Lo spavaldo e l'ambizioso: ecco Cetin e Zappacosta

LA GAZZETTA DELLO SPORT - Uno spera che nel giro di qualche tempo si eviti di fare paragoni con i grandi della difesa e si parli solamente di lui, l'altro è pronto ad accettare una sana rivalità con Alessandro Florenzi: si tratta di Mert Cetin e Davide Zappacosta, intervenuti nella giornata di ieri nella consueta conferenza stampa di presentazione che va in scena a Trigoria per i nuovi acquisti. Il turco vestirà la maglia numero 15, casacca numero 2 scelta invece dal terzino ex Toro.

Zappacosta è in cerca di riscatto dopo un'annata deludente: accordo trovato con la Roma e prestito di sei mesi che potrà essere prolungato ad un anno. L'obiettivo del terzino è di restare nella capitale molto di più.


Campionato rischiatutto

IL MESSAGGERO - TRANI - Esce di scena, pure per sua scelta, il miglior risultatista italiano del momento (ultimo lustro): Massimiliano Allegri fa il disoccupato da pentacampione. Sul petto 5 scudetti consecutivi (e 4 coccarde della Coppa Italia di fila e 2 della Supercoppa italiana). E, comunque, 2 finali di Champions raggiunte nel suo quinquiennio di successo in bianconero. Lo sostituisce, soprattutto per la virata di chi fino a oggi ha sostenuto che vincere è l'unica cosa che conta, il giochista principe del nostro calcio: Maurizio Sarri arriva a Torino dopo aver alzato il 1° trofeo in carriera. In Inghilterra, con il Chelsea, ha conquistato l'Europa League. La polmonite gli toglie le prime 2 partite, al Tardini contro il Parma e allo Stadium contro il suo Napoli: resta a casa in convalescenza. Ma la serie A riparte proprio dallo storico avvicendamento sulla panchina più prestigiosa. E il passaggio di testimone è simbolico per l'intero movimento: ovunque gli allenatori, da Nord a Sud, vogliono rischiare di più. Su input dei club che li hanno chiamati. Il messaggio è intrigante: il pubblico merita di divertirsi. Il cambiamento è in corso.

NUOVA ERA - Roberto Mancini, insistendo sul 4-3-3 e sulla qualità, ha indicato la via da Coverciano: la Nazionale, in 13 partite della sua gestione, ha riportato l'entusiasmo dopo il flop mondiale di Gian Piero Ventura. Il campionato si è adeguato. Seguendo il ct, le nostre società hanno preparato la rivoluzione. Autentica. Bisogna osare di più, imitando i paesi calcisticamente che sono nel futuro da un pezzo. Evoluti e quindi d'esempio. Il collettivo che premia il singolo. L'organizzazione che caratterizza ogni squadra. Identità e personalità. Attacco e non difesa. L'Italia vuole specchiarsi e piacersi. Le big, dalla Juve in giù, ci provano. Bisogna sostenerle. In tribuna i tifosi e, ancora di più, i dirigenti in ufficio. Senza litigare ancora su che cosa sia meglio tra la bellezza del gioco e l'essenzialità del punteggio.

AMPIO CONSENSO - Gli sfidanti principali della Juve sono Carlo Ancelotti e Antonio Conte. Loro hanno sempre puntato sull'organizzazione. Ma vogliono andare oltre, alzando il baricentro rispettivamente del Napoli e dell'Inter. Ancelotti lascerà il 4-4-2 per il 4-2-3-1: dentro 4 attaccanti. Conte, con il suo 3-5-2, andrà all'assalto con intermedi offensivi come Barella e Sensi. E chissà se avrà pure Vidal. Più ingombrante il ruolo di Marco Giampaolo nel Milan e di Paulo Fonseca nella Roma. Il club rossonero ha scelto Giampaolo per il suo 4-3-1-2 propositivo: Suso trequartista dietro alle 2 punte, difensori e centrocampisti coinvolti nel palleggio. A Trigoria, invece, hanno puntato su Fonseca proprio per lo stile di gioco con cui griffa il suo 4-2-3-1: difesa altissima, mediani-incursori e rombo offensivo con 4 attaccanti costantemente in pressing. Calcio in verticale. E coraggioso, come ripete spesso il portoghese. E come è stato quello della Lazio di Simone Inzaghi, con il solito 3-5-2: gol a raffica sotto il segno di Correa.

