Qualificazioni Euro 2020, l'Italia batte la Bosnia in rimonta. 2-1

L'Italia di Roberto Mancini è riuscita ad avere la meglio anche contro la Bosnia, rimanendo imbattuta ed in testa al proprio girone a punteggio pieno.
Il match degli azzurri, però, è cominciato in salita con il vantaggio della Bosnia ad opera del giallorosso Dzeko. Nella ripresa però l'Italia sale in cattedra e ribalta il risultato con Insigne e Verratti, trovando altri tre punti che li avvicinano sempre di più all'Europeo.


Dzeko: "Inter? Sono ancora un calciatore della Roma. Poi vediamo"

Edin Dzeko, autore della rete del vantaggio della Bosnia contro l'Italia (poi vana), ha parlato al termine del match del suo futuro. Queste le sue parole ai microfoni della Rai:

"Penso sia un ko ingiusto, abbiamo giocato un buon primo tempo mentre l'Italia è uscita nella ripresa. Non siamo riusciti a segnare il secondo gol, ne abbiamo presi due in maniera troppo semplice".

Euro 2020?

"Speriamo di andarci, abbiamo perso anche contro la Finlandia. Oggi però abbiamo messo in difficoltà una grande squadra come l'Italia, speriamo di riuscire ad andarci insieme agli Azzurri".

Futuro all'Inter?

"Sono ancora un calciatore della Roma, finalmente vado in vacanza dopo una stagione molto lunga. Prima vado in vacanza, poi vediamo".


E alla fine arriva la 'baldinata'. Storia e tattica del nuovo mister Paulo Fonseca

INSIDEROMA.COM - MATTEO LUCIANI - In principio fu Antonio Conte. Erano i primi giorni di maggio, quando la Roma giallorossa aveva iniziato a sognare l'avvento dell'ex tecnico di Juventus e Chelsea; un paio di settimane di tam-tam mediatico, coronato da un'isteria collettiva che lo vedeva un giorno sì e l'altro pure in qualunque angolo della Capitale per mettere nero su bianco l'accordo con il club di James Pallotta, poi la più classica delle 'docce gelate' con l'intervista dell'allenatore leccese a La Gazzetta dello Sport che, di fatto, ufficializzava il proprio passaggio all'Inter.

Si passò, così, a Maurizio Sarri, che dello stesso Conte aveva preso il posto appena dodici mesi prima sulla panchina del Chelsea; una soluzione fortemente caldeggiata dal consulente personale di Pallotta ed ex dirigente giallorosso Franco Baldini, ma in quella fase comunque considerata un brutale ripiego rispetto al totem Antonio Conte. A metà maggio, Sarri era ancora impegnato nelle ultime giornate di Premier e nelle battute finali di quell'Europa League che avrebbe successivamente conquistato contro l'Arsenal nel capitolo conclusivo a Baku. Dal canto suo, il club londinese era ancora tutt'altro che certo di confermare il mister toscano, quindi l'approdo in giallorosso pareva poter essere soluzione tutt'altro che improbabile. Tuttavia, dopo aver conquistato la già citata coppa europea in Azerbaigian, il Chelsea inizia a riflettere sull'effettiva correttezza della decisione di esonerare Sarri; come se non bastasse, la Roma si ritrova a dover fronteggiare l'imbattibile Juventus, nel frattempo separatasi da Max Allegri, per accaparrarsi l'ex Napoli, che dunque sfuma definitivamente. Un altro, pesante, no.

A questo punto, una volta terminato il campionato di Serie A, la Roma si tuffa con prepotenza su Gian Piero Gasperini, l'artefice della 'Atalanta dei miracoli' giunta incredibilmente terza in classifica e in Finale di Coppa Italia (poi persa) contro la Lazio. Per il club di Viale Tolstoj appare compito non impossibile raggiungere un accordo con l'ex mister genoano, il quale dal canto suo sembrerebbe desideroso di tornare ad allenare in una grande piazza dopo l'esperienza negativa con l'Inter nel 2011. Abbastanza a sorpresa, però, arriva il terzo rifiuto, stavolta ancor più duro da digerire per i tifosi, poiché trattasi di un allenatore con un palmarés non esattamente ricco di trionfi e impegnato sulla panchina di una compagine teoricamente non di pari blasone rispetto a quella capitolina.

