Barella aspetta e spera. Giulini: "Accordo fatto con la Roma"
GAZZETTA DELLO SPORT - Più che una partita a scacchi, sembra una guerra di nervi. E l’assemblea di Lega di ieri a Milano non ha rasserenato gli animi. La tensione resta alta e la risoluzione dell’affare Barella è tutt’altro che scontata. Da una parte c’è il Cagliari che fa il suo gioco, ha in mano un gioiello e la sua cessione potrebbe influire parecchio sul futuro e sulle casse del club. Dall’altra ci sono Inter e Romaseparate da un muro, come evidenzia anche la fine di ogni discorso legato al passaggio di Dzekoalla corte di Conte, ora in ghiacciaia. L’Inter ha fatto la sua mossa per prima e ha sempre ritenuto congrua la sua offerta (36 milioni più 4 di bonus ed eventuale prestito di un paio di giovani), ribadendo che non ha intenzione di partecipare ad aste. La Roma ha effettuato di recente il controsorpasso, formulando l’offerta più convincente - e conveniente – al presidente Giulini: 35 milioni più Defrel. (...) Ma Barella la sua scelta l’ha fatta da tempo e vuole l’Inter, affascinato dal progetto Conte e dalla possibilità di essere subito protagonista in Champions. Ma il miglior alleato dei nerazzurri pare anche il suo agente, Alessandro Beltrami, che cura gli interessi pure di Nainggolan, il cui futuro in nerazzurro è in forte bilico. (...) La Roma invece resta in attesa di capire se Barella ha davvero voglia di affrontare questa sfida. Il giocatore a Trigoria piace e molto, come dimostra l’offerta di 35 milioni più Defrel, che il Cagliari aveva cercato già in precedenza insieme a Luca Pellegrini (finito poi alla Juve). Con il sì di Barella i dirigenti romanisti si metteranno a tavolino con giocatore e agente per cercare di soddisfare le sue richieste (quasi tre milioni a stagione più bonus). (...)
Roma, con Diawara è un centrocampo che colora il futuro
GAZZETTA DELLO SPORT - Dal 5 luglio molto probabilmente tanti tifosi giallorossi torneranno a seguire con maggiore interesse la Coppa d’Africa, attualmente in svolgimento in Egitto. Perché negli anni passati la gente romanista la seguiva per le folate di Gervinho o le magie di Salah, adesso lo farà per scoprire ancora più da vicino le doti di Amadou Diawara, 21 anni, il centrocampista guineano che da ieri è ufficialmente il secondo rinforzo dell’estate giallorossa. (...) «Seguivamo Diawara da tempo, un ragazzo che ha messo in luce già da qualche anno il suo talento in Italia – ha detto Guido Fienga, il Ceogiallorosso – Gli diamo il benvenuto nella Roma, con l’augurio di rendersi protagonista con la nostra maglia». Quando, però, ancora non si sa, proprio a causa della Coppa d’Africa. Dovesse arrivare fino in fondo, la Guinea giocherebbe eventualmente la finale il 19 luglio, a cui bisognerebbe aggiungere poi almeno un paio di settimane di vacanze. Insomma, nella peggiore delle ipotesi Diawara si metterà a disposizione di Paulo Fonseca ad inizio agosto. Se invece la Guinea dovesse uscire prima, è possibile succeda anche a fine luglio (...) Con la certezza di Diawara e il sogno di portare a casa anche Nicolò Barella, la Roma punta a costruire un centrocampo forte, giovane e dinamico. Capace di essere aggressivo il giusto, ma anche di qualità nella fase di costruzione. Un centrocampo che, tra l’altro, sarebbe anche giovanissimo, considerando che Diawara ha 21 anni, Barella 22 – se il cagliaritano dovesse arrivare davvero in giallorosso – Zaniolo 20 (proprio oggi), Pellegrini 23 e Cristante 24. (...) Sta lavorando anche Gianluca Petrachi, che ieri ha preso conoscenza delle strutture di Trigoria e che stasera, invece, si incontrerà con Claudio Vigorelli, l’agente dello stesso Zaniolo. Sul tavolo c’è il rinnovo del contratto del jolly giallorosso, che dovrebbe passare dagli attuali 300mila euro a circa 2 milioni a stagione. La Roma proverà ad arrivarci gradualmente e inserendo dei bonus, anche non difficili da raggiungere, mentre Zaniolo vorrebbe guadagnarli già di default. Subito. Si troverà un’intesa, non è difficile immaginarlo. (...)
