Troppe reti subite e tanti infortuni: per Lazio e Roma difese da incubo
REPUBBLICA - FERRAZZA - La corsa Champions di Lazio e Roma passa attraverso le ultime sette fatiche stagionali (otto per i biancocelesti), da affrontare zoppicando. Inzaghi e Ranierivedono cadere da una parte le certezze, dall'altra i pezzi delle loro creature, costretti a fare i conti entrambi con due difese in codice rosso. Per motivi diversi. La Lazio ha smarrito la strada dell'equilibrio, con ben 14 gol presi nei venti minuti finali, i giallorossi faticano a trovare due terzini da schierare sabato contro l'Udinese, tra infortuni e squalifiche, per una squadra che ha subito 64 reti in 41 gare stagionali.
Per la Lazio, sembra prendere piede il motto "a San Siro come a San Siro". In vista della sfida Champions di sabato in casa del Milan (ore 20.30, diretta Dazn), Inzaghi potrebbe riproporre una squadra molto simile a quella che ha gia battuto l'Inter. A cominciare proprio dalla difesa, finita sotto la lente d'ingrandimento per gli errori commessi domenica con il Sassuolo. E con quel dato — 14 gol subiti nei 20 minuti final! — che invoca un cambio di rotta. Ecco allora che Luiz Felipe e Bastos — protagonisti in positivo contro i nerazzurri — si candidano con forza per tornare titolari. Il tecnico biancoceleste ci ragiona, l'attacco rossonero guidato da Piatek consiglia misure speciali. Per Luiz Felipe, il Milan sembra poi essere nel destino. E' la squadra contro cui ha esordito in Serie A, il 10 settembre 2017. Nella semifin-le d'andata della scorsa Coppa Italia, gioco a sorpresa da centrale nel reparto a tre strappando applausi. In quella di ritorno, poi, sbaglio il rigore decisivo. Un neo che, nella doppia sfida con i rossoneri tra campionato e Coppa, il brasiliano ha l'occasione di cancellare una volta per tulle. Scegliere sia Luiz Felipe che Bastos, per Inzaghi, vorrebbe dire rinunciare a Patric e Radu: lo spagnolo e uno dei tasselli piu utilizzati nelle ultime uscite, il romeno — al netto degli errori contro il Sassuolo — rimane uno dei pilastri della difesa. Per Inzaghi, mai come stavolta, l'abbondanza comporterà scelte e sacrifici importanti.
Scelte e sacrifici su cui non può fare affidamento Ranieri, che ha Kolarov squalificato, Santon e Karsdorp infortunati. Una iattura quella dentro Trigoria, che costringerà il tecnico giallorosso a inventarsi dei "terzini fai da te". Gli restano a disposizione Juan Jesus, da mettere sulla sinistra eFlorenzi, che deve accelerare il suo recupero, a destra, costretto molto probabilmente a giocare non al meglio. Oppure schierare una linea con tre centrali, ridisegnando tutta la squadra. La corsa Champions per la squadra giallorossa, che ha numeri difensivi imbarazzanti (45 le reti subite finora in campionato, 64 totali in 41 partite stagionali), passa per l'Udinese, sabato prossimo (ore 18) e la trasferta di Milano, contro l'Inter, il sabato di Pasqua: complicato per un gruppo che è tredicesimo come gol presi, uscire con la porta inviolata da tali impegni. Come però è successo a Genova, dove si è invertita la tendenza, non subendo alcuna rete.
Ringhio su Roma: con il Milan non ha futuro e Totti spinge per averlo
LEGGO - BALZANI - Ci sono sogni (Mourinho e Conte) e solide realtà, tanto per parafrasare un famoso slogan pubblicitario. Il futuro della panchina della Roma, destinata a ospitare l'ottavo allenatore in nove stagioni, è ancora un rebus che però comincia a delineare una soluzione. Molti indizi, infatti, portano a Gennaro Gattuso che è destinato a vivere un mese paradossale: da una parte è chiamato a far qualificare il Milan in Champions e dall'altra - per esordire la prossima stagione nella massima competizione europea - potrebbe dover sperare nella rimonta della Roma di Ranieri.
