua nomina ad amministratore delegato oltre a quella di Ceo già assegnatagli a gennaio scorso. In realtà si tratta soltanto di un aggiustamento di natura tecnica, perché i ruoli erano stati ridistribuiti nei mesi scorsi, con Baldissoni diventato vicepresidente ma con delega solo sul progetto del nuovo stadio e Calvo passato dalla carica di direttore dei ricavi (Cro) a quella di direttore operativo (Coo). A giugno 2020 il cda arriverà a scadenza naturale e quello sarà un momento che potrebbe segnare un altro passo verso la graduale uscita di Baldissoni, ormai fuori dalla gestione del club e impegnato esclusivamente sulla questione di Tor di Valle. È proprio attorno alla sua figura che si incardina il cambiamento, essendo lui l'uomo che ha trovato gli americani nel 2011 (prima di loro aveva trovato il fondo di Soros... ), li ha convinti a comprare la Roma e poi ha gestito nel corso degli anni i complicati rapporti tra Boston e Trigoria. Ora Pallotta ha incaricato altri dirigenti, in primis Fienga, a guidare il progetto giallorosso che si appresta a vivere dei mesi cruciali. Nella trimestrale approvata dal cda l'indebitamento finanziario netto consolidato al 30 settembre 2019 è salito a 272,1 milioni di euro per via del bond da 275 milioni emesso lo scorso agosto. L'assemblea dei soci ha già approvato l'aumento di capitale fino a 150 milioni, ma c'è bisogno di nuova linfa se si punta a competere ancora più in alto.

Stanno intanto proseguendo gli incontri fra i tecnici del Comune e la Roma per il progetto di Tor di Valle. Nella riunione di inizio settimana è stato affrontato il tema dei 18 milioni di euro che il Campidoglio ritiene di dover avere dai proponenti in aggiunta a quanto già stabilito a seguito di un riconteggio delle plusvalenze sui terreni. Per i tecnici giallorossi, invece, questa somma è al massimo di 3 milioni. Considerando l'investimento totale del progetto, 1 miliardo e 25 milioni di euro, «si balla» fra uno 0,3% e un 1,75% del valore dell'iniziativa. Già fissate altre due riunioni, una plenaria con la presenza anche dei tecnici di Città Metropolitana e una solo di staff legali per rifinire il testo della Convenzione. Considerando che si è alla vigilia della discussione sul bilancio di previsione del Campidoglio, l'iter per il voto oramai slitterà a dopo la Befana e di conseguenza l'inizio dei lavori non prima di autunno 2020. Sul fronte della proprietà, il dossier giallorosso continua a far gola a diversi potenziali investitori internazionali. Stando a quanto risulta al Tempo, oltre al gruppo texano Friedkin che ha avviato la due diligence sulla controllante As Roma Spv Llc, ci sarebbero altri soggetti che avrebbero manifestato un interesse a valutare l'ingresso nel club. Da capire se come soci di minoranza o se pronti a sostituire sul ponte di comando Pallotta, che valuta il club 1 miliardo. Fasi molto preliminari di un futuro tutto da scoprire.


Minacce e un proiettile a Conte. Decisa la vigilanza per l’allenatore

CORRIERE DELLA SERA - Le pattuglie in strada di polizia e carabinieri passeranno con più frequenza intorno al palazzo di Milano nel quale abita l’allenatore dell’Inter Antonio Conte. La stessa cosa avverrà nei dintorni degli uffici della società nerazzurra. Tecnicamente si parla di una vigilanza, il livello più basso di tutela per una personalità pubblica, ed è stata stabilita dopo avere esaminato l’entità della «minaccia». L’ex allenatore della Juventus e della Nazionale, passato alla guida della squadra nerazzurra dalla scorsa estate, qualche giorno fa ha infatti ricevuto una lettera anonima che conteneva una serie di minacce e un proiettile. È stato lo stesso allenatore a chiamare le forze dell’ordine e a firmare una denuncia contro ignoti, depositando la busta che aveva ricevuto. La società è stata avvertita dal tecnico e sta seguendo da vicino l’intera vicenda (…). Per il momento sembra niente altro che l’azione di un mitomane che per qualche strana deviazione abbia concentrato la propria ossessione su un personaggio pubblico molto popolare (…). Da quanto il Corriere è riuscito ad accertare non esisterebbe alcun elemento, nello scritto indirizzato ad Antonio Conte, che possa collegare la matrice di quelle intimidazioni a un qualche ambiente di spessore criminale o a qualche frangia estrema del tifo organizzato  (…).


