La quota Champions a 61 punti invita a spendere sul mercato
LA REPUBBLICA - I numeri delle ultime 15 stagioni, con il campionato a 20 squadre, segnano che arrivano e partono numerose offerte dall’Italia riguardanti il calciomercato. Non capita spesso una classifica però con la prima della classe così distante dalla seconda. La buona notizia è che, scudetto a parte, è tutto in gioco. La Roma è quella più pericolosa in casa, ma è vulnerabilissima in difesa: sia all’Olimpico sia fuori. I club studiano i propri difetti: il mercato può aiutare a correggerli.
Monchi “studia” Bennacer, ma c’è il nodo riscatto
LA GAZZETTA DELLO SPORT - La prima giornata di lavoro a Trigoria si aprirà con il colloquio tra Monchi e Di Francesco, al fine di definire gli obiettivi di mercato da perseguire. Il tecnico giallorosso si aspetta almeno un centrocampista da questo mercato, anche alla luce delle condizioni di De Rossi, e il nome più caldo è quello di Bennacer dell’Empoli. La Roma vorrebbe prenderlo in prestito con diritto di riscatto, ma i toscani potrebbero chiedere l’obbligo. C’è anche da capire la volontà del club di Corsi di privarsi di una delle propire colonne in piena corsa salvezza. Piace anche Meité del Torino, il quale però difficilmente si muoverà. Per quanto riguarda le cessioni si sono arenate le situazioni che riguardano Karsdorp e Marcano. Il Feyenoord non sembra disposto a prendere il terzino in prestito secco, unica possibilità concessa dai capitolini. Marcano invece non è convinto di lasciare Roma e dunque anche le trattative per i possbili sostituti, Maidana e Kabak, sono in stand-by.
Pallotta il numero 1: la sua Roma al top per punti fatti. Ora vuole un trofeo
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Che cosa c’è di sorprendente nel notare come tra la percezione e la realtà ci sia una forbice a volte assai larga? Probailmente nulla. Ecco allora che a quarant’anni di distanza dall’inizio della presidenza di Dino Viola (16 maggio 1979) si scopre che il presidente giallorosso con la più alta media punti a partita è il tanto vituperato James Pallotta. Con 491 punti in 247 gare la Roma sotto la sua gestione ha ottenuto una media di 1,98 punti a partita, facendo registrare per due volte il record di punti della sua storia, prima con Garcia e poi con Spalletti. Dietro di lui la gestione Sensi: con Rosella i giallorossi hanno viaggiato a 1,81 punti di media, mentre con Franco a 1,72, vincendo però lo Scudetto nel 2001 dopo diverse critiche. L’amato presidente Viola ha fatto mantenere ai suoi il ritmo di 1,65 punti (riparametrati con i criteri attuali). Fanalini di coda Di Benedetto e Ciarrapico, entrambi a 1,38 punti di media.
Oggi ripresa. Subito il peso, poi richiamo atletico
LA GAZZETTA DELLO SPORT - La Roma si ritrova a Trigoria oggi alle 13. Ad attendere i giocatori giallorossi per prima cosa ci sarà la prova peso. Ci sarà poi l’allenamento basato sui test fisici e in generale nei prossimi due giorni il lavoro della squadra sarà essenzialmente atletico, con un piccolo richiamo di preparazione in vista dei tanti impegni. I capitolini si alleneranno fino a sabato, anche se potrebbe esser loro concesso un giorno di riposo, nel caso in cui dessero risposte convincenti. Domenica invece tutti in ritiro, in vista del match di Coppa Italia contro l’Entella di lunedì prossimo.
