El Shaarawy: "Occasione persa, ma speriamo sia il punto che ci porterà in Champions"
Stephan El Shaarawy, attaccante della Roma, ha parlato al termine della gara pareggiata dai giallorossi contro il Genoa a Marassi. Queste le sue dichiarazioni:
EL SHAARAWY A SKY SPORT
“A chi dedico il gol? Peccato non sia servito per la vittoria, lo dedico a Orsetta, una ragazza che è venuta a mancare che io conoscevo, era una fisioterapista del Genoa, ci ho passato del tempo insieme e devo dire che il gol è per lei, nel suo stadio. Punto guadagnato? Speriamo possa essere quel punto che ci serve per arrivare in Champions, è un’occasione mancata perché sarebbe stata una vittoria molto importante. In un campo del genere le partite non finiscono mai, il Genoa non molla mai e l’ha dimostrato. Ci prendiamo questo punto e abbiamo il dovere di crederci fino alla fine, sarebbe importantissimo arrivare in Champions League. Finché la matematica non ci condanna, dobbiamo crederci. Abbiamo un po’ raddrizzato la stagione ultimamente, dobbiamo continuare così, uniti, compatti e lottare su ogni pallone.Dobbiamo concentrarci su di noi, ora siamo sotto l’Atalanta e dipendiamo dai loro risultati, però dobbiamo vincerle tutte per centrare l’obiettivo. Ogni giocatore deve avere l’ambizione di giocare la Champions League, non dobbiamo mollare fino all’ultimo. Oggi abbiamo fatto una partita di sostanza, siamo stati condannati dagli episodi ma dobbiamo guardare avanti”.
Radu: "Alla fine lo reputo un punto guadagnato"
Radu, portiere romeno in prestito al Genoa dall'Inter, ha parlato dopo la conclusione del match tra il Grifone e la Roma, terminato 1-1. Queste le sue parole ai microfoni di Sky Sport:
“Amarezza o felicità? La partita è stata emozionante, è inutile pensare al rigore sbagliato, abbiamo giocato una delle migliori partite. Per me è un punto guadagnato. La parata su Fazio? Non lo so, non ho pensato, tutto istinto. Ancora al Genoa il prossimo anno? Sicuramente mi piacerebbe stare un altro anno perché è una grande società”.
Allenamento Roma, martedì alle ore 11 la ripresa a Trigoria
Dopo il pareggio, beffardo e pieno di emozioni, per 1-1 al Ferraris contro il Genoa di Cesare Prandelli, la Roma di Ranieri riprenderà ad allenarsi martedì alle ore 11:00 per preparare la sfida contro la Juventus in programma domenica alle 20:30 allo Stadio Olimpico.
Ranieri: "Partita difficilissima, peccato per l'errore in quel calcio d'angolo. Siamo in corsa e non molliamo"
Al termine del match pareggiato contro il Genoa, ha parlato il mister della Roma Claudio Ranieri. Queste le sue parole:
RANIERI A SKY SPORT
Partita di grande intensità, tante occasioni da entrambe le parti. Perché è mancata la capacità di gestire?
Partita difficilissima, sapevamo sarebbe stata così. Peccato che ci siamo fatti sorprendere sul calcio d'angolo, altrimenti avremmo portato a casa la vittoria.
Continua
Come è possibile che una squadra così alta possa far segnare un giocatore non altissimo?
Romero è già al quarto gol se non ricordo male. All’ultimo è riuscito ad essere solo e a saltare di testa. Non molliamo.
Mi aspetto un pizzico di attenzione in più…
Sono d’accordo con te. Volevano sfruttare i calci piazzati e purtroppo ci sono riusciti. Menomale che Mirante ha parato il rigore.
Quanto sarebbe dura non ottenere la qualificazione in Champions?
A quanto sarà la quota Champions?
Non lo so, speriamo di rientrarci.
RANIERI IN CONFERENZA STAMPA
Come la vede ora la lotta alla Champions?