GRUPPO ALLARGATO - La serie A, insomma, abbandona la paura. La rottura è con il passato: cancellato dalla lavagna nello spogliatoio il tatticismo. Meglio la strategia. In atto il tentativo per la spallata al vecchio che non avanza, soprattutto quando le squadre italiane varcano il confine. Adesso, però, serve più pazienza e meno prudenza. L'Atalanta di Giampiero Gasperini, con il suo 3-4-3, si è già fatta apprezzare per il comportamento di squadra. Il Torino di Walter Mazzarri, con il 3-5-2, è più efficace perché spavaldo. La Fiorentina di Vincenzo Montella, riproponendo il 4-3-3 palla a terra, pensa più alla costruzione che alla distruzione. Il Bologna di Mihajlovic non abbandona il 4-2-3-1 usato per la rimonta straordinaria nell'ultimo torneo.

PROVINCIA RICCA - Non è questione di classifica ma di spirito. Basta pensare al Sassuolo di Roberto De Zerbi: il suo 4-3-3 è creativo. Come quello della Sampdoria di Eusebio Di Francesco. Ma va seguito anche chi predica calcio con il 4-3-1-2: il Cagliari di Rolando Maran che ha talento a centrocampo e davanti, il Genoa di Aurelio Andreazzoli che si sposta spesso nella metà campo avversaria, il Brescia di Eugenio Corini che ha in più la potenza di Balotelli e il Lecce di Fabio Liverani che non sventola certo la bandiera del difensivismo.


Mercato in riserva

IL MESSAGGERO - CARINA - Fonseca aspetta ancora il suo difensore. A Trigoria scommettono forte su Cetin. Da capire se al turco si aggiungerà Rugani. C'è infatti da registrare una frenata nella trattativa, dovuta alla mancata intesa tra la Roma e la Juventus. Perché quella del difensore, oltre ad essere un'operazione volta a supplire le carenze tecniche del reparto arretrato giallorosso, andrebbe a sistemare anche i conti dei due club. A Trigoria, considerando che nel campo delle plusvalenze quello che viene incassato può essere messo subito a bilancio mentre il costo di quanto viene speso è ammortizzato secondo gli anni di contratto che vengono proposti al giocatore, stanno cercando di fare in modo che l'acquisto del difensore gravi il meno possibile sul bilancio del prossimo anno. E al momento non c'è convergenza sui valori da dare a Riccardi e Celar, che entrerebbero nell'affare.

Se per il talento della Primavera la distanza è esigua (10 la richiesta, 9 la proposta), per l'attaccante in prestito al Cittadella balla qualche milione. Il che va influire sulla valutazione finale di Rugani che la Roma vorrebbe abbassare intorno ai 24 milioni mentre la Juventus propende alzare intorno ai 30. E se queste divergenze si sommano alle perplessità di Fonseca, ecco spiegato lo stallo. Non trovano invece conferme i dubbi circolati ieri dei due calciatori al trasferimento. Tradotto: la frenata riguarda esclusivamente il mancato accordo tra le società sulla valutazione complessiva del difensore e quelle singole dei due giovani. Non sulla formula di pagamento che, qualora venisse registrato l'happy end, sarebbe prestito con obbligo di riscatto. Considerando che la Juventus anticipa il suo debutto domani (a Parma, ore 18) e la Roma gioca invece contro il Genoa domenica sera, i due club hanno rimandato le discussioni alla prossima settimana. Di certo, quello che sembrava un affare in dirittura d'arrivo ora è tornato in bilico. Almeno sul versante entrate (Rugani), meno su quello uscite (Riccardi). Se anche la trattativa con la Juventus dovesse saltare, l'intento a Trigoria è di cedere il 18enne entro il 2 settembre.

