Roma, ritiro in stile brasiliano
IL MESSAGGERO - Dopo un pre-ritiro all'Acquacetosa, presso il centro Coni Giulio Onesti, l'AS Roma Femminile da ieri è a Norcia per il vero e proprio ritiro di preparazione al prossimo campionato di serie A, il secondo della storia giallorossa,, che prenderà il via il prossimo 14 settembre. Al gruppo delle ragazze guidate ancora da Betty Bavagnoli (premiata con la Panchina d'oro come migliore allenatrice della A della scorsa stagione) si è aggregata anche la brasiliana Andressa Alves Da Silva, che nei giorni scorsi ha sostenuto le visite mediche a Villa Stuart a Roma e si poi è unita alla squadra giallorossa.
GLI ARRIVI - La nazionale brasiliana ed ex giocatrice del Barcellona, va a colmare una lacuna nell'attacco giallorosso, dopo le partenze di Luisa Pugnali e Martina Piemonte, cedute rispettivamente a Sassuolo e Betis Siviglia. Andressa completa una campagna acquisiti di prim'ordine per l'As Roma, che vuole ripartire cercando di migliorare il quarto posto della scorsa stagione, aspirando, magari, ad arrivare su una delle due prime piazze, che valgono l'accesso alla Champions League.
LE MAGLIE - La brasiliana Andressa vestirà la maglia numero 7, mentre delle altre nuove Andrine Hegerberg ha scelto la 8, Vanessa Bernauer la 5, mentre la 10 è finita sulle spalle di Manuela Giuliano, azzurra proveniente dal Milan, entusiasta di questo nuovo capitolo della sua storia calcistica. «Conclusa la bellissima esperienza del Mondiale, non vedo l'ora di ritrovare la serie A al Tre Fontane con l'onore di indossare la maglia giallorossa», il messaggio della calciatrice della nostra Nazionale.
Nell'elenco delle ragazze che si sono spostate a Norcia, c'è anche Angela Orlando, che è aggregata alla Prima Squadra dalla Primavera ma solo per il ritiro, mentre Corelli e Severini, anche loro in età Primavera, invece si alleneranno con la prima squadra per tutta la stagione. A Norcia alcune sedute di allenamento (oggi, domani sia la mattina che il pomeriggio e mercoledì solo mattina) saranno aperte a tifosi. Gli ultimi giorni del ritiro, invece, sarà a porte chiuse.
Dzeko-Inter settimana chiave: serve l'affondo o la Roma non lo cede più
GAZZETTA DELLO SPORT - L’Inter lavora ormai da mesi senza sosta per il doppio colpo in attacco e la storia è nota da tempo: nella testa di Antonio Conte non c’è solo Lukaku, ma anche Edin Dzeko è una priorità per la sua Inter e per il progetto tattico che ha in testa. Il tecnico aspetta novità, come i giocatore. Nelle ultime settimane qualcosa il club nerazzurro ha perso per strada e adesso dovrà accelerare per riconquistare il tempo perduto. Perché Dzeko è sempre lì, in attesa di una chiamata per definire il suo trasferimento a Milano. Però questa lunga attesa ha cominciato a turbarlo. Ecco perché quella che sta per cominciare potrebbe essere la settimana chiave del mercato dell’Inter. E di conseguenza anche della Roma. Il club giallorosso infatti aspetterà fino a domenica e poi toglierà Dzeko dal mercato.
Nel frattempo Inter e Roma hanno ricominciato a parlarsi, senza mai avvicinarsi troppo: Marotta e Ausilio hanno alzato l’offerta a 15 milioni mentre i giallorossi non hanno ancora concesso lo sconto alla richiesta di 20 milioni. Sconto che forse non arriverà più, viste anche le ultime prestazioni del centravanti bosniaco. La Roma infatti continua a ritenere Dzeko un elemento fondamentale del proprio progetto tecnico e sabato il Ceo Guido Fienga ha ribadito al centravanti il concetto, confermando che il club sarebbe disposto a tenerlo anche senza il rinnovo dell’attuale contratto, in scadenza nel 2020. Fonseca stravede per Edin e da qualche giorno anche i compagni di squadra stanno cercando di convincere Dzeko a restare ancora in giallorosso. E poi c’è sempre il pensiero per la famiglia, che a Roma sta benissimo.
