La Roma non molla Veretout, ma la Fiorentina non vuole contropartite
La Roma continua il pressing con la Fiorentina per portare in giallorosso il centrocampista Veretout. La società giallorossa vorrebbe inserire nell'affare anche una contropartita tecnica (molto probabilmente Defrel) ma la Fiorentina, come riferisce Sky Sport, al momento prenderebbe in oconsiderazione solo cash. Anche il Milan segue Veretout, ma la Roma sembra essere in vantaggio sul giocatore visto l'interesse dei rossoneri di trattare inserendo due contropartite tecniche (Biglia e Cutrone).
Voci di mercato per Fuzato. Piace a tre club italiani
Daniel Fuzato, dopo una prima stagione alla Roma con sole 4 presenza in Primavera, potrebbe avere la sua prima vera esperienza da titolare ma lontano dalla Capitale. Sul portiere infatti, come riferisce tuttomercatoweb.com, vi sarebbe l'interesse di tre club italiani. Due sono di Serie B (Trapani e Venezia che attende confereme sulla presenza in cadetteria) e l'altro è il Padova in Serie C. Fuzato con molta probabilità potrebbe essere girato in prestito ad uno di questi club per acquisire minuti ed esperienza.
La Roma segue il terzino Diego Palacios, ma in pole c'è il Barcellona
La Roma segue con attenzione Diego Palacios, 19enne terzino ed all'occorrenza esterno sinistro dell'Aucas. Dopo il prestito al Willem II (Olanda), il giocatore è rientrato in patria ma è destinato all'addio. Su di lui, come riferisce su Twitter il giornalista Francesco Guerrieri del Corriere della Sera, non c'è solo la Roma ma anche il Torino ed il Barcellona. Il club spagnolo sembra essere in pole position per il giocatore.
Pista sudamericana per il #Torino: l'alternativa (+ economica) a #Verdi è il classe '99 Diego #Palacios. Piace anche alla #Roma, ma in pole c'è il #Barcelona #calciomercato @cmdotcom
— Francesco Guerrieri (@francGuerrieri) 3 luglio 2019
Ag. Izzo: "La Roma sarebbe perfetta, ma non mi risultano loro offerte"
La Roma, non è notizia di oggi, ha nel mirino il difensore Armando Izzo. Il gocatore del Torino, per cui è stata già rifiutata un'offerta giallorossa, resta uno dei nomi in cima alla lista del DS Petrachi. Paolo Palermo, agente di Izzo, ha però smentito qualsiasi contatto con la Roma ai microfoni di Tele Radio Stereo:
"Sarebbe la squadra perfetta, ma non mi risultano loro offerte per Armando".
Bruno Peres nel mirino dello Spartak Mosca
Attualmente in prestito al San Paolo, che terminerà a dicembre, il terzino Bruno Peres potrebbe salutare anticipatamente i brasiliani. Infatti, come riferito da goal.com, il brasiliano di proprietà della Roma piace allo Spartak Mosca che lo vorrebbe tra le proprie file. La Roma è disposta a cedere il giocatore con il club brasiliano che non si opporrebbe ad una partenza anticipata.
Barella e Zaniolo, i dubbi dei Nicolò
INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - "Nomen omen", ovvero "un nome, un destino": potrebbero essere riassunte con questo popolare modo di dire della lingua latina le ultime ore di mercato della Roma. Il nome in questione è Nicolò, che lega a doppio filo due giovani talenti italiani come il cagliaritano Barella e il giallorosso Zaniolo.
Oltre all'età verde e alla nazionalità, i due centrocampisti sono accomunati anche dai diversi dubbi emersi in merito al loro futuro romanista.