ATTACCANTE DI SCORTA - Petrachi è però alle prese anche con le cessioni. Se per Defrel è ancora tutto in gioco con Sampdoria, Sassuolo e Spal che non arretrano di un passo, a Trigoria attendono mosse ufficiali per Schick. Il Lipsia s'è mostrato interessato superando al momento il Borussia Dortmund. Se il ceco parte, la Roma ha riallacciato i rapporti con Kalinic. Il croato infatti era stato offerto dall'agente Ramadani poco prima di Ferragosto, nell'ambito della trattativa per il rinnovo di Under. Il ds salentino, una decina di giorni fa, aveva preso tempo convinto di poter arrivare ancora a Mariano Diaz. La pista legata all'attaccante del Real Madrid s'è però complicata e così, mercoledì sera, la Roma ha riallacciato i contatti. Il giocatore ha molte richieste sia in Spagna (dove spicca l'Espanyol) che in Italia, essendo stato offerto a diversi club di serie A. Ora, a fronte dell'apertura della Roma, ha dato priorità ai giallorossi. Petrachi è disposto a prendere l'ex viola con la formula del prestito, alla quale abbinare il solito diritto di riscatto. Non l'obbligo, a meno che la spesa non sia esigua. Kalinic ha un contratto con l'Atletico Madrid sino al 2021 e guadagna 2,5 milioni. Costa invece poco meno di due lo stipendio di Zappacosta alla Roma. Confermata ieri da De Sanctis la curiosa formula con la quale è stato stipulato il prestito dell'ex granata («Fino a gennaio con possibilità di estenderlo sino a giugno»): «Il rinnovo è automatico se non dovessero arrivare condizioni eccezionali che riguardano il mercato bloccato del Chelsea in entrata». Un esempio? Un infortunio degli attuali titolari. Meglio non pensarci.


Roma-Rugani, trattativa saltata

Sembrava quasi tutto fatto per l'approdo in giallorosso di Rugani dalla Juventus. Un'operzione che però, come riferisce gianlucadimarzio.com, ha subito un rallentamento. Infatti la Roma non è convinta dalle condizioni economiche dell'affare e vorrebbe fare maggiore chiarezza prima di concludere la trattativa.
Il nodo da sciogliere, come riferisce calciomercato.com, riguarda le richieste della Juve di 20 milioni e l'offerta della Roma di 10 milioni. Oltre alle contropartite Riccardi e Celar.
Uno scoglio, quello dei 10 milioni, che si è rivelato essere insormontabile. Infatti, come riferisce Alfredo Pedullà, la trattativa tra Roma e Juventus sarebbe definitivamente saltata.


Allenamento Roma, domani seduta mattutina alle ore 10

La Roma continua il suo percorso di avvicinamento al primo match di campionato contro il Genoa. Nuovo appuntamento domattina alle 10, con la penultima seduta d'allenamento prima del match dell'Olimpico di domenica 25.


Nainggolan: "Via dalla Roma per la scelta di una persona. E' stato un colpo molto duro"

Radja Nainggolan, ex centrocampista di Roma ed Inter ed oggi al Cagliari, ha parlato ai microfoni di Sky Sport rilasciando una lunga intervista. Tra gli argomenti trattati anche l'addio alla Roma. Questo uno stralcio delle sue parole:

"Mi sono separato dalla Roma, è stato un colpo molto duro. Sicuramente avevo qualche colpa, ma è stata più una scelta di una persona che è andata via. Magari potevo anche rimanere. Sono scelte che vanno prese in quei momenti lì, che diventano un rammarico inutile. Sono contento della mia carriera e delle mie scelte, spero di togliermi altre soddisfazioni perché ho tanta voglia".


