Calcio in ombra nel derby della paura

CORRIERE DELLA SERA - Mai così presto in campionato, alla seconda giornata, mai con così tanta tensione. Lazio-Roma aspetta 50mila spettatori all’Olimpico e oltre 1000 agenti fuori (…).Ci sarebbe tanto da dire dal punto di vista calcistico. Biancocelesti dati favoriti dai bookmaker dopo tanti anni da «underdog». Giallorossi già a rischio crisi in caso di sconfitta. I duelli Immobile-Dzeko e Milinkovic-Pellegrini. L’esperienza di Inzaghi e il debutto di Paulo Fonseca. La prima volta senza Totti e De Rossi, che a tarda sera giocherà un altro derby, quello tra Boca Juniors e River Plate. L’allarme sulla sicurezza, invece, domina sopra la partita. Ai «soliti» problemi di una gara che non a caso si gioca alle 18 e non alle 20.45, si aggiunge la celebrazione che gli ultrà vogliono dedicare alla memoria di Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik, capo degli Irriducibili laziali, ucciso il 7 agosto con un colpo di pistola alla testa nel parco degli Acquedotti (…).Per controllare l’afflusso allo stadio i cancelli saranno aperti dalle 15.30, ma proprio a quell’ora, da ponte Milvio, dovrebbe partire il corteo biancoceleste verso lo stadio Olimpico. Il timore è che possano unirsi anche ultrà venuti dall’estero: Inghilterra, Spagna, Austria, Polonia e Bulgaria, visti i gemellaggi dei supporter della Lazio (…). La curva laziale resterà in silenzio per i primi 45 minuti per protestare contro l’inasprimento delle norme dettato dal Decreto sicurezza bis. Nel corso della trasmissione radio «La voce della Nord» è arrivato anche un «messaggio» per i calciatori biancocelesti: «Indifferenza totale nei confronti dei giocatori. Useremo la stessa arma che loro hanno usato nei confronti nostri in questi giorni. (…)». Il motivo? Le mancate condoglianze da parte di dirigenti e calciatori, anche private, alla famiglia Piscitelli (…).

C’è anche una partita, per fortuna. Inzaghi conferma la formazione che ha battuto la Samp, con un’eccezione: il rientro di Leiva al posto di Parolo (…). Fonseca si copre con Zappacosta terzino e Florenzi attaccante, portando in panchina il nuovo acquisto Smalling. Domani sarà a Roma Kalinic, che prenderà il posto di Schick, al Lipsia in prestito biennale con obbligo di riscatto legato alle presenze (5 milioni più 20). Stessa formula per Gonalons al Granada, ma a 0 più 5.


Derby senza i capitani: déjà vu Roma

IL GIORNALE - PUGLISI - Un antipasto di derby. Anche se in quel momento nessuno riusciva a pensarci. Un antipasto di derby, proprio in un Lazio-Roma, stessa gara (da calendario) che si disputerà oggi pomeriggio allo stadio Olimpico. Dieci campionati fa, durante una stracittadina particolarmente sentita, i giallorossi si ritrovarono improvvisamente a giocare senza Totti e De Rossi, scorcio di un futuro che è arrivato. Quel giorno, era il 18 aprile 2010, Ranieri decise di toglierli entrambi a fine primo tempo per inserire Taddei e Menez. La Lazio stava vincendo 1-0, la Roma rischiava di perdere il primo posto in favore dell’Inter. I giallorossi avevano bisogno di una scossa e Ranieri decise di togliere i due romani, apparsi troppo nervosi. Fu una scelta forte, impopolare, ma giusta. La Roma ribaltò il risultato (1-2) e restò in testa alla classifica. Fino a una settimana dopo quando perse in casa con la Sampdoria. Dieci campionati dopo, il futuro è arrivato. La Roma è rimasta orfana di Totti e De Rossi, dovrà affrontare il primo derby senza di loro. «Sì, sarà strano non vederli dall’altra parte», ha ammesso il tecnico della Lazio Simone Inzaghi, che però non si fida della Roma: «I risultati della prima giornata non devono indurre in errore. Sappiamo cosa sono i derby, un campionato a parte. E poi la Roma è una squadra forte, guidata da un allenatore molto preparato». Fonseca, a differenza di Inzaghi, ha allenato in campionati diversi, arrivando anche a disputare la Champions. Preparato lo è davvero, ma il derby romano non lo ha ancora mai vissuto. In quello Inzaghi ha esperienza da vendere. «So che quella contro la Lazio è una partita speciale, me lo fanno capire anche i tifosi, e anche se vale tre punti ti dà un coinvolgimento maggiore - ha spiegato il tecnico giallorosso -. Loro forse sono favoriti, ma a parole. Conta solo il verdetto del campo». Dove si troveranno una contro l’altra due squadre diametralmente opposte. Una, la Lazio, che in estate ha puntato sulla continuità: stesso allenatore del passato, nemmeno un big ceduto. L’altra, la Roma, ha invece deciso di rivoluzionarsi: in estate sono cambiati direttore sportivo, allenatore, modulo e giocatori. Ma soprattutto si è deciso di ripartire senza Totti e De Rossi. Esattamente 10 campionati dopo quel derby che era uno squarcio nel futuro. Anche se in quel momento era impossibile immaginarlo.


