Conferenza stampa, Pioli: "Domenica con la Roma dal punto di vista tecnico ci siamo mossi poco senza palla"

Stefano Pioli, allenatore del Milan, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Spal in merito alla sconfitta subita dai rossoneri all'Olimpico contro la Roma. Queste le sua parole:

"Contro la Roma non ho visto una squadra impaurita, e se qualcuno ha qualche timore allora deve lasciarli alle spalle. C’è tanto da fare, se ci crediamo tutto è possibile. Domenica con la Roma dal punto di vista tecnico ci siamo mossi poco senza palla, non diamo le soluzioni giuste al compagno. Avevamo preparato alcune situazioni e dovevamo essere più attenti, fare la scelta giusta al momento giusto, e in questo dobbiamo crescere. A Roma ho preferito Leao a Piatek. Dal portoghese mi aspettavo di più, Piatek ha voglia ma entrambi sono importanti. Possono anche giocare insieme, però hanno caratteristiche diverse. L’importante è la testa e di come si scende in campo".


Roma giù la maschera

Il TEMPO - AUSTINI - La classifica di fine ottobre non conta. Ma ritrovarsi al quarto posto avrebbe un significato particolare visto il momento d' emergenza: la Roma ha l'occasione di salire in zona Champions stasera, a patto che vinca contro l'Udinese a domicilio e l'Atalanta riesca quantomeno a fermare il Napoli al San Paolo. É il momento di gettare via definitivamente la maschera per i giallorossi (ma non ancora per Dzeko... ) in questo mercoledì di campionato alla vigilia di Halloween, la vittoria col Milan ha detto che questa squadra in grado di lottare nonostante le assenze. Perché ha trovato un'anima e, a differenza della passata stagione, crede in quello che gli chiede di fare I' allenatore. A prescindere dagli interpreti.
Tutti coinvolti, tutti pronti a dare quel qualcosa in più necessario per sopperire ai tanti
forfait, il vero successo di Fonseca finora questo. Ma il tecnico tiene giustamente alta la
tensione e avvisa i suoi: «Qui nessuno - dice ridendo - può riposare. Non sto pensando al
turnover, la squadra ha fatto una buona partita sia contro il Borussia che contro il Milan. E non credo che cambierò molto». Non più di due giocatori diversi rispetto a domenica scorsa
per affrontare un avversari reduce dalle sette sberle prese dalla terribile Atalanta, «ma
non abbiamo rivisto quella partita - spiega il tecnico - che una storia a sé. L'Udinese aveva subito solo sei gol nelle gare precedenti, una squadra che difende compatta, in contropiede sono pericolosi con i giocatori veloci e forti fisicamente. Mi aspetto una sfida molto difficile, come 10 sono tutte nel campionato italiano dove I'ultima può battere la prima».
Poi ripete in pubblico i concetti con cui ha scosso il gruppo dopo la brutta prestazione di Genova. «Noi dobbiamo essere una squadra ambiziosa, non l'ho vista contro la Sampdoria. Ne ho parlato con tutti perché importante la mentalità e giocare per vincere. Chi fa parte di questo club non deve pensarla diversamente. Adesso importante che i ragazzi capiscano che necessario lottare, correre ed avere l' ambizione di vincere sempre. Non solo ora ma sempre: non abbiamo fatto niente e non bisogna pensare di aver risolto tutto battendo il Milan, ci aspetta una gara completamente diversa».
Florenzi potrebbe star fuori anche stavolta. «É il nostro capitano - sottolinea Fonseca - si allena sempre forte ma nelle ultime due partite ho fatto altre scelte. In futuro toccherà di nuovo a lui, non un problema, soltanto un'opzione». Su Mancini a centrocampo: «L'ho scelto perché fra i nostri centrali quello più bravo nel costruire il gioco, era la miglior soluzione in questo momento. Under - aggiunge - pronto ma non può fare novanta minuti, a Mkhitaryan non manca molto». Ma non c'è tempo per pensare agli assenti: la Champions li che
aspetta. Nonostante tutto.