Nicolò Barella, classe 1997, è reduce dalla seconda stagione consecutiva da assoluto protagonista nella squadra della città dove è nato e cresciuto: il Cagliari. Nonostante gli apprezzabili tentativi dell'ambizioso presidente dei sardi, Giulini, sin da questa sessione di calciomercato, il ragazzo è destinato ad abbandonare la casa madre per trasferirsi in una squadra che gli possa permettere di lottare per vincere dei trofei. In prima fila, da diverse settimane e soprattutto da quando Antonio Conte ha deciso di legarsi ai colori nerazzurri, c'è l'Inter del colosso Suning, forte dell'accordo economico raggiunto con Barella e del totale gradimento del ragazzo, ma a tutt'oggi non in grado di soddisfare le richieste del Cagliari.
Vista tale situazione, negli ultimi giorni sul centrocampista si è inserita prepotentemente la Roma del nuovo ds Gianluca Petrachi; come testimoniato da Giulini non più di quarantotto ore fa, infatti, "nel frattempo abbiamo chiuso con la Roma, che ci ha fatto un’offerta ancora più importante e siamo soddisfatti. Quindi a questo punto, dato che è una cosa recente, credo sia legittimo che Niccolò si prenda un paio di giorni per decidere bene il suo futuro".
Proprio qui iniziano i problemi per la società capitolina, che nonostante una proposta contrattuale con cifre superiori rispetto a quelle dell'Inter, appare destinazione lasciata in secondo piano dal ragazzo sardo, proiettato unicamente sul raggiungimento della città meneghina grazie alla presenza in panchina di mister Conte. Ecco la differenza che può fare sin da subito in un club un top coach, nonostante l'ingente sforzo economico (da oltre dieci milioni di euro all'anno) effettuato da Suning per portare l'ex Juventus sulla panchina della propria società: elemento che, forse, da queste parti non è stato capito.
In casa Roma, non resta che aspettare e sperare; Nicolò Barella, infatti, è sicuramente uno dei migliori prospetti del calcio italiano e poterlo annoverare tra le proprie fila nella prossima stagione insieme ad altri talenti del football nostrano come Pellegrini e Zaniolo sarebbe arma non da poco per il nuovo mister Paulo Fonseca.
Per un Nicolò poco convinto di sposare la causa giallorossa, intanto, ce n'è un altro indeciso sulla sua permanenza all'interno della rosa romanista: si tratta di Nicolò Zaniolo.
Al termine di una stagione che ne ha segnalato l'esplosione nel grande calcio, l'ex Inter si è ritrovato con offerte da parte di molte tra le migliori compagini a livello europeo, Juventus su tutte. Nel frattempo, da Roma sono andati via sia Daniele De Rossi, in base a quanto raccontato dallo stesso Zaniolo un compagno fondamentale per il suo adattamento nella Capitale a partire dalla scorsa estate, sia Francesco Totti, colui che parlò per primo con il ragazzo dopo che si era concretizzato il suo arrivo alla corte dell'allora tecnico giallorosso Eusebio Di Francesco, promettendogli un ruolo importante in rosa e predicendogli un futuro luminoso.
Aspetti non da poco per un giovane di appena vent'anni alle prese con le sirene di formazioni che farebbero sognare chiunque.
Di sicuro, qualora decidesse di restare e magari rinnovare il proprio contratto con il club di Viale Tolstoj, Nicolò Zaniolo sarebbe uno dei punti fermi della nuova, giovane e italiana Roma di Fonseca. Basterà tutto ciò a trattenerlo nella Capitale? Chi vivrà, vedrà.
Comunque vada a finire, resta un dato sconcertante: la progressiva perdita di appeal del club giallorosso, anche 'grazie' alle strategie societarie in sede di calciomercato, ormai considerato dagli atleti non un punto di arrivo ma un mero trampolino di lancio verso lidi migliori.
Soltanto quattro anni fa, la Roma di Walter Sabatini riusciva a convincere campioni del calibro di Salah e Dzeko, oltre a un allenatore come Luciano Spalletti, ad approdare tra le proprie fila; oggi, invece, la costante è quella delle porte sbattute in faccia.
