Prosinecki, CT Bosnia: "Spero si realizzi il passaggio di Dzeko all'Inter"
Robert Prosinecki, CT della Bosnia, è tornato a parlare di Edin Dzeko e del suo futuro. Queste le sue parole riportate dal calciomercato.it:
"Spero che il passaggio di Dzeko all’Inter si realizzi, che lui sia felice, perché saremo felici anche noi".
Kluivert: "Complessivamente sono felice e so cosa migliorare per la prossima stagione"
Justin Kluivert, esterno offensivo della Roma, ha parlato ai microfoni di Voetbal International per tirare le somme sulla su stagione:
"Alla mia stagione do un 6, forse anche un po’ di più. Ci sono ampi margini di miglioramento, io guardo sempre alle cose in maniera positiva. Non vedo l’ora di giocare la prossima stagione per migliorare. Ho un sogno e voglio realizzarlo, non sono soddisfatto. È importante ottenere sempre il meglio da se stessi per raggiungere il massimo. Quest'anno ci sono stati bei momenti e anche meno belli, ma penso sia normale per una prima stagione fuori: tutto è diverso, per la prima volta si provano cose nuove. Complessivamente sono felice e so cosa migliorare per la prossima stagione. Ha ragione chi dice che l’Ajax abbia disputato un’ottima stagione, ma le persone si faranno sempre un’opinione sulle scelte che uno fa, nel calcio ma non solo. Quello che faccio è seguire sempre il cuore e andare al cento per cento per fare tutte le cose che penso vadano bene, l’ho fatto e lo farò sempre".
Roma, casting per la porta: Cragno, Sirigu e Perin nel mirino
GAZZETTA.IT - CECCHINI - Mani sicure a cui aggrapparsi. E' quello che la Roma sta cercando per mettere le basi della nuova stagione che, a detta anche del presidente James Pallotta, dovrebbe essere quella del riscatto. Partiamo da ciò che il nuovo allenatore troverà in casa: un titolare dismesso (Olsen) da collocare al più presto (probabilmente in Premier), un ex secondo portiere confermatissimo (Mirante), un talentuoso giovane che si vorrebbe mandare a giocare in prestito in una squadra di Serie A (Fuzato).
I PROFILI SEGUITI - Insomma, al netto del numero tre, ciò che serve è un nuovo leader che dia sicurezza alla difesa partendo dai pali. Nelle scorse settimane la dirigenza ha fatto un tentativo per Cragno ma al momento il costo (oltre 25 milioni) è parecchio alto. Piace parecchio anche l'esperienza di Sirigu, che il futuro d.s. Petrachi conosce assai bene ma che il Torino buon vuole lasciare andare. Da giorni, poi, si vocifera di un possibile scambio con la Juve che veda protagonisti Perin ed El Shaarawy. Come si vede, i tre profili che interessano sono tutti legati alla Nazionale. Ma non basta. Viene seguito anche Dragowski, in questa stagione all'Empoli ma di proprietà della Fiorentina, e il greco Vlachodimos, portiere del Benfica. A proposito, quest'ultimo si chiama Odysseas. Più o meno quello che la Roma ha vissuto con i portieri in questa stagione.
Il Milan negozia l'uscita dall'Europa League, la Roma eviterebbe i preliminari
Il Milan potrebbe essere escluso dalla prossima Europa League. Secondo quanto si legge su footballitalia.net, i rossoneri potrebbero accettare l'esclusione dalle coppe europee per la stagione 2019/2020. Il club, con Gazidis in prima linea, starebbe negoziando l'uscita dalle competizioni continentali relativamente al contenzioso sul Fair Play Finanziario con l'Uefa. La decisione è attesa per lunedì, potrebbero beneficiarne la Roma, che raggiungerebbe così direttamente la fase a gironi dell'Europa League, e il Torino, che accederebbe ai preliminari di fine luglio al posto dei giallorossi.
Se il Liverpool vincesse la finale di Champions la Roma incasserebbe 4,5 milioni
La Roma tiferà Liverpool nella finale di Champions League di stasera. Secondo quanto riferito da Sky Sport, alcuni bonus delle cessioni di Salah e Alisson al Liverpool sono ancora da sbloccare. In caso in cui la squadra di Klopp vincesse questa sera la finale, la Roma incasserebbe 4,5 milioni di euro.
