Pallotta ad Insideroma: “E' chiaro che stanno cercando di danneggiare la Roma”

INSIDEROMA.COM - GABRIELE NOBILE - La redazione di InsideRoma ha contattato James Pallotta, presidente di As Roma, per sapere la sua opinione in merito all’articolo scritto questa mattina da Repubblica. Queste le parole del massimo dirigente giallorosso: 

“E’ chiaro che qualcuno sta cercando di danneggiare la Roma con tutte queste sciocchezze”.


Caos Roma, salta anche Gasperini

IL MESSAGGERO - TRANI - L'erede di Ranieri ancora non c'è. E, soprattutto, anche il 2° candidato interpellato esce di scena. La Roma, dopo il no di Conte, incassa anche quello diGasperini. Che, nel tardo pomeriggio, avvisa Petrachi: «Resto qui», cioè a Bergamo. L'incontro con Percassi lo ha allontanato definitivamente dalla Capitale. Dove regna, al momento, l'indecisione sul nuovo (o vecchio, fate voi) percorso da intraprendere. Si valutano i vari profili, in Italia e all'estero, di tecnici liberi (e non). I manager e gli agenti Fifa vanno all'assalto della sede di via Tolstoj all'Eur. Il piano B non è pronto, proprio perché il club giallorosso non ha la certezza di poter individuare fin retta la guida ideale per l'ennesima rivoluzione. Meglio non fare altri passi falsi, azzardati o comunque precipitosi. L'elenco è abbondante: «Almeno in 5 sono in corsa». Ma siamo alla fase della valutazione, senza però per forza dover ripartire da zero.

QUESTIONE DI FEELING - Perché la Roma, pur incuriosita da altre proposte, usa sempre la lista iniziale, quella presentata da Baldini a Pallotta. Lì Sarri è sempre stato accanto a Conte, addirittura il preferito del consigliere esterno che lavora da Londra o Cape Town, così come Giampaolo è rimasto almeno sullo stesso piano di Gasperini. L'outsider, invece, è De Zerbi. Così il suggeritore del presidente farà domani la telefonata decisiva al tecnico del Chelsea che stasera a Baku cercherà di alzare il 1° trofeo della carriera, nella finale-derby di Europa League contro l'Arsenal. Abramovic sembra deciso a mandarlo via a prescindere dall'esito del match, chiamando sulla panchina dei Blues l'ex capitano Lampard. Il piano di Baldini, intanto, è chiaro, mirato all'orgoglio dell'amico. Insisterà su quella che è la strategia della Juve: la prima scelta del club bianconero è Pochettino. Sarri, invece, è solo l'opzione di scorta nel caso in cui l'argentino del Tottenham non trovasse l'accordo con Agnelli dopo la finale di Champions di sabato a Madrid. Tentativo, dunque, disperato, ma da effettuare. Anche Petrachi appoggia l'iniziativa.

SCREMATURA IN CORSO - Il nuovo ds, in attesa di essere ufficializzato, si è confrontato con Baldini che gli ha chiesto di muoversi su Giampaolo e De Zerbi. Più pronto l'attuale allenatore della Sampdoria, più intrigante quello del Sassuolo. Nella sede dell'Eur, però, si prendono in esame i vari profili. L'identikit spesso non corrisponde completamente a quello tracciato dal management di Pallotta che cerca la figura con determinate caratteristiche: cioè l'allenatore che abbia personalità e al tempo stesso sappia lanciare i giovani. Nel nostro campionato, pure per Baldini, il più interessante è De Zerbi. Gattuso, dopo il sondaggio fatto ad inizio 2019 dal vicepresidente Baldissoni, si è liberato solo ieri dal Milan e a quanto pare preferirebbe la Liga o la Premier alla serie A. Ma la Roma lo affascina e non da oggi. I procuratori sono scatenati: c'è chi ha proposto Spallettie chi si è giocato di nuovo la carta Mihajlovic. Dall'estero viene proposto Benitez che però è ormai fuori dal giro delle big. Come Blanc che non allena da 3 anni. Più sfizioso Fonseca. L'effetto domino prenderà il via alla fine del weekend, dopo la finale al Wanda Metropolitano. Gasperini ha giocato d'anticipo: grazie alla Roma (e alla Champions), oggi firmerà il nuovo triennale con l'Atalanta. Una stagione in più, fino al 2022, e un ingaggio migliore (2 milioni più bonus).