In merito alla panchina, tale leitmotiv è iniziato con Antonio Conte a metà dello scorso maggio, proseguito poi con Maurizio Sarri (ovviamente più convinto dalla proposta juventina) e infine addirittura con il mister dell'Atalanta Gian Piero Gasperini: uno schiaffo dietro l'altro.
Dal punto di vista dei calciatori, invece, oggi la Roma sembra appetibile principalmente per giovani di belle speranze alla ricerca del definitivo salto di qualità oppure per ragazzi che devono rilanciarsi dopo anni difficili (vedi Diawara).
Nella speranza che il club possa invertire tale tendenza e smentire dei dati attualmente incontestabili sin dalla sessione di mercato attualmente aperta, per i tifosi non resta che attendere tempi migliori.
InsideRoma Daily News: Barella si allontana, torna Strootman? Quasi fatta per Mancini, ma la priorità è il portiere
NOTIZIE DEL GIORNO | 3 LUGLIO 2019
MERCATO
Giorni intensi di mercato per la i dirigenti della Roma, che vogliono costruire la rosa che il mister Paulo Fonseca guiderà nel prossimo campionato.
Dopo gli arrivi di Leonardo Spinazzola e Amadou Diawara, si continua a tenere d’occhio Gianluca Mancini dell’Atalanta per rimpiazzare Kostas Manolas. Per il nerazzurro l’offerta è di 21 milioni più bonus, con la trattativa che potrebbe chiudersi a breve. Sempre per il reparto difensivo piace German Pezzella, in uscita dalla Fiorentina.
Priorità per il portiere, con la Roma che continua il pressing per Pau Lopez del Betis. In stand-by Marc Bartra, per il quale la trattativa potrebbe essere ripresa più avanti.
Sembra definitivamente sfumato Nicolò Barella, vicinissimo all’Inter. Per sostituirlo il DS Petrachi continua a provarci per Jordan Veretout, per cui si era pensato di inserire Gregoire Defrel come contropartita, ma la Fiorentina vuole solamente cash. Torna in auge il ritorno di Kevin Strootman, che la Roma ha cercato e che il Marsiglia cederebbe solo per 25 milioni (cifra spesa per acquistarlo lo scorso anno). La Roma però vorrebbe abbassare la cifra inserendo una contropartita.
In attacco piace il senegalese Ismaila Sarr del Rennes, che però ha una valutazione di 39 milioni e piace anche all’Arsenal. Spunta anche l’ipotesi Nabil Fekir del Lione, ma solamente in caso di partenza di Nicolò Zaniolo. Per il dopo Edin Dzeko piace sempre Gonzalo Higuain, che però non vorrebbe lasciare la Juventus.
In uscita piacciono i brasiliani Daniel Fuzato e Gerson. Per il portiere vi è l’interesse di Trapani, Venezia e Padova. Gerson, invece, fa gola al Flamengo che vorrebbe sfruttare i dubbi del giocatore sul trasferimento in Russia alla Dinamo Mosca. Ha voglia di Roma il centrocampista Javier Pastore, che ha rifiutato due offerte dalla Cina pur di rimanere nella Capitale.
L'alleanza con la Juve non è più Inter-detta
IL MESSAGGERO - ANGELONI - «Stiamo lavorando per costruire una Roma che stia stabilmente tra le prime. Quando guardi alla Serie A da fuori, pensi alla Juventus: il nostro obiettivo è dire noi vogliamo essere in ogni Champions League per i prossimi 20 anni'. Dobbiamo costruire il sistema per stare sempre lì: essere primi il prossimo anno è il modo migliore per far contento qualcuno, ma non è quello per creare una squadra di livello mondiale», questo non esce dal canale ufficiale della Juventus, sono le parole di Jim Pallotta, anno 2013. Lontano anni luce dai tempi in cui Franco Sensi si rifiutava di trattare con Moggi, che per lui era solo un «impiegato», semmai voleva confrontarsi, da presidente, al massimo con Giraudo. Era il periodo della guerra fredda, retaggio degli anni 80, quelli di Dino Viola, e anche prima, quando il bianconero non si sposava mai con il giallorosso. Sensi si vide scippare dall'impiegato, che lavorava per lui, Paulo Sousa e Ferrara, che portò con sé alla Juventus. Poi, si vide sottrarre Emerson, affrontò il no per Davids.
