Fonseca ha trovato la via per tornare in Champions

GAZZETTA DELLO SPORT - La zona Champions è solo un punto: considerando la situazione di qualche settimana fa, tra infortunati e morale non proprio alle stelle, già questa è una vittoria di Fonseca. Perché il tecnico è riuscito a mantenere la barra dritta nei momenti peggiori.

La prima cosa che ha preteso da se stesso e dal suo staff è che la Roma avesse una buona forma atletica. Al netto di tanti infortuni, alcuni prevedibili visto lo storico di certi calciatori, altri meno, Fonseca vede una squadra che sa correre fino al 90’, in cui non ci sono problemi nel fare uno strappo in più. La Roma è all’11° posto in campionato per km percorsi (al primo c’è l’Inter di Conte), ma è nettamente migliorata nelle ultime settimane e sembra sempre in progressione. Merito, anche, di un atteggiamento mentale che a Trigoria non si vedeva da un po’. Fonseca è stato bravo nel far sentire tutti coinvolti.


Roma pazza per Paulo

IL TEMPO - BIAFORA - Ci si aspettava un guizzo tattico da grande allenatore e Fonseca ha risposto presente. Senza farsi prendere dallo sconforto per i numerosi infortuni subiti dai centrocampisti il tecnico della Roma ha dimostrato di essere più forte dell'emergenza del reparto, abbassando prima Pastore accanto a Veretout e scegliendo poi di puntare sulla carta Mancini, che aveva disputato  soltanto un paio  di partite da me diano ai tempi  del Perugia.

Contro il Borussia e il Milan il  difensore è sceso in campo dimostrando personalità e un grande spirito di adattamento, dando ragione a Paulo Fonseca che reputa il calciatore di Pontedera uno dei più positivi in questo primo scorcio di stagione, soprattutto per la capacità di assorbire i nuovi dettami tattici. Con l’inedito assetto Fonseca è tornato a liberare i terzini dopo aver disputato diverse gare con un esterno difensivo più bloccato, di solito quello che ha giocato a destra, e uno, quasi sempre Kolarov, che andava a posizionarsi sulla linea dei trequartisti, facendo accentrare l’ala sinistra che andava ad agire come secondo fantasista in zona centrale.

Fonseca, inizialmente additato come «zemaniano integralista» per la rivedibile prestazione difensiva con il Genoa, ha dimostrato di avere sempre in pugno la situazione e la gestione del gruppo, più che coeso, e soprattutto di aver immediatamente capito gli accorgimenti necessari per affrontare al meglio il campionato italiano. Tali contromosse hanno però portato alcuni, in particolare dopo il ko con l'Atalanta, ad accusarlo di un'eccessiva «italianizzazione» del gioco, con un’esasperata ricerca dell'equilibrio difensivo a scapito della produzione offensiva. Bisogna però ricordare che l’allenatore ha dovuto combattere con i tanti infortuni, che non gli hanno permesso di lavorare al meglio sulle proprie idee di gioco.

Ora Fonseca e la sua Roma sono attesi da una serie di quattro partite ravvicinate con le trasferte contro Udinese (Under ci sarà, out Mkhitaryan), Gladbach e Parma, oltre al big match con il Napoli. L'obiettivo è continuare a percorrere la strada intrapresa domenica, una serata che ha regalato una nuova unione tra la squadra e i suoi tifosi, che hanno ricevuto il pubblico ringraziamento del tecnico tramite Twitter. La speranza è di chiudere al meglio questo ciclo prima della sosta, dopo la quale sono attesi i recuperi di Diawara - tornato a correre sul campo e Pellegrini, che dalla prossima settimana riassaggerà il terreno di gioco.

 

 


Per Pellegrini e Diawara ci vuole ancora un mese

GAZZETTA DELLO SPORT - Ancora un mese senza Diawara e Pellegrini. È questo il responso dei controlli a cui ieri sono stati sottoposti i due centrocampisti. La buona notizia è che il recupero procede bene per entrambi. Difficile che si concretizzi l’ipotesi Rodwell o Büchel (tra l'altro l'ex Empoli aveva convinto di più dell’inglese. Petrachi si è preso ancora qualche ora per riflettere, anche perché Mancini sta dando risposte positive in mezzo al campo.