Un virtual coach in panca: ecco la novità per la serie A

IL MESSAGGERO - Dall'inizio del girone di ritorno del campionato, a gennaio, la Lega Serie A doterà tutte le panchine di un tablet con installato il «Football virtual coach», un sistema «altamente innovativo - informa la stessa Lega - che permetterà agli staff tecnici di ottimizzare le performance delle squadre attraverso l'analisi in tempo reale della partita in corso». Il sistema è stato sviluppato da Math&Sport, startup italiana incubata di Polihub (Politecnico di Milano) ed è stato presentato a Barcellona alla quinta edizione del «Barca Sports Technology Symposium». «La Serie A è il campionato più combattuto e difficile al mondo, i nostri allenatori sono riconosciuti a livello internazionale per le loro straordinarie conoscenze tecniche e tattiche, ma presto avranno a disposizione un nuovo strumento che li supporterà nelle decisioni da prendere durante la partita - ha dichiarato Luigi De Siervo, Amministratore Delegato della Lega Serie A  - Grazie alle competenze tutte italiane del Politecnico di Milano, saremo la prima Lega di calcio al mondo in grado di fornire un valido supporto di analisi tecnica durante lo svolgimento della partita. Per garantire e accrescere la contendibilità del nostro campionato, il Football Virtual Coach sarà fornito a tutte le 20 squadre partecipanti alla Serie A. L'intelligenza artificiale permetterà di alzare il livello della competizione, rendendo le partite del nostro Campionato sempre più avvincenti e spettacolari».

CALCOLI Soddisfatto Ottavio Crivaro, Founder e CEO di Math&Sport «Le tecniche di modellazione matematica, gli algoritmi di machine learning, le enormi risorse di calcolo oggi disponibili, rendono possibile ciò che fino a poco tempo fa sembrava una chimera: trovare automaticamente, in tempo reale, le relazioni causa-effetto tra le performance di un atleta, un reparto, una squadra, e gli eventi che le han generate. Noi ci auguriamo di poter così supportare al meglio gli staff tecnici durante le partite. E siamo molto orgogliosi della scelta fatta dalla Lega Serie A di puntare su di noi, di poterne fare un progetto totalmente italiano».


Fonseca sorride. Ünder pronto al rientro: "Sto bene, ci sono"

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Felice e di nuovo in forma dopo la qualificazione con la sua Turchia al prossimo Europeo, Cengiz Ünder si concentrerà adesso sulla Roma. E dovrà riconquistarselo un posto in squadra, vista la crescita di Zaniolo e Kluivert. «Ora è tutto alle spalle, sto bene e ci sono», le parole soddisfatte dell’attaccante, che sta ritrovando anche la brillantezza agonistica che aveva perso per colpa dell’infortunio. Brillantezza che deve ritrovare anche Florenzi, da un po’ fuori dai radar di Fonseca. «Sta bene ed è il nostro capitano – le parole dolci di Dzeko, al momento detentore della fascia – non è facile neanche per lui, vuole giocare, ma vanno rispettate le scelte del mister». È intanto il papà di Moise Kean – giocatore passato dalla Juve all’Everton – a proporre il figlio alla Roma. «Mandare mio figlio in Inghilterra è stato uno sbaglio, spero possa tornare in Italia e andare alla Roma, dove ritroverebbe il suo amico Zaniolo».