DAI DISPETTI IN POI - Ogni trattativa era sudata, mai dal finale scontato. Oggi la Juvenecessariamente è un modello, per i risultati e per la gestione aziendale. Un modello da rincorrere, con le dovute differenze di anima: il romanista non sarà mai amico della Juventus, per storia, per indole, per tanto. Ed è chiaro che se la Juve di Conte entra a Trigoria per fare un ritiro pre-Coppa, il tifoso si arrabbia. E gliene frega il giusto se Vucinic passa dalla Roma alla Juve, se Pjanic fa lo stesso, così come Luca Pellegrini. Szczesny ci è finito dall'Arsenal, ma non ha avuto certo una crisi di coscienza per essere finito dal nemico, che gli importa, a Roma ha giocato due anni ed è pure polacco. Come Boniek, che ha fatto il percorso inverso e per tanti anni è stato un odiatore della Juve di Moggi. Che dire poi di Spinazzola, che dal bianconero vestirà il giallo e rosso? Il feeling di mercato con i bianconeri va a scapito della vecchia alleanza con l'Inter, con cui anche nell'ultimi anni - e succedeva pure molto tempo fa - si erano scambiati affari comodi. Oggi con l'Inter ci si fa il dispettuccio: Dzeko, Barella, Florenzi. Da quando Conte ha parlato di «mancanza di condizioni» per allenare la Roma, la sensazione che qualcosa sia cambiato, peggiorato, c'è. Ed è forte. Le sponde con la Juve sono in piedi anche per i buoni rapporti tra Paratici, ds della Juventus, e Petrachi, ds della Roma.
QUALCOSA È CAMBIATO - In ballo ci sono Higuain in entrata, Zaniolo in uscita (oggi discueterà il rinnovo con la i giallorossi). E, appunto, quel Barella trattato dalla Roma, che pensa al suo bene ma pure a dare un dispiacere all'Inter di Conte (la Juve non si dispiacerà per questo, eventualmente, magari potrebbe rimandare Pellegrinini Sardegna). Barella oggi finisce con l'essere il pomo della discordia tra Roma e Inter. Togliere il calciatore ai nerazzurri non è impresa facile, ma rientra in questo meccanismo di giochi e alleanze. Che a Roma non sono mai andate di moda.
Roma in Barella: dal Cagliari ultimatum all'Inter, e i giallorossi tornano a sperare
LEGGO - BALZANI - «L'accordo con la Roma per Barella è totale. E poi l'Inter non la sento da 20 giorni». Il proclama di Giulini, presidente del Cagliari, è così forte da far stappare già le bottiglie di Champagne nella capitale. Il colpo Barella, infatti, rappresenterebbe una svolta totale sul mercato giallorosso in un ruolo appena lasciato orfano da De Rossi. Il condizionale, però, è d'obbligo perché se è vero che l'offerta giallorossa (35 milioni più il cartellino di Defrel e il prestito di Riccardi) piace tanto al Cagliari, quello di Giulini sembra un ultimatum all'Inter che dalla sua ha da tempo il sì di Barella (e forse qualcosa in più) e che sta studiando il rilancio finale. «Avevamo un accordo con l'Inter dall'11 giugno sulla parte fissa, c'erano solo i bonus da discutere - ha aggiunto il presidente sardo a margine dell'assemblea di Lega -. Sono venti giorni che non li sento, a questo punto non so se sono più interessati al giocatore. Nel frattempo abbiamo chiuso con la Roma che ci ha fatto un'offerta ancora più importante e siamo soddisfatti. Quindi a questo punto, dato che è una cosa recente, credo sia legittimo che Niccolò si prenda un paio di giorni per decidere bene il suo futuro. Lui non ha accordi con nessuno». In effetti l'azzurro non muore dalla voglia di andare all'Inter. Anzi la soluzione Roma lo intriga per tre fattori: il ruolo di leader al fianco di due compagni di nazionale come Pellegrini e Zaniolo, l'ingaggio più alto (3 milioni più