Fazio: "Qui a Roma mi trovo benissimo. Fonseca parla con tutti. Mi ispiravo a Samuel" (video)

Federico Fazio, difensore della Roma, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di DAZN, a cui ha parlato della sua carriera e del rinnovo con la Roma:

Rinnovo?
"Sono molto contento di rinnovare con la Roma. Dal primo giorno che sono arrivato mi sono trovato bene con la squadra, con la gente che lavora qui, con la città, con i tifosi. In campo sarà la mia quarta stagione. Sono uno che lavora ogni giorno e credo sia possibile continuare qui perché mi trovo benissimo".

Cosa sta cambiando a Trigoria?
"È importante quello che si percepisce, la positività. A chi è arrivato dobbiamo far capire cosa significa questo club. Abbiamo un bel gruppo. Penso che sarà una grande stagione. Fonseca è un grande allenatore, giovane, con voglia ed esperienza. È bravissimo anche come persona fuori dal campo, parla con tutti. Quello che trasmette è importantissimo".

Se impostare da dietro può aiutarmi?
"Mi piace tanto in questo modo. Mi piace avere la palla, controllare la partita e essere aggressivi quando non l’abbiamo. Questo è un sistema che mi piace molto".

Come mi preparo per un calcio piazzato?
"Abbiamo delle giocate preparate a palla ferma, però poi ci sta che la palla arrivi. La scorsa stagione ho segnato due o tre gol non di testa. Aver giocato da centravanti mi permette di arrivare quel secondo prima".

A che difensore mi ispiravo da piccolo?
"Da piccolo non mi ispiravo ad un difensore perché giocavo attaccante, ma poi ho deciso di diventare un centrale vedendo quello che faceva in campo Samuel, che giocava nel Boca, la squadra per cui tifavo: ero fissato col suo modo di giocare".

Se ho detto qualcosa a De Rossi per la sua esperienza in Argentina?
"Sento spesso De Rossi, è molto contento: alla sua età non era facile provare una nuova avventura come questa. Per l’orario è difficile seguire il calcio argentino, ma ora ci provo perché ci gioca lui".

La mia esperienza?
"Ho avuto la fortuna di giocare in Europa con giocatori che da ragazzino mi davano l’esempio. A Siviglia poi sono stato capitano di quella squadra e sono maturato, sono diventato un leader. Quello me lo porto dietro anche ora, voglio essere un esempio per i più giovani e guidarli sul giusto cammino".

 


Roma-Genoa sarà arbitrata da Calvarese

Il sito aia-figc.it ha reso note le designazioni ufficiali per il primo turno di Serie A.
Roma-Genoa sarà arbitrata da Calvarese della sezione di Teramo, coadiuvato da Liberti e Cecconi.
Il quarto ufficiale sarà Ros, mentre al VAR ed all'AVAR vi saranno rispetivvamente Fabbri e Passeri.


Sabato la conferenza stampa di Fonseca alle 16:30

Mister Fonseca è pronto alla sua prima panchina giallorossa ed all'esordio all'Olimpico. In vista del match, come di consueto, il mister parlerà sabato prossimo in conferenza stampa da Trigoria alle ore 16:30.


Allenamento Roma, rapidità e tattica. Individuale per Spinazzola

La Roma continua gli allenamenti in vista del primo impegno di campionato contro il Genoa.
I giallorossi hanno cominciato con il solito riscaldamento, per poi concentrarsi su rapidità e tattica.
Lavoro individuale per Spinazzola, che ha svolto terapie per recuperare il prima possibile dall'infortunio; che al momento lo stringerà a saltare il match di domenica ed il derby.


Conferenza Stampa Zappacosta e Cetin

Oggi sono stati presentati i nuovi scquisti giallorossi, Davide Zappacosta e Yldrim Met Cetin. Apre la conferenza Morgan De Sanctis: "Cetin è un difensore giovane che ci ha fatto vedere cose molto interessanti. Siamo convinti che possa ripetere le prestazioni anche ad alto livello. Completerà la rosa dei difensori. Zappacosta è più facile da presentare, è un giocatore importante per la Nazionale italiana, è partito dal basso per arriavare in Nazionale ed è un grande merito. Speriamo possa continuare a mostrare il suo valore anche qui".