La vedevo difficile e la vedo difficile anche adesso. Chissà che il rigore parato all’ultimo non sia un segno del destino. Mancano tre gare, speriamo di fare il meglio.
Gioco un po’ farraginoso…
Sapevamo che il Genoa si sarebbe chiuso nella propria metà campo e avrebbe giocato con palle lunghe per i loro velocisti. Dovevamo essere più rapidi nel giro palla ma il Genoa ha chiuso bene le porte e quelle poche volte che ci siamo riusciti non siamo stati cinici. All’ultimo eravamo riusciti a far gol e dovevamo essere più attenti. Sapevamo dei loro saltatori in area, che Romero aveva segnato già quattro gol. Non demordiamo.
Quanto è arrabbiato per questo finale?
Fortunatamente abbiamo parato il rigore perché dall’avere tutto all’avere nulla sarebbe stato peggio. Spero che ci possa permettere di essere agganciati al treno Champions.
Il motivo dell’ingresso di Schick invece di Pastore?
Perché loro volevano che noi mettessimo palle corte. Invece avevo bisogno di due centrali offensivo e mettere più pressioni ai difensori del Genoa.
Le dichiarazioni sulla Lazio?
Avevo risposto perché mentre mi facevano la domanda ho pensato al famoso striscione. Io mi riferivo ai tifosi e a quello striscione che detto tra noi era bello. Bisognerebbe dargli un premio perché era una cosa molto ironica e molto bella. A me non interessa il resto. E’ stato fatto un po’ di baccano, bentornato in Italia.
RANIERI A ROMA TV
Le è piaciuta la prestazione?
Difficile dire cosa servisse, sapevamo che avremmo trovato un fortino e dovevamo aggirarlo per trovare il varco giusto. Si doveva girare palla più velocemente e poi affondare sugli esterni come alcune volte siamo riusciti a fare. Dovevamo fare di più, poi all’ultimo eravamo riusciti a far gol, contro una squadra che sapevamo si sarebbe chiusa e sarebbe ripartita in contropiede, e avrebbe sfruttato le palle inattive. Peccato perché fai gol all’ottanduesimo. Non è finita ma è un peccato, bisogna saper accettare il risultato perché potevamo perdere, meno male che Mirante ha parato il rigore. Chissà che questo punto non ci permetta di agganciare la Champions, certo è che volevamo fare 12 punti. Non è possibile, facciamone 9 adesso e vediamo un po’. Dobbiamo sempre sperare in qualcosa e poi tireremo le somme.
Come si ricaricano le pile?
Credo che bisogna lottare, l’obiettivo è lontano ma prima lo era ancora di più. Non dobbiamo avere rimpianti, non sappiamo cosa può succedere in tre partite, dobbiamo cercare di fare il massimo. Oggi ci abbiamo provato, sono stati bravi loro. Romero è al quarto gol, l’avevamo schermato ma all’ultimo è riuscito a svincolarsi. Peccato, complimenti a loro ma non dobbiamo mollare.
Cosa serve alla squadra?
L’autoconvincimento che tutto è perduto e dobbiamo provarci, se non si dovesse riuscire per lo meno ci abbiamo provato. Se tu già pensi che non riesci e non lotti per cercare di fare i punti necessari, e poi vedi che le altre perdono punti importanti e tu non arrivi, allora recrimini. Dobbiamo lottare fino in fondo.
Ha influito la vittoria dell’Atalanta?
Non lo so, l’Atalanta sappiamo che sta attraversando un periodo magnifico. Logico che avesse la possibilità di vincere, a me non interessa mai cosa fanno gli avversari e guardo sempre a cosa voglio e posso fare io. Mi auguro che anche i giocatori la pensino così.
De Rossi come sta?
Fino adesso si è allenato a parte, credo che da martedì rientrerà in gruppo e valuterò tutte le componenti, vedremo tutti come stanno.
