Ora l’Italia punta all'anno da record
IL TEMPO (S. PIERETTI) - Un record dietro l'altro. Dopo aver battuto quello delle vittorie consecutive ottenuto dal Commissario Unico Vittorio Pozzo nel 1939, il ct azzurro Roberto Mancini punta al primato di successi consecutivi in un anno solare. L'affermazione contro la Bosnia ha consentito all'attuale allenatore dell'Italia di eguagliare tale record, la sfida contro l'Armenia potrebbe consegnare alla storia della Nazionale un altro risultato di assoluto valore. Domani sera a Palermo è probabile che il commissario tecnico possa cambiare diversi elementi della formazione a cominciare dal portiere, con Sirigu deputato a difendere la porta azzurra, per passare al centravanti dove il laziale Immobile partirà dal primo minuto al posto di Belotti. Nel tridente offensivo, spazio anche per Federico Chiesa. In difesa Acerbi dovrebbe lasciar spazio a Romagnoli, in mezzo al campo due le novità con Zaniolo e Castrovilli accanto a Jorginho.
Ieri - di ritorno da Sarajevo - una delegazione composta dal presidente della Figc Gabriele Gravina, il direttore generale Marco Brunelli, il capodelegazione Gianluca Vialli e Gianluigi Donnarumma ha visitato Venezia portando l'affetto e la vicinanza della Nazionale ai cittadini della Serenissima. «Venezia - ha commentato il presidente Gabriele Gravina - è una città ferita, ma oltre a essere stupenda, è forte: ha dimostrato un grande carattere, e una capacità di rialzarsi straordinaria. La nostra presenza qui con la Nazionale è un messaggio di affetto e testimonianza alla città, ai suoi cittadini e a coloro che si stanno adoperando per riportare questa tragica situazione alla normalità».
Questa mattina la comitiva azzurra si trasferirà in aereo a Palermo, nel pomeriggio - alle 17.30 - è previsto l'allenamento di rifinitura allo stadio Barbera in vista della sfida di domani sera (diretta tv su RaiUno alle 20.45) contro l'Armenia nell'ultima sfida del girone eliminatorio degli Europei.
Alla fiera dei prestiti. Smalling, Sanchez e Kulusevski: è già l’ora delle grandi manovre
La fiera dei prestiti in questo scorcio di A ci ha offerto tante storie a volte sorprendenti ma con un denominatore comune: le scommesse a pochi soldi. Il bello è che qualcuno ci azzecca. Dejan Kulusevski è l’emblema del successo. Lo svedese ha scelto Parma per una maglia da titolare e ora mezza Europa è in pista per lui (…). Intanto l’Atalanta seleziona gli acquirenti con richieste vicine ai 40 milioni di euro (…). Dando per scontati il riscatto di Sensi e quello obbligato di Barella (…) in casa nerazzurra dovranno essere fatte valutazioni importanti su Alexis Sanchez: in estate tornerà allo United? (…). Nainggolan? Anche Radja è di transito in Sardegna, così il suo futuro è da scrivere. I vertici interisti seguono anche il portiere Radu (…). Viene monitorato il centravanti Pinamonti su cui l’Inter ha una prelazione morale. Infine a Verona il 18enne Salcedo sta bruciando le tappe.
Anche la Roma ha costruito la sua campagna acquisti estiva su questa formula. Dando per scontate le conferme di Mancini (13 milioni) e di Veretout (16), sono sotto esame le posizioni di Kalinic e dell’infortunato Zappacosta. Al contrario a Trigoria non vedono l’ora di trovare un’intesa con lo United per il convincente Smalling: per lui non ci sono diritti, la trattativa, insomma, è tutta da fare. In un limbo è anche Mkhitaryan, visto che con l’Arsenal non sono stati concordati passi per la prossima stagione e l’armeno (causa infortunio) sinora ha fatto soltanto intravedere il suo talento.
Almeno in questa specialità la Juventus si muove sotto traccia. Il difensore argentino Romero(Genoa) a fine stagione dovrebbe sbarcare a Torino, questo campionato vale per lui come una laurea. Anche Luca Pellegrini a Cagliari è tesserato solo per questa stagione e spera di meritare il ritorno alla base (…).
