Fonseca benedice la sosta. Smalling: «Meglio giocare»

IL MESSAGGERO - ANGELONI - Una voce fuori dal coro. Una serata dedicata, specie da Fonseca, alla «stanchezza» e alla «sosta benedetta», diventa invece per Chris Smalling l'occasione per esprimere la voglia di non fermarsi. Quindi, ma quale sosta? Guai a pronunciare l'orribile parola al difensore inglese, maglia numero 6 sulle spalle. Stanchi sì, ma fermarsi ora, giammai. Prevale la mentalità anglosassone: giocare sempre e comunque. «Quando si perde si vuole scendere in campo subito, per provare a riscattare la sconfitta. Non poter giocare aumenterà la frustrazione», le parole del centrale difensivo a Roma Tv. Chris quasi sorvola sui numerosi infortuni e l'impossibilità di cambiare formazione, fino ad arrivare a Parma senza benzina, la sua è una questione psicologica, di testa. «E' stato un mese lungo e difficile, ma prima di queste due partite anche positivo. Abbiamo perso nel nostro momento migliore, c'è un po' di frustrazione anche per aver perso posizioni in classifica». Smalling resta l'eroe di una partita che la Roma ha giocato a basso ritmo. Lui, pure qui a Parma, si è distinto come il solito leader, quello che Petrachi (e Fonseca) vuole incatenare a Trigoria. Smalling continua a essere uno dei migliori, ma stavolta il suo strapotere non è stato sufficiente. La Roma è per Smalling una magnifica avventura, utile per rigenerarsi; Smalling per la Roma è una luce che rischia di allontanarsi piano piano, perché Chris è solo in prestito e strapparlo al Manchester non è scontato. E' chiaro che prima si fa la trattativa con gli inglesi e più il costo resta accettabile, in caso contrario la Roma rischierà di pagarlo - se lo vorrà - la prossima estate a una cifra esorbitante. Lui per ora non si sbilancia, ma come è noto il gradimento c'è. «In questo momento la mia preoccupazione è fare bene con la Roma, l'obiettivo non è solo la qualificazione in Champions come ha detto Fonseca ma pure cercare di vincere un trofeo. A fine stagione vedremo». Di certo Chris e il Manchester United non hanno fretta, la Roma evidentemente sì.

PAULO STANCO, DZEKO E' SOLO -
Di tutt'altro avviso è Fonseca che esprime il suo buonumore, almeno per la sosta. «Penso sia chiaro che la squadra fosse stanca in questo momento. Abbiamo disputato tante partite e non è una questione di atteggiamento. Non siamo più veloci ed è un fatto che non abbiamo fatto una prestazione per vincere. La sosta arriva al momento giusto: abbiamo giocato sempre con gli stessi calciatori e non avevamo la possibilità di cambiare. Quindi, abbiamo pagato tutto questo». Dzeko troppo lontano dalla porta? «E' vero ma fa un grande lavoro per la squadra, stavolta era troppo solo là davanti. Non sono preoccupato, anche se pure lui è un po' stanco». L'ultimo gol segnato da Edin, contro il Milan. Alla Roma servono i suoi gol, alternativa a lui non c'è.


La Roma scende dal podio

IL MESSAGGERO - TRANI - La Roma si ferma in Emilia. Non c'è da stupirsi, senza benzina viaggiare è impossibile. Così, dopo i 3 successi in campionato, stop pure in serie A dopo essere caduta giovedì in Europa League. I giocatori di Fonseca entrano al Tardini con la lingua di fuori e il Parma ne approfitta: 2-0. I giallorossi, insomma, fanno cilecca e scivolano fuori dalla zona Champions, retrocedendo dal 3° al 6° posto, dietro alla Lazio terza, al Cagliari quarto e all'Atalanta quinta (stessi punti, ma avanti per lo scontro diretto). Il 2° ko di fila (3° stagionale), pesa dunque in classifica come quello in Germania (perso il primato nel gruppo J per l'attuale 3° posto).