Spunta Idrissi e sfida Vital. Kalinic vicino

IL MESSAGGERO - CARINA - Petrachi corre contro il tempo. Se Kalinic è pronto a sbarcare a Roma domani, qualche complicazione è sorta invece per l’acquisto di Mateus Vital. Operazione che a Trigoria erano sicuri di chiudere con un blitz intorno ai 7-8 milioni complessivi. Non avevano però fatto i conti con il Corinthians e con l’agente del ragazzo. Il club brasiliano possiede l’85% del cartellino e ha formulato due richieste a seconda se al prestito sarà aggiunto il diritto o l’obbligo di riscatto. Nel primo caso la somma è di 11 milioni. Nel secondo scende a 7. Somme alle quali va aggiunto il restante 15%, diviso tra il procuratore e il Vasco da Gama, sua ex squadra. In totale sono all’incirca 12 e 8 milioni.

SCHICK AL LIPSIA La Roma s’è presa ancora mezza giornata di tempo (mancherebbero poi i tempi tecnici) per provare a trovare una soluzione. In caso contrario, ha già individuato il sostituto. Si tratta di Idrissi, classe 96’, olandese naturalizzato marocchino, ala dell’Az Alkmaar e della nazionale africana. Profilo interessante: giovanili nel Nac Breda, poi passa al Feyenoord dove gioca fino alla Under 23. Nel 2015-16 si trasferisce al Groningen. In due stagioni e mezzo colleziona 62 presenze e 12 reti. A gennaio del 2018 è acquistato dall’Az Alkmaar, concludendo la stagione con altre 12 partite e 3 reti. Lo scorso anno, l’exploit: 15 gol in 43 presenze tra campionato e coppa. Anche in questa stagione è partito forte: 3 reti in altrettante gare. Il giocatore è in trattativa con il Torino ma Petrachi ha chiesto all’agente di attendere ancora qualche ora. A seconda di come andrà a finire la questione legata a Vital, la Roma affonderà o meno il colpo. Costo: 10 milioni. Sono ore calde anche sul versante Schick. Roma e Lipsia hanno trovato ormai un’intesa di massima che sarà resa ufficiale nelle prossime ore. Operazione che si concluderà con un prestito biennale con obbligo di riscatto a 26 milioni, legato alle presenze. Segnali che confermano come l’happy-end sia imminente non mancano: Kalinic, il sostituto del ceco, ha rifiutato l’Al-Gharafa Sports Club ed è atteso domani nella Capitale (operazione in prestito con diritto di riscatto a 9 milioni). Augustin, invece, attaccante del club tedesco, è stato ceduto al Monacoliberando così il posto a Schick. Rush finale anche per Gonalons, ad un passo dal Granada(prestito con obbligo di riscatto a 5 milioni) e Santon. La Spal preme ma il terzino va convinto, visto che preferirebbe restare in giallorosso. Bianda ha invece rifiutato un club turco.