Serie A al via il 24 agosto, si studia un nuovo sorteggio
GAZZETTA DELLO SPORT - Ora è ufficiale: la Serie A 2019-20 scatterà nel weekend del 24-25 agosto per concludersi il 24 maggio e non avrà il Boxing Day. Per la verità, le date della prossima stagione erano state decise ad aprile dal consiglio di Lega, che è competente in materia; ieri è arrivata la ratifica dell’assemblea. Una ratifica rapidissima, senza riaprire vecchie ferite dal momento che la scelta era stata già compiuta. (...) La grande novità, però, è un’altra: dopo una sola stagione, si dice addio al Boxing Day. Nel 2017-18 c’era stato un primo esperimento, con la Serie A in campo il 23 e 30 dicembre e il 6 gennaio; nel 2018-19 campionato a Santo Stefano, oltre al 22 e 29 dicembre, con ripresa il 20 gennaio. Quest’anno si torna all’antico. L’ultimo turno prima della pausa natalizia è in programma il 22 dicembre, poi la sosta, quindi il ritorno in campo il 5-6 gennaio. Via Rosellini ha deciso così per una forma di rispetto per le tradizioni del Paese: niente feste dissacrate dal pallone, anche perché i risultati in termini di pubblico e audience non erano stati molto brillanti. Nel 2019-10 ci saranno tre infrasettimanali: 25 settembre, 30 ottobre e 22 aprile. Ci si fermerà quattro volte per gli impegni della Nazionale: 8 settembre, 13 ottobre, 17 novembre e 29 marzo. Restano da ufficializzare sede e data della Supercoppa italiana, che vedrà in campo Juventus e Lazio. (...) Guardando alla nuova stagione, adesso la data da cerchiare in agenda è quella del varo del calendario: 29 o 30 luglio, con lo show negli studi di Sky. Qualche giorno ancora e si avrà l’ufficialità. L’amministratore delegato della Lega Luigi De Siervo sta studiando possibili modifiche al sorteggio del calendario. Un’idea sarebbe quella di far cessare la corrispondenza tra le giornate di andata e di ritorno, con una sorta di doppio sorteggio, in modo da ravvivare gli incroci delle squadre. La Premier, per esempio, cambia l’ordine delle giornate di ritorno rispetto a quelle di andata. La Serie A si spingerebbe oltre rimescolando anche le sfide di ogni turno.
La bandiera Conti allunga: altri 3 anni in giallorosso
GAZZETTA DELLO SPORT - La firma materiale non è ancora arrivata, ma nelle prossime ore Bruno Conti siglerà il nuovo contratto che lo legherà alla Roma per altri tre anni: resterà responsabile delle Academy. (...) Continua così, dopo 25 anni, l’avventura dirigenziale di Conti, uno dei simboli della storia giallorossa. Portò a Trigoria De Rossi, Aquilani e centinaia di giocatori dal 1994 fino al 2005, quando con Rosella Sensi iniziò ad occuparsi anche della prima squadra, prendendo l’ultimo allenatore capace di vincere a Roma, ovvero Luciano Spalletti. (...)
Né Totti né De Rossi a Trigoria. L’anno zero è cominciato
GAZZETTA DELLO SPORT - Per la prima volta dall’agosto 1989, né Francesco Totti né Daniele De Rossi sono più tesserati della Roma. La giornata di ieri allora in questo senso è stata a suo modo storica, che qualche tifoso ha ricordato sui social e nelle radio con nostalgia. Per citare Spinazzola, questo è l'”anno zero” dei giallorossi. (...) Fonseca sapeva della situazione ambientale complicata che avrebbe trovato nella Capitale, ma l’entusiasmo suo e del suo staff è convinto di poter riportare positività. Ad aiutarlo ci sarà il team manager Gianluca Gombar, insieme allo storico collaboratore del tecnico portoghese, Vitaliy Khlivnyuk. A fare da collante tra l’ex tecnico dello Shakhtar e il club ci sarà De Sanctis, promosso a vice di Petrachi. L’ex portiere lavorerà dunque anche con Longo e Cavallo, stretti collaboratori del ds pugliese.
Renzi e le "chiacchiere" sulla vendita al Qatar
IL TEMPO - MAGLIARO - Rilievo penale, zero. Concretezza, anche meno di zero. Più o meno, chiacchiere da ristorante. Però chiacchiere fra signori che contano: Luca Palamara e Luca Lotti. In mezzo a un turbine di chiacchiere, ci finisce la As Roma, lo Stadio di Tor di Valle e la presunta vendita della stessa Società al Qatar. Stando ai brogliacci delle intercettazioni, pubblicati ieri su La Verità, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, mentre Lotti e Palamara discutono di nomine e di intrighi politici stile House of Cards, a un certo punto sbuca fuori dal nulla un pezzetto di chiacchierata sulla Roma e sullo Stadio.