La Stampa, De Santis: "Escluso Mihajlovic per la panchina giallorossa" (foto)
La corsa alla panchina giallorossa perde un altro nome. Secondo quanto riferito su Twitter da Matteo De Santis, giornalista de La Stampa, Sinisa Mihajlovic non sarà il prossimo allenatore della Roma.
Panchina #Roma.Fuori un altro: #Mihajlovic
— Matteo De Santis (@matteodesant) 1 giugno 2019
Pallotta, la smentita è d’obbligo: “Qualcuno vuole danneggiarci”
IL MESSAGGERO - «A volte l'unica cosa di cui hai bisogno è capire che meriti di meglio». Il messaggio criptico arriva da Tokyo ed è firmato da Sarah Felberbaum, moglie di Daniele De Rossi. La coppia, in vacanza in Giappone, pur lontana dalle polemiche che in queste ore stanno inondando la Capitale, è stata colpita dallo tsunami scatenato dall'articolo di Repubblica, in cui il centrocampista sarebbe stato tra i promotori di una fronda contro l'ex tecnico Di Francesco, l'ex ds Monchi e Totti. Un'ipotesi che ha scatenato sia la collera di De Rossi pronto a sporgere querela contro gli estensori, che l'indignazione dei tifosi che hanno inondato radio e social di commenti sulla vicenda. Hanno tentato di chiarire il caso anche i protagonisti, il primo è stato il presidente Pallotta al sito web ilmessaggero.it: «Sono tutte cazzate, qualcuno sta provando a distruggere la Roma con continue bugie». Alla dichiarazione è seguita la nota della società con cui sono state prese le distanze dalla ricostruzione, senza però smentire i fatti: «Contrariamente all'abitudine del club, che non è solito commentare le indiscrezioni di stampa, a tutela delle persone menzionate nel servizio, l'As Roma ritiene che non sia attendibile trasformare in fatti eventuali opinioni espresse da terzi, e riportate a terzi, delineando in questo modo un quadro distorto e totalmente distante dalla realtà».
MEDICI IN PRIMA LINEA - Tra i protagonisti citati, anche l'ex medico sociale Riccardo De Vescovo accusato, con l'ex capo dei fisioterapisti Damiano Stefanini, di aver riportato al preparatore atletico Ed Lippie dinamiche e pensieri dello spogliatoio: «Non voglio fare commenti, e non ho mai parlato in vita mia con i giornalisti. Mantengo una linea legata alla mia professione e professionalità. Io sono sempre a favore della società e delle sue direttive. Sono molto rispettoso di tutto ciò che gira intorno alla società Roma», le sue parole all'Ansa. Stefanini è chiaro: «Non è stato Totti a decidere». Si smarca anche l'ex ds Monchi, accusato, nella ricostruzione, di capacità manipolatorie e di aver fallito nel mercato: «Non voglio guardare indietro, adesso lavoro a Siviglia e anche qui ho tante cose da fare. Ma voglio che una cosa sia chiara: io non conosco i giornalisti che hanno scritto quell'articolo. Non so chi sono e non ho mai parlato con loro», le sue parole a Centrosuonosport. Giovanni Cervone a Rete Sport ha avuto una reazione di rabbia contro Ed Lippie giudicato dall'ex portiere giallorosso gola profonda di Pallotta: «Chi fa la spia è un uomo di m Non credo neanche se lo vedessi con i miei occhi a un De Rossi traditore. Persone così andrebbero prese per le orecchie e buttate per strada. Se io giocatore avessi saputo una cosa del genere a Ed Lippie gli avrei dato due cazzotti in testa».
Trigoriagate. Le mail segrete su De Rossi che voleva mandare via Totti
LEGGO - BALZANI - La bufera dopo la tempesta. Come se non bastassero la grana allenatore, gli addii dei big e un campionato disastroso, ieri a Roma è esplosa un'altra bomba atomica a seguito della pubblicazione dell'inchiesta de La Repubblica. Dietro al divorzio con De Rossi - secondo il quotidiano romano - ci sarebbe un carteggio interno che il preparatore Ed Lippie, uomo di fiducia di Pallotta, nel dicembre scorso avrebbe scritto al presidente, sottolineando come i senatori della squadra (De Rossi, Dzeko, Manolas e Kolarov, guarda caso tutti con la valigia) non avrebbero avuto fiducia in Di Francesco e Monchi, mentre Totti sarebbe stato mal supportato nel suo ruolo dirigenziale. Quel ruolo che proprio lo stesso De Rossi ha dipinto recentemente come privo di potere.