 

 


Alla scoperta dell'umile Fonseca

IL TEMPO - BIAFORA - Un grande uomo dietro alla figura dell'allenatore. Le origini e la personalità di Fonseca sono state ripercorse da «II Romanista» in un reportage girato in Portogallo. Ciò che traspare nel documentario «Fonseca story», proiettato in anteprima al Roma Club Testaccio, una persona umile, che da sempre ha avuto in testa l'idea di fare
l'allenatore. A raccontare il mister della Roma - con la rivelazione di alcuni riti portafortuna e la passione per i cavalli - ci ha pensato chi lo ha accompagnato nei suoi primi passi da calciatore nel Barreirense, squadra del suo cuore, e poi tutti coloro che 10 hanno visto crescere dalla panchina dell'Estrela da Amadora fino a trovare l'exploit con il Pacos de Ferreira.
Alla proiezione era presente anche Marco Abreu, «scopritore» di Fonseca quando indossava i panni dirigenziali e ora agente del tecnico: «ll suo punto di forza che parla con tutti i calciatori, riesce a fare sentire tutti importanti e riesce a far andare tutti nella stessa direzione. Si trova molto bene qui, gli piace la passione dei tifosi. Sente che allenare a Roma speciale».


Serie A, Parma-Verona 0-1. L'Inter vince contro il Brescia

Termina 0-1 la partita allo stadio Ennio Tardini tra Parma e Verona. Decide il match una rete di Lazovic al 10′ del primo tempo. La formazione di casa non riesce a cogliere l’occasione per scalare posizioni in classifica e rimane ottava con 13 punti, in attesa delle altre squadre. 


Risentimento muscolare per Ghoulam, rischia la Roma

Nel corso dell'odierno allenamento del Napoli, si è fermato il terzino sinistro Ghoulam. L’algerino ha accusato un risentimento muscolare che gli farà saltare sicuramente il match contro l’Atalanta e lo mette in forte dubbio per quello contro la Roma.


Udinese-Roma, i convocati di Tudor

Igor Tudor, allenatore dell'Udinese, ha reso nota la lista dei convocati per il match di domani contro la Roma. 

Portieri: Musso, Nicolas, Perisan.

Difensori: Sierralta, Samir, Ekong, Nuytinck, Ter Avest, Becao, De Maio.

Centrocampisti: Fofana, Jajalo, de Paul, Walace, Sema, Mandragora, Barak.

Attaccanti: Okaka, Lasagna, Pussetto, Nestorovski, Teodorczyk.


Roma-Udinese, giallorossi arrivati in Friuli (video)

La Roma, impegnata domani sera alle 21 alla Dacia Arena contro l'Udinese, è in partenza per il Friuli. La squadra decollerà dall'Aeroporto di Fiumicino con direzione Udine, come testimoniato dal profilo Twitter della società. Il gruppo è atterrato in Friuli Venezia Giulia poco prima delle 19.

 


Cagni: "Apprezzo Fonseca da sempre. Zaniolo se accetta consigli diventa uno dei più forti al mondo"

Luigi Cagni, ex allenatore tra le altre di Brescia e Parma, ha parlato ai microfoni di TMW Radio dei temi di gornata in ambito calcistico. Tra glia argomenti trattati anche lo stato di salute della Roma e le prestazioni di Zaniolo:

Sulla Roma.
"Mancini davanti alla difesa? Da sempre apprezzo Fonseca. Ha personalità, conosce il calcio e sa cosa deve fare quando ci sono situazioni di difficoltà. Problema infortuni? Sono responsabili anche i giocatori. Non è solo sfortuna. E' un mestiere che devi fare 24 ore al giorno. Devi rispettare delle regole fisiologiche, se le rispetti, difficilmente ti fai male. Lo sport agonistico non è salute, quindi devi curarti al meglio".

Su Zaniolo.
"Lui se gli insegnano bene, diventa uno dei più forti al mondo. Deve accettare dei consigli. È un mestiere per cui devi fare dei sacrifici, se vuoi farlo al meglio. Ad oggi può giocare ovunque, da solo poi troverà quello più adatto. Io lo metterei sulla fascia, perché corre e sa dribblare, ti sa dare la superiorità. Lì è devastante. Non lo vedo falso nueve".