I sorrisi e le spine: ecco il 2019 di Di Francesco
LA GAZZETTA DELLO SPORT - Da oggi si riparte. La Roma torna a lavorare sodo a Trigoria per ripartire da dove ha finito, dall’entusiasmo delle vittorie. Nonostante tutti i problemi vissuti in questi sei mesi, i giallorossi sono ancora in corsa per ottenere risultati su tutti i fronti e dunque non c’è motivo per non approccciare in maniera ottimistica la seconda parte di stagione. Tra le cose migliori da cui ripartire c’è l’esplosione dei due azzurri Cristante e Zaniolo. Il primo non è praticamente più uscito dal campo dall’inforunio di De Rossi e nelle ultime partite ha iniziato a far registrare una crescita evidente anche sotto il profilo dei gol e degli assist. Il secondo ha invece sfruttato il mese di assenza di Lorenzo Pellegrini per imporsi sulla trequarti e adesso che Di Francesco li avrà entrambi a disposizione non è escluso che giochino insieme, arretrando in mediana il numero 7. I due grandi punti interrogativi sono invece legati alle condizioni di De Rossi e al rendimento di Dzeko. Il capitano, seconodo le previsioni più rosee, tornerà entro fine mese, ma non c’è nulla di certo. Il bomber bosniaco deve alzare la produttività in campionato: finora sono solo due le reti messe a segno.
Monchi-Eusebio, patto low cost
IL MESSAGGERO - CARINA - L'appuntamento per la ripresa degli allenamenti - dopo 8 giorni di stop - è fissato per il primo pomeriggio (14.45). In mattinata, però, Monchi - rientrato dalla Spagna - farà il punto della situazione sul mercato insieme ai suoi più stretti collaboratori e Di Francesco. Il fatto che la Roma fosse uno dei club contrari alla dilatazione della finestra di gennaio (che inizialmente doveva chiudere il 18) la dice sulla lunga sui propositi del club. Che prima di acquistare, almeno in difesa, vuole cedere. Diverso il discorso per il centrocampo dove le condizioni di De Rossi (alle prese con una cisti al ginocchio alla quale si somma una lesione cartagilinea) inducono alla massima cautela. Nonostante il capitano giallorosso abbia rinunciato di seguire la famiglia alle Maldive per continuare il suo programma di recupero, difficile ad oggi lasciare spazio a previsioni sul rientro. Proprio per questo motivo Di Francesco si aspetta un innesto in mediana. L'identikit è quello di un centrocampista duttile. Con un budget al minimo è tuttavia difficile per Monchi muoversi. E finora quelli del ds spagnolo sono stati infatti soltanto sondaggi, provando a capire quale terreno può trasformarsi in una pista realmente concreta.
LA VIA DI MEZZO - La Roma ha quindi sondato il Bologna per Donsah e si è vista offrire Pulgar. Prima di Capodanno, un sondaggio per Meité (Torino) ha trovato il no del club granata che potrebbe forse cambiare idea con l'inserimento di Perotti, indicato da Mazzarri come prima scelta per l'assalto al traguardo europeo. Discorso che viene meno sul nascere, visto che l'argentino ha già fatto sapere (anche all'Atalanta) di non volersi muovere dalla Capitale. Per Duncan, invece, è molto avanti il Milan che ha ricevuto un'offerta dal Tottenham per Kessie e guarda al ghanese come possibile sostituto. Da Empoli, invece, ogni discorso per Traoré e Bennacer sembra rimandato all'estate, anche se un tentativo per l'algerino sarà fatto (magari inserendo il prestito di Coric). In Premier si è freddata di colpo la pista legata a Dendoncker mentre rimane da valutare quella relativa a Badu. Il calciatore è reduce da un grave infortunio che alla pari di Donsah gli ha fatto saltare la prima parte della stagione.
ASPETTANDO GLI ADDII - Per un calciatore che dovrebbe alternarsi immediatamente nelle rotazioni in mediana, non certo il miglior biglietto da visita. Nel reparto arretrato, registrata la brusca frenata con il Feyenoord per il ritorno di Karsdorp in Olanda (divergenze dovute alle modalità del prestito) ogni discorso è rimandato alla partenza di Marcano. Che inizialmente sembrava avere un discreto mercato, fermo ad oggi ad un paio di sondaggi del Siviglia e del Galatasaray. Club turco dove gioca Kabak, uno dei profili seguiti con interesse da Monchi e dall'Inter. A Milano c'è Miranda, operazione low cost a livello di cartellino (non certo d'ingaggio). Brasiliano come il nerazzurro è Iago Maidana - che non convince però Di Francesco - e il portiere Brazao del Cruzeiro.
