Torna Kolarov. In attacco Schick-Dzeko
IL TEMPO - MENGHI - Ranieri ripensa la Roma. Un po’ per valorizzare i giocatori su cui ha deciso di puntare contro il Napoli e un po’ perché il solido 4-4-2 non ha dato i frutti sperati, il tecnico giallorosso sembra intenzionato a mettere mano al modulo. In settimana ha provato il 4-2-3-1 già utilizzato con l'Empoli, ma non è escluso che rispolveri il 4-3-3 caro a Di Francesco, per provare a dare un'impronta più offensiva alla squadra che ruoterà intorno a Dzeko. Non significa, però, che Schick non avrà spazio: il ceco è favorito su Kluivert per partire dall'inizio, potrebbe fare l'esterno a destra. Un finto 4-4-2, in pratica.
Dall'altra parte ci sarà Perotti, Zaniolo può svariare tra centrocampo e trequarti, mentre la linea difensiva dovrebbe essere protetta dalla coppia Cristante-Nzonzi. De Rossi c'è, ma non dovrebbe essere rischiato, così come Under al rientro dal lungo stop e oggi arma dalla panchina. Degli infortunati della sosta ad andare in campo saranno in due, tutti in difesa: Kolarov e Manolas, anche se Marcano ha una chance di giocare al posto del greco. Altro ballottaggio tra Santon e Karsdorp nel ruolo lasciato scoperto da Florenzi, out come El Shaarawy, Pellegrini e Pastore.
Parla l'ex dg di Ranieri: "Seguitelo, già 9 anni fa uscimmo dal tunnel"
LA REPUBBLICA - PINCI - Nove anni fa portò la Roma a un passo dallo scudetto. Pochi mesi prima, però, avrebbe potuto firmare per il Napoli di De Laurentiis. Se Gian Paolo Montali, dg del Progetto Ryder Cup 2022, alla fine scelse Roma è soprattutto per un motivo che sa di presente: «Mi chiamò Claudio Ranieri, che avevo conosciuto alla Juve. Mi disse: “Dai vieni”. Avevo la penna in mano per firmare col Napoli, avevamo già scelto Mazzarri e
Bigon, poi spuntarono sul contratto i diritti d'immagine e ci fu una frenata. Lì si inserì Claudio». Anche allora la Roma era a pezzi, Ranieri la aggiustò: «La situazione era
drammatica, Claudio era appena arrivato. Perdemmo col Livorno, poi a Udine. Rosella Sensi voleva mandare tutti in ritiro, ma ottenni di poter parlare con la squadra. Chiesi se volevano andare in ritiro, dissi che volevo ne parlassero ne Totti e De Rossi i mi chiamarono per dirmi che avevano scelto "Ma deve dire che la decisione di non andare l'abbiamo presa insieme”. Così feci, Rosella si arrabbiò molto». Poi arrivarono a tanto così dallo scudetto: «La svolta? Misi nello spogliatoio una tabella: “Con 9 vittorie e 2 pareggi saremo primi”. Mi dissero che avrebbe portato sfiga ma così fu, e regalai a tutti una
tv, anche ai massaggiatori». Però la partita con la Samp fece sfumare il titolo. Un anno dopo arrivarono gli americani: «La prima cosa che mi disse Di Benedetto fu che voleva deromanizzare la Roma: parole che qualcuno gli aveva messo in testa». Totti però resiste ancora oggi: «Una risorsa, se Francesco chiamava un giocatore quello alla Roma ci
veniva: non so come sia uso oggi, ma in questo è fenomenale».