Varicordato che Luca Lotti, da ministro allo Sport nel governo Gentiloni, fu l’autore della famosa telefonata in Regione Lazio che sbloccò, il 5 dicembre 2017, la Conferenza di Servizi arenatasi sulla vicenda del Ponte di Traiano. In quell'occasione, Lotti promise, la copertura
del Governo alla realizzazione del Ponte. Tornando alla chiacchierata fra Lotti e Palamara, nel racconto viene coinvolto anche l'ex premier, Matteo Renzi. Tornando a casa, Palamara, intercettato, racconta alla moglie che Lotti gli avrebbe riferito che Renzi si stava adoperando («sta facendo da intermediario») per far passare di mano la Roma da Pallotta al Qatar. Siamo nei giorni in cui sui giornali gira vorticosamente la notizia di questa presunta trattativa, una trattativa mai nata e subito smentita dalla Roma (Pallotta: «E tutto falso»). E visto che Renzi era stato in Qatar riciccia l’idea della vendita con riferimento anche allo stadio: «Ma lo stadio si fa o no» avrebbero chiesto i qatarioti. E Renzi a Lotti - ma stiamo a quanto Palamara riferisce alla moglie - avrebbe detto che non si può garantire per lo Stadio per la contrarietà («il problema») di «Franco Caltagirone». Non fosse per il calibro degli intercettati, sarebbero giusto chiacchiere da bar.
Spinazzola: "Io simpatizzante giallorosso grazie a Batistuta"
IL MESSAGGERO - «Credo che questo sia un anno zero per la Roma». Leonardo Spinazzola ci ha messo poco a capire il mondo di cui farà parte nonostante il suo passato fatto di vittorie e trofei: «Vedremo dove arriveremo, a breve c’è il raduno e incontreremo il nuovo allenatore. Sarà un progetto che prevede giocatori giovani e italiani: quindi piano piano dobbiamo formare prima il gruppo, poi vediamo il campo cosa dirà. Obiettivi personali? Fare un grande campionato, come nelle mie ultime tre stagioni. Sin da piccolo ho sempre avuto una simpatia per la Roma, da quando c’era Batistuta…Io esultavo come lui».
La corte dei tifosi a Barella: “Sarai il pilastro della rinascita”. Ok a Diawara. Higuain, si tratta
LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Il Cagliari mette pressione a Nicolò Barella (e all’Inter), annunciando di aver trovato un accordo con la Roma («Ci hanno fatto un’offerta ancor più importante e abbiamo chiuso, ora il ragazzo si è preso un paio di giorni per decidere», le parole di Giulini, presidente dei sardi). Ora tocca al ragazzo dire la sua ma soprattutto ai nerazzurri, messialle strette dal contropiede di Petrachi, che ha rilanciato (34 milioni più Defrel per il cartellino), arrivando ad offrire 500 mila euro di più al centrocampista rispetto al club di Milano (3 milioni più bonus). Potrebbe non essere sufficiente, visto che Barella è da tempo d’accordo con Conte e sembra complicato possa cambiare idea. Un braccio di ferro nel quale si infilano i tifosi della Roma, intenzionati ad aiutare il club di Trigoria nel convincere il ragazzo. Da giorni, infatti, sotto all’ultimo post pubblicato dal ventiduenne su Instagram, si sono accumulati una valanga di messaggi di sostenitori giallorossi, per quello che sarebbe considerato un vero crac di mercato. «Vieni alla Roma, campione», «Ti aspettiamo a braccia aperte», «Fai come Nainggolan e scegli noi», «Sarai il pilastro della nostra rinascita»: tantissimi gli appelli di questo tenore, corredati da cuori giallorossi in abbondanza. Nicolò tace, mentre, tra tanti dubbi, si gode le vacanze dopo l’Europeo Under 21 insieme alla moglie Federica con la quale ha già due bambine, Rebecca e Lavinia. Un’attesa che i tifosi (e Fonseca) sperano di non dover prolungare troppo, mentre da ieri si è ufficialmente conclusa, con l’arrivo di luglio, l’era di Totti e De Rossi. I contratti di entrambi sono scaduti il 30 giugno e, per la prima volta dopo vent’anni, ci sarà un raduno senza nessuno di loro due (ha rinnovato invece Bruno Conti, ancora come responsabile delle Academy giallorosse). Oltre al sogno Barella, e all’annuncio di Diawara (pagato 21 milioni di euro al Napoli, e quinquennale a 2,2 milioni a stagione, mentre è impegnato in coppa d’Africa), c’è la questione legata a Higuain. La Roma deve prima sbloccare il trasferimento di Dzeko all’Inter (indispettita per la vicenda Barella), e poi può concentrarsi sulla possibilità di portare l’argentino nella capitale in prestito il primo anno, pagando metà stipendio (intero è 9 milioni). Per liberarsi dell’attaccante, la Juve gli allungherebbe infatti il contratto a 4 anni, spalmando l’ingaggio che diventerebbe di 4,5 a stagione. Il ragazzo sarebbe intenzionato ad accettare solo dietro il pagamento di una buonuscita da 2 milioni, con la Juve che non si vuole piegare a tale richiesta.