Inizia a regnare la confusione, con i vari 'poli' (Boston, Londra, Roma) presenti nella società giallorossa focalizzati su obiettivi differenti: entra in gioco la figura di Sinisa Mihajlovic, reduce da un'ottima seconda parte di stagione sulla panchina del Bologna, grazie al ds in pectore Gianluca Petrachi, che con il serbo ha già lavorato a Torino, oltre a quelle di Roberto De Zerbi, assai gradito al resto della 'ala italiana' della dirigenza romanista e di Paulo Fonseca, l'esotico nome baldiniano secondo il dirigente di Reggello perfetto per ripartire senza alcun condizionamento ambientale.

Alla fine, la spunta proprio il portoghese, che in tre anni allo Shakhtar Donetsk è stato in grado di conquistare altrettanti campionati e coppe nazionali, oltre a una Supercoppa nel 2017.

Fonseca si guadagna la panchina della Roma grazie ai risultati raggiunti, ma anche per la sua capacità di far esprimere un bel calcio alle proprie squadre.

Il 4-2-3-1 come marchio di fabbrica del suo calcio: su Paulo Fonseca c'è innanzitutto da affermare questo aspetto, che lo accomuna a un grande ex come Luciano Spalletti. Il tecnico lusitano predilige, inoltre, una formazione in grado di mantenere il possesso palla per la maggior parte dei novanta minuti di gioco, elemento che è stato possibile notare anche nel doppio confronto di inizio 2018 in Champions League tra la Roma di Eusebio Di Francesco e il suo Shakhtar.

Un ruolo fondamentale nel calcio di Paulo Fonseca viene ricoperto dai due terzini difensivi, atti più a offendere che a difendere, ma soprattutto tenuti costantemente molto 'alti' anche durante la fase di non possesso palla della squadra.

Proprio da questo aspetto, nasce il più grande limite sin qui mostrato dall'allenatore di Nampula: la fase difensiva.

Se nel massimo campionato ucraino il notevole vantaggio tecnico rispetto alle avversarie non ha portato a grossi problemi da tale punto di vista (sono state, ad esempio, soltanto undici le reti subite nell'ultima stagione), lo stesso non si può affermare per la Champions League, dove la compagine di Paulo Fonseca è spesso andata in sofferenza in difesa, mostrando delle lacune organizzative talvolta preoccupanti.

Sarà necessario migliorare il proprio bagaglio tattico per non soccombere contro gli assai preparati avversari delle panchine di Serie A.

Infine, riguardo alla storia di mister Fonseca, bisogna dire che il suo ingresso nel cosiddetto 'calcio che conta' è piuttosto recente.

Era il 2013, infatti, quando con il piccolo Paços de Ferreira l'allenatore portoghese concludeva la Primeira Liga addirittura al terzo posto, al termine di una stagione contraddistinta da grande calcio, oltre che da ottimi risultati.

Un'annata che valse a Fonseca la chiamata del Porto. Dopo aver vinto il suo primo trofeo da allenatore, la Supercoppa portoghese, tuttavia, l'allenatore classe 1973 affrontò diverse difficoltà sulla panchina dei 'dragoni', culminate con l'esonero a marzo del 2014.

Il ritorno al Paços de Ferreira, poi un buon quarto posto con il Braga ed ecco l'esperienza ucraina allo Shakhtar Donetsk,con il quale, come già detto, Fonseca ha vinto praticamente tutto, oltre ad aver ben figurato in Europa.