Il futuro di Roma e Napoli: ora anche Pallotta studia De Laurentiis
LA REPUBBLICA - PINCI - Tre volte seconde, due volte terze, una volta quinte. Il curriculum degli ultimi sei anni è esattamente sovrapponibile, per Roma e Napoli, è l'accento sull'utopia che nessuna delle due è riuscita a trasformare in realtà. Da una parte il merito di aver provato ad insidiare il dominio bianconero, dall'altra il peso di essersi
dovute rassegnare a fare da spettatrici. Strade diverse, percorsi che avrebbero potuto sovrapporsi o incrociarsi, ma mai seguendo l'uno le tracce dell'altro. Eppure inseguendosi. Napoli e Roma, oggi avversarie all'Olimpico, hanno venduto tanto: Higuain e Alisson, Cavani e Salah, Jorginho e Pjanic. Diversa però è sempre stata la costruzione: la Roma in questi ultimi 5 anni ha acquistato 68 calciatori, il Napoli soltanto 37, quasi la metà. Meno operazioni, più risultati, più punti: 13 quelli di distacco tra il 2° posto di Ancelotti e il quinto di Ranieri, con la squadra a pezzi nel fisico e nel morale. Al contrario Sir Carlo da Reggiolo ha in tasca 11 pass d'accesso alla prossima Champions, cerca punti per consolida re la posizione alle spalle della Juve e attende di proiettarsi verso i quarti di Europa League. C'è dunque perfino margine per programmare con anticipo il futuro, nel solco di quella continuità che è diventata il leit motiv della gestione De Laurentiis, «Koulibaly, Alan e i nostri big restano, il club non ha bisogno di vendere o di fare plusvalenze. L'ossatura
della squadra è già molto valida, basta completarla», assicura l'allenatore del Napoli. Una strada - ed è una novità - che inizia ad affascinare pure la Roma, che fino a oggi riteneva di
non poter crescere davvero senza lo stadio di proprietà su cui la proprietà Usa ha puntato tutte le fiches. Perla prima volta negli ultimi 8 anni, Pallotta deve decidere che strada imboccare. Da una parte la tentazione di una nuova rivoluzione, affidata a Luis Campos, direttore sportivo portoghese del Lille e ultimo innamoramento del presidente americano. Dall'altra la suggestione di portare a Roma un grandissimo allenatore per aprire un ciclo
che punti a vincere in fretta: proprio sul modello del Napoli. Non è un caso che da settimane i manager romanisti strizzino l’occhio a quel Sarri cui De Laurentiis affidò l'ultima missione scudetto, e addirittura accarezzino il sogno Conte, più o meno quanto riuscì lo scorso anno al Napoli convincendo Ancelotti. Il suo calcio in azzurro è appena iniziato, eppure promette di durare a lungo grazie alla sintonia che si è creata tra il tecnico e il suo presidente: non solo sul mercato. «Ho investito tre milioni per migliorare îl nostro centro sportivo, costruiremo altri tre campi per il settore giovanile e dopo le Universiadi completerò a mie spese il restyling del San Paolo», ha annunciato ieri De Laurentiis, mettendo così da parte il progetto del nuovo stadio. Anche in questo il Napoli è più conservatore.
Florenzi: "Forza ragazzi, siamo la Roma" (Foto)
Alessandro Florenzi tiferà Roma fuori dal campo. A causa dell'infortunio non potrà giocare al fianco dei suoi compagni e incita la squadra attraverso un post sul profilo Instagram:
View this post on InstagramDAJE!!! #forzaragazzi #romanapoli #noisiamolaroma
A post shared by ALESSANDRO FLORENZI (@florenzipertelethon) on Mar 31, 2019 at 12:48am PDT
Roma vs Napoli, i giallorossi perdono 4-1
INSIDEROMA.COM - Alle ore 15 allo Stadio Olimpico, a distanza di circa quattro mesi dall'ultima volta, la Roma di Claudio Ranieri scende in campo per giocarsi le ultime chance di conquistare un posto nella prossima edizione della Champions League. Il mister testaccino ha il forte dubbio se passare dal 4-4-2 al 4-3-3, questo l'unico nodo da sciogliere. Per il resto, linea difensiva composta da Santon, Fazio e Kolarov, con Manolas e Marcano in ballottaggio. Centrocampo a tre con Nzonzi, Zaniolo e Cristante mentre il reparto offensivo sarà composto da Schick, Perotti e Dzeko.
LE PROBABILI FORMAZIONI
ROMA (4-2-3-1): Olsen; Santon, Fazio, Manolas, Kolarov; Nzonzi, De Rossi; Cristante, Schick, Perotti; Dzeko.
A disp.: Mirante, Fuzato, Marcano, Juan Jesus, Karsdorp, Zaniolo, Coric, Riccardi, Ünder, Kluivert.
