Dzeko mette fretta all'Inter. Higuain: la Roma ci prova

IL MESSAGGERO - TROTTA - Si intrecciano e si sovrappongono il futuro di Dzeko, Higuain e Icardi. Tre attaccanti ritenuti degli ex, ma ancora in sala d'attesa e accomunati da uno stato d'animo irritato. La punta bosniaca, in particolare, si sta spazientendo per la prolungata operazione Inter-Roma, che ancora non vede la parola fine nonostante i numerosi contatti tra le parti. Il quadro non cambia: il ds Petrachi ha ribadito che Pallotta non si discosta dalla valutazione di 20 milioni, mentre i nerazzurri sono fermi ai 12 milioni più l'inserimento di un giovane da valutare. La riunione di oggi in Lega sarà l'occasione per un nuovo confronto tra i due ad Fienga e Marotta: il primo cercherà di ottenere una cifra più alta partendo dall'esigenza di Conte di avere presto il giocatore, il secondo invece punterà proprio sull'accordo raggiunto da mesi con Dzeko (triennale da 4,5 milioni di euro a stagione) per evitare di avvicinarsi ulteriormente alle cifre pretese dalla società giallorossa. L'attaccante trentatreenne seguirà le evoluzioni da Dubrovinck. Dal canto suo, l'offerta dei nerazzurri resta decisamente vantaggiosa, considerando la sua età e la vicina scadenza del contratto.

 
DYBALA IN BALLO, PEPITA D'ORO - Parallelamente, la Roma proseguirà i colloqui con la Juventus per Gonzalo Higuain. Tante le ipotesi sul tavolo per favorire il trasferimento dell'argentino. La prima porta ad un prestito oneroso con la spalmatura dell'ingaggio; la seconda ad una possibile buonuscita per il giocatore ancora sotto contratto con la Juve fino al 2021 (7,5 milioni a stagione), prima di una eventuale firma con la Roma. L'ex Napoli nel frattempo continua a ribadire il proprio pensiero: «I due anni di contratto saranno rispettati», il tweet del frattello-agente, Nicolas. Lo scambio Spinazzola-Luca Pellegrini (ieri a Torino per le visite mediche) ha comunque il sapore di acconto: il rapporto tra Petrachi e Paratici è ottimo e solido, tanto che il dirigente bianconero proverà ancora a bussare ancora per Zaniolo e il giovane Cangiano. Per sostituire il Pipita, Sarri continua invece a chiedere Mauro Icardi.

 
DYBALA IN ATTESA - L'ex capitano nerazzurro era stato valutato nell'ambito di uno scambio con Dybala, rimasto congelato per il no deciso della Joya. Il tempo gioca comunque a favore dei Campioni d'Italia. Questa settimana sarà importante anche sul fronte Lukaku, in parola con i nerazzurri per un contratto da circa 6 milioni di euro a stagione e fortemente intenzionato a lavorare con Conte. Resta però da convincere lo United, dopo il no al prestito biennale sui 60 milioni di euro. Intanto a Milano sbarcherà Lazaro, l'esterno offensivo austriaco richiesto dal tecnico salentino.


Bartra & Lyanco: la Roma in difesa

IL MESSAGGERO - CARINA - Si riparte dal centro. Con Manolas che ha risolto le ultime divergenze con il Napoli (alla Roma la clausola rescissoria più Diawara, valutato 18,6 milioni) mentre Marcano è pronto a tornare al Porto, Petrachi si appresta a ricostruire il pacchetto dei centrali. Lyanco e Bartra sono le prime due scelte del ds salentino, conscio delle difficoltà, soprattutto di dover trattare con il suo ex presidente che sabato ha definito il brasiliano incedibile.