L'identikit di Ringhio è quello preferito dal management italiano capeggiato da Totti e Massara. E di motivi ce ne sono: ha saputo gestire situazioni societarie difficili (Pisa e Milan), sa mettere in riga lo spogliatoio (vedi la questione Kessie-Biglia), ha valorizzato giovani come Calabria o Romagnoli, ha un calcio semplice ma essenziale e guadagna solo 2 milioni a stagione. I primi contatti sono nati qualche mese fa, poi il rapporto sempre più deteriorato tra Gattuso e Leonardo ha intensificato l'interesse dell'allenatore che a Roma ritroverebbe Totti e De Rossi con i quali ha vinto il mondiale nel 2006. Pure in caso di qualificazione in Champions dei rossoneri, infatti, il destino del tecnico calabrese sembra lontano da Milano dove potrebbe approdare uno tra Sarri e Pochettino.Molto dipenderà dal potere decisionale che avrà Totti nel prossimo futuro. L'ex capitano ha un rapporto speciale con Gattuso (con il quale ha formato per anni anche una coppia di testimonial pubblicitari) ed è stato uno degli artefici della scelta Ranieri. Se dovesse dare risultati (il quarto posto) potrà godere di un bonus di fiducia non indifferente. Pure Candela, amico fraterno di Totti e voce di Roma Radio, ha dato un indizio: Tra i nomi circolati quello di Gattuso è il più adatto. A Milano sta facendo miracoli.
La volontà di andare su un grande nome (Conte o Mourinho) d'altronde si scontra con le richieste economiche e di mercato dei due super allenatori. La pista Giampaolo, preferita dal consulente Baldini, invece non entusiasma più di tanto. In corsa restano pure Sarri e Gasperini. All'orizzonte c'è una schiarita anche sul rebus direttore sportivo. Le opzioni sono due: la soluzione interna con la promozione di Massara e dello stesso Totti oppure la scelta estera con Luis Campos che però - per non perdere la preziosa residenza a Montecarlo - potrebbe lavorare come consulente esterno lasciando comunque la nomina ufficiale allo stesso Massara.
Pallotta, tweet al veleno: "Sul club girano troppe fake news"
LEGGO - BALZANI - Arrivano gli sceicchi del Qatar a Trigoria? Fake news, parola di James Pallotta. Le voci sul possibile interesse qatariota per la proprietà della Roma continuano a rincorrersi da quando Milano Finanza ne ha parlato per la prima volta la settimana scorsa e grazie alle conferme di alcuni giornalisti arabi e non. Fa riflettere pure il viaggio di due settimane fa a Doha di Totti, Baldissoni e della sindaca Raggi. Pallotta, però, ha ha deciso di prendere una posizione sull'argomento via Twitter. Siri, mostrami una fake news, ha cinguettato ironicamente Pallotta sul suo account personale pubblicando la prima pagina di ieri del Corriere dello Sport in cui si parla di 'Intrigo Qatar'.
Ranieri nei guai: cercasi terzino disperatamente
LEGGO - BALZANI - E' passato un anno esatto dalla magica notte con remuntada al Barcellona(era il 10 aprile 2018, oggi sarà ricordato dai social ufficiali e non). Sembra una vita, eppure non lo è. Un anno fa, intorno a quest'ora, la capitale si preparava ad assistere a una delle partite più importanti della storia giallorossa. Un 3-0 a Messi e compagni, una vittoria che proiettò la Roma in semifinale di Champions contro il Liverpool. Un risultato epico. Sembrava l'inizio di una grande ascesa, è stato l'inizio di un crollo. Un anno dopo tanti protagonisti di quella sera, infatti, non ci sono più (Alisson, Nainggolan, Strootman, Di Francesco, Monchi), e altri stanno vivendo un momento delicato, costretti a rincorrere un quarto posto per sperare di poter rigiocare partite del genere. Pochi di loro resteranno anche la prossima stagione.