LE FONTI - Come fonti di Lippie si citano il medico Del Vescovo e il preparatore Stefanini, entrambi cacciati da Pallotta a gennaio. A De Rossi - al quale però è stato offerto un ruolo da dirigente meno di 20 giorni fa - viene pure attribuita una dichiarazione che avrebbe fatto al momento dell'acquisto di Nzonzi: «Se non risolviamo la cosa, vi faccio arrivare decimi», mandando il suo procuratore a trattare la rescissione del contratto (mai avvenuta). Va ricordato che De Rossi è stato tra i migliori nella stagione appena passata. Indiscrezioni che hanno scatenato un putiferio fuori e dentro Trigoria.
QUERELA PRONTA - De Rossi, già in vacanza in Giappone, ha deciso di querelare il quotidiano romano. Totti per ora non ha parlato, ma dovrebbe farlo presto. L'ex ds Monchi è rimasto sorpreso: «Non conosco questi giornalisti, mi è nuova la faccenda». Ma il tentativo di spaccare una piazza che gronda rabbia e tristezza è fallito.
TIFOSI - La maggior parte dei tifosi ha trovato strana la tempistica con cui è uscita l'inchiesta e hanno rilevato parecchie incongruenze, accusando il solito Baldini di aver pilotato le voci per screditare De Rossi. In tanti chiedono chiarezza alla società e allo stesso Totti.
LA SOCIETÀ - E il club? «Sono tutte cazzate, qualcuno sta provando a danneggiare la Roma con continue bugie», le parole di Pallotta al Messaggero. Poi è arrivato una nota ufficiale controversa: «L'AS Roma desidera prendere le distanze dalla ricostruzione apparsa sulle pagine sportive della Repubblica. E ritiene che non sia attendibile trasformare in fatti eventuali opinioni espresse da terzi, e riportate a terzi, delineando un quadro distorto e totalmente distante dalla realtà».
SARAH ACCUSA - «A volte l'unica cosa di cui hai bisogno è capire che meriti di meglio», è invece il criptico post di Sarah Felberbaum, moglie di Daniele De Rossi.
Tutti i guai giallorossi dalla A alla Z
LEGGO - FABRETTI, PASQUALETTI - Abbonamenti. Dopo l'addio di De Rossi i tifosi hanno deciso di boicottare la Società partendo proprio dalle tessere annuali.
Baldini. L'eminenza grigia della Roma è lui. Non è un dipendente ma comanda tutto. E i tifosi l'hanno ormai messo nel mirino.
Centravanti. Dzeko, insieme ai senatori De Rossi, Manolas e Kolarov, avrebbe - secondo l'inchiesta di Repubblica - guidato la fronda a Di Francesco.
De Rossi. Capitan futuro, poi capitan rimpianto, oggi capitan discusso: è lui al centro del presunto scandalo denunciato da Repubblica. L'accusa? Avrebbe voluto far fuori Totti.
Estate. Rischia di essere infuocata. Senza ancora un allenatore e con i preliminari di Europa League alle porte.
Florenzi. È il nuovo Capitano ma sembra che nessuno lo consideri: non viene neanche chiamato in causa tra i senatori.
Gioco. La tattica di Di Francesco veniva considerata «scriteriata» dai senatori al centro della presunta fronda.
Hot line. I messaggi vocali di De Rossi hanno infuocato la polveriera Trigoria. Inviati ad hoc?
Investimenti. Senza Champions, la Roma fa meno gola dell'Atalanta (e il no di Gasperini ne è la conferma). Difficile che possa investire sul mercato senza la risorse Champions.
Lippie. Uomo di fiducia di Pallotta, è lui la gola profonda di Trigoria. Ha scritto al presidente una mail, datata 16 dicembre 2018, denunciando il clima impossibile all'interno di Trigoria.
Monchi. Il Ds spagnolo era finito nel mirino dei senatori per il mercato e per il modo di trattare i giocatori. Gli uomini scelti in estate non erano adatti al gioco di Di Francesco.
Nzonzi. Secondo il retroscena di Repubblica, De Rossi, dopo l'arrivo del francese campione del mondo, avrebbe fatto fuoco e fiamme minacciando di boicottare la Roma stessa: «Vi faccio arrivare decimi».