bonus) e soprattutto il parere favorevole della famiglia che ama la capitale e avrebbe la possibilità di stare più vicino a Nicolò e alle due nipotine piccole. Al tempo stesso l'Inter gli offrirebbe la possibilità Champions e maggiori ambizioni di vittoria. La sensazione è che in caso di rilancio interista (50 milioni cash) Barella finirà a Milano, ma il ragazzo in queste ore non forzerà la trattativa. Tra i due litiganti, però, occhio all'incomodo. Perché proprio ieri è stata recapitata una terza offerta all'entourage di Nicolò da parte di un top club europeo. Nei giorni scorsi si era parlato tanto del Psg, ma anche il Real Madrid ha messo gli occhi sul talento sardo per il dopo Modric. Il giallo si infittisce sempre più, ma l'uscita alla scoperto di Giulini permette alla Roma di sognare nelle prossime 48 ore. Nel frattempo Lorenzo Pellegrini firmerà il rinnovo da 3 milioni eliminando la clausola rescissoria («Vuole restare, si sente responsabilizzato dalle parole di Totti», ha detto ieri il suo agente) mentre in difesa è ballottaggio tra Bartra e Lyanco per il dopo Manolas. Affari minori: Celar passa in prestito al Cittadella, Frattesi verso il ritorno nella capitale. «Voglio riportare la Roma in alto», la prima promessa di Spinazzola mentre Diawara sbarcherà a Trigoria a Coppa d'Africa finita.
Il mercato si sbilancia
IL MESSAGGERO - TROTTA - Dai freddi numeri ad un calciomercato più tattico. Come uno speciale strutturato in due puntate, si entra nel vivo della seconda parte della sessione estiva di trattative, quella che ha aperto ufficialmente ieri con le operazioni che verranno contabilizzate nel prossimo bilancio. Le valutazioni saranno quindi un po' più vicine a quelle reali e meno generose, come è avvenuto nel mese di giugno, in cui Inter, Juve e Roma hanno seguito strategie diverse per inserire nel resoconto preziose plusvalenze. E in cui i tifosi si sono trasformati in esperti di finanza, per decifrare le mosse dei club impegnati nelle coppe e quindi obbligati a rientrare nei parametri del fair play finanziario entro il 30 giugno (scadenza che coincide con la fine della stagione sportiva). Come? I nerazzurri hanno replicato le operazioni dello scorso anno 2018, realizzando circa 50 milioni di euro con i trasferimenti di numerosi baby, tra cui Pinamonti (18 milioni).
AMICIZIE - I bianconeri si erano invece portati avanti con il lavoro a gennaio, per stringere poi una sinergia con la Roma che ha ispirato il conveniente scambio Spinazzola-Pellegrini. In sintesi: entrambi i calciatori sono stati valorizzati per permettere ai due club di inserire nel vecchio bilancio plusvalenze ghiotte pari a 26,6 (esterno umbro), 22 (terzino romano). Così, la Juve ha chiuso il resoconto 2018-2019 con 113 milioni di plusvalenze, mentre la Roma con quasi 130 considerando anche le cessioni di Strootman e Alisson. Le rivalità del campo spariscono quindi davanti agli impegni contabili, necessari per la sopravvivenza delle società. Basti pensare anche all'operazione Icardi-Dybala impostata ma poi bloccata dal no della Joya - da Inter e Juve per inserire un valore deciso a tavolino, in grado di far sorridere entrambi i bilanci. Quello della Roma intanto sorride soprattutto grazie alle cessioni dei big. A giugno è stato il turno di Manolas, passato al Napolitramite il pagamento della clausola ma anche a fronte di una valutazione importante di Diawara, inserito ovviamente nel nuovo bilancio. La missione plusvalenza si fa comunque più facile se vengono trasferiti presso un'altra società i giovani di casa.