Intrighi di mercato
CORRIERE DELLA SERA - Una lunga estate che si annuncia caldissima. Il mercato è appena cominciato e già mette in fila una serie di storie intricate che rischiano di trasformarsi in tormentoni. (...) Sarà il mercato delle stelle e il fatto che le tre grandi del Nord, Juventus, Inter e Milan, abbiano cambiato allenatore e lo abbia fatto anche la Roma, significa che è lecito aspettarsi ribaltoni e non semplici aggiustamenti. Il primo caso, il più urgente, quello di queste ore, gira intorno a Nicolò Barella, titolare della Nazionale di Mancini. Un centrocampista di qualità, che sembrava destinato all’Inter, ma il cui futuro non è ancora scritto. «L’11 giugno avevamo trovato l’accordo con i nerazzurri sulla parte fissa (36 milioni, ndr) che è la cosa più difficile, ma da venti giorni non si fanno più sentire. Nel frattempo abbiamo trovato l’intesa con la Roma che ha fatto un’offerta più importante», l’affondo di Tommaso Giulini, il presidente del Cagliari. Uno schiaffo a Marotta. «Ma non parlate di aste», si affretta a precisare lo stesso Giulini. Invece il tentativo dei sardi è proprio quello di scatenare un gioco al rialzo. L’Inter però è molto avanti con il giocatore, che vuole andare solo a Milano anche se ieri sera il suo procuratore Beltrami ha incontrato la Roma che per riuscire nel perfetto contropiede ha proposto 35 milioni e il cartellino dell’attaccante Defrel. «Nicolò non è orientato sull’Inter — insiste Giulini —, ma visto che la trattativa con i giallorossi si è sviluppata di recente vuole solo rifletterci qualche giorno...». (...)
Spinazzola si presenta, tra Batigol e voglia di riscatto
GAZZETTA DELLO SPORT - Ha già ripreso ad allenarsi Leonardo Spinazzola, anche se come dice la sua compagna Miriam, «correre sotto il sole a 40 gradi non è il massimo». Poco male, il terzino ex Juve ha voglia di rimettersi subito al lavoro e di farsi trovare pronto, non a caso durante la prima intervista a Roma Tv parla di continuità, «sia fisica sia mentale». Vuole archiviare i problemi al ginocchio e i fastidi che lo hanno tormentato nell’ultimo anno, ma vuole soprattutto ripagare la fiducia di un club che ha speso quasi trenta milioni per averlo e gli ha dato uno stipendio da top player. Mai, nell’era americana, un difensore era stato pagato tanto. (...) Intanto a dire qualcosa è lui: quando era piccolo, e viveva a Foligno sognando di diventare calciatore, il suo idolo era un certo Batistuta: «Mi piaceva tantissimo ed esultavo come lui». Faceva la mitraglia nei campetti della Regione, anche se poi col passare degli anni di gol ne sono arrivati pochi. Gioca più per i compagni, Spinazzola, e questo gli chiederà Fonseca: «La città è stupenda, lo stadio anche e il popolo giallorosso è molto caloroso. Sono molto felice. Voglio fare un grande campionato, come nelle mie ultime tre stagioni. Sono convinto che anche nell’ultimo anno ho fatto bene con la Juventus, anche se ho giocato poco»
Manara nuovo medico sociale dei giallorossi
IL TEMPO - BIAFORA - Continuano a riempirsi le caselle dello staff di Trigoria per la stagione che inizierà a partire dal raduno del 9 luglio (i nazionali arriveranno l’8 per le visite). Nell'ambito della riorganizzazione messa in moto a seguito dell’eliminazione
contro il Porto, il dottor Massimo Manara è stato nominato nuovo medico sociale della Roma. Il club di viale Tolstoj ha deciso di confermare il dottor Causarano nel ruolo di coordinatore e responsabile sanitario della prima squadra, decidendo di affiancarlo con il
medico di Parma, classe 1962, da oltre vent'anni impegnato nel mondo del calcio. La scelta di dire addio all'ex medico sociale Del Vescovo e a Stefanini, capo dei fisioterapisti, era stata presa insieme a quella di esonerare Di Francesco e di rescindere il contratto con Monchi: i vertici della società hanno voluto dare una sterzata al gruppo di lavoro, in particolare per il gran numero di infortuni muscolari, oltre cinquanta, registrati nell'ultima stagione. Manara è entrato nel mondo del calcio a partire dal 1991 grazie al Parma, squadra in cui è rimasto, salendo anche di grado, fino all'estate del 2008 prima di passare al Milan. Dopo due annate vissute in rossonero il medico emiliano ha avuto esperienze con la nazionale del Qatar, con lo Spezia, con l'Al Nasr (club di Dubai), venendo infine chiamato dalla nazionale degli Emirati Arabi, nella quale ha avuto la carica di supervisore totale, occupandosi anche della squadra olimpica. Manara, che manterrà la presidenza dell’'Associazione Medici Sportivi di Parma, ha già iniziato a lavorare per la Roma, accompagnando i giocatori nelle visite mediche svolte negli scorsi giorni a Villa Stuart.