Brividi DiFra
LEGGO - BALZANI - The winter is coming, ovvero l'inverno sta arrivando. E' il teaser di una delle più famose serie tv della storia, ma può essere l'introduzione del gennaio calcistico per Di Francesco. Nel mese più freddo dell'anno, infatti, il tecnico ha spesso sofferto e battuto i denti. E' accaduto la scorsa stagione quando tra il 6 e il 28 gennaio la sua Roma ha visto svanire le residue possibilità scudetto inanellando 2 sconfitte e 2 pareggi tra Atalanta, Sampdoria (due volte, visto il recupero) e Inter. Qualche giorno prima era arrivata l'eliminazione in coppa Italia col Torino e la sconfitta con la Juve. Fino al 23 dicembre il distacco dal Napoli capolista era di soli 4 punti, il primo febbraio era crollato a -14. Ad aggravare la situazione, oltre all'evidente calo fisico della squadra, pure le voci di mercato (il passaggio poi sfumato di Dzeko al Chelsea) e le polemiche post Capodanno di Nainggolan. In quel momento Di Fra ha visto per la prima volta traballare una panchina che ha vissuto anche nelle settimane scorse forti scossoni senza crollare. Momenti ancora più complicati anche in altre due annate. Il 27 gennaio 2009, infatti, Eusebio conobbe per la prima volta l'amarezza di un esonero quando - dopo 5 sconfitte consecutive - fu sostituito da Pagliari alla guida del Lanciano. Altro licenziamento il 28 gennaio del 2014 quando Malesani subentrò al posto di Di Francesco al Sassuolo per una serie di risultati negativi (7 sconfitte in 8 partite). A marzo però Eusebio fu richiamato al timone per salvare la nave condotta sull'orlo della retrocessione. Pure nel gennaio 2015 e 2016 la media al Sassuolo fu bassa (rispettivamente 5 e 6 punti in 6 partite) tanto per confermare il trend negativo del primo mese dell'anno che prende il nome dal dio dei due volti Giano. Un motivo in più per rialzare la concentrazione in vista delle partite di un corto gennaio che attendono la Roma dal 14 al 27 tra coppa Italia e campionato: Entella, Torino e Atalanta. Oggi all'ora di pranzo a Trigoria riprenderanno le sedute di allenamento dopo gli 8 giorni di ferie post natalizie passate dai giocatori (De Rossi a parte) tra Dubai, Maldive e Usa. Si valuteranno le condizioni fisiche, gli effetti della dieta imposta dallo staff e la volontà dei giocatori di ribaltare una stagione fin qui deludente nonostante le due vittorie di fine anno.
Ipotesi Lazio per Malcolm
IL MESSAGGERO - ABBATE - Assicuratevi di chiudere la portiera dell'aereo stavolta, dopo appena sei mesi Malcolm ripensa di sbarcare in Italia. Stessa destinazione estiva, ma ironia del destino sarebbe doppia la beffa per la Roma. Secondo Sport potrebbe finire alla Lazio l'esterno del Barcellona. Dopo il voltafaccia del 23 luglio a Trigoria, in Catalogna non è mai decollata col tecnico Valverde (nonostante un gol all'Inter) la sua avventura, così Malcolm sarebbe pronto a salire su una nuova scaletta. A differenza dei tifosi giallorossi, i laziali però evitino d'aspettarlo a Ciampino, anche perché da Formello smentiscono ogni indizio. Sino a qualche settimana fa l'ex Bordeaux sembrava destinato ai cinesi dell'Evergrande Guangzhou, la squadra allenata da Fabio Cannavaro, invece ora - secondo i media spagnoli - si sarebbe fatto sotto Tare. Il diesse la definisce una bufala, eppure conosce benissimo la formula (prestito secco, ed è questo che non lo convince) con cui verrà eventualmente ceduto il brasiliano dal club blaugrana. Il motivo? Il dirigente albanese ne ha parlato, eccome, con Miguella, lo stesso agente con cui sta chiudendo l'affare Bobby Adekanye in Inghilterra. Il baby 20enne attaccante olandese (di origini nigeriane) a giugno sarà libero a parametro zero dal Liverpool, non rinnoverà, ma Tare vorrebbe anticipare il colpo a gennaio senza aspettare la scadenza. Perché, guarda caso, «c'è l'interesse concreto del Barcellona», ha ammesso Miguella. Insomma, c'è un gioco a incastro con lo stesso Malcolm sull'ala destra.
