Quando DDR mi alzò la Coppa Italia in faccia
IL TEMPO - CARMELLINI - «N'do sta Carmellini, n’do sta...??». Mi venne a cercare sull'aereo di ritorno da Milano, con la Coppa Italia appena vinta in mano. Mi cercava per farmela vedere dal vivo, visto che qualche tempo prima avevo fatto un titolo su di lui (a dire il vero e con il senno del poi, un po’ troppo duro...) sul fatto che De Rossi non sarebbe stato mai come Emerson. Se l'era legata al dito e al primo contatto, qualche settimana dopo, arrivammo quasi alle mani (io ero a Trigoria ad accompagnare un collega e il figlio per autografi di rito). Le urla le sentirono fino ai piani alti, al punto che scese Bruno Conti
a separarci aiutato da Aquilani a quei tempi ancora giallorosso. Ero un giovane cronista, ancora convinto dell’infallibilità: invece nel lavoro, come nella vita, si sbaglia eccome. Comunque, dopo la lite e il successivo chiarimento oggettivamente molto cordiale, la cosa era finita lì. Ma evidentemente quel titolo gli aveva fatto proprio male e così dopo aver vinto il suo secondo trofeo in carriera (l'anno prima era diventato campione del mondo con la maglia dell’Italia), si era voluto togliere questo sfizio mentre il charter ci riportava a Roma da San Siro: «E vero, non sarò mai come Emerson...» mi disse ridendo. Chapeau! Solo qualche mese fa ne abbiamo riso incontrandoci per caso lontani dal nostro mondo ognuno con le rispettive compagne. Forse entrambi eravamo un po’ più grandi e meno spigolosi: questione d'età, ma anche di rispetto. Reciproco.
Ranieri saluta. E ora rivoluzione
IL TEMPO - SCHITO - Eppure il vento soffia ancora. Da oggi parte la nuova Roma con molti dubbi e poche certezze. Con il campionato archiviato, prende ufficialmente il via la trattativa con l'Atalanta per portare in giallorosso Gasperini. La prima mossa spetta al tecnico che dovrà parlare con il patron nerazzurro per cercare di liberarsi anzitempo: il contratto che lo lega attualmente alla società lombarda è in essere fino al 2021 con un'opzione sull'anno successivo. La Roma è alla finestra: l'accordo con Gasperini c'è. Percassi e i suoi hanno programmato un futuro con il tecnico e lasciarlo andare non sarà così semplice: «Il primo abbraccio - le parole del numero uno dell'Atalanta dopo la vittoria di ieri sera dei suoi con il Sassuolo che vale la prima storica ChampionsLeague atalantina - l'ho dato a Gasperini, era ovvio. Convincerlo ad allenare l'Atalanta anche il prossimo anno? È scontato che rimanga qui». Ad ammorbidire le parti potrebbero eventualmente arrivare contropartite tecniche dalla capitale. Stesso trattamento non sarà riservato a Petrachi, attuale diesse del Torino, legato ai granata per un'altra stagione. In questo caso è lui la scelta ormai assodata della Roma, ma la società giallorossa non ha intenzione di scendere a compromessi per portarlo a Trigoria. Entrambe le trattative non si risolveranno nel breve: difficile che l'affaire Gasperini possa trovare soluzione prima di una settimana, ci vorrà almeno il doppio per Petrachi. Intanto però a Trigoria è tempo di pensare alle cessioni che dovranno essere fatte prima del 30 giugno.
L'arduo compito di sbrigare quest'ingrata faccenda è nelle mani di Frederic Massara: il delfino di Sabatini potrebbe continuare a lavorare per la Roma come ha fatto dal momento dell'addio di Monchi. Una volta ufficializzato il nuovo diesse, presenterà le dimissioni e cercherà una nuova realtà in cui affermarsi: Brescia, Fiorentina e Sassuolo hanno già ampiamente dimostrato interesse nei suoi confronti. Intanto ieri, nella serata degli addii, ha
salutato anche Claudio Ranieri. Omaggiato dal pubblico, l'allenatore di Testaccio si è commosso a più riprese, sia durante il match ascoltando i cori dei tifosi pronti a osannarlo, sia, ancor di più, in occasione dei lunghi e ripetuti abbracci con Daniele De Rossi: «Era la pioggia che scendeva - ha commentato sorridendo il mister -, sono belle cose per chi è tifoso
della squadra, sono veramente contento». Tanta commozione e un pizzico di malinconia per
una serata che ha segnato la fine di un'era cominciata due anni fa con l'addio di Francesco Totti: «Chiudevamo la stagione, lui giocando qui e io allenando qui. Sono state emozioni bellissime e andiamo avanti». Dove andare è ancora un'incognita, ma la pazienza è una qualità che Ranieri sa coltivare con cura: «Tanti anni fa sono andato all’estero e mi sento un
allenatore europeo, internazionale. Dove ci sarà da risolvere qualcosa mi chiameranno».