 
IL BELLO E LA BESTIA - C'è un perché. E questo è dovuto al fatto che Cairo sa che Lyanco è nel mirino della Roma (e di altri club europei). Nell'ultima settimana è stata recapitata un'offerta di 10 milioni (8 più 2 di bonus) dal Psv, rimandata al mittente. Petrachi ragiona su altre cifre. È costretto a farlo. Sa infatti che per scalfire la riluttanza del Torino (che ieri ha salutato il segretario Longo, pronto ad approdare a Trigoria), ci vuole una proposta diversa. Ed è su questa che stanno lavorando a Trigoria. Diciotto milioni è la valutazione che potrebbe essere data al brasiliano classe 97. Lyanco è una scoperta del ds romanista. Scovato in Brasile, portato in Italia, difeso contro tutti anche quando a Torino faticava a ritagliarsi uno spazio. Accoppiarlo a Bartra, è considerato l'optimum per Fonseca che ama due calciatori dal piede educato' per far partire l'azione da dietro. Se dello spagnolo, ex cantera del Barcellona si conoscono pregi (bello a vedersi, soprattutto in fase d'impostazione) e difetti (velocità), Lyanco è ancora un pianeta calcistico da esplorare. Prima di optare per la nazionale brasiliana, ha disputato alcune partite di qualificazione agli Europei U19 con la Serbia in quanto suo nonno paterno è emigrato in Brasile proprio dall'ex Jugoslavia. Il suo vero nome tradisce le radici serbe: Lyanco Evangelista Silveira Neves Vojnovic. Abbina buone qualità tecniche (che a volte lo portano ad esagerare nelle uscite palla al piede) a grandi peculiarità fisiche. Bravo nel gioco aereo, forse non dinamico nello stretto ma è veloce nei recuperi a campo aperto, caratteristica che nel modo di giocare di Fonseca, deve possedere almeno uno dei centrali difensivi. È chiaro che le alternative non mancano. Da Mancini (che non convince del tutto Petrachi) a Verissimo, passando per Bonifazi e Andersen (la cui valutazione sta lievitando oltremodo), più Toby Alderweireld del Tottenham (offerto nei giorni scorsi, ma non convince per costi ed età). Trattasi, però, di alternative: le prime scelte sono Lyanco e Bartra ai quali aggiungere, per completare il pacchetto dei centrali, Fazio. Sempre in attesa di capire il futuro di Juan Jesus. Piace al Torino (interessato anche a Perotti e El Shaarawy che ha chiuso nuovamente allo Shanghai).

 
BARELLA IN LEGA - Oggi, l'Assemblea di Lega a Milano sarà il teatro dove capire qualcosa in più su Barella. La Roma resta alla finestra, conscia che l'offerta recapitata al Cagliari è quella preferita dal club sardo (35 milioni più Defrel) ma consapevole che il calciatore vuole l'Inter (ha già rifiutato il Napoli). Club nerazzurro pronto in caso di sorpasso giallorosso al doppio sgarbo: virare su Lorenzo Pellegrini, pagando la clausola (anche se poi servirebbe l'ok del centrocampista) e mollare Dzeko per prenderlo a parametro zero tra un anno.


Roma: ecco Diawara, poi Bartra

GAZZETTA DELLO SPORT - La difesa della Roma sembra destinata a cambiare pelle. Dopo l’acquisto di Leonardo Spinazzola, che ha già svolto due giorni fa le visite mediche, perduto Manolas (vedi in altra pagina del giornale) il primo obiettivo per la difesa è lo spagnolo Marc Bartra del Betis Siviglia, 28 anni, per prendere il quale la Roma ha detto no anche all’offerta juventina di Romero. Il club giallorosso vorrebbe acquistarlo con la formula del prestito con obbligo di riscatto, ma desidererebbe spendere meno della ventina di milioni chiesti dai sivigliani. Detto che la Roma potrebbe mettere sul piatto anche il50% della futura rivendita di Sanabria (nell’ultima stagione in prestito al Genoa), di cui il Betis detiene il cartellino, il discorso di potrebbe allargare anche al portiere Pau Lopez. [..]