Lo schiaffo di Gasp: l'Atalanta pareggia l'offerta della Roma, dopo il sì a Pallotta il tecnico ci ripensa

LEGGO - BALZANI - Il caos ora è totale. Dopo i no di Sarri e Conte, è arrivato ieri a sorpresa anche il dietrofront di Gasperini, nonostante l'accordo di massima trovato nelle scorse settimane. Nell'incontro tra il tecnico piemontese e il presidente dell'Atalanta Percassi è arrivata l'inattesa fumata bianca. Che a Roma si è tramutata in un tornado. Diciamo che sono ottimista. Ci rivedremo domani (oggi, ndr) per un caffè, ha detto Percassi che ha garantito al tecnico un sostanzioso aumento che cancella l'offerta della Roma (2,5 milioni per tre anni), la permanenza dei big e un mercato di rafforzamento in vista della Champions. Gasp si è preso 24 ore di tempo, ma di fatto ha già avallato l'accordo che porterà a un rinnovo fino al 2022. L'annuncio dovrebbe arrivare oggi. Dopo aver detto sì alla Roma, ha rialzato il telefono per comunicare il clamoroso dietrofront che ha innescato nuove polemiche nelle capitale e nuove critiche nei confronti di Baldini e Pallottachiamati ora a pensare all'ennesima alternativa di un progetto senza appeal. Possibile che il progetto Roma non convinca un tecnico di provincia come Gasp? Sì.

Nelle ultime ore è stato sondato il terreno per Allegri, un'utopia visto il ridimensionamento in atto. La pista più credibile porta a un pallino di Baldini. Quel Zorro Fonseca, che ha stupito alla guida dello Shakhtar. In un campionato lontano anni luce dal nostro, ma con una rosa di giovani. La Roma? Mi piacerebbe allenare in serie A, ha risposto il portoghese. Regge pure la candidatura di Giampaolo, a meno che il Milan non decida di puntare su di lui. Più indietro Gattuso, Di Biagio, De Zerbi e Blanc. Ma cosa, e soprattutto chi, troverà il futuro tecnico a Trigoria? Di certo non De Rossie Dzeko. Il bosniaco ha già detto sì all'Inter di Conte. I due club devono limare alcuni dettagli relativi ai bonus, ma l'affare dovrebbe chiudersi sui 20 milioni. Prepara le valigie pure Kolarov per il quale è arrivata l'offerta della Stella Rossa, il club dove è cresciuto il serbo. L'altro senatore ormai con un piede e mezzo fuori da Trigoria è Manolas. Il greco, vista la clausola rescissoria da 36 milioni, può scegliere la destinazione. Più Arsenal che Napoli o Juve. Direzione Premier pure per Olsen scalzato da Mirante e dal futuro portiere che potrebbe essere Perin. In difesa il ds Petrachi punta Izzo e Palomino, ma dovrà accontentarsi probabilmente di Lyanco da affiancare a Fazio. A centrocampo dovrebbero restare Cristante, Lorenzo Pellegrini, Florenzi e Zaniolo. Per quest'ultimo andrà in scena la prossima settimana l'incontro decisivo per il rinnovo. A rischio pure El Shaarawy mentre resteranno alla base Kluivert e Under oltre agli incedibili (per mancanza di offerte e stipendio elevato) Pastore, Perotti, Nzonzi e Santon.


«Io non volevo». Giallo sulla frase nell'abbraccio tra Totti e De Rossi

IL MESSAGGERO - La cerimonia d'addio di Daniele De Rossi alla Roma continua a far parlare e a innescare polemiche. L'ultima riguarda un video pubblicato su centinaia di account Facebook e Instagram in cui viene immortalato l'abbraccio tra il centrocampista e Francesco Totti. Al di là delle immagini commoventi, l'attenzione degli internauti si è spostata sull'audio di sottofondo: un orecchio attento, infatti, può distinguere la frase «Non volevo» che si confonde tra il frastuono degli applausi della gente, a cui è seguita una tipica espressione romana («m sua»). Un botta e risposta che il pubblico dei social ha attribuito ai due capitani, per la precisione identificando in Totti la voce che avrebbe pronunciato «Non volevo», e nell'ex numero 16 la risposta il cui riferimento era il presidente James Pallotta.