Serie A, Il Napoli vince contro il Cagliari, 2 a 1 il risultato finale
Qui di seguito riportati i risultati finali al termine delle gare delle 15:00 della 35esima giornata di Serie A:
- Juventus-Torino 1-1 (18' Lukic, 84' Ronaldo)
- Chievo-SPAL 0-4 (8', 56' Felipe, 47' Floccari, 81' Kurtic)
- Udinese-Inter 0-0
- Empoli-Fiorentina 1-0 (54' Farias)Lazio-Atalanta 1-3 (3' Parolo, 22' Zapata, 58' Castagne, 76' aut. Wallace)
- Parma-Sampdoria 3-3 (2' Gazzola, 28' rig., 61' Quagliarella, 38' Defrel, 67' rig. Kucka, 71' Bastoni)
- Sassuolo-Frosinone 2-2 (8' Sammarco, 36' Paganini, 67' Ferrari, 78' Boga)
- Genoa-Roma 1-1 (82' El Shaarawy, 90'+1 Romero)
- Napoli-Cagliari 2-1 (63' Pavoletti, 85' Mertens, 90'+8 rig. Insigne)
Roma al bivio Champions
IL TEMPO - BIAFORA - Novanta minuti fondamentali per rimanere aggrappati al treno Champions. La Roma scenderà in campo con il Genoa sapendo già il risultato dello scontro diretto tra Lazio e Atalanta, dal cui risultato passa molto del destino dei giallorossi. Accantonate le polemiche scaturite dalla conferenza stamp a di Ranieri, a Trigoria tutti si augurano un passo falso degli orobici, che in caso di stop potrebbero essere superati al quarto posto in classifica da Dzeko e compagni. I bergamaschi hanno una lunghezza di vantaggio sulla Roma, che deve obbligatoriamente cercare i tre punti, avendo al momento una differenza reti ben peggiore degli uomini di Gasperini in caso di arrivo a pari punti (+26 contro +15).
Per sbancare Marassi Ranieri si affiderà ancora una volta al 4-2-3-1, modulo che permette alla squadra di essere meno sbilanciata in fase difensiva, ma comunque propositiva durante il possesso palla. In porta il titolare è ormai Mirante, davanti a lui ci sarà il pacchetto arretrato composto da Florenzi, Manolas, Fazio e Kolarov, con Karsdorp, al ritorno nella lista dei convocati, in panchina nonostante la diffida che pende sull'esterno di Vitinia. A centrocampo, vista l'assenza di De Rossi che, come Santon, si allenerà in gruppo nella settimana che porta alla sfida con la Juventus, si rivedrà la coppia formata da Nzonzi e Cristante, di nuovo al suo posto dopo la squalifica. I dubbi più grandi di formazione Ranieri li ha sulla linea della trequarti, dove El Shaarawy è l'unico certo di una maglia da titolare alle spalle dell'inamovibile Dzeko. Nella zona centrale il favorito è Pellegrini, ma a seguito della buona prova fornita con il Cagliari Pastorespera di avere continuità di prestazioni. Sulla destra è ballottaggio pieno tra Zaniolo e Under: negli ultimi giorni il turco sembrava leggermente avanti rispetto al numero 22, ma nella rifinitura l'azzurro ha scalato posizioni e sembra pronto per tornare dal primo minuto. Nell'elenco dei disponibili è presente Kluivert, che è guarito dalla mini-lesione all'adduttore della coscia destra e ha superato il provino. Out Perotti, che verrà rivalutato nelle prossime ore.
La Roma, seguita a Marassi da circa un migliaio di tifosi, troverà davanti a se una situazione ambientale molto particolare: gli ultras della Gradinata Nord e i Genoa Club hanno annunciato che proseguirà la contestazione nei confronti di Preziosi (poco elegante in settimana nei confronti della società di Pallotta: «A Roma ci sono gli americani che non hanno messo una lira ed ora ci sono 400 milioni di debiti») e saranno perciò lasciati vuoti gli spalti del Ferraris, con annesso presidio degli ingressi dello stadio. Prandelli, che non ha voluto affrontare in conferenza l'argomento tifo, ha promesso battaglia, spendendo parole di elogio per Ranieri: "Ho grande stima di Claudio, è una persona di buon senso con esperienza e mi auguro di creargli qualche problema. Sarà una partita molto gajarda, molto intensa e speriamo che non vinca il migliore. Nel senso che loro sono più forti di noi ma se siamo compatti e facciamo la prestazione, li possiamo mettere in difficoltà". La Roma non può e non deve spaventarsi di fronte all'ostacolo rossoblù.