Tra Lotito e Pallotta c’è anche il derby delle scaramanzie

LA GAZZETTA DELLO SPORT - È vero, Claudio Lotito e James Pallotta sono differenti, ma non solo perché l’uno è il «tuttologo» della Lazio ovviamente sempre presente – e l’altro – per via dell’Oceano Atlantico che lo separa da Roma – è costretto all’arte di scegliere l’uomo giusto per delegare,tant’è che non viene nella Capitale da quasi un anno e mezzo (…). La passione, in fondo, non ha metri di misura oggettivi e così si scopre che il presidente giallorosso, causa partita, diventa un camminatore (…). Le sue grandi magioni, infatti, hanno una serie infinita di stanze, tutte dotate di televisore, e quindi il presidente vede le partite senza mai fermarsi a sedere, bensì camminando da un salone all’altro, spesso pregando, come d’altronde – assai laicamente – fanno i tifosi di tutte le latitudini (…). Stessa cosa, peraltro, che ha fatto nelle poche volte che è venuto a vedere la squadra dal vivo all’Olimpico. A sedere mai (…). Durante la gara, poi, i messaggi ai dirigenti sono una costante. Commenti a volte duri, richieste di spiegazione, semplice euforia. A fine partita, poi, le telefonate ai dirigenti, nella quale si approfondiscono temi e spiegazioni. Sempre salvaguardata, invece, la sfera dell’allenatore, che non viene mai contattato direttamente (…).

Per Lotito, invece, il derby (ma non solo il derby, qualsiasi partita della Lazio) è una sorta di funzione religiosa: esserci è osservare un precetto. Nei primi anni della sua gestione il presidente non mancava neppure un match della sua squadra, sia in casa sia fuori, in Italia come all'estero. Poi, ha deciso di disertare le trasferte. Ma all’Olimpico non manca mai. Sempre solito posto, con il d.s. Tare al suo fianco. E senza i telefonini. Sì, perché ci sono solo due situazioni in cui si stacca dai suoi inseparabili smartphone: quando gioca la Lazio e quando va in Chiesa per la messa domenicale (…).


Attacco al derby

IL MESSAGGERO - TRANI -  Il derby all'improvviso. Il fulmine che proprio non ti aspetti a inizio campionato e a fine estate. Subito la Partita, senza aspettare nessuno. Ore 18 all'Olimpico, sapendo che nemmeno il meteo ha pazienza. Anzi, promuove il ribaltone: allerta codice giallo della protezione civile, dall'afa al temporale, come se niente fosse. Lo stadio, e a prescindere dal maltempo, mostra però la cornice che merita la sfida: almeno 50 mila spettatori. La Lazio entra in campo davanti alla Roma. La classifica è lì a rappresentare il momentaneo primato cittadino. Una giornata per il break. Il successo di Marassi contro la Sampdoria ha permesso lo scatto biancoceleste nella notte in cui ha fatto rumore la frenata giallorossa in casa contro il Genoa. È solo la partenza, ma il testa a testa sarà il leitmotiv calcistico della Capitale per l'intera stagione: Inzaghi e Fonseca presto rappresenteranno l'Italia nell'Europa League, ma il pensiero di entrambi va oltre. Guardano già alla Champions. L'unico posto a disposizione in serie A sembra essere solo il 4°. Se lo giocheranno loro fino al 24 maggio.

CORREZIONE ANNUNCIATA Intrigante il duello, anche tatticamente. Mirata la preparazione del match. La Lazio e la Roma sono già diverse. Perché gli allenatori cambiano subito la formazione schierata al via nel torneo. Non concedono il bis. Vogliono la perfezione per il derby e danno spazio a Leiva e Zappacosta. È il loro prologo per la favola che si apprestano a scrivere nel pomeriggio all'Olimpico. Inzaghi va sul sicuro e, per il 3-5-2, sceglie la squadra base. Sono i migliori a disposizione. Sulla traccia lavora da anni, aggiornata nel finale della scorsa stagione con l'inserimento di Correa accanto a Immobile. Più qualità, più efficacia e più spavalderia. Gli hanno permesso di vincere la Coppa Italia contro l'Atalanta. Il mercato gli ha poi portato in dote il laterale destro che, nel suo sistema di gioco, fa la differenza: Lazzari. Fonseca, invece, cerca l'equilibrio che, appena ha messo piede in serie A, è evaporato nella notte del debutto all'Olimpico. Si copre e non è nel suo stile. Perché, nel 4-2-3-1, Florenzi lascia il posto da terzino destro e si ritrova alto a sinistra nel rombo offensivo. Non è il giorno ideale per sbilanciarsi: il Genoa, nell'atteggiamento, copia i biancocelesti. E ogni ripartenza, domenica scorsa, è stata fatale. Difesa allo sbando e squadra nel suo assetto vulnerabile. Test, dunque, utile l'aggiornamento. Proprio nel derby d'andata del campionato scorso, la mossa riuscì a Di Francesco. Catena di destra con doppio esterno basso (dietro giocò Santon, attualmente panchinaro e vicino all'addio).

