L'esordio di Cetin, l'esclusione di Florenzi: Fonseca prova le mosse da quarto posto

IL MESSAGGERO - CARINA - L'abbaglio di Collum è alle spalle. Come la prova opaca di Marassi e il finale convulso ancor prima con il Cagliari. Fonseca ritrova la sua Roma che gli regala finalmente un sorriso dopo tre pareggi che ne avevano rallentato la marcia in campionato ed Europa League: «I giocatori hanno corso molto, non è facile giocare tre gare in una settimana, abbiamo meritato la vittoria. Dopo la partita con la Samp che non mi era piaciuta, ho parlato con i ragazzi e ho spiegato loro che non è così che avremmo potuto vincere. Ritengo che i giocatori abbiano capito il messaggio. Con il Borussia abbiamo fatto una grandissima partita e con il Milan ci siamo ripetuti. È importante avere questo spirito di squadra». In un gruppo, c'è sempre qualche singolo che si mette in mostra. In primis Zaniolo: «Le parole di Capello non penso possano aver influito. Ha disputato certamente una bella partita e ha segnato un gol molto importante». Menzione d'obbligo per Dzeko: «Sono molto felice per il gol di Edin, non è facile giocare con questa maschera, la visione non è perfetta e segnare di testa dice tutto di lui. È un grandissimo calciatore che non ha solo segnato ma aiutato la squadra nella fase difensiva». Sorride quando gli rimarcano l'ennesima buona prova di Mancini come mediano: «Se lo riproporrò? Non ho altre possibilità, se non schierarlo in quella posizione. Sono molto sorpreso del suo rendimento in questo ruolo, è un giocatore veramente molto bravo. Tra l'altro con lui, Spinazzola e Kolarov possono essere più offensivi, visto che ci regala un equilibrio diverso». Un successo che riavvicina la Roma al Napoli e al quarto posto: «In questo momento dobbiamo pensare a vivere alla giornata, partita dopo partita».

LA CRISI DEL CAPITANO - Al netto della scelta iniziale, ha sorpreso durante il match la decisione di far entrare Cetin e non Florenzi, nel momento in cui Spinazzola ha chiesto il cambio (da verificare le sue condizioni: la Roma fa trapelare come abbia riportato un semplice problema di crampi). Fonseca è molto chiaro e non lascia spazio a interpretazioni: «Ho pensato che dovevamo difendere bene, quindi ho messo un giocatore veloce come Cetin». Poi, sollecitato anche nella sala stampa dell'Olimpico, ritorna sull'argomento: «Florenzi? Non ha nessun problema, è stata soltanto una mia scelta tecnica. Ripeto, serviva difendere bene e quindi ho messo un giocatore veloce come Cetin che tra l'altro ha più fisico visto che da quel lato c'era Leao. Il turco ha fatto bene, la mia intenzione è quella di farlo giocare di più. Va detto che è un centrale ma può giocare come terzino. Con il tempo troverà più spazio». Non è certamente un momento facile per Florenzi. Prima la fastidiosa influenza che lo ha tenuto fuori sia con il Wolfsberger che con il Cagliari. Poi la prova da dimenticare contro la Sampdoria. Come se non bastasse la partenza in panchina in Europa League con il Monchengladbach, più il grave errore al 90' a tu per tu con Sommer che avrebbe chiuso la partita, al netto della cantonata di Collum. Ieri infine è arrivata la classica bocciatura. Ora per Alessandro, Udine diventa la prima tappa per recuperare le posizioni perdute.


Roma oltre i guai con Dzeko e Zaniolo

IL MESSAGGERO - TRANI - Finalmente l'Olimpico in festa. È il pomeriggio perfetto per la Roma. Che ritrova contemporaneamente Totti, tornato in tribuna dopo l'addio (17 giugno) al club giallorosso, e soprattutto la vittoria, lasciandosi alle spalle i 4 pareggi consecutivi. Il 2-1 sul Milan fa subito la differenza in classifica: 5° posto in solitudine. La zona Champions è di nuovo vicina: -1 dal Napoli quarto. Niente di casuale, comunque. Perché il successo coincide con il ritorno al gol di Dzekoche firmò l'ultimo (il 29 settembre a Lecce) e con l'ennesima prodezza di Zaniolo che qui non perdona. E con la nuova prestazione di sostanza che è stata possibile pure con la rosa dimezzata (7 assenti). A dama, insomma, con l'organizzazione e la qualità.