Le difficoltà per Ranieri, però, sembrano non finire mai. Il tecnico sabato contro l'Udinese dovrà fare a meno di tutti i terzini in rosa e dovrà quindi reinventarsi una difesa che aveva appena trovato un minimo di serenità. Santon e Karsdorp sono alle prese con lesioni muscolari importanti e non torneranno prima di 20-25 giorni, Kolarov è squalificato dopo il giallo di Marassi e Florenzi che non è ancora pronto per giocare dall'inizio. Ieri, infatti, l'esterno di Vitinia ha svolto solo lavoro differenziato e visto che non gioca da un mese esatto difficilmente sarà rischiato dal primo minuto.
Cosa fare? Probabile che Ranieri ricorra alla difesa a 3 con Manolas, Fazio e Jesus davanti a Mirante. Sugli esterni, in un ipotetico centrocampo a cinque, i favoriti sono Zaniolo e Kluivert con al centro De Rossi, Pellegrini e Cristante. In attacco dovrebbe rivedersi la coppia formata da Dzeko-El Shaarawy, a 15 giorni dalla lite nello spogliatoio di Ferrara. Ancora out Pastore, poche chance pure per Perotti che potrà partire al massimo dalla panchina. L'alternativa è una difesa a quattro molto statica formata dai tre centrali sopracitati più Marcano. Avrebbe fatto comodo LucaPellegrini, ceduto in prestito al Cagliari. A proposito di mercato: vicina l'intesa per Bennacerdell'Empoli, ma nel club toscano è molto seguito pure Krunic che in caso di retrocessione dei toscani chiederà di essere ceduto.
Roma, la virtù sta nel mezzo
IL MESSAGGERO - ANGELONI - Doveva essere il reparto rinforzato dalla qualità. Da Pastore, su tutti; da Coric, il talento in divenire; da Nzonzi, il campione del mondo che doveva prendere, pian piano, il posto di De Rossi. Da Cristante, il migliore (o uno dei migliori) centrocampisti della passata stagione. Per non parlare poi di Pellegrini, pronto per il grande salto di qualità dopo una anno di studio. Poi la mancia: Zaniolo. Che nessuno sapeva dove investire, perché troppo giovane e sconosciuto. C'era il 4-3-3, che poi è diventato 4-2-3-1, perché improvvisamente i trequartisti non sapevano fare le mezze ali e perché Nzonzi doveva giocare con e non al posto di De Rossi. Alla fine della storia, il centrocampo, che di una squadra è sempre la virtù, si è trascinato dietro molti problemi, tra questi, irrinunciabili, quelli fisici.
INTOCCABILE E ACCIACCATO - Ed ecco che De Rossi ha giocato 4 volte su 8 in Champions, 16 su 31 in campionato e una su 2 in Coppa Italia, insomma la metà delle partite a disposizione. Ecco anche che Pastore, in pratica, non ce l'ha mai avuto nessuno a disposizione perché spessissimo infortunato (e le altre volte non è quasi mai stato preso in considerazione). Coric è fermo a 45 minuti complessivi, suddivisi tra i 26 contro il Real (ritorno) in Champions e i 19 contro la Spal (andata). Il nuovo centrocampo, in pratica, è diventato quello vecchio, con l'aggiunta di Cristante, filo conduttore di tutta la stagione maledetta, per rendimento (dei centrocampisti e non solo) e per risultati, il più delle volte disastrosi. Anche Nzonzi, come Cristante, ha giocato molto, ma non ha dato ciò che gli allenatori si aspettavano. Con l'Udinese, Ranieri avrà tutti i centrocampisti a disposizione. Con a capo il solito e acciaccato De Rossi, che ha ripreso possesso della situazione tattica. Da portavoce, per carità, nessuno vuole fargli fare l'allenatore, finché lui stesso non lo vorrà. Daniele in queste sette partite dovrà gestire il calcio di Ranieri. Un calcio più scolastico, meno godibile ma più gestibile. Con lui il rientrato Pellegrini, che a Genova a solo scaldato i muscoli per riproporsi in quella posizione da trequartista metabolizzata in un colpo solo in quel famoso derby di andata, dopo l'ennesimo infortunio capitato a Pastore. Ci saranno anche Zaniolo, ancora spostato a destra, dove spesso lo ha piazzato Di Francesco e quel Cristante che non avrà ripetuto la stagione con l'Atalanta, ma resta un affidabile. Il resto della banda, è in attesa. In attesa di un reset.