Per tutta la mattina di ieri su Facebook e Instagram non si è parlato d'altro, migliaia di tifosi hanno condiviso il video che ha generato milioni di visualizzazioni fino ad arrivare sulle pagine web dei media nazionali. È a questo punto che il club ha preso in mano la situazione chiedendo al dirigente giallorosso se avesse detto o meno all'orecchio di Daniele quella frase. Totti avrebbe smentito, ma non ufficialmente.
Sui social ufficiali di Francesco è apparso solo un post in ricordo del 28 maggio 2017 (giorno del suo addio al calcio), mentre su quelli della società non c'è traccia di una presa di posizione. Un vero e proprio giallo: chi ha pronunciato quelle frasi? Forse un operatore tv, o qualcuno che era vicino a Totti e De Rossi, fanno sapere da Trigoria. Di certo l'ex numero 10 non era d'accordo con la scelta del presidente di dare il ben servito all'amico Daniele, e sussurrargli all'orecchio «Non volevo» non rappresenterebbe una novità così eclatante. D'altronde durante la conferenza stampa d'addio dello scorso 14 maggio, Francesco ha preferito mettersi da parte lontano da tutti i dirigenti da cui ancora sta aspettando la risposta sul suo ruolo nella Roma. Nelle scorse settimane sembrava che Pallotta(e Baldini) si fossero convinti a nominarlo ufficialmente direttore tecnico, una carica che ancora non è arrivata e che Totti sta aspettando da ormai 2 anni.


La sconfitta frena il piano opere, slitta anche il ponte dello stadio

IL MESSAGGERO - ROSSI - Parcheggi, manutenzione straordinaria delle metropolitane, persino il ponte dei Congressi: tanti progetti che potrebbero slittare, anche di qualche anno, per lasciare via libera a quelli realizzabili in tempi più brevi. Virginia Raggi l'ha ribadito a chiare lettere, all'indomani delle Europee: «Servono risultati, subito». A partire dagli investimenti e dalle opere pubbliche, con un focus inevitabile su quelle completabili, tassativamente, in 18-24 mesi. L'orizzonte dell'amministrazione pentastellata è infatti il 2021, quando scadrà il mandato della sindaca: e due anni, visti i problemi che si incontrano in Campidoglio ad avviare i cantieri, sono un intervallo molto più breve di quanto si possa pensare.

IL BILANCIO - E così la parola d'ordine, che sarà concretamente applicata a partire dall'assestamento estivo di bilancio, è diventata razionalizzazione. Ossia: «concentriamoci sugli interventi per i quali potremo, realisticamente, tagliare il nastro». Inevitabile, quindi, uno spostamento di fondi dalle opere più complesse da realizzare a quelle che hanno magari un iter già avviato. E che, comunque, possono contare su fondi già stanziati e immediatamente disponibili, perché già inseriti nel bilancio di previsione 2019.

LE SCELTE - Palazzo Senatorio punta su interventi rapidi ma di apprezzabile valore simbolico: dall'abbattimento della sopraelevata della tangenziale est, all'altezza della stazione Tiburtina, all'avvio del tram dei Fori, che collegherà largo Corrado Ricci con la stazione Termini. Fino alle piste ciclabili da realizzare e all'arrivo di nuovi treni per la metropolitana. Più qualche intervento mirato, come quello sull'area di Villa Borghese (e in particolare sulle vie circostanti) e per la risistemazione di via del Tritone e via Due Macelli, con ampliamento dei marciapiedi e pedonalizzazioni. Oltre all'annosa battaglia contro le buche: in questi due anni residui si tenterà di aprire il maggior numero possibile di cantieri di manutenzione straordinaria. Anche se, visto quanto accaduto negli ultimi tempi, su questo fronte c'è poco da essere ottimisti.

I RINVII - A essere temporaneamente sacrificate, con un allungamento dei tempi di realizzazione, saranno invece opere ancora non cantierate, o con finanziamenti tuttora da completare. Tra queste ci potrebbe essere anche il ponte dei Congressi, uno dei progetti inseriti nel piano della mobilità del nuovo stadio della Roma. Pur finanziata in gran parte grazie ai fondi dello Stato, l'opera non è stata ancora avviata, e ha ovviamente uno sviluppo previsto in più anni, di sicuro oltre la scadenza naturale della consiliatura. Probabile che, a questo punto, i tempi possano ulteriormente allungarsi, soprattutto se non dovesse decollare l'impianto di Tor di Valle. Così come potrebbe slittare il piano di manutenzione straordinaria della linea B della metropolitana, che l'ultimo piano investimenti del Campidoglio colloca già nel 2021.