La formula del trasferimento di Zappacosta?
"Arriva con un prestito gratuito di sei mesi con rinnovo automatico fino a giugno 2020, se non dovessero verificarsi condizioni eccezionali che riguardano la situazione del mercato bloccato del Chelsea in entrata".

L'affare Riccardi?
"Oggi non è la giornata adatta per parlare di mercato. A breve risponderà Petrachi a queste domande".

Quali sono le condizioni eccezionali del prestito e come sarebbe tutelata la Roma, se si dovessero verificare?
"Le condizioni sono state richieste dal Chelsea perché il suo mercato è bloccato in entrata. Dato che è un giocatore importante, per acquisire il calciatore abbiamo dovuto accettare queste cautele. Zappacosta rimarrà qui un anno e poi faremo le considerazioni dovute".

PAROLE ZAPPACOSTA

Petrachi ha detto di aver ritrovato un calciatore più maturo rispetto a quello di Torino. In cosa senti di essere cambiato?
"Sono maturato molto sotto il profilo umano. Il Chelsea è stata un'esperienza che mi ha dato tanto, non è facile giocare in un altro Paese, un'altra lingua, un campionato opposto rispetto a quello italiano. Ho attraversato momenti difficili e mi ha aiutato molto sotot il profilo umano e calcistico".

Come stai fisicamente? Pronto per il Genoa?
"Oggi il primo allenamento con la squadra. Mi sento bene, ci siamo allenati ad alta intensità al Chelsea. In Inghilterra svolgevamo gli stessi allenamenti, con tanta intensità. Ovviamente, non giocando da tempo devo riprendere il ritmo partita ma mi sento davvero bene. Sono convinto che con questi allenamenti non ci sarà problema per rimettermi in forma".

Ti rimetti in gioco qui a Roma in una squadra che non gioca la Champions. Il tuo obiettivo rigiocare la Champions il prossimo anno qui e quali motivazioni ti hanno portato qui?
"La voglia di ripartire. La Roma è sempre stato un grande club, questo il motivo principale. Voglio iniziare un percorso importante con la Roma, a partire da adesso. Partita dopo partita, partendo da domenica perché la Serie A è difficile e, così facendo, possiamo toglierci grandi soddisfazioni".

Hai parlato con gli ex romanisti al Chelsea. L'Europa League un obiettivo della Roma?
"Ho parlato con Emerson e Rüdiger. Mi hanno detto che è una piazza unica, dove il tifo ti trascina e il gruppo è fantastico. Sono molto contento perché ho riscontrato subito le loro parole. L'anno scorso ho vinto l'Europa League e noi dobbiamo pensare partita dopo partita, facendo il massimo per arrivare in fondo a ogni competizione. Ce la metteremo tutta per fare il possibile. Bisogna pensare partita dopo partita senza porsi traguardi alla lunga distanza".

In ottica Europeo hai parlato con il CT Mancini prima di venire alla Roma? 
"Non ci ho parlato. Sono contento di essere andato in Inghilterra all'epoca come sono contento ora di essere tornato. La Nazionale è ovviamente un obiettivo".

Hai giocato in Premier, il campionato più competitivo del mondo. La Serie A è molto distante o ci stiamo avvicinando?
"Ci stiamo avvicinando ed è cresciuta molto. C'è differenza dal punto di vista fisico più che tecnico ma, con il tempo, si avvicinerà sempre di più".

Fonseca ha detto di ispirarsi a Sarri. Ti può aiutare questo a capire meglio gli schemi del mister?
"Fonseca ha le idee molto chiare, non è difficile da capire ciò che chiede. Sono concetti chiari ma semplici ed è importante. Quando sai cosa fare è tutto più semplice. Il suo è un modo di giocare semplice e diretto".

Hai parlato con Florenzi? Avete anche lo stesso procuratore
"Prima di venire, per correttezza il mio procuratore ha parlato con lui e Alessandro gli ha dato una risposta bellissima e l'ho ringraziato. Ha detto che era contentissimo e tutti i giocatori in grado di migliorare la rosa sono i benvenuti. Lui è il capitano della squadra, un grande calciatore e una sana concorrenza fa bene al singolo e al gruppo. Entrambi possiamo dare tanto a questa maglia".