[..] In mediana il primo arrivo sarà quello di Amadou Diawara, 22 anni il prossimo 17 luglio. Il guineano sarà pagato circa 18 milioni, più bonus, e al momento completerà una mediana giocane e forte, che vanta anche Lorenzo Pellegrini (Inter permettendo), Nicolò Zaniolo e Brian Cristante, senza contare l’assalto in grande stile a Nicolò Barella, di cui potete leggere nelle prime pagine del giornale. Se risulterà possibile, al nuovo d.s. Gianluca Petrachi spetterà il compito di cedere Nzonzi e Pastore. Ma se il francese ha richieste da valutare (il Lione, in primis), l’argentino – reduce da una stagione tribolata – sarà difficile da piazzare e quindi toccherà a Paulo Fonseca provare a rivitalizzarlo. [..]

 


ElSha-Cina: è dura. Oggi può essere il giorno di Gerson

GAZZETTA DELLO SPORT - Nella Roma ci sono dei giocatori che sono ancora a rischio-partenza. Tra questi c’è ancora StephanEl Shaarawy, con i cinesi dello Shangai Shenua che sono ancora lì, in attesa di una risposta da parte del Faraone. Che, però, non sembra convinto dall’idea di emigrare ora, a 26 anni, in un calcio di «serie B». Lo Shangai si aspetta una risposta nei prossimi giorni, possibilmente pochi. Il Faraonefarà tutte le sue riflessioni e poi comunicherà la scelta, fermo restando che poi i cinesi dovranno trovare anche l’accordo con la Roma.

Oggi, tra l’altro, potrebbe essere anche il giorno di un altro addio ufficiale nei ranghi giallorossi, quello del brasiliano Gerson, di fatto ad un passo dai russi della Dinamo Mosca (visite mediche permettendo), cessione che dovrebbe portare nelle casse del club circa dieci milioni di euro (la plusvalenza, però, sarà solo di uno). Un altro giocatore che può poi partire nei prossimi giorni – anche prima della partenza della stagione – è lo spagnolo Ivan Marcano, che il Porto riprenderebbe volentieri ma che interessa anche agli spagnoli del Valencia.


Nuovo Stadio: uno stralcio per accelerare il via libera

GAZZETTA DELLO SPORT - Forse viene da sorridere al pensiero che quella di oggi sarà la riunione 112 e domani la 113. Numero da sempre dedicato alle emergenze, ma in fondo anche la questione legata al nuovo stadio della Roma, che dovrebbe trovare casa a Tor di Valle, in qualche modo rientra (alla larga) in questa fattispecie. Come sempre, da una parte ci saranno i proponenti, dall’altra il Comune. Se quella di oggi sarà una riunione tecnica, domani sarà sul fronte legale. L'ultimo passaggio  riguarda uno stralcio. Ovvero, nella stesura della Convenzione Urbanistica – tappa fondamentale per avere il via libera ai lavori – togliere di mezzo quello che resta il vero nodo del contendere tra le parti, cioè la tratta ferroviaria Roma-Lido, su cui deve interessarsi anche la Regione, o il Ponte dei Congressi (che spetta allo ). In pratica, come può legarsi l’apertura di un nuovo stadio – che di sicuro, arrivando il via libera entro l’anno, per il 2023-24 potrebbe essere terminato – a una burocrazia e aStato un iter di lavori che non riguardano solo le due controparti, ma un ente terzo. Inutile dire che i proponenti non si fidano dei tempi, così come – per altri versi – l’amministrazione teme che l’apertura dell’impianto senza la fine delle opere possa provocare il caos.


Fonseca, vacanze-studio come Mou

LEGGO - BALZANI - Paulo Fonseca come Josè Mourinho. Il paragone non è (ovviamente) legato alla carriera dei due tecnici portoghesi, ma all'intuizione di voler subito imparare la lingua italiana. Lo Special One, infatti, si presentò alla prima intervista da interista sbalordendo tutti. E lo stesso vuole fare Fonseca, seguendo indirettamente i consigli di Lucescu. L'ex Shakhtar, in questa ultima settimana di vacanza passata con la famiglia in Spagna, ha comunque lavorato su due fronti: il corso intensivo di italiano e le vicende di mercato. Nonostante l'annullamento del ritiro di Pinzolo, Fonseca - che alloggerà in questi giorni in un hotel dell'Eur - rientrerà giovedì nella capitale rinunciando quindi a una settimana di ferie. Il tecnico, insieme ai 5 uomini del suo staff, prenderà ulteriormente le misure di Trigoria, visionerà alcune case e incontrerà nuovamente Petrachi sulle prime mosse di mercato. Nelle prossime ore comunicherà il giorno ufficiale del raduno ufficiale: probabilmente il 9 luglio con fine il 20 e poi una seconda fase di preparazione ad agosto con amichevoli in Italia e Spagna. Ad aiutare Fonseca nei primi colloqui coi giocatori ci sarà il traduttore del club (Claudio Bisceglia), poi farà da solo. Come Mourinho.