TRACCIA CAMALEONTICA - Già, la rotazione. Impossibile. In campo i resti della Roma. Bastano e avanzano, però. Così Fonseca, pur proponendo l'undicesima formazione diversa in 12 partite stagionali, presenta un'unica novità dopo il pari di giovedì in Europa League. Perotti, mai titolare fin qui e al debutto in campionato, per Kluivert sulla fascia sinistra. Ancora escluso Florenzi: scelta tecnica. Squadra confermata, dunque, per dieci-undicesimi, senza preoccuparsi della possibile e comprensibile stanchezza per gli impegni ravvicinati. Ma l'emergenza di questo momento, come ha chiarito anche l'allenatore alla vigilia, non consente di aggrapparsi al turnover. Avanti, quindi, con il copione provato contro il Borussia M'Gladbach: il 4-1-4-1 attualmente dà garanzie in fase difensiva e soluzioni in quella offensiva. Ma Pastore, il più presente al tiro nel 1° tempo, si alza anche da seconda punta, quasi allineandosi a Dzeko. O facendo il trequartista. Con la sua posizione in campo, cambia il sistema di gioco con il ritorno al 4-2-3-1 o semplicemente al 4-4-1-1. Mancini fa di nuovo il mediano. Spesso arretra tra Smalling e Fazio. E va a prendere in prima battuta Calhanoglu che entra da sinistra. Veretout, con Pastore avanzato e ispirato, rimane più basso. Umile e tosto e disinvolto. Il Milan prova a colpire all'alba del match. Gol di Paquetà, annullato per fuorigioco. Calhanoglu e Leao non danno punti di riferimento, ma il 4-3-3 di Pioli, pur contando sulla freschezza che nella circostanza i rivali non possono certo avere, è discontinuo. E impotente. Suso non incide a sinistra, Kessié si perde sempre sul più bello.

TESTA A POSTO - Smalling comanda lì dietro e alza il muro, lasciando solo qualche conclusione dalla distanza. Il più attivo è il solito Calhanoglu. La Roma, proprio come è accaduto giovedì in Europa League, comincia a scaldarsi a metà tempo. E a ripartire in scioltezza. Biglia, lento e fragile, fa sbandare la difesa rossonera. Cresce Perotti, avanzano Spinazzola e soprattutto Kolarov. Si accende improvvisamente Zaniolo: sinistro da fuori, Donnarumma devia in angolo. Il 1° corner diventa decisivo: lo calcia Veretout, palla spizzata da Mancini e vantaggio firmato Dzeko che indirizza con la fronte sotto la traversa (6° gol stagionale e 5° in campionato). Pastore, su invito di Perotti, fallisce la chance per il bis, tirando addosso a Donnarumma.

COCCO DI CASA - La Roma c'è anche nella ripresa. Pioli fa uscire Conti, dentro Calabria. Fonseca toglie invece Perotti, spazio ad Antonucci. Spinazzola si addormenta proprio sul cross di Calabria e Theo Hernandez fa centro addirittura di destro. Dzeko va in pressing e, nonostante la deviazione di Musacchio, appoggia lateralmente a Zaniolo. Carezza di sinistro e nuovo vantaggio: l'Olimpico è suo (9 gol su 9 in questo stadio). Ecco Piatek per Paquetà. Mancini, di testa, ha la palla per il tris: fuori. Bocciato Biglia: tocca a Bennacer. Si ferma Spinazzola, debutta Cetin (25° giocatore utilizzato) e mostra subito personalità. Zaniolo ha i crampi e incassa la standing ovation quando lascia il posto a Santon (difesa a 5, più Mancini): la Sud ne approfitta per insultare Capello. Pastore è in serata. Si diverte in campo. E alla fine metta palla e vittoria in cassaforte.