Che messaggio manda il rinnovo di Dzeko?
"Ho trovato uno spogliatoio compatto e unito. Il suo rinnovo è molto importante per la squadra, è tra i migliori al mondo e può dare ancora tanto. Ho trovato un gruppo fantastico".

PAROLE CETIN

Cosa rappresenta la Roma?
"La Roma è sempre stata un sogno fin da piccolo. Ho sempre desiderato essere qui. Impararete a conoscermi e a vedere quanto valgo".

Quanto può aiutarti la presenza di Ünder?
"Avevo già parlato con lui della Roma prima di venire qui. Mi ha detto di quanto fosse una squadra importante. Potrà essereìmi molto di aiuto finché non parlerò italiano, che ho intenzione di studiare e imparare presto. Ünder è un fratello turco, ci aiuteremo molto dentro e fuori il campo".

Cosa ti ha colpito di quello che ti ha detto Fonseca e pensi di portertela giocare alla pari con gli altri difensori?
"La Serie A è un campionato molto impegnativo, forse il più difficile del mondo, tra i migliori per incrementare le potenzialità di un difensore. Fonseca mi ha detto molte cose. Mi è rimasto in mente di avere molta grinta e mettere molto impegno in ciò che faccio. Mi sento abbastanza forte come difensore centrale, all'altezza degli altri difensori. Avrò bisogno di un periodo di adattamento, poi vedrete le mie qualità".

Ti ispiri a Sergio Ramos, quali sono le tue caratteristiche?
"Lui è un mio idolo ma il mio nome è Mert Çetin. In un paio di anni farò comparire il mio nome e non parlare solo di Ramos. Anche io sono duro e aggressivo, faccio ripartire la difesa. Per me Ramos è un idolo ma vorrei scrivessimo anche il mio nome tra gli annali".

Un tuo pregio e un tuo difetto?
"I miei punti di forza sono la velocità e la ripartenza dalla difesa. Devo migliorare molte cose e il campionato italiano è il migliore, da questo punto di vista. Vedrò nel corso della stagione dove dovrò migliorare nello specifico. Si dice che ho delle grandi potenzialità e vorrei sfruttarle al massimo".

Hai mai considerato l'ipotesi di andare in prestito per giocare con continuità?
"Ho firmato con la Roma, sono un giocatore della Roma, non penso a prestiti o altro. Avrò bisogno di un tempo di adattamento. Se ci sarà da aspettare aspetterò ma, una volta che mi sarò adattato sono sicuro che riuscirò a giocare".

Il calcio turco sta vivendo una nuova era? Quali sono le tue caratteristiche principali?
"Sicuramente è un'era d'oro per il calcio turco, ci sono molti giocatori forti in Italia e in Europa. Se avete seguito la nazionale e il calcio turco saprete che è una generazione forte, con giocatori promettenti".

Qualche compagno ti ha parlato del tifo della Curva Sud, dell'Olimpico?
"Avevo già parlato con Ünder di questo e mi ha spiegato il calore dei tifosi e di come in Italia il calcio sia molto sentito. Non vedo l'ora di scendere in campo e far vedere ai tifosi quanto valgo".

Ti avevano cercato sia il Fenerbahçe che il Galatasaray. Come mai hai scelto la Roma?
"Sono i club migliori della Turchia, è vero che mi hanno cercato ma volevo venire in una big europea. Il campionato italiano è molto forte e permette di migliorare molto. In questo club sono sicuro che migliorò e farò vedere chi sono e quanto valgo".


La Roma offre Mirante al Real Madrid, in cerca di un secondo portiere

Con l'imminente partenza di Keylor Navas e dopo aver già ceduto in prestito Lunin e Zidane jr., il Real Madrid è alla ricerca di un vice d'esperienza da affiancare a Courtois. Il nome in questione è quello di Antonio Mirante, che è stato offerto da alcuni intermediari della Roma. A darne notizia è il quotidiano iberico Marca.