STORIA RECENTE Il derby precoce, dunque, è la grande chance per la Lazio. Pronta e in condizione. Completa. E Leiva, il play di sostanza che si piazza davanti alla difesa, sembra fatto apposta per questo derby. Inzaghi lo considera il guardiaspalle di Milinkovic e Luis Alberto. Perché in attacco la Roma è già affidabile e spavalda: il totem è sempre Dzeko. Ancora non sa, però, leggere la fase difensiva: Fonseca lavora proprio per renderla squadra. Che oggi non è. Anche per il ritardo di alcuni arrivi a Trigoria: i rinforzi, per ora, sono in stand by (la maggioranza). L'attesa per il centrale da affiancare a Fazio e soprattutto in grado di prendere il posto di Manolas: da giovedì c'è Smalling, oggi riserva all'Olimpico perché ancora deve conoscere i nuovi compagni. E si aspetta sempre il sostituto di El Shaarawy, acquisto diventato fondamentale dopo l'ennesimo infortunio di Perotti. Quando si cambia, in panchina e in campo, serve la pazienza. Che spesso, non solo qui, manca ai club come ai tifosi. Florenzi davanti è la mossa più semplice: su quel lato si scatena di solito Lazzari. Prevenzione assoluta sulla sinistra, attenzione a destra, con Zappacosta più abile del capitano in marcatura. Mancini spera di avere il posto che domenica scorsa è stato di Jesus. Pure per far sentire meno solo Pau Lopez, finora l'unico nuovo nella formazione di partenza. Normale che, insomma, qualche dubbio abbia arricchito la vigilia a Trigoria e non a Formello. La virata giallorossa è lenta, quella biancoceleste già certificata.


Fateci divertire. Tecnici giochisti, attaccanti stellari: proprio un derby da non perdere

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Non è mai accaduto in campionato che il derby capitale finisse in vetrina così presto. Ma questaLazio e questa Roma sono comunque già pronte a regalare spettacolo. E farci divertire. Magari la Roma avrebbe voluto un po’ più avanti la sfida che vale, da questa parti davvero, un bel pezzo di stagione. Come darle torto. Immaginate due aziende. Da una parte un'impresa quasi di famiglia, solida, ben avviata, che dà risultati e garanzie. Dall'altra, un'industria ambiziosa che nell'ultimo anno ha raccolto poco e ha deciso per la totale ristrutturazione. Via i due simboli del marchio, nuovi «cervelli» e un nuovo amministratore delegato, che arriva con le sue idee senza alcuna intenzione di cedere a compromessi (…).

Immobile e Dzeko guidano le bande dei gol. Guarda un po’, arrivano al derby con un bottino romano in netta parità: 88 gol a testa con la Lazio e con la Roma, tra campionato e coppe. Chi fa il sorpasso? Ciro è stato implacabile nelle sfide precedenti: 3 delle ultime 5 reti (2 su rigore) nei derby le ha segnate lui. Il bosniaco l’anno scorso è rimasto a secco. Sono partiti entrambi alla grande (…).Entrambi poi godono di partner altrettanto in palla. Under e Correa pare abbiamo deciso di diventare grandi. E campioni. Aiutati da un gioco che li esalta. E qui entrano in ballo i tecnici.