All.: Ranieri
NAPOLI (4-4-2): Meret; Hysaj, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Allan, Fabian Ruiz, Verdi; Milik, Mertens.
A disp.: Karnezis, D'Andrea, Luperto, Malcuit, Ounas, Younes, Gaetano.
All.: Ancelotti
Zaniolo in panchina a causa dell'influenza
Nicolò Zaniolo non sarà tra i titolari del match tra Roma e Napoli. Il ragazzo partirà infatti dalla panchina a causa dell'influenza che lo ha colpito nelle ultime ore. Al suo posto spazio a Bryan Cristante.
Santon: "Partita fondamentale. Ce la giochiamo, sappiamo di stare bene"
Davide Santon, terzino della Roma, ha parlato ai microfoni di Sky Sport nel pre partita del match contro il Napoli:
"Oggi partita fondamentale, sappiamo quanto sia importante perché gli scontri diretti sono sempre quelli più importanti. Ce la giochiamo, sappiamo di star bene, vedremo come andrà".
Serie A, l'Atalanta vince a Parma per 3-1
C'è anche l'Atalanta nella lotta per l'Europa. Nell'anticipo delle 12.30 del ventinovesimo turno di Serie A la formazione bergamasca passa in rimonta sul campo del Parma. 3-1 dell'undici di Gasperini, nel primo tempo Pasalic (24') risponde al gol dell'ex romanista Gervinho (8'), nella ripresa decisiva la doppietta di Zapata (75' e 94'). L'Atalanta sale al quinto posto a quota 48 punti e scavalca momentaneamente la Roma, impegnata nel pomeriggio con il Napoli.
Mario Rui: "Non è stato semplice quando sono arrivato alla Roma. Ora sono contento al Napoli"
Mario Rui, giocatore del Napoli ed ex Roma, ha parlato prima del match contro i suoi ex compagni:
"Al di là dell’infortunio che ho avuto è stata una grande soddisfazione, un traguardo importante della mia carriera. Non è stato semplice però quando sono arrivato in una società grande come la Roma. Adesso mi trovo in una società importante come il Napoli e sono contento così".
Mertens: "Loro sono giocatori forti, noi dobbiamo fare il nostro gioco"
Dries Mertens, esterno offensivo del Napoli, ha parlato nel pre partita contro la Roma:
"Diventa una partita difficile perché sono giocatori forti, dobbiamo fare il nostro gioco e vedere cosa possiamo fare".
Mertens: "Sono contento del risultato, voglio continuare"
Dries Mertens, attaccante del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni dopo la fine del match contro la Roma. Queste le sue parole:
MERTENS A SKY SPORT
Squadra in grande condizione, avete fatto una grandissima partita....
"Sì, abbiamo meritato. Peccato che nel primo tempo non abbiamo fatto più gol, ma nel secondo abbiamo fatto bene".
Passi in avanti in vista dell'Arsenal...
"Passi in avanti in generale, anche pensando all'anno prossimo".
Bella soddisfazioni per te i gol...
"Sicuramente mi fa piacere, voglio continuare. La stagione non è ancora finita e vediamo".
Obiettivo è raggiungere Hamsik?
"Sì, mi è dispiaciuto sia andato via ma mi ha fatto anche piacere (ride, ndr)"
Condizioni fisiche?
"Ho avuto un duello con Kolarov, che è una bestia. Mi faceva un po' male il ginocchio, ma sto bene".
Le pagelle di Roma-Napoli
La Roma esce con una pesante sconfitta dall'Olimpico contro il Napoli per 4-1. In gol Milik, Mertens, Verdi, Younes mentre per i giallorossi aveva segnato la rete del pari Perotti su rigore. Quarto posto sempre a 4 punti di distacco ma si fa sempre più dura.
Olsen 4 - Un pò incerto sulla prima rete degli ospiti sul tiro di Milik ma poi si rifà con una bella parata su Verdi, che respinge d'istinto. Malissimo nella ripresa, quando si fa passare sotto il braccio un passaggio di Callejon e Mertens segna a porta vuota. Il momento nero dell'estremo difensore svedese continua ed in molti chiedono l'ingresso di Mirante.
Santon 5.5 - Prova a difendere e ad attaccare ma in fase difensiva è sempre solo contro 2 e davanti è poco lucido nel momento dell'ultimo passaggio.Meno peggio, però, di tanti suoi compagni.