Mettere da parte le voci. E' la Champions l'obiettivo primario
INSIDEROMA.COM - FEDERICO FALVO - Come ogni anno, quando si avvicina la fine della stagione, iniziano a rincorrersi le voci di mercato su possibili acquisti o possibili partenze.
La Roma, come tutte le squadre, non è esente da queste voci che riguardano principalmente la panchina ed il ruolo di DS.
IL FUTURO - Non è un segreto che la Roma stia cercando un allenatore per la prossima stagione, con Conte in pole position e Sarri e Mourinho che inseguono a breve distanza. L'allenatore pugliese, ex Chelsea e Juventus, sembra essere il prescelto per sostituire Ranieri al termine della stagione. Varie notizie e indizi fanno pendere l'ago della bilancia dalla sua parte; anche se dietro Conte vi è la corte dell'Inter. Defilato e quasi fuori dai giochi Sarri, che ha espresso la sua volontà di restare al Chelsea; mentre Mourinho è stato smentito direttamente dalla società di Trigoria.
Un Conte sempre più vicino alla Roma, legato anche all'arrivo in giallorosso del DS Petrachi; concittadino di Conte ed amico di vecchio data. Quasi del tutto escluso un suo ritorno alla Juventus, con Allegri che dovrebbe rimanere alla guida dei bianconeri.
Altre voci riguardano i possibili addii o arrivi all'apertura del mercato, voci che nel calcio sono all'ordine del giorno; ma in un periodo delicato ed importante come questo sarebbe meglio lasciarle da parte.
IL PRESENTE - Ma voci di mercato a parte, la Roma deve pensare al presente, alla corsa Champions League ed a Ranieri.
Ranieri si è dimostrato un allenatore capace, desideroso di dare nuova linfa alla squadra e portarla il più in alto possibile. Innamorato della sua Roma, che difende a spada tratta ma per la quale è anche disposto a farsi da parte. Indimenticabili le sue parole in conferenza stampa post Cagliari in cui dichiara di essere disposto ad andare a prendere Conte in aeroporto. Una dichiarazione d'amore ma anche di consapevolezza del suo ruolo di traghettatore.
Certo, non è detto che al termine della stagione Ranieri sia costretto a lasciare la guida della Roma, potrebbe anche essere riconfermato.
Ma un'eventuale riconferma passa da queste ultime partite di campionato, dal conseguimento dell'obiettivo ed in particolare dal match di questa sera contro il Genoa.
Il capoluogo ligure è una sorta di capolinea per Ranieri, che a Genova ha esordito e che dopo un match contro il Genoa ha abbandonato la sua Roma. Un punto di partenza e di arrivo che oggi potrebbe essere un punto di svolta.
Svolta positiva, ci si augura, con la vittoria e la conquista di tre punti importanti per mantenere aperte le speranze quarto posto e Champions League. Ma potrebbe esservi anche una svolta negativa se la squadra si lasciasse distrarre da queste voci di mercato su futuro allenatore o possibili partenti. Adesso non è il momento di farsi condizionare dalle voci, ma essere professionisti e guardare solo all'obiettivo collettivo: la Roma e la Champions League.
Roma, per il futuro Conte o ...?