Alderweireld: si decide. Via libera a Llorente
GAZZETTA DELLO SPORT - Llorente convince la Roma, ma solo come secondo attaccante al posto del partente Schick, mentre per il ruolo da titolare si cerca ancora, visto che Mariano Diaz (Real) non convince del tutto Fonseca, e Junior Moraes (Shakhtar) non gli suscita nostalgie. Morale: se Dzeko restasse (pur non rinnovando il contratto, come pare), risolverebbe tanti problemi, perché la cifra che quei 20 milioni che si dovrebbero mettere sul piatto per il centravanti, si potrebbero investire per il centrale.
Capitolo difensore centrale: Alderweireld resta la pista privilegiata, anche se il Tottenham non intende scendere di molto sotto i 25 milioni, mentre la Roma può arrivare a 20 coi bonus. La speranza però resta, visto che il trentenne belga – oltre ad aver detto sì ai giallorossi – ha già comunicato al club di non voler rinnovare il contratto in scadenza a giugno. Insomma, la pressione da parte dell’entourage di Alderweireld c’è, anche perché Pochettino non lo ritiene indispensabile e quindi, anche se il mercato inglese in entrata chiude giovedì prossimo, non è detto che debba essere necessariamente sostituito.
Vengono monitorati anche altri centrali: Verissimo del Santos, Maripan dell’Alaves, Kannemanndel Gremio e soprattutto Nacho del Real Madrid.
Zaniolo: c'è attesa per l'adeguamento. Olsen va in Francia
GAZZETTA DELLO SPORT - A metà settimana – presumibilmente giovedì – dovrebbe esserci l’incontro tra la Roma e l’entourage di Zaniolo per iniziare a parlare dell’atteso adeguamento contrattuale del jolly giallorosso. Per Zaniolo, dunque, questa potrebbe essere una settimana importante, anche se è difficile pensare che possa portare subito alla fumata bianca. Di certo, però, verranno messe le basi per andare avanti insieme, come del resto vogliono allo stato attuale entrambe le parti. C’è da limare qualcosa, perché la Roma intende partire da un’offerta (a salire) di 1,5 milioni di euro più bonus, mentre Zaniolo ne chiede subito 2,5. Come spesso succede in questi casi, ci si verrà incontro, magari trovando l’intesa a metà strada, verso i 2.
Nel frattempo Petrachi sta lavorando sulle uscite: tra Defrel e Cagliari c’è ancora da sistemare più dui qualcosa prima di poter dire che l’accordo sia fatto e concluso, Nzonzi non vuole andare in prestito. Olsen poi è un altro problema e anche qui la Roma sarà forse costretta ad un prestito, pagando parte dell’ingaggio. Petrachi sta provando a piazzarlo in Francia, il Montpellier potrebbe essere interessato.
Per la Bavagnoli scatta la stagione del salto di qualità
GAZZETTA DELLO SPORT - Fortuna che a Norcia non c’è il caldo di Roma. La Roma femminile, ieri mattina, ha fatto in tempo a scendere dal pullman e a sistemare le cose in camera, che in campo coach Betty Bavagnoli ha subito chiamato le ragazze al primo sforzo. Dovranno farne parecchi, in questa settimana umbra: fino all’11 agosto, le ragazze giallorosse inizieranno a creare i presupposti per una stagione che - guardando il curriculum delle giocatrici arrivate in estate - dovrà rappresentare quella del salto di qualità, dopo un approccio alla Serie A femminile comunque soddisfacente (quarto posto, anche se a 15 punti dal terzo) ma condizionato dall’avvio con tre sconfitte nelle prime tre partite.
Il mercato in entrata spinge a pensare in grande: con l’arrivo di Manuela Giugliano, la Roma ha rinforzato il centrocampo con una delle protagoniste del Mondiale francese. In un campionato con la conferma di Juventus e Fiorentina, Milan, Sassuolo e Verona e, l’arrivo dell’Inter neopromossa, la Roma non poteva farsi trovare impreparata. Nessuno dirà che l’obiettivo è lo scudetto, magari la Champions sì: l’asticella, comunque, si è alzata e non poco.