Obiettivi. Tutti falliti. A cominciare dalla qualificazione in Champions che doveva portare le risorse per autofinanziarsi.
Pallotta. Non c'è mai. Viene accusato di vendere tutti i giocatori migliori. Per sapere cosa accade a Trigoria ha bisogno dei pizzini dei preparatori atletici. I tifosi lo accusano di avere a cuore solo lo stadio e di essere sempre più distaccato dalla Roma.
Qatar. Lo sponsor sulle maglie cela anche un misterioso acquirente arabo? La pista resta aperta, anche in ottica stadio.
Romanisti. Sono le vere vittime di questa guerra senza quartiere che si combatte tra Trigoria e Boston. A loro vengono chiesti i soldi per gli abbonamenti, ma in cambio si offre pochissimo: non si vedono progetti né giocatori.
Stadio. È il sogno proibito di Pallotta. Ma si è arenato sull'ansa del Tevere tra burocrazia, indagini, mazzette e arresti. Ora anche i tifosi, pur di cacciare Pallotta, dicono no. Senza di loro è impossibile farlo.
Totti. Domenica è arrivato allo stadio per premiare De Rossi 4 minuti prima del fischio finale. Scuro in volto e freddo con Daniele. E c'è il giallo dell'audio in cui il numero 16 chiederebbe scusa a Totti: «Io non volevo», dice in lacrime durante l'abbraccio.
Undici. Sono gli anni che dividono la Roma dall'ultimo trofeo vinto: la Coppa Italia, conquistata nel 2008.
Viperetta. Al secolo Massimo Ferrero: fa recapitare informalmente proposte per acquistare la Roma, offrendo però solo un piatto di lenticchie.
Zaniolo. Doveva essere il nuovo Totti ma è finito soprattutto al centro di casi di cronaca, tra rapine alla mamma e gossip. Potrebbe essere il nuovo gioiello da sacrificare.
Sinisa, candidato senza consenso
IL MESSAGGERO - CARINA - Non solo l'appeal. Più trascorrono i giorni e il rischio che la Romavada incontro anche a problemi legati all'immagine (caotica) che proietta all'esterno, lievitano di ora in ora. Prima la stagione tribolata con gli addii in corsa di Di Francesco e Monchi. Poi le bordate di Ranieri, il mancato aggancio alla Champions, il traumatico addio di De Rossi, la contestazione che ne sta seguendo e i no in rapida successione di Conte e Gasperini. Ora l'inchiesta di Repubblica. Sullo sfondo un club che continua ad incassare colpi e al 31 maggio è ancora con un direttore sportivo (Petrachi) da ufficializzare e senza allenatore.
CONTATTI - Proprio su questo tema, continuano le consultazioni della società. Singolare che ogni ala del club continui ad interpellare un candidato diverso. Nelle ultime ore, proprio Petrachi - dopo aver sondato nei giorni scorsi De Zerbi - ha contattato Mihajlovic per capire l'eventuale disponibilità del tecnico. Le perplessità sul suo conto sono di natura (quasi) esclusivamente ambientale. Non più tardi di un paio di settimane fa, il serbo si è professato per l'ennesima volta tifoso laziale. E per una tifoseria, che proprio nel giorno dell'addio di De Rossi s'è ritrovata in nome del ‘romanismo', non sarebbe il miglior biglietto da visita possibile. Il timore da parte della dirigenza che possa essere letta come una provocazione, frena al momento l'ok. Anche se Sinisa, capace di giocare sia nella Roma che nella Lazio e allenare sia l'Inter (come vice) che il Milan, ha detto a Petrachi che non avrebbe problemi ad accettare l'incarico. Nel frattempo, a margine della riunione andata in corso all'Eur mercoledì sera, Totti ha contattato direttamente Gattuso (nel weekend a Capri per la festa organizzata da Ancelotti). Prima di lui, poche ore prima, ci aveva pensato (anche) Balzaretti a rompere il silenzio che durava ormai da mesi, dopo il sondaggio fatto ad inizio 2019 dal vicepresidente Baldissoni. Rino - che ha un'offerta dalla Fiorentina se dovesse finire nelle mani dell'imprenditore Commisso ed è allettato da un'avventura all'estero - ha preso tempo. Non ha chiuso la porta ma vuole prima capire i piani societari riguardanti il mercato in entrata e in uscita.