GRUPPO SFINITO - Esausti i big, a meno di 3 giorni dalla sfida al Borussia Park: Kolarov, Pastore e Dzeko ormai camminano. Ma Fonseca chiede pure a loro, testimonial della risalita in classifica, l'ultimo sforzo prima della sosta per gli impegni delle nazionali. Fiducia, dunque, al gruppo della ricorsa. Agli interpreti su quali, dal 24 ottobre e quindi da 18 giorni, ha insistito nella full immersion di 6 partite. Appena 15 giocatori, contando anche Cetin, squalificato per la trasferta in Emilia, Perotti, schierato solo in un caso dall'inizio, Santon, unica alternativa rimasta a Spinazzola, e Under, finora usato solo in corsa. Il capitano Florenzi, invece, ormai è panchinaro. Gli 11 di Parma sono attualmente i titolari, i migliori del momento che però non ce la fanno più. Azzerato o quasi il turnover: solo un cambio, come contro il Milan, quando è iniziata la striscia vincente in campionato che si è interrotta al Tardini. Entra, dopo la gara in Germania, Spinazzola per Santon, novità che dura mezzo tempo. Fuori il primo, di nuovo dentro il secondo. Staffetta tra terzini, a destra, ovviamente non scadenzata in partenza. Ferita, in contemporanea, pure per Fazio che rimane in campo con vistosa fasciatura alla testa.

ESIBIZIONE IN ALTALENA - Spinazzola si arrende nella fase del match in cui la Roma ha cominciato a rallentare, lasciando l'iniziativa al Parma e anche qualche ripartenza all'ex Gervinho che si fa male prima dell'intervallo, lasciando il posto a Sprocati che cambierà la storia del match (l'ex biancoceleste regalerà il sorpasso alla Lazio). Rischia inizialmente poco o niente Pau Lopez, chiamato a deviare solo il tiro di Cornelius, sporcato da Fazio e Kluivert, i giallorossi più pericolosi nel 1° tempo. Girata di testa a lato del difensore, conclusione centrale dell'attaccante (unica nello specchio della porta e nel finale).

ASSALTO INUTILE - La Roma accelera nella ripresa e schiaccia il 4-3-3 di D'Aversa. Kluivert, capace di sacrificarsi nei rientri, ribalta l'azione insieme con Zaniolo e Pastore. Veretout spinge in avanti e recupera dietro. Kolarov colpisce il palo su punizione, Sepe vola sul tiro di Pastore, richiamato poi in panchina. Entra Under per il 4-2-4, con Zaniolo adesso in linea con Dzeko. La nuova distrazione di Fazio regala il vantaggio al Parma proprio quando i giallorossi sono in pieno controllo (60 per cento il possesso palla): Sprocati, libero in area, gira sul palo scoperto. Ecco Diawara per Fazio, Mancini torna dietro, accanto a Smalling. I cambi di D'Aversa sono più efficaci: Barillà per Scozzarella e Bruno Alves per Gagliolo. A fine recupero, palla persa da Kluivert e raddoppio di Cornelius. I giallorossi, invece, fanno cilecca: 3° match senza far gol, dopo quelli contro l'Atalanta e la Sampdoria (1 punto in 3 gare).


Turnover complicato e sgradito al tecnico: così Dzeko & Co. hanno pagato la fatica

IL MESSAGGERO - FERRETTI - E' sempre una pessima notizia quando perdi la partita e il tuo miglior uomo in campo è stato il portiere. In questi casi, lo suggerisce la logica, non puoi, anzi non devi accampare alcun tipo di alibi per spiegare la sconfitta. A Parma, la Roma ha infilato il secondo ko consecutivo della stagione, il terzo in totale, pagando la bravura degli avversari e, soprattutto, le proprie debolezze. Fisiche, soprattutto. I giallorossi sono apparsi stanchi, assai poco brillanti, scarsamente reattivi. Prima o poi, la fatica per i tanti impegni ravvicinati si doveva far sentire e a Parma se ne è avuta l'amara conferma. Troppi elementi, non solo quelli meno giovani, hanno infilato una prestazione insufficiente non tanto per l'impegno quanto per la (in)capacità di incidere sulla partita.

Paulo Fonseca non ama il turnover e, quindi, al Tardini ha confermato per dieci undicesimi la squadra che giovedì sera aveva perso a Moenchengladbach, con il solo Spinazzola al posto di Santon. Solo che l'ex atalantino si è presto (ri)fatto male, e così Santon è stato costretto a entrare già nel primo tempo. La stessa Roma di Germania, insomma. E pensare che il portoghese, vista la gente che aveva in panchina per ogni reparto, avrebbe potuto optare per una soluzione diversa: invece si è fidato dei soliti noti, ma non è stato ripagato. Ci si aspettava molto di più da chi era delegato a far gol, ma anche da chi avrebbe dovuto aiutare il gruppo a preparare la fase di finalizzazione. Sono mancate tante cose contro un Parma basso e abile nelle ripartenze. E soprattutto con una forza nelle gambe nettamente superiore a quella della Roma. Alla quale si chiedeva un ultimo sforzo prima della sosta, dopo il tanto giocare delle settimane precedenti, ma forse le si è chiesto troppo.