Shopping di luglio: dopo le cessioni ora la Roma compra

LEGGO - BALZANI -  Il bilancio è finalmente sistemato, le cessioni (più o meno dolorose) ormai in archivio. Da oggi Petrachi può iniziare lo shopping di luglio e provare a rinforzare la Roma che perderà comunque altri pezzi da qui all'inizio della stagione: Gerson passa alla Dinamo Mosca,per Dzeko si continua a trattare con l'Inter (ma non arriverà un euro di sconto), El Shaarawy è ancora tentato dallo Shanghai che ha rilanciato con 16 milioni a stagione e pure Florenzi resta tra i cedibili in caso di offerte importanti.

Nel frattempo il nuovo ds - che ufficializzerà oggi gli acquisti di Spinazzola e Diawara rientrati nelle operazioni Luca Pellegrini e Manolas - deve rifare la spina dorsale dell'undici di Fonseca: portiere, difensore centrale, regista e numero nove. Con i soldi delle cessioni, ma pure con un piccolo budget a disposizione. Petrachi ha pronte due liste: una con le prime scelte, una con le seconde. Nella prima sono evidenziati i nomi di Barella e Higuain, operazioni complesse. Al limite dell'utopia.

Il centrocampista  ha un accordo di massima con l'Inter che oggi dovrebbe rilanciare pure l'offerta al Cagliari. La Roma ha messo sul piatto 35 milioni più Defrel, ma non è riuscita a convincere il giocatore nonostante avesse pareggiato la proposta nerazzura. Speranze al lumicino quindi e piano B che porta a Praet. Il belga piace pure al Milan ed è valutato 40 milioni dalla Samp. La Roma ne offrirebbe 25 più il cartellino di Frattesi che però deve essere ricomprato dal Sassuolo.

Anche per Higuain il problema non è di certo la trattativa con la Juve soprattutto dopo il buon esito dello scambio Pellegrini-Spinazzola. Lo scoglio è l'ingaggio del Pipita che guadagna 8 milioni a stagione oltre alla volontà dell'argentino espressa ieri dal fratello-agente via twitter: «Gonzalo in Italia giocherà solo alla Juve. Restano due anni e vanno rispettati». La Roma ne offre quattro a 5 milioni, ma servirebbe pure la buona uscita della Juve per convincere Higuain. Possibile solo se la Roma dovesse poi concedere una corsia preferenziale su Zaniolo. La principale alternativa è Mertens del Napoli, altro club tornato amico sul mercato. Più semplice arrivare a Cutrone. In porta e al centro della difesa sono in pole due giocatori del Betis: Pau Lopez e Bartra. In serata ieri l'ufficialità dello scambio: Manolas a Napoli e Diawara a Roma, più 17 milioni a Pallotta, con visite mediche del calciatore africano già oggi a Villa Stuart.