Fonseca ufficiale, Petrachi quasi. La Roma riparte da Pinzolo

INSIDEROMA.COM - ILARIA PROIETTI - Stamattina il club giallorosso ha ufficializzato l'arrivo del tecnico portoghese Paulo Fonseca. L'ex Shakhtar ha firmato un contratto che lo legherà al club capitolino per due anni, con l'opzione di rinnovo per un terzo. Per il trasferimento in giallorosso dell'allenatore ha lavorato in prima persona anche Gianluca Petrachi, presente nel blitz a Madrid insieme a Guido Fienga per incontrare l'entourage di Fonseca. Il direttore sportivo è ancora legato al Torino, Cairo sembra essere più che indispettito dalla nuova fede del suo ds e non cede ancora a liberarlo. Nonostante Petrachi abbia presentato le dimissioni alla fine del campionato, il presidente granata non intende lasciarlo partire senza un indennizzo e si direbbe addirittura pronto a prendere le vie legali. Nonostante la querelle con il Toro, anche per Petrachi si tratta ormai solo di ufficializzare ciò che è già un dato di fatto, considerando che il ds - seppur quasi in incognito - già opera da giallorosso.

Per la fine del mese, inoltre, è previsto anche un piccolo ritorno alle origini. I preliminari di Europa League da affrontare a fine luglio hanno costretto i giallorossi a cancellare la consueta tournée negli USA e a ripiegare su un ritiro nostrano: Pinzolo. Ieri il cda dell'azienda di promozione turistica della Val Rendena ha accettato la proposta del club di lavorare in Trentino dal 29 giugno al 7 luglio, con possibile prolungamento fino al 9. La squadra, senza i nazionali, si ritroverà a Trigoria con il nuovo tecnico il 24 giugno e, dopo le visite mediche di rito a Villa Stuart, partirà alla volta del Trentino. Sulle Dolomiti i giallorossi inizieranno a prendere confidenza con il nuovo tecnico e a prepararsi per i turni preliminari di Europa League: sono infatti previste due amichevoli.


Balzaretti addio dopo 4 anni nello staff tecnico

LEGGO - Dopo Massara saluta anche Balzaretti. L’ex terzino, dopo 4 anni passati a Trigoria, lascerà lo staff romanista dove ha ricoperto nell’ultimo anno il ruolo di assistente tecnico. Pallotta ha deciso, infatti, di non rinnovargli il contratto in scadenza. Al suo posto arriverà Antonio Cavallo,fedelissimo di Gianluca Petrachi.


Calciomercato Roma: ancora distanza con l'Inter per Dzeko, decisiva la prossima settimana

GAZZETTA DELLO SPORT - Non si definirà in tempi rapidi la trattativa per la cessione di Edin Dzeko all'Inter. La Roma chiede 20 milioni, l’Inter non vuole andare oltre i 12 di cash e la soluzione può essere l’inserimento di un giovane della Primavera. Da valutare anche l'inserimento nell'affare di Kolarov, che a Conte farebbe comodo nella doppia veste di esterno e di centrale difensivo. Sono previsti ulteriori incontri la prossima settimana. Dzeko, tra l’altro, ha già parlato della sua nuova destinazione con alcuni futuri compagni di squadra.


Roma, Milano finanzia

IL MESSAGGERO - CARINA - Almeno sino al 30 giugno, sarà l'asse Roma-Milano a catalizzare l'attenzione del mercato giallorosso. Anche se entrambi i club sono usciti dal settlement agreement (a Trigoria lo scorso anno, l'Inter una ventina di giorni fa) il prossimo bilancio risulta fondamentale per le due società. Per l'Inter rappresenterà l'ultimo scoglio da rispettare. Per la Roma, invece, il primo nel quale potrà agire liberamente' non dovendo rispettare al centesimo il pareggio di bilancio. Tuttavia, pur se i mancati introiti della mancata qualificazione alla Champions andranno a pesare nel giugno del 2020, l'input societario al ds in pectore Petrachi è stato quello di rientrare di una quarantina di milioni di plusvalenze. La Roma, infatti, continua a costare più di quello che produce.