Veretout rientra in gruppo
IL TEMPO - SCHITO - Dopo la vittoria arrivata al Pierre-Mauroy contro il Lille, la Roma è rientrata nella capitale e Paulo Fonseca ha concesso un giorno di riposo ai suoi. Oggi si torna in campo alle 17.30 e il tecnico portoghese dovrà valutare le condizioni degli infortunati: Karsdorp, Nzonzi, Santon e Pastore, non convocati per la trasferta in terra transalpina, stanno smaltendo gli affaticamenti muscolari che li hanno tenuti ai box. Chi invece tornerà in gruppo in settimana è Jordan Veretout che si è lasciato alle spalle il problema alla caviglia che lo ha costretto a lavorare a parte la scorsa settimana. Notizie positive anche per Gonalons e Riccardi che hanno archiviato i problemi muscolari che ne avevano rallentato la preparazione: per i due si proseguirà con una fase di riatletizzazione che li porterà a recuperare il terreno perso rispetto ai compagni. Mercoledì i giallorossi scenderanno di nuovo in campo al Renato Curi di Perugia contro l'Athletic Bilbao, mentre domenica prossima Dzeko e compagni affronteranno il Real Madrid allo stadio Olimpico(diretta in chiaro su Tv8).
E' Dzeko il "colpo" della Roma
IL TEMPO - AUSTINI - Non c'è Roma senza Dzeko. Soprattutto se chi dovrebbe sostituirlo non ha la minima intenzione di stabilirsi nella Capitale. L'inversione di rotta nel mercato giallorosso è sempre più concreta, anche se rimane un mese di trattative per scombinare le carte in tavola. Intanto Fonseca si tiene stretto il centravanti bosniaco e prega affinché nessuno glielo tocchi. Non tanto peri quattro gol segnati nelle prime amichevoli o i due assist serviti ai compagni sabato a Lille, dettagli in confronto al comportamento e all’impegno che Dzeko ha mostrato sin dal primo giorno di ritiro. Sempre presente negli allenamenti, ben disposto con l'allenatore e i compagni, il solito leader-trascinatore nelle partite, persino sorridente al cospetto di una stagione appena trascorsa tra mille mugugni. Ed era tutto tranne che scontato. La sua posizione, in realtà, non è cambiata. Si è accordato da mesi con l'Inter di Conte e ha rifiutato la successiva proposta di rinnovo della Roma, ma sa che senza intesa fra i club non potrà muoversi ed è disposto a onorare il suo ultimo anno di contratto in giallorosso senza mettersi di traverso.
Petrachi è al corrente che Edin e l'Inter si parlano addirittura dalla scorsa primavera, ha fissato un prezzo per liberarlo e si è messo in testa di sostituirlo con Higuain o, ancor più difficile, Icardi. Ma il domino di centravanti previsto finora non è neppure iniziato, i nerazzurri sono arrivati a offrire 14 milioni contro i 20 chiesti dalla Roma per Dzeko, Higuain non ha dato segnali concreti di apertura ai giallorossi e Icardi è al centro di una vera e propria guerra con l'Inter. E allora, col passare delle settimane, dentro Trigoria ha preso corpo l’idea di andare avanti col numero 9 bosniaco. Pazienza se poi andrà via a parametro zero, per le plusvalenze necessarie al bilancio rimangono 11 mesi di tempo. Inoltre, l'ingaggio di Dzeko da 11 milioni lordi circa, sommato all'’ammortamento residuo di 4.6 milioni, rappresenta comunque un costo inferiore rispetto a quanto impatterebbero sul bilancio in corso il prestito di Higuain o l'acquisto di Icardi. Insomma la Roma può permettersi di tenere Edin un anno e vuole tenere il punto fino in fondo. Dal canto suo Dzeko aspetterà un’altra settimana-dieci giorni prima di mettersi l’anima in pace e rinviare il trasloco alla prossima stagione. Se Schick andrà in Germania arriverà un sostituto (proposto Llorente), la priorità ora è un difensore centrale: entro giovedì le ultime chance per Alderweireld ma è durissima, l'alternativa in Italia è Pezzella che non convince appieno. Poi eventualmente si penserà anche a un terzino destro e a un esterno d'attacco, ma bisogna vendere tutti i giocatori fuori dai programmi. Piazzarli sta risultando molto più difficile del previsto.