Mkhitaryan freme: niente panchina, pronto per giocare

CORRIERE DELLA SERA - Per recuperare al meglio la condizione fisica, dopo la lesione tendinea all’adduttore destro che lo tiene fuori dallo scorso 29 settembre, Henrikh Mkhitaryan ha rinunciato alla convocazione con la nazionale armena, e per una bandiera come lui non deve essere stato facile. La Roma, però, in questo momento ha bisogno dei suoi gol - è fermo a quello realizzato il giorno del suo esordio all’Olimpico contro il Sassuolo - e dei suoi assist. Miki da un paio di giorni ha ricominciato ad allenarsi a pieno ritmo e alla ripresa del campionato, il 24 contro il Brescia, sarà convocato. Sarà poi Fonseca a decidere se è pronto per partire titolare o se potrà dare il suo contributo a partita in corso. La cosa certa è che l’ex Arsenal si sente un calciatore importante, che può dare ancora tanto. «Conosco le mie qualità - le sue parole a Four Four Two-so quello che posso dare alla squadra. Ora ho trent’anni e mi piace giocare a calcio, non posso starmene in panchina a sprecare il mio tempo» (…). Chi potrà beneficiare della sua presenza è Edin Dzeko, che alla vigilia del match della Bosnia contro l’Italia ha parlato anche di questioni giallorosse. «(…) Fonseca ci ha dato una mano, è un allenatore molto forte (…).Florenzi? Sta bene, è il nostro capitano, non è facile neanche per lui. Vuole giocare, ma alla fine dobbiamo tutti rispettare le decisioni del tecnico (…)».


Roma, Under all'esame più lungo

IL MESSAGGERO - CARINA - A inizio stagione era titolare indiscusso. Il debutto con gol al Genoa (più l'assist a Dzeko per il raddoppio), seguiva un'estate ricca di soddisfazioni nella quale Under aveva segnato sempre o quasi. In rete contro i dilettanti del Tor Sapienza e del Trastevere, poi contro il Rieti, doppietta alla Ternana, ancora in gol contro il Lille e bravo a trasformare uno dei cinque rigori nel successo contro il Real Madrid. La fiducia di Fonseca e di Petrachi erano state propedeutiche al rinnovo a Ferragosto sino al 2023. Tutto sembrava andare per il meglio, fino all'8 settembre. In nazionale, Cengiz s'infortuna: lesione al bicipite femorale della coscia destra. La prima prognosi è di 5 settimane. Ce ne vorranno invece otto, 56 giorni, per rivederlo in campo 9 minuti contro il Napoli. Nel frattempo - dopo l'ennesima polemica nata per un nuovo saluto militare alla luce della nuova offensiva della Turchia di Erdogan contro i curdi - il mondo a Trigoria è cambiato: Zaniolo ha trovato continuità e si sta affermando a suon di gol proprio nel ruolo del turco. Il bignami della storia recente di Under (che in tutto il 2019 in giallorosso ha disputato appena 14 partite) è utile per capire quanto sarà difficile riconquistare il posto. Per una volta la nazionale è venuta in soccorso: gli 81 minuti disputati contro l'Islanda giovedì, aiuteranno Cengiz a ritrovare il ritmo partita. E chissà che domenica, nel match contro Andorra, non lo possano agevolare anche nel ritorno al gol: «Sono felicissimo e adesso mi sento pronto a dare il massimo per il mio club». Fonseca lo aspetta. Petrachi pure. Non è un mistero che Under fosse uno dei calciatori più richiesti la scorsa estate. La Roma è stata brava a trattenerlo e a rinnovargli il contratto. Ma il modus operandi del club non è un mistero e Cengiz potrebbe tornare a breve uno dei calciatori più appetiti.
PAPÀ KEAN APRE Per un club che ha fatto registrare nella trimestrale un aumento dell'indebitamento netto a 272,1 milioni, con un aumento di 51,4 milioni rispetto al 30 giugno, sono riflessioni inevitabili da fare. Ma la Roma è anche una società che investe. In quest'ottica Il ds ha messo nel mirino Kean. Operazione molto difficile, visto l'investimento di 30 milioni operato soltanto qualche mese fa dall'Everton. Ma Moise in Premier non s'è ambientato e vuole tornare in Italia, già a gennaio, per giocarsi le residue chance di far parte della lista dei 23 per l'Europeo. Questo è quello che spera anche il padre, intervenuto nel programma '1927 on air' su Centro Suono Sport: «Spero possa rientrare, in Inghilterra non si trova bene. Vieni a giocare a Roma, al fianco del tuo caro amico Zaniolo. Non pensare ai soldi, ma alla carriera». Intanto in difesa, oltre al riscatto di Smalling, non si perdono di vista i due croati Olmo e Gvardiol. Dal campo: Fonseca ha stabilito 2 giorni e mezzo di riposo. La squadra tornerà ad allenarsi lunedì pomeriggio. Prima del rompete le righe, messaggio chiaro del portoghese al gruppo: «Approfittatene, sarà l'ultima pausa prima di Natale».