Under e Kolarov i primi a rientrare. Fuzato e Kluivert saranno gli ultimi
IL MESSAGGERO (G. LENGUA) - In attesa del ritorno di tutti i calciatori impegnati con le rispettive Nazionali (9), Paulo Fonseca ha osservato con attenzione la gara Bosnia-Italia in cui Florenzi ha giocato titolare. Al suo rientro a Roma previsto per martedì assieme a Zaniolo, Alessandro proverà a mettere in difficoltà il tecnico che ormai lo ha relegato in panchina da 6 partite. Mercoledì prossimo il portoghese riabbraccerà Dzeko uscito sconfitto dal match contro gli Azzurri («I miei compagni si dovrebbero chiedere perché non giocano nei rispettivi club», ha tuonato l’attaccante) e Pau Lopez (prima da titolare con la Spagna). Rientreranno prima a Trigoria Cengiz Under (oggi la sua Turchia sfiderà Andorra) e Kolarov in campo nel pomeriggio per Serbia-Ucraina: primo vero allenamento al Fulvio Bernardini previsto per il 19. Ci sarà da aspettare, invece, per Kluivert che con l’Olanda Under 21 sfiderà l’Inghilterra dopodomani e Fuzato convocato a sorpresa dal ct del Brasile Tite per le amichevoli con Argentina e Corea del Sud: entrambi saranno a Trigoria giovedì 21.
Florenzi a cuore aperto: «Rispetto le scelte, la Roma prima di tutto»
Che poi il paradosso è proprio questo: per uno è titolare della nazionale, per l’altro in quel ruolo non ci può più giocare. L’oggetto del contendere è Alessandro Florenzi, che venerdì Roberto Mancini ha confermato come terzino destro dell’Italia, proprio mentre Paulo Fonseca gli ha detto chiaramente che in quel ruolo nella Roma non ha futuro (…). Dopo giorni di silenzi, il capitano giallorosso ieri ha rotto gli argini e ha detto la sua. «(…) Penso solo a giocare, voglio dare il mio contributo alla Roma. A breve spero di riuscire a mettere in difficoltà il mister, che ora sta facendo altre scelte che rispetto. Se devo fare il capitano devo dare l’esempio: come successo negli anni scorsi, metto la Roma davanti a me stesso. Tutti dobbiamo stare in silenzio e lavorare, perché se lo fa il capitano, lo fanno anche tutti gli altri». Parole perfette, dette anche nel modo giusto. Parole da capitano, verrebbe da dire.
(…) La realtà ci dice che sono ben sei gare che Florenzi non gioca titolare (…). In un paio di queste sei partite Alessandro è entrato per spiccioli di gara (…), in altre non si è neanche scaldato (…). Una decina di giorni fa Fonseca ha avuto un colloquio con il capitano, spiegandogli che non lo vede come terzino, ma come esterno d’attacco. Dovendo giocare con un esterno basso bloccato e l’altro di spinta e con Kolarov che è quello che va, dall’altra parte gli serve un giocatore più difensivo. Cosa che non fa parte degli skills del capitano. Di conseguenza, nelle gerarchie dei difensori Spinazzola e Santon gli sono scivolati davanti ( e lo sarebbe stato anche Zappacosta, se non si fosse infortunato), mentre in quelle degli attaccanti c’è l’imbarazzo della scelta (Perotti, Under, Zaniolo, Kluivert e Mkhitaryan) e di certo Florenzi non è la prima (…). E così il capitano deve metabolizzare la nuova realtà (…). Ieri sulla vicenda è intervenuto anche Giuseppe Ursino, d.s. del Crotone, dove Florenzi ha mosso i primi passi da professionista. «(…) Alessandro è un giocatore straordinario, serio e passionale (…).Per me è un centrocampista, mezzala a tre: ha tempi di inserimento e sa calciare. Terzino? Non lo vedo (…)».
Le mosse del club, Petrachi al lavoro: Kean in prestito e riscatto Smalling
Kean in prestito più il riscatto di Smalling. Saranno giorni di intenso lavoro per il d.s. della Roma Gianluca Petrachi, che vuole farsi trovare pronto a gennaio per sistemare la rosa. La prima parte della stagione, infatti, ha messo in evidenza due realtà: 1) alla Roma manca un vice-Dzeko affidabile visto che Kalinic, il cui prestito dall’Atletico Madrid potrebbe essere interrotto prima della scadenza, non è mai riuscito a dare il suo contributo a causa prima di una condizione fisica carente e poi di un infortunio; 2) Smalling ha spazzato tutti i dubbi che si portava da Manchester ed è diventato un leader della squadra (…). Kean a Liverpool non si è mai ambientato e vuole tornare in Italia, la Roma del suo amico Zaniolo potrebbe essere la soluzione migliore per lui (…).
