Strootman potrebbe tornare a Roma

Kevin Strootman potrebbe far ritorno nella Capitale. A riferire la clamorosa indiscrezione è il portale tmw.com, la Roma starebbe lavorando per provare a riprendere l’olandese, per il quale peró il Marsiglia chiede 25 milioni di euro (gli stessi spesi un anno fa per comprarlo). L‘operazione è nata da qualche settimana e potrebbe strutturarsi con una parte economica fissa più una contropartita.


Ipotesi Fekir se parte Zaniolo

Nabil Fekir, trequartista del Lione, ha catturato l'attenzione di diversi club europei, tra qui la Roma. I giallorossi hanno sondato il terreno per valutare la fattibilità dell'operazione. Il presidente del club francese, Aulas, chiede però una cifra importante. In caso di partenza di Zaniolo, per la Roma Fekir rappresenterebbe il grande obiettivo di mercato. Lo riporta tuttomercatoweb.com


Domani alle 16 la presentazione di Petrachi

Domani alle ore 16 si terrà la confrenza stampa di presentazione del nuovo ds giallorosso Gianluca Petrachi. Lo fa sapere il club tramite Twitter


Roma-Betis, continuano le trattative. Pau Lopez è la priorità

Trattative in corso tra la Roma e Real Betis: nel mirino dei giallorossi ci sono il centrale Bartra e il portiere Pau Lopez. Secondo quanto riporta Sky Sport, però, in questo momento l'arrivo del difensore sembra essere stato messo in stand-by. La priorità del club giallorosso è infatti il portiere, più che il centrale che potrà sostituire Manolas.


La Roma non molla Veretout, ma la Fiorentina non vuole contropartite

La Roma continua il pressing con la Fiorentina per portare in giallorosso il centrocampista Veretout. La società giallorossa vorrebbe inserire nell'affare anche una contropartita tecnica (molto probabilmente Defrel) ma la Fiorentina, come riferisce Sky Sport, al momento prenderebbe in oconsiderazione solo cash. Anche il Milan segue Veretout, ma la Roma sembra essere in vantaggio sul giocatore visto l'interesse dei rossoneri di trattare inserendo due contropartite tecniche (Biglia e Cutrone).


Voci di mercato per Fuzato. Piace a tre club italiani

Daniel Fuzato, dopo una prima stagione alla Roma con sole 4 presenza in Primavera, potrebbe avere la sua prima vera esperienza da titolare ma lontano dalla Capitale. Sul portiere infatti, come riferisce tuttomercatoweb.com, vi sarebbe l'interesse di tre club italiani. Due sono di Serie B (Trapani e Venezia che attende confereme sulla presenza in cadetteria)  e l'altro è il Padova in Serie C. Fuzato con molta probabilità potrebbe essere girato in prestito ad uno di questi club per acquisire minuti ed esperienza.


La Roma segue il terzino Diego Palacios, ma in pole c'è il Barcellona

La Roma segue con attenzione Diego Palacios, 19enne terzino ed all'occorrenza esterno sinistro dell'Aucas. Dopo il prestito al Willem II (Olanda), il giocatore è rientrato in patria ma è destinato all'addio. Su di lui, come riferisce su Twitter il giornalista Francesco Guerrieri del Corriere della Sera, non c'è solo la Roma ma anche il Torino ed il Barcellona. Il club spagnolo sembra essere in pole position per il giocatore.

 


Ag. Izzo: "La Roma sarebbe perfetta, ma non mi risultano loro offerte"

La Roma, non è notizia di oggi, ha nel mirino il difensore Armando Izzo. Il gocatore del Torino, per cui è stata già rifiutata un'offerta giallorossa, resta uno dei nomi in cima alla lista del DS Petrachi. Paolo Palermo, agente di Izzo, ha però smentito qualsiasi contatto con la Roma ai microfoni di Tele Radio Stereo:

"Sarebbe la squadra perfetta, ma non mi risultano loro offerte per Armando".