Stadi sicuri, trattativa Viminale-Federcalcio: "Ora il modello inglese"
IL MESSAGGERO ABBATE - MANGANI - A sedere intorno al tavolo per l'incontro di oggi pomeriggio sugli Stadi sicuri sarà tutto il mondo sportivo. Ma certamente chi si aspettava un'invasione di ultrà pronti a trattare la resa, rimarrà deluso. Per la parte della tifoseria saranno presenti quattro Slo, ovvero i Supporter liaison officer, la figura introdotta dalla Uefa nel 2015, che ha il compito di tenere i collegamenti tra i club e le società di calcio. A sceglierli è stata la Figc, così come gli era stato chiesto dallo stesso ministro dell'Interno. E la Federazione ha optato per l'unica soluzione possibile: portare alla riunione dove siederanno vertici politici, sportivi, delle forze dell'ordine e anche del giornalismo, figure che non contrastino con il ruolo istituzionale dell'incontro. La scelta, per non urtare la suscettibilità del mondo del pallone, è caduta sugli Slo che rappresentano le tre Leghe A, B, C, e la stessa Figc, che ha indicato Antonio Talarico, suo supporter coordinatore, mentre Alessandro Camponeschi rappresenterà la Lega di B.
MODELLO INGLESE - Sulle presenze, nulla da dire da parte di Salvini, tantomeno di Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega allo Sport, che hanno fortemente voluto questa riunione dopo il Santo Stefano nero della serie A. Per loro sembra essenziale riaprire il dialogo e farlo coinvolgendo tutte le componenti. L'ipotesi sulla quale pare che Salvini stia già lavorando è quella simile al modello inglese, con più poteri agli steward, la possibilità di comminare un maggior numero di squalifiche a vita (Daspo) «per chi si macchia di episodi di violenza all'interno e fuori dagli stadi», tenendo conto di tutte le responsabilità: tifosi, dirigenti, giocatori e anche allenatori.
La strategia immaginata, però, mostra distanze parecchio evidenti tra le parti, soprattutto riguardo allo stop alle partite. Il presidente della Figc ha subito individuato la rotta scelta dal calcio: semplificare la procedura per lo stop, al momento incagliata sul doppio ruolo arbitro-responsabile ordine pubblico. L'Uefa ha richiamato l'Italia al rispetto delle procedure (per Ceferin INter-Napoli andava sospesa), Salvini ha preso atto ma ha indicato una via diversa: sostenendo che il blocco spetta all'arbitro. Anche se ha messo l'accento sui rischi per l'ordine pubblico in caso di sospensione: «Chiudere gli stadi e sospendere le partite non è la soluzione», ha commentato. E la dichiarazione è apparsa una critica al giudice sportivo che ha sbarrato le porte del San Siro per tre giornate, Coppa Italia compresa, ed è divenuta indicazione chiara anche ai suoi uomini: la chiusura per tre mesi e il divieto di trasferta ai tifosi nerazzurri ipotizzato dal questore Cardona, «d'intesa con il prefetto Gabrielli», non è mai stata ratificata.
LINEA DURA - Nel frattempo il presidente Figc Gabriele Gravina ha convocato per questa mattina una riunione informale di tutti i partecipanti al tavolo: dovranno decidere se e in quali termini chiedere che sia più semplice fermare le partite. Gravina ha annunciato la linea dura, dalla quale difficilmente potrà recedere. Salvini, al contrario, ha chiesto di distinguere tifosi cattivi da tifosi buoni, e dunque di non punire tutti.