CARTE DI RISERVA - La corsa - aspettando anche il responso su Sarri - vede questi tre nomi avanti agli altri. Anche perché Giampaolo (il preferito di Baldini) è finito in orbita Milan. Fonseca(Shakhtar), che troverebbe d'accordo sia Petrachi che il consigliere di Pallotta, è penalizzato dal fatto che non conosce il calcio italiano e per ora sembra una carta da giocarsi in extremis, qualora si complicassero altre piste. Più indietro Benitez e Blanc anche se ieri l'ex ct francese, nel negare la possibilità di approdo sulla panchina del Lione, ha riferito in modo sibillino che la sua «prossima esperienza sarà all'estero».
Nel segno di Zorro. Fonseca vince il casting: è a un passo dalla Roma
LEGGO - BALZANI - Petrachi incontra Mihajlovic, Totti spinge Gattuso ma alla fine dovrebbe spuntarla di nuovo Franco Baldini. In pole per il ruolo di prossimo allenatore, infatti, è passato nemmeno troppo a sorpresa Paulo Zorro Fonseca. Dopo i no di Conte, Sarri e Gasperini si è stretto il cerchio durante il summit di mercoledì pomeriggio. Scartato Giampaolo (in orbita Milan o Lazio) considerato troppo fragile per una piazza come Roma, si è discusso delle candidature di De Zerbi e Bordalas. Ma il profilo ideale individuato dalla dirigenza è proprio quello di Fonseca. Portoghese 47 anni e allenatore dello Shakhtar Donetsk affrontato lo scorso anno agli ottavi di Champions proprio dalla Roma. I discorsi sono in fase avanzata e prevedono un triennale da circa 2 milioni per Fonseca che si è detto «ansioso di allenare in un grande campionato come quello italiano».
Zorro (soprannominato così perché si presentò vestito come il giustiziere mascherato durante una conferenza stampa) è apprezzato sopratutto per i risultati ottenuti con lo Shakthar del dopo Lucescu dove ha vinto due campionati e valorizzato giocatori come Taison, Fred e Marlos. Proprio la sua bravura nel lavorare coi giovani avrebbe fatto la differenza. Votato a un calcio offensivo ma non eccessivamente spregiudicato, il portoghese adotta il 4-2-3-1. La sua gavetta è stata di alta e bassi e ha fallito la grande chance col Porto nel 2014. Si tratterebbe del 3° allenatore straniero sugli otto fin qui ingaggiati dalla Roma americana. Importante usare il condizionale visti i recenti rifiuti. Così restano comunque in corsa le candidature di De Zerbi, Gattuso, Bordalas e soprattutto Sinisa Mihajlovic. Il serbo si è incontrato con Petrachi un paio di giorni fa proponendosi.
Dzeko. Il bosniaco oggi si accorderà con l'Inter. La Roma chiede 30 milioni, l'Inter può spingersi fino a 20 ma inserirà una contropartita tra Joao Mario e Dalbert.
Totti a De Rossi: “Un gioco sporco”
IL MESSAGGERO - TRANI - Il frastuono dell'esplosione è paragonabile a quello della scossa di terremoto. Si sente fortissimo all'Eur, nella sede di via Tolstoj, e subito si estende alla città. Ma dalla Capitale arriva ovviamente fino a Boston. La Roma è saltata in aria all'alba, con la miccia accesa proprio dentro Trigoria. L'inchiesta del quotidiano La Repubblica mette in piazza la lotta intestina che, dall'inizio della stagione, avrebbe disintegrato lo spogliatoio. E soprattutto il duello fratricida tra De Rossi e Totti, con il capitano messo alla porta senza preavviso lo scorso 14 maggio. Nessuna sorpresa, però, per Pallotta, presidente informato sui fatti fin da metà dicembre. A relazionarlo dettagliatamente il suo fisioterapista personale Ed Lippie, l'ex preparatore giallorosso che si era poi accontentato del ruolo di consulente esterno, con blitz sporadici nel centro sportivo (dopo l'addio di Di Francesco e del suo staff è di nuovo tornato ad essere il responsabile).