In viola o azzurro: De Rossi ora decide

LEGGO - Di viola o d’azzurro. De Rossi nelle prossime 48 ore scioglierà le riserve sul futuro e deciderà se continuare a giocare in serie A (con la Fiorentina) o accettare l’offerta del ct Mancininel ruolo di collaboratore tecnico in nazionale. In entrambi i casi Daniele troverà il tempo di frequentare il corso da allenatore a Coverciano che - guarda caso - è proprio a un passo da Firenze. Città che Daniele ama soprattutto per la vicinanza a Roma dove continuerebbe a vivere la famiglia. Le voci che volevano un rifiuto netto dell’ex capitano giallorosso all’offerta di Montella e Pradè non hanno trovato conferma. De Rossi è ancora incerto. Non vuole tradire la maglia giallorossa, ma è affascinato dalla possibilità di giocare ancora un anno ad alti livelli e dimostrare a Pallotta che la Roma ha sbagliato a non credere più in lui. Per questo si è preso qualche giorno per decidere e dare una risposta alla Fiorentina che ha superato Bologna e Samp. Già oggi potrebbe arrivare la fumata bianca.


Higuain: sogno frenato dall’ingaggio

LA REPUBBLICA - FERRAZZA - Gonzalo Higuain turba i sonni dei romanisti, divisi tra chi ha paura che l’argentino sia un azzardo troppo costoso da portare nella capitale, e chi, invece, gli affiderebbe la rinascita di una Roma in astinenza da leader. Il centravanti della Juventus vorrebbe rilanciarsi alla corte di Sarri — tecnico che aveva già avuto a Napoli e negli ultimi sei mesi di prestito al Chelsea — ma le strade della Continassa sembrano per lui sbarrate. Così potrebbe alla fine convincersi ad accettare la destinazione giallorossa, pur non convinto fino in fondo. Talmente non convinto che ieri il fratello ha twittato: «Gonzalo in Italia giocherà solo nella Juventus. Restano due anni di contratto e saranno rispettati. Buona domenica a tutti».

L’operazione — al di là del braccio di ferro messo in atto dall’entourage del ragazzo — è resa complicata dall’altissimo ingaggio che il giocatore percepisce: nove milioni (bonus compresi a stagione) che la Roma non può assolutamente permettersi. Una parte potrebbe garantirla la Juventus, che potrebbe anche pagare una ricca buonuscita per liberarsi di Higuain, compensando così la riduzione di stipendio (con relativa spalmatura in più anni) che sarebbe necessaria per il trasferimento a Roma. Petrachi e Paratici ne discutono, insieme al manager del giocatore, mentre l’Inter si è fatta avanti con Lorenzo Pellegrini, indispettita per l’inserimento dei giallorossi nella questione Barella (accordo trovato col Cagliari per 35 milioni più Defrel). Ma il centrocampista ha promesso alla dirigenza giallorossa che, almeno per un altro anno, non si muoverà dalla capitale, intenzionato a raccogliere l’eredità di capitano, alle spalle di Florenzi, in un momento storico in cui sembra esserci il “fuggi fuggi” da Trigoria.

Petrachi, a breve, discuterà il rinnovo del ragazzo, levando o aumentando la clausola di 30 milioni inserita nel contratto del giocatore. Sembrava destinato a far parte delle sicure partenze, Aleksandar Kolarov, e invece potrebbe restare. Mentre Dzeko attende che Roma e Inter trovino l’incastro giusto per la definizione del suo trasferimento, il terzino, in vacanza in Sardegna con la famiglia, sta seriamente valutando la possibilità di prolungare il suo contratto (in scadenza tra un anno). Corteggiatissimo dal Fenerbache, il serbo, nella Roma, ha adesso la concorrenza di Spinazzola, appena arrivato dalla Juventus pieno di entusiasmo. L’ex bianconero può però giocare anche a destra e, comunque, Kolarov potrebbe essere utilizzato anche come centrale di difesa.


Roma, cessioni per 70 milioni. Ora tutti gli sforzi per Higuain

CORRIERE DELLA SERA - Le cessioni di Manolas, Luca Pellegrini, Andrea Romagnoli, Ponce e Gerson porteranno nelle casse della Roma oltre 70 milioni di euro, di cui quasi 60 di plusvalenze che hanno messo a posto il bilancio in chiave Financial Fair Play dell’Uefa. Preso  Spinazzola, ora Petrachi è alla caccia di un nome che possa risollevare una piazza che, dopo le delusioni dell’ultima stagione, non è mai stata così distante dalla squadra. Il colpo «alla Batistuta», perintenderci, potrebbe essere sempre argentino: Gonzalo Higuain.