Per quanto riguarda Smalling, il Manchester valuta il suo cartellino 18 milioni di euro, una cifra importante per un calciatore che tra pochi giorni compirà 30 anni, ma non fuori mercato per un difensore del suo livello: la Roma proverà a chiudere la trattativa già a gennaio, anche per evitare intromissioni di Inter e Juventus.
Con Kean rispunta Mariano Diaz
Edin Dzeko ormai ha 33 anni ed è impensabile che le possa giocare tutte. È per questo che il ds Petrachi si sta già muovendo sul mercato alla ricerca di un attaccante che possa far rifiatare il centravanti bosniaco. In cima alla lista c'è sempre il nome di Moise Kean (la Roma vorrebbe prenderlo in prestito con diritto di riscatto, l'Everton vorrebbe inserire l'obbligo), ma non è l'unico profilo monitorato. Secondo il quotidiano sportivo oggi in edicola, ci sarebbe un ritorno di fiamma per Mariano Diaz già seguito nel corso dell'estate. Fino a questo punto della stagione lo spagnolo di origine domenicana non ha giocato neanche un minuto nel Real Madrid e il presidente Florentino Perez vorrebbe quindi venderlo, ma sarebbe impensabile che a gennaio un club possa offrire i 20 milioni richiesti. Più logico sarebbe impostare una cessione in prestito con diritto di riscatto vincolato a una serie di parametri.
Fantasia al potere. Dzeko può sorridere, ecco i rifornimenti
Se è vero che Dzeko ha tirato solo tre volte nelle ultime sei partite e segnato la miseria di un gol (al Milan), è anche vero che i rinforzi sono lì, pronti a dargli una mano. Perché Edin vuole tornare presto per essere decisivo e lo vuole essere fino in fondo (tanto che sta pensando di farsi seguire durante le ferie natalizie da una persona di fiducia, da portarsi dietro per mettere energie nei muscoli per la seconda parte della stagione). Di certo, già dalla partita con il Brescia, alla ripresa del campionato, si sentirà un po’ meno solo, visto che Fonseca avrà recuperato l’intera batteria dei trequartisti (…).
A destra Fonseca a inizio stagione aveva pensato a Under, poi l’infortunio del turco gli ha fatto scoprire in fascia anche l’esplosività di Zaniolo e – di conseguenza – i suoi strappi (…). Kluivert, invece, offre maggiore imprevedibilità ed è quello che in assoluto attacca meglio gli spazi a campo aperto, grazie alla sua velocità. Dietro la punta, con il rientro di Pellegrini il tecnico portoghese ritrova di fatto il titolare del ruolo. Lì, se sta bene, Lorenzo garantisce fantasia (…), inserimenti e dinamismo. Diverso invece il discorso di Pastore (…) che in assoluto può offrire quella qualità che nessun altro ha. Se c’è un giocatore che può cambiare la partita attraverso una giocata è proprio l’argentino (…). Ma il genio Fonseca lo ritrova anche a sinistra, con il ritorno di Mkhitaryan. Genio e pericolosità, perché anche l’armeno può avere una certa confidenza con il gol. Perotti, invece, può garantire le superiorità numeriche con il suo uno contro uno (…). Quando servirà che aiuti in fase difensiva Florenzi è la scelta migliore. A patto, però, che resti giallorosso.
Hysaj: "Per ora voglio riconquistare il posto in azzurro, poi si vedrà"
Da tempo accostato alla Roma, Elder Hysaj ha voluto fare chiarezza sul suo futuro durante la conferenza stampa della viglia del match contro la Francia. Un match, il primo nel nuovo stadio di Tirana, a cui assisterà anche Francesco Totti.
Queste le parole di Hysaj:
"La presenza di Totti non può fa altro che farmi piacere, però oltre a quello dell’ex capitano della Roma e degli altri calciatori giallorossi, mi interessa il sostegno del nostro pubblico dopo il deludente pari contro l’Andorra. E poi adesso gioco nel Napoli. Per il momento voglio riconquistare il posto in azzurro, poi si vedrà".