Il gol gli toglie la maschera: Edin è Capitan Coraggio

IL MESSAGGERO - FERRETTI - L'uomo mascherato non ha avuto paura di metterci la faccia. E dal suo atto di coraggio è nata la prima rete della Roma. E, probabilmente, anche la vittoria della generosa, indomita e per certi versi commovente squadra di Paulo Fonseca. Nonostante tutto, cioè nonostante una doppia frattura allo zigomo (con annessa, immediata operazione) rimediata soltanto tre settimane fa, Edin Dzeko non ci ha pensato un attimo prima di colpire di testa quel pallone a due passi dalla linea bianca. E a portare così la Roma in vantaggio. Paura zero, dritto per dritto verso la palla al punto che - le immagini sono eloquenti - la maschera dopo l'impatto con il pallone gli è calata sopra la bocca. Quasi a nascondere il suo sorriso, peccato. Ma a Edin brillavano gli occhi. E il bosniaco al terzo gol di fila di testa in campionato - in quel momento aveva mille motivi per sorridere con tutto se stesso.

Fascia di capitano al braccio e maschera in faccia, Edin sotto gli occhi di Francesco Totti (solo un caso che la Roma sia tornata a vincere con il Capitano in tribuna?) ieri all'Olimpico ha confermato di essere uno dei più forti giocatori che hanno mai indossato la maglia della Roma. Non solo per una questione tecnica, sia chiaro: quando si parla di lui, non si può non prendere in considerazione anche il suo spessore morale. Andare in campo come ha fatto lui a Genova, ad esempio, è stato un gesto di assoluta generosità (oltre che di coraggio) nei confronti di chi gli paga lo stipendio. Se ne poteva infischiare, poteva restarsene a casa sul divano a vedere in tv la partita dei suoi compagni invece ha scelto di esserci, imbottito di antidolorifici. Come accaduto poi sia contro il Borussia M'Gladbach sia contro il Milan in rapida successione. E la Roma, da ieri, è ancor di più la squadra della sua vita, perché mai in passato s'era fermato così a lungo in un club: 190 partite complessive. Daje, infinito Edin.

QUESTIONE DI DNA - Non segnava da Lecce, ricordate?, cioè dal giorno dell'ultimo successo della Roma: contro il Milan nonostante la maschera che gli dava sensibilmente fastidio (se ne sono accorti tutti, allo stadio o davanti al televisore), oltre a firmare il gol apri-pista, Edin ha partecipato attivamente anche alla rete di Zaniolo. Finalizzatore e rifinitore, come quasi sempre gli capita. In più, capitano vero al di là della fascia di giornata. Perché non conta avere o non avere un pezzetto di stoffa sul braccio per sentirsi in grado (e in dovere), riuscendoci con anima e cuore, di guidare, di trascinare i compagni. E, perché no?, anche i tifosi. Come ha fatto per anni e anni quel suo ex, inimitabile compagno che ieri s'è goduto Dzeko dalla tribuna. E' una questione di dna, non di luogo di nascita.


Pastore: "La continuità mi fa molto bene. La squadra può fare cose importanti ed è tutto merito di Fonseca"

Javier Pastore, centrocampista della Roma, è stato intervistato durante il post-partita di Roma-Milan 2-1. Queste le sue parole:

PASTORE A SKY SPORT

Quanto ti riempie di soddisfazione stare bene e giocare di fila ogni 3 giorni? 
La cosa più importante è che mi sento bene fisicamente. Sono riuscito a giocare tre partite di fila dopo tantissimo tempo. L’importante è che lo sto facendo bene, la squadra mi sta aiutando e sono felice per i tre punti che ci servono tanto.

Qual è il significato di questa serata?
L’importante è stato creare tante occasioni. Potevamo finire la partita prima. Abbiamo fatto una buona gara, abbiamo corso tantissimo, il Milan nel secondo tempo ha attaccato di più ma abbiamo saputo tenere in mano questa partita. L’importante era vincere per rimanere in alto in campionato.

E’ bello giocare dietro a Dzeko? 
Certo, lui è in grandissima forma. E’ sempre davanti alla porta e segna sempre. Ci fa giocare tanto e dobbiamo sfruttare questo suo momento perché un centravanti così non ti tocca sempre.

Che idea ti sei fatto di Zaniolo?
Zaniolo è un giocatore importante per noi. Tutti stiamo sempre a parlargli perché sappiamo quanto è importante per la squadra, quando sta bene e fa degli assist o dei gol come stasera è incredibile. Può diventare un campione.

Ha aiutato il fatto che Fonseca ha detto che per lui sei un giocatore importante? 
Sì, tantissimo ma non penso tanto a quello che dice esternamente. Penso a quello che mi dice all’allenamento. E’ stato sempre al mio fianco così come tutto lo staff che è arrivato e sapeva che la mia situazione non era facile visto che non avevo continuità. Mi hanno gestito alla grande, mi sento bene, e io cerco di ricambiare dando tutto in campo.