INSIDEROMA.COM – SARA BENEDETTI – Le quattro partite di campionato che rimangono sono per la Roma fondamentali. Si parte domani alle 18:00 con la difficile trasferta contro il Genoa, passando poi per il match casalingo con la Juve, prima di chiudere con Sassuolo fuori casa e Parma tra le mura amiche all’ultima giornata. 12 punti a disposizione che, nel caso arrivassero, a meno di sorprese da parte dell’Atalanta, dovrebbero significare Champions League per gli uomini di Ranieri. Ad oggi, mai tra le prime quattro i giallorossi ma ciò che conta è esserci alla fine della fiera. Nel frattempo a condire il pre-match con la squadra ligure, il 48° infortunio muscolare, con Diego Perotti ed il suo bicipite femorale e le parole di Ranieri in vista di Lazio-Atalanta, con conseguente polverone alzato dal club biancoceleste. In tutto questo, tra le strade della città, a tenere banco c’è un nome ben preciso: Antonio Conte; tra speranze, paure e dita incrociate, i tifosi della Roma vogliono che sulla panchina del club di Trigoria nella prossima stagione ci sia lui, capace di portare la Juventus, da un settimo posto allo scudetto, di vincere la Premier League al primo tentativo con il Chelsea e di far arrivare una Nazionale ben scarna, ai quarti di finale di Euro 2016. Insomma, una sorta di Re Mida che tutto ciò che tocca, trasforma in oro, e chissà chi sarà il prossimo fortunato a coccolarselo.
SE NON LUI CHI? – Nelle ultime ore si fanno però sempre più insistenti le voci che vedono il tecnico leccese in orbita Inter, con il Presidente Zhang che mai come ora, sembra deciso a terminare il rapporto con Luciano Spalletti al termine della stagione. A Roma il contraccolpo sarebbe di quelli capaci di far vacillare l’intero ambiente giallorosso, in una piazza che vive di alti e bassi, grandi sussulti e altrettante basse ricadute. Al solo pensieri che Conte, ora così vicino nella mente dei tifosi, non possa arrivare alla Roma, già nasce lo scompenso e dunque, chi in caso alla fine il matrimonio non si facesse? Nei mesi scorsi il toto nomi era già partito, con Maurizio Sarri in pole ma visto l’ultimo periodo con il Chelsea, con la possibilità di prendersi il piazzamento Champions e di vincere l’Europa League, oggi l’addio dell’ex Napoli alla corte dei blues sembra più lontano. José Mourinho, attualmente senza club, sembra in cerca di un progetto stimolante ma per ora, non sembra che la dirigenza giallorossa si sia fatta avanti per il portoghese. I nomi che portano invece al nostro campionato sono quelli di Giampaolo e De Zerbi, artefici di una buona stagione rispettivamente sulla panchina di Sampdoria e Sassuolo. E poi lui, ultimo ma primo, nel cuore dei tifosi, in caso del no di Conte, Claudio Ranieri, romano, romanista e capace di risollevare una situazione che sembrava portare la Roma allo sprofondo ben prima del termine della stagione. A 360 minuti dalla fine della Serie A tutto rimane aperto, sia sul fronte Champions, sia sul fronte allentatori ed una sola parola regna sovrana: pazienza. Ce ne vuole, tanta.
Ma Conte non risponde e tiene Pallotta in bilico
IL TEMPO - AUSTINI - La realtà è che rispetto ai giorni scorsi non è cambiato nulla. Me se ci si aspettava che Conte si avvicinasse alla Roma, non è successo. Serpeggia una cautela vicina al pessimismo a Trigoria sul possibile approdo dell'ex ct in panchina. Più che una svolta negativa, quella dei dirigenti è una presa di coscienza: non avendo il tecnico ancora dato una risposta positiva alla proposta giallorossa, significa che ce ne sono altre a cui sta pensando. E potrebbero convincerlo di più.
Insomma la Roma non si sente in pole e non ci è mai stata, essendoci di mezzo, ad esempio, un colosso come la Juventus. Sì perché Conte sta continuando a seguire con grande attenzione quello che accade a Torino, dove Allegri, a parole, si è auto-confermato al timone bianconero ma non ha ancora incontrato Agnelli. E nel frattempo il club bianconero sta vagliando se esistono possibilità di realizzare il colpo Guardiola oppure se richiamare Conte pur di voltare pagina - come chiede a gran voce dal popolo bianconero - dopo il fallimento di quest'anno in Champions. E se la Juve chiama, difficilmente il tecnico pugliese risponderà di no.