IL DOMANI - Le scelte iniziali vanno verso una (unica) direzione: l'insostituibile è Daniele, la sua spalla ideale (almeno per Ranieri) è Cristante, il trequartista è Pellegrini e l'esterno Zaniolo. Quest'ultimo pronto a spostarsi in mezzo con l'ingresso di un altro attaccante, vedi Under, Kluivert etc etc. Zaniolo, Pellegrini, De Rossi, Cristante, il quartetto che più o meno sarà protagonista anche della prossima Roma. Gli altri ci hanno provato, evidentemente non ci sono riusciti.
Florenzi migliora: sarà l'unico terzino disponibile
IL MESSAGGERO - CARINA - Buone notizie per Ranieri: Florenzi è pronto a tornare (da valutare Perotti e Pastore). Nei prossimi giorni si riaggregherà al gruppo. Il suo rientro va a lenire la penuria di esterni in ottica Udinese. Kolarov è squalificato, Santon e Karsdorp invece nuovamente ko (entrambi per lesione al bicipite femorale che rischia di farli tornare a disposizione per le ultime due di campionato).
Riavere Florenzi - out dal 21 marzo per una lesione al muscolo soleo - fa tutta la differenza del mondo. All'epoca la prima diagnosi, era di 2-3 settimane. Calendario alla mano, sarebbe potuto tornare già contro la Samp. Ranieri, però, non ha voluto forzare. Lo ha tenuto a riposo per riaverlo nel rush finale. Sabato il dilemma è se impiegarlo o meno dal primo minuto (in questo caso, Jesus andrebbe a sinistra). In caso prevalesse la cautela: 1) Spostare Juan Jesus sulla corsia di destra (come accaduto contro la Sampdoria) e Marcano su quella di sinistra, avendo però di fatto una difesa con quattro centrali 2) Virare sulla difesa a tre, provata anche al Fulham in questa stagione, ma poco nelle corde del tecnico di San Saba.