Florenzi, un po' di gamba e tanta voglia: ora l’azzurro è il suo paradiso a tempo

IL MESSAGGERO - ANGELONI - Strano vederlo lì, tra gli undici. Petto in fuori, pure. A cantar l’inno. La maglia della Nazionale, oggi per Alessandro Florenzi, è la prima, quasi l’unica. Strano, appunto. Lui romano (di Vitinia), romanista, capitano della Roma, fino a prova contraria. E quella prova contraria è arrivata da un po’, perché a portare la fascia, spesso e volentieri, è Dzeko: Ale dalla deprimente sfida con la Sampdoria in poi, è sempre finito in panchina. Avversario - si fa per dire - di fascia nella Roma, ieri avversari e basta: Edin a rappresentare la Bosnia, Alessandro l’Italia. Ieri i due si sono scambiati pure un affettuoso buffetto. Dal 20 ottobre, giorno di Sampdoria-Roma, nella quale è stato in campo per 75 minuti (da titolare), Florenzi ne ha giocati solo sei contro il Borussia Mönchengladbach all’Olimpico e dodici contro l’Udinese.

UN MESE NERO Quindi, il terzino-centrocampista-attaccante della Roma, non vive l’ebbrezza di starci dal primo minuto da quasi un mese. Cosa insolita per uno come lui, abituato ad essere considerato da tutti un jolly, da Zeman fino a Ranieri, in tutto il suo percorso romanista, e chissà se continuerà anche dopo gennaio. Come noto, i jolly sono tali perché trovano sempre un posto in prima fila. Sono i diversamente titolari, quelli che un buco in squadra alla fine lo trovano sempre. Florenzi, in azzurro, balla tra due allenatori che hanno nei suoi confronti sensazioni e opinioni diverse: Fonseca non lo vede come terzino (ieri bene in Nazionale proprio da terzino), e davanti ha il pienone e comunque soluzioni, a suo dire, più convincenti, anche in mancanza dei titolari (in difesa gli viene preferito Santon, che in estate è stato sul punto di andare via); dall'altra si ritrova Mancini che, come tutti i suoi predecessori, si fida di Florenzi: da Conte a Ventura, fino appunto, all’attuale ct della Nazionale. Florenzi fatica meno del previsto, gioca una gara dignitosa, sperando di non godersi questi momenti solo con la Nazionale.

IL LEONE DELLA LAZIO Tra i “romani” in campo non sfigura nemmeno Dzeko, come il suo compagno di Roma, è dignitoso. Meglio il laziale Acerbi, che segna la sua prima rete azzurra quasi come un bomber. Anzi, un bomber.


Kean o Dani Olmo: la Roma studia colpi e soluzioni per il suo futuro

GAZZETTA DELLO SPORT - Un'idea per il presente, l'altra magari per il futuro (…). Il nome a breve termine su cui si sono concentrate le attenzioni del d.s. Petrachi è quello di Moise Kean che a Liverpool (sponda Everton) non si è mai ambientato. Quello invece più a largo raggio – anche se sarà quantomeno difficile arrivare a dama – è Dani Olmo, fantasista spagnolo che a 16 anni ha avuto il coraggio di lasciare la cantera del Barcellona per giocarsi le sue carte nella Dinamo Zagabria (…).