L’operazione non è semplice, perché Higuain ha un contratto fino al 2021 a 7,5 milioni di euro netti: una cifra che la Roma non può e non vuole spendere in questo momento. E poi ci sono da superare le resistenze dell’argentino. «Gonzalo in Italia giocherà solo nella Juventus: restano due anni di contratto e saranno rispettati», il tweet ieri del fratello-procuratore, Nicola, che mostra i muscoli nei confronti della società bianconera. Come uscirne? Se Higuain dovesse convincersi ad accettare la Roma, le strade percorribili sarebbero due: rinnovare per un altro anno con la Juventus spalmando il suo ingaggio in modo da rientrare nei parametri (4.5/5) della Roma, che potrebbe prenderlo in prestito oneroso con obbligo di riscatto. Oppure una cospicua buonuscita, in modo che la Roma possa acquistarlo, sempre con un ingaggio più basso.


Da Gasp alla Juve: ora Spinazzola sogna con la Roma

GAZZETTA DELLO SPORT - Leonardo Spinazzola. Il piccolo Zambrotta, come veniva chiamato in Umbria quando, ragazzino, vedeva il terzino diventare campione del Mondo (e spesso ha detto di ispirarsi a lui), passa dal Foligno al Siena quando ha 14 anni e tre stagioni dopo viene acquistato dalla Juventus.

Incrocia per la prima volta, davvero, la Roma nel 2012, al torneo di Viareggio, quando con la Juvebatte proprio i giallorossi e si aggiudica il titolo di miglior giocatore della competizione. Sembra aver davanti una luminosa carriera, ma le difficoltà sono tante e così inizia il suo giro d’Italia tra Empoli, Lanciano, Siena, Atalanta, Vicenza e Perugia.

Tutto cambia nel 2016, quando torna a Bergamo in prestito biennale e incontra un signore che gli cambia la vita e la carriera: Gian Piero Gasperini. Ha appena 23 anni, è pronto per spiccare il volo e così succede, visto che Gasperini lo trasforma in un terzino moderno. La porta la vede pochissimo, per non dire mai, ma gioca 57 partite, quasi tuttedaprotagonista, avoltevola più alto e a volte più basso. La Juve vuole riportarlo subito a casa.

Saluta Bergamo si trasferisce a Torino, cercando di accelerare il rientro, ma chi gli è accanto gli consiglia di aspettare per evitare complicazioni e, soprattutto, ricadute.Ritorna incampo,prima con la Primavera poi con la prima squadra, a gennaio contro il Chievo, gioca in totale 12 partite tra cui quella contro l’Atletico Madrid in Champions che lui stesso definisce «la più bella della mia vita».

Mentre è in ferie il suo agente, Davide Lippi, gli parla della possibilità di trasferirsi a Roma e lui all’inizioè titubante perché dopo tanto girovagare vorrebbe tenersi la Juventus e giocarsi il posto. Ma ci mette poco a dire sì al progetto giallorosso perché la Roma gli garantisce uno stipendio da top player (2,5 milioni più bonus) e la possibilità di giocare con continuità. Ad aspettarlo il suo amico Pellegrini, che lo ha accolto via social qualche giorno fa, con cui a gennaio si è rilassato alle Maldive.


Anche Marcano verso l’addio: dovrebbe tornare al Porto

CORRIERE DELLA SERA - Tra i tanti giocatori in uscita da Trigoria, c’è anche Ivan Marcano: il centrale difensivo spagnolo, arrivato lo scorso anno a parametro zero, potrebbe infatti fare ritorno al Porto, come riporta in questi giorni la stampa portoghese. L’agente di Marcano, intervenuto ai microfoni dell’emittente radiofonica Bola Branca, non ha smentito questa ipotesi. «Non mi piace commentare le speculazioni- le sue parole - e in questo momento Ivan è un giocatore della Roma. Bisognerebbe chiedere al Porto ma quello che succederà, comunque, si saprà a breve». La decisione definitiva sarà presa da Paulo Fonseca