Bruno Peres nel mirino dello Spartak Mosca

Attualmente in prestito al San Paolo, che terminerà a dicembre, il terzino Bruno Peres potrebbe salutare anticipatamente i brasiliani. Infatti, come riferito da goal.com, il brasiliano di proprietà della Roma piace allo Spartak Mosca che lo vorrebbe tra le proprie file. La Roma è disposta a cedere il giocatore con il club brasiliano che non si opporrebbe ad una partenza anticipata.


Barella e Zaniolo, i dubbi dei Nicolò

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - "Nomen omen", ovvero "un nome, un destino": potrebbero essere riassunte con questo popolare modo di dire della lingua latina le ultime ore di mercato della Roma. Il nome in questione è Nicolò, che lega a doppio filo due giovani talenti italiani come il cagliaritano Barella e il giallorosso Zaniolo.

Oltre all'età verde e alla nazionalità, i due centrocampisti sono accomunati anche dai diversi dubbi emersi in merito al loro futuro romanista.

Nicolò Barella, classe 1997, è reduce dalla seconda stagione consecutiva da assoluto protagonista nella squadra della città dove è nato e cresciuto: il Cagliari. Nonostante gli apprezzabili tentativi dell'ambizioso presidente dei sardi, Giulini, sin da questa sessione di calciomercato, il ragazzo è destinato ad abbandonare la casa madre per trasferirsi in una squadra che gli possa permettere di lottare per vincere dei trofei. In prima fila, da diverse settimane e soprattutto da quando Antonio Conte ha deciso di legarsi ai colori nerazzurri, c'è l'Inter del colosso Suning, forte dell'accordo economico raggiunto con Barella e del totale gradimento del ragazzo, ma a tutt'oggi non in grado di soddisfare le richieste del Cagliari.

Vista tale situazione, negli ultimi giorni sul centrocampista si è inserita prepotentemente la Roma del nuovo ds Gianluca Petrachi; come testimoniato da Giulini non più di quarantotto ore fa, infatti,  "nel frattempo abbiamo chiuso con la Roma, che ci ha fatto un’offerta ancora più importante e siamo soddisfatti. Quindi a questo punto, dato che è una cosa recente, credo sia legittimo che Niccolò si prenda un paio di giorni per decidere bene il suo futuro".

Proprio qui iniziano i problemi per la società capitolina, che nonostante una proposta contrattuale con cifre superiori rispetto a quelle dell'Inter, appare destinazione lasciata in secondo piano dal ragazzo sardo, proiettato unicamente sul raggiungimento della città meneghina grazie alla presenza in panchina di mister Conte. Ecco la differenza che può fare sin da subito in un club un top coach, nonostante l'ingente sforzo economico (da oltre dieci milioni di euro all'anno) effettuato da Suning per portare l'ex Juventus sulla panchina della propria società: elemento che, forse, da queste parti non è stato capito.

In casa Roma, non resta che aspettare e sperare; Nicolò Barella, infatti, è sicuramente uno dei migliori prospetti del calcio italiano e poterlo annoverare tra le proprie fila nella prossima stagione insieme ad altri talenti del football nostrano come Pellegrini e Zaniolo sarebbe arma non da poco per il nuovo mister Paulo Fonseca.

Per un Nicolò poco convinto di sposare la causa giallorossa, intanto, ce n'è un altro indeciso sulla sua permanenza all'interno della rosa romanista: si tratta di Nicolò Zaniolo.

Al termine di una stagione che ne ha segnalato l'esplosione nel grande calcio, l'ex Inter si è ritrovato con offerte da parte di molte tra le migliori compagini a livello europeo, Juventus su tutte. Nel frattempo, da Roma sono andati via sia Daniele De Rossi, in base a quanto raccontato dallo stesso Zaniolo un compagno fondamentale per il suo adattamento nella Capitale a partire dalla scorsa estate, sia Francesco Totti, colui che parlò per primo con il ragazzo dopo che si era concretizzato il suo arrivo alla corte dell'allora tecnico giallorosso Eusebio Di Francesco, promettendogli un ruolo importante in rosa e predicendogli un futuro luminoso.