VECCHI E GIOVANI - Ovviamente nessuno sa cosa sarebbe accaduto se la Roma si fosse presentata al Tardini in una veste diversa, ma il dubbio che la squadra abbia pagato tanto (troppo...) i propri limiti di tenuta atletica resiste con forza. Dzeko, ad esempio, si è visto solo quando ha ripreso duramente questo o quel compagno, ma lui non può riposare non essendoci alternative. Kolarov è in debito di ossigeno, Pastore non è sembrato quello scintillante di una settimana fa: i meno giovani, dicevamo, hanno faticato più di altri che non possono e non devono sentirsi esenti da responsabilità. Anzi, proprio per essere più giovani avrebbero dovuto dare un contributo diverso, maggiore. Ha perso la Roma, in sintesi; non hanno perso questi o quelli. Ed è complicato nascondere la delusione.


Spinazzola, nuovo ko muscolare: la lista degli infortuni sale a 17

IL MESSAGGERO - TRANI -  Si interrompe la striscia di successi in campionato, si allunga quella delle presenze in infermeria. Bilancio aggiornato al Tardini, prima della pausa per gli impegni delle nazionali. Gli infortuni, con il 4° stop di Spinazzola, diventano 17: 12 muscolari e 5 traumatici. Il numero non conta per la scaramanzia e nemmeno per qualche altra (triste) trovata fuori dal tempo e dal contesto. Quei 17 ko pesano solo per Fonseca che, dall'inizio della stagione, convive con l'emergenza. Sotto la lente di ingrandimento, a Trigoria, ogni singolo caso. Ma a quanto pare non basta. L'ultimo esempio, la resa del terzino a metà del 1° tempo della partita contro il Parma, riapre il dibattito sulla gestione e sul recupero dei giocatori che si fermano, improvvisamente recuperano e rientrano in campo solo per qualche minuto. Partono e tornando indisponibili. Spinazzola non potrà rispondere alla chiamata di Mancini in Nazionale, a differenza di Florenzi, capitano non giocatore della Roma (sesta esclusione consecutiva) e comunque convocato dal ct azzurro che lo considera punto fermo del gruppo.
Niente Coverciano, dunque, per il compagno che, esentato per precauzione dalla trasferta in Germania (affaticamento al flessore sinistro: l'ecografia ha escluso la lesione) e di nuovo titolare al Tardini. A quanto pare, nessun rischio. Adesso, però, è vero il contrario. Il terzino si tocca la coscia già dopo 10 minuti e si arrende dopo 25. La gamba è la destra: la diagnosi, insomma, esclude la ricaduta. Come accadde il 20 ottobre a Cristante: stop dopo 5 minuti. Il distacco del tendine non c'entra con il fastidio di un paio di giorni prima. Zappacosta avrebbe dovuto invece giocare il derby: gli bastò il riscaldamento per farsi male al polpaccio. Oggi come ieri: dalla prevenzione alla superficialità. In controtendenza Pastore che, pure se stremato alla méta, ha contato 6 match di fila da titolare. Con la benedizione di Petrachi: «Merito di Fonseca per come lo ha gestito e come ci ha lavorato. E della società che, quando ci ha chiesto di rimanere, gli ha risposto «Va bene, adesso giocati le tue chance, però cerca di dare quel contributo che tutti si aspettano». Uno con le sue qualità e quello stipendio deve saper portare la croce addosso. E' ritrovato, non si deve fermare».


Smalling: "E' stato un mese lungo e difficile, ma positivo"

Chris Smalling, difensore della Roma, ha parlato ai media dopo il match perso contro il Parma:

SMALLING A ROMA TV

Il mister ci ha detto che la squadra era molto stanca, ma si poteva fare di più o effettivamente il Parma ne aveva di più?
"È stato un mese lungo e difficile ma anche positivo nel complesso fino alla settimana scorsa. La sconfitta in coppa e il gol oggi nel nostro momento migliore hanno cambiato. Siamo frustrati per aver perso posizioni in classifica".