Il trasformista e l’integralista: potremmo definirli così. Simone Inzaghi, l’uomo di famiglia, è cresciuto dentro l’azienda e ora ha una padronanza assoluta del prodotto. Tanto che riesce a far coesistere tutti i galli nello stesso pollaio (…). Si adatta all’avversario e soprattutto alle caratteristiche dei suoi giocatori: le ripartenze veloci sono l’asso nella manica. Fonseca no. Lui non vuole l’etichetta di integralista, e forse non lo è in assoluto, ma la sua filosofia è una e resta fedele alla linea: comando assoluto del gioco, pressing alto e possesso palla (…).Fonseca dovrà cercare di chiudere quegli spazi dove Luis Alberto si infila come un coltello nel burro. E magari alternare i laterali nella salita per evitare di essere troppo sbilanciato. Vedremo a quali antidoti ha pensato (…).

E a proposito di laterali, la sfida Lazzari-Kolarov è la novità più interessante. Saranno scintille da quelle parti. L’ex Spal ha portato vivacità e forza al gioco della Lazio. Il serbo nella nuova filosofia si trova a meraviglia e ha già il piede caldo.


Fonseca, al via il primo derby

INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - Primi giorni di campionato per Fonseca e l'allenatore nel frattempo continua a lavorare in mezzo al campo. Come fa ogni giorno, da quando ha messo piede a Trigoria. Parla, suggerisce e, se serve, urla. Si fa sentire dal gruppo che sembra convinto dallo stile di gioco del portoghese. Che, in attesa di vivere l'emozione del suo primo derby della Capitale, cerca di correggere la Roma dopo la sbandata contro il Genoa. L'equilibrio fa parte del suo percorso di allenatore. Quando finì ko all'Olimpico, nel ritorno degli ottavi di Champions il 13 marzo del 2018, dimostrò di essere in grado, anche con il 4-2-3-1, di concedere il minimo ai giallorossi di Di Francesco, promossi solo per la gran giocata di Strootman: assist per Dzeko in verticale e sul filo del fuorigioco. Lo Shakhtar Donetsk, in quella notte, rimase in partita senza mai sbilanciarsi.

ADDESTRAMENTO MIRATO - Le lacune emerse domenica scorsa contro il 3-4-1-2 di Andreazzoli sono finite sotto la lente di ingrandimento: Fonseca, utilizzando le immagini, ha sintetizzato la lista degli errori (anzi, orrori). Le gaffe dei singoli e della squadra. Perché se Fazio, Jesus e, quando è entrato, Mancini hanno di sicuro sbagliato in prima persona, i compagni non li hanno cero aiutati. I mediani Pellegrini e Cristante non hanno garantito la giusta copertura, lasciando i centrali in solitudine sulle seconde palle, e al tempo stesso hanno spesso rinunciato al pressing. Che si è visto a intermittenza, con la partecipazione non continua del rombo offensivo: Dzeko, Zaniolo, Under e Kluivert hanno spesso allungato il 4-2-3-1 giallorosso. Il portoghese, in questi giorni, sta insistendo sui movimenti e sulle posizioni degli interpreti. Soprattutto sulle distanze, perché non ha alcuna intenzione di lasciare spazio alle ripartenze della Lazio.

SPAZIO IN REGIA - La priorità, nelle scelte da fare per il derby, va al centrocampo più che alla difesa, dove è possibile l'ingresso di Mancini per Jesus. Fonseca vuole inserire il play che, nelle caratteristiche, è più abituato al palleggio di Cristante e Pellegrini e soprattutto a dettare i tempi di gioco. Tocca a lui togliere il piede dall'acceleratore in alcune fasi del match, imponendo il ritmo alla squadra. E interrompendo la verticalizzazione forzata. Il ballottaggio per quel ruolo è scontato: Diawara o Veretout. Che si preparano per il debutto con la maglia giallorossa. L'allenatore, non è una novità, mette in prima fila il francese che, però, non ha mai giocato nemmeno un minuto nel precampionato. Ecco perché, al momento, il favorito è il guineano. Così, entrando nella formazione di partenza il regista, è automatico che Pellegrini salga da trequartista, posizione in cui spesso è stato utilizzato pure da Di Francesco. La curiosità: iniziò in corsa, al posto dell'infortunato Pastore, proprio nel derby d'andata dello scorso torneo. E segnò di tacco la rete del vantaggio della Roma. Dietro, quindi, a Dzeko, utile per inserirsi alle spalle del centravanti, e contemporaneamente davanti a Parolo (o Leiva), pronto a oscurare il play biancoceleste. Se Zaniolo sta bene, si allarga a sinistra, da esterno offensivo. Fonseca, contro il Genoa, ha puntato su Kluivert. Ma, quando ha sostituito l'olandese con Pastore, ha spostato sulla fascia proprio l'azzurro.