La settimana prossima Pellegrini riprenderà a correre con la speranza di rientrare prima della sfida con l’Inter del prossimo 6 dicembre. Per Diawara, invece, i tempi sono più brevi, visto che è atteso subito dopo la sosta di novembre. Entro questa settimana, infine, si capirà se Cristante dovrà operarsi al tendine e quali saranno precisamente i tempi di recupero.


Fienga riapre al ritorno di Totti

IL TEMPO - BIAFORA - L'assemblea degli azionisti della Roma riunitasi a Trigoria ha approvato la proposta di aumento di capitale fino ad un massimo di 150 milioni di euro, con la fine del 2020 come termine ultimo per eseguirlo.

Oltre all’iniezione di liquidità è stato approvato il bilancio chiuso al 30 giugno, ma soprattutto c'è stato modo per il Ceo Fienga e per il Vice-presidente Baldissoni di chiarire alcuni aspetti delle strategie societarie. In particolare l'amministratore delegato ha commentato la notizia rivelata da Il Tempo sul gruppo guidato da Dan Friedkin, che ha avviato una due diligence sui conti di AS Roma Spv Llc: «L’azionista al proprio interno ha sempre analizzato la possibilità di rafforzare la propria posizione se questo aggiunge valore al progetto della Roma. La due diligence, però, viene fatta non su AS Roma Spa, ma sull’equity dell’azionista stesso». Fienga ha poi proseguito il discorso sul gruppo texano, chiarendo che non è un qualcosa che riguarda direttamente la dirigenza del club, ma la proprietà che ne ha il controllo: «Non abbiamo notizie ne abbiamo avuto alcun tipo di contatto con questo investitore. Non possiamo sapere di contatti tra soggetti terzi».

Altri punti toccati dalle risposte di Fienga agli azionisti hanno riguardato il contratto con la Nike e gli addii di Totti e De Rossi: «Stiamo rinegoziando con la Nike il valore dello sponsor. Daniele e Francesco hanno fatto due scelte individuali. Per noi Totti resta un idolo, continuiamo a volergli bene e se poi un giorno volesse riavvicinarsi...». Chiusura di Baldissoni sul progetto dello stadio: «In un tempo relativamente breve riusciremo a completare l'iter»


Bilancio, stadio e... il ritorno di Totti: il club programma

GAZZETTA DELLO SPORT - L’assemblea dei soci della Roma ha deliberato ieri sia l’approvazione del bilancio 2018-19 che l’aumento di capitale da 150 milioni, destinato non a ridurre il debito ma a far fronte ai fabbisogni. Ma ha anche regalato notizie interessanti.

Si è parlato della due diligence in corso del gruppo Friedkin, società texana che ha uno dei suoi core business nella importazione della Toyota in America. Già due anni fa Pallotta gli aveva proposto l’ingresso nel pacchetto azionario, ma gli fu risposto picche. Stavolta la possibilità di un ingresso c’è, anche se la famiglia Friedkin non entrerebbe nella “governance”. «La diligence non è fatta sulla Roma, ma sulla controllante. Non abbiamo avuto notizia di contatto con questo eventuale investitore», ha specificato l'ad Guido Fienga.

Qualche azionista, poi, ha parlato dell’addio di Totti. «La scorsa è stata una stagione pesante per il distacco di De Rossi e Totti - ha aggiunto Fienga - ma sono state scelte individuali. Sono scelte che abbiamo subito e non prodotto. Totti è uno dei nostri eroi, gli vogliamo bene. Non fa più parte della Roma, ma qualora un giorno si volesse riavvicinare...». Insomma, una porticina torna a riaprirsi. Il vice presidente Baldissoni si è espresso sullo stadio: «Rimaniamo convinti che in breve tempo concluderemo l’iter amministrativo».