La risposta alla violenza è quella che più sta a cuore al Viminale (i cui dati indicano un calo di incidenti dentro gli stadi ma un aumento lontano dai campi di gioco). Anche se, a meno di un impegno vero da parte delle società, sembra difficile immaginare una soluzione al problema. Il ministro ha chiamato a presenziare «i rappresentanti del tifo sano». La Figc ha messo insieme i quattro Slo e, una volta conclusi i lavori della giornata, saranno loro a dover comunicare agli altri 98 colleghi-supporter, le novità, per poi girarle ai tifosi. La riunione è stata fissata per metà gennaio.
Priorità all’ingaggio più che al profilo
IL MESSAGGERO - TRANI - A Miranda, in uscita da Appiano Gentile, indirettamente conferma la strategia di Monchi, sempre su input della proprietà Usa. Il difensore dell’Inter, offerto anche al ds giallorosso come riportato da Il Messaggero lo scorso 3 gennaio, rappresenterebbe il profilo ideale per sostituire in rosa Marcano. Il brasiliano, tra l’altro, non sarebbe certo il4° centrale da affiancare a Manolas, Fazio e Jesus,ma il nuovo titolare della linea a 4 di Di Francesco.E, insomma, il cambio in corsa migliore nella sessione invernale del mercato.Ma lo stop all’eventuale trattativa viene dallo stipendio del giocatore:3,5 milioni. L’acquisto giusto, dunque,con l’ingaggio però sbagliato. Perché non rientra nei paletti imposti da Pallotta al management, costretto ad abbassare, già a gennaio, il costo del personale che, nel bilancio (30 giugno scorso) è salito a 158 milioni lordi (il 4° in serie A) ed è quindi cresciuto rispetto alla stagione precedente in cui si assestò a 145 milioni (+13).E, nonostante le partenze di Nainggolan e Strootman (non di Alisson, economicamente trattato quasi come un calciatore qualsiasi), lievitato anche nel bilancio attuale. Karsdorp e Marcano, difficili da piazzare, sono gli ostacoli di inizio 2019. Miranda, 34 anni, ha al momento rifiutato le offerte di almeno 2 club in Brasile e non lo hanno ancora convinto le proposte recapitategli dalla Cina e dagli Emirati Arabi. Prima di Natale ha chiesto al suo manager di provare a piazzarlo in Italia, dando la priorità proprio alla Roma. Che,perora, aspetta e riflette. L’Inter, comunque, preferirebbe non darlo a una rivale per la zona Champions. Soprattutto non lo cede in prestito, chiedendo 5 milioni. Anche perché Spalletti pretende subito il sostituto.
Calciomercato a scacchi, le mosse della Roma tra arrivi e... arrivederci
INSIDEROMA.COM - ELISA GIOCONDI - Al via la sessione invernale di calciomercato. Ecco che dal 3 gennaio tutte le valutazioni, le osservazioni fatte nella prima parte della stagione cercano di concretizzarsi sottoforma di partenze e arrivi. Fino alle ore 20 del 31 gennaio, i club dovranno destreggiarsi e negoziare per l'occasione vincente e attuare programmi sia in entrata che in uscita.
Prima la notizia buona o quella cattiva? Dipende dal punto di vista. Iniziamo dalle partenze: Karsdorp dovrebbe tornare alla base, in casa Feyenoord. Il club giallorosso non vuole liberarsene definitivamente e chiede una pausa di riflessione ma, nel frattempo, lo offre in prestito agli olandesi che l'hanno cresciuto. Dal canto loro, però, rispondono con la richiesta del diritto di riscatto a cifre contenute ma la Roma non può permettersi minusvalenze.
I due giovani lupetti Coric e Bianda, arrivati a Trigoria nel luglio scorso con la sessione di calciomercato estiva, potrebbero trovarsi costretti a seguire la scia d'arrivederci. Hanno entrambi la necessità di giocare con maggior continuità per poter migliorare le loro prestazioni, ma Di Francesco non può osare tanto e la società ha in programma di mandarli tutti e 2 in prestito (avendoli pagati 6 milioni + bonus).
Nel reparto difensivo, un giocatore pronto a salutare la società capitolina è Marcano, che piace al Galatasaray: il vuoto che lascia lo spagnolo, Monchi spera venga colmato da Ozan Kabak, un classe 2000 di proprietà della suddetta società turca.