Su Kean la Roma sta cercando ovviamente di sfruttare i buoni rapporti che intercorrono tra il club giallorosso e l’agente del giocatore, Mino Raiola, che a Trigoria gestisce già Kluivert e Mkhitaryan. (…) Per lui finora 11 partite con l’Everton (ma quasi tutti spezzoni, solo in tre occasioni è stato in campo oltre un tempo) e un solo gol, ma anche l’impressione di un feeling che non sia mai davvero sbocciato con Marco Silva, il tecnico dei Toffees (…). La Roma potrebbe lavorare su un prestito con obbligo di riscatto. «Mandare in Inghilterra mio figlio è stato un errore, è ancora troppo giovane – ha detto Jean Kean, il papà di Moise, intervenendo ieri a Centro Suono Sport – (…). Spero che Moise possa tornare subito in Italia, magari proprio alla Roma. Anzi, gli mando un messaggio: "Moise, ascoltami bene: torna, vieni a giocare a Roma, al fianco del tuo amico Zaniolo. Non pensare ai soldi, ma alla carriera"».

Dani Olmo ha un costo già alto, la Dinamo vuole almeno 30 milioni di euro. Perché si è messo in mostra anche con l’Under 21 spagnola (ieri anche in gol contro Malta, tre minuti dopo essere subentrato dalla panchina), perché la scorsa estate l’Uefa l’ha inserito tra i 50 giovani più promettenti a livello europeo e perché sulle tracce del giocatore ci sono già alcuni club tedeschi (Leverkusen e Dortmund) e spagnoli (sembra che nei mesi scorsi abbia chiesto informazioni addirittura il Real Madrid). Insomma, portarlo alla Roma non sarà di certo facile (in Italia interessa anche al Milan) (…).

Ma nella Dinamo Zagabria c’è poi anche un altro giocatore su cui la Roma ha messo gli occhi. Si tratta di Josko Gvardiol, difensore centrale di 17 anni che all'occorrenza può giocare anche come terzino sinistro. In questo momento non costa molto, si può portare a casa con uno, al massimo due milioni di euro. Ma bisogna fare presto ed è per questo che Petrachi vuole capire. Per poi accelerare (…).


Pastore: "Sto molto bene alla Roma, non vedo possibilità di andare via adesso"

Javier Pastore, centrocampista della Roma, ha rilasciato un'intervista per ESPN in cui ha parlato di se e del suo rapporto con la nazionale:

Lasciare la Roma?
"Mi hanno chiamato in tanti chiedendomi di questa cosa, ma la verità è che non c’è niente di concreto e di serio, non vedo possibilità di andare via adesso dalla Roma, sto molto bene“.

Se fossi costretto a lasciare, dove andresti?
"(Interviene la moglie in collegamento, ndr). È chiaro che il club sarebbe il Talleres (la formazione dove è cresciuto, ndr). Se tornerà, e questo succederà perché quasi tutti sognano di chiudere la carriera in Argentina, gli piacerebbe tornare al Talleres”. 

Ibrahimovic alla Roma?
“È un grande, sarebbe grandioso se tornasse in Italia. Un giocatore così muove tutto, la stampa e non solo. E perché no alla Roma? Sarebbe bello riaverlo come compagno. Abbiamo un bel rapporto con lui e la famiglia, in privato è un personaggio diverso rispetto a come si mostra in pubblico. Calcisticamente mi piace moltissimo e lo ammiro anche come persona”.

De Rossi al Boca Juniors?
“Ne parlava molto già prima di andare, chiedeva molte cose a Fazio, Perotti e a me. E noi eravamo impazziti, perché è un giocatore che è rispettato in tutto il mondo, quando sono arrivato alla Roma è stato il primo che mi ha scritto e mi ha chiamato. È una persona bellissima, semplice, gli auguro il meglio. Come si vive il calcio in Argentina non si vive da nessun’altra parte, ha ragione”.