L’audio di Palamara: “Renzi trattò col Qatar per vendere la Roma”
LA REPUBBLICA - Dal Csm a Trigoria: l’affaire Roma finisce anche nelle carte dell’inchiesta su Luca Palamara, il pm romano accusato di corruzione. Agli atti dell’inchiesta della procura di Perugia, c’è anche un’intercettazione nella quale il magistrato, tifosissimo dei giallorossi, parla della sua squadra del cuore. O meglio della società. E dello stadio, oggetto di grandi appetiti oltre che di parecchie inchieste. Palamara, parlando con la moglie, dice: «Lo sai che mi ha detto Luca Lotti? Che sta facendo da intermediario per far comprare al Qatar la Roma». Una frase che sembrerebbe confermare le voci che si sono inseguiti in questi mesi ma che sono stati puntualmente, compreso ieri, smentiti sia da Trigoria sia dai presunti “acquirenti”. E che però spiegherebbero anche alcune delle frasi pronunciate da Francesco Totti durante la sua conferenza stampa d’addio su un’eventuale nuova proprietà. Della vicenda Roma, Palamara parla anche con l’amico Lotti, che fa riferimento all’impianto di Tor di Valle e a un viaggio di Matteo Renzi in Quatar. «Matteo — dice Lotti — era a Doha ha detto “oh io la compro la Roma” c’era scritto “io la compro davvero la Roma, ma lo stadio si fa o no?” E Matteo gli ha risposto: “Guardi vediamoci a Parigi con Luca la settimana prossima...”. Oh Luca lo stadio non gli si può garantire! Non siamo in grado di garantire lo stadio....il problema dello stadio si chiama Franco Caltagirone che è contro questa operazione...». Possibile che il Luca da incontrare in Francia sia Parnasi: l’imprenditore arrestato per corruzione nel 2018 e proprietario dei terreni sui quali dovrebbe sorgere il nuovo tempio giallorosso però smentisce la ricostruzione. Verosimile appare comunque è il contenuto dell’intercettazione: ormai Lotti e Renzi, non più al governo, non possono incidere sull’iter dello stadio di Tor di Valle. A Roma, intanto, gli incontri continuano. Tra ieri e oggi, altre due riunioni tecniche per provare a limare i dettagli della convenzione urbanistica, il documento che dovrebbe definire con esattezza quali accordi dovranno rispettare i privati nella realizzazione dell’opera. Il condizionale è d’obbligo, perché la stretta di mano per chiudere una trattativa partita ormai sette anni fa non è ancora arrivata. Il nodo da sciogliere è sempre lo stesso: i tempi per la realizzazione delle opere pubbliche a supporto dell’impianto sportivo e del business park. In particolar modo, va risolta la questione dei trasporti. La Roma, una volta trasferiti i 45 milioni con cui il Comune dovrebbe acquistare nuovi treni per la Roma-Lido, non vuole dipendere dalla Regione. La Pisana, infatti, ha da tempo stanziato 180 milioni di euro per rimettere in sesto l’intera tratta. Ma non è ancora chiaro quando verranno impiegati. Tornando in Qatar, all’iter resta interessato il fondo che vorrebbe acquistare il club Pallotta. Stando a quanto spiegato all’AdnKronos da fonti vicine agli investitori arabi, la fuga di notizie non sarebbe piaciuta: «È una cosa odiosa, un errore imperdonabile». Che, se mai sia davvero partita, potrebbe mettere a rischio un’eventuale trattativa per rilevare la Roma .