Roma, tanti nomi per la panchina ma nessuna certezza
INSIDEROMA.COM - SARA BENEDETTI - La stagione della Roma non è ancora finita, anzi, entra proprio ora nel momento più importante, eppure, con un Ranieri già ai saluti dopo l'ultima gara che si giocherà contro la Juventus, impazza il toto nomi. Una panchina tra sogno e realtà, con in mezzo soluzioni destinate a restare in bilico nel gradimento della gente. Il nome dell’allenatore del futuro romanista è legato a talmente tante variabili, da veder oscillare le quotazioni da Mourinho a Giampaolo, passando per Sarri e Gasperini. Allenatori diversissimi, possibilità talmente in antitesi tra di loro da far sembrare in preda alle visioni la dirigenza giallorossa. Provando a fare ordine, partiamo dalle dichiarazioni rilasciate ieri da Figo. Mentre Ranieri e i giocatori riposavano menti e muscoli dopo la vittoria-riapri campionato di sabato contro la Samp, il campione portoghese rispondeva all’ipotesi di Mourinho alla Roma: «Dipenderà dagli obiettivi e dalla voglia che ha il tecnico di allenarla o meno. Roma è una piazza difficile, lo dicono sempre, ma per questo credo anche che ci sia più soddisfazione quando si vince. Come ex giocatore dell’Inter, gli consiglierei di tornare lì, però sono decisioni personali». Figo, insieme a Totti, ha presentato l'altroieri “La Notte dei Re”, una serata benefica (il ricavato verrà devoluto al Bambin Gesù ndr) che si terrà il 2 giugno al Foro Italico, con tanti campioni nelle due squadre da sei che si sfideranno. Un’occasione per fare il punto anche su quello che è il sogno-Mourinho dei tifosi giallorossi e che — con rumors provenienti dalla stampa francese, l’emittente Téléfoot — sembrerebbe il sogno anche di Pallotta. Ma il presidente statunitense deve poi fare i conti con la realtà, economica e progettuale, di un club che fatica a entrare in zona Champions. L’altro nome che fa tremare i polsi è quello di Conte, con il quale ci sarebbero stati dei contatti (non recentissimi) per interposta persona. Ma si evitano illusioni e, ufficiosamente, insieme a quello di Mou, è un nome che viene smentito quando si prova a chiedere qualcosa dentro Trigoria.
IPOTESI SARRI E GATTUSO - C’è la via di mezzo, quel Sarri di cui è innamorato Baldini e che sarebbe un compromesso tra un top coach e i tecnici emergenti. Ma Sarri deve liberarsi dal Chelsea ed è tutto da vedere se la sua personalità vulcanica possa incastrarsi con quella di Pallotta. Le varie anime decisionali della società giallorossa — in attesa che si identifichi anche il ds del futuro — rendono più credibili le piste che si caldeggiano a Trigoria: Gattuso è uno degli ultimi profili presi in considerazione, di quelli che piace di più a Totti (e al ds Massara), anche se molto identificato con il Milan (e non certo un nome acchiappa abbonamenti). Giampaolo piace molto, ma è considerato un po’ inadatto per carattere e atteggiamenti, mentre resta vivo Gasperini, strablindato dall’Atalanta, con la quale sta facendo una stagione straordinaria. Inutile quindi sognare? Difficile stabilirlo, sicuramente la fase di standby vissuta in questo momento nel club rende complicate previsioni e proiezioni. E, in tal senso, la qualificazione o meno alla Champions è un fattore importante per un certo tipo di allenatore. Intanto confermato il ko muscolare per Karsdorp: lesione al bicipite femorale destro, stop di 3-4 settimane. E si apre l’emergenza terzini per la gara con l’Udinese: Kolarov è squalificato, l’olandese e Santon sono out, Florenzi rientra, ma ancora convalescente. Non si può sbagliare, la Roma lo sa bene, per la Champions e per il prossimo tecnico.
Sei squadre in cerca di Champions. Gli impegni della Roma da qui alla fine del campionato
INSIDEROMA.COM – ILARIA PROIETTI – Se la conquista dell’ottavo scudetto consecutivo per la Juventus è, ormai, solo una formalità, ai piedi del Napoli – distante ormai anni luce dalla Vecchia Signora – le acque si agitano. Inter, Milan, Atalanta, Roma, Lazio e Torino si contendono un posto nell’Europa che conta. Fiorentina e Sampdoria abbandonano i sogni di gloria e lasciano le milanesi, le romane, Atalanta e Toro a lottare per il terzo e il quarto posto.