NUOVA OPZIONE - Non fa niente che è mancino: lì il tecnico preferisce un destro, ma Zaniolo va bene lo stesso perché, da centrocampista, aiuta più di Kluivert nel pressing e nella gestione della palla. La mossa, insomma, ci sta. E, guardando alla superiorità numerica della Lazio nella zona centrale, aiuterebbe tatticamente i giallorossi, meno sbilanciati e più compatti. L'alternativa è Florenzi, con Zappacosta terzino destro. Soluzione possibile pure in partita, come è successo domenica scorsa.


Lazio-Roma - precedenti, statistiche e curiosità

INSIDEROMA.COM - FEDERICO FALVO - Domani è il giorno del derby. Giorno in cui la Capitale si ferma e si concentra tutta in zona Stadio Olimpico o davanti i televisori per assistere alla stracittadina. Sarà il primo derby per Fonseca da allenatore della Roma, il primo derby della stagione che, forse, arriva troppo presto con il calciomercato ancora aperto.
Ma alla stesura dei calendari è stato deciso così, il derby è già arrivato e sia Roma che Lazio sono pronte per scendere in campo e dare spettacolo.
Paulo Fonseca, in conferenza stampa, si dice motivato per il suo primo derby. Sente come i tifosi vivono le ore che li separano dal calcio d’inizio e spera sia il primo di tanti derby. Il portoghese, però, non vuole dire nulla su come la sua Roma giocherà o scenderà in campo. Tiene tutto nascosto, annunciando solo che sarà tutti disponibili esclusi gli infortunati Perotti e Spinazzola. Anche Smalling, arrivato ieri, sarà a disposizione per domani.
In casa Lazio parla il tecnico Inzaghi, che rispetto a Fonseca possiamo considerare un veterano dei derby. Ma nonostante ciò, sarà la prima volta per Inzaghi con il derby così presto in campionato. Un derby che per molti vede la Lazio favorita, ma non per il tecnico biancoceleste che considera il derby sempre una partita a se. Servirà una Lazio compatta per avere la meglio contro una Roma forte.

I PRECEDENTI La sfida di domani sarà la 79esima con la Lazio padrona di casa. Ma nonostante ciò, la Lazio è sfavorita se guardiamo ai precedenti, con 24 vittorie contro le 26 della Roma. Mentre il risultato che va per la maggiore è il pareggio, verificatosi ben 28 volte.
La scorsa stagione vinse la Lazio per 3-0; grazie alle reti di Caicedo, Immobile e Cataldi. Due stagioni fa, invece, ci fu il pareggio per 0-0.
Mentre l’ultima vittoria della Roma da ospite risale alla stagione 2016/17, con il 2-0 firmato da Strootman e Nainggolan. Fu il terzo successo consecutivo per i giallorossi nei derby giocati con i cugini padroni di casa.
Il risultato migliore per la Lazio è stato di 3-0, mentre la Roma nel 2001/02 ha fatto il record personale di vittorie fuori casa con il 5-1 firmato da Montella (poker) e Totti.
E’ il pareggio per 1-1, invece, il risultato che si è verificato la maggior parte delle volte. Ben 13.
Sarà la prima volta assoluta di Fonseca contro la Lazio, squadra che non ha mai affrontato in carriera.
Già otto, invece, le sfide tra Inzaghi e la Roma, con lo score in negativo per il tecnico biancoceleste. Infatti Inzaghi ha battuto la Roma solo tre volte, con un pareggio e quattro sconfitte all’attivo.
Sarà il primo derby in assoluto anche per l’arbitro Guida; che ha diretto la Roma già in 16 occasioni con otto vittorie per i giallorossi, cinque pareggi e tre sconfitte. Sedici anche i precedenti con la Lazio, che però con Guida non ha un ottimo feeling. Sono infatti sette le sconfitte per i biancocelesti, con sei vittorie e tre pareggi nei restanti match.