Vi siete compattati ancora di più dopo la serie di infortuni… 

E’ merito tantissimo dell’allenatore. Anche nei momenti dove vincevamo faceva sempre le riunioni e voleva una squadra che volesse vincere sempre con una mentalità forte e unita. Il gruppo è straordinario, ci troviamo bene tra tutti. In queste ultime partite si è vista completamente un’altra squadra. L’importante è che l’allenatore ci stia dietro come sempre.

Quali margini di miglioramento ci sono?
Ci vuole il tempo perché lui vuole che facciamo un gioco che qua in Italia di solito non si fa: pressare alto e giocare sempre la palla corta con combinazioni. Eravamo abituati che perdevamo la palla e correvamo tutti dietro aspettando lì. Adesso l’allenatore chiede altre cose e la squadra sta migliorando. Abbiamo bisogno di tempo e di partite come quella di stasera.

PASTORE A ROMA TV

Ti è mancato solo il gol… 
Vado a casa con la saensazione di aver creato tanto senza segnare ma abbiamo riportato la Roma dove deve stare sempre.

Quanto è importante la fiducia del mister?
Tanto, lo staff tecnico mi ha fatto allenare tanto da solo per far migliorare la condizione e mi sento bene fisicamente. Devo continuare a stare così.

Al 93′ hai fatto addirittura un recupero, se stai bene le qualità sono immense… 
Grazie. La cosa più importante è stare bene fisicamente, se sto bene posso fare una corsa in più e aiutare i miei compagni. Una cosa viene insieme all’altra. La squadra mi sta aiutando tantissimo e per questo voglio ringraziare compagni e staff.

Fonseca ti dà libertà tattica. Ti sta agevolando?
Sì, adesso a momenti ho più libertà. Senza palla devo pressare alto e stare vicino a Dzeko. Quando partiamo da dietro devo venire basso per creare spazi in quella zona. L’avversario non sa dove gioco veramente e mi trovo libero. L’importante è stare sempre ben posizionato difensivamente per non mettere in difficoltà la squadra.

È la tua miglior partita?
Sì, mi sento meglio quest’anno. La continuità mi sta dando tante cose importanti: dribblare di più, sentirmi in fiducia e tutte queste cose. Le decisioni dello scorso anno dell’allenatore di non farmi giocare mi hanno fatto calare.

Non ti far male ché mercoledì si rigioca mi raccomando… 
La squadra sta bene, ci crede, sa che possiamo fare cose importanti.


Conferenza Stampa Pioli: "Buona partita contro una grande Roma, ma dovevamo essere più attenti"

Stefano Pioli, tecnico del Milan, ha parlato in conferenza stampa dopo la sconfitta contro la Roma:

Si sapeva che il suo compito era difficile
"Sono convinto che la squadra ha delle buone qualità. Abbiamo fatto una buona partita contro una grande Roma. Partita equilibrata, dovevamo essere più attenti. Abbiamo preso un secondo gol che il Milan non deve prendere. Potevamo ottenere un risultato positivo".

Ha avuto la sensazione che ha dovuto lavorare sulla testa dei giocatori?
"I ragazzi lavorano bene, sono attenti e determinati. Stasera non siamo riusciti a portare tutta questa attenzione in campo, la convinzione arriva dai risultati positivi. Dispiace per i nostri demeriti, lavorando bene possiamo crescere. Abbiamo bisogno di vincere le partite e fare di più".

Cosa manca a Suso?
"Rimane sbagliato andare su un singolo giocatore, se la squadra fa bene anche i singoli crescono. Facciamo crescere il Milan, oggi con più attenzione si poteva fare meglio, dopo il pareggio al squadra aveva quasi la partita in mano".

Cosa la colpisce della Roma?
"Lavora bene sul campo, ha qualità. Sta facendo bene. Se la Roma ha perso una sola partita con tutte queste difficoltà vuol dire che ha trovato compattezza. Non siamo stati schiacciati da loro, ma ci siamo messi da soli in difficoltà. Bisogna essere più attenti e precisi".