Per quanto riguarda il futuro della Roma, l'ormai ex tecnico romanista ha già ceduto il testimone in un passaggio di consegne che si compirà realmente tra qualche settimana: «Da tifoso mi auguro che si faccia bene e spero per il meglio». Una speranza che, di questi tempi, accomuna in molti sulla sponda romanista del Tevere.
Verdone: «Anno orribile, mai così depressi»
CORRIERE DELLA SERA - Carlo Verdone ha rilasciato un'intervista al quotidiano Corriere Della Sera dove ha parlato della situazione Roma. Queste le sue parole:
Si può essere ancora fiduciosi?
«Quando arrivi in semifinale di Champions e poi distruggono la squadra, è impossibile andare lontano. I dirigenti vogliono davvero bene alla Roma o devono realizzare solo affari?». Carlo Verdone, di solito incline alla battuta, é tutt’altro che disponibile alla risata... Ammette: «Non ho mai vissuto un momento così profondamente depressivo insieme agli altri tifosi, così forte, molto dolente. Dovevamo lottare per andare in Champions e invece ci ritroviamo in Europa League... bella soddisfazione».
La dirigenza è pesantemente sotto accusa.
«Non si riesceacapire chi prende le decisioni: se il presidente James Pallotta oppure il suo consulente Franco Baldini... Non lo sa nessuno! Non abbiamo punti di riferimento! La confusione è totale».
Insomma uno sfacelo dietro l’altro. Meglio pensare al film, giusto?
«Il film è ambientato tutto a Bari e per due mesi resterò qua, non mi muovo. Torno a fine luglio... - fa un sospiro - e speriamo che a quell’epoca avremo le idee più chiare... Mi è dispiaciuto, però, di non essere allo stadio Olimpico ieri sera, per salutare De Rossi, ma con il cuore ero in tribuna a fare il tifo. Ringrazio sinceramente Daniele per tutto quello che ha fatto: è sempre stato fedele alla squadra, un giocatore serio che meritava più rispetto».
Che cosa pensa che farà?
«Sono certo che non vuole smettere di giocare forse, chissà, andrà a giocare in America, in Cina o in Argentina... È un giocatore ancora valido con allenamenti specifici, una preparazione che è cambiata negli anni... può ancora fare grandi cose... E poi a 35 anni, oggigiorno, non lo si può considerare vecchio! Vorrà dire che si prenderà le sue soddisfazioni altrove».
Lacrime all’Olimpico, tenera è la notte: De Rossi fa piangere Totti e Conti
CORRIERE DELLA SERA - Non è stata una festa, perché non si può festeggiare quando finisce in questo modo una storia d’amore durata tutta una vita, ma una celebrazione. La celebrazione di Daniele De Rossi e del suo romanismo, il sentimento che lo legherà per sempre ai tifosi della Roma, tutti, non solo gli oltre60mila spettatori che ieri sera lo hanno salutato allo stadio Olimpico. È stato un arrivederci, come ha scritto lo stesso Daniele nella lettera in cui ha salutato tutti. Un lunghissimo arrivederci, cominciato prima dell’inizio del match (inutile per la classifica) con il Parma con una scenografia che ha colorato tutta la Sud: «Ci hai rappresentato in campo per 18 anni, da oggi la tua curva rappresenterà te per sempre. Siamo tutti DDR» lo striscione, apparso in curva, che meglio di tutti evidenzia il legame tra De Rossi e i suoi tifosi. A fine partita staff e compagni di squadra, tutti rigorosamente con la maglia di Daniele e il numero 16 sulle spalle, lo hanno aspettato al centro del campo: li ha stretti tutti, lasciando per ultimi Lorenzo Pellegrini, Alessandro Florenzi (a cui in un simbolico passaggio di consegne ha lasciato la fascia da capitano) e Claudio Ranieri, che li ha uniti tutti e tre in un abbraccio romano e romanista. Poi l’incontro con «suo fratello» Francesco Totti, che gli ha consegnato una scultura con il numero 16, e con Bruno Conti: entrambi non sono riusciti a trattenere le lacrime, ed è stata quella la fotografia che ha fatto sciogliere ed esultare l’Olimpico.