C'è poi l'Inter di Marotta, con cui Conte si è rivisto nei giorni scorsi, ascoltando gli aggiornamenti sulle strategie nerazzurre. Zhang non avrebbe problemi ad accontentare le richieste economiche dell'allenatore e a promettergli un mercato di alto profilo, ma non si è ancora convinto di scaricare Spalletti, che insieme al suo staff costerebbe oltre 20 milioni di euro lordi alla società per i prossimi due anni di contratto. Ma l'Inter c’è ed è pronta allo scatto, mentre la Roma non può permettersi chissà quali rilanci. Occhio anche alle opzioni estere: al Bayern potrebbero aggiungersi sempre Psg e Manchester United.
Rispetto agli anni scorsi, in cui Conte lo poteva solo sognare, stavolta ha ottenuto un incontro, forse un paio, per illustrargli i suoi programmi. Il leccese ha ascoltato, apprezzato e risposto col classico «vi farò sapere». Cosa che non ha ancora fatto e non viene certo interpretata come un'apertura da parte di Pallotta.
E se dovesse saltare l'opzione che ha entusiasmato il popolo romanista (e Totti)? La prima risposta da cercare riguarda Petrachi, a cui è stata promessa la direzione sportiva dalla Roma. Avrebbe senso prenderlo anche senza il suo amico Conte? Toccherà a Pallotta decidere, lui tuttora convinto che vada cercata una nuova figura all’esterno dopo il fallimento di Monchi. Massara paga soprattutto questo, aver fatto parte del team dirigenziale dell’area sportiva che non ha funzionato e ha fatto infuriare il presidente. Ma può succedere ancora di tutto, compresa la sua conferma.
Se non dovesse arrivare Conte, l'opzione preferita da tutti è Sarri, già contattato da Baldini.Ma la posizione del toscano al Chelsea nel frattempo si è rafforzata e lui non ha intenzione di dimettersi. Dalla conferma di Ranieri all’ingaggio di Gasperini o Gattuso, ogni scenario al momento è possibile.
Conte, a Roma risparmi 3 milioni
IL TEMPO - MAGLIARO - C’è un curioso elemento che potrebbe giocare nella possibile scelta di Antonio Conte di tornare ad allenare in Italia ed è un elemento inserito nel Decreto Crescita. Tasse. Tasse basse, che si potrebbero tradurre per il mister in quasi 3 milioni di euro l’anno in più di stipendio.
All’articolo 5 viene fatto riferimento al «rientro dei cervelli» e vengono inserite delle succose agevolazioni fiscali per chi torna a lavorare in Italia. Si legge: «I redditi da lavoro dipendente prodotti in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30% del loro ammontare». In sostanza, se sei un lavoratore che decide di trasferire la residenza in Italia, paghi solo il 30% sul tuo reddito. A due condizioni: la prima, che tu sia stato residente all’estero nel biennio scorso e che ti impegni a risiedere in Italia per un biennio; la seconda, che l’attività lavorativa sia svolta prevalentemente in Italia.
Da tre anni Conte risiede a Londra e, se tornasse nel Belpaese, difficilmente lo farebbe per un contratto inferiore al triennio che poi è anche il minimo per impostare un efficace ciclo calcistico. Facendo i conti, quindi, con l’attuale livello di tassazione oggi in Italia, Conte prenderebbe il 53% circa del suo stipendio lordo: su 16 milioni ipotizzati come possibile offerta della Roma, poco più di otto. Con l’abbassamento al 30%, invece, la cifra per il Mister salirebbe intorno agli 11 milioni di euro netti. E basta fare due conti sui livelli di tassazione all’estero per capire che questa è un'offerta decisamente allettante.