Aspetti non da poco per un giovane di appena vent'anni alle prese con le sirene di formazioni che farebbero sognare chiunque.

Di sicuro, qualora decidesse di restare e magari rinnovare il proprio contratto con il club di Viale Tolstoj, Nicolò Zaniolo sarebbe uno dei punti fermi della nuova, giovane e italiana Roma di Fonseca. Basterà tutto ciò a trattenerlo nella Capitale? Chi vivrà, vedrà.

Comunque vada a finire, resta un dato sconcertante: la progressiva perdita di appeal del club giallorosso, anche 'grazie' alle strategie societarie in sede di calciomercato, ormai considerato dagli atleti non un punto di arrivo ma un mero trampolino di lancio verso lidi migliori.

Soltanto quattro anni fa, la Roma di Walter Sabatini riusciva a convincere campioni del calibro di Salah e Dzeko, oltre a un allenatore come Luciano Spalletti, ad approdare tra le proprie fila; oggi, invece, la costante è quella delle porte sbattute in faccia.

In merito alla panchina, tale leitmotiv è iniziato con Antonio Conte a metà dello scorso maggio, proseguito poi con Maurizio Sarri (ovviamente più convinto dalla proposta juventina) e infine addirittura con il mister dell'Atalanta Gian Piero Gasperini: uno schiaffo dietro l'altro.

Dal punto di vista dei calciatori, invece, oggi la Roma sembra appetibile principalmente per giovani di belle speranze alla ricerca del definitivo salto di qualità oppure per ragazzi che devono rilanciarsi dopo anni difficili (vedi Diawara).

Nella speranza che il club possa invertire tale tendenza e smentire dei dati attualmente incontestabili sin dalla sessione di mercato attualmente aperta, per i tifosi non resta che attendere tempi migliori.


InsideRoma Daily News: Barella si allontana, torna Strootman? Quasi fatta per Mancini, ma la priorità è il portiere

NOTIZIE DEL GIORNO | 3 LUGLIO 2019

MERCATO
Giorni intensi di mercato per la i dirigenti della Roma, che vogliono costruire la rosa che il mister Paulo Fonseca guiderà nel prossimo campionato.
Dopo gli arrivi di Leonardo Spinazzola e Amadou Diawara, si continua a tenere d’occhio Gianluca Mancini dell’Atalanta per rimpiazzare Kostas Manolas. Per il nerazzurro l’offerta è di 21 milioni più bonus, con la trattativa che potrebbe chiudersi a breve. Sempre per il reparto difensivo piace German Pezzella, in uscita dalla Fiorentina.
Priorità per il portiere, con la Roma che continua il pressing per Pau Lopez del Betis. In stand-by Marc Bartra, per il quale la trattativa potrebbe essere ripresa più avanti.

Sembra definitivamente sfumato Nicolò Barella, vicinissimo all’Inter. Per sostituirlo il DS Petrachi continua a provarci per Jordan Veretout, per cui si era pensato di inserire Gregoire Defrel come contropartita, ma la Fiorentina vuole solamente cash. Torna in auge il ritorno di Kevin Strootman, che la Roma ha cercato e che il Marsiglia cederebbe solo per 25 milioni (cifra spesa per acquistarlo lo scorso anno). La Roma però vorrebbe abbassare la cifra inserendo una contropartita.

In attacco piace il senegalese Ismaila Sarr del Rennes, che però ha una valutazione di 39 milioni e piace anche all’Arsenal. Spunta anche l’ipotesi Nabil Fekir del Lione, ma solamente in caso di partenza di Nicolò Zaniolo. Per il dopo Edin Dzeko piace sempre Gonzalo Higuain, che però non vorrebbe lasciare la Juventus.