Gasperini bloccato dall’Atalanta: cercasi tecnico
CORRIERE DELLA SERA - Chiuso tra le lacrime il lutto sportivo dell’addio a Daniele De Rossi, la Roma è di fronte all’ennesima rifondazione. Il problema è che i nomi sono stati individuati - il d.s. Petrachi e l’allenatore Gasperini - ma non c’è ancora la sicurezza di averli. Il primo ha già chiesto al presidente Cairo di poter lasciare il Torino. Il secondo, dopo aver portato l’Atalanta in Champions, dovrà farlo nelle prossime ore con il patron Percassi, che però lo ha bloccato: «Già scontato che l’anno prossimo resti qua». Un giallo in piena regola.
Roma-Parma 2-1, le pagelle dei quotidiani. De Rossi 10 alla carriera, male Dzeko. Bene Perotti, Pastore e Pellegrini
INSIDEROMA.COM - La stagione della Roma termina con la vittoria 2-1 sul Parma nella notte dell'addio di Daniele De Rossi. Queste le pagelle dei principali quotidiani:
LA GAZZETTA DELLO SPORT (ELEFANTE)
Mirante 6,5; Florenzi 6, Fazio 5,5, Juan Jesus 6,5, Kolarov 5,5; De Rossi 6,5, Pellegrini 6,5; El Shaarawy 5,5, Pastore 6, Perotti 6,5, Dzeko 5. Subentrati: Cristante 6, Under 6,5, Schick 6. Allenatore: Ranieri 6,5.
CORRIERE DELLO SPORT (D’UBALDO)
TUTTOSPORT (CARINA)
Mirante 6; Florenzi 6, Fazio 6,5, Juan Jesus 6,5, Kolarov 6; De Rossi 9.5, Pellegrini 7; El Shaarawy 6, Pastore 6, Perotti 7, Dzeko 6. Subentrati: Cristante 6, Under 6,5, Schick 6. Allenatore: Ranieri 6.
LA REPUBBLICA (BOCCA)
Mirante 6,5; Florenzi 6, Fazio 6, Juan Jesus 6, Kolarov 6,5; De Rossi 6.5, Pellegrini 7; El Shaarawy 6, Pastore 6,5, Perotti 7, Dzeko 6. Subentrati: Cristante 6, Under 6, Schick 6. Allenatore: Ranieri 7.
IL TEMPO (AUSTINI)
Mirante 6,5; Florenzi 6,5, Fazio 6,5, Juan Jesus 7, Kolarov 6,5; De Rossi 10, Pellegrini 7; El Shaarawy 6,5, Pastore 6, Perotti 7, Dzeko 5. Subentrati: Cristante 6, Under 7, Schick 5,5. Allenatore: Ranieri 7.
LA STAMPA (DE SANTIS)
Mirante 6,5; Florenzi 6, Fazio 6, Juan Jesus 6, Kolarov 6; De Rossi 9, Pellegrini 7; El Shaarawy 6, Pastore 6,5, Perotti 7, Dzeko 5,5. Subentrati: Cristante 6, Under sv, Schick 5,5. Allenatore: Ranieri 7.
IL MESSAGGERO (ANGELONI)
Mirante 6,5; Florenzi 6,5, Fazio 5,5, Juan Jesus 7, Kolarov 6; De Rossi 10, Pellegrini 7; El Shaarawy 6, Pastore 6, Perotti 7, Dzeko 5,5. Subentrati: Cristante 6, Under 6, Schick 6. Allenatore: Ranieri 7.
IL GIORNALE (PUGLISI)
Mirante 6; Florenzi 6,5, Fazio 6, Juan Jesus 6,5, Kolarov 6; De Rossi 6,5, Pellegrini 7; El Shaarawy 5,5, Pastore 6, Perotti 7, Dzeko 5. Subentrati: Cristante sv, Under sv, Schick 6. Allenatore: Ranieri 6,5.