OFFERTE Come accaduto nella passata stagione quando la vendita di Nainggolan (valutato 38 milioni) aiutò il club a rientrare nei parametri - e quella di Santon (9,5 milioni) più Zaniolo(all'epoca poco più che un carneade, costato 4,5 ma sul quale alla Pinetina vantano il 15% sulla futura cessione) fu una boccata d'ossigeno per l'Inter - prepariamoci ad assistere a breve a qualcosa di simile. Sono diversi i calciatori sui quali le due società stanno ragionando: da un lato Dzeko (il cui valore contabile si aggira sui 4,2 milioni), Kolarov (2,8) e Florenzi. Dall'altro Radu, Pinamonti, Dalbert e il giovanissimo Merola. Per andare a dama vanno trovati soltanto gli incastri contabili. Al momento le parti non sono vicine: a Trigoria valutano Dzeko 25 milioni mentre l'Inter lo vorrebbe pagare la metà e alla richiesta d'inserire Pinamonti come parziale contropartita, ha proposto uno scambio alla pari. Gioco al ribasso che ha indispettito la Roma: non si può offrire un triennale al bosniaco con i soldi risparmiati del cartellino, la riflessione che arriva da Trigoria. S'è raffreddata la pista-Radu visto che il portiere già pesa' 12 milioni (i soldi da versare al Genoa per il riscatto) e per ottenere una plusvalenza, l'Inter avrebbe bisogno di ipervalutarlo. Diverso il discorso legato a Florenzi. Conte lo ha richiesto, mettendo sul piatto il cartellino di Dalbert più conguaglio economico. Operazione sulla quale la Roma ha preso tempo per riflettere. Capitolo Icardi: nell'ultima settimana l'argentino è stato accostato ai giallorossi. Mossa mediatica di Marotta per stanare la Juventus, interessata all'argentino ma che gioca fortemente al ribasso.

OBIETTIVO...VERISSIMO Intanto entro domani Fonseca firmerà via fax il biennale (con opzione per il terzo anno) che lo legherà alla Roma. Da ieri il Ceo Fienga è a Londra insieme a Baldini e al presidente Pallotta. Probabilmente mercoledì saranno raggiunti proprio dal portoghese e da Petrachi. Aspettando Totti, che a sorpresa potrebbe venir convocato per la prima volta a un summit nella City. Altro mercato: dalla Francia accostano Veretout. Il ds salentino invece punta forte sul difensore Verissimo (Santos), suo vecchio pallino.


Fonseca, yes: domani l'incontro con Pallotta, la nuova Roma si fa a Londra

LEGGO - BALZANI - Che ci fanno due italiani (forse tre), un americano e un portoghese a Londra? La Roma, quella del futuro che dovrà cancellare un anno terribile sotto tutti i punti di vista. Domani sera, infatti, Fonseca volerà a Londra dove ad attenderlo troverà il presidente Pallotta, il consulente Baldini, il Ceo Fienga e forse Baldissoni. Non ci sarà il ds Petrachi alle prese con Cairo per liberarsi dal Torino dopo essere stato beccato a Madrid.

Ieri Fonseca ha inviato via mail il contratto controfirmato che lo legherà alla Roma per tre anni (due anni più anno) a 2 milioni più bonus e oggi potrebbe fare una capatina a Roma per parlare con Totti e visionare un paio di case. L'annuncio arriverà nelle prossime ore, la conferenza entro il fine settimana. Prima c'è da programmare l'immediato futuro visto che la stagione della Roma inizierà il 25 luglio coi preliminari di Europa League.

La prima decisione riguarderà la preparazione: la prima parte (con tanti assenti viste le nazionali) andrà in scena a Trigoria tra il 27 giugno e il 5 luglio. Poi quasi sicuramente si partirà per 8-10 giorni a Pinzolo dove la Roma disputerà un paio di amichevoli. Nel frattempo però bisogna rivoluzionare la rosa, o quasi. Fonseca ha una lista di preferenze che presenterà al club: un portiere, tre difensori, un regista e un attaccante. Due se dovesse partire uno tra Under e Schick. Il primo, reduce dal gol contro la Francia, è richiesto dall'Arsenal. Il secondo potrebbe essere piazzato al Marsiglia da dove potrebbe arrivare Thauvin.