L’Inter, nonostante le défaillances del mese scorso, alimentate anche da un ambiente poco sereno per via del caso Icardi, è riuscita a stabilirsi in solitaria al terzo posto (57), mettendo cinque punti di distanza con i cugini rossoneri. Il Milan aveva iniziato il girone di ritorno di gran carriera, complice anche l’arrivo del pistolero Piatek, ma ha ultimamente ha perso qualche colpo. La squadra di Gattuso, infatti, è riuscita a mettere a segno un solo punto (il pareggio casalingo con l’Udinese) in quattro giornate, facendosi così raggiungere dalla Dea di Gasperini a pari punti (52). Subito sotto la Roma, ad una sola lunghezza di distanza (51). I giallorossi hanno fatto inferno e ritorno nell’ultimo mese, ma sono ancora, incredibilmente, in corsa per la Champions League, grazie ai passi falsi delle dirette contendenti e alla cinica vittoria di sabato sera contro la Samp a Marassi. La Lazio è a parità di punti col Torino (49) ma con una partita in meno.
GLI IMPEGNI DELLA ROMA – La Roma, rispetto alle avversarie, sembra avere un calendario più accessibile, poiché ha già affrontato tutti gli scontri diretti – meno che l’Inter – e non ha altri big match all’orizzonte, tranne la Juventus, già certa del tricolore, allo Stadio Olimpico a maggio. Il prossimo avversario dei giallorossi sarà l’Udinese (sabato 13 aprile), appuntamento fondamentale per la squadra di Ranieri che dovrà confermare agli spettatori – attesi oltre 40 mila – di aver ritrovato la verve. Subito prima di Pasqua (sabato 20 aprile) la Roma sarà di scena a San Siro contro l’Inter, per poi ospitare il Cagliari allo Stadio Olimpico (sabato 27 aprile), occasione utile per riscattarsi dopo il rocambolesco pareggio dell’andata. La Roma tornerà nuovamente a Marassi (domenica 5 maggio), stavolta per affrontare il Genoa, mentre la domenica successiva (12 maggio) ci sarà la Juve all’Olimpico. Chiuderanno questo campionato gli scontri con il Sassuolo al Mapei (sabato 18 maggio) e il Parma in casa all’ultima giornata (domenica 26 maggio).
La Roma tra presente e futuro
INSIDEROMA.COM - MASSIMO DE CARIDI - Testa al campionato ma il pensiero va anche alla Roma che verrà. Quest'estate, infatti, ci sarà tanto da fare per rimediare a quanto fatto nel periodo romano da Monchi, che ha ridimensionato la qualità del parco giocatore non dando una svolta alle casse societarie ed anzi costruendo una rosa che sta facendo fatica ad arrivare in zona Champions League.
IL NODO DS - Il primo tassello da inserire è quello del direttore sportivo. Varie soluzioni si affacciano: quella interna, che vedrebbe Francesco Totti prendere pieni poteri e Frederic Massara continuare le sue mansioni da ds ma l'altra costola della dirigenza con a capo Franco Baldini che spinge per Luis Campos, attualmente al Lille e Gianluca Petrachi, ora al Torino. Proprio con quest'ultimo lo stesso consulente del presidente Pallotta avrebbe avuto un incontro a Londra nei giorni scorsi per convincerlo a lasciare la società di Cairo ed a credere nella causa giallorossa. La svolta italiana permetterebbe una conoscenza radicata del nostro calcio e non ci sarebbe bisogno di apprendistato come capitato al nuovamente ds del Siviglia al suo arrivo nella Capitale e contemporaneamente sarebbe inserito un direttore sportivo che tanto bene ha fatto coi granata pur non avendo il budget dei top club italiani.