LO STOP - Destino simile potrebbero avere altri interventi non avviabili quest'anno. Come il completamento del restauro delle Mura Aureliane, che si trascina già da alcuni anni. Oppure la riqualificazione dell'area compresa tra piazza dei Cinquecento e piazza della Repubblica, a ridosso della stazione Termini. Si allungheranno i tempi per i completamento dei parcheggi a servizio delle stazioni della metropolitana di piazza Annibaliano e piazza Conca d'Oro, sulla linea B1, nonché del nuovo spazio in struttura metallica per le auto presso la fermata di Ponte Mammolo.


Continua la corsa per il tecnico quattro candidati e un mister x

GAZZETTA - PUGLIESE - Poteva essere il nome giusto per la Roma del futuro o almeno così pensavano nei giorni scorsi i dirigenti giallorossi. Ed invece ieri Gian Piero Gasperini ha deciso di restare a Bergamo ed all’Atalanta, il suo futuro sarà ancora colorato di nerazzurro, con la Champions sullo sfondo da giocare ed onorare. Una decisione che per alcuni versi, però, non ha sorpreso il management romanista, che da qualche giorno aveva iniziato a studiare anche piste alternative. Perché si era coscienti di come Gasperini non fosse un allenatore libero ma sotto contratto (per di più con una società «amica») e perché nel momento in cui la qualificazione alla Champions stava per diventare realtà per i nerazzurri, a Trigoria hanno cominciato a capire che le possibilità di un accordo si stavano contestualmente accorciando.

La scelta di Gasp

La Roma dunque ieri pomeriggio è stata informata della voglia di Gasperini di proseguire con l’Atalanta. I dirigenti hanno registrato la scelta, senza però restare sorpresi o particolarmente amareggiati. Le sensazioni, appunto, negli ultimi giorni nel quartier generale dell’Eur non erano positive. Anche perché tra la Roma e Gasperini non c’erano mai stati contatti diretti, ma se n’era parlato tramite agenti ed intermediari. Gasperini piaceva per la sua capacità di lavorare con i giovani – valorizzandoli – e per l’intensità del lavoro settimanale. Le remore, invece, erano tutte legate al suo aspetto caratteriale, che lasciava appunto più di qualche dubbio.

Le alternative

Nel frattempo, dunque, i dirigenti della Roma hanno iniziato a lavorare su altre piste, sia italiane sia estere. Fermo restando che a Trigoria (o meglio, all’Eur) sono convinti che dopo le due finali europee – Champions ed Europa League – ci sarà un effetto domino sulle panchine internazionali che potrebbe produrre scossoni, ma anche sorprese. Di certo c’è che in Italia vengono seguiti i profili di Marco Giampaolo (Sampdoria) e Roberto De Zerbi (Sassuolo), che però sono finiti anche nel mirino del Milan, anche se poi non è stata abbandonata del tutto la pista che porta a Maurizio Sarri (nel caso in cui la Juventus viri alla fine altrove e il Chelsea lo mandi via). Difficilissima, invece, un’ipotesi legata a Rino Gattuso. Tra le piste estere i due nomi che sono stati offerti alla Roma nei giorni passati sono quelli di Rafa Benitez (Newcastle) e Laurent Blanc, libero oramai da tre anni. La scelta, comunque, non sarà immediata, ci vorranno una decina di giorni. Più o meno gli stessi che serviranno per sapere il futuro di Petrachi. E quello di Totti, che verrà nominato direttore tecnico insieme all’ufficializzazione del nuovo d.s.

La sorpresa

Il fatto, però, è che tutti i tecnici citati sopra – chi per un motivo o chi per l’altro – non rispecchiano in pieno l’identikit ideale che si sono prefigurati i dirigenti della Roma. E cioè quello di un tecnico che valorizzi appunto i giovani, che porti intensità sui campi di Trigoria, che abbia carisma e personalità da vendere e che affronti la prossima stagione con grande spavalderia. Ecco perché all’orizzonte potrebbe esserci un mister X che ancora non è stato accostato alla Roma. Un nome nuovo, che soddisfi in pieno le aspettative della dirigenza romanista.