Prima le cessioni quindi. Da Dzeko a Manolas passando per gli esuberi Defrel, Ponce o Bruno Peres. Per far quadrare il bilancio e permettere a Petrachi di avere un budget a disposizione che dovrebbe variare tra i 40 e i 60 milioni complessivi. Fonseca chiederà alla Roma il terzino Ismaily.Al centro piace Duarte dello Sporting oltre a Bonifazi del Torino. Per il dopo De Rossi perdono quota le piste italiane (Tonali e Sensi), cresce la candidatura di Bruno Guimares dell'Atletico Parenanense (su indicazione proprio di Fonseca) mentre è molto difficile arrivare a Florentino del Benfica.

 

 

 

Roma, le prime mosse di Fonseca

IL TEMPO - BIAFORA - Contratto firmato, si può partire. All'alba della stagione 2019/20 è pronta ad iniziare l'avventura di Fonseca alla Roma: ieri sera è avvenuto lo scambio dei primi documenti ufficiali tra l’allenatore, l'ottavo dell’era americana e primo portoghese della storia giallorossa, e la società di viale Tolstoj. L’ormai ex tecnico dello Shakhtar Donetsk si è legato al club di Pallotta con un contratto biennale, all’interno del quale è inserita un'opzione di rinnovo per una terza stagione, e guadagnerà circa due milioni di euro netti più bonus all’anno.

Quella che inizia sarà una settimana molto frenetica per Fonseca: oggi ci sarà la riunione definitiva per stabilire le date del ritiro estivo a Pinzolo (dovrebbe prendere il via a fine giugno dopo il raduno a Trigoria), martedì avrà un contatto con Petrachi per stabilire le prime mosse di mercato e infine mercoledì volerà a Londra per conoscere personalmente il presidente Pallotta, che, come già avvenuto per Garcia, Spalletti e Di Francesco, incontrerà per la prima volta il nuovo allenatore lontano dalla Capitale.

AI fianco dell’imprenditore di Boston ci sarà il fido consigliere Baldini, ma anche gli altri massimi dirigenti giallorossi, in primis Fienga, sempre più attivo nelle questioni sportive e autore della scelta che ha regalato alla Roma un nuovo tecnico dopo l’esonero di Di Francesco e l’intermezzo di Ranieri. Dal Portogallo è rimbalzata intanto la notizia di una possibile amichevole da disputare contro lo Shakhtar: oltre a concordare il pagamento della clausola rescissoria da due milioni di euro i club potrebbero in futuro scendere in campo per un'’esibizione, con l’incasso che entrerà totalmente nelle casse degli ucraini.

Fonseca ha già buttato giù un prima relazione sulla rosa e su quali sono i giocatori da mandare via e i ruoli da rinforzare, con un occhio particolare ai difensori (gradisce quelli dai piedi buoni per far partire la manovra dal basso) e ai mediani (seguito Veretout). Uno dei nodi da risolvere sono le cessioni dei giocatori in esubero e la missione di Petrachi è ridurre con qualche plusvalenza indolore la cifra di circa quarantacinque milioni di euro necessari entro la chiusura del bilancio: Peres tornerà in anticipo dal prestito al San Paolo e sarà rispedito altrove, Gonalons potrebbe essere acquistato dal Siviglia, la Sampdoria difficilmente verserà i 12,75 milioni necessari per riscattare Defrel, che piace al Bologna e all'Atalanta. Gerson farà rientro alla base dopo la stagione alla Fiorentina. Sanabria non ha convinto il Genoa, che ha intenzione di interrompere in anticipo il prestito. Il Valladolid è stato travolto dallo scandalo scommesse e non riscatterà Verde, seguito dall’AEK Atene, club che ha tempo fino al 16 giugno per esercitare il diritto d’acquisto che vanta su Ponce, fissato a 6 milioni di euro con il 30% della futura rivendita lasciato alla Roma oppure a 7 milioni di euro e 15% di rivendita alla società di Pallotta. Incerto l’avvenire di Schick, accostato in Francia al Marsiglia, che sta valutando un'offerta per un prestito con obbligo di riscatto.