Sia chiaro: a certi livelli contrattuali non è che si guardano tanto dettagli come le aliquote sulla tassazione e certo non è un’aliquota in sé che determina la scelta di Conte, né, infine, si può dire che il Governo voglia fare un favore a una squadra italiana. Tuttavia, alla fine, un effetto c'è.Ed è oggettivo. In Inghilterra, il livello della tassazione per chi guadagna quel tipo di cifre è fissato al 45% solo per quello che da noi è l’Irpef e, a questo, poi, si sommano le tasse locali. In Germania, ugualmente, l’Irpef su quegli stipendi è al 45% e, anche qui, vanno aggiunte le tasse locali o quelle specialistiche, come quelle sulle assicurazioni che oscillano fra il 3,8 e il 19%.
Con quanto inserito nel Decreto Crescita, invece, le tasse sarebbero al 30%: insomma, risparmiare il 15% su quel tipo di redditi non è esattamente poco. È se per caso decidesse di portare la residenza al sud, magari nella sua natia Lecce, per Conte il risparmio sarebbe quasi clamoroso. Recita, infatti, il Decreto, in un successivo passaggio, che «la percentuale (di tassazione, ndr) è ridotta al 10 per cento peri soggetti che trasferiscono la residenza in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia».
Derby a scanso di equivoci
MESSAGGERO - BERNARDINI - Oh nooo. Ci risiamo. A nove anni di distanza riecco Ranieri alla guida della Roma. Si gioca la Champions. Ironia del destino tra lui e l'obiettivo c'è un'altra volta la Lazio che, e questo fa sorridere davvero, incontra i nerazzurri. No, non l'Inter di Mourinho ma l'Atalanta di Gasperini. Da giorni in città non si fa altro che ricordare quella volta in cui i biancocelesti persero contro Eto'o e compagni con tanto di striscione ironico Oh nooo alle reti di Samuel e Thiago Motta. Un ko che di fatto compromise la corsa scudetto della Roma. La paura dei romanisti è che la Lazio lasci vincere l'Atalanta per intralciarne nuovamente il cammino. Immediata l'imbeccata con una domanda nella conferenza stampa della vigilia a Trigoria. Ranieri, tecnico furbo e navigato, non perde l'occasione di agitare le acque: «Così fu»attacca, poi in modo più diplomatico prosegue «A me non interessa, a queste cose ci deve pensare la Lega. Io penso a giocare, ad allenare. Sono sempre stato una persona leale, e questo per me è importante».
BOTTA E RISPOSTA Le acque agitate in poche ore si sono trasformate in uno tsunami. La polemica Capitale, per gli appassionati del genere, è nuovamente servita. Ecco allora, e non poteva essere altrimenti, la dura risposta da Formello per bocca del il portavoce del club biancoceleste, Arturo Diaconale: «Credo che su queste dichiarazioni di Ranieri debba intervenire la Lega dato che si tratta di affermazioni gravi e pesanti. Il tifoso può dire quello che vuole mentre la persona responsabile deve compiere dichiarazioni che siano suffragate da prove altrimenti diventa tutto esclusivamente offensivo verso una squadra e una società che non lo merita. L'allenatore che mischia i due ruoli e effettua dichiarazioni da tifoso e non da dirigente responsabile credo che sia un fatto di cui debba occuparsi la Lega. Non possiamo accettare epiteti di un certo genere che non ci meritiamo. Dichiarazioni frutto di una mentalità che porta a preparare la gara di domenica facendola giocare al massimo delle forze, ma questo non vi era bisogno di sottolinearlo. La Lazio farà la propria parte giocando al 100% e disputando una grande gara contro l'Atalanta».
INTERVIENE IL PM Immediato l'intervento della Procura Federale guidata da Giuseppe Pecoraro che, dopo una segnalazione, ha chiesto l'acquisizione del video della conferenza. Saranno analizzate la domanda del giornalista e la risposta del tecnico per prendere una decisione dopo l'analisi del caso nei giorni successivi la giornata di campionato. Il Procuratore vuole aspettare anche eventuali nuove dichiarazione che potrebbero pesare sulla decisione come ad esempio le scuse o un chiarimento da parte di Ranieri. In ogni caso sarò molto difficile che il tecnico giallorosso possa andare incontro ad una sanzione. Caso chiuso al meno per la giustizia sportiva. Appuntamento alla prossima polemica.