Roma, Fonseca vuole un terzino destro: Hysaj o Zappacosta
CORRIERE DELLA SERA - Petrachi proverà a regalare a Paulo Fonseca anche un terzino destro. Una posizione che negli ultimi anni ha dato più di un problema agli allenatori romanisti. Nei giorni scorsi c’è stato più di un discorso con Mario Giuffredi, l’agente di Elseid Hysaj (e di Veretout). L’albanese è sul mercato ma il Napoli continua a valutarlo 20 milioni, troppi per la Roma che conta di abbassare il prezzo con il passare dei giorni, se sul calciatore non dovesse piombare il Tottenham. Dall’Inghilterra, nelle ultime ore, è rimbalzato il nome di Davide Zappacosta, vecchio pallino romanista in uscita dal Chelsea: è una delle operazioni più brillanti di Petrachi, che nel 2015 lo ha portato al Torino prelevandolo dall’Atalanta per 3.5 milioni e due anni dopo lo ha rivenduto al Chelsea a 25. C’è tempo fino a giovedì, quando il mercato inglese chiuderà: entro quella data il d.s. proverà a concludere col Tottenham per Alderweireld (l’alternativa è Pezzella della Fiorentina) e a cedere Olsen, che vuole giocare in Premier League.
Pressing, condizione, idee e gol: il cantiere Fonseca convince
GAZZETTA DELLO SPORT - La Roma sta seguendo un percorso in salita. Prima due amichevoli contro avversarie di Serie D (Tor Sapienza e Trastevere), poi tre contro formazioni di Serie C (Gubbio, Rieti e Ternana), quindi è uscita dalle porte di Trigoria ed ha affrontato in trasferta una squadra di Serie B (Perugia) e due giorni fa ha sfidato una rivale della Ligue 1 (il Lilla, lo scorso anno 2° alle spalle del Psg). Il saldo: 41 gol segnati e 5 subiti. Niente male, no? Detto che adesso l’asticella si alzerà ancora in vista della sfida di mercoledì contro l’Athletic Bilbao e (soprattutto) di quella di domenica contro il Real Madrid, in generale si può dire che il cantiere aperto da Fonseca sta cominciando a funzionare.
Si sa che l’allenatore portoghese, visto il buon calendario dei primi turni di campionato, intende fare una partenza forte per galvanizzare l’ambiente e dare autostima al gruppo. L’impressione, infatti, è che dal punto di vista fisico la squadra stia rispondendo bene. Non è un caso che nelle ultime due partite giocate la Roma sia andata in gol nel finale, mostrando – soprattutto contro il Lilla – una ripresa nettamente superiore alla prima frazione.
Un tweet di Wanda Nara accende il tifo sui social
CORRIERE DELLA SERA - «Insegneremo al mondo cos’è l’AMOR». È bastato un tweet criptico di Wanda Nara, per riaccendere le fantasie romaniste su Mauro Icardi. In molti tra i tifosi giallorossi, soprattutto sui social, hanno visto nella parola «amor» della moglie dell’argentino un riferimento alla Roma, destinazione che nei giorni scorsi gli è stata prospettata nell’ambito della trattativa per portare Dzeko all’Inter. Operazione, quella che riguarda il bosniaco, non più certa come qualche settimana fa.
In panchina l'arma in più per resistere alle follie
LA REPUBBLICA - BOCCA - Purtroppo per Conte, l'Inter va bene, tiene testa alle grandi squadre, qualche volta le batte persino. Come si dice, si vede la mano dell'allenatore che le ha dato forza e carattere. Potrebbe pure continuare così no? A Londra col Tottenham, finalista di Champions, l'Intersi è presentata inizialmente con Handanovic e D'Ambrosio, De Vrij, Skriniar — Candreva, Gagliardini, Brozovic, Sensi, Dalbert - Esposito, Perisic. Vale a dire l'Inter dello scorso anno, con Nainggolan e Icardi e in meno e con Sensi, preso in prestito dal Sassuolo e riscattabile a 25 milioni totali e il tenne Sebastiano Esposito in più. Un prestito dalla Primavera stessa dell'Inter e sorpresa di questa estate di attaccanti mancati. L'Inter sta affrontando una prova ad handicap, un test non tanto per la squadra quanto per Conte stesso. Un po'di infortuni, il turnover, qualche problema, ma soprattutto nessuno dei big che Zhang & C sembravano poter prendere con uno schiocco di dita e che invece, a oggi, sono ancora dove stavano prima: Lukaku al Manchester Utd e Dzeko alla Roma.