 

 

 

Verso Italia-Bosnia: turn over minimo, si candida Pellegrini

IL MESSAGGERO - «Qualcuno dovrà fare gli straordinari». Mancini ha avvisato il gruppo: turnoverminimo domani sera contro la Bosnia. Prima di spostarsi a Torino, il ct ha valutato in allenamento chi non è sceso in campo contro la Grecia. Seduta ad Atene, dunque, dedicata ai possibili ricambi per la sfida allo Stadium. In attacco provato il tridente con Bernardeschi, Quagliarella ed El Shaarawy. A centrocampo lavoro doppio per Sensi, da mezzala e da play.

Mancini in difesa, Pellegrini a centrocampo, Quagliarella e Bernardeschi in attacco i possibili cambi dopo aver verificato però le condizioni fisiche dei titolari. Biraghi, intanto, ha salutato i compagni e, dopo gli accertamenti, è tornato a casa. Restano in ritiro 30 dei 33 convocati (a Coverciano sono usciti di scena Politano e a seguire Spinazzola). Emerson, costretto a lasciare il campo per un attacco di colite, sta bene e resta a disposizione. Nel pomeriggio allenamento all’Allianz, dove nel tardo pomeriggio sarà in campo pure la Bosnia. La capienza dello stadio è stata ridotta a 33000 posti: già venduti 23.500 biglietti. Oltre al settore ospiti, la nord 1° anello è stata destinata ai tifosi bosniaci


Una Roma modello Ajax: il sogno è van de Beek

GAZZETTA DELLO SPORT - Un piccolo grande sogno, anche se poi la Roma l’ha seguito a lungo la scorsa stagione. Donny van de Beek è quel giocatore che accenderebbe la Roma di Paulo Fonseca. Per qualità, carisma e intelligenza. Ecco perché a Trigoria continuano a pensarci su ed a cercare di capire se ci possano essere le condizioni per avvicinarcisi. Ma dopo la splendida stagione giocata da protagonista con l’Ajax, il 22enne olandese infatti è valutato circa 50 milioni di euro.

Ma siccome si tratta di un'operazione non facile, spuntano le alternative: ai nomi di Florentino Luis (Benfica) e Bruno Guimaraes ieri si è aggiunto quello di Jordan Veretout. Tra i quattro è quello più facile da prendere e ha anche un costo più accessibile, circa 20-22 milioni di euro (bonus inclusi).


Pallotta & Co., tutti a Londra: domani summit con Fonseca

GAZZETTA DELLO SPORT - A Londra si definisce la Roma del futuro. James Pallotta sbarcherà nel pomeriggio nella City, in attesa di incontrare mercoledì Paulo Fonseca. Al vertice londinese parteciperà anche il CEO Guido Fienga, insieme al responsabile del commerciale Francesco Calvo e al consigliere Franco Baldini, Possibile l'arrivo nel corso della settimana del vice presidente Mauro Baldissoni, mentre non è certa la partecipazione di Francesco Totti. Prima della firma Fonseca deve ultimare alcune pratiche con lo Shakhtar, ma trapela comunque ottimismo

Riguardo la preparazione non sono stati fatti programmi precisi, anche per la vicenda del Milan. Possibile comunque che Fonseca sbarchi a Roma nel fine settimana. La squadra dovrebbe radunarsi intorno al 27 giugno per partire per Pinzolo il 29, fermandosi fino all’8 luglio (con possibile prolungamento), ma se il Tas portasse buone notizie, non è escluso che il ritiro possa essere cancellato o spostato in altra data.