"Mercato di gennaio? Se fai tanto, è perché hai sbagliato prima".
Monchi si rimbocca le maniche e, oltre al connazionale di Ünder, segue anche Rugani della Juventus, Mancini di casa Atalanta e Andersen attualmente alla Sampdoria, senza contare De Ligt, dell'Ajax. Sugli ultimi due, in ogni caso, bisogna riuscire ad estromettere la concorrenza di Juventus ed Inter.
La sfida più grande del ds sarà, tra tutte, quella di trovare un degno sostituto di Daniele De Rossi che, a causa dei problemi al ginocchio, non può assicurare la sua presenza continuativa. Monchi è esigente: il candidato dovrà avere caratteristiche differenti da quelli di Nzonzi, Cristante o Pellegrini, deve essere economico o, ancora meglio, prenderlo in prestito con diritto di riscatto. Tra i papabili compaiono Berge, il classe ’98 norvegese che, però, potrebbe non partire per gennaio.
"Chi nun more se rivede", direbbe qualcuno. Torna in auge Samassekou, già cercato durante la sessione estiva. La sua pecca sono i 20 milioni richiesti e la mancanza di presupposti per chiudere l'affare in questa sessione di calciomercato.
Bennacer è richiesto anche dalla Sampdoria. Secondo Di Francesco, infatti, il giocatore francese è la rivelazione dell'anno. Chissà se riusciranno a battere le altre squadre interessate al suo cartellino.
La Roma ha superato un periodo nero tra sconfitte, infortuni, mister in bilico: il 2019 è l'occasione che ha per ripartire con il piede giusto muovendo le pedine giuste tra arrivi e partenze. Nella seconda parte della stagione, la Roma è attesa da Coppa Italia, Champions League e la lotta per tornare nell’Europa che conta.
Con il fiato sospeso, abbiamo un mese davanti e siamo curiosi di vedere gli sviluppi del calciomercato giallorosso, trepidanti di dare il benvenuto ai nuovi talenti che si aggiungeranno alla rosa di Di Fra.
Transfer window, i primi colpi di gennaio 2019
INSIDEROMA.COM – MATTEO LUCIANI – Da sempre gennaio fa rima con ‘mercato di riparazione’. Si tratta, infatti, di quella finestra appositamente studiata per quei direttori sportivi che nel corso dell’estate antecedente hanno creato più disastri che prodezze oppure in funzione di compagini che, magari a causa di alcuni infortuni gravi, si trovano in condizioni di difficoltà in merito alla rosa a disposizione del proprio allenatore.
I primissimi giorni dell’edizione 2019 della transfer window invernale hanno già regalato ufficialmente un colpo ultramilionario, che ad ogni modo sarà effettivo soltanto a partire dalla prossima estate: si tratta del passaggio del baby fenomeno statunitense Christian Pulisic dal Borussia Dortmund, capolista in Bundesliga, al Chelsea di Maurizio Sarri. Oltre sessanta i milioni messi sul piatto dai londinesi per assicurarsi il talento giallo nero; un colpo che in molti hanno collegato al futuro addio alla Premier di Eden Hazard, sempre più sensibile alla corte spietata del Real Madrid di Florentino Perez, ancora alla ricerca di un campione che possa idealmente sostituire CR7.
Rimanendo in Inghilterra, l’altro acquisto di un certo peso, seppur tutto da verificare a causa della provenienza del calciatore da una lunga squalifica per un presunto caso di doping, riguarda l’ex City Samir Nasri, messo sotto contratto dal West Ham del suo vecchio allenatore, proprio ai tempi dei Citizens, Pellegrini. Qualora il francese dovesse tornare ai livelli precedenti allo stop forzato, per gli Hammers si tratterebbe realmente di un acquisto con i fiocchi, oltre che di un enorme aiuto nella lotta per non retrocedere.
Il Liverpool, infine, finora ha soltanto piazzato due uscite: l’attaccante ex academy del Chelsea Solanke e il terzino Clyne sono entrambi finiti al Bournemouth di Eddie Howe.