Problemi fisici e diversi errori. Florenzi, la fascia è senza sorriso

IL MESSAGGERO - CARINA - Un momento difficile, dal quale Florenzi deve uscire da solo. Inutile girarci intorno: la doppia esclusione col Milan (prima dall'undici di partenza e poi a gara in corso, quando Spinazzola ha chiesto il cambio) ha sorpreso non poco. Come la motivazione fornita da Fonseca nel post-gara: «Ho pensato che dovevamo difendere bene, quindi ho messo un giocatore veloce come Cetin. Florenzi? Non ha nessun problema, è stata soltanto una mia scelta tecnica». Parole inequivocabili. Come quello striscione, apparso a sorpresa il giorno del debutto in campionato contro il Genoa, che sembrava aver cancellato di colpo la precedente stagione deludente, culminata con il fallo da rigore commesso nei supplementari a Oporto, che di fatto aveva eliminato la Roma dalla Champions (al netto del penalty non fischiato su Schick). Ne erano seguite critiche aspre, mediatiche e ambientali, senza contare le parole (o quelle non dette) da Totti nel giorno del suo addio. Tutto, però, sembrava esser stato spazzato via da quei 20 metri di stoffa, esposti dalla Curva Sud il 25 agosto: Avanti con la tradizione della fascia a un romano. Al fianco di Florenzi capitano'. Alessandro è così ripartito. Ma presto ha dovuto fare i conti col campo.

ERRORI A RIPETIZIONE Già col Genoa, rimane coinvolto nel terzo gol rossoblù di Kouamé, sbagliando la diagonale. Errori che si ripetono: in difficoltà a Bologna, contro l'Atalanta non chiude su de Roon in occasione del raddoppio dell'Atalanta. Arriva il primo appunto indiretto del tecnico: «Sul 2-0 non abbiamo fatto quello che dovevamo». I primi di ottobre, una fastidiosa influenza lo tiene fuori sia con il Wolfsberger che con il Cagliari e lo costringe a rinunciare anche alla nazionale. Quando torna in campo dopo la sosta, delude a Genova. Il resto è storia recente: in Europa League si accomoda in panchina e quando entra, diventa lo spot migliore della legge di Murphy («Se qualcosa può andar male, lo farà»). Prima dell'abbaglio di Collum, ha la palla del 2-0 a tu per tu con Sommer ma calcia a lato. Tre giorni dopo, la doppia esclusione col Milan. Domani c'è la trasferta di Udine. Proprio in Friuli, tre anni e mezzo fa (marzo 2016), un suo (bel) gol fu decisivo (2-1). Anche quel giorno, con Totti e De Rossi in panchina, Florenzi era capitano. Corsi e ricorsi. Magari stavolta utili per invertire il trend.


Zaniolo, il tuttofare dell'attacco giura amore alla Roma. E punta al gol fuori casa

GAZZETTA DELLO SPORT - Il bacio alla maglia della Roma è arrivato sotto lo sguardo di Fabio Paratici, ds della Juventus in tribuna all'Olimpico per Roma-Milan. Il gesto di Nicolò Zaniolo sembra essere quasi un messaggio per il futuro. Come dire: io a Roma sto bene, eccome.

I tifosi sono dalla sua parte, una prova è stata la polemica scatenata dalle parole di Fabio Capello di mercoledì scorso. Curiosità: Nicolò ha fatto centro finora soltanto all’Olimpico, cosa che sposta l’interesse già sulla trasferta di domani contro l’Udinese, in attesa della prima rete segnata lontano da casa. La popolarità sta facendo avvicinare all’agente e alla famiglia proposte interessanti da agenzie pubblicitarie, ma occorrerà sempre un controllo sul modo di veicolare le informazioni. Infatti la Roma ha chiesto che sia lui sia la sua famiglia evitino di esprimersi su temi «sensibili» (per il club) sui social o altrove, tant’è che mamma Francesca ha anche declinato alcuni inviti in tv.