La sosta arriva al momento giusto?
"A dire il vero non credo, quando perdi vorresti rigiocare. Ora aumenta la nostra frustrazione. Lavoreremo sodo per farci trovare pronti per la prossima partita".

Non era meglio gestire con pazienza per non dare campo agli avversari?
"A dire il vero l’idea era di tenere la palla e di non concedere il contropiede. Volevamo vincere e avere un possesso palla che creasse occasioni di pericolo. Secondo me è un risultato immeritato".

Abbiamo bisogno di persone come lei dentro e fuori dal campo…
"Effettivamente quando il club mi ha preso ha specificato che si aspettava un contributo da me da dentro e fuori dal campo. Giocatori come me, Dzeko e Kolarov possono risultate utili. Sono sicuro che questa squadra potrà far vedere una reazione alla ripresa".

SMALLING A SKY SPORT

Quanto era stanca la squadra dopo il Borussia?
"E’ stato un mese lungo, nel complesso positivo. Peccato per questa settimana dove abbiamo perso l’occasione di consolidare la nostra posizione in Europa League e in Serie A. Questo ci provoca delusione e frustrazione ma ci faremo trovare pronti dopo la sosta".

Quanto soffrite le squadre così fisiche? Oggi anche il Parma lo avete sofferto molto…
"In queste partite abbiamo dominato la partita. E’ vero, abbiamo concesso qualcosa in contropiede ma nel complesso la gara l’abbiamo dominata, tenendola sotto il nostro controllo. Anche oggi abbiamo preso gol forse nel nostro momento migliore e dove la squadra cercava con più convinzione il gol. Adesso si tratta di continuare a lavorare e a vincere la prossima partita per riscattare questa doppia delusione".

Sai che la Roma sta facendo di tutto per trattenerti. Qual è la tua opinione? Vuoi rimanere qui o tornare allo United?
"In questo momento la mia preoccupazione è solo quella di avere una bella stagione con la squadra. Anche il mister ha parlato chiaro: l’obiettivo non è solo la qualificazione alla prossima Champions League, ma vincere qualcosa già quest’anno. I miei sforzi vanno tutti in questo senso, per fine stagione vedremo".

E aspettiamo che impari l’italiano così rimani anche di più in Italia…
"Certamente, è uno dei miei obiettivi per questa stagione. Sto studiando, la speranza è di fare un’intervista in italiano entro la fine della stagione".


Dermaku: "Oggi siamo stati bravi. Meritavamo di più anche con Inter e Fiorentina"

Kastriot Dermaku, al termine del match contro la Roma,  si è fermato nella mixed zone del Tardini per rispondere alle domande dei giornalisti presenti. Queste le sue parole:

DERMAKU A SKY SPORT

Che salto di qualitá è questo?
"Ci mancava una vittoria con le grandi, meritavamo un po’ di più sia con Inter che Fiorentina. Oggi siamo stati bravi a correre fino al novantesimo, a non subire tanto e a sfruttare le occasioni. Siamo contentissimi, è un salto qualità importante. Ora sempre piedi per terra e lavorare tanto."

Anche in un momento di emergenza, si vede l’importanza del gruppo
"Si su questo siamo stati bravissimi, lo dimostrano Karamoh, Sprocati e Cornelius, siamo un grande gruppo e questo per una squadra che si deve salvare è importantissimo. Dobbiamo fare ancora tanti punti, la Serie A è difficile e noi dobbiamo fare più punti possibili e poi divertirci."

Non siete più una ‘piccola’.
"Il nostro obiettivo è la salvezza, quando scendi in campo cerchi sempre di vincere ma prima facciamo quei punti e prima ci togliamo le nostre soddisfazioni."

 

DERMAKU IN MIXED ZONE

"E' una partita che ho sempre sognato di giocare e vincere. Siamo contentissimi, è un premio al nostro lavoro."

Hai marcato Dzeko, e non sei mai andato in sofferenza.
"Sì, loro provavano le conclusioni da fuori. Siamo stati molto bravi in area a marcare, è stata una partita perfetta."

Dopo il primo tempo, avete avuto paura di non far punti?
"Sai, è sempre meglio creare piuttosto che non avere palle-gol. Perciò nello spogliatoio ci siamo detti che il gol sarebbe arrivato e che avremmo sofferto tutti assieme fino alla fine: è andata realmente così."