Problemi fisici e diversi errori. Florenzi, la fascia è senza sorriso

IL MESSAGGERO - CARINA - Un momento difficile, dal quale Florenzi deve uscire da solo. Inutile girarci intorno: la doppia esclusione col Milan (prima dall'undici di partenza e poi a gara in corso, quando Spinazzola ha chiesto il cambio) ha sorpreso non poco. Come la motivazione fornita da Fonseca nel post-gara: «Ho pensato che dovevamo difendere bene, quindi ho messo un giocatore veloce come Cetin. Florenzi? Non ha nessun problema, è stata soltanto una mia scelta tecnica». Parole inequivocabili. Come quello striscione, apparso a sorpresa il giorno del debutto in campionato contro il Genoa, che sembrava aver cancellato di colpo la precedente stagione deludente, culminata con il fallo da rigore commesso nei supplementari a Oporto, che di fatto aveva eliminato la Roma dalla Champions (al netto del penalty non fischiato su Schick). Ne erano seguite critiche aspre, mediatiche e ambientali, senza contare le parole (o quelle non dette) da Totti nel giorno del suo addio. Tutto, però, sembrava esser stato spazzato via da quei 20 metri di stoffa, esposti dalla Curva Sud il 25 agosto: Avanti con la tradizione della fascia a un romano. Al fianco di Florenzi capitano'. Alessandro è così ripartito. Ma presto ha dovuto fare i conti col campo.

ERRORI A RIPETIZIONE Già col Genoa, rimane coinvolto nel terzo gol rossoblù di Kouamé, sbagliando la diagonale. Errori che si ripetono: in difficoltà a Bologna, contro l'Atalanta non chiude su de Roon in occasione del raddoppio dell'Atalanta. Arriva il primo appunto indiretto del tecnico: «Sul 2-0 non abbiamo fatto quello che dovevamo». I primi di ottobre, una fastidiosa influenza lo tiene fuori sia con il Wolfsberger che con il Cagliari e lo costringe a rinunciare anche alla nazionale. Quando torna in campo dopo la sosta, delude a Genova. Il resto è storia recente: in Europa League si accomoda in panchina e quando entra, diventa lo spot migliore della legge di Murphy («Se qualcosa può andar male, lo farà»). Prima dell'abbaglio di Collum, ha la palla del 2-0 a tu per tu con Sommer ma calcia a lato. Tre giorni dopo, la doppia esclusione col Milan. Domani c'è la trasferta di Udine. Proprio in Friuli, tre anni e mezzo fa (marzo 2016), un suo (bel) gol fu decisivo (2-1). Anche quel giorno, con Totti e De Rossi in panchina, Florenzi era capitano. Corsi e ricorsi. Magari stavolta utili per invertire il trend.


Zaniolo, il tuttofare dell'attacco giura amore alla Roma. E punta al gol fuori casa

GAZZETTA DELLO SPORT - Il bacio alla maglia della Roma è arrivato sotto lo sguardo di Fabio Paratici, ds della Juventus in tribuna all'Olimpico per Roma-Milan. Il gesto di Nicolò Zaniolo sembra essere quasi un messaggio per il futuro. Come dire: io a Roma sto bene, eccome.

I tifosi sono dalla sua parte, una prova è stata la polemica scatenata dalle parole di Fabio Capello di mercoledì scorso. Curiosità: Nicolò ha fatto centro finora soltanto all’Olimpico, cosa che sposta l’interesse già sulla trasferta di domani contro l’Udinese, in attesa della prima rete segnata lontano da casa. La popolarità sta facendo avvicinare all’agente e alla famiglia proposte interessanti da agenzie pubblicitarie, ma occorrerà sempre un controllo sul modo di veicolare le informazioni. Infatti la Roma ha chiesto che sia lui sia la sua famiglia evitino di esprimersi su temi «sensibili» (per il club) sui social o altrove, tant’è che mamma Francesca ha anche declinato alcuni inviti in tv.


Il club: aumento di capitale per 150 milioni

LEGGO - BALZANI - L’aumento di capitale è stato approvato, e in quanto all’ingresso di nuovi investitori l’ad Fienga è chiaro: «Non c’è stato alcun contatto col gruppo Friedkin». Queste le due notizie più importanti emerse ieri durante un’assemblea degli azionisti bollente. L’aumento di capitale sociale riguarda un ammontare massimo di 150 milioni «destinato alla copertura del fabbisogno finanziario». E quindi non spendibile sul mercato.