PARAMETRI 3.0 - Non sempre, però, l'under 21 di turno ama essere venduto in giro per l'Italia con affisso il cartello professione plusvalenza. E quindi si creano alcuni intoppi. Oppure viene agevolato un trasferimento a fronte di un ingaggio importante, considerando che le cessioni successive saranno molto più complicate quando viene assegnato un valore fuori mercato. Alcuni esempi: Mandragora all'Udinese per 20 milioni e il fragile Sturaro al Genoa per 18. La Juventus si conferma anche una delle regine in tema parametri zero. Meglio specificare tra apici perché gli svincolati 3.0, tra commissioni ed ingaggi, sono sempre più costosi. Basta ricordare i 16 milioni incassati dagli agenti di Emre Can, i 10 promessi alla mamma di Rabiot e i 10 ai manager di Ramsey. Gli ultimi due arrivi faranno poi salire ancora di più il monte ingaggi con stipendi sui 7 milioni a stagione più bonus, tra i più ricchi dopo ovviamente Cristiano Ronaldo e il prossimo sposo bianconero, de Ligt.
La società col Telefono Azzurro
LEGGO - BALZANI - Certe iniziative valgono più di un colpo di mercato. La Roma ha avviato una collaborazione con il Telefono Azzurro in Italia e con il National Center for Missing and Exploited Children negli Usa per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei bambini scomparsi. Come? Facendo comparire, sui profili social ufficiali, al fianco dei nuovi acquisti le foto di 7 bimbi e l’ultimo luogo dove sono stati avvistati.
Insuperabili: Sarri con due play più Chiellini. Manolas-Koulibaly che bunker. A Roma servono rinforzi
GAZZETTA DELLO SPORT - Bello sognare che il prossimo scudetto sarà deciso a centrocampo, in nome dell’emergente filosofia «giochista». Ma nessuna delle nostre grandi rinuncia alla difesa. (...) Quello dell’Inter è un reparto fisicamente impressionante, senza eguali in Europa. Minaccia di dominare l’area di Handanovic (chi gli farà gol di testa?) ma sarà pericoloso anche in attacco, soprattutto sui calci piazzati. Come nella Juve. è immaginabile che Conte faccia partire la manovra dalla nuova Bbc (la Gds?), anche se manca un Bonucci, in appoggio a Sensi chiamato a impostare basso come Pirlo. In panchina, aspettando la crescita di Bastoni, non si vedono alternative all’altezza. Sarri avrebbe tutto per una difesa a tre che, però, non è nelle sue corde tattiche. Quindi, salvo shock di mercato, uno tra Bonucci, De Ligt (vero play) e Chiellini riposerà, dosando energie e impegni. Il capitano può essere risparmiato in vista di gare decisive nelle quali resta insostituibile, con tutto il rispetto per il futuro che attende De Ligt. (...) In fase d’impostazione il cambio Albiol-Manolas dovrebbe avere un saldo negativo, ma in compenso l’ex romanista porterà velocità nei recuperi e «cattiveria» in marcatura. Lui e Koulibaly, forse il più forte difensore di Serie A, sono compatibili e non dovrebbero tardare a intendersi. La crescita totale di Fabian Ruiz creerà con Koulibaly un asse sul quale Ancelottiimposterà la manovra. Panchina ricca: Maksimovic, Chiriches, il promettente Luperto. (...) In casa Atalanta partirà Mancini che farebbe comodo alla Roma (come l’altro obiettivo Bartra): perso Manolas, Fazio al momento avrebbe un compagno più solido in Kolarov, con Spinazzola a sinistra, piuttosto che in Juan Jesus, ma urge mercato. (...)