Tornare a vestire la maglia dell'Argentina?
“Ovviamente, il sogno è sempre presente. L’importante è stare bene nel club, fare una buona stagione, dimostrare di star bene e poi se c’è la possibilità… Ricambio generazionale? Non fa affatto male, sono contento che ci siano giovani così e ce ne sono ancora tanti altri che meritano una possibilità. Poi è normale che il livello di Messi e Di Maria sia incredibile, ma un po’ di ricambio non fa male e non sarebbe una cosa cattiva non vedere in campo ogni tanto questi top player. Di Maria è il giocatore più utilizzato quest’anno al PSG, pur giocando con Cavani, Neymar e Mbappé. La decisione la prende sempre il tecnico, lui deve decidere chi convocare e chi no”.

Miglior periodo con la Seleccion?
"Il mio periodo migliore nella Seleccion è stato nel 2015, con il Tata Martino. Ho avuto più continuità e ho giocato di più. Anche nel PSG avevo giocato tutto l’anno ed ero stato molto bene fisicamente. È stato uno dei miei migliori anni. Nel 2016 invece ho giocato meno, c’è stato il cambio allenatore al PSG. Sabella? Ogni tecnico ha il suo stile di gioco e di giocatori. Sabella aveva giocatori che già conosceva e ha convocato loro perché si fidava di più. Scaloni non l’ho mai sentito ad ora. Però credo che il rendimento sia la prima cosa, poi ovviamente è una decisione del tecnico. Di certo non potevo pretendere di andare in nazionale in questi ultimi due anni, perché non mi sentivo bene e all’altezza. Oggi mi sento molto meglio, ma devo continuare così per pensare di avere una possibilità”.


Ag. Veretout: "Dissi a Jordan di andare a giocare nella Roma perchè c'era un grande allenatore"

Mario Giuffredi, agente di Jordan Veretout, ha svelato ai microfoni di Radio Kiss Kiss un retroscena di mercato sul proprio assistito:

"Veretout vicino al Napoli? Io ne parlavo con gli azzurri da aprile, l'hanno sempre voluto ma poi si crearono delle dinamiche di mercato ed è andato alla Roma dove sta facendo bene. Si parlava di giallorossi e Milan, ero convinto di farlo approdare in rossonero, ma poi parlai con la Roma e c'era anche Fonseca. Ho chiamato il calciatore per dirgli che doveva andare a giocare nella Capitale, lui inizialmente era contrariato, ma gli dissi che c'era un grande allenatore per convincerlo ed ora è felicissimo".


Roma Cares aderisce alla terza giornata mondiale dei poveri

La fondazione Roma Cares è tra le organizzazioni che contribuiscono alla terza Giornata Mondiale dei Poveri, che da domenica 10 novembre vede le porte del Presidio Sanitario Solidale di Piazza San Pietro aperte ai più bisognosi e sfortunati.

La struttura offrirà fino a domenica 17 novembre visite specialistiche e assistenza per dermatologia, reumatologia, cardiologia, ginecologia, ecografia, malattie infettive, oculistica, podologia, analisi cliniche, vaccinazione anti influenzale, visite di medicina di base e cure primarie.

Roma Cares ha garantito il servizio di podologia per tutta la durata del presidio sanitario.

Il tutto a titolo completamente gratuito grazie alla generosa opera di tanti medici volontari provenienti dal Policlinico Gemelli, di Tor Vergata, dell’Opedale San Giovanni e San Gallicano, dalla SIMG tutti con l’ausilio del Corpo delle Infermiere Volontarie della Crocerossa italiana, delle Volontarie dell’Associazione Crocerossine d’ Italia Onlus.

L’iniziativa è resa possibile anche grazie al generoso contribuito di aziende quali UnipolSai, Gilead, Roma Cares, Euroma, Fondazione R.H., Sequirus, Methodo, Regia Congressi.

Domenica alle 10:00 il Santo Padre celebrerà la Ss. Messa in Basilica ed alle 13:00 offrirà a 1500 bisognosi un pranzo di festa in Aula Paolo VI offerto da Roma Cares. Il pranzo verrà offerto nelle varie mense presenti in Città anche ad altri 1500 tra i più bisognosi che ogni giorno vengono accolti in queste strutture.

Al termine del pranzo in Aula Paolo VI, a tutti i presenti verranno regalate confezioni di pasta offerte da “La Molisana”.