LA SCELTA DEL TECNICO - Poi, sarà la volta dell'allenatore. Allontanato Di Francesco e chiamato Ranieri per "salvare il salvabile", come si suol dire, servirà un tecnico in grado di sistemare le cose in una piazza stanca da 8 anni senza aver alzato neanche un trofeo e che abbia quindi capacità ed esperienza per sopportare i momenti di difficoltà e gli alti e bassi di tifoseria ed ambiente. L'arrivo di Giampaolo o Gasperini non farebbero fare questo salto di qualità ed anzi si rimarrebbe sulla falsariga di quanto fatto da Di Francesco, con l'aggravante che il mister abruzzese conosceva alla perfezione come funzionano le cose a Roma mentre gli altri 2 no. Per questo motivo, si spera di riuscire a convincere un grande nome ed affidargli la panchina giallorossa. I nomi sono quelli di Conte, Mourinho e Sarri. Il primo, però, vorebbe garanzie tecniche, la possibilità di giocare la prossima Champions ed uno stipendio da 10 milioni l'anno per 3 anni, come richiesto all'Inter. Difficile che possa esser accontentato. Il trainer portoghese ha voglia di tornare a confrontarsi col nostro calcio e le uniche opzioni possibili sono la sua Inter, il Milan e la Roma. I nerazzurri non pensano al ritorno dell'ex Manchester United, il Milan non pare una soluzione graditissima a Mou per i suoi trascorsi e quindi l'unica soluzione sarebbe proprio quella giallorossa ma con garanzie simili a quelle richieste da Conte. L'opzione più verosimile è quella di Maurizio Sarri, che non ha stabilito un ottimo rapporto con la tifoseria dei Blues, che ne chiedono l'esonero ogni volta che possono ma non ha intenzione di abbandonare l'opportunità offertagli di allenare un prestigioso club inglese a meno che non venisse mandato via.
Champions League, vincono Liverpool e Tottenham
Sono terminate i primi due match validi per l'andata dei quarti di finale di Champions League.
Il Liverpool ha avuto la meglio sul Porto, che aveva eliminato la Roma, con il risultato di 2-0. Decisive le reti, tutte nel primo tempo, di Keita al 5' e Firmino al 26'. Nel corso del match protagonista anche il VAR che nega un rigore ai portoghesi per fallo di mano di Alexander-Arnold ed annulla il terzo gol dei Reds.
Nell'altro match di giornata, il derby inglese tra Tottenham e Manchester City, hanno avuto la meglio i londinesi grazie all'1-0 firmato da Son al 78'. In avvio del match i Citizens sabgaliano un rigore con Aguero che si fa respingere il tiro da Lloris.
Valverde: "L'eliminazione contro la Roma deve essere uno stimolo"
Ernesto Valverde, tecnico del Barcellona, ha parlato in conferenza alla vigilia del match di Champions League contro il Manchester United tornando sulla sconfitta di scorsa stagione contro la Roma: "Questa gara l’abbiamo considerata subito complicata, ma vogliamo vincere. L’eliminazione con la Roma deve essere uno stimolo. Dobbiamo evitare che si verifichi una situazione come quella vissuta contro la Roma. Una gara del genere non deve accadere più. Abbiamo grande fiducia".
InsideRoma Daily News: Offerta dal Qatar per acquistare la Roma, Pallotta smentisce. Petrachi il nome più gettonato per il ruolo di DS
NOTIZIE DEL GIORNO | 9 APRILE 2019
QUI ROMA
La Roma ha ripreso gli allenamenti in vista del match di campionato contro l’Udinese. Sala video, palestra ed esercizi sul campo per i giallorossi. Individuale sul campo per Florenzi e Pastore, mentre Dzeko ha effettuato terapie di recupero. Allenamenti e terapie specifiche per gli infortunati Karsdorp, Perotti e Santon.
Intanto in società sarebbe giunta un’offerta da 400 milioni di euro da parte di un fondo del Qatar per prelevare la Roma. Pallotta avrebbe rifiutato l’offerta definendola una notizia falsa; ma secondo alcuni l’offerta è vera e le parti si incontreranno nei prossimi mesi per aggiornamenti.
Sul fronte mercato pare farsi sempre più forte l’interesse per Petrachi del Torino come futuro DS giallorosso. Si sarebbe mosso lo stesso Franco Baldini per incontrare il DS e chiudere la trattativa.
INTERVISTE
Stadio Roma. Stefàno: "L'iter sta facendo il suo percorso, che è complesso e complicato"