LE STATISTICHE Dopo la prima giornata di campionato Roma e Lazio hanno lo stesso numero di gol segnati, mentre in difesa la Roma ha vacillato subendo tre reti. Nessuna rete subita dalla Lazio, che ha tre punti rispetto all’unico punto raccolto dai giallorossi.
La scorsa stagione Roma e Lazio si sono dividi i derby con una vittoria a testa tra andata e ritorno di campionato. Ma nelle ultime 14 stracittadine i biancocelesti hanno vinto solo tre volte, con tre pareggi e otto successi della Roma.

Il derby di domani sarà il più difficile da pronosticare, poiché arriva troppo presto e con gli equilibri di squadra ancora da definire a pieno. Ma come ogni derby sarà giocato al massimo e con voglia di portare a casa il successo. Si prospetta un derby con tutti gli ingredienti per essere avvincente e giocato a pieno ritmo fino al 90’.


Serie A, la fortuna assiste la Juventus nel finale. Napoli battuto 4-3 grazie all'autogol di Koulibaly

All'Allianz Stadium di Torino va alla Juventus il big match di giornata contro il Napoli. Un 4-3 deciso nei secondi finali.
Il primo tempo è tutto di marca bianconera con Danilo che, dopo un minuto dal suo ingresso in campo per De Sciglio infortunato, trova al 16' la via del gol e del vantaggio. Tre minuti più tardi raddoppia Higuain con il gol dell'ex al suo Napoli, il primo gol dal suo ritorno alla Juventus. Al 33' vicino al gol anche Khedira, ma trova la traversa.
Nella ripresa, al 62', arriva il tris biancoero con Cristiano Ronaldo. Ma il Napoli non ci sta e trova due velocissime reti con Manolas (66') e Lozano (68'). La Juventus accusa il colpo ed ll'81' Di Lorenzo trova la rete che vale il pareggio. 3-3 e match che sembra chiuso.
Sembra, per l'appunto, perchè in pieno reucpero al 92' Koulibaly devia nella propria porta una punizione di Pjanic.
Vince la Juventus 4-3


Accordo tra Sky e Dazn. Nascerà Dazn1, visibile dal 20 settembre sul canale 209 di Sky

Dazn sbarcherà sul sattelite. E' andata a buon fine la trattativa con Sky Italia che porterà alla nascita del canale Dazn1, che sarà disponibile al 209 di Sky, L'accordo, per chi siglerà l'abbonamento Sky-Dazn, permetterà di vedere dal 20 settembre: tre partite per giornata di Serie A, due partite per giornata di Serie B, calcio internazionale ed altri sport. Immutata la programmazione streaming di Dazn.
A riferirlo è stata Veronica DiquattroExecutive Vice President Southern Europe di Dazn: "Dazn continua ad investire per far crescere la piattaforma e ampliare l'offerta di contenuti in streaming. Allo stesso tempo, questo accordo con Sky consentirà ad un numero sempre maggiore di tifosi, compresi coloro che abitano in aree italiane non ancora perfettamente servite da un'infrastruttura tecnologica adeguata, di avere accesso, attraverso il canale, ad una selezione dei principali eventi sportivi di Dazn".


Accordo trovato per Schick al Lipsia. Kalinic atteso a Roma tra domani e lunedì

Sembra tutto fatto per la cessione di Patrik Schick dalla Roma al Lipsia. L'accordo, come riferisce Sky Sport, è stato trovato sulla base di un prestito biennale con obbligo di riscatto fissato intorno i 26 milioni di euro dopo il raggiungimento di un determinato numero di presenze.
La prossima cessione di Augustin dai tedeschi al Monaco liberebbe un posto per Schick, che di conseguenza darebbe il via libera all'arrivo di Kalinic alla Roma.
Il croato, prestito oneroso a 2.5 milioni con diritto di riscatto a 9 milioni, è atteso nella Capitale tra domani sera e lunedì per effettuare le visite mediche.


Serie A, Milan batte Brescia per 1-0

E' terminato il primo anticipo del sabato tra Milan e Brescia, con la vittoria dei rossoneri per 1-0.
A decidere il match è stato Calhanoglu al 12' con un colpo di testa all'angolino basso di sinistra. Milan che avrebbe potuto raddoppiare con Paquetà, ma la sua conclusione si infrange sul palo.