C’è l’intesa con Percassi via al progetto Champions

GAZZETTA - DI CHIARA - Alla fine ha prevalso il cuore. Ma anche la ragione ha avuto la sua parte. E Gian Piero Gasperini ha fatto la sua scelta: resterà a Bergamo, l’Atalanta delle meraviglie, quella che ha stupito l’Europa col suo gioco, avrà ancora lui al timone. I dubbi manifestati negli ultimi giorni, frutto anche della suggestione Napoli e soprattutto dell’interesse della Roma, avevano fatto pensare a un possibile divorzio del tecnico dalla famiglia Percassi. E invece, dopo il taglio della torta per festeggiare l’approdo nell’Europa dei grandi nella cena sociale di lunedì, oggi è atteso il brindisi con il presidente Antonio Percassi e suo figlio Luca, l’amministrare delegato, per suggellare la nuova intesa.

Le garanzie

La svolta è arrivata ieri, in una giornata caratterizzata da un lungo incontro tenutosi a Bergamo negli uffici in centro città del gruppo Percassi. E’ stata rivisitata l’intera stagione, sono stati affrontati gli aspetti positivi (tantissimi) e quelli negativi (pochissimi). Il tecnico ha chiesto le garanzie tecniche per affrontare al meglio una avventura affascinante quanto difficile, in modo da poter competere adeguatamente sul doppio fronte campionato- Champions. Percassi ha garantito l'impegno sul mercato, nel senso di rafforzare la rosa e trattenere a Bergamo i leader della squadra. La volontà è quella di non snaturare l’organico e, se sarà necessario sacrificare un big, qualora arrivassero offerte irrinunciabili, sarà adeguatamente sostituito. In pratica: sarà inevitabile vedersi recapitare offerte a Zingonia per Ilicic e Zapata, ma al tempo stesso non va data per scontata alcuna cessione. Anzi. E con la possibilità di giocare la Champions, saranno tanti i giocatori che spingeranno per la conferma. Così ieri sono state messe le basi per andare avanti assieme. E il meeting si è concluso a metà pomeriggio con soddisfazione delle parti. Oggi, comunque, è previsto un nuovo incontro, «un caffè» ha detto il presidente Percassi, che in una uscita pubblica ha aggiunto «Sono ottimista», ma il suo sorriso tradiva la soddisfazione totale per aver mantenuto l’impegno con i suoi tifosi. Aveva promesso: «Gasp resta a Bergamo, non è in discussione» e così sarà. E l’affetto dei tifosi ha avuto sicuramente il suo peso nella scelta del tecnico così come la consapevolezza di poter lavorare in un ambiente ideale, con un grande vivaio alle spalle delle prima squadra. Dopo il nuovo vertice in programma stamattina tra tecnico e dirigenti nerazzurri, con ogni probabilità arriverà anche l’annuncio ufficiale da parte della società della nuova intesa.

Nuovo contratto

Il nuovo accordo porterà con sé anche un nuovo contratto: Gasperini è vincolato fino al 2021 con opzione a favore del club. Quindi ci sarà il prolungamento fino al 2022 con un naturale adeguamento economico (ingaggio sui 2,2 milioni) e il Gasp-IV avrà inizio. Buon divertimento.


Arsenal e Tottenham su Under: se parte, ecco Thauvin

GAZZETTA - ZUCCHELLI - Una è impegnata con la finale di Europa League, l’altra con quella di Champions, eppure entrambe hanno messo gli occhi su un calciatore della Roma. Cengiz Ünder piace molto sia all’Arsenal che al Tottenham, che nelle scorse settimane si sono fatte avanti con il suo entourage per capire se ci fossero o meno i margini per trattare. Risposta positiva, il giocatore ha un contratto fino al 2023, guadagna meno di due milioni a stagione, bonus inclusi, e per la Roma non è incedibile a fronte di un’offerta dai 40 milioni in su. Molto, se non tutto, dipenderà però da quello che vorranno fare nuovo allenatore e nuovo direttore sportivo. A Trigoria non ci sono certezze, anche altri dirigenti col contratto in scadenza, da Bruno Conti a Balzaretti, aspettano di capire il proprio futuro, e i calciatori si guardano intorno. Se Cengiz dovesse andar via il primo nome per un esterno è quello di Thauvin, del Marsiglia, che viene monitorato dal d.s. uscente, Massara, da anni.