Manolas 6 - Il suo ritorno al centro della difesa è importante ma è l'unico giocatore del pacchetto arretrato in grado di far qualcosa di utile alla causa. Solo contro tutti con il Napoli diventa un'impresa impossibile. Ce la mette tutta anche se le sue condizioni non sono ottimali e fa anche qualche intervento di grande spessore.
Fazio 4 - Ormai il voto per l'argentino è una costante. L'attaccante avversario piccolo gira sempre dalle sue parti e lui va costantemente in affanno. Soffre tantissimo Mertens ma anche lo stesso Milik fa ciò che vuole e se non intervenisse Manolas in raddoppio, le cose andrebbero ancora peggio.
Kolarov 5 - Torna anche lui dopo un infortunio e si vede che non è al 100% ma fatica veramente tanto con Callejon, che lo prende di sorpresa spesso e volentieri. Davanti non è un fattore come accaduto in altre circostanze ma il suo ritorno può aiutare molto a dare un'alternativa alla manovra in fase di possesso con squadre inferiori ai partenopei.
De Rossi 5.5 - L'impegno non è mai mancato e non manca neanche in questa circostanza. Dopo una lunga assenza, non si può pretendere più di questo ma se deve fare il lavoro che faceva Strootman sino allo scorso anno per far giocare Nzonzi al suo posto, c'è qualcosa che non va ed è evidente. (80' Kluivert s.v. - Tocca 2-3 palloni a gara compromessa).
Nzonzi 4 - Altro giocatore dal voto negativo costante. Lento, macchinoso, appare svogliato ed il pubblico lo becca quando prova a fare dei passaggi a breve distanze e li sbaglia. Il suo acquisto è lo specchio di quest'annata che appare sempre più fallimentare.
Cristante 5 - Un pò meglio del francese perché almeno è un pò più dinamico e tenta la conclusione ma continua a cambiare posizione di partita in partita ed anche nel corso della stessa non trovando quasi mai il bandolo della matassa. Dovrebbe andare con più convinzione sui contrasti, che continua a perdere.
Perotti 6.5 - L'argentino è l'unico che cerca in tutti i modi di impensierire la difesa azzurra ma i compagni non lo assistono e predica nel deserto. Suo il gol su rigore che dà un minimo di speranza ad una squadra che definire tale è un eufemismo. (80' Under s.v. - Unica buona notizia di giornata è il ritorno in campo del turco. Pochi minuti per tornare a mangiarsi l'erba e fare qualche corsa ma riesce a fare poco altro nel poco tempo concessogli a match ormai concluso).
Schick 5 - Parte sulla fascia destra offensiva ma si accentra sempre ed in copertura è latitante e lascia sempre Santon contro 2. Davanti si pesta i piedi con Dzeko con cui non dialoga praticamente mai. Il bagliore nel buio è l'anticipo su Meret nell'azione del rigore ma fa poco altro. (63' Zaniolo 5.5 - Entra a poco meno di mezz'ora dalla fine a causa di un virus che lo ha colpito la notte di venerdì. Tenta qualche giocata ma la difesa del Napoli è concentrata e gli lascia poco spazio).
Dzeko 4 - Chiamare Chi l'ha visto? al più presto. Il centravanti bosniaco gioca in maniera svogliata, facendo il suo e col freno a mano tirato. Sembra un corpo estraneo dalla squadra e non fa nulla per cambiare le cose. Mancano 9 giornate al termine della stagione, almeno l'impegno sino alla fine, poi se lui e la società dovessero decidere di separarsi, amici come prima ma con un certo rispetto verso i tifosi.
Ranieri 5 - La squadra non c'è. E' arrivato da 3 incontri e quindi le sue responsabilità sono molto limite ma non è riuscito a dare coraggio e forza ad una squadra che tutto appare tranne che un gruppo. Ognuno pensa al proprio orticello e non fa nulla in più. Forse non era tutta colpa di Di Francesco come dicevano i suoi detrattori ma magari di chi ha speso più di 150 milioni per comprare Olsen, Santon, Bianda, Cristante, Coric, Nzonzi, Pastore e Kluivert...