LEGGO (BALZANI)
Mirante 6,5; Florenzi 6, Fazio 6, Juan Jesus 6,5, Kolarov 6; De Rossi 10, Pellegrini 7; El Shaarawy 6, Pastore 6,5, Perotti 6,5, Dzeko 5. Subentrati: Cristante 6, Under 6,5, Schick 5. Allenatore: Ranieri 8.
Il Cagliari si muove per blindare Cragno
Il Cagliari è pronto a blindare il portiere Alessio Cragno, accostato insistentemente alla Roma. Secondo quanto riporta tmw.com, sarebbero già in corso le trattative per rinnovare con adeguamento sostanzioso il contratto ora in scadenza nel giugno del 2022. Previsto, inoltre, un summit in settimana per decidere la strategia per bloccare il portiere in Sardegna.
Serie A, Kolarov nella top 11 di Opta (foto)
Terminato il campionato di Serie A, l'agenzia Opta ha reso nota la formazione (4-3-3) con gli 11 top player della stagione appena conclusa. Tra i titolari figura anche Aleksandar Kolarov, terzino sinistro della Roma.
11 - Questa la top-11 della Serie A 2018/19 basata sui dati Opta. Stelle. #OptabestXI #Optatop11 pic.twitter.com/X7kwAwGoaD
— OptaPaolo (@OptaPaolo) 27 maggio 2019
Sarri vicino all'addio col Chelsea
Dopo la finale di Europa League tra Chelsea e Arsenal, dovrebbe essere finalmente deciso il futuro di Maurizio Sarri. Secondo quanto riporta gianlucadimarzio.com, Fali Ramadani, agente di MaurizioSarri, incontrerà Marina Granovskaia, braccio destro di Abramovich, per discutere dell'uscita del tecnico dal Chelsea, sulla cui panchina dovrebbe arrivare Frank Lampard. L'ex Napoli piace sia a Roma che Juventus.
Premio Bearzot, Mancini: "Ranieri mi somiglia per calma ed esperienza"
Roberto Mancini, ct della Nazionale, ha parlato dal Salone d’Onore del CONI dove è in corso il Premio Enzo Bearzot. Queste le sue parole raccolte da TMW:
"L’allenatore della Nazionale deve decidere il giocatore che ha la miglior condizione, quindi il calciatore non ha tante occasioni di mettersi in mostra. Io ho giocato in anni difficili e qualcuno doveva rimaner fuori. Gli Scudetti sono importanti, ho avuto la fortuna di vincerli con squadre non abituate e non è mai facile. Io ho iniziato con la Nazionale nell’U15, poi ho fatto tutta la trafila fino ad arrivare e essere il commissario tecnico, poi è chiaro che in quegli anni c’erano molti giocatori e siamo stati sfortunati nei mondiali del 1990”.
Adesso spazio al Mondiale Under 20 e l'Europeo Under 21.
“Riuscire a fare qualcosa di diverso sarebbe fantastico. I ragazzi sono tanti e l’U20 sta facendo bene al Mondiale. I giovani ci sono e basta dargli fiducia”.
Un giudizio sulla stagione appena conclusa.
“Il campionato è stato interessante fino all’ultimo minuto. I giocatori hanno dato il massimo fino alla fine. Non c’è niente che non va per quanto ci riguarda. Speriamo che questo serva per arrivare a giugno prossimo e avere un mese bellissimo. Non c’è stato un protagonista su tutti".
Oggi ci sono tanti giovani come Federico Chiesa, Barella, Zaniolo e tanti altri. Sembra un po la sua Under 21?
“Le storie possono essere abbastanza simili. Con i giovani di oggi la storia è quasi la stessa ma speriamo sia diverso il finale, con una vittoria importante”.
Allegri, Spalletti e Ranieri?
"Quando inizi a fare l’allenatore sai che può succederti di tutto. Non è così semplice. Sono tutti e tre bravi ora cambieranno squadra e continueranno ad avere i loro successi. Ranieri per l’età che ha e l’esperienza che ha accumulato è quello che mi somiglia di più. Anche per la sua calma”.