A sinistra

Se non arrivano conferme, anzi, su un presunto interesse da parte di alcuni club cinesi per Florenzi (in questi giorni in vacanza a Copenaghen), in Serbia sono certi che Kolarov possa salutare la Roma con un anno di anticipo per chiudere la carriera nella Stella Rossa. Con ogni probabilità la Roma dovrebbe riportare a casa, per la fascia sinistra, Luca Pellegrini dal Cagliari, poi su Kolarov sarà - ancora - il nuovo tecnico ad avere l’ultima parola.

In porta

Per quanto riguarda il portiere, invece, appare scontato come per Olsen si cerchi un’altra destinazione in Europa e, di conseguenza, la Roma voglia un titolare. Perin piaceva già lo scorso anno, se lui volesse lasciare la Juventus per giocare titolare nell’anno che porta all’Europeo a Trigoria sono pronti ad accoglierlo. Altrimenti piacciono Gollini dell’Atalanta e Sirigu del Torino, ma il club giallorosso, dopo la delusione Olsen, non vuole più sbagliare. E sentendosi tutelato, almeno a breve termine, da Mirante, ragiona con calma. In attacco piace, come detto, Thauvin, mentre appena si insedierà il nuovo d.s. sarà convocato l’agente di El Shaarawy per il rinnovo di contratto.

DDR in stand by

Capitolo De Rossi: è arrivato a Tokyo per iniziare le ferie, il pressing del Boca continua, Salah dice che non gli dispiacerebbe vederlo in Premier, lui per ora ha delegato tutto al procuratore, Sergio Berti, e per almeno 10 giorni non vuole prendere decisioni definitive.


Roma spiazzata, Gasperini firma il rinnovo con l'Atalanta

REPUBBLICA - CARDONE/PINCI - Alla fine il triennale Gasperini lo ha firmato davvero. Non con la Roma, però mentre tutti aspettavano il trasferimento nella capitale, l'allenatore dell'Atalanta ha pronunciato un inatteso «rimango qui». Troppi i dubbi su che Roma avrebbe trovato. Troppo convincente il pressing del presidente bergamasco Percassi: nel colloquio di ieri, Gasperini s'è sentito dire la frase che sperava per potersi disimpegnare dall'impegno con i giallorossi: "Cosa vuoi per restare". Ha posto le condizioni: la conferma dei big (tranne Zapata e il difensore Mancini) e 4 acquisti di livello. In cambio, ha allungato il contratto dal 2021 al 2022 a 2 milioni netti, poco meno di quanto offriva la Roma. Che ora è costretta a ricominciare da zero.

Solo che a questo punto di soluzioni a Trigoria non ne restano moltissime: Sarri, oggi promesso alla Juve, era gia in parola con Baldini. Un'ipotesi reale e De Zerbi. Poi in ordine sparso Mihajlovic, Gattuso e Giampaolo, che convince poco caratterialmente. Ci sarebbe anche una pista estera, piuttosto misteriosa. Chissà che non sia lo spagnolo Valverde, in uscita dal Barga, che al suo posto sta sondando il ct del Belgio Roberto Martinez, l'ex stella blaugrana Koeman, il prodigioso Ten Hagdell'Ajax, ma pure Massimiliano Allegri. Un nome che la Roma avrebbe voluto nel 2013 (ci pro-vo l'ex dg Baldini, che ieri ha piazzato l'amico Villas Boas al Marsiglia) ma oggi inavvicinabile. Come d'altronde era già successo con Conte, che tra domani e venerdi sarà annunciato dall'Inter.

Se la Roma è in panne, la Lazio è in attesa di capire se dovrà cercare un nuovo allenatore. Oggi Simone Inzaghi incontrera di nuovo il presidente Lotito dopo le tensioni dei giorni scorsi: il presidente vuole convincerlo a firmare un rinnovo triennale da 2 milioni a stagione (oggi ne prende 1,3) del contratto in scadenza nel 2020. Ma l'allenatore preferirebbe restare andando ad esaurire l'attuale accordo, in modo da avere le mani libere. Per aspetta-e l'evoluzione di un mercato allenatori mai così frizzante.