Tema caldo anche l’addio di Totti e De Rossi. «La squadra non si è indebolita - spiega Fienga -. La società ha subito le loro scelte, non le ha prodotte. A Totti vogliamo bene, ma non fa più parte del gruppo della Roma. Rispettiamo la sua scelta. Se un giorno si volesse riavvicinare…». Infine Baldissoni: «L’iter stadio è alle fasi conclusive».

 

 


Roma di scorta: Mancini, Pastore e Perotti, le tre mosse vincenti di Fonseca

LEGGO - BALZANI - C'è una frase di Seneca nelle lettere a Lucilio che Fonseca deve aver sottolineato in rosso: «Le difficoltà rafforzano la mente, come la fatica rafforza il corpo». Nell'emergenza più totale, di mente e corpo tra errori arbitrali e infortuni, infatti il portoghese è riuscito a tirar fuori dal cilindro le idee e le motivazioni giuste anche da chi non sembrava più utile alla causa.

Nasce così l'intuizione Mancini, il ragazzo di Pontedera che a Trigoria ha stupito tutti per intelligenza e capacità. Servono queste doti per saper interpretare un ruolo inedito: quello di tre e mezzo, di mediano davanti alla difesa che in fase di impostazione si aggiunge alla linea dei due centrali. Dopo l'esperimento col Borussia è arrivata una partita quasi perfetta col Milan per Mancini che ieri a Dazn ha ricordato Astori: «Ho scelto il 23 perché l'ha avuto Davide. Era una persona fantastica e a pensarci oggi a distanza di poco tempo fa sempre male. Fonseca? Il suo gioco mi esalta, il salto da Bergamo a Roma è stato grande».

Non così tanto da impedirgli di conquistare gli applausi dell'Olimpico. Che domenica sera sono scrosciati per un altro uomo di scorta destinato a diventare protagonista inatteso dopo mesi di fischi e prese in giro: Javier Pastore. El Flaco ha giocato senza avvertire dolore 3 gare di fila e ha vissuto un processo di crescita culminato con la grande prestazione contro il Milan in quel ruolo (trequartista) in cui è esploso tra Palermo e Parigi. L'altro argentino in cerca di riscatto è Perotti che dopo un anno di calvario è tornato a far ballare il tango alle difese. El Monito non ha ancora i 90', ma nel gioco di Fonseca può diventare devastante. «Il peggio è alle spalle, ma ora vinciamo con l'Udinese o tutto sarà vano. Mancini? Ha dimostrato personalità».

Risposte da uomini che hanno permesso a Fonseca di accorciare a -1 sul Napoli e a occupare il 1° posto in Europa League nonostante le calamità (18 ko e arbitraggi discutibili). Un lavoro importante quello di Paulo che ha adottato scelte forti come l'esclusione di capitan Florenzi o la rinuncia a Rodwell e Buchel, i due svincolati in prova a Trigoria. Le prestazioni di Mancini e i progressi di Pellegrini (tornerà a fine novembre) e Diawara (pronto dopo la prossima sosta) sono deterrenti importanti. Domani con l'Udinese, in un calendario folle che poi vedrà la Roma impegnata col Napoli, ci saranno poche novità: turno di riposo per Pastore e dentro Kluivert con Zaniolo al centro. Per quest'ultimo è arrivato il dietrofront di Capello: «Sono stato frainteso. Nicolò è un talento vero».


Paulo, mister coraggio

IL MESSAGGERO - ANGELONI - Ha traballato, appena un po', ma alla fine non ha perso la testa, questo va detto. Paulo Fonseca nell'ultimo periodo è apparso molto provato, in difficoltà per ciò che stava accadendo alla squadra, tra qualche pareggio inaspettato, i tanti infortuni e la sensazione, ormai vinto dalla sfortuna, di non poterne uscirne. I bravi allenatori, si va dicendo, si vedono nelle difficoltà, sono quelli che trovano la soluzione. Quando ti mancano tutti, o quasi, i centrocampisti, o pensi di affidarti a qualche svincolato/stagionato (sic) o il centrocampista te lo fai in casa. Lui ha creato Mancini e su di lui ha ridisegnato la squadra in un 4-1-4-1; un po' di anni fa Spalletti, sempre in periodo di grande emergenza, ha tirato fuori dal cilindro Totti centravanti e Perrotta trequartista, ma soprattutto quella bella Roma del 4-2-3-1 del 2005. Oggi, Fonseca, ha la forza di andare avanti con quelli che ha e il coraggio di rinunciare a uno tra Rodwell e Buchel, che non verranno tesserati.