Ora sarà dura lasciarti fuori dall'undici titolare: stai sbagliando pochissimo.
"E' il frutto del duro lavoro di questi anni, è un ruolo dove si gioca molto d'esperienza. Penso di esserci arrivato con la maturità giusta, peraltro il gruppo mi dà una grossa mano: sento la fiducia del mister e dei compagni, così è tutto più facile."

La zona salvezza ora è piuttosto lontana.
"Il campionato è lungo, lo sappiamo. In questa categoria non bisogna mai abbassare la guardia, bisogna rimanere sempre concentrati e dare sempre il massimo. Il nostro obiettivo è la salvezza: prima facciamo questi punti, poi ci togliamo delle soddisfazioni."

In questo gruppo tutti siete fondamentali.
"Questo è fondamentale, è importante il segnale che giunge dal gruppo. Bisogna farsi trovare sempre pronti."

La sosta arriva nel momento giusto?
"Sì, abbiamo fatto tante partite: ora rifiatiamo per poi tornare alla grande."

 

 


D'Aversa: "Merito di tutti questa vittoria. La situazione più pericolosa è stata la punizione di Kolarov"

Roberto D’Aversa, allenatore del Parma, ha parlato al termine del match vinto per 2-0 contro la Roma. Queste le sue parole:

D’AVERSA A SKY

E’ la vittoria del salto di qualità?

"Questo gruppo con tutte le difficoltà non doveva dimostrarmi maturità. Ci mancava una vittoria contro le grandi e questa sera i ragazzi sono stati bravi nell’interpretazione della gara. Anche i subentrati hanno fatto bene."

Sull’aver concesso solo tiri da fuori alla Roma.

"La situazione più pericolosa è stata la punizione di Kolarov. Merito di tutti questa vittoria che hanno interpretato bene. Stiamo facendo qualcosa di straordinario e i ragazzi meritavano questa vittoria."


Fonseca: "E' stato chiaro che la squadra è stanca in questo momento"

Paulo Fonseca, tecnico della Roma, ha parlato ai media dopo la sconfitta contro il Parma:

FONSECA A SKY SPORT

Un brutto colpo, anche inaspettato. Il Parma ha meritato di vincere…
"Oggi è stato chiaro che la squadra è stanca in questo momento. Questi giocatori hanno giocato sempre le ultime partite, non è una questione di atteggiamento, ma non abbiamo avuto reazione e non siamo veloci in questo momento. Non abbiamo fatto una partita per vincere".

Così come con il Borussia nel primo gol di oggi c’era un uomo solo in area di rigore. Cali di tensione?
"Il Parma è stato sempre pericoloso in contropiede e ha creato situazioni da gol in contropiede perché noi abbiamo rischiato. Volevamo vincere oggi. Il primo gol non ho visto bene la situazione era lontana da me, ma è una situazione di contropiede. Non abbiamo fatto bene nella transizione difensiva, anche nel primo tempo abbiamo avuto problemi".

Soffrite le squadre molto fisiche?
"Si oggi non era una questione di atteggiamento, è una questione che non abbiamo reazione nei primi metri, la squadra è lenta a pensare e a reagire. Il Parma è un’ottima squadra e ha meritato la vittoria".

Dzeko nervoso?
"Che non segni è una casualità, oggi abbiamo avuto poche occasioni per segnare contro una squadra bassa che non ha lasciato spazi, per noi così è più difficile e anche per Dzeko. Lui sta lavorando molto per la squadra ed è una casualità che non segni".

Chi rientra dopo la sosta?
"Spero che qualcuno rientri, Pellegrini vediamo, Mkhitaryan è sicuro che ritorna".

La squadra è stanca, ben venga la pausa…
"E’ vero. Una analisi certa. Abbiamo giocato sempre con gli stessi giocatori, non abbiamo la possibilità di cambiare e oggi penso che sia chiaro che abbiamo pagato tutto questo".

FONSECA A ROMA TV

La sensazione è che la Roma fosse stanca. Abbiamo perso per questo motivo?
"È un fattore importantissimo in questo momento, la squadra era chiaramente stanca. I giocatori hanno giocato tutte le partite, non è una questione di atteggiamento ma di stanchezza. I giocatori sono stati più lenti, non reattivi. Penso che sia chiaro oggi".