Anche Gasperini salta e si riparte da Pellegrini

REPUBBLICA  - PINCI - Un altro allenatore che sfuma. Cosa resta della Roma? Un cumulo di detriti lasciati dalla disastrosa gestione sportiva degli ultimi 12 mesi: un patrimonio di calciatori esausti e impossibili da riproporre, da Nzonzi a Pastore, costosissime illusioni evaporate col sole dell'estate, e Dzeko o Manolas, eroi della semifinale Champions di un anno fa, oggi a fine ciclo. La Roma illusa da Conte e rimasta delusa pure da Gasperini: l'Atalanta ha fatto tutto ciò che serviva per tenerlo, accontentandone le richieste. E oggi per la Roma è tutto da rifare. Una lista esiste, segretissima, con opzioni anche all'estero.

Ma a Trigoria forse è meglio ripartire dalle certezze. Una su tutte: Lorenzo Pellegrini. II migliore dei giallorossi nel giorno dei saluti a De Rossi, una delle migliori sorprese della stagione. Al punto che l'Inter era convinta di esercitare la clausola per po-tarlo a Milano: 30 milioni da pagare in due rate da 15, operazione eccellente per assicurarsi uno dei migliori classe '96 in Italia. A fermare un affare che avrebbe fatto felicissimo Antonio Conte, e stato lo stesso Pellegrini: «Voglio restare alla Roma». Questa la sentenza del ragazzo: troppo legato alla squadra per cui ha sempre fatto il tifo e troppo forte la delusione della mancata qualificazione alla prossima Champions Leagueper andarsene così. Per questo la decisione di proseguire, senza battere cassa, solo candidandosi a un posto sempre più stabile nel centrocampo giallorosso dopo l'exploit di quest'anno che ha convinto pure Ranieri, secondo cui Pellegrini, oggi, è il miglior centrocampista in Italia.

Chi il contratto dovrà invece rinnovarlo è Zaniolo. La Roma è disposta ad arrivare fino a 1,2 milioni di euro annui, molti di più dei 270 mila euro che percepisce oggi, ma meno dei quasi 2,5 milioni che si aspettava il suo agente. In ogni caso, nonostante proposte in arrivo, la Roma vuole tenerlo ad ogni costo per farne uno dei punti di riferimento per il prossimo futuro.Orientamento che invece non riguarda Kolarov: lui aveva fatto sapere di voler restare, ma l'opera di rinnovamento "ambientale" coinvolgerà anche il serbo. Come De Rossi, Dzeko e Manolas, vecchia guardia ai ferri cortissimi con la dirigenza attuale dopo una serie di episodi avvenuti nel corso della stagione. Per Kolarov prende con po' quindi l'ipotesi della rescissione consensuale del contratto, in scadenza altrimenti tra un anno, condizione che gli consentirebbe di tornare alla Stella Rossa, la sua squadra del cuore. Per sostituirlo, già certo il rientro di Luca Pellegrini dal Cagliari, dove ha acquisito esperienza di Serie A con continuità. Al ds Petrachi — lui dal Torino dovrebbe liberarsi, alla fine — il compito di costruire intorno ai giovani una rosa da Champions.


Gasperini resta all’Atalanta. Adesso la Roma punta De Zerbi

LA STAMPA - DE SANTIS - Il caffè bevuto da Gasperini e Percassi ha reso la Roma nervosa. Altro due di picche (dopo Conte) incassato, ricerca di un’anima gemella per la panchina giallorossa ritornata al punto di partenza: l’Atalanta non ha liberato il suo alchimista ieri e non lo libererà, a meno di improbabili colpi di scena, nemmeno oggi, quando il presidente e l’allenatore si rivedranno di nuovo. Non per parlare o per un altro caffè, ma addirittura per allungare il loro connubio, con un contratto nuovo di zecca e cospicuo aumento dell’ingaggio, fino al 2022. «Sono fiducioso», l’unica frase scappata di bocca a Percassi, pronunciata con un sorriso che era tutto in programma, all’uscita dall’appuntamento che ha ricucito il legame tra i due artefici del miracolo della Championsatalantina.