Nella Liga, invece, l’unico club a mettere a segno al momento un acquisto di un certo livello è stato il Barcellona di Ernesto Valverde, che a causa di una grave emergenza difensiva ha scelto l’ex Inter Jeison Murillo per tappare le proprie falle. Il centrale colombiano è arrivato al Camp Nou dal Valencia per una cifra vicina ai 17 milioni di euro. La notizia che ha scosso il calciomercato iberico, invece, è arrivata da Madrid, sponda Atletico: a fine stagione, dovrebbe lasciare il biancorosso e la fascia da capitano del club l’uruguaiano Diego Godìn, dato da radiomercato in procinto di firmare con l’Inter una volta arrivato alla scadenza naturale del suo contratto con i Colchoneros. Nonostante l’età non più verde, un duro colpo per Diego Pablo Simeone, che nel centrale difensivo sudamericano vedeva il proprio leader in campo ma anche nello spogliatoio. I più maliziosi hanno pure interpretato la scelta di Godìn come indizio di un approdo in nerazzurro dalla prossima estate dello stesso Simeone. Una forzatura? Ai posteri l’ardua sentenza.
In Ligue 1 si è mosso unicamente il Monaco di Thierry Henry, che ha scelto di puntare sull’esperto difensore centrale brasiliano Naldo, prelevato dallo Schalke 04, per tentare di mettere a posto una retroguardia sino a questo momento della stagione semplicemente disastrosa. Sempre i monegaschi, vengono dati come assai vicino al colpo Cesc Fabregas, in uscita dal Chelsea e più volte accostato anche al Milan, per aggiungere fosforo e classe al proprio centrocampo.
Grossa curiosità in Germania per vedere finalmente all’opera l’esterno offensivo mancino Alphonso Davies nel Bayern Monaco di Niko Kovac. Il ragazzo, appena diciottenne, è stato prelevato a peso d’oro la scorsa estate dai Vancouver Whitecaps in MLS e lasciato in prestito in terra statunitense fino alla fine della stagione oltreoceano. Ora è giunto il momento dello sbarco nel calcio che conta per Davies, del quale si parla realmente come di un possibile ‘craque’. Per il resto, poco o nulla, anche se il Borussia Dortmund, dopo la suddetta cessione di Pulisic, è certamente chiamato a mettere a segno almeno un acquisto degno di nota se vuole veramente spodestare il Bayern dopo anni di dominio assoluto.
Infine, la Serie A. Protagonista assoluto delle prime ore di mercato invernale è stato senza dubbio il Bologna del presidente Joey Saputo. I rossoblu hanno portato alla corte di Filippo Inzaghi due uomini che possono risultare fondamentali nella lotta per restare nella massima serie: Roberto Soriano, quasi cacciato dal Torino dopo soli sei mesi in prestito per un galeotto like a una foto su Instagram inneggiante i rivali juventini, e l’ex Sassuolo Gianluca Sansone. Pantaleo Corvino, poi, è riuscito a strappare al Milan l’ex Sampdoria Luis Muriel, che, a patto si presenti in condizioni fisiche accettabili dopo la sosta invernale, può essere un colpo eccezionale per la Viola e il prosieguo del suo campionato. Il suddetto club rossonero, invece, si è ‘consolato’ con l’arrivo del gioiellino brasiliano Paquetà dal Flamengo. I tifosi meneghini sperano possa ripetere le gesta e i percorsi di campioni come Kakà e Pato: il compito non si presenta facile, ma del ragazzo ne parlano in molti un gran bene.
Inter e Juventus, infine, sembrano le più attive in riferimento agli acquisti di campioni a parametro zero; detto di Godìn e i nerazzurri, il club della famiglia Agnelli pare proprio aver bruciato sul tempo la concorrenza per assicurarsi le prestazioni del centrocampista gallese attualmente in forza all’Arsenal Aaron Ramsey. 28 anni, dunque nel pieno della maturità calcistica, il calciatore dei Gunners era inseguito da mezza Europa ma sembra alla fine aver sciolto le riserve e optato per i bianconeri grazie all’offerta di un triennale a sei milioni e mezzo di euro a stagione.