All’inizio del secondo tempo potevate passare in vantaggio. Poco cinismo o stanchezza?
"La verità è che abbiamo avuto occasioni ma il Parma è stato molto pericoloso in contropiede e se non segni prima dell’avversario poi è molto difficile. Il Parma ha segnato, ci siamo abbssati ed è stato più difficile per noi".

Come va gestita la partita in queste situazioni? Più possesso palla e uno contro uno?Inolter abbiamo preso gol con la squadra schierata…
"Abbiamo avuto difficoltà anche nel primo tempo nei contropiedi, le marcature preventive non sono state fatte bene. L’attacco è stato molto difficile, non abbiamo fatto superiorità nei corridoi e non c’era spazio al centro. Pastore era stanco e non è stato molto influente. È un fattore determinante in attacco".

Non si poteva avere più pazienza nell’attaccare?
"Noi volevamo vincere oggi e possiamo gestire il gioco in un altro modo. Ma è una questione di ambizione, la squadra ha capito che era importante vincere qui. Dopo la partita possiamo pensare che era meglio gestire in modo diverso, ma in attacco abbiamo creato occasioni ma alla fine non siamo stati molto reattivi. Il Parma è andato con facilità in contropiede, è stato difficile".

Dzeko troppo da solo, così è più difficile con un avversario che ti aspetta…
"È vero, è stato molto solo in attacco. Zaniolo e Kluivert hanno procurato altro spazio per fare altre accelerazioni. Kluivert ha fatto una buona partita. Ma con Pastore lontano da Dzeko, Dzeko è stato molto da solo".


Antonio Cassano spettatore a Parma-Roma

Antonio Cassano seduto in tribuna d'onore per Parma-Roma. Il giocatore pugliese ha indossato entrambe le maglie: quella giallorossa dal 2001 al 2006, per passare anni dopo con il Parma tra il 2013 e 2015.


Parma-Roma 2-0 - Secondo stop consecutivo per i giallorossi

Oggi pomeriggio un Parma in forma affronterà una Roma sconfortata dalla sconfitta contro il Mönchengladbach che cercherà di chiudere con altri tre punti prima della sosta per mettere da parte anche il momento di emergenza. In questa giornata tante assenze importanti per i giallorossi, sesta panchina di fila per Florenzi mentre in campo confermati Spinazzola e un Pastore ormai in forma.

PARMA : Sepe; Darmian, Iacoponi, Dermaku, Gagliolo; Kucka, Scozzarella, Barillà; Kulusevski, Cornelius, Gervinho.
A disposizione: Colombi, Alastra, Bruno Alves, Pezzella, Laurini, Hernani, Brugman, Camara, Sprocati, Adorante.
Allenatore: Roberto D’Aversa.

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Spinazzola, Smalling, Fazio, Kolarov; Mancini, Veretout; Zaniolo, Pastore, Kluivert; Dzeko
A disposizione: Mirante, Fuzato, Juan Jesus, Florenzi, Santon, Calafiori, Diawara, Perotti, Ünder, Antonucci.
Allenatore: Fonseca

Arbitro: Fabbri di Ravenna
Assistenti: Tolfo e Di Vuolo
IV Uomo: Ghersini
VAR: Banti
AVAR: Alassio


Dzeko in serie A mai a segno con gli emiliani

CORRIERE DELLA SERA - Dzeko ha affrontato 26 squadre diverse in serie A segnando 67 gol. L’unica contro cui è rimasto a secco è il Parma, sfidata due volte nello scorso campionato. Oggi cercherà di sfatare questo tabù al Tardini, dove la Roma ha vinto tutte le ultime 3 partite e può eguagliare il poker di successi ottenuto tra il 2006 e il 2010. [...]

 


Fonseca non cambia: "Quando stiamo bene non ce n'è bisogno"

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Dimenticare l’Europa, dimenticare la sconfitta contro il Borussia Moenchengladbach, rituffarsi in campionato e spingere forte sull’acceleratore. Questo chiede Paulo Fonseca alla sua Roma: «Abbiamo giocato tante partite in questi giorni, ma non cambierò molto per la partita con il Parma. Dobbiamo capire che quando la squadra sta bene non abbiamo bisogno di cambiare tante cose». Ecco perché Mancini verrà schierato ancora a centrocampo, in coppia con Veretout.

E fuori, per la sesta partita consecutiva, rimarrà pure Florenzi. «Spinazzola è a posto. Florenzi? Lui ha sempre possibilità di giocare. Per me è importante, sta lavorando bene ed è sempre un’opzione»