Parole pubbliche, accom- pagnate da altre più dettagliate in privato, che a Trigoria, Boston e Londra, tre dei vari centri di potere romanista, hanno fatto calare il sipario sul piano di una r voluzione affidata a Gasperini, che pure aveva dato un suo assenso di massima per un triennale a 2,5 milioni più bonus, e avviato le manovre per l’ennesimo piano alternativo. Il nome più in voga nelle ultime ore è quello di Roberto De Zerbi: l’unico ostacolo (superabile), al netto delle valutazioni della Roma, sarebbe rappresentato da ancora un anno di contratto con il Sassuolo. Con Sarri e Allegri chimere apparentemente irraggiungibili, restano in lizza Giampaolo (non ancora contattato), Gattuso (libero da ieri e nelle mire di Lazio e di club esteri) e anche Mihajlovic(che ha momentaneamente messo in stand-by il Bologna).


No di Gasp, spunta De Zerbi

IL TEMPO - BIAFORA - Gasperini abbandona la corsa per la panchina della Roma. Dopo essere stato a lungo in testa staccato a seguito del rifiuto di Conte,
l'allenatore piemontese ha deciso di restare all'Atalanta e di giocarsi la Champions League con i bergamaschi. Ieri è andato in scena il definitivo faccia a faccia tra il tecnico, i due Percassi (il padre presidente e il figlio amministratore delegato) e il direttore operativo Spagnolo, una riunione che ha chiuso la possibilità di un trasferimento in giallorosso: la dirigenza nerazzurra è riuscita a convincere Gasp a continuare il percorso iniziato tre stagioni fa. Nel tardo pomeriggio, dopo le parole del direttore generale orobico Marino ("Gasperini sa bene che l'Atalanta gli può offrire una continuità e un percorso che da altre parti non gli possono garantire. Sarà una decisione che comunque prenderà in affetto e amicizia con il presidente"), è arrivato l'intervento del numero uno del club, più che sorridente e tranquillo nel rispondere ai cronisti: «Come è andato l'incontro? Sono dovuto andare via prima, ci rivediamo domattina (oggi, ndr) per un caffè insieme e saprete tutti come è andata. Io - ha con-luso Percassi - sono ottimista». Secondo quanto filtra da Bergamo le parti hanno messo a punto un rinnovo di contratto fino al 2022, allungando di un anno, con relativo aumento di stipendio, l'attuale accordo. Gasperini, a cui la Roma aveva dato un ultimatum di 48-72 ore a inizio settimana, ha ottenuto la conferma dei big, Ilicic in primis, e la rassicurazione che verrà effettuato un mercato importante, alla ricerca di almeno tre nomi di livello per aumentare la quanta e la profondità della rosa.

La scelta dell'allenatore di Grugliasco scombina completamente i piani della Roma (Petrachi ha già impostato alcune trattative di mercato), che aveva puntato fortemente su di lui dopo aver capito le difficolta nell'arrivare a Sarri, il preferito di Baldini. Il toscano molto probabilmente sarà esonerato dal Chelsea, con cui ha un contratto di altri due anni a 6 milioni netti a stagione, ed è in pole position per raccogliere l'eredità di Allegri, mandato via dalla Juventus. L'unica chance che potrebbe rimettere Sarri, impegnato questa sera nella finale di Europa League, sulla carreggiata che porta alla Capitale è il clamoroso passaggio di Guardiola in bianconero, ad ora molto difficile.

Sull'asse Trigoria-Boston è ripartita la caccia al nuovo nome da mettere nell'obiettivo, scartando i profili di Giampaolo e Blanc, che non convincono. Le piste percorribili, oltre al sogno impossibile Allegri, sono quelle che portano in ordine a De Zerbi, sotto contratto con il Sassuolo fino al 2020 e già chiamato da Baldini, Gattuso, che ieri ha rassegnato le dimissioni dal Milan e Mihajlovic, contattato già per fare il traghettatore dopo l'esonero di Di Francesco. Diversi mesi fa l'ipotesi di affidare la guida tecnica all'ex Benevento era stata nettamente a-cantonata dai dirigenti romanisti, ma il suo stile di gioco attira il consigliere di Pallotta. Impossibile escludere un allenatore a sorpresa dall'estero, che non sarà però Bielsa per cui il Leeds ha esercitato la clausola per tenerlo un altro anno. Il tempo scorre velocemente e c'è una stagione da pianificare, si faccia avanti il prossimo candidato.