Roma, Dzeko no problem: contro il Genoa ci sarà
MESSAGGERO - CARINA - I dubbi sono fugati. Dzeko c'è, ieri si è allenato in gruppo e al netto della consueta pretattica di Ranieri in conferenza stampa, domani sarà regolarmente in campo. Toccherà al bosniaco guidare la Roma nella rincorsa al quarto posto, posizione che in campionato ancora non ha mai occupato. Incoronato nelle ultime ore da Skriniar ai microfoni di Dazn («È stato l'avversario più difficile da marcare in questa stagione. Fisicamente è fortissimo e ci ha messo in seria difficoltà a San Siro»), Edin vuole tornare al gol. Quest'anno in trasferta ha segnato 7 volte. L'ultima a Frosinone: una doppietta al fotofinish per tre punti fondamentali. Come quelli da ottenere a Marassi. L'aggancio alla Champions passa per le ultime 4 gare ma le prossime due (con Genoa e Juventus) saranno decisive. E se il pensiero di Manolas («Dobbiamo vincerle tutte») rispecchia fedelmente quello dello spogliatoio, Ranieri - in previsione del rush finale - lancia al gruppo una sorta di avviso ai naviganti: «Mancano quattro partite alla fine, tutte difficili e particolari. In questo momento quello che più è importante è la Roma e non l'ego dei singoli giocatori, quindi chi non gioca titolare non si deve sentire declassato o messo da parte. Faccio appello alla loro intelligenza. Ripeto, l'importante è riuscire ad arrivare in Champions, non altro». È un monito singolare. Quasi che il tecnico avesse avvertito in anticipo che le scelte che effettuerà a breve potrebbero scontentare qualcuno.
PATRIK VERSO LA BUNDESLIGA Il pensiero corre subito a Pastore, decisivo con i ritmi soporiferi di sabato scorso contro il Cagliari, ma che a Genova dovrebbe partire dalla panchina, lasciando il posto di trequartista a Lorenzo Pellegrini. Nuovo stop invece per Perotti: l'argentino ha avvertito un problema al bicipite femorale destro. Con il rientro di Cristante al fianco di Nzonzi in mediana, anche Zaniolo (in ballottaggio con Under) prenota un posto nell'undici di partenza. Il rapporto tra il tecnico e il talento di Massa non è decollato ma ieri Ranieri ne ha tessuto le lodi: «Il ragazzo è pronto, è un generoso, ma non è che al primo anno possa avere sempre quella facilità di corsa. Tuttavia la sua forza interiore e il suo fisico lo aiutano molto. E' sempre pronto e disponibile».Ancora una partenza in panchina per Schick. Nelle ultime settimane, almeno tre club della Bundesliga hanno chiesto informazioni sul ceco: si tratta del Lipsia, del Borussia Dortmund e del Bayer Leverkusen: «Per me rimane molto forte - rilancia l'allenatore - Io scommetto su questo ragazzo». La Roma, dopo averlo atteso per due anni, ora un po' meno. In estate Patrik è destinato a cambiare aria, al netto delle dichiarazioni dell'agente che lo vorrebbe ancora nella Capitale. Futuro che Ranieri stavolta dribbla: «Sono qui per aiutare la squadra con l'aiuto dei tifosi. Cerco di fare il massimo di quello che mi è stato chiesto. Il resto non è compito mio». E soprattutto non è ancora tempo per parlarne. Soltanto infatti nel caso Conte (e in seconda battuta Sarri) non dovessero arrivare, Ranieri potrebbe tornare in gioco. Magari portando in dote il quarto posto, facendo digerire così la delusione di un eventuale finale low profile, con lo sbarco a Trigoria del Giampaolo di turno.