Ursino, DS Crotone: "Florenzi per me è una mezzala. Non lo vedo come terzino"
Giuseppe Ursino, DS del Crotone, ha partlato di Alessandro Florenzi ai microfoni di TMW Radio. Florenzi giocò al Crotone in prestito durante la stagione 2011/12 collezionando 35 presenze e 11 reti:
"Non so cosa sia successo tra lui e Fonseca, posso dire che è un giocatore straordinario, molto serio e passionale. Alessandro tiene molto alla maglia che indossa e può giocare in tutte le big. Ruolo? Per me è un centrocampista, mezzala a 3 direi. Ha grandi tempi di inserimento e sa calciare. Non lo vedo come terzino, non mi piace in quella posizione".
Infortuni al Genoa, Kouamè fuori contro la Roma
Christian Kouamè rimarrà in panchina contro la Roma. La diagnosi data dai medici dopo gli esami è quella della rottura del legamento del crociato: si ferma obbligatoriamente l'attaccante del Genoa e dovrà guardare il match contro i giallorossi da bordo campo.
Florenzi: "Da capitano devo dare l'esempio, metto la Roma davanti a me"
Alessandro Florenzi parla del suo essere capitano. A Sport Mediaset dopo la partita con la Bosnia afferma così:
"Non ho giocato per far cambiare idea all'allenatore, ho giocato per Alessandro. Penso solo a giocare e dare il mio contributo alla Roma. Spero che nel breve periodo metterò in difficoltà il mister che ora sta facendo altre scelte. Le rispetto, e continuerò ad allenarmi a duemila come fatto fino ad ora. Se devo fare il capitano devo dare l'esempio. Come ho sempre fatto in questi anni, anche in questo momento metto la Roma davanti a me. Dobbiamo stare in silenzio e lavorare, perché se lo fa il capitano gli altri lo fanno di conseguenza".
Florenzi, un po' di gamba e tanta voglia: ora l’azzurro è il suo paradiso a tempo
IL MESSAGGERO - ANGELONI - Strano vederlo lì, tra gli undici. Petto in fuori, pure. A cantar l’inno. La maglia della Nazionale, oggi per Alessandro Florenzi, è la prima, quasi l’unica. Strano, appunto. Lui romano (di Vitinia), romanista, capitano della Roma, fino a prova contraria. E quella prova contraria è arrivata da un po’, perché a portare la fascia, spesso e volentieri, è Dzeko: Ale dalla deprimente sfida con la Sampdoria in poi, è sempre finito in panchina. Avversario - si fa per dire - di fascia nella Roma, ieri avversari e basta: Edin a rappresentare la Bosnia, Alessandro l’Italia. Ieri i due si sono scambiati pure un affettuoso buffetto. Dal 20 ottobre, giorno di Sampdoria-Roma, nella quale è stato in campo per 75 minuti (da titolare), Florenzi ne ha giocati solo sei contro il Borussia Mönchengladbach all’Olimpico e dodici contro l’Udinese.
UN MESE NERO Quindi, il terzino-centrocampista-attaccante della Roma, non vive l’ebbrezza di starci dal primo minuto da quasi un mese. Cosa insolita per uno come lui, abituato ad essere considerato da tutti un jolly, da Zeman fino a Ranieri, in tutto il suo percorso romanista, e chissà se continuerà anche dopo gennaio. Come noto, i jolly sono tali perché trovano sempre un posto in prima fila. Sono i diversamente titolari, quelli che un buco in squadra alla fine lo trovano sempre. Florenzi, in azzurro, balla tra due allenatori che hanno nei suoi confronti sensazioni e opinioni diverse: Fonseca non lo vede come terzino (ieri bene in Nazionale proprio da terzino), e davanti ha il pienone e comunque soluzioni, a suo dire, più convincenti, anche in mancanza dei titolari (in difesa gli viene preferito Santon, che in estate è stato sul punto di andare via); dall'altra si ritrova Mancini che, come tutti i suoi predecessori, si fida di Florenzi: da Conte a Ventura, fino appunto, all’attuale ct della Nazionale. Florenzi fatica meno del previsto, gioca una gara dignitosa, sperando di non godersi questi momenti solo con la Nazionale.
IL LEONE DELLA LAZIO Tra i “romani” in campo non sfigura nemmeno Dzeko, come il suo compagno di Roma, è dignitoso. Meglio il laziale Acerbi, che segna la sua prima rete azzurra quasi come un bomber. Anzi, un bomber.