CHIARIMENTO LAMPO - «Hanno fatto un gioco sporco». Totti, al telefono, si sfoga con l'amico De Rossi che è in vacanza in Giappone. Spesso hanno discusso, pure da compagni. Ma sono sempre stati leali tra loro. Questa storia finisce per ricompattarli se ce ne fosse stata veramente la necessità. La fronda, raccontata dettagliatamente dal preparatore americano, non è insomma in campo. Nè chiama in causa Francesco e Daniele. Bisogna, duinque, spostarsi in società. Dove la guerra di potere nasce sottotraccia e viene a galla nella forma peggiore. Le ultime nomine, dopo le dimissioni di Gandini che si è arreso in meno di un anno, hanno creato malumori, risentimenti e invidie. Rivoluzionato il vertice del club: Fienga è diventato il nuovo Ceo, con la delega da amministratore delegato, e Baldissoni promosso vicepresidente esecutivo e spostato esclusivamente sulla questione stadio. E Baldini, da esterno, divide et impera. Il management (nessuno escluso e Monchi compreso), per la cronaca, ha avuto la copia dell'email, a quanto pare, direttamente da Pallotta. Pure diversi giocatori furono messi al corrente, a cominciare dal capitano fatto passare per il capo della rivolta. Per litigare ancora un po'.
TESTO MIRATO - Ed Lippie spinge il tasto invio subito dopo il ko di Plzen e arriva prima della gara interna con il Genoa del 16 dicembre. La sintesi è questa: «I quattro senatori De Rossi, Kolarov, Dzeko e Manolas ritengono il gioco di Di Francesco dissennato, dispendioso sul piano della corsa e misero su quello della tattica. Lamentano l'indebolimento della rosa. Il tecnico è in preda alla nevrosi dovuta al rammarico di aver accettato da Monchi un mercato inadatto al suo 4-3-3. Circondato da uno staff non all'altezza, vittima della sua stessa presunzione di riuscire ad adattare calciatori non compatibili col suo gioco». Monchi non lo sopporta nessuno: «È il narcisista che ha riempito la squadra di giocatori per i quali vincere o perdere è la stessa cosa. Gli rimproverano doppiezza nei rapporti, insofferenza nei confronti dei giocatori di seconda fascia, capacità manipolatorie nelle informazioni in uscita da Trigoria e un mercato che non è passato attraverso una corretta due diligence». Sgradito anche Totti: «La squadra soffre la sua presenza nel suo nuovo ruolo di dirigente. Le percezioni negative che trasmette al gruppo. È mal tollerato da coloro a cui ha consegnato il testimone. La richiesta dei giocatori: allontanarlo subito e con lui Di Francesco al quale è legatissimo». A Pallotta vengono svelate le fonti: il medico Del Vescovo e il fisioterapista Stefanini (non citato nell'email).
RACCONTO INCOMPLETO - Non mancano le incongruenze per chi ha vissuto questa stagione travagliata della Roma: se De Rossi, pur scontento per l'acquisto di Nzonzi, guida l'opposizione a Di Francesco e fa frenare i giallorossi in classifica, come mai va in panchina da infortunato contro il Genoa per supportare il tecnico (che lo ringrazia a fine gara), calcia il rigore decisivo a Oporto, tiene in corsa per la Champions la squadra con la rete di Marassi contro la Sampdoria e riceve la proposta del club di diventare vice Ceo? E se Totti, ancora in attesa della carica di responsabile dell'area tecnico, non ha alcun potere, come dice in pubblico De Rossi, perché può poi decidere di far cacciare Del Vescovo e Stefanini?
RETROSCENA TECNICO - Da non dimenticare: giovedì 7 marzo, dopo l'eliminazione dalla Champions, Di Francesco è stato esonerato solo a fine pomeriggio perché in una conference call con Pallotta, De Rossi ha provato, parlando in inglese anche per conto dei compagni, a far cambiare idea al presidente. Senza, però, riuscirci. Poi all'allenatore chiese: «Potrò venirti a trovare per studiare il tuo metodo?». Kolarov, invece, giocò il derby (e segnò) con il dito del piede fratturato. Dzeko, quando andò vià Eusebio, si limitò all'sms. Il più bello ricevuto dal tecnico. Che, agli amici, ricorda: «I quattro sono gli stessi che mi portarono in semifinale di Champions». I contrasti ci sono stati, come le lamentele. Sui carichi di lavoro e i sistemi di gioco. Accade ovunque e non solo qui.