Il club: aumento di capitale per 150 milioni

LEGGO - BALZANI - L’aumento di capitale è stato approvato, e in quanto all’ingresso di nuovi investitori l’ad Fienga è chiaro: «Non c’è stato alcun contatto col gruppo Friedkin». Queste le due notizie più importanti emerse ieri durante un’assemblea degli azionisti bollente. L’aumento di capitale sociale riguarda un ammontare massimo di 150 milioni «destinato alla copertura del fabbisogno finanziario». E quindi non spendibile sul mercato.

Tema caldo anche l’addio di Totti e De Rossi. «La squadra non si è indebolita - spiega Fienga -. La società ha subito le loro scelte, non le ha prodotte. A Totti vogliamo bene, ma non fa più parte del gruppo della Roma. Rispettiamo la sua scelta. Se un giorno si volesse riavvicinare…». Infine Baldissoni: «L’iter stadio è alle fasi conclusive».

 

 


Roma di scorta: Mancini, Pastore e Perotti, le tre mosse vincenti di Fonseca

LEGGO - BALZANI - C'è una frase di Seneca nelle lettere a Lucilio che Fonseca deve aver sottolineato in rosso: «Le difficoltà rafforzano la mente, come la fatica rafforza il corpo». Nell'emergenza più totale, di mente e corpo tra errori arbitrali e infortuni, infatti il portoghese è riuscito a tirar fuori dal cilindro le idee e le motivazioni giuste anche da chi non sembrava più utile alla causa.

Nasce così l'intuizione Mancini, il ragazzo di Pontedera che a Trigoria ha stupito tutti per intelligenza e capacità. Servono queste doti per saper interpretare un ruolo inedito: quello di tre e mezzo, di mediano davanti alla difesa che in fase di impostazione si aggiunge alla linea dei due centrali. Dopo l'esperimento col Borussia è arrivata una partita quasi perfetta col Milan per Mancini che ieri a Dazn ha ricordato Astori: «Ho scelto il 23 perché l'ha avuto Davide. Era una persona fantastica e a pensarci oggi a distanza di poco tempo fa sempre male. Fonseca? Il suo gioco mi esalta, il salto da Bergamo a Roma è stato grande».

Non così tanto da impedirgli di conquistare gli applausi dell'Olimpico. Che domenica sera sono scrosciati per un altro uomo di scorta destinato a diventare protagonista inatteso dopo mesi di fischi e prese in giro: Javier Pastore. El Flaco ha giocato senza avvertire dolore 3 gare di fila e ha vissuto un processo di crescita culminato con la grande prestazione contro il Milan in quel ruolo (trequartista) in cui è esploso tra Palermo e Parigi. L'altro argentino in cerca di riscatto è Perotti che dopo un anno di calvario è tornato a far ballare il tango alle difese. El Monito non ha ancora i 90', ma nel gioco di Fonseca può diventare devastante. «Il peggio è alle spalle, ma ora vinciamo con l'Udinese o tutto sarà vano. Mancini? Ha dimostrato personalità».

Risposte da uomini che hanno permesso a Fonseca di accorciare a -1 sul Napoli e a occupare il 1° posto in Europa League nonostante le calamità (18 ko e arbitraggi discutibili). Un lavoro importante quello di Paulo che ha adottato scelte forti come l'esclusione di capitan Florenzi o la rinuncia a Rodwell e Buchel, i due svincolati in prova a Trigoria. Le prestazioni di Mancini e i progressi di Pellegrini (tornerà a fine novembre) e Diawara (pronto dopo la prossima sosta) sono deterrenti importanti. Domani con l'Udinese, in un calendario folle che poi vedrà la Roma impegnata col Napoli, ci saranno poche novità: turno di riposo per Pastore e dentro Kluivert con Zaniolo al centro. Per quest'ultimo è arrivato il dietrofront di Capello: «Sono stato frainteso. Nicolò è un talento vero».