Cosa è mancato? Errori di marcatura sulle palle inattive?
"La domanda ci sta, se Dzeko avesse segnato sopra Kessie andava bene. Qui è un problema di concentrazione. Dobbiamo sentire di più il bisogno di risultati, ci cambia tutto. Dobbiamo dare di più, mi aspetto di più dalla mia squadra".


Conferenza Stampa Fonseca: "Abbiamo preso tre punti importantissimi. Ma da domani testa alla prossima"

Paulo Fonseca, tecnico della Roma, ha parlato in conferenza stampa dopo il successo contro il Milan:

Cosa pensa di Dzeko e del gol con la mschera? E' un leader?
"Si, ha aiutato tutta la squadra anche in difesa. Poi grande con tutta la maschera, non è facile giocare con la maschera perche non vede benissimo".

Vittoria di sacrificio o di sofferenza?. Perchè non è  entrato Florenzi?
"In quel momento avevo bisogno di più copertura ed ho scelto Cetin, nessun problema con Florenzi. La vittoria è frutto di un bel gioco che stasera abbiamo fatto, poi in 90 minuti ci sta che si può soffrire".

Cosa ha chiesto di fare a Santon? Giudizio su Pastore?
"Quando è entrato gli ho chiesto di difendere bene, come a Cetin che mi serviva per coprire Leao molto veloce. Pastore ha dimostrato grande qualità e professionalità, si è sacrificato anche per la squadra".

Cetin, ha detto che è veloce e forte. Ha dimostrato anche personalità. Potrà giocare di più?
"Si, l'intenzione è di farlo giocare di più. Gli ho parlato ed è un bravissimo giocatore. E' un centrale ma può giocare anche terzino come stasera, essendo veloce ed aggressivo. Giocherà di più".

Cosa ha apprezzatto oggi? Uscire dalla pressione o mettere pressione per uscire palla al piede?
"Entrambe le fasi. Si deve sempre pressare anche se pressare tutta la partita non è facile perchè è normale la squadra si stanchi. Abbiamo giocato contro una squadra che in settimana ha riposato ma abbiamo preso tre punti importanti. Da domani però penseremo all'Udinese".

Le stuzzica l'idea Mancini a centrocampo per come sta giocando?
"Sono sorpreso dal suo rendimento in quella posizione. Ha fatto due partite bellissime li, è un grande giocatore".

Nelle prossime due giornate può essere un nemico il calendario?
"Penso non sia giusto visto che giocheremo a Udine alle 21 e sabato alle 15. Non è giusto perchè abbiamo solo 72 ore per recupero e non è possibile farlo in poco tempo, ma non possiamo fare altrimenti".


Fonseca: "Non è facile in questo momento fare tre partite in una settimana ma i giocatori hanno meritato questo risultato"

Paulo Fonseca, tecnico della Roma, ha parlato al termine della partita vinta 2-1 contro il Milan. Queste le sue parole:

FONSECA A SKY SPORT 

Tante occasioni e il controllo della partita. La squadra ha ripreso a correre… 
I giocatori hanno fatto una bellissima partita. Hanno lottato molto. Devo dire che non è facile in questo momento fare tre partite in una settimana ma i giocatori hanno meritato questo risultato.

Dopo la battuta di Capello Zaniolo ha fatto due gol. Può esser stato uno stimolo? 
Penso che non abbia influenza, è vero che Zaniolo ha fatto una bellissima partita e ha fatto un gol importante per noi. Abbiamo conquistato tre punti molto importanti.

Della Roma mi è piaciuto tutto. Avevate pochi giocatori e avete fatto la partita perfetta. Perché non è entrato Florenzi? 
Perché quando Spinazzola ha chiesto di uscire ho pensato che dovevamo difendere bene. E con un giocatore come Leao sulla sinistra era necessario un giocatore veloce come Cetin. In quel momento dovevamo difendere bene.

 

Siete ad un punto dal Napoli, pensa che la sua squadra sia più forte o allo stesso livello? 
Penso che in questo momento dobbiamo solo pensare alla prossima partita, poi vedremo. In questo momento è importante solo il prossimo match.

 

Si sta vedendo un Pastore più presente. Può essere un valore aggiunto?
Sì, non possiamo dimenticare che sono tre partite alla settimana per Pastore e non è facile. Penso che oggi abbia mostrato tutta la sua qualità e professionalità.