AZZARDO Quel coraggio che sarebbe dovuto arrivare dai calciatori, tanto invocato dall'allenatore portoghese, è arrivato da Fonseca stesso, che ha saputo lavorare pure sulla testa della squadra, specie dopo la deprimente partita di Genova contro la Sampdoria. Lì è stato toccato il fondo: zero gioco, zero anima, zero di tutto. Paura, altro che coraggio. «Giocando così non si va da nessuna parte», disse al gruppo il giorno successivo alla sfida di Marassi, Paulo. Per rivedere un calcio logico ci voleva prima di tutto lo spirito, l'anima, il sentirsi squadra, al di là di chi in quel momento non c'era. E in questo si è appoggiato ai leader dello spogliatoio, a Dzeko, che sta facendo gli straordinari (gioca con la maschera e specie a Genova a rischiato molto), a Veretout, che cresce di partita in partita, sempre più con consapevolezze da leader, a Kolarov, pure lui sta scaricando il polmone, ma dovrà andare avanti ancora. La Roma ha ricominciato un campionato, con un abito diverso. Sia nella partita contro il Mönchengladbach sia in quella con il Milan, già si sono notate le differenze. L'altra sera si è rivisto pure un buon calcio, con molte occasioni in più create rispetto alla sfida di coppa. Nella fase più critica, Fonseca ha dato una mano pure ad altri calciatori, che sembravano persi. Pastore, ad esempio, almeno quello visto con il Milan, oggi sembra un altro. E' un giocatore, contestualizzato in un gruppo. Javier va gestito, ma potrebbe diventare una risorsa in più quando rientreranno tutti, mentre adesso è da considerare quasi un elemento indispensabile. Pure a Trigoria - dopo un anno di dubbi - hanno cominciato a sorridere, ripensando all'ingente investimento fatto su di lui. Ovvio, l'argentino ha mostrato nei mesi precedenti una certa fragilità muscolare, che non lascia tranquilli. Lui ha fatto sapere di aver trovato in Fonseca l'allenatore giusto per risorgere. Il tecnico sta coinvolgendo tutti, vedi il continuo ricorrere ad Antonucci, Santon e nell'ultima partita pure all'esordiente Cetin.

PSICOLOGO Fonseca è stato psicologo ma non solo: ha pian piano sistemato tatticamente la difesa, che appare più solida con Smalling ormai guida del reparto. Adesso si tratta di dare continuità ai risultati, e in questo serve ancora più sacrificio da parte dei calciatori. Udine e poi Roma-Napoli, sei punti per dire di aver passato con successo la brutta nottata. Ciò che sta succedendo alla Roma e quello che si avverte in molti calciatori, si capisce dalle parole di Gianluca Mancini rilasciate a Dazn. «Il senso di appartenenza è grande e noi giocatori dobbiamo dimostrarlo, bisogna appartenere alla maglia per cui giochi, quella per cui la domenica vai in campo per fare risultato. Bisogna dare il massimo di te stesso per fare bene. La pressione ci deve essere ma deve essere positiva, una pressione per aiutarti a migliorare. Il salto è stato grande, perché Bergamo è più piccola di Roma. Avverto questa differenza, ma la vivo serenamente». Ora si vede, non solo in lui.


Smalling potrebbe tornare in Inghilterra a fine stagione

Chris Smalling piace a Petrachi. Il direttore sportivo giallorosso si sta mobilitando per il riscatto, ma secondo Sky Sport, il difensore inglese potrebbe far ritorno allo United a fine stagione.


Rodwell e Bucher non fanno colpo su Fonseca

La Roma ha testato Jack Rodwell e Marcel Buchel. Secondo il portale Gianlucadimarzio.com, non hanno convinto e nessuno dei due verrà tesserato. Mancini accanto a Veretout ha fatto colpo su Fonseca: la società continuerà con il giallorosso fin quando torneranno Pellegrini, Diawara e Cristante.