Purtroppo per Conte, lui stesso ha dimostrato che i soldi sono sì la via più breve per la soluzione di tutti i problemi, ma non per questo a nessuno va a genio buttarli dalla
finestra. Lui, il mister, può essere la soluzione: inventando calcio anche lì dove sembrerebbe impossibile. Nemmeno Suning che ha 20.000 dipendenti e 30 miliardi di dollari di fatturato, spende volentieri 85 milioni per Lukaku e 20 milioni per Dzeko (a
un anno dalla scadenza di contratto, quando si libererà a zero euro). Semplicemente perché
non li valgono, e perché non è obbligatorio adeguarsi alle follie della Premier o alle megalomanie dei giocatori e del loro procuratori che hanno reso impossibile il mercato. Che infatti al momento è indistricabilmente bloccato dalle richieste scandalose, dai reciproci
no, dai dispetti, dall'impossibilità di mettere d'accordo troppi club e troppi giocatori.
A prescindere dal caso Icardi, gestito con troppa disinvoltura ed eccessiva ingenuità — cosa credeva Marotta che l'argentino e Wanda Nara gli avrebbero steso un tappeto rosso? - l'Inter però ha cominciato anche a uscire delle trattative a senso unico. Antonio Conte pensava di essere arrivato finalmente nel paese dei balocchi e di poter davvero cenare in ristoranti da 100 euro, ma alla fine è dovuto ricorrere a tutto il mestiere appreso in 13 anni di carriera d'allenatore, da Arezzo all'Inter, passando per Bari, Atalanta, Siena, Juventus, Nazionale, Chelsea.
Campionato e Champions ci daranno un panorama meno da “Vamos alla Playa”, un attaccante o due l'Inter a Conte dovrà comprarli, ma lo farà con meno affanno e senza paura di rimanere a piedi. Intanto anche stasera si cena discretamente all'osteria...
Tante squadre imperfette tra eleganza e trasformismo
CORRIERE DELLA SERA - [..] L’ostacolo che ha reso lentissimo il mercato dell’estate è stata la folla di partecipanti. Il mercato di alto livello è già difficile con un acquisto per volta. Muovere insieme Icardi, Higuain, Dzeko, Dybala nello stesso caso è quasi impossibile. Finora ha pagato per tutti l’Inter, vittima dell’avversione della Juve ma anche di alcuni errori sorprendenti, il più serio quello di gridare con orgoglio di aver cacciato sia Icardi che Nainggolan. Così ha scoperto il gioco e dichiarato le sue difficoltà. Quale è stato il vantaggio? Forse accontentare Conte, ma è un po’ poco davanti al danno. Conte è un perfezionista elettrico, dagli ingressi travolgenti. Marotta è uno stratega da uno scalino alla volta, una lunga tela che solo verso la fine mostra la figura. Ho l’impressione che sia questa mancanza di simmetria tra lui e Conte a tenere l’Inter ancora ai margini. La stessa cosa vale per il confronto con Paratici. Anche lui è un rapido, ha più tattiche che strategie, ma pensa e colpisce quasi nello stesso istante. La mossa che ha messo in grande difficoltà l’Inter è stato lo scambio Spinazzola-Pellegrini perché senza muovere un euro ha pagato il bisogno di plusvalenze immediate che aveva la Roma e ha bloccato Dzeko a tempo indeterminato. L’Inter è lì che sta ancora cercando lo sconto. Questi sofferti cambiamenti degli altri stanno favorendo la competitività di due squadre diverse, Atalanta e Torino, non a caso già cresciute a luglio, e forse soprattutto del Napoli, tutte rimaste fondamentalmente se stesse. Non si tratta di considerarle in corsa con le altre, adesso è difficile capire qualunque insieme del campionato. Torino e Atalanta sono però due squadre molto più reali di un anno fa, hanno compiuto un giro di giostra, ora sanno come divertirsi.[..].