 


Rodwell e Büchel, domani la decisione

Secondo le ultime indiscrezioni verrà presa nella giornata di domani una decisione definitiva su chi sarà tesserato dal club giallorosso tra Jack Rodwell e Marcel Büchel, i due centrocampisti svincolati in prova in questi giorni alla Roma che si sono allenati a Trigoria anche oggi.


Under torna per il match di Udine

CORRIERE DELLO SPORT - Riecco Cengiz Under. Ieri ha fatto il primo allenamento vero con i compagni, non è stato convocato ma dovrebbe tornare disponibile per la partita di mercoledì sera a Udine. Il turco ha già saltato 7 gare di campionato e 3 di Europa League a causa della lesione ad un polpaccio riportata ad inizio settembre con la nazionale turca. In pratica è rimasto fuori due mesi perché la rottura delle fibre era piuttosto profonda. Più lontano invece il rientro di Mkhitaryan. Il problema al pube gli impedisce di allenarsi, per questo motivo ieri Fonseca in conferenza è stato evasivo rinviando a tempi migliori una previsione sul rientro.


Piatek ancora fuori, Pioli sceglie Leao

IL MESSAGGERO - Non è ancora arrivato il tempo per vedere il Milan con Leao insieme a Piatek. Anche stasera all’Olimpico contro la Roma i due non faranno coppia in attacco. Sarà il portoghese a giocare titolare: «Per vederli insieme basta trovare i giusti equilibri. Kris sta bene anche se non è ancora brillantissimo fisicamente», ha detto Pioli. A completare il tridente ci saranno Suso e Calhanoglu. In difesa rientrerà Calabria dalla squalifica, a sinistra confermato Theo Hernandez. A centrocampo, invece, ci sarà ancora spazio per Biglia: con l’argentino, Paquetà e Kessie.


Zaniolo maltrattato anche a Trigoria

IL MESSAGGERO - Zaniolo che si tappa le orecchie, dopo il gol in Europa League, è un’immagine forte: un graffio, una protesta sorda e muta. Il significato è stato attribuito ad una frase di Capello in tv. Esposito buono-Zaniolo cattivo: troppo facile, scontato, se il principale talento giallorosso non fosse stato trattato bruscamente anche a Trigoria. Prima dell’emergenza infortuni, abbiamo assistito ad un balletto su Nicolò: dentro, fuori, a mezzo tempo, carattere difficile, troppe ammonizioni e via diminuendone la qualità. Perché? Facile il sospetto: è la prossima vittima sacrificale delle plusvalenze? Di certo, un desiderio bianconero rischia di diventare un ordine per gli attuali dirigenti della Roma. Dobbiamo tapparci le orecchie anche noi, per non sentire giustificazioni e banalità sulla sfortuna che ci perseguita. Ma non possiamo chiudere gli occhi. La Roma malinconica di Genova è figlia di questa dirigenza, di questa gestione e ci preoccupa, perché potrebbe ancora peggiorare.


Da Mancini a Darboe, la mediana è giovane

IL MESSAGGERO - Rodwell o Buchel possono attendere. Per ora Fonseca parla soltanto «di chi fa parte della rosa». Una possibilità che evidentemente non deve accenderlo più di tanto se, per oggi, preferisce confermare Mancini mediano e convocare il giovanissimo Darboe. Il classe 2001, nativo del Gambia, è arrivato in Italia da migrante minorenne e non accompagnato dai genitori. Trasferito nel reatino grazie allo Sprar, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, s’è messo in mostra nell’Asd Young Rieti. Quando la Roma lo ha notato, ha dovuto attendere un lungo iter burocratico prima di poter ultimare il tesseramento. Ottenuto lo status di rifugiato, al ragazzo è servito anche l’intervento da parte della Fifa più l’autorizzazione dell’assistente sociale in veste di tutore nominato dal Tribunale. Il club giallorosso ha dovuto poi fornire la garanzia di fargli concludere il percorso scolastico. Ed ora eccolo qui, pronto a vivere un piccolo sogno. Quello che per altri versi, ben più prosaici, sta vivendo Mancini. Partito come riserva al debutto in campionato ha impiegato poco a ritagliarsi un ruolo fondamentale. Dalla trasferta di Lecce, non è più uscito. Non è un caso che nell’emergenza, il tecnico portoghese abbia chiesto proprio a lui di sacrificarsi in una posizione così delicata. Promosso con il Mönchengladbach, questa sera Gianluca cerca la conferma con il Milan.