In uscita piacciono i brasiliani Daniel Fuzato e Gerson. Per il portiere vi è l’interesse di Trapani, Venezia e Padova. Gerson, invece, fa gola al Flamengo che vorrebbe sfruttare i dubbi del giocatore sul trasferimento in Russia alla Dinamo Mosca. Ha voglia di Roma il centrocampista Javier Pastore, che ha rifiutato due offerte dalla Cina pur di rimanere nella Capitale.


L'alleanza con la Juve non è più Inter-detta

IL MESSAGGERO - ANGELONI - «Stiamo lavorando per costruire una Roma che stia stabilmente tra le prime. Quando guardi alla Serie A da fuori, pensi alla Juventus: il nostro obiettivo è dire noi vogliamo essere in ogni Champions League per i prossimi 20 anni'. Dobbiamo costruire il sistema per stare sempre lì: essere primi il prossimo anno è il modo migliore per far contento qualcuno, ma non è quello per creare una squadra di livello mondiale», questo non esce dal canale ufficiale della Juventus, sono le parole di Jim Pallotta, anno 2013. Lontano anni luce dai tempi in cui Franco Sensi si rifiutava di trattare con Moggi, che per lui era solo un «impiegato», semmai voleva confrontarsi, da presidente, al massimo con Giraudo. Era il periodo della guerra fredda, retaggio degli anni 80, quelli di Dino Viola, e anche prima, quando il bianconero non si sposava mai con il giallorosso. Sensi si vide scippare dall'impiegato, che lavorava per lui, Paulo Sousa e Ferrara, che portò con sé alla Juventus. Poi, si vide sottrarre Emerson, affrontò il no per Davids.

DAI DISPETTI IN POI - Ogni trattativa era sudata, mai dal finale scontato. Oggi la Juvenecessariamente è un modello, per i risultati e per la gestione aziendale. Un modello da rincorrere, con le dovute differenze di anima: il romanista non sarà mai amico della Juventus, per storia, per indole, per tanto. Ed è chiaro che se la Juve di Conte entra a Trigoria per fare un ritiro pre-Coppa, il tifoso si arrabbia. E gliene frega il giusto se Vucinic passa dalla Roma alla Juve, se Pjanic fa lo stesso, così come Luca Pellegrini. Szczesny ci è finito dall'Arsenal, ma non ha avuto certo una crisi di coscienza per essere finito dal nemico, che gli importa, a Roma ha giocato due anni ed è pure polacco. Come Boniek, che ha fatto il percorso inverso e per tanti anni è stato un odiatore della Juve di Moggi. Che dire poi di Spinazzola, che dal bianconero vestirà il giallo e rosso? Il feeling di mercato con i bianconeri va a scapito della vecchia alleanza con l'Inter, con cui anche nell'ultimi anni - e succedeva pure molto tempo fa - si erano scambiati affari comodi. Oggi con l'Inter ci si fa il dispettuccio: Dzeko, Barella, Florenzi. Da quando Conte ha parlato di «mancanza di condizioni» per allenare la Roma, la sensazione che qualcosa sia cambiato, peggiorato, c'è. Ed è forte. Le sponde con la Juve sono in piedi anche per i buoni rapporti tra Paratici, ds della Juventus, e Petrachi, ds della Roma.

QUALCOSA È CAMBIATO - In ballo ci sono Higuain in entrata, Zaniolo in uscita (oggi discueterà il rinnovo con la i giallorossi). E, appunto, quel Barella trattato dalla Roma, che pensa al suo bene ma pure a dare un dispiacere all'Inter di Conte (la Juve non si dispiacerà per questo, eventualmente, magari potrebbe rimandare Pellegrinini Sardegna). Barella oggi finisce con l'essere il pomo della discordia tra Roma e Inter. Togliere il calciatore ai nerazzurri non è impresa facile, ma rientra in questo meccanismo di giochi e alleanze. Che a Roma non sono mai andate di moda.