L’ultimo giorno con te
INSIDEROMA.COM - MASSIMO PAPITTO - E’ maggio, ma sembra novembre. Davvero è l’ultima di campionato? E’ l’ultima tua? Ma dai che come ti dicevo è novembre. Non vedi che cazzo de tempo? Piove, ha piovuto e pioverà ancora te sembra maggio? A maggio eravamo abituati a venì allo stadio al’ultima in bermuda, adesso portamo dentro la tasca i cappelletti invernali. Dai! Piove lacrime di pioggia sul nostro stadio colmo, stracolmo d’amore, di romanismo, di maglie tue di tutte le tue diciotto stagioni con la squadra tua, nostra.
63 mila eravamo ieri? Ma dai stanno a scherzà! Ma che non l’hanno visto che eravamo de più? Non c’era un posto libero, neanche sulle vetrate, neanche sulle scale e quando è così a Roma significa che l‘evento è grosso, epocale, pieno d’amore. L’ultima volta che l’avevo visto così era per l’addio dell’altro fuoriclasse di Roma col dieci sulle spalle. Neanche Roma-Liverpool si è avvicinato minimamente al bagno d’amore e di folla di ieri sera.
Hai radunato proprio tutti. Gli amici di sempre, i padri coi figli, i fidanzati innamorati, i ragazzi che ti hanno visto soltanto per pochi anni e quelli che ti hanno visto crescere fin dai primi calci. C’erano tutti i romanisti che dovevano esserci e se mancava qualcuno era proprio perché non poteva. Sicuro. Ci metto la firma. La mano non me la brucio. Fidate.
La partita è stata tutto un contorno, un aspettare di tributarti il giusto applauso, il giusto pianto, il giusto gesto d’amore. Dall’inizio alla fine il “Daniele De Rossi eee oooo” è riecheggiato per tre ore senza mai perdersi di intensità e anzi anche aumentando il volume nel momento del giro di campo. Tremavano i muri Daniè, non sto a scherzà, lo sai mi conosci, sai che sono uno che dice le cose in faccia come te. Non amo fingere niente. Sono schietto, vero, ho preso esempio da te che sei stato uno dei pochi (pochissimi) calciatori (uomini) straordinari che ho incontrato in questo maledetto e a volte brutto mondo del calcio.
Sei stato, sei, e sempre sarai un uomo vero, puro, prestato al gioco del calcio.
Ora cosa ci lasci? Che Roma sarà quella dopo di te? Quando saremo in difficoltà (e capiterà purtroppo spesso) dove mi girerò per chiedere aiuto? Non vedrò più la tua faccia rassicurante e questo mi mancherà. Lo so, mi dirai: come fai a saperlo già che ti mancherò? Lo so Daniè, lo so. Non mi chiede niente altro ma lo so che mi mancherai. Uno come te non si sostituisce. Barella? E’ forte per carità ma non ne bastano tre per fare un De Rossi. E lo sai pure tu che è così.
Ora dopo tutto quello che è successo ieri dove vai? Parti vai in vacanza ma a cosa penserai? Davvero indosserai un’altra maglia addosso? Io non lo so mica se è la cosa giusta. L’ho capito ieri sera guardando il viso delle persone. Siamo tutti troppo innamorati di te. Pensaci. Prometti.
Qualsiasi cosa sceglierai so che ti farà felice. E allora buon viaggio Capitano, ma poi ritorna qua da noi. Se puoi.
Malagò: "De Rossi ha preferito l'amore della gente a qualche trofeo in più"
Giovanni Malagò commenta l'addio di De Rossi. Le parole del presidente del Coni:
"De Rossi, come Totti, ha avuto la forza, e anche la debolezza se vogliamo, di stare sempre nella stessa città. Nel calcio moderno difficilmente esisterà ancora tutto questo. Hanno preferito l'amore della gente a qualche trofeo in più". In occasione della cerimonia per il premio Bearzot dell'Us Acli, dice: "Ieri è stata una giornata di sport, un evento in cui il calcio c'era ma era soprattutto una storia umana. Mi ricorda anche l'addio di Maldini, Zanetti, Del Piero e Totti. Ho molto apprezzato che sia venuto apposta Gigi Buffon a rendere omaggio. De Rossi era il più giovane ai mondiali del 2006, in Italia lui e Buffon probabilmente non giocheranno più, parliamo di una generazione di atleti che hanno reso grande l'Italia".